Inizia il Salone del Libro di Torino, e ci sono anche i viaggi!

 

Salone del Libro Torino

Malumore e amarezza (ma con giudizio eh!) oggi per me. Oggi infatti inizia uno degli appuntamenti che per chi ama i libri è come la cuccagna (anche se più di una volta invece, da chi i libri li maneggia, a vario titolo, per professione, ho sentito critiche e dissensi): oggi inizia infatti il Salone Internazionale del Libro di Torino ma quest’anno io non riuscirò ad andarci ahimè. Mi dovrò accontentare di seguirlo da lontano.

Invece spero che tra di voi ci siano tanti fortunati che tra oggi e lunedì 12 maggio calcheranno il Lingotto Fiere, e visto che di libri si parlerà, ma spesso anche di viaggi, ecco per voi qualche segnalazione viaggereccia da non perdere in questi cinque giorni torinesi, un work in progress perchè se nel frattempo scopro altro vi aggiornerò prontamente!

I viaggi al Salone del Libro di Torino

Partecipa e diffondi i libri che ami di più”: si chiama così l’appuntamento al Salone di Cityteller, la bella App che vuole raccontare (e invita tutti a farlo) le città attraverso pagine e citazioni dai libri. E che per l’occasione si veste tutta torinese. Dall’8 all’11 maggio, infatti, in piazza Carignano, ci saranno quattro itinerari letterari dedicati a Torino: la Torino dei grandi scrittori, la Torino degli scrittori contemporanei, la Torino noir e I Luoghi della Resistenza. Qui tutti i dettagli.

Eventi Salone del libro di Torino

Questo non è propriamente un libro di viaggio, cioè, non lo è solo in senso geografico ma piuttosto antropologico. Perchè nell’anno dei Mondiali non poteva certo mancare il Brasile. E proprio viaggio antropologico lo chiama l’autore, Bruno Barba, che a Torino presenta No Pais Do Futebol, Brasile 2014: il calcio torna a casa (e come dargli torto?).
Ma non si tratta di un libro sul calcio anche se il calcio, nell’immaginario collettivo brasiliano, fa parte integrante del paesaggio potremmo dire. La Copa 2014 diventa l’occasione per conoscere luoghi come Bahia, Rio, Manaus, San Paolo, Porto Alegre ma soprattutto per incontrare, fuor di luogo comune, il popolo, vario, colorato e contraddittorio spesso, che le abita.
Appuntamento domani venerdì 9 maggio alle 15 nello Spazio Incontri.

 

Viaggi e gastronomia: se siete un pochino viaggiatori, e assolutamente non turisti da villaggio tutto incluso, converrete con me, il binomio s’ha da fare. Ed invidierete anche un pochino, come me, quello che ha potuto fare questa manciata di scrittori di cui ora vi racconto. Si chiama Allacarta, ogni viaggio una storia ogni storia un piatto, ed è la nuova collana fresca fresca di stampa di casa Edt: vuole raccontare il mondo attraverso i sensi di scrittori italiani affermati, e soprattutto attraverso uno, di senso, il gusto. Quindi questo il progetto: mandarli in giro per il mondo e farli poi scrivere, della loro esperienza. Ed ecco i primi tre libri che verranno presentati al Salone del Libro di Torino domenica 11 maggio: Paolo Cognetti che torna a New York con “Tutte le mie preghiere guardano verso Ovest”, Marco Malvaldi che lascia la “Pineta” del suo BarLume per raccontare Barcellona con “La famiglia Tortillia” e Davide Enia che invece di viaggio ne ha fatto uno particolarissimo, sul posto quasi, a Roma, ma nel tempo, in quella della guerra, con “Uomini e pecore”. Io ho già l’acquolina da pagina.

Salone del libro Torino
E restiamo in casa Edt, stanza Lonely Planet (d’altronde se si parla di viaggi..). Sabato 10 maggio si parla d’Australia al Salone del Libro di Torino, anzi della Explorer’s Way, o Suart Highway, un nastro d’asfalto che corre per 3mila km tra Adelaide e Darwin. Insomma, un viaggio nel cuore aspro del Downunder, ed a parlarne, alle 13.30 nell’Arena Bookstock, ci saranno Paolo Venturini e due voci molto note per chi bazzica la radio, Maurizio di Maggio e Doris Zaccone.

Ci sono i viaggi da leggere, ma anche quelli da ascoltare: conoscete Travel On Air? E’ la trasmissione in web radio “made in Torino” tutta dedicata ai viaggi. E domani i ragazzi trasmettono in diretta proprio dal Salone del Libro, dalle 11 alle 13 li trovate nel Pad. 2 Terrazza Torino. Oppure li potete ascoltare qui

Buon viaggio!

 

Ps: Sul finire (per ora) della carrellata, faccio un’intrusione e vi segnalo un evento che di viaggi propriamente non parla, ma visto che ci tratta di librai, e di librerie che chiudono ce ne sono purtroppo tante, val la pena dar loro visibilità e sostegno. Quindi domani segnatevi #Lavocedeilibri, in sala professionisti alle 19!

Barcellona insegna: vogliamo le parole e le rose. Buona Giornata mondiale del Libro!

 

Giornata mondiale del libro

Sfogliato, regalato, prestato, divorato, sgualcito, rispettato. Oggi è la Giornata Internazionale del Libro e c’è un posto dove vorrei essere, e chissà se un 23 aprile di uno dei prossimi anni non riuscirò a realizzarlo.

Oggi, infatti, forse lo sapete, in Catalogna si celebra il patrono Sant Jordi con una tradizione che mette insieme i libri, l’amore e le rose. Un San Valentino di primavera, una festa colorata e romantica che però ha al suo centro le parole.

Nella giornata del 23 aprile infatti la tradizione vuole che le coppie si scambino regali: gli uomini ricevono un libro e le donne una rosa. Così Barcellona si trasforma per tutta la giornata in un’enorme libreria-negozio di fiori all’aperto. Pensate che piacere dev’essere passeggiare per La Rambla tra bancarelle di libri e rose. La festa nasce da un insieme di tradizioni di epoche diverse: la festa di Sant Jordi patrono della Catalogna dal XV secolo, la famosa leggenda di San Giorgio e il drago, e l’antica abitudine medievale di visitare la cappella di Sant Jordi del Palazzo della Generalitat, dove si soleva organizzare una fiera delle rose o “degli innamorati”. Per questo motivo Sant Jordi è conosciuto anche come il patrono degli innamorati in Catalogna.

Ed è anche merito di questa splendida tradizione se oggi, il 23 aprile di ogni anno, si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’autore, decisa dall’Unesco nel 1995. Merito della Catalogna, ma non solo: il 23 aprile è, per chi ama la grande letteratura, una data quasi simbolica: in questo giorno, infatti, morirono sia Miguel de Cervantes che William Shakespeare, che se vogliamo parlare anche di viaggi sono due tipi che ci hanno fatto volare decisamente tanto, tra location reali e viaggi dell’immaginazione. Non solo: il 23 aprile è anche il giorno di nascita di Shakespeare (del 1564), tanto che in Gran Bretagna sono già partite le celebrazioni e gli omaggi per i suoi primi 450 anni (a partire dalla sua Stratford-upon-Avon) che andranno avanti fino al 2016, quando invece ad essere ricordata sarà la sua morte (1616).

Oggi noi però ricorderemo forse di più un’altra morte che ci ha commossi tutti, da pochissimo, quella di Gabriel Garcia Marquez. Da Stratford voleremo ad Aracataca e ovviamente a Macondo. Ma poi torniamo con i piedi per terra, perchè in giro ci saranno tante iniziative, letture, flashmob, per festeggiare degnamente il piacere di leggere e l’importanza di tenere vivi i libri. Date un’occhio a quello che si organizzerà nelle vostre citta.

E naturalmente scegliete un libro, magari da cominciare a leggere proprio oggi. Quanto a me, non avrei che l’imbarazzo della scelta! Ma vi dico la mia: porterò con me un piccolo libro che oggi mi sembra una bella sintesi del leggere e del viaggiare: è un on the road nostrano, attraverso la Sicilia, ma fatto per raccontare i libri, e sapete già che questa avventura mi è molto piaciuta. E’ Pianissimo, Libri sulla strada, il libro che raccoglie il viaggio di Filippo Nicosia e del suo furgoncino carico di libri.

Buona giornata del Libro a tutti!

Viaggi di carta: com’è bello sfogliare la città tra le pagine di un romanzo

Se vi dico Barcellona quale libro vi viene in mente? E quale volto della città vi aspettereste di scoprire leggendolo? Parto dalla città catalana ma quella che inizio oggi è una piacevole abitudine che vorrei mantenere a lungo.

Sfogliare una guida ci aiuta a capire dove andare e cosa visitare, ma leggere un romanzo ci dice di più: ci indica con quali occhi scegliamo di osservare e sentire la città. E così partono i viaggi di carta. Quelli che seguono sono titoli in ordine sparso, i più freschi nella mia memoria, i libri che ricordo con affetto, ma anche segnalazioni e chiacchierate con amici. Stavolta tocca ai libri ambientati a Barcellona e seguiranno altre città, quelle che scegliamo per un weekend, che impariamo a conoscere dai grandi classici studiati a scuola e che quando ci torniamo per la seconda o terza volta andiamo a cercare proprio quei luoghi narrati nell’ultimo best-seller ambientato lì.

E infatti un mix troverete negli otto libri che seguono, dai classici ai casi editoriali alle piccole chicche. Abbiamo con noi le loro prime righe, insieme a una parola per l’impossibile compito di descrivere in una pennellata come appare di volta in volta la città, o come la vivono i personaggi.

Gotica. L’ombra del vento di Carlos Luis Zafòn:

“Ricordo ancora il mattino in cui mio padre mi fece conoscere il Barcellona ZafonCimitero dei Libri Dimenticati. Erano le prime giornate dell’estate del 1945 e noi passeggiavamo per le strade di una Barcellona prigioniera di un ciclo grigiastro e di un sole color rame che inondava di un calore umido la rambla de Santa Monica.

«Daniel, quello che vedrai oggi non devi raccontarlo a nessuno» disse mio padre. «Neppure al tuo amico Tomás. A nessuno.»

«Neanche alla mamma?» domandai sottovoce.

Mio padre sospirò, offrendomi il sorriso dolente che lo seguiva sempre come un’ombra.

«Ma certo» rispose mesto. «Per lei non abbiamo segreti.»

In giallo. Il centravanti è stato assassinato verso sera di Manuel VázMontalban Libroquez Montalbán

“La stanza puzza ancora di medicinali o di qualsiasi altra sostanza strana, borbottò mentalmente, mentre le radici le diventavano una proboscide mobile, che cercava di captare l’anima profonda di quell’odore”

Bizzarra. Color cane che fugge di Richard GwynColor cane che fugge Barcellona

“Il sole è appena tramontato dietro la pianura occidentale. Sono rimasto a guardarlo da una roccia a ridosso della torre, tra l’odore della legna del camino, poi sono rientrato e ho accatastato altri ceppi d’ulivo sul fuoco. Il cane è rannicchiato nell’ombra, ai miei piedi.
L’inverno scorso ho investito qualche soldo in un computer portatile e in questo bel tavolo di quercia. Una stravaganza, ma ne è valsa la pena.
Piccoli dettagli come questi fanno una bella differenza”.

 Il meglio che possa capitare a una briocheSgangherata. Il meglio che possa capitare ad una brioche di Pablo Tusset:

“Il meglio che possa capitare a una brioche è di essere imburrata: questo ho pensato, mentre ne spalmavo una tagliata a metà con margarina vegetale in offerta, me lo ricordo bene.”

Drammatica. La piazza del Diamante di Mercè Rodoreda:

“La Julieta era venuta apposta alla pasticceria per dirmi che prima di sorteggiare la toia avrebbero sorteggiato le caffettiere; lei le aveva già viste: bellissime, bianche con un’arancia dLa piazza del Diamante Barcellonaipinta, tagliata a metà, che si vedevano i semi. Io non avevo voglia di andare a ballare, neppure di uscire perché avevo passato tutto il giorno a vendere dolci, e le punte delle dita mi facevano male a furia di stringere nastrini dorati e di fare nodi e fiocchi. E poi, conoscevo bene la Julieta, che alla sera non gliene importava di fare le ore piccole e per lei era lo stesso dormire o no. Ma mi aveva costretto a seguirla controvoglia, perché io ero fatta così, che stavo male se qualcuno mi chiedeva qualcosa e dovevo dirgli di no”.

Scientifica. L’ultima risposta di Einstein di Álex Rovira e Francesc Libro L'ultima risposta di EinsteinMiralles:

Cinquanta minuti di gloria
Mi ero quasi addormentato nella vasca da bagno, quando squillò il telefono. Era tutto il giorno che combattevo con un testo sui viaggi nel tempo. Dopo aver completato una bozza provvisoria, decisi di fare un bagno caldo per rilassarmi.
Malgrado mancassero ancora due ore alla consegna, nel vedere sul display il nome di Yvette, la produttrice del programma, temetti che ci fossero problemi in vista”.

 EnigmaBarcellona Chiave Gauditica. La Chiave Gaudì di Esteban Martin:

Barcellona, 6 giugno 1926

«Deve sembrare un incidente, intesi?» disse con voce cavernosa l’uomo con la maschera.
«Non si preoccupi, Asmodeo. Così sarà», rispose uno dei due uomini che, intimoriti, gli stavano davanti.
Entrambi erano giunti alla cripta all’ora stabilita. Avevano indossato le vesti di lana nera con l’ampio cappuccio, quindi si erano diretti all’altare, un pentagono scolpito in un blocco di marmo nero, dove Asmodeo li attendeva. La cripta, situata sotto il palazzo signorile del ristorante 7 portes, era rischiarata da piccole candele fissate alle pareti, le cui fiamme azzurrine creavano un’atmosfera spettrale. Ai lati dell’altare, due candelabri illuminavano la figura dell’uomo che si preparava alla cerimonia. Posò il calice con delicatezza e levò lo sguardo verso i due incappucciati. La luce tenue fece brillare la maschera da carnevale veneziano che indossava. Nascondeva un volto che nessuno tra gli uomini mensola aveva mai visto. Con un lieve cenno della mano destra fece loro segno di parlare”.

Nessuna notizia di Gurb libro BarcellonaSurreale. Nessuna notizia di Gurb di Eduardo Mendoza:

“00.01 (Ora locale). Atterraggio effettuato senza difficoltà. Propulsione convenzionale (amplificata). Velocità di atterraggio: 6.30 della scala convenzionale (ridotta). Velocità al momento dell’ammaraggio: 4 della scala Bajo-Ul o 9 della scala Molina-Clavo. Cubatura: AZ-0.3”.

Una raccolta che ben volentieri aspetta di essere arricchita dalle vostre segnalazioni. Scrivetemi quali sono secondo voi altri romanzi in cui Barcellona dà il meglio di sé!

E appuntamento alla prossima città.