Guida Lonely Planet Best in Travel 2017

Dove andare in viaggio nel 2017? Ecco le tendenze raccolte da Lonely Planet

Guida Lonely Planet Best in Travel 2017Sono passati più di quarant’anni da quando Tony e Maureen Wheeler decisero, per il loro viaggio di nozze, di attraversare Europa e Asia per raggiungere l’Australia da Londra, dove si erano conosciuti. Era il 1972, per condividere con gli amici questa incredibile esperienza decisero di confezionare una guida di viaggio. Era Across Asia on the cheap. Nasceva Lonely Planet.

Oggi la casa editrice è un impero, racconta il mondo e crea tendenze. E non a caso, infatti, oltre alle classiche guide di viaggio che dicono dove andare, sempre di più Lonely Planet racconta come farlo e perché. Per esempio, ormai da diversi anni viene pubblicato il libro di cui vi parlo oggi: si chiama Best in travel e racconta dove andare in viaggio l’anno prossimo. Ogni anno tra gli autori e i redattori di Lonely Planet, ma anche nella community dei blogger e dei social, si raccolgono tendenze, si drizzano le antenne, si studia cosa accadrà nel mondo e cosa sta cambiando. E poi si stilano tre classifiche: sono i dieci migliori Paesi dove viaggiare nel 2017, ma anche le dieci migliori regioni e le dieci migliori città.

Mi piace perché insieme ai consigli di viaggio si racconta in realtà cosa sta accadendo nella destinazione di turno e perché sia proprio questo il momento di andarci. Perché i Governi stanno investendo nel turismo, perché ci sono in programma importanti celebrazioni, oppure è migliorata la situazione sociopolitica e il Paese è diventato più sicuro. Oppure più semplicemente perché la destinazione è finora rimasta in ombra ma merita di essere visitata.

Così è stato anche per le scelte di questa edizione. Volete sapere quali sono i tre Paesi da visitare nel 2017? In cima al podio svetta il Canada, che celebrerà i 150 anni di autonomia, è governato da un trascinante primo ministro Justin Trudeau e conta su 46 parchi e riserve nazionali. Al secondo posto c’è la Colombia, Paese del realismo magico di Gabriel Garcia Marquez ma anche di criminalità violenta che ora cerca di lasciarsi alle spalle grazie ai negoziati con le Farc. E l’anno prossimo arriverà anche papa Francesco. Chiude il podio la Finlandia, che nel 2017 celebra 100 anni di indipendenza e festeggia anche con l’istituzione di un nuovo parco nazionale di 11mila ettari.

Tra i tesori del mondo da visitare prima che sia troppo tardi c’è invece Choquequirau in Perù, sito inca nascosto nella valle del Rio Apurimac da scoprire prima che diventi il nuovo Machu Picchu (con l’entrata in servizio di una nuova funivia che potrebbe portare fino a 3mila visitatori al giorno fino alle rovine). E poi il Taranaki in Nuova Zelanda, monte remoto dove si avventura appena il 2% dei visitatori stranieri nel Paese, e le Azzorre, che invece sono state scoperte da sempre più viaggiatori affascinati dalla loro natura.

E l’Italia, vi starete chiedendo? Purtroppo è poco rappresentata nella guida Best in travel 2017. Il meglio da Lonely Planet, ma lo fa con piccole chicche. Pistoia, innanzitutto: sarà Capitale italiana della cultura nel 2017 e dunque ci sarà per tutti l’occasione di conoscere anche lei accanto alle più blasonate mete toscane. C’è Venezia, tra le destinazioni più convenienti. Vi sembra strano? In effetti non lo è poi così tanto: con la crescita di affitti di camere e appartamenti sul modello Airbnb sta diventando più semplice anche pernottare in laguna.

E poi c’è una microdistilleria. Si chiama Poli 1898, si trova in Veneto ed è aperta al pubblico per visite guidate. Sì perché dopo le cantine e i birrifici artigianali può essere venuto il momento di scoprire qualcosa di nuovo nel turismo enogastronomico. Questa guida infatti non racconta solo luoghi, cerca di intercettare tendenze. E, dunque, ecco quali potrebbero essere quelle del 2017: oltre alle microdistillerie, il mondo come ufficio (vi dice niente la parola nomadi digitali?), il bikepacking (per i più sportivi, avventure fuoristrada sulle due ruote), l’#instavidual (se siete fanatici dell’obiettivo social) e i viaggi sostenibili. Che ci piacciono sempre vero?

Mille vite, mille voci. Viaggio in Colombia

Bogota Colombia
Bogota, foto di Matthew Riche da Wikivoyage

Cari lettori, oggi vi porto in America del Sud. In un Paese affascinante, difficile, che forse abbiamo imparato a immaginare grazie al realismo magico di un signore che si chiama Gabriel Garcia Marquez.

Oggi vi porto in Colombia, in quella vera, reale, raccontata attraverso le storie di chi ci vive. E per farlo sono felice di ospitare Elisa Giacalone. Elisa è giornalista, collabora con Satisfiction e cura un interessantissimo blog culturale che si chiama L’Asterisco dimezzato.
Qui Elisa ci racconta Millevite. Viaggio in Colombia, autrice Silvia Di Natale, libro che verrà presentato proprio questa settimana a Milano in occasione della seconda edizione del Festival della Letteratura:

Millevite. Viaggio in Colombia

“Dell’Italia rimpiango solo tre cose: il parmigiano, l’olio d’oliva e il vino. Mia moglie è colombiana. Quando è nata la bambina, siamo rientrati in Italia e lei è rimasta là con la piccola, ora lavora in un bar. Spero che torni. Prima o poi si stancherà di vivere là. I colombiani hanno una visione irreale dell’Italia, pensano che sia il paradiso, ma si sbagliano: il paradiso è qui”.

Millevite copertinaE’ la storia di Ugo, cuoco italiano emigrato in Colombia e determinato a restarci. Una delle 164 vite raccontate da Silvia di Natale in Millevite. Viaggio in Colombia, edito da Feltrinelli. Millevite è un reportage di viaggio, puntellato di esistenze straordinarie, talvolta comuni, spesso travagliate: indigeni e guerriglieri, contadini e militari, fondatori di villaggi e sindaci, poeti e desplazados.
Silvia Di Natale girovaga per le strade della Colombia, dalla capitale Bogotá ai piccoli paesi della cordigliera, fino ai confini con l’Ecuador e con il Perù, ritraendo un paese ricco di contraddizioni, a tratti violento ma dal piglio affabile, generoso di sorrisi. Un paese felice. A testimoniarlo anche le statistiche: secondo il più grande network mondiale di istituti di ricerca indipendenti, WIN-Gallup International, di cui Doxa è il partner per l’Italia, la Colombia risulta uno dei paesi più felici al mondo (insieme a Brasile, Malesia e Arabia Saudita).

Marquez per turisti

Aracataca, credits Tim Buendia, da Wikivoyage
Aracataca, credits Tim Buendia, da Wikivoyage

Un capitolo è dedicato ad Aracataca, il paese in cui è nato Gabriel García Márquez e che ha ispirato Macondo, il celebre villaggio descritto in Cento anni di solitudine. L’autrice visita la “finta casa” di Gabo, un tempio costruito per attrarre i turisti. Ogni stanza è decorata con le parole dello scrittore che fanno da didascalia, con stralci plastificati di libri in bella mostra. “Gabo non ha mai visto la finta casa dei nonni – scrive Silvia Di Natale – ma non credo gli piacerebbe: se già i ricordi dell’infanzia sono distorti dalla memoria, figuriamoci dopo il passaggio della finzione letteraria!”.
Quella di Silvia Di Natale è una “scrittura parlata”, sembra di sentire la sua voce dall’arrivo a Bogotá, fino alla partenza dall’aeroporto di El Dorado. Si sente il suo respiro stanco per le strade dissestate e le carreteras infangate, con il suo zaino in spalla. Un flusso di parole, fotografie, impressioni, respiri.

La voce dei colombiani

La voce è anche quella dei colombiani che si raccontano in prima persona. L’autrice entra in punta di piedi nelle loro vite e riceve il racconto di un’esistenza, spesso seguito dalla consegna di manoscritti, registrazioni, poesie. Una condivisione che, a tratti, diventa compenetrazione. Persino nella lingua. Sono presenti vocaboli in lingua originale (utile l’agile glossario nelle ultime pagine): da buseta (piccolo pullman) a marimbero (spacciatore cubano), da mochila (sacca a spalla) ad arepas (frittella di mais), da alcalde (sindaco) a vallenato, un ballo popolare accompagnato dalla fisarmonica.

Silvia Di Natale abbraccia la lingua, il cibo, lo spazio, talvolta le resistenze dei colombiani e condivide con loro il suo viaggio. Che compartir, in spagnolo, significhi condivisione è solo la prova di quanto una lingua possa essere espressiva. Un viaggio anche per il lettore, dunque, attraverso le singole vite che ritraggono la storia di un paese. Un libro dedicato alle millevite che lo compongono, così come testimonia la dedica: “Ai colombiani che non hanno smesso di sorridere”.

Elisa Giacalone

Per chi volesse partecipare alla presentazione del libro, Silvia Di Natale sarà intervistata da Elisa Giacalone nell’ambito del Festival della letteratura di Milano.
Quando: 7 giugno 2013
A che ora: 18.30
Dove: Biblioteca Parco Sempione, Via Cervantes (zona Montetordo)

Millevite Viaggio in Colombia