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In principio fu Twitter.. quali sono i magnifici cinque dei libri in viaggio?

Anche i rappresentanti di una manifestazione tutta votata alla travel technology come Bto Buy Tourism Online (a Firenze il 29 e 30 novembre prossimi) hanno messo per un attimo da parte le statistiche e le App, la web reputation e le piattaforme online, per dedicarsi alla letteratura (più o meno) di viaggio. Che bello! Conferma la mia convinzione che spesso i libri migliori per prepararsi ad un viaggio, oppure per farsi venire la voglia di andare, sono pagine che ad una prima sfogliata sembra non abbiano niente in comune con questo.

L’idea è nata quasi per caso su Twitter: @buytourism lancia i suoi 140 caratteri che recitano più o meno così: chi vuole segnalare i cinque libri sul viaggio più belli che ha letto? E quanto conta un libro nel decidere la meta?

E i follower non si sono fatti pregare. Svelando una gran quantità di titoli, confermando il fascino dei grandi classici (non c’è Patagonia senza Bruce Chatwin, o Portogallo senza Fernando Pessoa e Antonio Tabucchi) ma elargendo anche tanti spunti per andare alla scoperta della nostra Italia in compagnia di un libro: e così se Cesare Pavese ha avuto il merito di accendere i riflettori di qualcuno sulle Langhe, la Liguria è affidata alle pagine di Vento largo di Francesco Biamonti.

E poi ci sono quei nomi che fanno sembrare l’associazione di idee tra libri e voglia di viaggiare piuttosto funambolica. Segno che tra la scrittura e il viaggiare c’è qualcosa di molto importante in comune, l’immaginazione. Così si può spiegare l’impulso che porta a digitare il titolo del Piccolo Principe, o Il Signore degli Anelli!

Ma l’elenco dei titoli continua: se vi incuriosisce (e volete rilanciare anche voi la discussione) trovate tutto il cinguettio su Storify.

I miei personalissimi in ordine sparso

Ora tocca a me però, anche se è difficile trattenersi in soli cinque libri! E poi non so nemmeno se questi che vi dirò sono davvero quelli  che mi sono piaciuti di più, ma mi sono piaciuti tanto, e  d’impulso si fanno strada in questo momento nella mia personalissima biblioteca emozionale.

Dunque, in rigoroso ordine sparso: Il paradiso degli Orchi e seguenti, con la saga dei Malaussene Daniel Pennac mi ha presentato Belleville ed incuriosito a scoprire anche questa Parigi e non solo quella scintillante dei grandi boulevard. Cent’anni di solitudine (ma anche L’amore ai tempi del colera), perchè nella mia immaginazione certa America Latina deve essere così, come la descrive (o la crea?) Gabriel Garcia Marquez ed il suo realismo magico.

E poi, vediamo, “I segreti di New York” di Corrado Augias: anche se letto con un timing sbagliato, ovvero appena di ritorno dal mio primo (e finora ahimè unico) viaggio nella Grande Mela, mi ha fatto venire voglia di tornarci subito per scoprire di persona angoli e personaggi narrati nel libro.

Di sicuro poi Imperium di Ryszard Kapuściński (ma in realtà Kapuściński tutto): un viaggio nello spazio e nel tempo attraverso i Paesi dell’ex Unione Sovietica. Per chiudere torno a casa, con il nostro sud ed in particolare la Sicilia di Andrea Camilleri. Banale? Scontato? Per me conta che leggendo le storie del Commissario Montalbano le parole e il dialetto di Camilleri sappiano ricrearmi atmosfere, immagini, persino profumi e gusti di quella terra. E spesso – lo ammetto – le sensazioni mi distraggono anche dalla trama. Forse Camilleri non ne sarebbe tanto contento. O forse sì?

E ora, se volete, tocca a voi, quali sono i vostri magnifici cinque?

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Mariangela Traficante

Benvenuti! Se volete diventare turisti letterari e vi piacciono anche i libri di viaggio, eccomi qui. Sono Mariangela, giornalista e blogger, e abbiamo una passione in comune: viaggiare con un libro in mano, ma non solo! Vi racconto di luoghi di libri e di scrittori. Provo a consigliarvi cosa leggere prima di partire, e a lasciarvi ispirare da un libro di viaggio, da un racconto e, perché no, anche a scrivere il vostro!

5 thoughts on “In principio fu Twitter.. quali sono i magnifici cinque dei libri in viaggio?

  1. Io dico Ebano di Kapuscinski, e ‘Il monaco e la signora – una stagione a Kyoto’ di Pico Iyer. Ma cito anche due autori che scelgono l’ironia nel solco di Mark Twain, e che forse sono poco conosciuti in italia, Bill Bryson e John Gimlette. Bryson purtroppo perde molto nella traduzione e il suo inglese ricco e brillante viene pesantemente appiattito: “Una passeggiata nei boschi” o “In un paese bruciato dal sole” sono bellissimi. Di Gimlette invece suggerisco ‘Sulla tomba del maiale gonfiabile’ che racconta il suo viaggio in un Paese di cui si è scritto pochissimo, il Paraguay. Infine, se la montagna può essere considerata un viaggio “Nanga Parbat’ di Messner.

    1. Ebano è vero come non citarlo? E grazie anche per gli altri titoli. Di Bryson ho preso da poco un libro sulla lingua inglese …in inglese! Quindi ti saprò dire come l’ho trovato a leggerlo in lingua originale

      1. Quel libro è bellissimo: Mother tongue. Pensa che era fra i testi d’esame per un corso universitario di Lingua inglese. E’ preciso e completo nonostante sia divulgativo. Bryson ha davvero la capacità di scrivere dei temi più disparati, ma dà il meglio nei libri di viaggio.

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