Turismo culturale in Puglia: vi piace l’idea di un Parco narrativo nel Salento?

Turismo culturale in Puglia
Leuca, la Punta Meliso

E’ sempre meravigliosamente suggestivo trovarsi sulla piazza del Santuario, lanciare lo sguardo oltre il faro bianco e immaginare che, lì davanti, avviene l’incontro di due mari.

Siamo a Santa Maria di Leuca, lembo estremo del Salento, e qui la tradizione vuole che si incontrino il Mare Adriatico e lo Ionio. Che, in realtà, ufficialmente si uniscono altrove, un po’ più a nord, in un luogo altrettanto magico, ovvero Punta Palascia con un faro altrettanto bianco e a picco mozzafiato sull’azzurro del mare e dell’orizzonte.

(Non resisto, devo mostrarvelo, eccolo qui, il Faro di Punta Palascia, in una limpida e ventosa giornata del dicembre passato:)

turismo culturale in Puglia
Il Faro di Punta Palascia, Otranto, credits Mariangela Traficante

Ma poco importa. E’ bello comunque arrivare in questa punta estrema di Puglia e immaginarsi alla fine di qualcosa che scivola verso il mare, e verso altre sponde. Finibus terrae appunto. Che poi le altre sponde, più che a sud, guardano a Oriente, è lì che sfila il nostro sguardo. In ogni caso, terre estreme anche queste. Terre che raccontano, e qualcuno ha pensato di raccoglierle queste storie, e fare dell’essere periferici un punto di forza.

E’ nato infatti un progetto che mi incuriosisce molto e che, come sempre quando le idee virtuose arrivano dalla mia Puglia, voglio condividere con voi. Parla di turismo culturale in Puglia.

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Raccontiamo le grandi e piccole bellezze d’Italia? C’è #myexpoeterritori e un diario virtuale e condiviso

Expo 2015 MilanoL’Expo 2015 non è solo Milano. Lo abbiamo sentito ripetere come un mantra fin dalla vigilia dell’apertura dell’evento. Ed è giusto così. Expo è anche un’occasione meravigliosa, forse irripetibile, per far viaggiare la sua anima – Nutrire il pianeta, energia per la vita – attraverso le nostre strade e raccontare al mondo, ma ancor prima a noi stessi, la ricchezza delle nostre tradizioni di cibo e buona tavola, e soprattutto renderci conto di quanto queste facciano parte del nostro “paesaggio” umano e del cuore, di quanto siano intrecciate alla nostra storia.

Se poi lo si fa sfruttando la cassa di risonanza della tecnologia a portata di tutti, tanto meglio. E’ questa l’anima di un’iniziativa che vi segnalo oggi: un grande album condiviso delle nostre eccellenze agroalimentari e culturali. Si chiama “Expo e Territori”, è stata promossa e coordinata dalla presidenza del Consiglio dei ministri con il supporto di Invitalia ed ha un obiettivo: invogliare i visitatori di Expo 2015 Milano a spingersi fuori dalla città a scoprire i piccoli grandi tesori del nostro Paese.

E per farlo è stato creato un catalogo virtuale, un’App: raccoglie circa ottanta prodotti tipici e 500 segnalazioni di beni culturali e ambientali in giro per l’Italia. Si può scaricare sia da App Store che da Google Play. Ma si può sfogliare anche sul sito ufficiale di Expo 2015 Milano e su Trenitalia Wifi Station, che è il portale dedicato ai viaggiatori che frequentano le stazioni di Milano Centrale, Milano Porta Garibaldi e Rho Fiera.

E naturalmente c’è un’anima social. E’ l’hashtag #myexpoeterritori, e lo potete utilizzare per condividere racconti, curiosità, immagini rappresentative delle bellezze italiane: paesaggi e luoghi, piatti tipici, feste popolari, borghi e tradizioni. Creando un grande diario virtuale. Perchè possiamo fare l’Expo anche semplicemente guardandoci intorno, e proteggendo con cura saperi e tradizioni dei nostri territori.
L’ho appena fatto anch’io! Come non condividere uno scampolo di ricordi della mia estate a sud tra Puglia e Sicilia? Se volete darci un’occhiata, le trovate qui sul mio profilo Instagram.

E voi quale tradizione italiana vorreste condividere e curare?

Il Salento a portata di smartphone, ma con i racconti della tradizione: nuovi luoghi nell’app Sherazade

02_PiazzaSanGiorgio_Melpignano_InCultureRaccontami, Sherazade…

No, non vi sto portando sui luoghi de Le Mille e una notte, anche se quello che sto per scrivervi ha molto a che fare con l’Oriente. Ma un Oriente più vicino a noi, e che è anche sud, e che mi è molto caro. Vi porto infatti nella mia Puglia, nel mio Salento per essere più precisi, perché la Sherazade di oggi è in realtà la voce di un cantastorie digitale che racconta in modo creativo e innovativo i miti e le leggende del Tacco d’Italia. La conoscete già? Ve ne avevo parlato un po’ di tempo fa, quando era stata lanciata da poco come progetto vincitore del bando Principi Attivi 2012 della Regione Puglia. L’idea? Una mappa artistica, umana e del cuore. Far rivivere luoghi e personaggi del territorio attraverso voci narranti e la loro geolocalizzazione su una mappa interattiva, a portata di smartphone e tablet, l’evoluzione tecnologica, e di suggestione insieme, della più classica audioguida.

Nel frattempo il progetto è cresciuto e oggi si arricchisce di nuove storie che raccontano la cosiddetta Grecìa Salentina, grazie alla collaborazione con un altro progetto di ricerca, In-Culture, vincitore del bando Miur Smart Cities and Communities and Social Innovation. Sherazade è un’applicazione disponibile gratuitamente negli store di Apple e GooglePlay o in OpenWeb dal sito www.sherazadesalento.com.

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Dove ci portano le App di viaggio? Se ne parla a Todi, dove oggi inizia Appy Days

Appy Days evento dedicato alle AppNon sono un’esperta di tecnologia, ma ci sono delle cose che mi affascinano. Vale a dire turismo digitale, social media, startup originali e App. E proprio di queste ultime voglio parlarvi oggi, mettendo un attimo da parte le pagine da sfogliare e tirando fuori lo smartphone (o il tablet)!

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Le città raccontate attraverso i libri: l’intervista a chi ha inventato Cityteller

I luoghi di Goethe in Sicilia
“Kennst du das Land, wo die Zitronen blühn?” – Conosci la terra dove fioriscono i limoni? Goethe e il viaggio in Italia

Avete già scaricato Cityteller, l’app che vuole raccontare le città attraverso le pagine dei libri? Cosa ne pensate? Sappiate che ora è disponibile anche per chi ha il sistema Android.

Intanto, come promesso, io ho voluto saperne di più ed ho intervistato il team che l’ha ideata e realizzata. E mi sono fatta raccontare com’è nata e qualche segreto in più su quello che verrà. Scoprendo che galeotta fu New York…

Come è nata questa idea bellissima di un’App che raccontasse le città attraverso frammenti di libri? Chi è il team che l’ha concepita e realizzata?

Il nostro progetto nasce da un’idea di Fabrizio Parodi, quando prima di partire per un viaggio a New York, stufo delle classiche guide turistiche, utili ma impersonali, si è messo alla ricerca di guide alternative, da visualizzare attraverso il suo smartphone, senza trovarne nessuna che potesse soddisfare la sua voglia e curiosità di sentire la città raccontata da qualcuno e di viverla attraverso le persone che l’hanno visitata, vissuta e rivelata.
Da qui è nata l’idea di una guida che si auto-costruisse grazie alla partecipazione degli utenti, e che raccontasse qualcos’altro rispetto alle tipiche descrizioni dei luoghi. La nostra passione per i libri e la curiosità per il territorio ci ha fatto maturare il progetto finale; un’app che racconta le città attraverso le citazioni dei libri condivisi dagli utenti.

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