guida street art milano mariangela traficante

Milano è una tavolozza: ho scritto un audiobook e vi porto con me in giro per la street art

guida street art milano mariangela traficante

In viaggio nella street art! Oggi vi parlerò di storie un po’ diverse. Non sono stampate su un foglio bianco e non sono fatte – o quanto meno non sempre – di frasi e parole. Sono storie scritte sui muri (e se mi seguirete le troverete anche altrove) e Milano ne è ricca.

Sì, Milano è una tavolozza.

Si chiama proprio così la mia guida alla street art di Milano. A dispetto di chi ancora la considera una città grigia. E invece i colori ci sono e non sono solo quelli di murales e graffiti! Parchi e nuovi spazi verdi, quartieri ipermoderni, nuovi musei. Negli ultimi anni Milano si è rifatta il look e sicuramente anche la street art ha contribuito a renderla più vivace.

E io sono molto felice perchè ho avuto la possibilità di raccontarla in una guida speciale. Si tratta di un audiobook ed è fresco di “pubblicazione”.

tiportoinviaggio

La guida sulla street art a Milano fa parte della nuova collana appena lanciata da Audible, la piattaforma di Amazon dedicata agli audiobook. Si chiama #TiPortoInViaggio e insieme a me troverete altri viaggiatori, guide, blogger ed esperti: abbiamo raccontato undici città, da Roma a New York, da Marrakech a Barcellona (e posso già anticiparvi che mi troverete presente anche con un’altra mia città del cuore, di cui vi racconterò a brevissimo!).

guida street art milano mariangela traficante

Come è stato scrivere questo audiobook? Bello, bellissimo e impegnativo. Perché sentivo di avere una importante responsabilità, quella di riuscire a trasmettervi il più fedelmente possibile le sensazioni provate da me e tutte le informazioni utili per portarvi davvero in giro per le vie della città che mi ha accolta ormai tanti anni fa, ad ammirare murales e altre opere in questa galleria a cielo aperto. E poi è stato emozionante avere l’opportunità di condividere con tutti le mie piccole grandi scoperte quotidiane.

WallArt, celebrità milanesi sul muro di un convento
WallArt, celebrità milanesi sul muro di un convento

Cavalcavia e saracinesche, ma anche ponti e palazzi storici, ciminiere e mura di conventi: avreste mai immaginato di vederli coperti da murales?

Chi è abituato a pensare alla street art come manifestazione d’arte (solo) di periferia e di “disturbo” al decoro urbano, ascoltando questa guida – ma sopratutto andando a cercare questi luoghi in giro per Milano! – cambierà idea e scoprirà un mondo multiforme.

Dove vi accompagnerò con questa guida?

  • A passeggiare in una tranquilla piazza nel cuore di Milano, ad ammirare la hall of fame meneghina ritratta sui muri di un convento
  • Ad attraversare una stazione ferroviaria, dove mondi immaginifici e passeggeri surreali vi salutano dalle pareti
  • Davanti a una delle più belle basiliche di Milano, dove Giuseppe Verdi e Napoleone “sorvegliano” la movida
  • A scoprire un simbolo dell’archeologia industriale meneghina, dove i muri rendono omaggio a due eroi del nostro tempo, Nelson Mandela e e Khaled Al Asaad, l’angelo custode di Palmira.

E poi ancora in altri angoli grandi e piccoli della città. Ci ho messo le mie scoperte quotidiane, i miei entusiasmi per un luogo magari appena scovato e tutta la voglia che ho di raccontare, e far provare, Milano con gli occhi di chi si lascia stupire.

Avete voglia di ascoltarla? Basta abbonarsi alla piattaforma di Audible.it: i primi trenta giorni sono gratuiti, dal mese successivo (se non deciderete di disdire prima) si pagheranno 9,99 euro con la possibilità di ascoltare e scaricare tutti gli audiobook desiderati. E mi piacerebbe che tra questi ci fosse anche la mia Milano, la trovate a questo link.

Non mi resta che augurarvi buon ascolto, spero davvero che vi piaccia e aspetto tutti i consigli, suggerimenti, commenti che avrete voglia di condividere con me!

guida street art milano

Sette parole per viaggiare ispirati (e magari cambiare vita!)

viaggiare ispirati

Viaggiare per lasciarsi ispirare. Scegliere un luogo per l’energia che ci dà, partire, con la scusa della vacanza, per ritrovare se stessi ma anche per cercare una nuova vita. Spesso un viaggio è anche questo, è una pausa dalla nostra vita quotidiana non tanto per staccare la spina – espressione che non mi piace per niente! – quanto piuttosto per osservarla, e osservarci, da una giusta distanza. E magari dare vita a un nuovo progetto.

Pensavo a tutte queste cose mentre sfogliavo Destinazione Umana, la guida “per cambiare vita” di cui vi avevo parlato qualche tempo fa. Raccoglie viaggi ispirazionali, che partono da un domanda semplice: chi vogliamo incontrare? Le persone diventano destinazioni (umane) e raccontano i luoghi attraverso le storie di vita delle persone che li abitano e li amano.

Ero partita dall’idea di farne una recensione. Poi, però, mentre leggevo, mi venivano in mente delle parole ricorrenti e che in qualche modo mi sembravano la chiave di queste storie. Allora ho deciso di condividerle con le tre autrici: ho chiesto loro di raccontarmi cosa le avesse ispirato o cosa avesse lasciato loro l’incontro con queste destinazioni umane, seguendo la scia di queste parole:

Libertà – Tempo – Condivisione – Consapevolezza  Impegno – Entusiasmo – Positività

Incontriamo Silvia Salmeri, Silvia Bernardi e Silvia Santachiara, le tre autrici della guida Destinazione Umana.

Ho deciso di fare loro un’intervista ispirazionale. Eccola qui. E se dopo averla letta volete condividere con me anche voi i pensieri che vi fanno venire in mente queste sette parole, sono qui!

Destinazione Umana_cover bozza_E

Libertà

SILVIA SANTACHIARA Vi siete mai pentiti? Ho chiesto a Katia e Andrea di Villaggio Ranco. «No, mai», hanno risposto. «Volevamo tornare a una vita semplice ma più ricca, a contatto con noi stessi e scandita dai ritmi della natura, non da un tesserino.
La nostra vita è cambiata radicalmente. Certo, bisogna rinnovarsi ogni mattina, ma oggi siamo liberi». Credo che questa sia la parola che più rappresenta questa guida: tutte le destinazioni raccontano una storia di libertà, che ciascuna si è andata a prendere.

SILVIA BERNARDI Il “viaggio da Destinazione Umana” è innanzitutto un viaggio libero”. Si parla di una libertà interiore, di una ricerca della propria libertà di espressione. Il viaggio da Destinazione Umana è quello in cui sei intenzionato a cambiare il tuo paradigma, i tuoi schemi, i tuoi blocchi interiori: per cambiare vita, come recita il titolo della Guida di Viaggio di Destinazione Umana bisogna mixare intenzione e organizzazione, e allora tutto sarà possibile.

SILVIA SALMERI Libertà di seguire il proprio istinto più profondo con coraggio e riconoscendo sé stessi come esseri in evoluzione lungo il viaggio della vita

Tempo

SILVIA SANTACHIARA Tempo di intervistare, di scrivere, di revisionare, di rileggere almeno 170 volte. Ho scritto questa guida in un mese e una settimana.

SILVIA BERNARDI Sono brava ad organizzarmi, a calcolare i tempi, sono brava ad aspettare, sono un persona puntuale. Ma mi sto rendendo conto il vero tempo che abbiamo a disposizione non è quello scandito dall’orologio: è il tempo interiore, e il tempo interiore è solo l’istante, l’adesso, il qui ed ora. E questo è il tempo più prezioso, che non viene compensato nemmeno dall’organizzazione migliore del mondo!

SILVIA SALMERI Tempo per realizzare con cura tutto ciò che desideriamo, compresi noi stessi.

Condivisione

SILVIA SANTACHIARA Tre Silvie e un libro nato dalla condivisione di esperienze, di percorsi personali, di competenze.

SILVIA BERNARDI Ho tre sorelle, nella vita sono stata abituata a condividere di tutto, ma ancora una volta, mi trovo a dover considerare che la vera condivisione va più nel profondo, e mi viene da citare una canzone a me molto cara “Mi fido di te … cosa sei disposto a perdere?”. Cosa siamo disposti a mettere sul piatto, sul tavolo, sulla bilancia, per condividere e crescere insieme davvero? (per rispondere a questa domanda mi sono ispirata a una bella conversazione avuta con il mio collega Valerio, co-founder di Destinazione Umana, che ringrazio pubblicamente!)

SILVIA SALMERI Condivisione di esperienze ed ispirazioni con altri esseri umani in cammino

Consapevolezza

SILVIA SANTACHIARA Come ti senti oggi?, chiesi a Stefania del b&b Il Girasole. «Ricchissima ma con un portafoglio vuoto», mi disse. «Il denaro serve, certo, ma la vera ricchezza è la consapevolezza, farsi domande che altri non si pongono e vedere orizzonti che molti ancora non vedono». Il vero valore delle 65 Destinazioni Umane è soprattutto la consapevolezza della propria scelta di vita, arrivata dopo un percorso spesso lungo e tutt’altro che semplice.

SILVIA BERNARDI Parola cruciale! Consapevolezza è prendere forma, e imparare a raccontare la propria forma a voce alta per essere di ispirazione a chiunque sia in ascolto. Consapevolezza è però anche e soprattutto essere flessibili in questa forma: oggi sono questo, domani mi evolverò .. ed è questo che permette il cambiamento.
SILVIA SALMERI Consapevolezza di chi siamo davvero e di cosa desidera la nostra anima.

Impegno

SILVIA SANTACHIARA Queste sono 65 storie di coraggio, di passione ma soprattutto di impegno. «Chi pensa che vivere e lavorare in campagna sia una vita bucolica, si sbaglia», mi disse Erika dell’agriturismo Sant’Egle. «Dall’alba al tramonto, per undici mesi all’anno e senza un giorno libero, si lavora senza pause». Ecco, credo che questa frase riassuma l’impegno che c’è dietro progetti come questo.

SILVIA BERNARDI Impegno è una parola succulenta, piena, come una spugna imbevuta d’acqua. Vuoi fare una cosa? Impegnati. Vuoi imparare una cosa? Impegnati. Vuoi capire, elaborare, dire, scoprire una cosa? Impegnati. L’impegno è a disposizione di tutti noi, ne nasciamo intrisi. Impegniamoci.

SILVIA SALMERI E’ la variabile che ci consente di passare dal mondo delle idee a quello dei sogni realizzati.

Entusiasmo

SILVIA SANTACHIARA È quello che noi abbiamo messo nel realizzare e portare avanti questo progetto e quello che le Destinazioni Umane ci hanno trasmesso. Perché sono entusiasmo ed energia le prime emozioni ad uscire dalla “gabbia invisibile”, quando si trova la forza di allargare le sbarre.

SILVIA BERNARDI Entusiasmo siamo noi .. il nostro team di Destinazione Umana! Quando guardo i miei colleghi mi brillano gli occhi e ci brillano gli occhi. Entusiasmo è sederci intorno a un tavolo per la nostra riunione settimanale: non sempre suonano le campane e rullano i tamburi, ma l’entusiasmo ci lega, anzi ci avvolge, e soprattutto ci contagia.
SILVIA SALMERI ingrediente necessario per costruire qualcosa di grande.

Positività

SILVIA SANTACHIARA È quella che serve in ogni progetto e in ogni scelta, soprattutto quando ci si trova in quello che Antonella del Casale della Nonna ha chiamato “lo spazio tra le storie”, quel momento in cui ti accingi a compiere un passo in una vita diversa e le vecchie risposte non funzionano più ma le nuove non sono ancora affiorate.

SILVIA BERNARDI Mi viene da pensare all’espressione inglese con cui si traduce il nostro “lato positivo”, ovvero “silver lining”, ovvero la linea luminosa intorno alle nuvole. Positività è l’ostinazione che ti permette di riempirti gli occhi con quella linea luminosa.

SILVIA SALMERI capacità di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno… magari per scolartelo e dimenticare le vicissitudini della vita!

E ora tocca a voi – se volete! Cosa vi fanno pensare queste sette parole, in relazione a un viaggio che state per intraprendere, a una scelta di vita che vorreste fare, a un nuovo progetto?

Viaggi ispirazionali: nasce una guida dove le destinazioni sono le persone

guida viaggi ispirazionali destinazione umanaLe persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”, diceva (se il giro delle citazioni non mente) John Steinbeck.

E aggiungerei che sono i viaggi a fare ed a fare incontrare le persone.

Perchè se amate viaggiare (senza scomodare l’abusata discriminazione tra viaggiatori e turisti) lo sapete: una delle scoperte più intense, in viaggio, sono le persone. Quelle che conosciamo in viaggio come noi, quelle che incontriamo a destinazione e che magari di turismo vivono e col turismo hanno trovato il loro riscatto.

Come le storie che proprio l’Organizzazione mondiale del turismo ha voluto raccontare e raccogliere in due libri, di cui ho scritto qui. Viaggiare per incontrare un luogo e insieme a lui qualcuno.

Per questo mi è piaciuto subito, quando ho avuto modo di conoscerlo per lavoro, il progetto di cui vi voglio parlare oggi. Perchè raccoglie viaggi ispirazionali, che partono dalla domanda: chi vuoi conoscere?, ancora prima di chiedersi in quale posto andare. Perchè dal progetto sta nascendo una guida, e quindi eccolo di nuovo, questo circolo virtuoso che parte dal web e si trasforma in carta (come con l’esperienza di questa guida di viaggio del Salento letterario).

E poi perchè alla guida è legato un progetto di crowdfunding, e il sostegno condiviso alla realizzazione di un libro, di un progetto editoriale o di comunicazione, è una tendenza che sto captando sempre più intensa nell’aria e che mi piacerebbe approfondire sempre di più.

Ecco, dunque, tre motivi per cui oggi ho scelto di parlarvi di Destinazione Umana. Di cosa si tratta? Di un portale e tour operator, nato a Bologna nel 2014, che propone viaggi ispirazionali, ribaltando la concezione del viaggio: la domanda fatta a chi è in partenza non è più “dove vuoi andare” ma “chi vuoi conoscere”, e il viaggiatore viene guidato verso l’incontro con gestori di strutture ricettive (agriturismi, bed and breakfast, ostelli, case vacanza, masserie) aderenti alla rete, che possano essere per lui fonte di ispirazione.

guida viaggi ispirazionali

E saranno proprio queste “destinazioni umane” i protagonisti della guida che uscirà a maggio, in italiano ed inglese, con un sottotitolo tanto bello quanto felicemente ambizioso: la guida per cambiare vita.
Le interviste alle Destinazioni Umane raccontano i luoghi attraverso le storie di vita delle persone che li abitano e li amano, attraverso quattro punti cardine: il cambiamento, l’innovazione, la ruralità e la spiritualità. Ecco come lo racconta Silvia Salmeri, una delle tre autrici (insieme a Silvia Bernardi e Silvia Santachiara) e ideatrice di Destinazione Umana insieme a Valerio Betti: “Dopo più di un anno di intensa attività online per la creazione, comunicazione e promozione dei nostri viaggi ispirazionali abbiamo
compreso che era giunto il momento di diventare sempre più “concreti”: ed ecco da qui l’idea della guida cartacea. Un vero e proprio viaggio ispirazionale attraverso le nostre Destinazioni Umane, più di una sessantina, in tutta Italia, per raccontare le storie di cambiamento positivo, innovazione sociale, imprenditorialità di ognuno di loro. Vogliamo dare la possibilità a chi si mette in viaggio di seguire una nuova rotta, quella degli incontri e dell’accoglienza, quella dell’ispirazione positiva”.

guida viaggi ispirazionali

Subito dopo l’uscita in libreria, le autrici vorrebbero portare in viaggio la guida attraverso un tour in tutto lo Stivale: ecco dunque l’idea del crowdfunding: una campagna lanciata su Ginger per raccogliere 4mila euro e partire. L’obiettivo è quasi raggiunto e se volete contribuire anche voi c’è tempo ancora fino al 10 aprile. Lo potete fare qui.

Nel mondo del turismo ormai la parola d’ordine sembra essere proprio questa: cercare ispirazione, o comunque “accantonare” le forme classiche di viaggio per andare più a fondo, tornare a casa con un’esperienza – ma questo step già è stato assodato da diversi anni – che sia personalizzata – ecco il passo successivo.

Per questo sono molto curiosa di saperne di più sulla guida ispirazionale di Destinazione Umana e vi anticipo già che prossimamente ve ne riparlerò ed ospiterò le autrici su questo divano virtuale (e magari spero che nel loro tour le possa incontrare anche a Milano). Anzi, avete curiosità da chiedere loro? Scrivetemele nei commenti e girerò loro le domande, che ne dite?

L’arte che non ti aspetti (anche dietro casa): architettura del moderno

architettura moderna
Milano, il Palazzo dell’Arengario oggi Museo del 900

A Berlino lo fanno dagli anni 90 ed è stata la storia a renderli maestri in questo.

Recuperare vecchi spazi – vuoti o in decadenza – e farli rifiorire a nuova vita grazie ad archistar, creativi e finanziamenti. A Milano forse sono arrivati un po’ dopo, ma ormai è una felice tendenza ed è anche per questo che mi piace un po’ di più ogni giorno.
Archeologia industriale che diventa meta di turismo e movida. Vecchi scali ferroviari che si trasformano in mercati bio e trendy. Ciminiere di fabbriche celebri del bere made in Italy che si rivestono di street art (quella della Fernet Branca). Capannoni industriali che diventano la culla della magia teatrale (gli ex spazi Ansaldo oggi Laboratori del Teatro alla Scala, che vi consiglio davvero di andare a visitare).
Ma non si tratta solo di questo.
Siamo abituati a pensare ai beni culturali come alla straordinaria ricchezza dei nostri monumenti, dell’arte, dei paesaggi ricevuti in eredità dai secoli passati. E facciamo ovviamente bene. Eppure spesso tanta bellezza ci riempie talmente tanto da lasciarci dare solo uno sguardo distratto alle “cose moderne”, ai palazzi, alle architetture che ci circondano e che fanno parte del nostro quotidiano. E invece anche così si costruisce il nostro patrimonio.

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Fumetti e viandanti: un (insolito) viaggio letterario in Israele

libri viaggio in Israele
Gerusalemme, quartiere ebraico, credits: goisrael.it

Una terra che a definirla complessa si rischia di risultare quasi banali.

Una terra spesso appesa al filo della cronaca (lo è stata anche proprio all’inizio di quest’anno) ma non per questo meno affascinante. E’ Israele, con la miscela di Tel Aviv tra tradizione e movida mediterranea, la sacralità di Gerusalemme che pure ora ha deciso di mostrare anche il suo volto più moderno e vivace, e poi la natura, il Mar Morto, ovviamente i luoghi simbolo della religiosità, i misteri di “dove tutto nacque”. E’ forse “colpa” proprio di questa sua essenza sfaccettata se per me è quasi una destinazione magnetica che spero davvero di poter visitare presto. E voi, ci siete stati? Che sensazioni vi ha lasciato?#GoIsrael #Tbnet

E, soprattutto, cosa avete letto prima di partire per saggiare un po’ questa sua atmosfera così particolare?
Quando ho cominciato a curiosare su quali libri leggere prima di un viaggio in Israele, ho capito subito una cosa: un Paese così complesso è necessariamente raccontato in maniera altrettanto multiforme. C’è la questione arabo-israeliana, ci sono le tematiche religiose, l’attualità politica, la storia di uno Stato antichissimo eppur giovane. E poi c’è la vita di tutti i giorni. E io non sono un’esperta. Per cui la mia idea è stata questa: darvi qualche pillola, qualche suggerimento per “leggere” Israele in maniera insolita.
Senza dimenticare, ovviamente, che a raccontarci Israele ci sono in primo luogo i suoi grandi scrittori: Amos Oz, Abraham B. Yehoshua, David Grossman, Etgar Keret, Sayed Kashua.

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Quando un blog non basta più: libri di viaggio in digitale

libri di viaggio digitali che libro mi portoArriva forse quel momento in cui il blog non basta più. C’è chi nella forma del post ci si trova bene, pubblicare a piccole dosi, fare un po’ di serialità. E chi invece ogni tanto si sente cuciti addosso un po’ troppo stretti i dettami del web, l’attenzione fuggente del lettore, il rompicapo delle regole Seo. E decide che, per raccontarsi, ha bisogno di più parole. Per raccontare un viaggio per esempio.
Scrivere un libro: oggi le possibilità per chi vuole farlo si sono moltiplicate. Grazie all’autopubblicazione, certo, ma anche alle idee di nuove case editrici, agili, appassionate di digitale. Ne ho scoperte e “incontrate” diverse in questo cammino di viaggi e libri, e oggi comincio a presentarvene una. Perchè hanno deciso di dedicare un’intera collana ai viaggi. Ero curiosa di di scoprire come nascono i loro reportage e di come immaginano, loro, un libro di viaggio digitale (per esempio che duri il tempo di un viaggio aereo in una capitale europea..) E allora li ho intervistati. Ecco il team di goWare e quello che mi hanno raccontato, buona lettura!

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A BookCity Milano si parla di viaggi nel palazzo del Touring Club Italiano

programma BookCity MilanoPronti, via. Mancano poche ore e poi sarà Bookcity. Milano si animerà di incontri, letture, sperimentazioni, dal 22 al 25 ottobre, e sarà in fondo un vero viaggio letterario. Non solo perchè si respirerà aria di lettura in città, ma anche perchè sarà un’occasione da non lasciarsi sfuggire per scoprire Milano: grazie agli eventi di Bookcity si andrà a fare esplorazione urbana, si apriranno porte e sale di luoghi insoliti ma anche di palazzi preziosi. Come quello di corso Italia al numero 10. Quella è la sede storica del Touring Club Italiano, e quello è il luogo in cui chi ama viaggiare potrà darsi appuntamento nei giorni del festival. Quest’anno, infatti, per la prima volta il Touring Club Italiano sarà il polo del viaggio e del cibo di Bookcity Milano. E poteva esserci sede migliore?
Per tre giorni, dal 23 al 25 ottobre, le porte saranno aperte al pubblico da mattina a sera, e il palazzo ospiterà 27 incontri dedicati ai libri di viaggio e non solo.
Nelle due sale del palazzo si alterneranno autori, scrittori, giornalisti ed esperti di varie case editrici per una tre giorni dedicata a libri e letture su viaggio, cibo e geografie. Tutti gli appuntamenti saranno, come al solito per BookCity Milano, a ingresso libero.

programma eventi di BookCity MilanoPrimo appuntamento venerdì 23 ottobre alle 11.30 con l’incontro I paesaggi del cibo: le eccellenze della nostra terra raccolte in un nuovo libro del Touring Club Italiano.
A seguire, la presentazione Borghi da vivere: la nuova guida ai tesori dell’entroterra nelle Bandiere arancioni del Touring Club Italiano.
Dai segreti di Rio de Janeiro alla cucina sarda, dal turismo in bici ai cammini. Gli incontri sono decisamente sfaccettati e li trovate in questo pdf.

Volete sapere intanto quelli che mi incuriosiscono di più?

In viaggio per il mondo con i poeti contemporanei”, a cura di Exorma Edizioni, venerdì alle 19.30. L’autrice Valeria Gentile racconta le tracce dei nuovi poeti del mondo contemporaneo

In viaggio con Corto Maltese” a cura di Sellerio sabato alle 15: la continuazione in forma di romanzo delle avventure del personaggio di Hugo Pratt a firma di Marco Steiner.

Milano coast to coast (editore Terre di Mezzo), sabato alle 18. Chi ha attraversato l’Italia dall’Adriatico al Tirreno (i “coaster”, appunto) si cimenteranno stavolta con un “sentiero metropolitano”.

Viaggiatori digitali o di carta? Il futuro delle guide di viaggio (a cura del Tci), domenica alle 15. Dal Baedeker a TripAdvisor, recita la presentazione dell’incontro: diversi editori si confronteranno su cosa vuol dire, oggi, realizzare una guida per un pubblico che cambia.

Ci sarete anche voi in giro per Milano nei giorni di BookCity?

Vita di quartiere nella città di Expo 2015? Ecco WeLikeMilano, quindici storie in versione multimediale

guida ebook su MilanoMilano, la città frenetica dove tutti vanno di fretta, la città che se tu sei un “fuorisede” i tuoi amici di sempre ti chiedono “Ma come fai a viverci? Corrono sempre tutti”.

Milano, la città che, invece, non è una città per andare di corsa, proprio per niente. Un paradosso? No, perché Milano solo andando piano ti si svela, riesci a scoprirla più intimamente. E’ quello che fa la guida di cui vi racconto oggi per #MilanoDaLeggere, che come è accaduto in altre puntate di questa rubrica diventa anche un po’ Milano da vedere e da vivere.

Non so se sono storie come questa a venirmi incontro per una qualche legge d’attrazione da quando scrivo questo blog, o se sono diventata io semplicemente più ricettiva. So solo che quando ho scoperto WeLikeMilano mi è piaciuta subito e non potevo non parlarvene. Di cosa si tratta? Di una guida ebook su Milano, multimediale, che vi porta in giro per Milano raccontandovi i suoi quartieri. Sono quattordici i capitoli, più uno dedicato, e non poteva essere altrimenti, ad Expo 2015. Quindici piccole storie raccolte in giro per la città grazie ad altrettanti “ambasciatori”, milanesi storici e d’adozione, ciascuno a svelare “segreti” del proprio quartiere.

L’idea l’ha avuta Maurizio Scalzi, che nella primavera dell’anno scorso ha iniziato a girare per le strade di Milano, macchina fotografica sottobraccio, a caccia di racconti, sensazioni ed emozioni legate alla trasformazione della metropoli. E qual è la Milano scoperta e raccontata in WeLikeMilano?

Ho deciso di farmelo raccontare proprio dal suo creatore, Maurizio Scalzi. Abbiamo chiacchierato della sua guida, ma anche e soprattutto di cosa vuol dire vivere a Milano oggi con curiosità ed entusiasmo. Scoprendo che abbiamo in comune un bel pensiero: e cioè che Milano non è una città ovvia, e che per cambiare il nostro sguardo, su qualsiasi città ci capiti di vivere, basta la curiosità di scoprire ed approfondire.

Innanzitutto, come è nata l’idea di We Like Milano? Come l’hai realizzata concretamente?

L’idea è nata al rientro dall’ennesimo viaggio, questa volta Cuba. Un’esperienza di vita che non ha prezzo. Mia moglie mi prendeva in giro: ridevamo per il fatto che prima di ogni nuova esplorazione solitamente compro una guida turistica, ma poi puntualmente questa viene abbandonata strada facendo, sostituita dai racconti e dai consigli della gente che incontriamo lungo il nostro cammino. In quel momento ho semplicemente pensato che la migliore delle guide possibili dovesse essere realizzata in maniera corale, proprio con la gente che abita la città e i quartieri di cui si parla”.

Cosa troviamo all’interno dell’ebook interattivo nel dettaglio? (mappe, percorsi, racconti…)

Il libro ha una struttura semplice: è composto di 14 capitoli, uno per quartiere, con 14 videoracconti, 14 percorsi insoliti da fare a piedi, di quelli che non trovi sulle guide tradizionali, 14 ricette consigliate legate a ciascun quartiere, con 14 posti dove assaggiarle e poi molti contenuti interattivi e gallerie fotografiche per un totale di circa 150 foto autoriali, inedite e ad alta definizione. C’è poi un quindicesimo capitolo dedicato alla kermesse di Expo 2015”.

Su quali store digitali e device si può scaricare?

We Like Milano è distribuito da iTunes e iBooks, su piattaforma Apple, ed è scaricabile da iPad e Mac, e ora finalmente anche su iPhone. Al momento è disponibile in italiano ed inglese, e ciò che mi rende più orgoglioso è che al momento è acquistabile in 54 Paesi al mondo, tra cui tutto il Nord America, tutto il Sud America, l’Europa, l’Australia ed il Giappone!”. 

Mi pare di capire che anche tu, come me, sia un milanese “d’adozione”: com’è la città per chi ci arriva da fuori? Cambia molto anche lo sguardo nel raccontarla secondo te?

Sicuramente cambia molto, e questo aiuta nel tentativo di racconto polifonico, corale. Tuttavia per cambiare lo sguardo su Milano, e su qualsiasi città, basta la curiosità di scoprire ed approfondire. Credo capiti a molti di vivere in una città conoscendola solo in minima parte, ignorandone spesso sia la storia che molti dei suoi quartieri”.

Chi sono i 15 “ambasciatori di quartiere”? come li hai trovati?

Sono sguardi molto diversi. Esperienze di vita differenti. C’è lo studente fuorisede californiano e l’anziana milanese della vecchia bottega in Brera. Ci sono gli artigiani che lavorano per il teatro La Scala ed il giovane food stylist che vive nella nuova Lambrate Ventura. E poi c’è mio nonno, di 91 anni, che racconta com’era Via Torino e il centro di Milano negli anni ’40, durante i bombardamenti. Non so come li ho scovati, ma penso semplicemente girando i diversi quartieri palmo a palmo e parlando un po’ con tutti, come si faceva meglio prima dell’epoca dei “social networks”.

Ci puoi raccontare brevemente un paio di storie di quartiere che ti hanno colpito in modo particolare? O magari qualche chicca di Milano che hai scoperto lavorando a We Like Milano?

Vivo a Milano da circa vent’anni e solo grazie a questo progetto ho scoperto ad esempio che a pochi portoni più in là di casa mia vive un uomo con una collezione di circa 1000 cavalli a dondolo provenienti da ogni parte del mondo. E’ incredibile, ed è possibile visitarla gratuitamente. Lui ora vorrebbe regalarla al Comune per farne un mini museo per i più piccoli. Milano non è una città ovvia, la sua vera essenza va scoperta entrando nelle corti interne dei palazzi”.

(ps: qui potete ammirare la gallery fotografica dei cavalli a dondolo sul blog di WeLikeMilano)

Chi abita a Milano e ci legge può partecipare in qualche modo a We Like Milano? è un work in progress? Nel senso che continua ad essere arricchita? E può accogliere anche le segnalazioni degli utenti? O magari sei alla ricerca di nuovi ambasciatori di quartiere?

Essendo un libro digitale, non stampato, ha proprio l’intento di essere un continuo work in progress a cui tutti possono contribuire. Gli aggiornamenti saranno naturalmente scaricabili gratuitamente, laddove una guida cartacea e tradizionale è già obsoleta dopo qualche mese. Sto già lavorando su altri quartieri, come Bovisa, non ancora inseriti”.

Per finire: dopo tutto il lavoro di ricerca e scoperta per We Like Milano, com’è e cos’è Milano per te? Riesci a darci le “classiche” tre parole per descriverla?

Pur avendo già abitato a Milano per metà della mia vita, la realizzazione di questa raccolta ha costituito per me soprattutto una grande scoperta. Ho imparato a conoscere una città che finora non osservavo a fondo, ma guardavo distrattamente. Questo per me costituisce già un grande risultato. Ho potuto finalmente scavalcare, a ragion veduta, pregiudizi sui milanesi o su alcuni quartieri della città, e scoprire una vastissima umanità piena di storie che non possono non essere raccontate. Non riesco a descriverla con le classiche tre parole perché alla fine ogni città è infinite città, dipende anche da cosa cerchi e da chi sei”.

#MilanoDaLeggere continua anche sulla mappa letteraria di Cityteller, dove potete sfogliare tutte le citazioni letterarie di Milano geolocalizzate

mappa letteraria Milano
La mappa letteraria di Cityteller con il percorso di MilanoDaLeggere

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Il cielo di maiolica blu: ecco un libro che vi accompagna in Turchia

Libri sulla Turchia Chelibromiporto.comSi capisce fin dalle prime pagine che chi ha scritto questo libro il Paese l’ha conosciuto a fondo. Leggo e mi vengono subito in mente tre cose: io e l’autrice abbiamo in comune la passione dei libri per scoprire il mondo; ma io non so se mai riuscirò ad entrare così a fondo in un luogo come lei: e questo luogo, come spesso accade su questo blog, io non l’ho ancora visitato ma leggendo le sue pagine la voglia sale, forte.
Il Paese è la Turchia, il libro è Il cielo di maiolica blu, (sottotitolo: un’insolita storia d’amore con la Turchia). E l’autrice è Federica Giuliani, giornalista, autrice di guide turistiche (ovviamente viaggiatrice) e fondatrice di Travelglobe, web magazine e giornale dedicato ai viaggi. La casa editrice? E’ GoWare, giovane realtà fiorentina specializzata in ebook, app e progetti innovativi. E che ai viaggi ha dedicato un’intera collana, di cui vi racconterò presto.
Intanto andiamo in Turchia. E ci andiamo davvero con un’esperta. Federica, infatti, in Turchia c’è stata undici volte.

“Tutto è iniziato da un tappeto. E’ passato molto tempo ormai, avevo solo sette anni ma il ricordo è ancora vivo nella mia mente”.

 

libri sulla Turchia guide
Kilim stesi al sole, credits: Federica Giuliani

E di questi viaggi e ritorni racconta nel libro, mescolando ricordi personali, storia e leggende, istantanee di luoghi e persone, descrizioni minuziose e usi e costumi.
Dal Topkapi alle case troglodite di Uchisar, da Pamukkale alle tradizioni curde.

“Pamukkale una volta era un luogo magico. Il suo nome in turco significa castello di cotone ed è proprio quello che viene in mente quando ce lo si ritrova di fronte”.

Bazar e ramadan (anzi, come spiega lei, Ramazan alla maniera turca), picnic e le camicie magiche dei sultani.

“Si tratta di indumenti riccamente decorati allo scopo di difendere dal malocchio, dalle malattie, e donare l’invisibilità durante le battaglie”.

Non manca, ovviamente, la religione.

libri sulla Turchia guide
Cupole verdi del mausoleo di Mevlana, credits: Federica Giuliani

“Nel passato in più bei tespih, come vengono chiamati i rosari musulmani, venivano realizzati da artigiani di Istanbul e venduti ad acquirenti di tutto il mondo islamico. Venivano fatti in oro, argento, avorio, tartaruga, madreperla, ambra, ebano e decine di altri materiali, alcuni portati da luoghi lontani”.

Non so bene come potrei descrivere al meglio questo libro, perchè non è una guida strutturata nè un semplice diario di viaggio. Ci provo così: immaginatevi in Turchia, è come se Federica fosse lì con voi, vi accompagnasse e di volta in volta vi raccontasse qualcosa del luogo di cui vi trovate. Un aneddoto personale, una tradizione, la descrizione di un palazzo. Ecco, forse è questa la sensazione viva che mi ha lasciato.
Dentro ci sono le storie, le curiosità, ma anche lo spirito critico che forse solo un rapporto lungo ed attento con un territorio può regalare.

#viaggibambini: arrivano le Guidine (e io comincio da Parigi)

 

guide di viaggio per bambini“Parigi è una giostra. Ritta sul cuore della Francia, allunga le sue braccia di ferro e gira, ogni volteggio un regalo, ubriaca di storia e di vita”

Famiglie viaggiatrici, come dev’essere la vostra guida di viaggio per bambini ideale? Specifico, non una guida per viaggiare con i bambini, ma proprio una pubblicazione dedicata a loro, per coinvolgerli al meglio in quella grande scoperta che è ogni viaggio, per raccontare loro le strade, i monumenti, ma soprattutto le storie del posto che andranno a visitare, perchè credo che ai bambini piaccia soprattutto questo, di un luogo nuovo, scoprire le storie che vi si celano.
Inizio ora ad affacciarmi al mondo delle guide di viaggio per bambini, ma come spiegavo qui voglio scoprire e raccontare questo mondo, per me e per tutte le altre famiglie viaggiatrici. Perchè credo che far appassionare i più piccoli al viaggio ed alla lettura insieme sarebbe per loro un regalo grande.
Intanto ho fatto il mio primo acquisto. Certo Mattia (quasi otto mesi) è ancora piccolo per apprezzarla, ma quando l’ho vista su un banco dell’ultima edizione del Salone del Libro di Torino non ho resistito. Eccola qui:

guide di viaggio per bambini
Non potevo che scegliere Parigi, una delle mie città del cuore (insieme a Berlino), come promessa per ritornarci presto in famiglia.

E’ la novità di Edizioni El, la casa editrice specializzata in libri per bambini e ragazzi. Si chiamano leGuidine, e sono la nuova collana di piccole guide di viaggio per bambini dagli otto anni in su. Quattro finora le città pubblicate, classicissime, Roma, Firenze, Venezia e, appunto, Parigi. Autrice Sarah Rossi, illustrazioni di Cristiano Lissoni (Sara Menetti e Stefano Turconi gli altri illustratori della collana).
Come raccontare le città ai bambini? Partendo dalle loro storie. in primo luogo, la Storia: dai Celti a Carlo Magno, dal Re Sole alla Rivoluzione. I personaggi celebri, come Maria Antonietta e Napoleone, e le leggende e i misteri, come il Fantasma dell’Opera. E poi arriva la città vera e propria, con i suoi dieci tesori che sono poi gli stessi must che adremmo a visitare noi adulti, dalla Tour Eiffel a Place des Vosges, solo raccontati a misura dei più piccoli, e le dieci avventure, che invece sono maggiormente declinate per loro, come l’Accademia della Magia, la gelateria più famosa di Parigi, i Giardini di Lussemburgo con la regata delle barche in miniatura.

E poi ci sono le pagine finali che spingono alla creatività, con disegni e giochi. L’inizio di una passione per i taccuini di viaggio?

E voi, avete mai acquistato una guida di viaggio dedicata ai vostri bambini? Cosa vi ha colpito?