Vi porto a Praga: intervista a Tomáš Zmeškal, autore di “Lettera d’amore in scrittura cuneiforme”

romanzi ambientati a Praga

La scena si apre con una camera da letto inondata di rose profumate e un matrimonio imminente. C’è una grande storia d’amore, sì (che non è precisamente quella delle nozze in questione), ma gli eventi prenderanno un corso decisamente tortuoso, disegnato dai sentimenti dei protagonisti e spinto dalla Storia. Benvenuti a Praga, benvenuti in Lettera d’amore in scrittura cuneiforme. E’ il romanzo d’esordio di Tomáš Zmeškal, scrittore ceco classe 1966, che oggi arriva in Italia con Safarà Editore in una nuova collana – Kel – Kaleidoscopic  European Literature – dedicata ad autori provenienti da più diversi paesi dell’Unione Europea (il libro lo trovate qui) .

E racconta una storia familiare in tre generazioni che, tra eventi come la Primavera di Praga, l’invasione sovietica del 21 agosto 1968 e la rivoluzione di velluto del 1989 che portò alla fine del regime comunista, non può che intrecciarsi alla Storia con la S maiuscola.

Che qui è appena sfiorata, accennata in punta di penna, a volte ricordata, ma nulla di più. Eppure si sente, e forte, ingarbuglia le vite dei protagonisti, ma non è la sola. Anche loro, ciascuno con la propria indole, stringono nodi – specie nei sentimenti – che poi sarà difficile risolvere. E in questo romanzo la Storia è come Praga: una presenza costante ma che rimane quasi sullo sfondo. E toccherà a chi viene da lontano rivelarla.

romanzi ambientati a Praga

Non voglio svelarvi la trama del romanzo, anche perchè, come vedrete se lo leggerete, ogni tanto vi fanno irruzione anche vere e proprie visioni…

Nè vi racconterò, ovviamente, cos’è questa lettera d’amore in scrittura cuneiforme che gli dà il titolo, salvo confermarvi che sì, c’è e arriverà in un momento importante della storia! Vi dico solo che se state cercando un libro da leggere prima di un viaggio a Praga lo potete mettere in valigia, per fare un primo incontro con la letteratura ceca contemporanea.

Queste e altre riflessioni mi venivano in mente mentre leggevo Lettera d’amore in scrittura cuneiforme. E ho avuto il piacere di condividerle proprio con l’autore. Tomáš Zmeškal ha risposto alle mie domande, e ne è nata questa intervista.

Mi piacerebbe che, per chi di voi leggerà il romanzo, possa farvi da guida! Nella storia e attraverso i luoghi di Praga.

Chelibromiporto: Uno dei simboli di Praga è l’orologio astronomico della Città Vecchia con il suo complesso meccanismo e anche le azioni che legano i personaggi del romanzo sembrano governate dagli ingranaggi complessi della Storia: ci sono vicende davvero accadute alle quali si è ispirato per scrivere?

Tomáš Zmeškal: Sono ancora stupefatto dalla realtà, da come accadano cose vere che nessuno avrebbe sospettato. La storia ci influenza volenti o nolenti, che ci piaccia oppure no, e naturalmente la storia dell’Europa Centrale e Orientale è stata a volte un orologiaio piuttosto crudele. Ma – per rispondere alla sua domanda – non scrivo storie che mi sono state raccontate o che ho sentito, non scrivo in questo modo. Ho un profondo rispetto per le persone che mi raccontano le loro storie e ho anche un profondo rispetto per i generi letterari e quando scrivo romanzi posso respirare liberamente, ma naturalmente alcuni lettori poi mi dicono: “Il tal fatto che hai scritto è successo più o meno alla nostra famiglia”. A volte è piuttosto sbalorditivo.

Chelibromiporto: Le vicende dei protagonisti non si soffermano quasi mai sui luoghi in cui accadono. Praga e Lhotka, pur fondamentali, rimangono quasi sullo sfondo. Tocca a qualcuno che arriva da fuori, il cugino Jiri, il compito di raccontare, nelle lettere alla sorella, le sue impressioni. E’ stata una scelta voluta? Questo vuol dire che solo uno straniero è in grado di capire al meglio un luogo, perché non è coinvolto emotivamente?

Tomáš Zmeškal: Penso che a volte siamo così dentro alle nostre emozioni, ai nostri problemi… che la soluzione o lo sguardo dall’interno viene da uno estraneo o, per essere più precisi, da un “outsider” totale, qualcuno come Franz Kafka che era un perfetto “outsider” e uno straniero di lingua tedesca nelle terre ceche.

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Chelibromiporto: Jiri è spesso molto duro con i giudizi su Praga e il carattere dei cechi. In una delle sue lettere sembra quasi rimproverarli di aver considerato come globalizzazione quella che, in realtà, è invece una vera “americanizzazione” degli usi e costumi. Lo pensa anche lei? C’è qualcosa nel carattere ceco che è andato perso per sempre?

Tomáš Zmeškal: Ogni giorno perdiamo delle illusioni su noi stessi. Dalla morte di Vaclav Havel (il primo capo dello St post comunista, ndr) le cose cambiano così velocemente in Repubblica Ceca che non so come tutto questo andrà a finire. Mia nonna, che era nata nel 1901, era solita pensare e ripensare alla sua giovinezza e ai film muti che guardava da ragazza. Saltava spesso fuori un nome, quello dell’attrice Mary Pickford.

Anni dopo, mentre vivevo a Londra, in una enorme libreria Foyles mi sono imbattuto per caso in una sezione di libri sul cinema e lì ho visto un intero scaffale di libri su Mary Pickford. Mi sono ricordato di mia nonna e della sua giovinezza. Già antecedentemente alla Prima Guerra Mondiale i cinema di Praga erano pieni di film muti americani. Qualcuno definisce il XX secolo il secolo americano. Da cittadino ceco, devo dire che senza gli Stati Uniti la Cecoslovacchia difficilmente sarebbe potuta nascere dopo il primo conflitto mondiale.

Chelibromiporto: A un certo punto la storia comincia a dipanarsi tra la città, Praga, e la campagna, Lhotka. E’ ancora tanto forte la diversità tra le due anime della Repubblica Ceca, quella più legata alle tradizioni e l’altra che invece si è vista cambiare di più dopo la caduta della Cortina di ferro?

Tomáš Zmeškal: Sì, lo è. La campagna è più tradizionale, ma io non idealizzo le relazioni all’interno dei piccoli villaggi cechi. Sono una persona di città, non potrei vivere a lungo lontano da gallerie, biblioteche, librerie… La campagna ceca si spopola a favore delle città più o meno grandi fin dalla caduta della Cortina di ferro. Alcuni paesetti sono tornati alla vita, ma temo che non siano la maggioranza.

Chelibromiporto: In una delle sue chiacchierate con Jiri l’anziano Josef dice che a Praga sembra di stare in un museo. Quali sono per lei i luoghi della Capitale ceca maggiormente d’ispirazione, per uno scrittore, un artista, un musicista…?

Tomáš Zmeškal: Proprio l’altro giorno parlavo con un mio amico che mi ha detto: “Vivendo a Praga, sto perdendo la percezione della sua bellezza. Quando degli amici che vivono all’estero vengono a trovarmi, sono tutti completamente ipnotizzati da Praga, ma io no”.

Per quello che mi riguarda… Da ragazzino ero solito giocare nel Castello di Praga perché vivevamo a dieci minuti a piedi dal primo cortile. Da ragazzo quindi conoscevo il Castello di Praga come il palmo della mia mano. Non mi sembrava bello, mi sembrava in parte casa in parte parco giochi. Quando vivevo all’estero non pensavo espressamente a Praga come a una bella città, ma non ritenevo nemmeno le altre città altrettanto piacevoli. Amo Londra, ma naturalmente non la si può paragonare a Praga. O a Parigi del resto.
E sì, penso che certe parti di Praga oggi siano come un museo. Molti errori sono stati fatti nelle scelte politiche negli anni ’90 e intere parti della città sono oggi senza vita e sopraffate dagli agenti immobiliari. Naturalmente le pianificazioni e le scelte politiche che riguardano Praga sono un triste capitolo che penso sia meglio lasciare per un altro momento.

romanzi ambientati a Praga

Chelibromiporto.com: Praga nel suo romanzo attraversa cinquant’anni di vicende storiche cambiando certamente volto e anima. Quali strade, angoli, quartieri, rappresentano maggiormente questa trasformazione e quali consiglierebbe di visitare a chi volesse conoscere la Storia più da vicino?

Tomáš Zmeškal: Penso che il Castello di Praga e il centro di Malá Strana abbiano subito un’enorme trasformazione e che stiano rapidamente perdendo la loro anima. Ma la vita quotidiana continua nei piccoli pub dove gli uomini e molte donne ceche bevono birra, locali che sono a volte così pieni di fumo da non riuscire a respirare e dove si parla del più e del meno.

Chelibromiporto: Uno dei capitoli è dedicato a un salto nel futuro: come si immagina Praga e i i luoghi a lei cari tra un centinaio di anni?

Tomáš Zmeškal: Magari lo sapessi: fare lo storico è più facile che fare il futurologo. Però credo che il Clementinum, dove il Club PEN ha il suo piccolo ingresso ed ufficio, sarà ancora là. C’è poi la Torre Astronomica, dove Tycho Brahe e Keplero osservarono le stelle e dove negli ultimi 264 anni i meteorologi hanno fatto le loro misurazioni. Potrebbe benissimo andare avanti per altri cento anni.

Non sono sicuro del resto, il futuro rimane un’isola sconosciuta.

L’autore: Tomáš Zmeškal è nato a Praga nel 1966 da madre ceca e padre congolese. Nel 1987 lascia la Cecoslovacchia per vivere a Londra, dove studia presso il Kings College. Torna a Praga dopo il crollo del comunismo, e da allora lavora come scrittore e insegnante di scrittura creativa. Il suo romanzo d’esordio, Milostný dopis klínovým písmem (2008; Lettera d’amore in scrittura cuneiforme, Safarà Editore 2016) ha vinto il premio dell’Unione Europea per la Letteratura e il Premio Josef Škvorecký.

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Mariangela Traficante

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