Il muro a Mauerpark

“We can be heroes…”, la guida rock di Berlino

Il Muro a Mauerpark
Il Muro a Mauerpark

We can be heroes, just for one day”. Era il 1977, ed insieme a Low e Lodger David Bowie pubblicava quella che fu definite la trilogia berlinese. E che è impossibile scindere da quella violenta fotografia di Berlino fine anni ’70 che fu Christiane F. e i ragazzi dello Zoo di Berlino. Ma la capitale ancora divisa in quegli anni, con la sua forza di attrazione non sempre edificante (mistero, musica, atmosfera certo, ma anche decadimento e droghe) aveva ospitato anche altri nomi illustri della musica, Lou Reed ovviamente (che pubblicò Berlin nel 1973).

E che dire degli U2: oscillavano pericolosamente verso il punto di non ritorno, stavano per sciogliersi sul finire degli anni ’80, quando arrivarono a Berlino stavolta appena riunificata, si chiusero negli Hansa Studios, e non solo non si divisero ma crearono quel manifesto che è One e poi il ricchissimo Achtung Baby. Tutto questo per dire che Berlino, le sue strade, la sua storia, sono fortemente impregnate di storia rock, e sarebbe bello ripercorrerne le orme, visitarla come fosse una colonna sonora, scoprire i luoghi che hanno dettano tendenza e continuano a farlo, dall’elettronica al punk.

Guide Rock Berlino

A chi non piacerebbe una guida così? Ci ha pensato Arcana, storica casa editrice musicale (e che tra i suoi fondatori ci fu una certa Fernanda Pivano..) che ha dato alle stampe una collana dal nome che è tutto un programma, le Guide Rock. Bella scoperta per la quale devo ringraziare un articolo letto su Il Mitte, il quotidiano online di Berlino fatto per gli italofoni (anzi, se ancora non lo conoscete, se amate Berlino, se ci vivete o pensate di andarci in vacanza, dateci un’occhiata, ve lo consiglio vivamente).

Ecco la guida rock di Berlino, dunque, che promette di essere un must per gli appassionati del genere, un tuffo nel passato (i luoghi del Duca Bianco, l’assalto ai totalitarismi da parte del punk) ma ovviamente anche del presente, con i suggerimenti per lo shopping alternativo e, naturalmente, per i negozi di dischi da non perdere. L’autrice è la giornalista musicale Francesca Fabi. Che ne firma anche altre due, imprescindibili in una collana del genere: Londra e New York (la quarta è dedicata ad Amsterdam, a firma di Pierfrancesco Pacoda, critico musicale e saggista). Il dubbio semmai è: come fare a strizzare in 160 pagine (questo infatti il format delle guide, che costano 12 euro) l’immane storia rock di queste capitali della musica?