dove donare libri usati

Donare un libro usato è farlo viaggiare: ecco come

dove donare libri usatiUn libro viaggia anche quando va incontro a una seconda vita. Pagine che passano di mano, storie che ci sono piaciute e che decidiamo di regalare a qualcun altro perché ne possa godere. Ma non sempre è facile vero? Sto parlando della difficoltà di separarsi dai propri libri. Una fatica tremenda per chi ama leggere. Ci ho pensato spesso in questi mesi perché diversi amici e conoscenti sono stati alle prese con un trasloco e, dunque, con il dilemma. Io stessa ho cambiato casa! E ci siamo imbattuti tutti in libri che non possiamo portare con noi, o che magari non sentiamo più tanto intimi, fanno parte di vecchie fasi della vita. Eppure rimane difficile separarsene. Ma spesso quel momento arriva e allora perché non pensarlo come un dono da fare agli altri?

Se non potete più tenere tutti i vostri libri con voi, o semplicemente avete voglia di regalarli, questa piccola guida è per voi. Ho voluto raccogliere un po’ di consigli su come e dove regalare libri usati. Ci sono diversi spunti milanesi perché io sono qui e nella casa nuova campeggia sempre quella pila di libri che prima o poi troverò il coraggio di donare. Ma leggete e troverete davvero tante idee – anche insolite. E se ne avete di nuove da condividere per far viaggiare i vostri libri verso una nuova vita, le aspetto!

Libri – davvero – in viaggio

Lasciate un libro in metropolitana. O sul tram o su una panchina. Vi sembra un’idea strana? A Londra lo fanno già da diversi anni! Books on the underground (e come altrimenti?) si chiama il progetto nato nel 2012 e che ha fatto proseliti negli Stati Uniti e a Sydney, in Australia. Una squadra di “book fairies” (le fatine dei libri) lascia in giro i volumi sui treni, nelle stazioni, in biglietteria. E lascia spesso indizi per scovarli. Chi vuole può partecipare con un proprio libro, basta richiedere lo sticker ufficiale e appiccicarlo.

Ma non pensate che si tratti soltanto di un’idea lontana. Si può fare benissimo anche da noi. Per esempio a due passi da Milano. Voglio segnalarvi infatti Il libro viaggiante: è un’iniziativa lanciata nei mesi scorsi da un gruppo che ho scoperto e che ama promuovere la lettura. E’ il Baratto del libro di Cernusco sul Naviglio e, oltre a organizzare periodicamente giornate di scambio, ha ideato #libroviaggiante: grazie a diversi aiutanti vengono lasciati libri in giro, affinché vengano ritrovati e letti. Se volete saperne di più il gruppo è molto attivo su Facebook.

dove portare i libri usati

Cercate un club del baratto del libro

Le iniziative di bookcrossing ormai appunto sono tantissime, sono spontanee (potete trovare libri da scambiare in un negozio o nel vostro bar preferito) e organizzate in eventi periodici. Cercate quelle più vicine a voi, leggendo le bacheche delle biblioteche di quartiere e curiosando nei locali che frequentate di solito. O lanciandone voi stessi una nuova, perché no?

Donare libri alle biblioteche

Sono sempre felice quando posso parlare delle biblioteche e non mi stancherò mai di dire che sono luoghi importanti, di cultura e di socialità. Ma spesso hanno bisogno di sostegno. E anche di libri. Se non sapete a chi regalare i vostri libri potete contattare la vostra biblioteca di quartiere o comunque quella della vostra città. A Milano, per esempio, il sistema delle biblioteche comunali ha attivato il Progetto donazioni (si può chiamare al numero 02.884.62855).

aiutare i migranti

Forse non sono il primo genere di conforto che ci viene in mente quando pensiamo a cosa donare ai migranti che arrivano nel nostro Paese e hanno perso ogni cosa. Eppure insieme a coperte, abiti, cibo, anche i libri servono a stare meglio. E soprattutto a imparare. A Milano lo abbiamo scoperto nelle giornate di raccolta organizzate nell’autunno 2016 per aiutare i centri di accoglienza. Servono penne, matite, materiale da cancelleria ma anche libri, scolastici ma non solo, per sostenere chi vuole imparare la nostra lingua. A Milano per esempio ci sono i volontari che tengono i corsi di italiano al Centro di via Corelli.

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donare un libro a Carceri e ospedali

Donare il diritto e il piacere di leggere anche a chi sta scontando una pena. Lo fanno diversi istituti di detenzione e se avete deciso di contribuire anche voi potete informarvi sui progetti attivi nella vostra città. Sempre per continuare il mio excursus milanese, il Carcere di San Vittore ospita a esempio sette biblioteche con l’idea di sviluppare attività di promozione della lettura. E da tanto è attiva la campagna #zanzaunlibro, con cui si può acquistare un volume da donare alle biblioteche del carcere.

Anche gli ospedali possono ovviamente aver bisogno di libri: informatevi se quelli della vostra città ospitano al loro interno piccole biblioteche o iniziative di lettura. Potrebbe essere utile anche contattare le associazioni di volontariato.

Gli equi-libristi

L’associazione degli Equi-Libristi raccoglie libri di qualunque genere (tranne quelli scolastici e universitari) destinati al macero o al dimenticatoio, li recupera e li inserisce nuovamente in “circolo”. Dove? Nei luoghi di distribuzione che possono essere locali, negozi, hotel. Oggi sono soprattutto a Bologna e dintorni e la lista la potete consultare sul loro sito.

Come diventare un Donatore di libri

Se abitate a Milano e dintorni potete anche diventare un Donatore di libri. E’ l’iniziativa lanciata da Fondazione Leggere – Biblioteche Sud Ovest Milano. I libri donati serviranno ad arricchire e migliorare il patrimonio delle biblioteche sul territorio, potranno essere donati ad associazioni, scuole, ospedali, carceri, o usati per iniziative di raccolta fondi e beneficienza. E visto che i bibliotecai sanno quali sono i libri più richiesti, c’è anche una borsa titoli con quelli che servono di più.

La Giornata della Memoria: un viaggio dell’anima duro e assolutamente necessario

Giornata della Memoria
Berlino Memoriale dell’Olocausto credits: Mariangela Traficante

Quando andavo al liceo (confrontando le date credo fosse proprio l’ultimo anno) tra i libri di testi di storia ce ne era stato assegnato da leggere anche uno dal titolo “E’ successo solo cinquant’anni fa”, di Alberto Nirenstein. Non ricordo se e quanto ne lessi. So però che di anni ne sono passati altri venti e più, e che ogni anno quando arriva la Giornata della Memoria ci ripenso, a quel titolo. Perchè racconta dello sterminio degli ebrei, e perchè cinquant’anni, o settanta, sono bazzecole temporali e quel che è accaduto è ancora vivo e forte dentro di noi. O almeno lo spero.
Ripenso a quel libro ma non solo a lui. Ripenso ai tanti altri libri, in ordine sparso, letti su quegli anni e quell’orrore. Un viaggio letterario, ma anche reale, e dell’anima, che nessuno di noi vorrebbe fare e che però è necessario intraprendere. Un viaggio che se ci pensiamo non ci fa dormire la notte ma che al tempo stesso ci attrae, sì, perchè – almeno questo è quello che provo io – vogliamo sapere, ascoltare, ci stropicciamo gli occhi quando incappiamo in certe immagini e forziamo il nostro senso logico quando ascoltiamo certe storie perchè ancora non riusciamo a credere che possa essere accaduto sul serio. E invece è accaduto.

Giornata della Memoria
Berlino Memoriale dell’Olocausto, la frase di Primo Levi, credits Mariangela Traficante

E allora ripenso al Diario di Anna Frank, letto quando avevo più o meno la stessa età della ragazzina che lo scriveva nascosta in un appartamento di Amsterdam. Ripenso a “Se questo è un uomo” di Primo Levi, letto credo nei pomeriggi d’estate di anni e anni fa, e le cui parole oggi accolgono chi varca la soglia del Memoriale dell’Olocausto di Berlino. Penso a Maus, il romanzo a fumetti di Art Spiegelman basato sui racconti del padre, sopravvissuto ad Auschwitz. Oppure mi viene voglia di leggere un libro per bambini appena uscito e di cui ho ascoltato l’intervista all’autrice, Lia Levi, “Quando tornò l’arca di Noè“, sul periodo delle leggi razziali in Italia (trovate qui nell’elenco il podcast all’intervista realizzata da Loredana Lipperini durante Fahrenheit su Radio3 Rai).

 

 

Giornata della Memoria
La Risiera di San Sabba a Trieste, credits Mariangela Traficante

E poi penso ai luoghi che ho finora visitato. Berlino certo. Ma anche il Memoriale della Shoah al Binario 21 di Milano, e la casa di Anna Frank di Prinsengracht ad Amsterdam, e la Risiera di San Sabba a Trieste. Luoghi da continuare a visitare, per non dimenticare che la Storia passa anche accanto a casa nostra.

Buon 2016 di storie, viaggi e taccuini a quadretti

buoni propositi 2016Buon 2016 a tutti!

Come cominciare a scrivere nell’anno nuovo? Con cosa augurarvi buon inizio? Ci ho pensato un po’ su, e ho deciso di farlo così: pensieri (un po’) sparsi, di libri, viaggi e storie. Di quello che vorrei scoprire e di quello di cui vorrei riempire nei prossimi mesi queste pagine virtuali.

Vorrei leggere libri che mi facciano sentire bene e raccontarvi i viaggi letterari in cui mi hanno condotta.

Vorrei farveli raccontare dagli stessi scrittori e scoprire cosa leggono gli scrittori in viaggio.

Vorrei farvi conoscere chi viaggia per lavoro e per raccontare il mondo, e condividere con voi i loro suggerimenti di lettura.

Vorrei scoprire librerie, musei, biblioteche, tour culturali in giro per il mondo e scriverne. Vorrei vivere di persona i festival letterari in giro per l’Italia, fotografarli e parlarne con voi.

Vorrei viaggiare, tornare in città che amo (Parigi e Berlino in primis), scoprirne di nuove, e raccontarle.
Vorrei incontrare chi viaggia con i libri e ascoltare la loro storia. Vorrei scrivere delle storie. Vorrei scrivere ancor di più della mia Puglia e di come la raccontano i suoi scrittori.

Vorrei farvi passeggiare con me nella #MilanoDaLeggere e curiosare nelle vostre città da leggere.

E vorrei fare #viaggibambini, vorrei raccogliere libri di viaggio per bambini e mappe e guide e tutto ciò che è utile alle famiglie viaggiatrici.
E poi vorrei finalmente riuscire a fare tutte queste cose con un taccuino in mano.

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A Natale regaliamoci un’esperienza di cultura e scoperta

libri da regalare a NataleCorro. Cerco di mettere in ordine i pensieri alla meglio. Scarabocchio appunti in ordine sparso dove capita, con penna e con tablet.

Sfrutto i classici tempi morti: leggere le riviste di gossip dal parrucchiere? Macché! Stavolta non posso, desidero scrivere qualcosa per Natale sul blog e, visto il vortice di cose e pensieri che me ne ha tenuta lontana nelle settimane passate, oggi, devo assolutamente sfruttare tutte le pause, lunghe o di briciole di minuti, che ho!
Arrivo dunque quasi fuori tempo massimo, ma arrivo! Arrivo a regalarvi un pensiero per le feste, anzi, a parlarvi proprio di regali.
La prima idea? Era di raccontarvi quali libri regalare a Natale, ovviamente. Ma è stato un pensiero fugace. È bastato fare un giro tra web e carta. In quante classifiche vi siete imbattuti anche voi? Tante vero? I libri più belli e quelli più brutti. Le bucket list, i mai più senza. E poi i regali per chi ama leggere e quelli per chi ama viaggiare. Gli indispensabili, gli originali e i frivoli. Continue reading “A Natale regaliamoci un’esperienza di cultura e scoperta”

In giro per il mondo con dodici libri: ecco la mia piccola “geografia delle parole”

un giro del mondo con dodici libri

Voglia di partire, viaggiare, di riscoprire una città e renderle omaggio.

Era da tanto che non scrivevo qui, per vari motivi, e oggi sono felice di tornare a farlo! Ma è difficile e strano tornare a scrivere di viaggi, di passioni e letture, quando in mezzo ci sono stati fatti come quello dell’aereo russo e della strage di Parigi.

E’ difficile quando una delle questioni che più serpeggia in giro è: abbiamo ancora voglia di viaggiare? E con quale spirito? Certo che abbiamo voglia di viaggiare, anzi direi proprio bisogno. Dev’essere la nostra risposta alla paura. Viaggiare. Anche con le parole. Anche prendendo in mano un libro e cominciando a sfogliarlo. A Parigi l’hanno fatto. E tra i fiori e le candele è spuntata una forma di resistenza bella e importante, è spuntato “Festa mobile, gli anni parigini, poveri ma belli, di Ernst Hemingway, sono diventati un simbolo di speranza.
E, allora, viaggiamo per il mondo con un libro in mano!
Vi porto con me in giro in ordine sparso con dodici libri per altrettanti viaggi, mettiamo in valigia di tutto un po’, romanzi, reportage, anche un fumetto. Sono libri che ho letto, a volte portato con me in viaggio, molti li ho amati e altri mi hano fatto guardare ai luoghi che descrivono in modo diverso. Sono una mia piccola “geografia delle parole”. Partiamo?

La vita moderna Susan VreelandParigi: una città che adoro e un momento storico che mi sarebbe piaciuto vivere: “La vita moderna” di Susan Vreeland (Neri Pozza), la Ville Lumiere di Renoir e degli Impressionisti.

 

 

 

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La felicità di leggere: ecco come i libri mi fanno sentire bene

ricerca La felicità di leggereLeggere libri rende felici? E i lettori vivono un benessere maggiore di chi invece non legge affatto? Se anche voi siete, come me, fervidi lettori e non uscite mai di casa senza un libro in borsa (e in questo noi donne, con le nostre sacche da Mary Poppins che ci portiamo in giro, siamo decisamente avvantaggiate vero?), la vostra risposta già la conoscete: sì, leggere ci rende più felici.
Ma, come sicuramente sapete, è freschissima di stampa una vera e propria ricerca che ha voluto misurare questa felicità, e darle valore scientifico. Si chiama proprio “La felicità di leggere” ed è stata commissionata dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol all’Università Roma3/Cesmer.

Io ci ho dato un’occhiata ed in realtà è un intrico di scale di misurazione e valori, se volete potete leggerla anche voi, vi segnalo questo articolo de Il Libraio.

Ma in sostanza cosa ci dice?

Che i lettori sono complessivamente più felici e provano emozioni positive più spesso dei non lettori. Sono più soddisfatti dell’impiego del loro tempo libero, durante il quale leggere diventa l’attività più importante.
Come mai? Cosa scatta nella testa, e nel cuore, di chi prende in mano un libro e comincia a leggere? Leggere ci rende felici, certo, ma perchè? Me lo sono chiesta proprio in questi giorni, mentre sui giornali e nel web viaggiavano i risultati della ricerca, e allora ho pensato a cos’è che rende me, felice, quando prendo in mano un libro. E allora l’ho messo nero su bianco.

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Milano, alla fine la primavera arriva. Giorgio Fontana, “Per legge superiore”

Giorgio Fontana, Per legge superioreBuona domenica cari amici! 

Approfitterete della giornata di festa per dedicarvi a un libro?

Io ho voluto iniziare la giornata (tante ore fa ormai!) come sempre con un’indispensabile tazza di caffè ed un’altrettanto necessario quarto d’ora di lettura. Ho preso in mano “Per legge superiore” di Giorgio Fontana ed ho capito che mi piacerà molto. Non solo per il suo bel modo di scrivere e per la storia. Perchè il sostituto procuratore Roberto Doni ed il suo dilemma morale, il tema della legge e della giustizia, non sono gli unici protagonisti del libro. Lo è anche Milano, e Fontana lo mette in chiaro fin dall’inizio, alla quarta pagina!

Dove ci regala questo dialogo tra Doni e il collega Michele Salvatori per raccontare l’anima della città: aspra e coriacea all’inizio, ma che sa aprirsi a chi ha la volontà e l’entusiasmo di scoprirla. Perchè alla fine la luce della primavera arriva anche qui. Buona lettura.

Sei stufo di star qua, eh?”
Doni alzò le spalle e bevve un sorso d’acqua. La cameriera portò il conto.
Io ne ho le tasche piene”, disse Salvatori. “Milano mi fa schifo. Son quattro anni che ci lavoro e già non ne posso più. Ma come si fa? Sì, lo so, si sopravvive. E’ appunto questo il problema. Milano è una città che si attraversa. Io ancora non l’ho capita, e sopratutto non la conosco. Ci passo sempre sotto, a questa città del demonio. Abito a Piola, prendo la verde, poi cambio con la rossa, esco a San Babila al mattino e percorso inverso la sera. Mi vuoi dire dove minchia vivo?
A Piola
Sì, buonanotte
Puoi passeggiare la sera, se ci tieni tanto
Ma no. Dove vuoi andare? Poi d’inverno fa freddo e d’estate fa caldo
Beh, ora si sta bene
Ah, come posso spiegarti, è una questione di tempi, di passi”. Doni allargò un sorriso. “Di gratificazione
Milano è una città avara. Devi pregarla, per ottenere qualcosa
Ma non sono abituato. Io sono abituato che una città mi arrivi in faccia, non che debba mettermi in ginocchio e combattere per ogni pezzetto di pace. Sarà che sono del Sud come da luogo comune, che ne so. Sarà quel che sarà, ma per vivere qui ci va l’aiuto di Dio”.

Amen”, disse Doni. E prese un altro sorso di birra artigianale. Era fresca e forte: sentì la bocca rilassarsi e un dolore piacevole alle mascelle. Salvatori lo fissò e si fece una risata.

Amen”, ripetè. “E gloria nell’alto dei cieli

Ma uscendo dal ristorante, Doni vide un raggio di luce tagliare i palazzi all’incrocio con via Conservatorio. C’era una calma innaturale in quel momento, una bellezza scritta nel contrasto: la teoria di Salvatori confutata, e Milano improvvisamente splendida.

Libri in metro: quando si legge un frammento di vita

Libri in metro header

Perchè un viaggio può esserlo anche per poche fermate di metropolitana. Per non parlare dell’avventura quotidiana su un affollato treno da pendolari.

E se si affronta con un compagno fidato come un libro è meglio. Ecco perchè mi sono innamorata di questo blog che ho scoperto per caso e che voglio condividere con tutti voi! Siete lettori da mezzo pubblico? E vi piace sbirciare in quello che leggono i vostri sconosciuti compagni di viaggio (che poi, con l’avvento degli e-reader, è sempre più difficile, senza copertine a cui “rubare” lo sguardo)? Ecco, allora Libri in metro piacerà anche a voi. Loro sono un gruppo di amanti dei libri e pendolari di vario corso, sparsi in Italia e non solo: tra Milano, Roma e Londra, ma anche sulla linea adriatica Faenza/Cesena o sulla Torino-Firenze, per esempio.

Leggono, e soprattutto osservano cosa leggono gli altri. E ci costruiscono intorno delle piccole storie. Frammenti di vita vera (quei momenti rubati sui mezzi) e immaginata (come li racconta anche un altro libro dedicato alla metro, stavolta quella di New York).

Istantanee di libri e viaggi.

Ecco come ce le raccontano loro stessi, i ragazzi di Libri in metro!

Raccontateci un poʼ di voi: come è nata lʼidea di creare Libri in Metro? Vi siete ispirati a qualche “modello” estero?

“Il blog nasce nel 2010 dalla curiosità di Mara, la fondatrice, e dal suo cercare di intuire la personalità dei pendolari guardando il loro aspetto, i loro atteggiamenti e, soprattutto, le loro letture. Si è cercato di trovare il filo che lega questo popolo così variegato e di raccontarlo sul blog che è nato spontaneamente, senza la necessità di un modello preesistente a cui ispirarsi. Ugualmente, anche i Bookwatcher che si sono via via uniti a Mara si sono sentiti tutti accomunati dallʼessere un poʼ “spioni” in quanto lettori ma, in questo caso, delle letture degli altri”.

Infatti, ogni membro della redazione è prima di tutto un lettore appassionato nonché pendolare o viaggiatore per necessità e piacere. Osservare gli altri passeggeri è una cosa che ognuno di noi faceva già senza rendersene conto, un poʼ come farebbero gli appartenenti di una specie in via dʼestinzione: ci cerchiamo e tentiamo di stabilire dei legami tra noi!”

Che idea vi siete fatti dei viaggiatori-lettori che avete incrociato in questo tempo sui mezzi pubblici?

“Impossibile stilare un identikit valido in generale: ogni lettore è a sé stante, unʼentità unica da poter raccontare partendo proprio dal libro che sta leggendo; si possono capire molte cose anche solo osservando qualcuno mentre legge! Ci imbattiamo in persone di tutte le età alle prese con le letture più disparate, compresi anche, talvolta, libri che preferiremmo non annoverare sul nostro “catalogo”!
Non solo! È anche difficile identificarne la “categoria di appartenenza”: non è sempre facile o scontato capire se ci troviamo di fronte a un viaggiatore occasionale piuttosto che a un pendolare, perché le letture sono influenzate anche dal motivo del viaggio! Ogni “lettore da mezzo pubblico” questo lo sa bene!”

Dicono che in Italia si legge sempre meno… e in metrò?

“Purtroppo è vero. E ciò aumenta la nostra soddisfazione quando nella stessa carrozza ci imbattiamo in più lettori; infatti, abbiamo creato una serie di post dedicati alla descrizione di più lettori seduti vicini, inconsapevoli compagni di viaggi letterari: The Readers Club! In generale, però, con lʼavvento di smartphone e tablet la lettura è diminuita ancora: percorrendo un vagone, il
90% delle teste chine non guarda un libro, per nostra sfortuna”.

Carta o tablet/e-reader: chi vince sui mezzi?

“Al momento la carta la fa ancora da padrona, anche se, soprattutto negli ultimi mesi, si è visto un sostanziale incremento di lettori “elettronici”; sicuramente i prezzi bassi dʼacquisto (sia dellʼe-reader, sia degli ebook) hanno aiutato il loro diffondersi. Fortunatamente, gli irriducibili della carta stampata sono ancora in maggioranza: è già abbastanza arduo leggere il titolo di un libro cartaceo, con quelli digitali la nostra attività di silenzioso spionaggio sarebbe messa davvero a dura prova!”

Vi limitate a osservare i passeggeri che leggono per poi ricamarci su i vostri post o riuscite a interagire con loro?

“Dipende dai casi. È capitato che si finisse a scambiare quattro chiacchiere, magari proprio in tema di libri, con la persona che fino a poco prima stavamo osservando. In generale, si crea un legame fatto anche solo di sguardi e sorrisi… ed è questa, forse, la parte più bella: interagire (verbalmente e non) e creare un contatto con qualcuno semplicemente partendo dalla lettura, una delle cose più intime a ciascuno di noi.
A volte capita che noi stessi scopriamo di essere osservati da altri lettori o semplici curiosi quando, arrivati a destinazione, chiudiamo il nostro compagno di viaggio cartaceo! È bello pensare che anche lʼaltro “spione” sia mosso dalla nostra stessa curiosità e amore per la lettura”.

Qualcuno di loro si è “riconosciuto” nei vostri post? Vi hanno scritto?

“È successo, sì, ma non spesso: i lettori sono molti e le città variegate e ben distribuite sul territorio; inoltre cerchiamo sempre di mantenere le descrizioni abbastanza vaghe da non rendere identificabili i soggetti. Più spesso, invece, è successo che ci scoprissero gli autori dei libri, soprattutto quelli indipendenti: molti sono rimasti sorpresi (piacevolmente, si spera) dallo spaccato dei propri lettori che LM ha permesso loro di conoscere”.

Domanda “difficile”: sono diverse le città che raccontate, in termini di tipi di letture, gusti, lettori da metrò?

“In realtà non molto e il caso gioca comunque un ruolo preponderante tanto che non è possibile stilare delle statistiche vere e proprie… né possiamo esser certi del fatto che in quel momento il lettore si stia dedicando alla sua lettura “abituale”. Ogni lettore è un mondo a sé.
Ma il bello sta proprio qui: imbattersi in letture e lettori completamente diversi in ogni parte del mondo. Cʼè lʼamante del noir, quello del romanzo di formazione, lʼappassionato di cultura fantascientifica o di graphic novel. E questi sono solo alcuni dei soggetti che si possono incontrare a Milano, come a Roma o a Londra”.

Cercate nuovi bookwatcher? Apriamo la campagna “acquisti”: che “requisiti”
devono avere? In quali città? Segni particolari?

“Anche se ora siamo al completo, la campagna “acquisti” per nuovi Bookwatcher è sempre aperta!
Un Bookwatcher devʼessere innanzitutto un lettore, possibilmente che legga anche nei mezzi pubblici (metro, treno, autobus, ecc.) e capisca, pertanto, cosa significhi ritagliarsi il tempo (e lo spazio!) di lettura in viaggio; poi sicuramente appassionato ed entusiasta, perché noi siamo tutti volontari; infine, disponibile e propositivo: la redazione è un cantiere aperto, stiamo scoprendo tanti approcci e proponendo nuovi progetti, quindi fatevi avanti! Una corsia preferenziale per lʼacquisto di nuovi Bookwatcher la darebbe certamente lʼosservare i mezzi pubblici in città non ancora toccate dal progetto in modo attivo. Ad esempio, ci piacerebbe molto accogliere nel progetto Bookwatcher provenienti dalle isole, così come approfondire il legame con il Sud, al momento descritto solo da poche città.
Per tutti gli aspiranti Bookwatcher, il link con il form da compilare per inviare la propria candidatura questo è il link.

Prossimi progetti?

“Dopo aver modificato la grafica del blog ed esserci resi maggiormente riconoscibili attraverso un vero e proprio logo a cura di Andrea Gadaldi, stiamo promuovendo molte iniziative. Oltre a Libri in Metro presenta in cui diamo spazio agli scrittori indipendenti facendogli pubblicare un articolo in puro stile LM per presentare i loro libri, abbiamo anche inaugurato LM Stories, dove raccontiamo di lettori anche fuori dai mezzi pubblici e, soprattutto, in maniera più approfondita rispetto al formato snello dei post quotidiani. In ultimo, The Readers Club, in cui raccontiamo le letture di due o più passeggeri che prendono posto lʼuno vicino allʼaltro.
Altri nuovi progetti rimangono top secret per il momento, ma speriamo di attivarli nei prossimi mesi… Chissà”.

E per finire: quali sono attualmente i vostri libri in metro?

Eccone alcuni:
A sud del confine, a ovest del sole (Haruki Murakami)

Il bar delle grandi speranze (J.R. Moehringer)

Madame Bovary (Gustave Flaubert)

Bazaar Express (Paul Theroux)

Gli Indifferenti (Alberto Moravia)

Creature ostinate (Aimee Bender)

Pastorale Americana (Philip Roth)

Moby Dick (Herman Melville)

Lo Hobbit (JRR Tolkien)

E come mi piace quello che scrivono proprio loro, i bookwatcher: “Perchè questo blog? Perchè se qualcuno è disposto a sgomitare dentro una metro affollata per farsi spazio e leggere il suo libro… quell libro vale!”.

Come non essere d’accordo?

Posso consigliarvi un libro? Fate un viaggio nella provincia americana con Olive Kitteridge di Elizabeth Strout

libri sull'AmericaCercate un libro che vi porti negli Stati Uniti? Ma non quelli rutilanti e metropolitani delle grandi città come New York. Qui si viaggia nella provincia, quella fatta di piccole comunità, dei loro legami e delle loro piccole grandi idiosincrasie. Qui si viaggia nel Maine, con Elizabeth Strout.
Eccolo infatti il libro della domenica che vi consiglio oggi. Uno dei libri sull’America che la tratteggiano davvero. E ve lo consiglio perchè a me ha fatto bene. Nel senso che faticavo, da un po’, a incontrare una storia che mi facesse immergere completamente e mi spingesse ad andare avanti, pagina dopo pagina, ad attendere il prossimo momento in cui potermi accoccolare con il libro in mano e leggere, ad avere voglia di sapere “cosa succede dopo”. Cosa che per me è fondamentale. Altrimenti, vuol dire che il libro non è fatto per me.
Olive Kitteridge invece ha funzionato. E certo! Dirà chi è esperto di letteratura. Il romanzo del Premio Pulitzer Elizabeth Strout è considerato un capolavoro. Ma io qui non voglio certamente annoiarvi con una recensione. Voglio solo condividere con voi quello che mi ha lasciato questa storia.
La storia dell’immaginato Crosby, un villaggio sulla Costa Atlantica del Maine, che sa di porto, di rocce sferzate dal vento, piccole botteghe, bar di pescatori e tavole calde di provincia. E delle persone che qui si muovono e si incontrano. E la sapete una cosa? Non so perchè, ma la prima cosa a cui mi ha fatto pensare è stata Gente di Dublino. Non che ci siano assonanze ma, lo sappiamo, lo stream of consciousness in fondo può lavorare a briglia libera anche così! Dalla Dublino del secolo scorso al Maine di oggi? Forse sì, perchè Olive Kitteridge (dal nome della protagonista, ex insegnante, la cui figura tiene insieme i tredici racconti del libro) svela un piccolo mondo in racconti, dipinge anime dolenti ed ognuna di loro, in un modo o nell’altro, cosciente o meno di ciò, ha la sua piccola grande epifania.

Ps: se siete curiosi, o se come me già avete letto e amato Olive Kitteridge, sappiate che il libro è diventato una mini serie Tv! Prodotta dalla Hbo, arriva in Italia, il 23 ed il 30 gennaio 2015 su Sky Cinema 1, alle 21.10. Ecco qualche anticipazione.

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Avete la vostra libreria di viaggio del cuore? Raccontatemela!

librerie di viaggio

L’idea mi è venuta qualche giorno fa quando mi sono imbattuta in questa notizia: la libreria Ulisse & Co di Mestre costretta a chiudere alla fine del mese. Non sono della zona e non ho mai avuto la fortuna di entrarci, ma una notizia come questa mi ha molto colpita. Non solo perchè si tratta dell’ennesimo caso di una libreria indipendente che non ce la fa a sopravvivere e deve chiudere, ma anche perchè si tratta di una libreria molto particolare, specializzata in viaggio: guide, libri per gli amanti della montagna, narrative di viaggio, ma anche carte stradali e libri fotografici. Questo si poteva trovare da Ulisse, e quindi quando chiude un luogo del genere la perdita è doppia: per chi lo gestiva da appassionato, e per chi lo frequentava con altrettanta passione.

E chissà quanti altri posti altrettanto preziosi ci sono in giro per l’Italia. Cosa possiamo fare per sostenerli? Continuare a frequentarli, ovviamente. Ma cosa posso fare ancora, mi sono chiesta, per farli conoscere ancora di più? Beh, parlarne, magari riuscire ad ospitarli su questo blog. E’ un contributo piccolo, ma spero utile. E allora ecco l’idea a cui ho pensato, ve la racconto perchè mi serve il vostro aiuto! Da appassionati di libri e viaggi avete la vostra libreria di viaggio di fiducia? O comunque ne conoscete qualcuna, ne avete sentito parlare, vi ci siete imbattuti magari anche in città diverse dalla vostra? Segnalatemi le vostre librerie del cuore ed io proverò a dar loro spazio qui, a farmi raccontare cos’è, per loro, amare i libri di viaggio e consigliarli a chi varca la loro porta.

Pronti? Vi aspetto! #libreriediviaggio