lettera di gratitudine

Diciamo grazie al nostro viaggio: scriviamogli una lettera di gratitudine!

lettera di gratitudineE’ bello prepararsi a un viaggio leggendo ma è altrettanto bello portarlo a casa con noi scrivendo. Oggi è questo che desidero condividere con voi. Perché sono sicura che tanti, tra di voi, sentono l’esigenza di mettere nero su bianco l’esperienza vissuta, per raccontarla agli altri ma anche per fissarla intimamente meglio per sè. Scrivere il nostro viaggio ci permette di viverlo più intensamente. Perché ci fa fermare e riflettere, perché l’esperienza che abbiamo vissuto merita di più di un post frettoloso o di una carrellata di foto sui social.

E se pensassimo addirittura di scrivere “al” nostro viaggio?

Non un pensiero qualunque, ma una vera lettera. Per essere precisi, una lettera di gratitudine. Una lettera per dire grazie a qualcuno, ma non solo.

Ne avete mai sentito parlare? Io ho scoperto la lettera di gratitudine grazie ad Assunta Corbo, mia amica e collega giornalista, ma soprattutto grande appassionata e studiosa del potere della gratitudine come stato dell’essere che consente di riconoscere la propria felicità. Attraverso i suoi workshop, i corsi online e il soggiorno esperienziale Great-Attitude, Assunta accompagna le persone a scoprire il potere della gratitudine e a portarla nella propria quotidianità in modo concreto ed efficace. É autrice del libro “Dire, Fare…Ringraziare” e la potete trovare anche sul suo blog That’s Good News
Allora, ancora prima di scoprire come ringraziare il nostro viaggio con le parole, conosciamo più da vicino cosa vuol dire scrivere una lettera di gratitudine. Ce lo racconta proprio Assunta. Assunta Corbo

La lettera di gratitudine è uno strumento molto efficace per alimentare lo stato di benessere di chi scrive, più ancora di chi riceve. Da quattro anni studio il potere della gratitudine sul nostro corpo e sulla nostra mente e la lettera è stata un incontro folgorante sin dall’inizio di questo mio viaggio di scoperta. L’ho scoperta documentandomi su come poter allenare e vivere la gratitudine nella nostra quotidianità. Quella verso le persone che fanno parte della nostra vita è la gratitudine più travolgente. La lettera è quindi il veicolo perfetto. E’ il dedicarsi a una persona o un luogo o un evento e metterci il cuore. E’ un atto di amore e di rispetto“.

Chi ne ha parlato per primo?
Sono molti i ricercatori e  gli psicologi americani che hanno studiato questo strumento. In particolare Martin Seligman, autore tra i più illustri di psicologia positiva, ha evidenziato che gli effetti benefici su chi scrive e condivide la lettera di gratitudine durano circa un mese. E si tratta di effetti tangibili: un sistema immunitario più forte, meno attitudine alla depressione, una pressione sanguigna sotto controllo, più entusiasmo, più benessere e gioia“.

Ricevere una lettera di gratitudine fa sicuramente bene. Ma fa bene anche a chi la scrive? E come?
Fa bene soprattutto a chi scrive. La lettera di gratitudine è potente nell’atto stesso dello scrivere. E’ la scrittura terapeutica per eccellenza perché, nel momento in cui scrivi, il tuo cervello rielabora le tue percezioni e amplifica il loro valore. Una lettera positiva, quindi, determina più gioia. Chi la riceve proverà la gioia della gratitudine ma l’intensità è inferiore a chi scrive. Di certo chi la riceve – ed è stato dimostrato scientificamente – sarà portato a scriverla a sua volta“.

Come si scrive una lettera di gratitudine?
Deve essere una lettera molto semplice, efficace che va dritto al punto. La formula migliore è “Caro… ti sono grato per…” E’ importante indicare esattamente i motivi che hanno determinato lo stato di gratitudine e le sensazioni che si sono provate. Più è sintetica ed emozionata più è efficace“.

lettera di gratitudine

Scriviamo al nostro viaggio

Vi piace l’idea? Ecco perché ho pensato che scriverla può diventare un’abitudine che ci permette di vivere con più pienezza i nostri viaggi.

Siamo tornati a casa, abbiamo con noi un bagaglio di esperienze vissute in viaggio e vogliamo che restino il più a lungo possibile con noi. Anzi, vogliamo che diventino parte della nostra vita quotidiana. Siamo pronti a scrivere la nostra lettera di gratitudine!

Come farlo? Proviamo a lasciare da parte tastiera e pc, e riprendiamo in mano carta e penna: in fondo, era così che spedivamo le nostre lettere fino a non molto tempo fa vero? (alzi la mano chi di voi aveva un amico di penna e, come me, si divertiva a trovare le carte da lettera più belle!).

Ora abbiamo un foglio davanti a noi, che aspetta di essere riempito di pensieri. A chi possiamo scrivere una lettera di gratitudine? A una persona, naturalmente, e anche a più di una. Possiamo scrivere ai nostri compagni di viaggio, a chi abbiamo incontrato sul nostro cammino, a chi ci ha fatto scoprire qualcosa e a chi ha condiviso con noi qualche frammento di esperienza. Possiamo farlo per dire loro quanto siamo stati bene in compagnia, o magari no, ci sono stati degli attriti però anche quelli possono esserci serviti a conoscerci meglio. Possiamo raccontare a queste persone le sensazioni – piacevoli, scomode, inattese – che abbiamo provato in viaggio e cosa cercheremo di portare con noi. O semplicemente possiamo dire grazie perché ci hanno fatto scoprire qualcosa che non conoscevamo.

E dopo averla scritta? Basta un indirizzo e un francobollo. Sì perché la bellezza di scrivere una lettera di gratitudine sta nel trovare la voglia (e molto spesso anche il coraggio) di spedirla davvero, vincendo le nostre timidezze.

E se non ce la facciamo? Teniamola nel cassetto, e aspettiamo il momento giusto.
E poi, possiamo scrivere anche a un luogo per ringraziarlo, a una scoperta che ci ha colpito, a una sensazione, a una esperienza. Sarà una condivisione forse più immaginaria, ma credo che ci potrà fare bene, perché ci spingerà a soffermarci, a concentrarci su quello che abbiamo vissuto e sperimentato, sulle sensazioni che ci ha lasciato. E potremo conservarla con noi, insieme alle fotografie o, perché no, tra le pagine del libro che ci siamo portati in viaggio. Parole da leggere e parole da scrivere, non vi sembra una bella unione?

Trans Europa Express: in viaggio con Paolo Rumiz dai laghi di Finlandia al porto di Odessa

libri da leggere prima di un viaggio in RussiaIl treno per Odessa fila a centocinquanta orari nella luce verde della sera, scavalca fiumi color rame, scende veeso il Mar Nero sul lungo piano inclinato dell’Ucraina. Lo scompartimento trema, pare indemoniato: sul tavolino è franata ogni cosa, e sulla cuccetta di sopra un tipo di centocinquanta chili russa e sussulta così paurosamente che temo precipiti anche lui.

Comincia così Trans Europa Express di Paolo Rumiz, ma in realtà siamo quasi alla fine del viaggio. In mezzo ci sono migliaia di km, gli inseparabili taccuini, una formidabile compagna di viaggio, la fotografa Monika Bulaj, gli incontri con personaggi che sembrano usciti dai romanzi e quelli con la Storia, cupole a cipolla, intrichi di laghi, distese gelide e treni affollati. Il tutto, oscillando dentro e fuori una frontiera, quella dell’Unione Europea, con lo sguardo a est ma la bussola che punta a sud.

Di più, non vi racconto! Dovete lasciarvi affascinare anche voi partendo dalle terre iperboree e arrivando a Istanbul, insieme a Rumiz che lo fece nel 2008. Lo trovate in questo libro del 2012, un libro che mi aspettava, nella mia libreria casalinga, e quando ho iniziato a leggerlo ho capito che era il momento giusto. Perché pagina dopo pagina arrivavano le coincidenze più inattese!

Per esempio: scopro che Rumiz è in viaggio claudicante dopo una frattura al piede destro… come non sorridere pensando che anche io mi stavo appena riprendendo da un incidente simile? Con un paio di differenze però: il mio piede era il sinistro, e non ho incontrato nessun monaco che mi facesse buttare il bastone nelle acque nel Mar Bianco (perché invece sì, a Rumiz è successo davvero)!

E poi: in quel periodo avevo un altro libro sul comodino: era Moby Dick. Ed ecco che arriva anche qui la sua aurea:

Sulla banchina c’è Viktor Ivanovic, ucraino, classe 1940, cappottone grigio e una foresta di capelli grigi, uno che viaggia sempre, dormendo nelle stazioni e negli eremi. Mi guarda fisso negli occhi come il profeta Elia sul molo di Nantucket alla partenza del Pequod verso la balena bianca. “Lei non è russo!” Poi spiega: “I russi hanno lo sguardo di un popolo martire, e lei non ha quello sguardo”.

E poi Rumiz arriva a Varsavia: e che sorpresa ritrovare tra queste pagine Ryzsard Kapuscinski, uno scrittore che amo!

Ma poi la vecchia Varsavia si riscatta. Le librerie sono più fornite e più frequentate che nella mia Italia analfabeta, rovinata da tv e telefonini. A una svendita di libri sul Rynek, la piazza del mercato, c’è una fila di trenta metri fuori dalla porta, come alla prima di un film. I cartelloni dei teatri sono più interessanti di quelli romani. E a rinfrancarmi c’è anche il negozio di carte geografiche in via Giovanni Paolo II, dove lo spettacolo più bello, mi disse Ryzsard Kapuscinski un giorno di neve in cui riparammo lì dentro, era vedere “la gente affamata di mondo” deliziarsi tra gli scaffali. Il grande reporter polacco sarebbe morto due anni dopo, e in lui avvertii lo spaesamento del nomade rinchiuso in uno spazio troppo piccolo.

Paolo Rumiz Trans Europa Express

Ecco, capirete che mi ritrovavo spesso a sorridere con questo libro tra le mani. Ma sono sicura che non avrete bisogno di coincidenze per lasciarvi appassionare da Trans Europa Express, che racconta di grandi incontri e panorami ma anche di piccoli dettagli amati da chi viaggia. Come la bellezza di certi souvenir, i biglietti russi per esempio:

Sono di una tale bellezza barocca che li ho raccolti in una custodia e riposti nel comparto “cancelleria” dello zaino. Quello comprato per il periplo da Petrozavodsk a Perterburg-Ladozkaja, lungo la fascia frontaliera con la Finlandia, è di un tenue rosa ciclamino, con in alto una pomposa scritta Quietanza in cirillico marrone perfettamente in tinta, e in basso a destra la firma del bigliettatio, ricca di svolazzi ottocenteschi. La tratta da Olenegorsk a Kem, l’imbarcadero delle Isole Soloveckij, è rappresentata da un cartoncino di tinta prugna con decorazioni rosso fuoco, e a sinistra un’icona giallo oro, simile a una moneta, dov’è stampigliato il locomotore della nuova Russia in corsa verso l’avvenire.

E’ venuta anche a voi la voglia di saltare sul primo treno diretto a Oriente?

Ecco, aprite questo libro se siete in cerca di cosa leggere prima di un viaggio in Russia. Ma anche in Finlandia, in Ucraina, in Polonia…

E leggetelo anche:

  • se avete voglia di compiere un viaggio nel tempo, perchè con Rumiz è così, ti porta attraverso la storia delle cose
  • se come me, il vostro viaggio in cirillico si è limitato alle classicissime Mosca e San Pietroburgo: qui scoprirete un altro mondo
  • se state programmando un viaggio da quelle parti e siete in cerca di ispirazione
  • se non lo state programmando affatto ma vi affascinano quelle terre: qui troverete storie incredibili

In viaggio con i libri: ecco due festival per sognare di partire

che libro mi porto turismo letterario

Avete letto quali sono i festival letterari di settembre in Italia? Avete scoperto cosa fanno a Bergamo e Piacenza per far parlare i libri? Bene, come vi preannunciavo è tempo di segnalarvi due nuovi festival.

Uno inizierà domani a Roma, l’altro è in corso a Lecco fino a novembre. Cosa hanno in comune? Sono perfetti per chi ama viaggiare! Oltre, naturalmente, a condividere un altro grande pregio degli eventi di questo tipo: spingerci a scoprire angoli più o meno conosciuti delle nostre città in modo insolito.

Il Festival della Letteratura di Viaggio a Roma

Prendiamo il Festival della Letteratura di Viaggio di Roma, per esempio. La nuova edizione parte giovedì 22 settembre (fino al 25) nella suggestiva Villa Celimontana, a Palazzo Mattei, che è la sede storica della Società Geografica Italiana. Nei giorni della rassegna si trasforma in una sorta di casa del viaggio, accogliendo la maggior parte degli eventi previsti sul palco allestito all’aperto.
L’edizione 2016 si snoderà tra incontri, laboratori, proiezioni, letture, visite guidate, installazioni, una libreria e un caffè letterario.

Tra gli ospiti Zerocalcare, Paolo Rumiz, Mauro Covacich, Bruno Arpaia, Giuseppe Cederna. Quattro mostre saranno dedicate alle isole: Azzorre, Papua Nuova Guinea, Malta, Giappone. Per celebrare Matera Capitale Europea per la Cultura 2019, una mostra di acquerelli sulla Basilicata.
Un altro Paese ospite di questa edizione è l’Estonia, protagonista di un incontro che chiuderà la prima giornata del Festival e che ci porterà sulle tracce di figure mitiche e luoghi leggendari. Uno degli appuntamenti più attesi è il premio per il Reportage intitolato al grande Ryszard Kapuściński. E ci sarà anche una passeggiata alla scoperta dei luoghi di Shakespeare a RomaTrovate tutto il programma qui.

Immagimondo e i viaggiatori a Lecco

Un festival lungo due mesi dedicato ai viaggi, ai luoghi, alla scoperta delle culture è Immagimondo, in corso fino all’11 novembre a Lecco e dintorni e che vede protagonisti viaggiatori, scrittori, studiosi, fotografi, registi, musicisti. Parleranno di viaggi, si scambieranno idee, suggestioni, esperienze sul partire. In programma anche presentazioni di libri e filmati, documentari e reportage, mostre fotografiche, spettacoli, laboratori per adulti e bambini.

L’Iran sarà tra le destinazioni protagoniste, con scrittori di viaggio, fotografi, artisti che racconteranno di questo Paese affascinante e che torna ad aprirsi al mondo. Ci sarà anche una mostra fotografica alla Torre Viscontea di Lecco.
Momento importante del festival sarà proprio il weekend in arrivo, 24 e 25 settembre: le piazze del centro storico di Lecco si animeranno con i tavoli dei viaggiatori, esperti che condivideranno con il pubblico racconti e consigli di viaggio.
Il programma completo di Immagimondo lo trovate qui.

E voi conoscete altri festival, culturali, letterari, di viaggio, che vi piacerebbe segnalare? Potete farlo qui e arricchiremo insieme la mappa, che ne dite?

Le emozioni lasciate a sedimentare e poi raccolte: la bellezza dei libri, compagni di viaggio slow

libri da leggere prima di un viaggio

Ogni volta mi stupisco. Piacevolmente. E sorrido. Sono convinta che si tratti di una mania che ho io e invece scopro che è una passione condivisa. E da molti. Cosa? Prepararsi a un viaggio leggendo un libro ambientato nel luogo che stiamo andando a conoscere. E non per forza reportage ma anche romanzi, racconti, perchè no poesie. Oppure, semplicemente, leggere e appassionarsi non solo alla storia, ma anche ai luoghi dove tutto accade.

Sorprendersi a fantasticare su strade, case, panorami, quasi più che sugli intrecci tra i personaggi. I libri da leggere prima di un viaggio, reale e virtuale, sono preziosi perchè ci prendono un po’ per mano e ci preparano al posto che visiteremo. Che non è detto che sia come quello raccontato nel romanzo. Anzi, magari ci deluderà anche. Perchè il legame tra la letteratura e la scoperta del mondo è forte ma non sempre fedele. Però rimane un richiamo importante.

Ne ho avuto conferma ancora una volta la settimana scorsa, quando su Twitter ho moderato una chat  dedicata al rapporto tra i libri e i viaggi. Vi chiederete: ne parli dopo una settimana? Sì perchè anche sul web spesso hai voglia e necessità di lasciar depositare la frenesia per raccontare al meglio.

Una settimana fa, dunque, come ogni mercoledì, la community di Tbnet, la rete di travel blogger professionisti di cui ho il piacere di far parte anch’io, ha dato vita alla consueta #tbnetalks, ovvero una tweetchat dedicata di volta in volta a un tema del viaggio.

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Viaggi ispirazionali: nasce una guida dove le destinazioni sono le persone

guida viaggi ispirazionali destinazione umanaLe persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”, diceva (se il giro delle citazioni non mente) John Steinbeck.

E aggiungerei che sono i viaggi a fare ed a fare incontrare le persone.

Perchè se amate viaggiare (senza scomodare l’abusata discriminazione tra viaggiatori e turisti) lo sapete: una delle scoperte più intense, in viaggio, sono le persone. Quelle che conosciamo in viaggio come noi, quelle che incontriamo a destinazione e che magari di turismo vivono e col turismo hanno trovato il loro riscatto.

Come le storie che proprio l’Organizzazione mondiale del turismo ha voluto raccontare e raccogliere in due libri, di cui ho scritto qui. Viaggiare per incontrare un luogo e insieme a lui qualcuno.

Per questo mi è piaciuto subito, quando ho avuto modo di conoscerlo per lavoro, il progetto di cui vi voglio parlare oggi. Perchè raccoglie viaggi ispirazionali, che partono dalla domanda: chi vuoi conoscere?, ancora prima di chiedersi in quale posto andare. Perchè dal progetto sta nascendo una guida, e quindi eccolo di nuovo, questo circolo virtuoso che parte dal web e si trasforma in carta (come con l’esperienza di questa guida di viaggio del Salento letterario).

E poi perchè alla guida è legato un progetto di crowdfunding, e il sostegno condiviso alla realizzazione di un libro, di un progetto editoriale o di comunicazione, è una tendenza che sto captando sempre più intensa nell’aria e che mi piacerebbe approfondire sempre di più.

Ecco, dunque, tre motivi per cui oggi ho scelto di parlarvi di Destinazione Umana. Di cosa si tratta? Di un portale e tour operator, nato a Bologna nel 2014, che propone viaggi ispirazionali, ribaltando la concezione del viaggio: la domanda fatta a chi è in partenza non è più “dove vuoi andare” ma “chi vuoi conoscere”, e il viaggiatore viene guidato verso l’incontro con gestori di strutture ricettive (agriturismi, bed and breakfast, ostelli, case vacanza, masserie) aderenti alla rete, che possano essere per lui fonte di ispirazione.

guida viaggi ispirazionali

E saranno proprio queste “destinazioni umane” i protagonisti della guida che uscirà a maggio, in italiano ed inglese, con un sottotitolo tanto bello quanto felicemente ambizioso: la guida per cambiare vita.
Le interviste alle Destinazioni Umane raccontano i luoghi attraverso le storie di vita delle persone che li abitano e li amano, attraverso quattro punti cardine: il cambiamento, l’innovazione, la ruralità e la spiritualità. Ecco come lo racconta Silvia Salmeri, una delle tre autrici (insieme a Silvia Bernardi e Silvia Santachiara) e ideatrice di Destinazione Umana insieme a Valerio Betti: “Dopo più di un anno di intensa attività online per la creazione, comunicazione e promozione dei nostri viaggi ispirazionali abbiamo
compreso che era giunto il momento di diventare sempre più “concreti”: ed ecco da qui l’idea della guida cartacea. Un vero e proprio viaggio ispirazionale attraverso le nostre Destinazioni Umane, più di una sessantina, in tutta Italia, per raccontare le storie di cambiamento positivo, innovazione sociale, imprenditorialità di ognuno di loro. Vogliamo dare la possibilità a chi si mette in viaggio di seguire una nuova rotta, quella degli incontri e dell’accoglienza, quella dell’ispirazione positiva”.

guida viaggi ispirazionali

Subito dopo l’uscita in libreria, le autrici vorrebbero portare in viaggio la guida attraverso un tour in tutto lo Stivale: ecco dunque l’idea del crowdfunding: una campagna lanciata su Ginger per raccogliere 4mila euro e partire. L’obiettivo è quasi raggiunto e se volete contribuire anche voi c’è tempo ancora fino al 10 aprile. Lo potete fare qui.

Nel mondo del turismo ormai la parola d’ordine sembra essere proprio questa: cercare ispirazione, o comunque “accantonare” le forme classiche di viaggio per andare più a fondo, tornare a casa con un’esperienza – ma questo step già è stato assodato da diversi anni – che sia personalizzata – ecco il passo successivo.

Per questo sono molto curiosa di saperne di più sulla guida ispirazionale di Destinazione Umana e vi anticipo già che prossimamente ve ne riparlerò ed ospiterò le autrici su questo divano virtuale (e magari spero che nel loro tour le possa incontrare anche a Milano). Anzi, avete curiosità da chiedere loro? Scrivetemele nei commenti e girerò loro le domande, che ne dite?

Album da colorare per adulti: li usate per viaggiare?

“Le vostre matite colorate sostituiranno le macchine fotografiche”

 

album da colorare per adulti viaggiNon è una profezia, piuttosto un invito, è la frase dell’introduzione di un libro. Illustrato. Per adulti. Da colorare. Lo avrete saputo anche voi e magari vi sarete anche felicemente lanciati in questo fenomeno che ormai impazza da diversi mesi: quello degli album da colorare per adulti.

Moda, mania, nostalgia dell’infanzia? Intanto, una cosa è certa: riprendere confidenza con la nostra manualità, rispolverare matite e pennarelli magari ormai sepolti in soffitta o sparsi nelle ceste dei nostri bambini, riaprire una pagina bianca mettendosi alla prova, non può fare che bene alla nostra fantasia (e, dicono, anche al nostro stress). D’altronde, qualche tempo fa l’invito era arrivato anche da un museo illustre, il Rijksmuseum di Amsterdam (#startdrawing si chiama la campagna, per “tornare a meravigliarsi”).

Anche voi, come me, avevate finora considerato gli album da colorare per adulti così, come un passatempo virtuoso, creativo e antistress? Bene, sappiate che hanno tutte le carte in regola per diventare – anche – originali libri di viaggio alternativi. Ed effettivamente pensateci un attimo: quanto di un viaggio passa attraverso i nostri occhi, panorami, colori, forme sfumature?
Ecco dunque che chi segna albi da colorare l’ha capito, e l’ho realizzato anch’io proprio qualche giorno fa durante un giro in libreria. Non più solo fiori, paesaggi, mandala. I libri da colorare per adulti adesso raccontano anche città, paradisi esotici, luoghi lontani. Lo fanno con illustrazioni naïf che stuzzicano il nostro immaginario e spesso rappresentano quanto di più tipico associamo a un luogo. Ma lo fanno anche con disegni d’artista. E c’è chi ha scelto di autoprodursi i propri quaderni di viaggio da colorare e li vende pure. E chi – appassionato di viaggi – ha provato a realizzare vere e proprie guide di viaggio illustrate: coloro e intanto mi studio un itinerario.

 


All’estero sembrano spopolare, ma sono arrivati anche in Italia.
Edizioni El (che ha anche lanciato una collana di guide di viaggio per bambini) per esempio ha portato da noi “Parigi segreta” e “Giappone segreto” (a proposito, la Ville Lumiere e la capitale nipponica sembrano andare per la maggiore), entrambi realizzati dall’autrice Zoé de Las Cases. I lungosenna e le boulangerie, i tetti parigini, gli abiti, i macarons da una parte, i kimono e gli ombrellini, le lanterne e il sushi, i “gattini” e gli scorci di Tokyo e Kyoto dall’altra.
Electa ha pubblicato da noi le Città fantastiche: 60 pagine di vedute aeree realizzate dall’artista Steve McDonald trasformate in altrettante prospettive a volo di uccello su città reali e immaginarie, da colorare: New York, Londra, Parigi, Instanbul, Tokyo, Melbourne.

album da colorare per adulti viaggiE’ firmato invece da Isy Ochoa l’album di Parigi con 80 tavole da colorare. Strade, vetrine, boulevards, con un livello di dettaglio non indifferente.
E poi nulla sembra lasciato al caso: ci sono scrupolosi suggerimenti su matite e pennarelli e come usarli, le pagine spesso si possono staccare, e sono fatte in modo da evitare sbavature tra una e l’altra.

Ma se siete appassionati la scelta è davvero vasta, il disegno parla un linguaggio universale che non ha bisogno di traduzioni e all’estero gli album da colorare di viaggio – anzi, i coloring travel books – impazzano.

Volete un consiglio? Provate a sfogliare tra le gallery di Pinterest, come queste, e troverete una miniera di pagine da colorare.
Intanto, ne ho cercati alcuni per voi. Mettetevi comodi, preparate i pennarelli e scegliete quello che vi incuriosisce di più – o magari la meta del vostro prossimo viaggio!

 

Il mondo da scoprire con disegni e colori

Colorful Cities è il progetto di un’appassionata viaggiatrice che ha deciso di tradurre in libri illustrati da colorare i propri consigli di viaggio sulle due città che conosce meglio, Seattle e Tokyo. Eccoli dunque, con tanto di mappa, descrizioni dei luoghi e altri spunti per viaggiatori.

World Traveller Colouring Book: (edizioni Design Originals) è un giro del mondo tra i siti Patrimonio Unesco: dalle piramidi Maya al Taj Mahal, dalla Muraglia cinese ad altre icone mondiali, in trenta tavole da colorare

album da colorare per adultiTravel between the Lines (Wandertooth Media): è fatto di illustrazioni disegnate a mano ispirate alle fotografie scattate dai creatori del libro, Geoff e Katie Matthews. Quarantasette panorami e scene da città in Europa, Asia e nelle Americhe.

Passport to imagination: è un album hand-made dell’illustratrice Alicia Pace. Disegni su Costa Rica, Giappone, Francia, Italia, Brasile, Germania ed altri Paesi.album da colorare per adulti

Travel (Inspired colouring), Parragon: oltre 100 tavole che rappresentano città come Parigi e New York ma anche icone come i templi dell’Asia o le spiagge tropicali.

 

 

 

 

album da colorare per adulti viaggiLost Ocean (Waterstones): l’autrice, Johanna Basford, è la stessa di Secret Garden e Enchanted Forest, altri due libri da colorare per adulti. Per dare un’occhiata ad altri lavori c’è il suo sito personale .

E voi vi siete già cimentati con gli album da colorare? Cosa ne pensate?

Fumetti e viandanti: un (insolito) viaggio letterario in Israele

libri viaggio in Israele
Gerusalemme, quartiere ebraico, credits: goisrael.it

Una terra che a definirla complessa si rischia di risultare quasi banali.

Una terra spesso appesa al filo della cronaca (lo è stata anche proprio all’inizio di quest’anno) ma non per questo meno affascinante. E’ Israele, con la miscela di Tel Aviv tra tradizione e movida mediterranea, la sacralità di Gerusalemme che pure ora ha deciso di mostrare anche il suo volto più moderno e vivace, e poi la natura, il Mar Morto, ovviamente i luoghi simbolo della religiosità, i misteri di “dove tutto nacque”. E’ forse “colpa” proprio di questa sua essenza sfaccettata se per me è quasi una destinazione magnetica che spero davvero di poter visitare presto. E voi, ci siete stati? Che sensazioni vi ha lasciato?#GoIsrael #Tbnet

E, soprattutto, cosa avete letto prima di partire per saggiare un po’ questa sua atmosfera così particolare?
Quando ho cominciato a curiosare su quali libri leggere prima di un viaggio in Israele, ho capito subito una cosa: un Paese così complesso è necessariamente raccontato in maniera altrettanto multiforme. C’è la questione arabo-israeliana, ci sono le tematiche religiose, l’attualità politica, la storia di uno Stato antichissimo eppur giovane. E poi c’è la vita di tutti i giorni. E io non sono un’esperta. Per cui la mia idea è stata questa: darvi qualche pillola, qualche suggerimento per “leggere” Israele in maniera insolita.
Senza dimenticare, ovviamente, che a raccontarci Israele ci sono in primo luogo i suoi grandi scrittori: Amos Oz, Abraham B. Yehoshua, David Grossman, Etgar Keret, Sayed Kashua.

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Quando un blog non basta più: libri di viaggio in digitale

libri di viaggio digitali che libro mi portoArriva forse quel momento in cui il blog non basta più. C’è chi nella forma del post ci si trova bene, pubblicare a piccole dosi, fare un po’ di serialità. E chi invece ogni tanto si sente cuciti addosso un po’ troppo stretti i dettami del web, l’attenzione fuggente del lettore, il rompicapo delle regole Seo. E decide che, per raccontarsi, ha bisogno di più parole. Per raccontare un viaggio per esempio.
Scrivere un libro: oggi le possibilità per chi vuole farlo si sono moltiplicate. Grazie all’autopubblicazione, certo, ma anche alle idee di nuove case editrici, agili, appassionate di digitale. Ne ho scoperte e “incontrate” diverse in questo cammino di viaggi e libri, e oggi comincio a presentarvene una. Perchè hanno deciso di dedicare un’intera collana ai viaggi. Ero curiosa di di scoprire come nascono i loro reportage e di come immaginano, loro, un libro di viaggio digitale (per esempio che duri il tempo di un viaggio aereo in una capitale europea..) E allora li ho intervistati. Ecco il team di goWare e quello che mi hanno raccontato, buona lettura!

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“Ogni viaggio ha la sua metrica e il suo taccuino”: silenzio, parla Paolo Rumiz

incontro con Paolo RumizPaolo Rumiz. Di uno scrittore come lui ti rapiscono le storie che narra, certo, ma soprattutto il modo in cui le scrive.

Almeno, per me è così. Leggi i suoi reportage e lo senti davvero sul viso, il vento che sferza l’isola del faro. Ti sembra di averle accanto le signore dell’Est Europa che condividono con lui il sedile di un viaggio in treno. Da tanto tempo avevo voglia di ascoltarlo, anche, oltre che leggerlo. E questo piccolo desiderio si è avverato proprio qualche giorno fa! Sono riuscita ad ascoltare Paolo Rumiz e fargli i complimenti di persona. L’occasione è stata BookCity Milano, il luogo i Frigoriferi Milanesi, un cimelio di archeologia industriale (e oltre) diventato un centro di cultura a Milano.

Sono andata ad ascoltare Paolo Rumiz in un incontro che lo vedeva accanto alla fotografa polacca Monica Bulaj in un dialogo su viaggio e immagini (a proposito, fino al 30 ottobre lì è ospitata la sua bellissima e intensa mostra Dove gli dei si parlano, vi consiglio davvero di andare a vederla).
E sono tornata a casa contenta custodendo il suo autografo speciale. E ricordando il racconto, appena ascoltato, del suo modo di intendere il viaggio e la scrittura del mondo. E allora per custodirlo meglio ho pensato di imprimerlo sulla tastiera. Ed eccolo qui, anche per voi:

“Il viaggio è una brutta bestia – dice Paolo Rumiz -, spesso parte da molto lontano, ha un lungo periodo di incubazione, nasce a volte ad anni e anni di distanza dalla vera partenza, ma poi c’è un momento in cui si realizzano alcune condizioni, qualcosa ti riporta a galla qualcosa dalla tua memoria che attendeva di essere recuperato.

“Poi viene il momento della decisione, che è sempre piena di dubbi, quello che farai sarà altrettanto valido come nei viaggi precedenti?
I viaggi precedenti, tanto più riusciti tanto più difficili da replicare. Ogni viaggio ha il suo linguaggio, la sua metrica e la sua dimensione del taccuino: più il viaggio è sedentario e la gente ti racconta storie, più il taccuino deve essere largo per disegnare l’architettura di ciò che ti viene detto. Al contrario se il viaggio corre veloce hai bisogno di un taccuino dove annotare al volo.
Un altro momento difficile è il distacco dal libro, perché il desiderio di viaggiare viene molto spesso da una lettura, qualcosa che ti si sedimenta, che ti illumina.

Come fai a staccartene?

E poi la scrittura: ogni viaggio ha la sua. Che tempo devo usare? Il passato remoto, il presente storico, la prima o la terza persona? L’inizio della scrittura dei viaggi è più difficile dell’inizio del viaggio stesso.
Poi dalla testimonianza scritta passi alla rievocazione orale e capisci che quello è il suo compimento, la sua dimensione giusta.
“Non è mai la meta che conta in un viaggio ma il percorso, a fare il viaggio non sono i luoghi ma sono le persone”.

Sembrano frasi fatte, aforismi banali, ma quando le senti pronunciare da uno come Paolo Rumiz senti che forse sono delle grandi verità, perché Rumiz è uno che di strada sotto le scarpe, e di incontri con la gente, se ne intende.

E poi: “In un certo momento capisci che non ha più senso governare il timone. E lasci che sia il viaggio a portarti. Da quel momento ti accadranno le cose che desideri”…

A BookCity Milano si parla di viaggi nel palazzo del Touring Club Italiano

programma BookCity MilanoPronti, via. Mancano poche ore e poi sarà Bookcity. Milano si animerà di incontri, letture, sperimentazioni, dal 22 al 25 ottobre, e sarà in fondo un vero viaggio letterario. Non solo perchè si respirerà aria di lettura in città, ma anche perchè sarà un’occasione da non lasciarsi sfuggire per scoprire Milano: grazie agli eventi di Bookcity si andrà a fare esplorazione urbana, si apriranno porte e sale di luoghi insoliti ma anche di palazzi preziosi. Come quello di corso Italia al numero 10. Quella è la sede storica del Touring Club Italiano, e quello è il luogo in cui chi ama viaggiare potrà darsi appuntamento nei giorni del festival. Quest’anno, infatti, per la prima volta il Touring Club Italiano sarà il polo del viaggio e del cibo di Bookcity Milano. E poteva esserci sede migliore?
Per tre giorni, dal 23 al 25 ottobre, le porte saranno aperte al pubblico da mattina a sera, e il palazzo ospiterà 27 incontri dedicati ai libri di viaggio e non solo.
Nelle due sale del palazzo si alterneranno autori, scrittori, giornalisti ed esperti di varie case editrici per una tre giorni dedicata a libri e letture su viaggio, cibo e geografie. Tutti gli appuntamenti saranno, come al solito per BookCity Milano, a ingresso libero.

programma eventi di BookCity MilanoPrimo appuntamento venerdì 23 ottobre alle 11.30 con l’incontro I paesaggi del cibo: le eccellenze della nostra terra raccolte in un nuovo libro del Touring Club Italiano.
A seguire, la presentazione Borghi da vivere: la nuova guida ai tesori dell’entroterra nelle Bandiere arancioni del Touring Club Italiano.
Dai segreti di Rio de Janeiro alla cucina sarda, dal turismo in bici ai cammini. Gli incontri sono decisamente sfaccettati e li trovate in questo pdf.

Volete sapere intanto quelli che mi incuriosiscono di più?

In viaggio per il mondo con i poeti contemporanei”, a cura di Exorma Edizioni, venerdì alle 19.30. L’autrice Valeria Gentile racconta le tracce dei nuovi poeti del mondo contemporaneo

In viaggio con Corto Maltese” a cura di Sellerio sabato alle 15: la continuazione in forma di romanzo delle avventure del personaggio di Hugo Pratt a firma di Marco Steiner.

Milano coast to coast (editore Terre di Mezzo), sabato alle 18. Chi ha attraversato l’Italia dall’Adriatico al Tirreno (i “coaster”, appunto) si cimenteranno stavolta con un “sentiero metropolitano”.

Viaggiatori digitali o di carta? Il futuro delle guide di viaggio (a cura del Tci), domenica alle 15. Dal Baedeker a TripAdvisor, recita la presentazione dell’incontro: diversi editori si confronteranno su cosa vuol dire, oggi, realizzare una guida per un pubblico che cambia.

Ci sarete anche voi in giro per Milano nei giorni di BookCity?