Viaggio a Malta: la regina Vittoria veglia sulla Biblioteca Nazionale

viaggio a Malta cosa vedere: Biblioteca NazionaleLost in Malta, tra strade angoli e colori così familiari e allo stesso tempo così esotici. Un mix straniante. Opulenza barocca e insegne inglesi, i balconi chiusi colorati della Valletta che non ti stancheresti mai di fotografare, le cabine rosse accanto a palazzi che sembrano di pietra leccese, autobus che non passano, traffico convulso e una lingua misteriosa da cui emergono ogni tanto suoni conosciuti, cementificazione selvaggia sul mare e poi nell’interno muretti a secco davanti ad alberi di fico e ulivi e pale di fico d’India.

Sono tornata già da un po’ da un breve viaggio a Malta e rileggendo questi pensieri che avevo raccolto a caldo mi ci ritrovo ancora, e credo che davvero riescano a sintetizzare la scoperta di un’isola (anzi, di più di una con Gozo e Comino) così vicina e così lontana.
Ho voglia di raccontarvela, di parlarvi di questo scorcio di Mediterraneo, e lo farò presto. Oggi intanto comincio con una sua piccola grande chicca, che forse non tutti prendono in considerazione quando decidono di visitare Malta: la Biblioteca Nazionale.

Non potete perdervela se vi piace fare i turisti letterari!

malta national library – Perché visitarla?

  • Per rendere omaggio alla Valletta, che sarà la Capitale europea della Cultura 2018 e ha un centro storico da non perdere.
  • Perché custodisce la storia e la memoria di Malta e le collezioni dei suoi Cavalieri
  • Perché, come ogni biblioteca antica, è un luogo suggestivo e ricco di fascino che potrete gustarvi senza l’ansia di farvi un selfie. Sì, perchè la Biblioteca Nazionale di Malta ha il wifi, è visitabile liberamente e gratuitamente, ma non potete scattare foto al suo interno, e anzi sarete invitati a lasciare le vostre borse ed effetti personali in un armadietto all’ingresso.

E’ per questo che io qui provo a raccontarvela, anche se potete sbirciarvi dentro sul sito ufficiale delle biblioteche di Malta.

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La trovate percorrendo la Triq-ir Repubblika, che è la via principale del centro storico di Valletta. Se la imboccherete partendo dal City Gate, che è la nuova porta cittadina firmata da Renzo Piano (come il nuovo Palazzo del Parlamento), troverete la Biblioteca in fondo a una grande piazza sulla destra (l’indirizzo esatto è Triq it-Tezorerija, Old Treasury Street). La regina Vittoria, dall’alto del suo piedistallo in marmo, veglia e vi saluta mentre la superete per raggiungere i portici di quello che fu l’ultimo palazzo costruito dai Cavalieri di Malta.

La storia

La Biblioteca Nazionale di Malta trae le sue radici nel Settecento, quando fu pensata per ospitare la collezione preziosa di volumi dell’Ordine di San Giovanni (ovvero l’Ordine dei Cavalieri di Malta). Proprio un Cavaliere di Malta fu il suo fondatore, il Balivo Fra’ Jean-Louis Guerin de Tencin, che morì nel 1766 lasciando una collezione di 9700 libri. La sua costruzione si completò nel 1796 ma solo nel 1812 tutti i libri vi trovarono dimora, quando la Biblioteca fu ufficialmente inaugurata, nel giorno del compleanno del re Giorgio III, il 4 giugno.

Fu insignita del titolo di Royal Malta Library nel 1936, e lo mantenne fino al 1976 quando, ormai diventata una repubblica, assunse il nome attuale di Biblioteca nazionale.

Cosa troverete?

Percorrendo una scalinata in marmo, a un certo punto ve la troverete sulla destra, la porta che vi regala subito il colpo d’occhio su quella che è esattamente come chiunque immagina una vecchia e imponente biblioteca. Davanti a voi, e sui due lati, scaffali di legno scuro fino al soffitto, Legno scuro, volumi antichi, dalle rilegature che raccontano addosso tutto lo scorrere del tempo. Schedari e postazioni di lettura e consultazione, tutti in legno, tanto che quasi stridono i laptop su cui lavorano e studiano alcuni avventori. Scale a pioli, anche loro in legno, per raggiungere gli scaffali alti. E poi, in fondo, una scala a chiocciola in ferro battuto che conduce al ballatoio. Non si possono fare fotografie, e non ho con me neanche la borsa, e questa sensazione di leggerezza e quasi di mancanza, per noi abituati a girare sempre con lo smartphone in mano, in fin dei conti è un bene perché ti sospinge a dedicarti a ogni dettaglio, a scoprirlo in quel momento, a goderne la vista e a fissartelo nel ricordo, perché non potrai farlo dopo su uno schermo.

Cosa troverete al suo interno? La memoria delle isole maltesi dal Medioevo ai tempi moderni. Tra i documenti più antichi qui custoditi c’è la Bolla Pontificia del 1113 con cui papa Pasquale II concesse la sua approvazione all’ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, una fragile pergamena che riposa qui, insieme a manoscritti, codici del Quindicesimo secolo, giornali e periodici, documenti storici, come lo stesso atto di donazione di Malta all’Ordine di San Giovanni da parte dell’imperatore Carlo V. O ancora il primo giornale locale, il Journal de Malte, pubblicato per la prima volta nel 1798 dall’amministrazione francese appena insediatasi, e scritto in francese e in italiano. A proposito, sapevate che fino agli anni ’30 una delle lingue ufficiali a Malta era l’italiano, anche se soprattutto in ambito cattolico, amministrativo e aristocratico? E’ facile immaginarlo e se ne trovano echi ancora numerosissimi in parole, insegne e suoni captati dalle conversazioni dei maltesi.

cosa vedere a Malta Biblioteca Nazionale
Altri angoli “letterari” a Malta: di fronte alla piazza della Biblioteca Nazionale scorgo una targa che racconta che qui ha lavorato il poeta inglese Samuel Taylor Coleridge!

 

Biblioteca Nazionale di Malta: come visitarla

Spesso ospita anche delle mostre che raccontano, anche grazie a questi documenti, la storia dell’isola e dell’Ordine dei cavalieri. In inverno la biblioteca è aperta dall’1 ottobre al 15 giugno dal lunedì al venerdì ore 8.15-17.45. L’orario estivo, dal 16 giugno al 30 settembre, si accorcia, ore 8.15-13.15. Rimane chiusa la domenica e nei giorni di festività. Ma vi consiglio di verificare anche sul sito delle biblioteche maltesi.

Anche a voi piace visitare le biblioteche quando siete in viaggio? Allora ecco un paio di suggerimenti per la vostra prossima incursione in Toscana o in Puglia!

A Siena, Capitale italiana della Cultura 2017, troverete due biblioteche storiche e una iper-moderna da scoprire

A CEGLIE MESSAPICA, INVECE, IN PROVINCIA DI BRINDISI, LA BIBLIOTECA COMUNALE È UN PICCOLO GIOIELLO NEL CASTELLO

pistoia cosa vedere

Tre biblioteche da scoprire a Pistoia, la Capitale italiana della Cultura

pistoia 2017 capitale culturaUn cuore medievale cinto da 3 km di mura, piazze e palazzi settecenteschi e, tutto intorno, cinque ettari di vivai con piante tipiche di tutte le zone del mondo. E’ Pistoia e quest’anno è la Capitale italiana della Cultura. Cosa significa? Che per tutto il 2017 la città toscana sarà animata da eventi: festival, teatro, musica, letture. Vivrà una rigenerazione urbana con l’apertura di nuovi percorsi e luoghi della cultura. E a voi turisti letterari farà piacere sapere che tra i gioielli da visitare a Pistoia ci sono proprio le biblioteche. Quale occasione migliore per scoprirle? Si tratta di luoghi storici ma anche di spazi legati all’identità industriale di Pistoia, vi accoglieranno con volumi preziosi, opere d’arte e un bel calendario di eventi, tanto che c’è anche un hashtag per seguirli. Pronti al viaggio?

La Biblioteca San Giorgio

pistoia capitale italiana della culturaE’ stata aperta nel 2007 grazie al progetto di rigenerazione urbana che ha interessato la parte sud della città: qui infatti sorgevano le Officine San Giorgio, prima produttrici di carrozze e poi di veicoli ferroviari. La biblioteca ne ha conservato il nome e la struttura “a capannoni” tipica della fabbrica novecentesca. Libri e non solo: sui tre piani si incontrano anche opere d’arte contemporanea, e nel corso del 2017 ospiterà tanti eventi: tra questi, il Festival del giallo a febbraio, il convegno sulle Human Libraries a ottobre e il Forum del Libro a novembre. La Biblioteca San Giorgio si trova in via Pertini, è aperta il lunedì 14.00-19.00, dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 19.00,

La Biblioteca Forteguerriana

pistoia cosa vedereE’ una delle più antiche d’Italia la Biblioteca Forteguerriana: è stata fondata nel Quattrocento e conserva un patrimonio di 220.000 libri. Tra le curiosità custodite qui c’è una minuscola Divina Commedia pubblicata dall’editore inglese William Pickering nel 1822, contenuta in una scatola in pelle insieme a due volumi della Gerusalemme liberata del Tasso e ad uno delle Rime del Petrarca. Anche lei nel 2017 ospiterà svariati eventi. Tra questi La primavera del libro francese a marzo, il convegno “Cultura e biblioteche” a settembre e anche una mostra, “La città che scrive”, dal 14 ottobre al 17 dicembre: racconterà le principali esperienze di scrittura nate a Pistoia o legate alla città, dal Medioevo con Cino da Pistoia alla contemporaneità di Tiziano Terzani e Francesco Guccini. Troverete la biblioteca in piazza della Sapienza 5. Orari di apertura: lunedì, mercoledì, venerdì, dalle 9.00 alle 13.30; martedì e giovedì: 9.00 – 13.30 e 15.00 – 17.30.

Per entrambe le biblioteche il 2017 sarà un anno ricco di appuntamenti. Se sarete a Pistoia e avrete voglia di seguirli, qui potete trovare il calendario (che al momento è aggiornato fino ad aprile).
Sui social invece potete farvi coinvolgere seguendo un hashtag, #millemotiviper.

La Biblioteca Fabroniana

pistoia cosa vedereL’altra biblioteca da visitare a Pistoia è la Fabroniana. La trovate in piazzetta San Filippo 1, settecentesca e ricca, con gli arredi originali dell’epoca e opere d’arte al suo interno. Come lo scalone d’entrata, decorato da affreschi trompe l’oeil. Tutt’intorno le scansie di noce intagliate custodiscono 20mila libri a stampa e circa 400 manoscritti. Vi troverete sopratutto testi di carattere religioso, ma anche volumi umanistici e chicche, come una raccolta dedicata alle missioni cattoliche in Cina. E’ aperta martedì e giovedì dalle 9 alle 12.

lettori volontari

#MilanoDaLeggere: vuoi diventare un lettore volontario? Ecco come fare

lettori volontariPermettetemi di parlare ancora di Milano, perché l’iniziativa che vi racconto oggi secondo me vi piacerà. E perché mi piacerebbe sapere se esiste anche nelle vostre città e cosa ne pensate.
Se leggere è un piacere, cos’è leggere in compagnia – e soprattutto – leggere agli altri? E’ fare un viaggio insieme, donare questo piacere a qualcun altro, magari anche farglielo scoprire per la prima volta. Ma credo sia anche mettersi in gioco, per alcuni sfidare la propria timidezza, per altri provare a condividere un momento, quello della lettura, di per sè abbastanza intimo.

E voi avete mai letto ad alta voce per qualcuno? Se siete a Milano, lo potete fare. Il Comune di Milano, attraverso il Patto di Milano per la Lettura, è infatti alla ricerca di lettori volontari: 150 persone che abbiano la voglia e siano disponibili a leggere ad alta voce in scuole, biblioteche, centri ricreativi, carceri, ospedali. Luoghi della città da cui promuovere e trasmettere il piacere della lettura, un valore e una risorsa inestimabile per la crescita di tutti.

Il Patto per la Lettura è lo strumento che il Comune di Milano ha adottato proprio per rendere la lettura un’abitudine sociale diffusa, in primo luogo attraverso esperienze collettive di condivisione della letteratura. Se siete lettori appassionati e volete far parte di questo progetto, potete iniziare compilando un modulo online. Il primo passo, infatti, sarà frequentare un corso di formazione – il prossimo partirà il 20 febbraio. Ce ne saranno nelle varie zone di Milano, e da lì potrà partire la vostra nuova avventura di lettori volontari.
Che ne dite, vi piace l’idea? Conoscete altre esperienze come questa?

dove donare libri usati

Donare un libro usato è farlo viaggiare: ecco come

dove donare libri usatiUn libro viaggia anche quando va incontro a una seconda vita.

Pagine che passano di mano, storie che ci sono piaciute e che decidiamo di regalare a qualcun altro perché ne possa godere. Ma non sempre è facile vero? Sto parlando della difficoltà di separarsi dai propri libri. Una fatica tremenda per chi ama leggere. Ci ho pensato spesso in questi mesi perché diversi amici e conoscenti sono stati alle prese con un trasloco e, dunque, con il dilemma. Io stessa ho cambiato casa! E ci siamo imbattuti tutti in libri che non possiamo portare con noi, o che magari non sentiamo più tanto intimi, fanno parte di vecchie fasi della vita. Eppure rimane difficile separarsene. Ma spesso quel momento arriva e allora perché non pensarlo come un dono da fare agli altri?

Se non potete più tenere tutti i vostri libri con voi, o semplicemente avete voglia di regalarli, questa piccola guida è per voi. Ho voluto raccogliere un po’ di consigli su come e dove regalare libri usati. Ci sono diversi spunti milanesi perché io sono qui e nella casa nuova campeggia sempre quella pila di libri che prima o poi troverò il coraggio di donare. Ma leggete e troverete davvero tante idee – anche insolite. E se ne avete di nuove da condividere per far viaggiare i vostri libri verso una nuova vita, le aspetto!

Libri – davvero – in viaggio

Lasciate un libro in metropolitana. O sul tram o su una panchina. Vi sembra un’idea strana? A Londra lo fanno già da diversi anni! Books on the underground (e come altrimenti?) si chiama il progetto nato nel 2012 e che ha fatto proseliti negli Stati Uniti e a Sydney, in Australia. Una squadra di “book fairies” (le fatine dei libri) lascia in giro i volumi sui treni, nelle stazioni, in biglietteria. E lascia spesso indizi per scovarli. Chi vuole può partecipare con un proprio libro, basta richiedere lo sticker ufficiale e appiccicarlo.

Ma non pensate che si tratti soltanto di un’idea lontana. Si può fare benissimo anche da noi. Per esempio a due passi da Milano. Voglio segnalarvi infatti Il libro viaggiante: è un’iniziativa lanciata nei mesi scorsi da un gruppo che ho scoperto e che ama promuovere la lettura. E’ il Baratto del libro di Cernusco sul Naviglio e, oltre a organizzare periodicamente giornate di scambio, ha ideato #libroviaggiante: grazie a diversi aiutanti vengono lasciati libri in giro, affinché vengano ritrovati e letti. Se volete saperne di più il gruppo è molto attivo su Facebook.

dove portare i libri usati

Cercate un club del baratto del libro

Le iniziative di bookcrossing ormai appunto sono tantissime, sono spontanee (potete trovare libri da scambiare in un negozio o nel vostro bar preferito) e organizzate in eventi periodici. Cercate quelle più vicine a voi, leggendo le bacheche delle biblioteche di quartiere e curiosando nei locali che frequentate di solito. O lanciandone voi stessi una nuova, perché no?

Donare libri alle biblioteche

Sono sempre felice quando posso parlare delle biblioteche e non mi stancherò mai di dire che sono luoghi importanti, di cultura e di socialità. Ma spesso hanno bisogno di sostegno. E anche di libri. Se non sapete a chi regalare i vostri libri potete contattare la vostra biblioteca di quartiere o comunque quella della vostra città. A Milano, per esempio, il sistema delle biblioteche comunali ha attivato il Progetto donazioni (si può chiamare al numero 02.884.62855).

aiutare i migranti

Forse non sono il primo genere di conforto che ci viene in mente quando pensiamo a cosa donare ai migranti che arrivano nel nostro Paese e hanno perso ogni cosa. Eppure insieme a coperte, abiti, cibo, anche i libri servono a stare meglio. E soprattutto a imparare. A Milano lo abbiamo scoperto nelle giornate di raccolta organizzate nell’autunno 2016 per aiutare i centri di accoglienza. Servono penne, matite, materiale da cancelleria ma anche libri, scolastici ma non solo, per sostenere chi vuole imparare la nostra lingua. A Milano per esempio ci sono i volontari che tengono i corsi di italiano al Centro di via Corelli.

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donare un libro a Carceri e ospedali

Donare il diritto e il piacere di leggere anche a chi sta scontando una pena. Lo fanno diversi istituti di detenzione e se avete deciso di contribuire anche voi potete informarvi sui progetti attivi nella vostra città. Sempre per continuare il mio excursus milanese, il Carcere di San Vittore ospita a esempio sette biblioteche con l’idea di sviluppare attività di promozione della lettura. E da tanto è attiva la campagna #zanzaunlibro, con cui si può acquistare un volume da donare alle biblioteche del carcere.

Anche gli ospedali possono ovviamente aver bisogno di libri: informatevi se quelli della vostra città ospitano al loro interno piccole biblioteche o iniziative di lettura. Potrebbe essere utile anche contattare le associazioni di volontariato.

Gli equi-libristi

L’associazione degli Equi-Libristi raccoglie libri di qualunque genere (tranne quelli scolastici e universitari) destinati al macero o al dimenticatoio, li recupera e li inserisce nuovamente in “circolo”. Dove? Nei luoghi di distribuzione che possono essere locali, negozi, hotel. Oggi sono soprattutto a Bologna e dintorni e la lista la potete consultare sul loro sito.

Come diventare un Donatore di libri

Se abitate a Milano e dintorni potete anche diventare un Donatore di libri. E’ l’iniziativa lanciata da Fondazione Leggere – Biblioteche Sud Ovest Milano. I libri donati serviranno ad arricchire e migliorare il patrimonio delle biblioteche sul territorio, potranno essere donati ad associazioni, scuole, ospedali, carceri, o usati per iniziative di raccolta fondi e beneficienza. E visto che i bibliotecai sanno quali sono i libri più richiesti, c’è anche una borsa titoli con quelli che servono di più.

Cosa ne pensate? Avete trovato il “viaggio” ideale per donare i vostri libri? Conoscete altre iniziative e associazioni cui regalarli? Mi farebbe piacere conoscerle, attendo le vostre segnalazioni! 

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Viaggio in Puglia: c’è una biblioteca nel castello

20161206_192122_richtonehdrImmaginate ulivi, trulli e masserie. Alberi di fico e di mandorle. Una terrazza sulla Valle d’Itria. E poi, nel cuore del suo centro storico, piccoli gioielli: oggi vi porto in Puglia. Quando posso raccontare le cose belle della mia terra mi sento davvero fortunata! Il lavoro mi ha portata un paio di settimane fa tra l’Alto Salento e la Valle d’Itria per la precisione. Ho goduto in prima persona di luoghi di cui avevo sempre sentito parlare ma che, come capita spesso con i luoghi più a portata di mano, non avevo mai visitato. Le Grotte di Castellana, le ceramiche di Grottaglie, e poi storie, perennemente in bilico tra devozione e folclore. E poi il futuro. Quello di giovani appassionati della loro terra e capaci di raccontarla con entusiasmo e competenza, e quello di amministratori locali che, sempre in lotta con la mancanza di risorse, si danno da fare per sfruttare al meglio quelle disponibili. Storie belle di sud, che vanno raccontate.
Come quella della piccola biblioteca comunale di Ceglie Messapica, cittadina in provincia di Brindisi. Potevo infatti io lasciarmi sfuggire un viaggio letterario?

biblioteca Puglia

Ebbene, sappiate che da pochi mesi, la biblioteca comunale di Ceglie è custodita nel cuore del suo castello normanno, in pieno borgo storico.
L’amministrazione ha voluto mettere in rete le ricchezze della città, creando un sistema, il Sistema Gusto d’Arte, che congiunge con un immaginario filo rosso la pinacoteca comunale, con il Museo Archeologico e di Arte Contemporanea, la Med Cooking School, ovvero l’unica sede distaccata in Italia di Alma, la scuola d’alta cucina creata da Gualtiero Marchesi, ma anche gli Orti Urbani, le Grotte di Montevicoli e la biblioteca. E’ stata dedicata a Pietro Gatti, un poeta dialettale cegliese tra i più noti al sud, e sue sono anche le parole stampate sui pannelli che decorano le pareti. E poi, ovviamente, scaffali di libri, tavolini, ma anche teche d’altri tempi e una vecchia macchina da scrivere (a proposito, con un salto niente male vi porto anche in Alto Adige: lo sapevate che qui un piccolo museo racconta la storia della macchina da scrivere?).

Ceglie Messapica cosa vedere

Il castello ducale è il simbolo della città, e sulle sue mura svetta un torrione merlato alto 34 metri.

L’ambientazione è più che giusta, perché al momento la biblioteca ospita una piccola mostra molto originale: raccoglie i libri antichi scovati nelle case dei privati cittadini. Come quelli collezionati dal professor Isidoro Conte, che prestava gratuitamente lezioni di latino e greco ricevendo come compenso volumi antichi. Ci sono anche le Tragedie di Seneca, edizione 1657.

Se vi piace l’arte, sempre nel castello troverete la pinacoteca dedicata al pittore futurista Emilio Notte. Conserva dieci sue tele e una collezione di altri autori suoi allievi o a lui vicini.

E se state pensando a una vacanza in Puglia a Natale, il resto del mio viaggio l’ho raccontato su Milano Weekend:  borghi, tradizioni, ma anche la magia di perdersi a fotografare una natura in piena esplosione invernale di colori… vi piace l’idea?

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Il bello di leggere? In metropolitana! Ispirazioni dal Brasile a Roma

libri in metropolitanaChe i libri, romanzi, racconti, reportage, e dunque non solo guide e libri di viaggio, possano essere ottimi compagni di viaggio per andare alla scoperta del mondo è l’idea che condivido fortemente e intorno a cui gira tutta la creazione del mio blog. Come anche il fatto che gli scrittori, raccontando storie, riescano in molti casi a coglierel’essenza vera di un posto. E grazie alla tecnologia noi oggi abbiamo la possibilità di far tornare queste pagine a nuova vita e trovare forme innovative di racconto e condivisione, come le App-mappe letterarie per esempio. Per un turismo di nicchia, quello letterario, ma che cresce e si alimenta anche grazie alla Rete.
E non solo per viaggiare lontano, ma anche per visitare e dare nuovo valore alle strade che abbiamo sotto casa.
E, anche, per riscoprire il piacere di leggere mentre aspettiamo l’autobus, o viaggiamo su un treno.
Il rapporto tra la lettura e i mezzi pubblici, si sa, è di lunga data. Anzi, tra le storie e i mezzi pubblici, perchè questi ultimi non ci offrono solo il piccolo “lusso” di poterci rilassare – quando l’ora di punta ce lo permette ed i pendolari ne sanno ahimè qualcosa – sfogliando un libro. C’è chi ama sbirciare cosa sta leggendo il suo vicino di sedile. Chi osserva tutto, gesti, volti, abiti, e ci ricama su delle storie. Chi si immerge nella lettura per isolarsi dal traffico cittadino.

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Capita anche a voi?

Allora non c’è da stupirsi se sono proprio i mezzi pubblici il posto dove stanno nascendo tante iniziative dedicate a chi ama leggere. Ma anche a chi non legge affatto e si spera così di incuriosirlo. La novità? E’ che così facendo si stanno esplorando tanti piccoli e grandi nuovi usi della tecnologia applicata al piacere di un libro. E la differenza tra le varie esperienze sta in fondo quasi tutta qui: gli ingredienti sono un po’ ovunque gli stessi, varia il mix tra carta e pixel.

Ci pensavo proprio l’altro giorno, scoprendo la nuova iniziativa lanciata a Milano dal Sistema Bibliotecario e dal Comune (di cui vi parlerò tra qualche riga): e allora ho pensato: perchè non raccogliere un po’ di queste idee virtuose? E dunque eccole qui, arrivano dall’estero e da vicino a noi. E sono un work in progress. Perchè sono sicura che ce ne siano anche altre in giro, anzi se le conoscete avete voglia di segnalarmele?

Le ispirazioni pendolari

subway-925831_1920I viaggi sui mezzi pubblici ispirano storie. i più creativi le raccolgono e ci fanno blog, libri, reading musicali. Eccone alcuni che avrete forse già conosciuto perchè ne ho già parlato proprio qui:

  • Libri in metro: è un blog che ruota intorno ai libri osservati appunto sui mezzi pubblici dalla squadra dei “bookwatcher”, che poi ci ricamano su piccoli pensieri
  • Città nuda (Le mille anime di New York): è un libro di Antonio Monda, giornalista e scrittore di casa a New York, che raccoglie foto “rubate” ai commuter della metrò della Big Apple e brevi racconti ispirati dai loro volti
  • TrainDogs: racconti brevi, poche righe, uno al giorno, su Facebook, scritti da Fabio Palombo ispirato dai pendolari come lui sul treno per Milano (e ora sono anche uno spettacolo teatrale e un libro)

Il distributore di libri a Grenoble

Distributori di libri GrenobleUn distributore di racconti accanto a quelli di snack e bibite. Accade a Grenoble, dove l’idea l’ha avuta proprio una casa editrice specializzata in short stories. Si chiama – non a caso – Short Edition (tutto ciò che si legge in meno di venti minuti, recita il loro sito web) – e l’anno scorso ha piazzato in città otto dispender decisamente originali. Sì, perchè per ricevere il racconto occorre stamparlo: si preme un bottone e ne uscirà un foglio di carta simile a quello di uno scontrino. Sopra, il racconto, che gli aspiranti lettori urbani posso scegliere in base al tempo che vogliono “riempire”: un minuto, tre minuti, cinque minuti. Le storie sono scelte tra le migliori prodotte dalla web community di Short Edition.

Il libro-biglietto nella metro di San Paolo

libri biglietto metro BrasileDi questa storia avrete sicuramente sentito parlare perchè ha fatto il giro del web: sono i TicketBooks lanciati in Brasile da L&PM Editori. In Brasile si legge poco, pochissimo, e allora la casa editrice, una delle più importanti del Paese, ha escogitato questo progetto per invogliare la circolazione dei libri: una collana di tascabili che funzionano anche come biglietto della metropolitana, a San Paolo.

Dentro infatti c’è una tessera, sotto la copertina, come se fosse un normale abbonamento. Che, una volta “finito” il libro, si può ricaricare per regalare il romanzo a qualcun altro e spingerlo a scoprire il piacere di leggere. Al momento i libri sono dieci, e si va da grandi classici come Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald e l’Amleto di Shakespeare, ad autori brasiliani come Mario Quintana.

A Roma l’App dei racconti a tempo

read and goA Roma invece c’è ReadAndGo. E’ una nuova app ed è stata creata da Omero, la prima scuola di scrittura in Italia nata nel 1988. Siete alla fermata dell’autobus, volete sapere quanto dovrete attendere il prossimo e, soprattutto, come ingannare l’attesa? I minuti ve li dice l’app, che seleziona anche i racconti con i quali potrete trascorrerli leggendo, scelti tra le storie passate tra le mani della scuola nel corso degli anni.

A Milano il libro si scarica col Qr code

Milano da leggereSul blog, l’anno scorso, ho creato la rubrica #MilanoDaLeggere, per raccontare Milano attraverso i libri. E per questo non posso che condividere la nuova iniziativa appena lanciata dal settore Cultura del Comune di Milano e dal Sistema Bibliotecario di Milano. Si chiama anche lei Milano Da Leggere (chissà, mi piace fantasticare che si siano lasciati ispirare dalla mia rubrica, perchè no?) ed è una idea di città condivisa: i mezzanini della metropolitana e altri luoghi di passaggio in città si tappezzano di scaffali virtuali di libri che narrano in forme diverse Milano, dall’800 ai giorni nostri e con uno sguardo al futuro.
Saranno appesi dei manifesti con la presentazione dei titoli dei libri associati a QRCode con i quali scaricare l’ebook. Ci sono i racconti di “Respirare parole”, quelli di Emilio De Marchi e un’opera di Giovanni Verga. Al momento sono dieci.
Qui si possono trovare i dettagli del progetto e i libri.

La trovo un’idea molto interessante, ne conoscete altre analoghe in altre città italiane o internazionali da segnalare?

Un tesoro per i creativi alla New York Public Library: oltre 187mila immagini (libere)

New York Public Library
credits: Mariangela Traficante

La prima sensazione è stata chiara: stordimento.

Appena letta la notizia, sono atterrata sul sito della New York Public Library e mi sono chiesta: e quindi come si fa? Poi, pian piano, ho capito che qualche “percorso” per raccapezzarsi c’era e altri sono destinati ad arrivare. Perchè – lo sapete? – la notizia è che la New York Public Library ha allargato le possibilità del suo immenso archivio digitale, rilasciando in dominio pubblico oltre 187mila documenti fotografici. Tutti scaricabili liberamente, e con la libertà di riutilizzarli in qualunque modo. Anzi: “Everyone has the freedom to enjoy and reuse these materials in almost limitless ways” recita il sito della New York Public Library. Che ha deciso di mettere a disposizione il download nella più alta risoluzione possibile, direttamente dal portale dedicato alle sue Digital Collections. Senza necessità di autorizzazione nè restrizioni.

archivio New York Public Library collezione di fotografie
E c’è davvero di tutto in questo zibaldone digitale: mappe storiche, fogli manoscritti di autori come Walt Whitman e Nathaniel Hawthorne (l’autore de La Lettera Scarlatta), illustrazioni botaniche e fotografie d’epoca, antichi testi religiosi e persino le planimetrie degli appartamenti newyorchesi degli anni ’20.

Solo le mappe e gli atlanti, giusto per fare un esempio, sono più di 20mila. E come resistere a scoprire com’era la Grande Mela negli anni ’30?

New York Public Library
New York Public Library, credits: Mariangela Traficante

La New York Public Library, un “monumento” da non perdere in un viaggio a New York, un’istituzione storica e al tempo stesso perfettamente a suo agio nel mondo scandito da social e digitale. Sì, perchè l’idea di mettere a disposizione liberamente il proprio archivio non è una scelta qualunque ma anche una bella intuizione: miscelare il passato al futuro, le carte e le pergamene ai tablet. Scoprire come poter dare nuova vita e vitalità ad una massa immane di documenti che rischierebbe invece di rimanere a prendere polvere a solo beneficio di qualche studioso.

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Buon 2016 di storie, viaggi e taccuini a quadretti

buoni propositi 2016Buon 2016 a tutti!

Come cominciare a scrivere nell’anno nuovo? Con cosa augurarvi buon inizio? Ci ho pensato un po’ su, e ho deciso di farlo così: pensieri (un po’) sparsi, di libri, viaggi e storie. Di quello che vorrei scoprire e di quello di cui vorrei riempire nei prossimi mesi queste pagine virtuali.

Vorrei leggere libri che mi facciano sentire bene e raccontarvi i viaggi letterari in cui mi hanno condotta.

Vorrei farveli raccontare dagli stessi scrittori e scoprire cosa leggono gli scrittori in viaggio.

Vorrei farvi conoscere chi viaggia per lavoro e per raccontare il mondo, e condividere con voi i loro suggerimenti di lettura.

Vorrei scoprire librerie, musei, biblioteche, tour culturali in giro per il mondo e scriverne. Vorrei vivere di persona i festival letterari in giro per l’Italia, fotografarli e parlarne con voi.

Vorrei viaggiare, tornare in città che amo (Parigi e Berlino in primis), scoprirne di nuove, e raccontarle.
Vorrei incontrare chi viaggia con i libri e ascoltare la loro storia. Vorrei scrivere delle storie. Vorrei scrivere ancor di più della mia Puglia e di come la raccontano i suoi scrittori.

Vorrei farvi passeggiare con me nella #MilanoDaLeggere e curiosare nelle vostre città da leggere.

E vorrei fare #viaggibambini, vorrei raccogliere libri di viaggio per bambini e mappe e guide e tutto ciò che è utile alle famiglie viaggiatrici.
E poi vorrei finalmente riuscire a fare tutte queste cose con un taccuino in mano.

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La felicità di leggere: ecco come i libri mi fanno sentire bene

ricerca La felicità di leggereLeggere libri rende felici? E i lettori vivono un benessere maggiore di chi invece non legge affatto? Se anche voi siete, come me, fervidi lettori e non uscite mai di casa senza un libro in borsa (e in questo noi donne, con le nostre sacche da Mary Poppins che ci portiamo in giro, siamo decisamente avvantaggiate vero?), la vostra risposta già la conoscete: sì, leggere ci rende più felici.
Ma, come sicuramente sapete, è freschissima di stampa una vera e propria ricerca che ha voluto misurare questa felicità, e darle valore scientifico. Si chiama proprio “La felicità di leggere” ed è stata commissionata dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol all’Università Roma3/Cesmer.

Io ci ho dato un’occhiata ed in realtà è un intrico di scale di misurazione e valori, se volete potete leggerla anche voi, vi segnalo questo articolo de Il Libraio.

Ma in sostanza cosa ci dice?

Che i lettori sono complessivamente più felici e provano emozioni positive più spesso dei non lettori. Sono più soddisfatti dell’impiego del loro tempo libero, durante il quale leggere diventa l’attività più importante.
Come mai? Cosa scatta nella testa, e nel cuore, di chi prende in mano un libro e comincia a leggere? Leggere ci rende felici, certo, ma perchè? Me lo sono chiesta proprio in questi giorni, mentre sui giornali e nel web viaggiavano i risultati della ricerca, e allora ho pensato a cos’è che rende me, felice, quando prendo in mano un libro. E allora l’ho messo nero su bianco.

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#MilanoDaLeggere: un festival lungo nove mesi, col cuore in una ex cascina

La Biblioteca Chiesa Rossa di Milano
La Biblioteca Chiesa Rossa di Milano

Non di solo Expo 2015 vive Milano. Ma probabilmente dobbiamo ringraziare i riflettori dell’Esposizione Universale se quest’anno è stata proclamata anche Città del Libro.

Il che dovrebbe essere una buona notizia! Ci attendono mesi di eventi, incontri, iniziative culturali. E io per raccontarveli voglio iniziare da qui, dal Festival della Letteratura di Milano. Che è nato quattro anni fa e da allora va avanti con lavoro ed impegno. Lo conoscevate? Forse no. E infatti anche per questo ve ne voglio parlare. Perchè è un festival indipendente, autofinanziato e no profit, che tutti possiamo sostenere. Perchè di solito si tiene a giugno e invece in quest’anno così particolare per Milano è diventato lungo nove mesi. Perchè è un festival diffuso e perchè al tempo stesso mantiene il cuore in periferia.

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