Provati per voi: The Tripmill, il social network dei viaggi

social network viaggi diari di viaggio

Viaggiate e vorreste raccontare i vostri viaggi e condividerli con la Rete?

Allora oggi vi presento un portale (ma anche un’App) dove lo potrete fare, e consultare i racconti di viaggio di altri appassionati come voi. Ancora un altro sito che raccoglie diari di viaggio, direte voi? Sì, ma mi ha colpito perchè prova a farlo aggiungendo dei tocchi in più rispetto ad altre realtà digitali. Si chiama The TripMill, e vuole essere un incrocio tra i diari di viaggio, il social network ed il mondo delle recensioni. E sono gli stessi fondatori a definirsi un social network di viaggi.

Un “mulino” dei viaggi che macina ed amalgama esperienze, viaggiatori e spirito di condivisione. E l’intuizione interessante credo sia anche un’altra: accogliere nei diari di viaggio anche gli hotel, i b&b, le strutture ricettive in genere e le attrazioni turistiche come circuiti in pullman, ristoranti. ecc.

Curiosa, ho fatto diventare un #tripmiller (che poi è anche l’hashtag ufficiale su Twitter se volete saperne di più) anche questo blog. I tripmiller sono – è facile intuirlo! – i viaggiatori che fanno parte della community di The Tripmill.
Posso iscrivermi anche attraverso i miei account social, quindi io scelgo di farlo con il mio profilo Twitter. Vado subito nella sezione dei diari di viaggio e decido di crearne uno: il mio debutto su TripMill sarà con una città che amo: Berlino! In particolare, ho voglia di condividere con gli altri tripmiller un luogo decisamente insolito ma, secondo me, da non perdere per capire la vera essenza della capitale tedesca: Teufelsberg, la ex stazione radio americana della Guerra Fredda a Berlino Ovest, oggi spettacolare galleria di street art a cielo aperto.

diario di viaggio Berlino
Si parte con uno schema molto facile da usare: titolo, partenza, durata. E tipologia: stai raccontando un viaggio avventura? Un city-break? Un weekend gastronomico? Lo puoi segnalare scegliendo tra tipologie come avventura, culture, sport, backpack, food…la mia esperienza è senza dubbio Urban. E poi, per andare ancora più nel dettaglio, ci sono le icone, per tratteggiare gli spunti salienti del viaggio. Un clic e si passa alla pagina successiva.
E’ il momento di raccontare il mio angolo di Berlino. Come? Scelgo di farlo innanzitutto con una bella gallery fotografica, perchè scopro che nel mio diario di viaggio si possono caricare un buon numero di immagini (io ne inserisco più di venti), ottima opportunità per gli amanti della fotografia.
Poi passo alle parole, e descrivo Teufelsberg agli altri tripmiller.

racconto di viaggio berlino tripmillVolendo, nel caso di un viaggio più articolato, potrei aggiungere nuovi capitoli e anche tracciare il mio itinerario. Sì, perchè il portale dà anche la possibilità di usare una Google Map. A me per ora non serve, il mio diario è pronto quindi non mi resta che cliccare su Pubblica Viaggio. Ed eccolo qui, insieme agli altri diari pubblicati.

Come districarsi tra i vari racconti? Con le icone appunto: se ne possono scegliere fino a tre che rappresentino al meglio lo spirito e l’anima del nostro viaggio, dal city break all’avventura, dalla vacanza family a quella sportiva, dal food allo shopping (c’è persino l’opzione djset per gli amanti dei club in giro per il mondo).

TripMill mia schermata
Il tutto, in versione desktop e, ovviamente, mobile. The TripMill infatti è anche un’app per iOS e Android, al momento in versione beta.

Turismo culturale, si può fare. Vi presento Litteratour

mappa d'Italia letterariaE’ sempre bello quando qualcuno investe in turismo culturale.

Che poi dovrebbe essere uno dei motori della nostra economia vero?

Prendiamo ad esempio la nostra letteratura, i nostri scrittori, i territori che questi sono stati capaci (e lo sono ancora) di raccontare con la penna. Non c’è ancora tanto da scoprire, leggendoli, della nostra Italia? E non solo.

Ormai lo sapete, io amo andare alla scoperta del mondo guidata da chi lo ha raccontato. E per questo non posso che essere felice quando vedo che questa passione è condivisa. Avevo già avuto modo di raccontarvi Cityteller, un’innovativa App dedicata al racconto del territorio attraverso la geolocalizzazione di libri, autori, elementi di cultura.

Bene, oggi con molto piacere vi presento un altro progetto, ormai ben avviato a dire la verità, nato anch’esso da quest’intuizione felice: realizzare una “mappa culturale” del territorio, farlo attraverso libri, film canzoni e le emozioni che questi ci hanno lasciato. Si chiama Litteratour, e ve le faccio raccontare direttamente dal team che l’ha realizzata. Buona lettura!

Chi c’è “dietro le quinte” di Litteratour?

“Il cuore di Litteratour è Hybrid Spacex, una giovane startup che si occupa proprio della progettazione di servizi ICT web e mobile per il settore del turismo e della cultura. Il team che ha progettato e sta portando avanti il progetto Litteratour è un gruppo di lavoro eterogeneo, formato da collaboratori, interni ed esterni, con competenze diverse e complementari che spaziano dalla comunicazione, ai nuovi media, all’interaction design”.

 

Come è nata l’idea? Come l’avete realizzata? Come avete trovato i finanziamenti?

“Il progetto nasce dall’idea di Sara Ermini e Matteo Théodule nell’ambito del proprio percorso accademico/professionale come il risultato della passione di entrambi per la lettura, la scrittura e l’intersezione di questi nuovi strumenti con le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, soprattutto mobili. Siamo lettori accaniti, amiamo molto la sperimentazione e i nuovi format, oltre ad essere appassionati di storie e viaggi. Litteratour è la somma di tutto quello che ci caratterizza, ci piace pensare che il nostro progetto racconti in fondo anche la nostra storia, dice molto delle persone che siamo, e il bello è che a sua volta comprende tantissime altre storie! L’idea comunque si concretizza definitivamente nel gennaio 2013, quando Litteratour viene selezionata tra le dieci migliori idee innovative all’interno del bando Terre di Siena Creative, promosso dalla Provincia di Siena in collaborazione con CCIAA e rivolto a giovani imprenditori compresi tra i 18 e i 40 anni. Viene così fondata la startup Hybrid Spacex, che traduce l’idea di Litteratour in un prodotto vero e proprio, pensato, progettato e realizzato interamente dal nostro team”.

Turismo e cultura: allora c’è spazio, in Italia, per startup di questo tipo?

“Il turismo e la cultura sono indubbiamente il grande valore aggiunto del nostro Paese. Noi ci crediamo e accettiamo la sfida, seppur con la consapevolezza che si tratti di un settore in cui è ancora necessario crescere e investire molto. In ogni caso Litteratour, come tutti gli altri servizi che abbiamo in cantiere, mantiene sempre come punto di vista un’ottica internazionale. Abbiamo predisposto l’applicazione per la pubblicazione e il riconoscimento di contenuti in diverse lingue, noi stessi promuoviamo contenuti diversi e abbiamo deciso di permettere a ogni utente di registrarsi e caricare contenuti in autonomia proprio perché vogliamo essere percepiti come uno strumento aperto, la forza di Litteratour è questa”.

Quando sarà disponibile anche per piattaforme AndroLitteratour App id?

“Dare a tutti la possibilità di partecipare è una nostra priorità ed è per questo motivo che siamo già al lavoro sulla piattaforma Android. Abbiamo scelto di uscire a maggio 2014 con una prima release solo per iOS così da avere un periodo di testing per affinare tutti i dettagli. Questi primi mesi di confronto con gli utenti ci hanno dato molti segnali positivi e ci hanno permesso di crescere e comprendere al meglio le future funzionalità su cui stiamo lavorando ma delle quali non vi anticipiamo niente, ci piacciono le sorprese!

In ogni caso pensiamo a Litteratour come ad una vera e propria community e non come ad una semplice app, motivo per cui punteremo a migliorare l’interazione tra i diversi utenti iscritti e svilupperemo sicuramente anche una componente web, che andrà a completare la parte di utilizzo in mobilità al momento rappresentata dall’app. Per ora la mappa con tutte le citazioni è consultabile anche su litteratour.com, così come una selezione dei diari creati da noi e dagli utenti”.

 

Non vi limitate però solo ai libri, vedo anche la possibilità di citare canzoni, film…

“Esatto, il concetto che sta alla base di Litteratour è quello di unire le parole e i luoghi a cui queste fanno fanno riferimento: “Words and places, mixed together”. Abbiamo voluto creare un format di racconto molto particolare ma allo stesso tempo anche molto aperto alla sperimentazione e alla creatività di ciascun singolo utente. Alla geolocalizzazione di contenuti già esistenti si aggiunge infatti anche la possibilità che gli utenti hanno di produrre contenuti propri. In questo modo è dunque ad esempio possibile raccontare le emozioni legate ad uno specifico luogo, lasciare un ricordo, un pensiero poetico oppure sperimentare nuove forme di racconto. Chiaramente la componente letteraria è centrale ma l’inserimento di citazioni tratte da libri, film o canzoni nei luoghi in cui sono ambientate è dunque solo uno dei tanti modi in cui utilizzare Litteratour, che ci piace pensare come uno strumento di racconto e scoperta del territorio, una piattaforma su cui sperimentare e condividere nuove forme di storytelling dedicata a chiunque ami scrivere, leggere o viaggiare”.

Cosa può fare con la vostra App chi la scarica?

“Con la nostra app è possibile innanzitutto esplorare la mappa per scoprire nuovi contenuti letterari geolocalizzati. La ricerca può essere effettuata anche attraverso appositi filtri per autore, titolo, opera e luogo. Ogni pin sulla mappa rappresenta un estratto letterario che può essere salvato nel proprio profilo, che raccoglie così i contenuti che ciascun utente ha pubblicato o che ha apprezzato di più. Ogni utente ha la possibilità di pubblicare contenuti sulla mappa andando ad inserire autore, opera, luogo ed un’immagine opzionale. Su Litteratour è poi possibile riorganizzare e raggruppare le citazioni presenti nel proprio profilo andando a creare degli itinerari tematici sfogliabili dalla sezione diari. Questo consente di creare dei percorsi che possono diventare veri e propri itinerari di viaggio o semplicemente delle raccolte specifiche di citazioni che possono essere organizzate intorno ad un tema, un autore, un luogo o un’opera, a seconda della fantasia e delle necessità dell’utente. Tutte le singole citazioni e i diari possono essere condivisi sui principali social network permettendo così a Litteratour di diventare anche uno strumento con cui condividere contenuti in maniera diversa sui propri network personali quali Twitter e Facebook”.

Litteratour diari

Mi sto preparando per un viaggio: come uso Litteratour?

“Litteratour può essere utilizzata nella fase di ispirazione di un viaggio, per scoprire punti di interesse da visitare su un territorio, oppure in fase di pianificazione. Posso ricercare tra i contenuti presenti su un certo luogo da visitare, salvare i luoghi che più mi piacciono e costruirmi un vero e proprio itinerario di viaggio con le diverse tappe tramite la funzione diari e magari anche inviarlo via mail agli amici con cui ho deciso di partire. Durante il viaggio avrò invece la possibilità di aggiungere pensieri al mio diario e di condividere i luoghi che sto visitando o i miei pensieri sui social network. Al termine dell’esperienza potrò infine condividere il diario del mio itinerario completo sui social”.

Vi siete fatti un’idea, finora, del vostro “turista” tipo?

“Litteratour si indirizza a tante tipologie di utente, non solo turisti ma anche persone che amano la letteratura, i viaggi, l’arte e la scrittura oppure studenti che la utilizzano anche a scuola. Abbiamo visto che gli utenti sono molto eterogenei e questo ci fa molto piacere, non possiamo che essere contenti!”

Quali sono i luoghi e le citazioni che vi stanno più a cuore?

“Beh, ce ne sono tante che mi hanno fatto emozionare, o perché appartengono ad autori che ho amato e letto o perché ambientate in luoghi che ho visitato di persona. Forse quelle più belle sono state quelle scoperte per puro caso, caricate da altri utenti che scopri avere le tue stesse passioni. Capita su Litteratour di trovare ogni tanto le parole giuste al momento giusto e questo è davvero un piccolo attimo di scoperta e condivisione poetica”.

Litteratour diari 2

Mi piace molto l’idea dei diari, come funzionano? Li condividerete sui social?

“I diari sono uno dei punti di forza di Litteratour perché danno la possibilità a ciascun utente di creare in autonomia i propri itinerari letterari personalizzati e di condividerli sui social network oppure di inviarli via mail. Sul nostro sito abbiamo deciso di dare spazio ai diari più belli creati dagli utenti oltre a quelli proposti da noi. Chi utilizza l’app può comporre il proprio diario e con un semplice click può condividerlo su Twitter con l’hashtag #Litteratour oppure fare un post sulla nostra pagina Facebook per farcelo conoscere.

I migliori diari vengono ospitati nella “vetrina” sulla nostra Home Page. Il bello dei diari di Litteratour è che non sono mai opere complete, ma bensì in divenire. Gli utenti avranno quindi la possibilità di aggiungere nuovi contenuti ai loro diari direttamente dall’app e questi saranno inseriti in automatico anche nel diario condiviso ed ospitato sul nostro sito. Ci piaceva l’idea di poter lasciare ai nostri utenti un piccolo spazio dove loro stessi possono pubblicare sul nostro sito contenuti sempre nuovi”.

Avete già coinvolto soggetti come istituzioni, case editrici, operatori del turismo, ecc? Come pensate di farlo?

“Stiamo portando avanti una serie di sperimentazioni con piccole case editrici e altri soggetti che si occupano della promozione territoriale. Per loro stiamo lavorando ad un format di diari e percorsi “d’autore” che saranno il frutto di un lavoro editoriale del nostro team e di altre funzionalità aggiuntive, che offriremo a tutti i soggetti interessati a sviluppare in collaborazione con noi itinerari e progetti editoriali ad hoc. Speriamo di potervi fare avere presto nuove notizie e qualche anteprima!”

Quali saranno i prossimi progetti?

“Per quel che riguarda Litteratour, le priorità sono quelle di ultimare lo sviluppo della parte Android e iniziare ad implementare e testare tutte le nuove funzionalità. Per quel che riguarda invece gli altri progetti di Hybrid Spacex abbiamo in cantiere un secondo servizio sempre orientato alla promozione del territorio in maniera diversa, questa volta ci piacerebbe concentrarci sulla musica“.

Il fascino delle guide di viaggio? Resiste anche tra i maniaci del web. Ma se ci mettessimo quel qualcosa in più …

guide di viaggioL’essenziale è invisibile agli occhi, diceva Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry (uno che poi, se vogliamo, di viaggi se ne intendeva).

L’essenziale, per chi viaggia, è avere una fonte di informazioni ricca e affidabile, sempre disponibile, che non ti abbandoni quando, magari, ad abbandonarti è una connessione web. E quindi, evviva: le guide di viaggio rimangono quell’ancora di salvezza, ma non solo. Sono un rito, una certezza, anche per i maniaci del web ed i dipendenti da App di viaggio & co. solo che vanno aggiornate, per non rischiare di diventare fuori moda. Come? Chi viaggia spesso, e lo racconta in Rete, ha più di un’idea chiara in testa.
Ecco cosa è emerso qualche giorno fa da un’animatissima tbnetalks (qui trovate l’intero storify) andata in onda su Twitter, come ogni mercoledì: abbiamo chiacchierato di guide di viaggio ai tempi del web,e lo abbiamo fatto con ospiti importanti. Sono stati con noi infatti Lonely Planet Italia, Guide Marco Polo, Feltrinelli Rough Guides e, naturalmente, tanti viaggiatori e lettori.
Anche se spingiamo l’acceleratore sul web, la carta continua a piacere, perchè no, anche per il suo fascino e il suo profumo.
Sul web l’aggiornamento, sulla carta l’approfondimento. La formula che in fondo potrebbe valere e funzionare un po’ per tutto il mondo dell’informazione vero?

guide di viaggio donna che legge
Come renderle più moderne pero’? “Case editrici, collaboriamo!”, è la proposta direi unanime dei travel blogger. Per unire conoscenze ed interazioni. E poi: inserire le info dei locali, di chi in un posto ci vive, integrare carta e web, sviluppando più canali, farsi venire piccole idee ma di grande effetto (vi piacerebbe ad esempio la playlist delle canzoni da ascoltare in viaggio? O i consigli su quali libri leggere?) e andando a cercare le curiosità, gli aspetti particolari, le originalità. In una parola, le nicchie, come dicono gli addetti ai lavori.

Guide Marco Polo, per esempio, ha deciso di investire – bravi! – sul turismo ecosostenibile e responsabile. Lonely Planet sta trasferendo anche su ebook (non solo pdf) buona parte del suo “catalogo”, Rough Guides partirà all’attacco l’anno prossimo lanciando ben dieci guide di viaggio nuove nel 2015.
Che poi, quando sono originali e di qualità, le guide diventano quasi letteratura ed il confine si scioglie. Come considerare, altrimenti, queste chicche che i nostri amici di chat ci hanno consigliato? Dalla Venezia guidati da Corto Maltese con “Corto Sconto” (Rizzoli Lizard), alla “guida rossa” del Touring anni ’20-’30 all’Italia con i suoi “possedimenti e colonie”, alla guida di New York a fumetti di Lonely Planet…

E voi? Qual è la guida di viaggio che vi ha colpito, stupito, divertito di più?

Cosa sono per voi le guide di viaggio? Dite la vostra oggi su #tbnetalks!

guide di viaggio #tbnetalks tweetchat viaggiGuide di viaggio sì, no, quali? Le usate nei vostri viaggi? O preferite raccogliere informazioni su blog, portali, siti di recensioni?

Come sapete, l’argomento mi sta a cuore, ed ho anche le mie preferenze a riguardo. Appassionata come sono di libri “di carta”, non posso rinunciare neanche a loro. Sono compagne fidate di scoperte e partenze, mi piace sfogliarle prima di partire e fermarmi ogni tanto a leggerle in viaggio, su una panchina, davanti a un monumento, in un ristorante tipico in attesa del pranzo. Per me sono importanti.

Ma riconosco anche che debbano innovarsi, e in tante lo stanno già facendo. E integrarsi: col web, con le app, con strumenti che giocoforza oggi sono diventati insostituibili per l’immediatezza e la freschezza che concedono, ma che hanno comunque i loro limiti. Uno banale? La connessione wifi, che non sempre c’è (anche se ormai ci sono gli esperimenti e le novità che puntano tutto sulla possibilità di essere usati anche offline). Tempo fa ho anche assistito, per il mio giornale, ad un dibattito interessante sull’argomento, di cui ho scritto qui.

E oggi vi voglio invitare invece a dire la vostra!

Conoscete le #tbnetalks? Sono le Tweetchat organizzate, ogni mercoledì, dalla rete di Travel Blogger TBNet. E l’appuntamento di oggi è dedicato proprio alle guide di viaggio: come le usiamo? Come devono cambiare? Siete tutti invitati! Sintonizzatevi sul mio account Twitter @MaryTraf, dalle 18.30 alle 19.30 modererò la conversazione a cui parteciperanno anche le case editrici di spicco delle guide di viaggio.
Un’ora per chiacchierare di viaggi e turismo “su carta” e non solo. Vi aspetto!

Dove ci portano le App di viaggio? Se ne parla a Todi, dove oggi inizia Appy Days

Appy Days evento dedicato alle AppNon sono un’esperta di tecnologia, ma ci sono delle cose che mi affascinano. Vale a dire turismo digitale, social media, startup originali e App. E proprio di queste ultime voglio parlarvi oggi, mettendo un attimo da parte le pagine da sfogliare e tirando fuori lo smartphone (o il tablet)!

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Il Salento, le sue storie e le sue voci: arriva Sherazade (sullo smartphone)

Otranto
Otranto

Quando il potere della tecnologia e la magia dell’arte si incontrano può accadere qualcosa di buono per il nostro turismo, ed il nostro territorio. E’ quello che promette la storia che vi racconto oggi, che parla di idee fresche e creative e, soprattutto, parla del mio Salento. E dunque come non esserne contenta?
Cominciamo. Trovate utili le audioguide ma trovate che a volte siano un po’ troppo asettiche? Questa novità potrebbe fare per voi. Arriverà ad aprile, è un’applicazione gratuita per smartphone e tablet ed ha una missione: offrire un cantastorie digitale per raccontare un territorio attraverso le voci di personaggi, reali o immaginari, che lo hanno vissuto, e lo fa grazie al contributo di attori, musicisti ed artisti. Come in una moderna fiaba. Si chiama Sherazade ed ha scelto di debuttare con il Salento.
In fondo, di suggestioni d’Oriente questo territorio è pieno. Guardano ad est le sue coste e in certe giornate limpide non è difficile scorgere altre sponde, come le montagne albanesi che svettano dal mare. E poi i palazzi in stile moresco di Santa Cesarea, le chiesette bizantine forse meno note delle sontuose sorelle barocche, e, ancora, i canti in griko della tradizione e naturalmente Otranto con il suo assedio turco.

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Un’App vuole raccontare le città attraverso i libri: ecco Cityteller

CitytellerGaleotto è stato Twitter. Quando un pomeriggio, scorrendo come al solito lo schermo del mio smartphone, tra i tanti cinguettii uno mi ha fatto subito vibrare le antenne: aveva dentro la parola Cityteller e parlava di libri: ho capito che la cosa mi avrebbe incuriosito!
E infatti eccomi qui a condividere con voi questa novita’: Cityteller è un’App che che vuole creare una mappa emozionale. Obiettivo? Raccontare le città attraverso frammenti di libri condivisi dagli utenti.
Così aggiungiamo un tassello a quell’esperienza di geo-localizzazione dei libri che già si è creata i suoi estimatori. Solo che, finora, almeno nelle iniziative in cui mi sono imbattuta io, era qualcuno, una casa editrice, un sito, a mappare per noi. Qui, invece, lo possiamo fare in prima persona.
Ecco come funziona: aprendo l’App, viene chiesta l’autorizzazione al rilevamento della propria posizione, visualizzando su una mappa, attraverso dei marcatori, i contenuti geo-locailzzati, anche attraverso la scheda di presentazione del libro con il suo titolo, l’autore, la casa editrice. E poi le logiche sono quelle consuete dei social: una volta registrati si può votare, lasciare un commento, creare liste di preferiti. E contribuire con un passaggio del nostro libro e un luogo in cui lasciarlo.
Conoscere le città sotto una forma diversa, quella degli scrittori che le hanno raccontate o che semplicemente hanno scelto di far muovere proprio lì ì propri personaggi. E può anche diventare un modo originale di condividere la lettura.

I luoghi di Montalbano
Per ora, però, solo se siete possessori di iPad e iPhone! Ma il team assicura che presto accontenterà anche gli Androidiani. Ovviamente le mie curiosità non si sono esaurite qui e a brevissimo mi farò raccontare tutto proprio dai diretti interessati. Perciò, stay tuned!

Quando il Touring Club faceva lo User Generated Content (nel 1899) e altre riflessioni

Archivio British Library Londra
Dalla British Library di Londra

E’ una battuta troppo scontata chiamarlo l’antenato di Instagram? Fatto sta, però, che quello che decise di fare Luigi Vittorio Bertarelli, tra i fondatori (e poi presidente) del Touring Club Italiano, fu davvero un’idea ante litteram del tanto di moda oggi UGC, ovvero User Generated Content: Bertarelli decise infatti di creare un archivio di foto chiedendo aiuto alla gente,(oggi noi diremmo asetticamente utenti?). Ne raccolse oltre 500mila. Era il 1899.

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Il web avanza, ma agli inglesi piacciono ancora le guide di viaggio

guide di viaggio
credits: Telegraph.co.uk

Le guide di viaggio sono sempre importanti anche adesso che siamo circondati da App, portali e blog? Quello che penso personalmente è che, sì, sono ancora preziose, anche se se ne dibatte spesso e ce lo siamo chiesto anche qui.

Ma l’argomento pare sia caldo ovunque, se anche in Gran Bretagna si sono presi la briga di pensarci, e lo hanno fatto per una platea importante: quella del World Travel Market (Wtm). Sapete di cosa si tratta? E’, insieme a Itb di Berlino è la fiera-evento più importante d’Europa per chi si occupa di turismo. Ed è in corso proprio in questi giorni a Londra, e come sempre il suo team sforna report succosi su dove sta andando il turismo nel mondo. Se vi incuriosisce potete dare un’occhiata a questo Global Report che vi inanella i “trend” del futuro, uno per Continente (o area geografica), ne scoprirete delle belle (e originali).
Qui invece vi parlo delle guide, perchè al Wtm hanno voluto sondare l’affezione dei britannici per questo strumento che tanti considerano desueto. Scoprendo invece che, in quella che con ogni probabilità può essere considerata la casa madre dei viaggi organizzati, sfogliare una guida, di carta e inchiostro, ha ancora il suo fascino. Certo, i numeri sono aridi e le statistiche non piacciono a tutti, ma sono qualcosa da cui partire per riflettere. Eccoli: per la loro vacanza estiva, quest’anno, il 59% dei viaggiatori inglesi interpellati (in totale 1001) ha scelto di leggere una guida di viaggio tradizionale, e quasi tutti acquistandola (il 41%), anche se il caro vecchio prestito tra amici rimane ancora in auge (il 18% ha fatto così, evidentemente non fa parte degli appassionati che scrivono, annotano, piegano e fanno dunque “propria” la guida!).
C’è poi lo zoccolo duro del 14% per i quali addirittura la guida di viaggio è la risorsa chiave, ma nulla sembra poter fare, tuttavia, contro il 27% di TripAdvisor & co che domina l’immaginario collettivo (e che però, bisogna dirlo, poco ha a che fare con lo spirito di una guida di viaggio alla maniera di Lonely Planet & Co), in ogni caso così facendo lascia molto indietro, ahimè, le riviste specializzate e gli articoli di giornale, preferiti solo dal 5%.

Brutte notizie purtroppo – e un po’ a sorpresa per me devo dire, dato il boom di cui sta godendo la categoria – anche per i blog, prima fonte di info solo per il 3% di chi ha partecipato alla ricerca del Wtm (amici travel blogger che ne pensate?)
In ogni caso, “questa inchiesta dimostra che la presunta morte delle guide di viaggio è una notizia decisamente esagerata”, dice Simon Press della Reed Travel Exhibitons cui fa capo il Wtm, e, beh, non possiamo che esserne contenti vero?

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“Video killed the radio stars”… Vale anche per il web versus le guide di viaggio?

© Joel Barbitta
© Joel Barbitta

La questione è sempre la stessa: la tecnologia ucciderà la carta? Ma qui si va ancora di più nel dettaglio: il web ucciderà le guide di viaggio? Naturalmente sappiamo cosa ha fatto riaccendere il dibattito, ovvero le recenti notizie di difficoltà in cui versa Lonely Planet, un marchio storico, un’icona dei travel books (qui un articolo di Internazionale ed uno del Corriere.it che approfondiscono l’attualità). E se è lei a soffrire i tempi moderni, viene da chiedersi, è crisi davvero.

Perché dici Lonely Planet e dici guida di viaggio, per lo meno a livello di popolarità e riconoscimento universale, perché poi non è che sia l’unica e sempre la migliore (io, personalmente, preferisco le Routard, di gusto più europeo, più disincantato anche se vuoi, ma appunto si tratta di gusti, ed ognuno ha la sua guida del cuore).

Non sono un’esperta del settore per poter analizzare cosa stia succedendo davvero, posso però mettere insieme dei numeri che ne danno il senso.
In un vecchio articolo del National Geographic Traveller (qui il link alla versione originale, che vi consiglio di leggere perché affronta l’argomento delle guide di viaggio in maniera molto interessante), ad esempio, si parlava di un calo degli acquisti del 60% negli ultimi otto anni nel Regno Unito, e di un’indagine secondo cui solo il 20% degli acquirenti di oggi pensano di fare affidamento ancora così tanto sulle guide in futuro.

Allarmante, anche se qui non si fa distinzione tra guide cartacee e loro versioni elettroniche. Che andrebbe ancora bene. Il vero punto di non ritorno sarebbe l’abbandono del “libro” in favore di app, siti, portali di recensioni, insomma di tutti quegli strumenti di cui oggi possiamo usufruire con enorme facilità, e che devono la loro fortuna al fatto di essere scritti da “gente come noi” (non giornalisti, non esperti, ecc ) e, dunque, si pensa in una facile equazione, più affidabili (ma gli addetti ai lavori conoscono bene gli scandali legati alle presunte recensioni comprate, o false, su quel TripAdvisor croce e delizia di albergatori e altri).

Sette anni di declino

C’è una fonte interessante che monitora lo stato di salute dell’editoria turistica internazionale, ed è il Nielsen BookScan Travel Publishing Year Book. Purtroppo non sono ancora riuscita ad ottenere i dati aggiornati al 2013, ma commentando i dati dell’anno scorso il curatore dello studio (che ha una mole da 400 pagine e più), Stephen Mesquita, parlava di sette anni di declino, ma non per tutti. “Ad avere la peggio di fronte all’avanzata web sono le mappe e le guide più classiche, quelle che ti dicono dove dormire, dove mangiare, ecc – ha spiegato -. In Gran Bretagna le loro vendite si sono dimezzate in quest’arco di tempo”. Negli Stati Uniti, dal 2007 le vendite delle travel guides sono crollate del 40%, causando ai “big five” – Lonely Planet, Frommer’s, Dorling Kindersley, Avalon e Fodor’s una perdita globale di 47 mln di dollari”.

Niente sostituisce il racconto

Si viaggia meno a causa della crisi, e questo può essere banalmente uno dei motivi per il calo degli acquisti di guide turistiche. Ma ovviamente non basta. Ci sono i portali, i blog, le App, i motori di ricerca e di comparazione, le fonti di informazione cui attingere ormai sono innumerevoli, anche perché ormai sono sempre più comuni i mix e i contenuti editoriali sbarcano sui portali di e-commerce o di comparazione (ricordo ancora ad esempio la prima volta in cui mi sono imbattuta nella parola “info-commerce”, era il 2011 ed il portale Easyviaggio comunicava la sua nuova veste ricca di rubriche e reportage, quasi un magazine insomma, intorno al motore di ricerca).

Ma personalmente non credo che questa seconda via possa assorbire tutto. Certamente, è così per tutte quelle informazioni pratiche – dove dormire, ove mangiare, e così via – per le quali ovviamente la “carta” non è più efficace come prima. Per tutto il resto, però, piuttosto possono essere scelte complementari. L’immediatezza e l’approfondimento. Le pillole e il racconto. Il web e la guida, ecco, due letture differenti.

Ma dovrà essere per forza selezione naturale?

E io che sui libri sono un po’ retrò ci aggiungo anche la semplicità di consultazione (e volete mettere il piacere di sfogliare le pagine?). Insomma, editori di guide turistiche, tenete duro. Non lo dico io, lo dice proprio Stephen Mesquida, al quale ho chiesto cosa ne pensasse dei rumors intorno alla crisi di Lonely Planet. “Il mio consiglio, a loro ed agli altri, è: aspettate, rimanete lì – ha detto -. Ci sono segnali che nel 2013 il mercato si stia lievemente stabilizzando: le vendite delle guide cartacee di Lonely Planet negli Usa e in Gran Bretagna, ad esempio, sono cresciute del 7% rispetto ai primi mesi dell’anno scorso. Questo anche perché molti attori sono usciti dal mercato e ciò significa che l’offerta si fa più chiara, e stanno emergendo i più forti”.
Selezione naturale, dunque. Io però ai più forti ci aggiungo anche le chicche, le piccole guide che hanno saputo rinnovarsi, quelle che hanno trovato il modo di raccontare tagli originali e punti di vista inconsueti.

Siete d’accordo?

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