In viaggio a Milano con Stendhal ovvero: La grande arte di essere felici

20161005_105538Ci sono luoghi a Milano che custodiscono grandi tesori. Mettete insieme l’immenso archivio di una storica biblioteca, i depositi d’arte di palazzi e musei, e il lavoro meticoloso di un gruppo di persone… e troverete questa chicca che vi consiglio di visitare: alla Biblioteca Sormani La grande arte di essere felici ovvero: l’amore di Stendhal per Milano e un ritratto della città di inizio ‘800.

Era ciò che pensava Stendhal dei milanesi e della città, lui, arrivato dalla Francia, ne era sicuro: il saper vivere era qui. Lo scrisse nel 1817 anche in Roma, Napoli e Firenze, la prima opera in cui Marie-Henri Beyle, nato a Grenoble nel 1783, si firmò con lo pseudonimo con cui lo conosciamo. E sono stati proprio i curatori della mostra a ritrovare queste parole appassionate su Milano e a sceglierle come titolo.

Erano almeno tre le bellezze meneghine per Stendhal: quella dei palazzi, quella dell’arte e della musica e quella femminile. E qui, salendo i gradini dello scalone d’onore di Palazzo Sormani, rivivono non solo attraverso prime edizioni, manoscritti, volumi fitti di annotazioni scritte di suo pugno. In mostra c’è anche Milano, con le sue vedute, i personaggi che animavano i salotti d’inizio ‘800 e le riunioni carbonare, le passeggiate in carrozza lungo i viali, i palazzi e l’Accademia di Brera. Un’immersione in sprazzi di vita di un’altra epoca.

Anche grazie ai tesori custoditi dalla Biblioteca Sormani, che è la biblioteca centrale di Milano, ha festeggiato da poco i suoi primi 60 anni, e con lo scrittore francese ha un legame speciale: ospita il Centro Stendhaliano, con due importanti raccolte, il Fondo Stendhaliano Bucci e la Raccolta Stendhaliana Pincherle.

Stendhal infatti arrivò due volte in città. La prima al seguito delle truppe napoleoniche nel 1800, la seconda nel 1814, quando la elesse a sua residenza principale fino al 1821. Sono quelli gli anni delle passeggiate – amava i cortili e i selciati -, dell’amore per la Scala, delle amicizie con letterati e carbonari e degli amori.

Eccoli ripercorsi qui, in questa mostra. Io ve la racconto per immagini. Voi avete tempo fino al 31 ottobre per visitarla! Trovate la Biblioteca Sormani in Corso di Porta Vittoria 6. L’ingresso alla mostra è da via Francesco Sforza 7.

Verso la primavera: tornano le passeggiate letterarie di Milano

itinerari letterari Milano

Ecco una maniera insolita ma molto interessante per fare i turisti nella propria città. Oppure per invitare un amico a scoprirla da punti di vista decisamente più originali rispetto alle solite guide.

Qui infatti a condurci in giro sono gli scrittori, quelli che hanno dedicato alla città in questione libri interi (o qualche pagina) e che per farlo si sono messi in marcia a loro volta, hanno scoperto, si sono documentati, spesso come novelli detective della penna. Le giornate migliorano e tornano le Passeggiate d’autore di Milano. Sottotitolo: itinerari urbani letterari, perché di questo si tratta. Appuntamento ogni volta con un percorso diverso, un libro alla mano e l’autore ad accompagnarci attraverso passeggiate tematiche per la città. Se siete curiosi e vi piace osservare i dettagli del posto in cui vivete, ve le consiglio davvero.

Io così, l’anno scorso, ho ammirato le meraviglie liberty e i vecchi hotel diurni nascosti nel quartiere di Porta Venezia, ho incontrato la comunità Rom Harvati che vive nel campo di via Idro in fondo a Viale Padova, ho scoperto i segreti e sfatato i miti della Chinatown meneghina (via Sarpi e dintorni).

E ora sono pronta a passeggiare con il naso all’insù in compagnia di Gianni Biondillo. Sarà lui, infatti, ad inaugurare la nuova stagione delle Passeggiate d’autore a Milano il 16 marzo conducendo un’esplorazione urbana tra grattacieli vecchi e nuovi.

 

Undici gli appuntamenti in tutto fino a giugno, in un caleidoscopio di tematiche e quartieri: si parlerà di luoghi del crimine ma anche di poesia (nel luogo forse più lirico di Milano, i Navigli), si visiteranno i luoghi del cinema di Milano e le periferie (il Corvetto), fino a concludere con la “Milano città d’acqua”.

Trovate il programma completo, fresco di pubblicazione, sul sito dedicato.

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