Quell’Italia che dici “minore”: ho scoperto i borghi piacentini grazie a Ohmyguide

Vigoleno, credits di tutte le immagini in questo articolo: Mariangela Traficante Chelibromiporto.com
Vigoleno, credits: Mariangela Traficante

Perdonatemi, inizio questo post con un luogo comune: spesso a due passi da casa esistono piccoli grandi gioielli di cui ignoravamo l’esistenza.
E’ una banalità? Forse, ma è anche vero. Solo che per scoprirli serve, come sempre, un buon pizzico di curiosità (che poi dovrebbe essere la molla di tutti i viaggiatori, anche di quelli urbani), e qualcuno che ti porti a conoscerli. A me è successo poche settimane fa. Vivo a Milano e dunque a un’ora di treno o poco più da Piacenza e dai suoi territori. Ma non ci ero mai stata. L’ho fatto grazie a una piattaforma web e ad un consorzio che virtuosamente mette insieme pubblico e privato, #ohmyguide e #stradadelpo. E ve lo racconto in due tappe.
Oggi parto da Ohmyguide.travel, lo conoscete? E’ portale giovanissimo, ideato da Enrico Corsini, che dopo anni da viaggiatore incallito ha deciso di mettere la sua passione in circolo. E’ così è nato il sito che consente di scegliere e prenotare un tour alla scoperta del territorio italiano, con un’attenzione particolare all’arte e alla cultura. Questa la filosofia: tour in piccoli gruppi, possibilmente a piedi, alla scoperta delle città d’arte italiane, durata massima tre ore, in compagnia di una guida professionista locale. E soprattutto dedicato alla cosidetta “Italia minore”, quella che spesso rimane fuori dai circuiti più blasonati, ma nasconde gioielli. E’ così che ho scoperto Vigoleno e Castell’Arquato, due borghi preziosi in provincia di Piacenza. Sì, perchè qualche settimana fa, come vi avevo anticipato, ho avuto l’occasione di conoscere Enrico e di partire con lui, altre due blogger, il nostro “autista” Davide (per l’occasione siamo andati in giro su un vecchio camper anni 70 o giù di lì!) ed Eliana Dragoni, guida turistica professionista che con Enrico si è occupata di elaborare l’itinerario Castelli e Vino, a visitare i borghi piacentini. Cosa ho scoperto?

Che vale spesso la pena uscire dalle strade più battute ed addentrarsi nella campagna italiana. E ve lo racconto per immagini in questo viaggio.

Vigoleno è un borgo medievale e fa parte dei Borghi più belli d’Italia ed e’ anche un buen retiro per gli artisti.

Questa incastonata nel muro è una piccola statua di San Rocco, santo pellegrino. Il borgo si trova infatti lungo il tratto montano della Via Francigena.  E poi Vigoleno ospita un museo molto particolare, il Museo degli Orsanti. Artisti, musicanti ed ammaestratori di animali che nel XVIII secolo emigrarono a piedi con orsi, cammelli, scimmie e “uomini musica” attraverso strade e piazze d’Europa. Qui potete conoscere da vicino le loro arti e la loro storia.

La pieve di Vigoleno è dedicata a San Giorgio, ed al suo interno, tra sirene tentatrici scolpite sulle colonne, le finestre sono state schermate con l’alabastro come si usava fare prima dell’avvento delle vetrate

Arte e natura e un pizzico di 2.0. Il borgo è circondato da una passeggiata lungo le mura che profuma di erbe aromatiche, e le potete scoprire anche puntano il vostro smartphone su un QR code.

Castell’Arquato, con la sua rocca che domina la Val d’Arda, è Bandiera Arancione del Touring ed è stato il set di un film che se siete nati prima degli anni ’80 avrete visto sicuramente: Lady Hawke.

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Una conchiglia fossile incastonata nel muro a Castell’Arquato

A prima vista sembrerebbe solo un borgo medievale ma quando ci andrete osservate con attenzione i muri della Chiesa di Santa Maria, la Collegiata di Castell’Arquato: vi troverete “incastonate” conchiglie, come questa. Sono i fossili a testimonianza del “mare preistorico” che oggi è la valle dello Stirone e i suoi dintorni. Tanto che qui potete visitare anche il Museo Geologico che custodisce, tra le altre cose, i resti dei cetacei ritrovati nella zona.

 

Ovviamente la storia del territorio piacentino, come quelle di tanta parte d’Italia, è strettamente intrecciata alla sua vocazione contadina ed enogastronomica. e un buon connubio si trova qui, alla Torricella di Chiavenna Rocchetta, un antico maniero e torre d’avvistamento della vallata che oggi ospita l’Associazione Vitivinicoltori Val Chiavenna (e dove abbiamo degustato anche questo).

 

Consigli di lettura

Vi ho incuriosito? Allora non posso lasciarvi senza qualche consiglio di lettura sul territorio piacentino. E di questo ringrazio Eliana, espertissima sul territorio, per aver voluto condividere con noi la lista di libri e spunti letterari sul Piacentino che trovate a seguire. Buon viaggio!

  • Cercate un testo scanzonato? C’è 101 cose da fare a Piacenza almeno una volta l’anno, di Emanuela Albanese, Officine Gutenberg, 2014.
  • Se vi interessa invece approfondire usi e costumi e territorio: Folklore piacentino (tradizioni, vita e arti popolari) di Carmen Artocchini,T.E.P., 1979.
  • Su Castell’Arquato non si può non sfogliare:
    Castell’Arquato: arte e vita quotidiana dalle origini al tardo rinascimento di Marc Le Cannu ; con un saggio di Carlo Francou, TEP Edizioni d’arte, 1994
  • E su Vigoleno una guida “easy”:
    Guida di Vigoleno : borgo medievale piacentino, a cura di Antonella Gigli – Reggio Emilia: Diabasis, [2000]
  • E per finire vi segnalo una guida online gratuita: è quella messa a disposizione da Piacenza Musei per raccontare il territorio. Qui potete scaricare i pdf da consultare su smartphone, tablet e pc.

 

Ma la mia giornata alla scoperta del territorio piacentino non si è conclusa qui! Ho avuto anche l’occasione di conoscere il progetto di Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina, di cui vi parlo nel prossimo post. A domani!

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Mariangela Traficante

Benvenuti! Se volete diventare turisti letterari e vi piacciono anche i libri di viaggio, eccomi qui. Sono Mariangela, giornalista e blogger, e abbiamo una passione in comune: viaggiare con un libro in mano, ma non solo! Vi racconto di luoghi di libri e di scrittori. Provo a consigliarvi cosa leggere prima di partire, e a lasciarvi ispirare da un libro di viaggio, da un racconto e, perché no, anche a scrivere il vostro!

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