Letteratura di viaggio, il mio Festival in otto tweet

Tre giorni in otto tweet. Non è un quiz ma quello che ho deciso di fare ora che si conclude il Festival della Letteratura di Viaggio. Da Roma è partita una fittissima cronaca fatta di tweet ed è così che ho potuto seguire l’evento a distanza, leggendo di grandi reporter e di blogger, di romanzieri e di fotografi, imparando neologismi e scoprendo che oggi la letteratura di viaggio è (che bello) anche materia universitaria!

Tutto via tweet. Così ne ho raccolti d’istinto una manciata, quelli che mi hanno colpito di più o che di più hanno colto nel segno del mio modo di vedere i viaggi, e i libri ovviamente. In ordine rigorosamente sparso. Cominciamo.

Adriatico arcipelago fatto di isole che si guardano – Bianca Maria Bruno (linguista e direttore Lettera Internazionale)”: perchè essendo nata e cresciuta su questo lato dell’Adriatico mi ha sempre affascinato ed attratto scoprire cosa ci fosse “di là”, e così ho scoperto il Centro interuniversitario internazionale di studi sul viaggio adratico (Cisv), ed un progetto originalissimo di itinerari cultural-turistici a cavallo delle due sponde, tra Magna Grecia e Montenegro, tra Albania e Capo di Leuca, sulle tracce della storia.

“Stefano Malatesta (giornalista e scrittore): Oggi i treni dell’alta velocità trasportano solo manager, un’atmosfera che non mi piace affatto”. Sarà il ricordo dei miei viaggi in treno su e giù lungo la linea adriatica (sì, ancora quel mare!), oppure l’esperienza surreale del Salento percorso a “rotaia lenta” sui convogli delle Ferrovie Sudest. Ma a me trascorrere ore in treno piace, è il classico viaggio nel viaggio. Certo, spesso le nostre ferrovie ce la mettono tutta per scacciare ogni cenno di tale romanticismo…

“Angelo Pittro: molte persone hanno paura di viaggiare all’estero fuori da un villaggio turistico”: d’accordo, a dirlo è il responsabile Lonely Planet Italia, ma sottoscrivo, senza generalizzare però. Capisco che ci possano essere esigenze di comodità e tranquillità più che legittime, ma mi dispiace, perchè i primi a perderci sono proprio loro, convinti di prendere per vera una finzione turistica.

Melania Mazzucco, Un viaggiatore viaggia anche nella metropolitana, bisogna saper guardare, non è necessario andare lontano”. L’autrice era al Festival insieme a Carlo Lucarelli a parlare di luoghi narrati, inventati, di elezione. E questa affermazione, che può sembrare di una banalità disarmante, invece  esprime un modo d’essere che non vedo quasi mai intorno a me. E nel quale invece io mi riconosco moltissimo! La curiosità, la voglia di guardare con occhi un po’ da turista anche la città in cui viviamo tutti i giorni. E perchè no la sua metropolitana, che in un luogo come Milano certe volte rappresenta davvero un micro-cosmo.

“Tommaso Giartosio: si possono vivere avventure incredibili non muovendosi dalla propria città, lo chiamo endotismo”: variazione sul tema che mi piace, e se così non fosse non sarei certo una fan delle passeggiate d’autore in giro per Milano ad esempio! Ma mi dovrei definire.. endotista?

“Lucarelli: ci sono scrittori stranieri che cominciano a scrivere della loro vita in italiano, è un nuovo tipo di letteratura di viaggio”. Mi ha colpito la concidenza: poco prima di leggere questo tweet avevo scoperto sul giornale il nome di Ornela Vorpsi, un’autrice albanese che vive a Parigi ma scrive in italiano. Se non è un viaggio questo.

“Alessio Carciofi (social media consultant): rivoluzione tecnologica e culturale, cambiata società e turista, adesso tutti possono parlare”. E’ vero, ma non è detto che sia un bene. E’ la rivoluzione che permette anche a me, adesso, di scrivere le mie idee in questo blog, ma spesso diventa difficile far emergere dal mare magnum i contenuti di qualità, anche quelli turistici.

“Bernardo Valli, il mestiere di reporter non c’è più, era un giornalismo impressionista”: perchè mi ha fatto subito pensare a Ryszard Kapuscinski ed ai suoi racconti da teatri di guerra e di storia lontani, e pazienza se sono in molti a considerarlo non un cronista ma un narratore (dunque non sempre fedele ai fatti), i suoi reportage mi hanno sempre affascinato.

 

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Mariangela Traficante

Benvenuti! Se volete diventare turisti letterari e vi piacciono anche i libri di viaggio, eccomi qui. Sono Mariangela, giornalista e blogger, e abbiamo una passione in comune: viaggiare con un libro in mano, ma non solo! Vi racconto di luoghi di libri e di scrittori. Provo a consigliarvi cosa leggere prima di partire, e a lasciarvi ispirare da un libro di viaggio, da un racconto e, perché no, anche a scrivere il vostro!

7 thoughts on “Letteratura di viaggio, il mio Festival in otto tweet

    1. Grazie! Ma è stato lo stesso per me, ho dovuto fare un lavoro di sintesi più che estrema per estrarne solo otto, altrimenti la lista (e l’articolo) sarebbero stati ben più lunghi!!

      1. Grazie mi fa davvero piacere! Mi è sembrato un modo carino per condividerlo con chi, come me, lo ha vissuto solo a distanza, ma è stato reso possibile solo grazie all’intenso lavoro di tweeting del festival! Voi invece che lo avete vissuto dal vivo, che impressione ne avete avuto?

    1. Grazie a voi che vi siete davvero impegnati per raccontare il più possibile gli eventi, è stata sicuramente una possibilità ghiotta per poterli seguire anche se da lontano. Sceglierne solo otto di tweet è stato difficile e si tratta ovviamente di una sintesi molto micro!!

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