Libri in metro: quando si legge un frammento di vita

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Perchè un viaggio può esserlo anche per poche fermate di metropolitana. Per non parlare dell’avventura quotidiana su un affollato treno da pendolari.

E se si affronta con un compagno fidato come un libro è meglio. Ecco perchè mi sono innamorata di questo blog che ho scoperto per caso e che voglio condividere con tutti voi! Siete lettori da mezzo pubblico? E vi piace sbirciare in quello che leggono i vostri sconosciuti compagni di viaggio (che poi, con l’avvento degli e-reader, è sempre più difficile, senza copertine a cui “rubare” lo sguardo)? Ecco, allora Libri in metro piacerà anche a voi. Loro sono un gruppo di amanti dei libri e pendolari di vario corso, sparsi in Italia e non solo: tra Milano, Roma e Londra, ma anche sulla linea adriatica Faenza/Cesena o sulla Torino-Firenze, per esempio.

Leggono, e soprattutto osservano cosa leggono gli altri. E ci costruiscono intorno delle piccole storie. Frammenti di vita vera (quei momenti rubati sui mezzi) e immaginata (come li racconta anche un altro libro dedicato alla metro, stavolta quella di New York).

Istantanee di libri e viaggi.

Ecco come ce le raccontano loro stessi, i ragazzi di Libri in metro!

Raccontateci un poʼ di voi: come è nata lʼidea di creare Libri in Metro? Vi siete ispirati a qualche “modello” estero?

“Il blog nasce nel 2010 dalla curiosità di Mara, la fondatrice, e dal suo cercare di intuire la personalità dei pendolari guardando il loro aspetto, i loro atteggiamenti e, soprattutto, le loro letture. Si è cercato di trovare il filo che lega questo popolo così variegato e di raccontarlo sul blog che è nato spontaneamente, senza la necessità di un modello preesistente a cui ispirarsi. Ugualmente, anche i Bookwatcher che si sono via via uniti a Mara si sono sentiti tutti accomunati dallʼessere un poʼ “spioni” in quanto lettori ma, in questo caso, delle letture degli altri”.

Infatti, ogni membro della redazione è prima di tutto un lettore appassionato nonché pendolare o viaggiatore per necessità e piacere. Osservare gli altri passeggeri è una cosa che ognuno di noi faceva già senza rendersene conto, un poʼ come farebbero gli appartenenti di una specie in via dʼestinzione: ci cerchiamo e tentiamo di stabilire dei legami tra noi!”

Che idea vi siete fatti dei viaggiatori-lettori che avete incrociato in questo tempo sui mezzi pubblici?

“Impossibile stilare un identikit valido in generale: ogni lettore è a sé stante, unʼentità unica da poter raccontare partendo proprio dal libro che sta leggendo; si possono capire molte cose anche solo osservando qualcuno mentre legge! Ci imbattiamo in persone di tutte le età alle prese con le letture più disparate, compresi anche, talvolta, libri che preferiremmo non annoverare sul nostro “catalogo”!
Non solo! È anche difficile identificarne la “categoria di appartenenza”: non è sempre facile o scontato capire se ci troviamo di fronte a un viaggiatore occasionale piuttosto che a un pendolare, perché le letture sono influenzate anche dal motivo del viaggio! Ogni “lettore da mezzo pubblico” questo lo sa bene!”

Dicono che in Italia si legge sempre meno… e in metrò?

“Purtroppo è vero. E ciò aumenta la nostra soddisfazione quando nella stessa carrozza ci imbattiamo in più lettori; infatti, abbiamo creato una serie di post dedicati alla descrizione di più lettori seduti vicini, inconsapevoli compagni di viaggi letterari: The Readers Club! In generale, però, con lʼavvento di smartphone e tablet la lettura è diminuita ancora: percorrendo un vagone, il
90% delle teste chine non guarda un libro, per nostra sfortuna”.

Carta o tablet/e-reader: chi vince sui mezzi?

“Al momento la carta la fa ancora da padrona, anche se, soprattutto negli ultimi mesi, si è visto un sostanziale incremento di lettori “elettronici”; sicuramente i prezzi bassi dʼacquisto (sia dellʼe-reader, sia degli ebook) hanno aiutato il loro diffondersi. Fortunatamente, gli irriducibili della carta stampata sono ancora in maggioranza: è già abbastanza arduo leggere il titolo di un libro cartaceo, con quelli digitali la nostra attività di silenzioso spionaggio sarebbe messa davvero a dura prova!”

Vi limitate a osservare i passeggeri che leggono per poi ricamarci su i vostri post o riuscite a interagire con loro?

“Dipende dai casi. È capitato che si finisse a scambiare quattro chiacchiere, magari proprio in tema di libri, con la persona che fino a poco prima stavamo osservando. In generale, si crea un legame fatto anche solo di sguardi e sorrisi… ed è questa, forse, la parte più bella: interagire (verbalmente e non) e creare un contatto con qualcuno semplicemente partendo dalla lettura, una delle cose più intime a ciascuno di noi.
A volte capita che noi stessi scopriamo di essere osservati da altri lettori o semplici curiosi quando, arrivati a destinazione, chiudiamo il nostro compagno di viaggio cartaceo! È bello pensare che anche lʼaltro “spione” sia mosso dalla nostra stessa curiosità e amore per la lettura”.

Qualcuno di loro si è “riconosciuto” nei vostri post? Vi hanno scritto?

“È successo, sì, ma non spesso: i lettori sono molti e le città variegate e ben distribuite sul territorio; inoltre cerchiamo sempre di mantenere le descrizioni abbastanza vaghe da non rendere identificabili i soggetti. Più spesso, invece, è successo che ci scoprissero gli autori dei libri, soprattutto quelli indipendenti: molti sono rimasti sorpresi (piacevolmente, si spera) dallo spaccato dei propri lettori che LM ha permesso loro di conoscere”.

Domanda “difficile”: sono diverse le città che raccontate, in termini di tipi di letture, gusti, lettori da metrò?

“In realtà non molto e il caso gioca comunque un ruolo preponderante tanto che non è possibile stilare delle statistiche vere e proprie… né possiamo esser certi del fatto che in quel momento il lettore si stia dedicando alla sua lettura “abituale”. Ogni lettore è un mondo a sé.
Ma il bello sta proprio qui: imbattersi in letture e lettori completamente diversi in ogni parte del mondo. Cʼè lʼamante del noir, quello del romanzo di formazione, lʼappassionato di cultura fantascientifica o di graphic novel. E questi sono solo alcuni dei soggetti che si possono incontrare a Milano, come a Roma o a Londra”.

Cercate nuovi bookwatcher? Apriamo la campagna “acquisti”: che “requisiti”
devono avere? In quali città? Segni particolari?

“Anche se ora siamo al completo, la campagna “acquisti” per nuovi Bookwatcher è sempre aperta!
Un Bookwatcher devʼessere innanzitutto un lettore, possibilmente che legga anche nei mezzi pubblici (metro, treno, autobus, ecc.) e capisca, pertanto, cosa significhi ritagliarsi il tempo (e lo spazio!) di lettura in viaggio; poi sicuramente appassionato ed entusiasta, perché noi siamo tutti volontari; infine, disponibile e propositivo: la redazione è un cantiere aperto, stiamo scoprendo tanti approcci e proponendo nuovi progetti, quindi fatevi avanti! Una corsia preferenziale per lʼacquisto di nuovi Bookwatcher la darebbe certamente lʼosservare i mezzi pubblici in città non ancora toccate dal progetto in modo attivo. Ad esempio, ci piacerebbe molto accogliere nel progetto Bookwatcher provenienti dalle isole, così come approfondire il legame con il Sud, al momento descritto solo da poche città.
Per tutti gli aspiranti Bookwatcher, il link con il form da compilare per inviare la propria candidatura questo è il link.

Prossimi progetti?

“Dopo aver modificato la grafica del blog ed esserci resi maggiormente riconoscibili attraverso un vero e proprio logo a cura di Andrea Gadaldi, stiamo promuovendo molte iniziative. Oltre a Libri in Metro presenta in cui diamo spazio agli scrittori indipendenti facendogli pubblicare un articolo in puro stile LM per presentare i loro libri, abbiamo anche inaugurato LM Stories, dove raccontiamo di lettori anche fuori dai mezzi pubblici e, soprattutto, in maniera più approfondita rispetto al formato snello dei post quotidiani. In ultimo, The Readers Club, in cui raccontiamo le letture di due o più passeggeri che prendono posto lʼuno vicino allʼaltro.
Altri nuovi progetti rimangono top secret per il momento, ma speriamo di attivarli nei prossimi mesi… Chissà”.

E per finire: quali sono attualmente i vostri libri in metro?

Eccone alcuni:
A sud del confine, a ovest del sole (Haruki Murakami)

Il bar delle grandi speranze (J.R. Moehringer)

Madame Bovary (Gustave Flaubert)

Bazaar Express (Paul Theroux)

Gli Indifferenti (Alberto Moravia)

Creature ostinate (Aimee Bender)

Pastorale Americana (Philip Roth)

Moby Dick (Herman Melville)

Lo Hobbit (JRR Tolkien)

E come mi piace quello che scrivono proprio loro, i bookwatcher: “Perchè questo blog? Perchè se qualcuno è disposto a sgomitare dentro una metro affollata per farsi spazio e leggere il suo libro… quell libro vale!”.

Come non essere d’accordo?

Ti è piaciuto il libro? Dillo con una foto

Libreria

Ditelo con una foto. Per chi volesse cimentarsi in un esercizio di abilità non c’è niente di più conciso di una parola, o di un’immagine, e per comunicare un libro la Rete a quanto pare ha scelto la seconda.

Stanchi di troppe parole o solo alla ricerca di chiavi di lettura più originali? Il fatto è che, curiosamente, nel giro di pochi giorni mi sono imbattuta in almeno tre iniziative a colpi di “faccia-libro” (ma Zuckenberg non c’entra niente), e poco propensa a considerarla solo una coincidenza ho deciso di parlarne qui, sconfinando dall’universo dei libri di viaggio, ma mi sembravano iniziative troppo interessanti per non scriverne.

Partiamo da #Feltrigram ( l’hashtag iniziale è necessario, come ora capirete): altro non è se non l’evoluzione del “concorso” 128 battute di LaFelrinelli.it che invitava i lettori a misurarsi con micro-racconti o recensioni a misura di tweet.

Feltrigram

Quest’anno invece si cambia, e si sintetizza ancora di più: l’invito è infatti a realizzare una foto che interpreti, come più vi piace, un libro a vostra scelta, e poi condividerla su Twitter ed Instagram attraverso la parola chiave di cui sopra.

Sul social network fotografico ce ne sono oltre 300, ironiche, artistiche, alcune metafisiche direi, in un bel patchwork di creatività e filtri. C’è tempo fino al 28 febbraio (qui come fare): 128 di queste foto diventeranno un ebook da scaricare gratuitamente sul sito di LaFeltrinelli.it.

Consigliato dalla Nottola

Libri in posa anche in un’altra iniziativa che mi ha fatto pensare che più che originali casualità qui si stia lanciando un trend: è il Nottola Christmas Gift e ne parla Chicca Gagliardo nel suo blog.

Un’antologia corale di dieci racconti più un’illustrazione: l’idea ha preso forma nella mente di Ivano Porpora, autore del romanzo La conservazione metodica del dolore (Einaudi Stile Libero) e gestore del blog culturale La Nottola di Minerva,  e poi si è trasformata in quello che non è solo un omaggio ai lettori, ma anche alle librerie, alle biblioteche, ai luoghi dove si fa lettura insomma. Per ricevere l’antologia in regalo, infatti, in uno dei tre formati a scelta (pdf, epub, mobi), occorre mettersi in gioco in prima persona inviando una propria foto insieme  al proprio libro preferito, a quello preso in prestito da una biblioteca, a quello appena acquistato in libreria (con tanto di scontrino).

Nottola Christman Gift

Oppure, se siete a corto di idee. C’è persino una lista di 12 titoli suggeriti dalla Nottola, sul cui blog potrete leggere anche il “regolamento” nel dettaglio, nonchè i nomi degli autori che hanno scritto per l’antologia ( e il titolo del loro racconto).

Tutto in una faccia

Ma ancor più geniale è l’idea che sta dietro a Recensioni Facciali, il titolo semplice semplice di un blog molto originale che ha deciso di spazzare via le parole (e spesso i paroloni, con buona pace dei critici letterari blasonati) e di affidare alla sola (o quasi) mimica facciale il nostro implacabile giudizio. Questo infatti il senso: recensire tramite un unico scatto fotografico ed un’unica espressione facciale il senso del libro che abbiamo appena letto (il che non vuol dire necessariamente che debba essere un’espressione di apprezzamento. Fatevi un giro nel sito e capirete). Divertente vero l’idea di Jacopo Arca e Ramona Cocco?

Recensioni facciali blog

Potete curiosarci in lungo e in largo cliccando a caso sulle recensioni, rigorosamente numerate, ma anche classificate in base alla popolarità. Oppure seguire il metodo scientifico della lista dei libri in ordine alfabetico di autore.

Se siete scrittori, c’è anche lo spazio apposta per voi: Facce d’autore. Prendetelo come uno strumento di marketing, solo molto più insolito del normale, irresistibile però.