David Foster Wallace ovvero: la fenomenologia della crociera

Forse i committenti, vale a dire Harper’s (la rivista patinata della East Coast, la definisce lui), volevano che tornasse sulla loro scrivania una sorta di cartolina illustrata.

Invece l’affresco della vita da crociera uscito dalla penna (e dall’estro) di David Foster Wallace è un piccolo gioiello di dissacrazione, ironia, insolenza e attenzione maniacale ai dettagli. “Una cosa divertente che non farò mai più” (minimum fax) è un ibrido tra un saggio ed un racconto ed è il libro del mio primo (finora) approccio alla scrittura di David Foster Wallace. L’approccio forse più semplice visto il resto della produzione dello scrittore americano.

Ma assolutamente geniale e divertente. Se non siete mai stati un crociera, forse leggendolo vi passerà definitivamente la voglia di imbattervi anche voi nei tic di bordo. Oppure invece la narrazione scrupolosa e spesso surreale di Wallace vi farà venire la curiosità di andare a provare di persona.

I fatti: dall’11 al 18 marzo del 1995 lo scrittore si imbarca da Fort Lauderdale alla volta della più classica delle crociere, la sette giorni extra-lusso ai Caraibi (nave della Celebrity Cruises). E osserva, e segna, tutto quello che gli capita a tiro. Ma proprio tutto, compreso il set di cortesia del bagno di cabina.

Ne esce un racconto dissacrante: verso l’equipaggio, verso i compagni di crociera (di cui bastano pochi cenni e Wallace riesce a tratteggiarli in maniera così efficace che pare di vederli davanti a noi), verso le abitudini (e i tic) della vita da crociera. A cominciare dalla nave stessa, che si chiama Zenit ma viene da Wallace ribattezzata .. Nadir, e con una convinzione tale che anche noi, alla fine del libro, siamo davvero sicuri che si chiami così. E anche se la scena dell’America anni 90, posteriore al boom degli ’80 e ancora lontana dalle crisi più recenti, è sicuramente diversa da oggi, la crisi, è vero, impone più sobrietà ma non a bordo dei giganti dei mari, dove anzi tutto si è fatto, se possibile, più sfarzoso (qualcuno direbbe kitsch).

Ma non pensiate che si tratti solo di un racconto frivolo e di frivolezze! Tra una conga ed un incontro con il direttore di crociera David Foster Wallace riesce a portarci dietro le quinte della vita di bordo. E quel che vediamo non sempre è piacevole.

La fenomenologia della crociera scivola così via in tredici capitoli e 150 pagine. Ma attenzione, non tralasciate le note a piè di pagina: sono parte integrante della storia, e spesso le trovate più spassose si trovano proprio lì. E questo è davvero il primo libro che mi sia capitato tra le mani in cui le annotazioni siano spesso anche più lunghe del racconto!

 

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Mariangela Traficante

Benvenuti! Se volete diventare turisti letterari e vi piacciono anche i libri di viaggio, eccomi qui. Sono Mariangela, giornalista e blogger, e abbiamo una passione in comune: viaggiare con un libro in mano, ma non solo! Vi racconto di luoghi di libri e di scrittori. Provo a consigliarvi cosa leggere prima di partire, e a lasciarvi ispirare da un libro di viaggio, da un racconto e, perché no, anche a scrivere il vostro!

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