Crisi o decisione strategica? La Bbc vende Lonely Planet

guide lonely planet

Oggi non parliamo di racconti di viaggio e reportage, ma di un’operazione finanziaria e commerciale che però assume anche un forte significato simbolico e diciamo pure sentimentale. Lonely Planet passa di mano. Bbc Worldwide, che aveva comprato la società nel 2007, ha deciso di cederla ad un miliardario americano ed alla sua NC2 Media.
La notizia che tiene banco è il prezzo di vendita: 50 milioni di sterline, contro i 130 milioni che la Bbc aveva sborsato nel 2007 per acquistare Lonely Planet. Praticamente, una svendita, dicono i media. Una sconfitta, un’ammissione che i tempi stanno cambiando, che il mondo dell’editoria turistica si deve evolvere, è la lettura più profonda che invece ha azzardato qualcuno andando oltre la pura operazione commerciale.

Guide Lonely Planet

“Piattaforma multimediale”

Ma è un duro colpo vedere come tutto ciò stia accadendo a quella che è considerata la Bibbia dei viaggiatori (giusto per dare altri numeri, sono stati venduti nel mondo 120 milioni di guide, tradotte in 11 lingue, con 120 milioni di visitatori l’anno sul sito).

Ma non è detto che sia tutta colpa della crisi (economica, del turismo, dell’editoria, purtroppo qui le dobbiamo chiamare in causa tutte): lo hanno fatto capire anche i vertici della Bbc, che ad un certo punto l’attività Lonely Planet non rientrava più tra i core business del gruppo: “Lonely Planet ha ampliato la propria presenza nei mercati emergenti e in quelli digitali, aumentando anche la propria quota di mercato a livello internazionale nonostante il difficile contesto economico – ha detto ad esempio l’amministratore delegato ad interim di Bbc Worldwide, Paul Dempsey – . Ciò nonostante, abbiamo anche riconosciuto che le guide non si adattano più al nostro obiettivo di concentrare le attività della Bbc nel core business. Per questo abbiamo deciso di vendere la società“.
Dalle origini australiane (nel 1973) al Regno Unito della storica British Broadcasting Corporation fino alle mani di un miliardario del Kentucky: si chiama Brad M. Kelley, pare che abbia fatto una fortuna partendo dal tabacco per poi passare ad altri investimenti compreso il real estate. Ora le guide più celebri del mondo faranno parte della sua società, NC2 Media, e visto che si tratta di una digital media company, viene naturale chiedersi: cosa succederà in futuro?

Guide Lonely Planet

Qualche anticipazione l’ha data Daniel Houghton, manager di NC2 Media pronto a diventare il nuovo chief operating officer di Lonely Planet. Intervistato dal portale Skift.com , ha parlato del potenziale di una “fantastica piattaforma multimediale” per il futuro, ribadendo al tempo stesso che le “guide cartacee rimarranno parte del mix” (ma quale fetta occuperanno?) e che il quartier generale non sarà spostato negli States. Staremo a vedere le prossime mosse.

Intanto qui trovate l’intervista integrale (in inglese) al manager.

Quale sarà il futuro di Lonely Planet tra carta e web?

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Mariangela Traficante

Benvenuti! Se volete diventare turisti letterari e vi piacciono anche i libri di viaggio, eccomi qui. Sono Mariangela, giornalista e blogger, e abbiamo una passione in comune: viaggiare con un libro in mano, ma non solo! Vi racconto di luoghi di libri e di scrittori. Provo a consigliarvi cosa leggere prima di partire, e a lasciarvi ispirare da un libro di viaggio, da un racconto e, perché no, anche a scrivere il vostro!

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