Alla ricerca di Shakespeare: 400 anni dalla British Library a Stratford-upon-Avon e ritorno

itinerari Shakespeare anniversario
Vivien Leigh ( Titania) da A Midsummer Night’s Dream al The Old Vic Theatre, 1937. credits J W Debenham

La riconoscete? E’ Vivien Leigh, ovvero l’indimenticabile Rossella O’Hara nel celebre Via col Vento del 1939. Due anni prima, nel 1937, il suo sguardo penetrante e impertinente impersonava Titania, la regina delle Fate di A Midsummer Night’s Dream, e la recitava all’Old Vic Theatre di Londra. Questa e altre storie “shakespeariane” saranno svelate tra poco, alla British Library, in una mostra dedicata a William Shakespeare. Perchè, lo sapete, il prossimo 23 aprile ricorrono i 400 anni della morte di William Shakespeare e tutto il Regno Unito, e buona parte del mondo, è in fibrillazione tra eventi, celebrazioni, festeggiamenti in onore del Bardo.
Così ho deciso di raccogliere qui per voi una prima piccola panoramica su quel che succederà e soprattutto su dove cercare informazioni interessanti per un itinerario dedicato a William Shakespeare.

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Scatenate la fantasia: si viaggia a Londra nei luoghi di Harry Potter raccontati…dall’amico Ron

Londra luoghi di Harry Potter
Kings Cross Station foto da: pecoraverde.com

Dai libri, bestseller, al grande schermo, planetario anch’esso, fino a tornare…alla realtà.

Che proprio realtà in tutto e per tutto non è, perchè in fondo è lì, sotto i nostri occhi, ma ci conduce in luoghi di un mondo parallelo.

Parliamo di Harry Potter, della fortunatissima saga firmata da J.K. Rowling, degli altrettanti celebri film e di una città, letteraria forse come poche al mondo, e sfacettata. Parliamo di Londra, ma soprattutto dei luoghi di Londra che hanno ispirato il mondo di Harry Potter e dove chi ha letto i libri o visto i film potrà ritrovarne l’atmosfera.

E per farlo oggi vi presento un’ospite che è passata a trovarmi con molto piacere: lei è Elisa Vimercati, si occupa di media e comunicazione in Pecora Verde (la conoscete? E’ una giovane società specializzata in escursioni originali, per turisti in crociera e non), e di sé e della sua professione dice: “scrivo, smanetto, penso e parlo”. Twin e copy, 4 volte zia, mi trovate ogni settimana sul blog più #fuoridalgregge del mondo travel, quello di Pecora Verde www.pecoraverde.com/blog.
Sarà Elisa dunque ad accompagnarci nella Londra di Harry Potter. Mettiamoci comodi, magari con una bella tazza di tè fumante per essere in perfetta sintonia british, e partiamo!

Il luoghi di Londra di Harry Potter… con episodi inediti

Londra luoghi di Harry PotterQuesto post raccoglie le memorie di Ronald Weasley detto Ron, che racconta ai suoi figli dei luoghi di Londra di Harry Potter… e di alcune “marachelle” rimaste tuttora inedite. Volete saperne di più? Continuate a leggere!

Ora, non è che io sia invidioso, anzi. Voglio molto bene ad Harry e dopo tutti questi anni le nostre vite sono unite più che mai. È che ripercorrere certi episodi mi dà ancora i brividi: per questo quando i miei due figli sono voluti andare a Londra “ma la Londra dello zio Harry – loro lo chiamano così, non quella normale” mi ci è voluto un attimo di tempo.

Comunque, eccola qui: la Londra di Harry Potter, in 4 luoghi per noi hanno voluto dire molto. Ascoltatemi, e li vedrete con occhi diversi.

1. Il binario 9 e ¾ – King’s Cross

Ci avevano detto di saltare nel muro. Anche a sapere che la cosa avrebbe funzionato e ci si sarebbe ritrovati tutti al treno per Hogwarts, in quel momento, prima del salto, viene solo un grosso “GULP” su per la groppa. Un respiro, e via dall’altra parte. Guardare il carrello che hanno conficcato nel muro mi dà… boh, una certa nostalgia.
– Il luogo vero: King’s Cross, Railway Station.

2. Il Paiolo magico in Diagon Alley

La prima BurroBirra, chi la scorda più? Vi racconto un episodio che non potete sapere – perché J.K. non ha voluto dire proprio tutto quello che ci è successo, soprattutto su mia richiesta – una volta avevo eccdduto così tanto con la BurroBirra che… ho sposato Mirtilla Malcontenta! Eravamo tutti quanti al Paiolo Magico, il bar dove si trovano tutti i maghi, poi mi sono ritrovato nei bagni di Hogwarts – presumibilmente con la testa nel lavandino – e dieci minuti dopo mi sono ritrovato sposato! Fortunatamente c’era un’irregolarità nel rito, per cui il matrimonio è stato annullato.
– I luoghi veri: Bull’s Passage, Leadenhall Market – e anche Borough Market.

3. Lo zoo

Questo non è un ricordo mio, ma solamente di Harry, di quando stava con la sua famiglia di babbani crudeli e io e lui dovevamo ancora conoscerci. Dovevano andare allo zoo, zio Vernon, zia Petunia e quel ciccione di Dudley (non si dice MAI ciccione a nessuno, ma Dudley se lo meritava), e non so per quale motivo si sono portati dietro Harry – che forse avrebbe preferito starsene a casa in santa pace. Dudley stava facendo il bullo (anzi, bullone, essendo ciccione) con Harry e in cambio si è ritrovato nella vasca del boa costrictor. Ah, quanto avrei voluto essere presente…
– Il luogo vero: lo zoo di Londra.

Australia House, foto da: pecoraverde.com
Australia House, foto da: pecoraverde.com

4. La Gringott

Alla Gringott c’è stata una sola rapina: lo so perché a quella rapina c’ero anch’io. Entrare sotto al naso dei goblin, passare per la cascata del ladro, entrare nella camera blindata dei Lestrange e prendere la coppa di Tassorosso… quello è stato uno dei moltissimi momenti emozionanti e allo stesso tempo paurosi Ora, ho fatto anche altre cose nella vita oltre a rapinare, rubare e sposare Mirtilla, sia ben chiaro, e lo scopo era più che nobile… Quello che voglio dire è che ora non ci si immagina nemmeno cosa significasse vivere la paura costante del ritorno di Colui che non deve essere nominato… Sono esperienze che segnano, e devo dire ne ho una certa nostalgia…
– Il luogo vero: Australia House – ambasciata australiana a Londra.


“Ron, ancora dici Colui che non deve essere nominato? Si chiama Voldemort! Le cose fanno meno paura se le chiamiamo col loro nome: ecco, questo voglio insegnare ai nostri figli, ed è lo scopo della nostra gita nella Londra di Harry Potter. Chiaro?”
“Certo Hermione, come credi”. Forza bambini, mappa in mano e si comincia!

Un percorso letterario su Cityteller insieme a Pecora Verde

I ricordi sono di Ronald Weasley, ma le parole sono di Pecora Verde. Se volete approfondire, ecco le loro chicche sul blog  Se invece volete seguirli per la Londra di Harry Potter, scaricate la app di Cityteller da iTunes e Google Play e cercateli fra i percorsi letterari.

Sul sito dell’ente del Turismo

E se state programmando un viaggio in Gran Bretagna sulle orme di Harry Potter si segnalo anche il sito di VisitBritain. L’ente del Turismo della Gran Bretagna ha infatti realizzato una guida gratuita ai luoghi dei film di Harry Potter in tutto il Paese, da Londra alle Highland scozzesi fino al tour dei Leavesden Studios. La trovate a questo link.

Mary Poppins a braccetto con Scrooge? Sì, in una mappa di Londra per turisti davvero “book addicted”!

Libri ambientati a LondraC’è il Grande Fratello (quello di Orwell naturalmente), vicino a David Copperfield, che divide con Moll Flanders di Defoe una riva del fiume. E che ci fanno Mary Poppins e Uncle Scrooge quasi gomito a gomito?
No, non sto parlando di un parco tematico a tema pout-pourri letterario, nè di un surreale fantalibro (anche se ricorda molto il mondo parallelo dove la letteratura è il bene più prezioso di Jasper Fford, quello del Caso Jane Eyre, per intenderci, se non l’avete fatto leggete i suoi libri, io mi sono molto divertita!).
Invece, sto parlando di Londra. O meglio, di una mappa di Londra davvero originale. Dove al posto di indirizzi, monumenti, piazze e giardini ci sono loro, i personaggi letterari creati dalle prolifiche penne degli scrittori britannici nel corso dei secoli. Una chicca, una manna, per chi come me ha studiato letteratura inglese a scuola (e anche all’Università), e sa che di libri ambientati a Londra c’e’ solo l’imbarazzo della scelta, ogni angolo della Capitale inglese può raccontare una storia, degna di essere cercata e visitata da ogni turista culturale che si rispetti.

Eccco, qui c’è qualcuno che l’ha trasformata in arte: si tratta infatti di un’opera creata dallartista grafico Dex e dalla disegnatrice di interni Anna Burles: oltre 250 luoghi della letteratura inglese a Londra infarciti, senza soluzione di continuità, di nomi noti ma anche a noi sconosciuti. Un tessuto intricato fatto di tipografia ed illustrazione.
Siete degli inguaribili appassionati e vorreste ammirare questa mappa letteraria di Londra dal salotto di casa? Costa 90 sterline e la potete acquistare sul sito sul sito literarylondonartprints.co.uk.
Altrimenti, potete comunque scorrere le gallery presenti sempre sul sito, o divertirvi col “fermo immagine” che pubblico qui a seguire.

Potete leggerla come un puzzle.

Potete divertirvi, mappa reale di Londra alla mano, a scovare i veri quartieri e location identificati nella mappa letteraria di Londra con i nomi dei personaggi letterari che li hanno calcati.

Potete giocare a scoprire chi ha avuto più “mention” (io ve lo dico già: i personaggi di Charles Dickens vanno alla grande ma anche Harry Potter e Bridget Jones non scherzano…)

Potete sfidare i vecchi compagni di scuola a tirare fuori dalla memoria gli autori e le opere nascoste nei libri di letteratura inglese e poi dimenticati

Mappa di Londra letteraria
Ps: Sul sito, tra le altre cose, troverete anche un’altra opera simpatica quanto surreale, da veri “book addicted”: una rivisitazione della mappa della Tube di Londra in cui le linee diventano.. generi letterari. Eccone qualche immagine (l’opera costa 120 sterline).

 

Un tè con Charles Dickens. A Londra ovviamente

charlesdickens apertura

Alzi la mano chi non ha mai letto nulla di Charles Dickens. Dal Canto di Natale e lo Scrooge di disneyana riproduzione ai ragazzini di Oliver Twist e David Copperfield, se pensiamo alla Londra di metà ‘800 la vediamo lì, così, fermata in pagina dallo scrittore.

E se non lo avete ancora fatto io vi consiglio di leggere Il Circolo Pickwick, scoperta tardiva per me, un concentrato di arguzia e tratteggio sociale che ti fa correre da una pagina all’altra e che ti fa desiderare, alla fine, che non sia finito, per non lasciare quei personaggi a tratti esilaranti, nonostante di pagine se ne siano sfogliate molte essendo il libro, nella migliore consuetudine dickensiana (e vittoriana) un bel tomo corposo.

Ebbene, perchè vi parlo di Charles Dickens? Perchè ieri, 9 giugno, è stato l’anniversario della sua morte (nel 1870, mentre nacque nel 1812) e allora mi è venuto in mente che c’è un posto, a Londra, che devo mettere nella mia lista di desideri per la prossima volta che mi capiterà di essere in città: il Charles Dickens Museum.
Il numero 48 di Doughty Street a Londra è “my house in town”, la dimora in stile georgiano dove Charles visse dal 1837 al 1839, dove nacquero due delle sue figlie e dove presero vita alcuni dei suoi romanzi più celebri, come Oliver Twist.

Museo di Charles Dickens a Londra

Quando la famiglia crebbe e servì più spazio, i Dickens traslocarono al nr 1 di Devonshire Terrace e questa casa rischiò addirittura la demolizione, nel 1923, quando fu salvata dalla Dickens Fellowship che la acquistò. Addirittura il museo nacque solo due anni dopo, nel 1925.
Oggi il Charles Dickens Museum a Londra è gestito da un Charity Trust indipendente comunque sempre in cerca di sostenitori (si può partire da 20 sterline) e volontari.
Cosa serba al suo interno? Oltre 100.000 “pezzi” che farebbero la gioia dei fan di Charles, tra manoscritti, edizioni rare, oggetti personali, dipinti….
Il tutto sistemato in un ambiente che ricrea quello che doveva essere ai primi tempi vittoriani (Queen Victoria salì al trono di Gran Bretagna e Irlanda proprio nel 1837, per restarci per un lunghissimo regno, fino alla morte nel 1901).
Il museo di Dickens è aperto tutti i giorni, dalle 10 alle 17 (adulti 8 sterline, bambini e ragazzi tra i 6 e i 16 anni 4, i più piccoli free).
E non vive di sole collezioni. Siamo in terra anglosassone e come spesso accade qui, nei musei, si scatena tutta una serie di iniziative collaterali, alcune decisamente ghiotte, altre magari al limite del kitsch, ma perchè no? Comincio proprio dalle ultime: i tour in costume, of course, che si devono prenotare e si tengono ogni terzo sabato del mese. E poi: siamo a Londra, volete perdervi il tea party in giardino? Il prossimo è proprio questo sabato, 14 giugno, costo 25 sterline (compreso di champagne e visita privata al museo).

dickens museum

Quello che però mi piacerebbe davvero fare sono le Dickensian London Walk. Ovvero: esplorare le strade di Londra sulle sue tracce, lasciar andare l’immaginazione a cercare ciò che poteva averlo ispirato a scrivere e creare i suoi indimenticabili personaggi.
L’appuntamento è al museo, ogni mercoledì, alle 11 ed alle 17, per un giro di circa due ore. Ma non si tratta delle uniche iniziative: le potete trovare tutte sul sito del museo, compresa quella di una “gin library”.
E una volta rientrati in Italia? Se vi prende la nostalgia del papà di mr. Pickwick potete esplorarne un’altra sfaccettatura, quella di “reporter di viaggio”, ad esempio, con Pictures from Italy (Impressioni italiane), il suo diario di viaggio in Italia del 1846. Lo potete trovare gratuitamente anche grazie alla Penn State University.

 

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Appassionati di stazioni fantasma? Ecco come cercarle nella metropolitana di Londra

Metropolitana di Londra

Dedicato a chi ama esplorare una città con i mezzi pubblici, anche con la metropolitana. Perchè in molti luoghi del mondo la metropolitana non è solo un mezzo di trasporto. Pensate a quella di Mosca, tentacolare ma soprattutto imponente, bellissima, con alcune stazioni che sembrano opera d’arte, con i loro marmi, i mosaici, le sculture socialiste.

O la Metropolitaine di Parigi con i suoi ingressi che ci portano dritti nelle atmosphere Belle Epoque. E Londra? Beh, la Tube di Londra per molti è la metro per eccellenza, con il suo logo ed il suo storico tormentone Mind the gap. Perciò è proprio della metro di Londra che vi parlo oggi, perchè se state cercando ispirazione per un viaggio a Londra potete partire dai suoi sotterranei.

D’accordo, non quelli surreali e capovolti di Neil Gaiman e del suo Nessun Dove, ma quelli reali, invece, ma abbandonati. Perchè ci sono delle stazioni metropolitane a Londra che non sono più in uso, e altre sulle quali magari aleggiano leggende e storie fantastiche, e potevano mancare dei libri che ne parlassero?

Se posso condividere questi spunti con voi oggi non è merito mio, ma di Randomly London, un blog che ho scoperto per caso e che è scritto da Iancanadese trasferito a Londra dal 2010 e che ha deciso di raccontare la città a piedi e, occasionalmente, prendendo la metro. A lei ha dedicato anche una pagina veramente dettagliata perchè, lo sapevate? L’anno scorso la Tube ha compiuto i suoi primi 150 anni: la metro più antica del mondo partì per il suo primo viaggio il 9 gennaio 1863, tra Paddington e Farringdon sulla Metropolitan line. Per l’occasione ovviamente ci sono stati i festeggiamenti di rito, e se siete curiosi potete leggerne un bel po’ proprio sul blog di Ian, che di articoli e info sulla Tube ne ha raccolti giustamente ben 150, uno per ogni anno (compresi una serie di blog dedicati).
A questo punto sarete curiosi di saperne di più sui misteri della metropolitana di Londra vero? Ecco a voi, sempre grazie a Ian, la mappa delle stazioni abbandonate ed in disuso, e quando sarete lì andate a cercare questi libri, buon viaggio e mind the gap!

Do not Alight Here: Walking London’s Lost Underground and Railway Stations”, Ben Pedroche. Stazioni fantasma e itinerari a piedi per scovarle.

London’s disused Underground stations”, J.E. Connor. Ricco di foto.

Underground: how the Tube shaped London”, David Bownes, Oliver Green, Sam Mullins. Non parla esclusivamente delle stazioni fantasma ma racconta la storia della Tube dagli inizi ai giorni nostri.

Haunted London Underground”, David Brandon, Alan Brooke. Per chi cerca storie spettrali e casi singolari.

Amazing and extraordinary London Underground facts”, Stephen Halliday.

Secret Underground London”, Nick Catford

London calling, “E pensai sì, mi sento a casa”

LondonCalling

London Calling Barry Miles
Barry Miles, autore di London Calling

Nel posto giusto al momento giusto. Chissà se e quando se ne è reso conto, Barry Miles, ma certo se lo sarà sentito ripetere un mucchio di volte. L’ultima proprio qui, in Italia, al Festivaletteratura di Mantova. Lui è l’autore di London Calling, volume pubblicato da EDT che racconta la controcultura a Londra dal ’45 ad oggi, ma è soprattutto l’uomo che ospitava a casa sua Allen Ginsberg, l’uomo che pagò 15 sterline i Pink Floyd e quello che assistette al primo incontro tra John Lennon e Yoko Ono.
Tutto in una città che all’epoca era forse tutto per tanti giovani artisti, musicisti, scrittori. Ed è lì che vi voglio portare oggi. Anzi, è lì dove ci ha portato lui, Barry Miles, scrittore ed animatore (si può dir così?) della Londra underground, intervistato da Enrico Franceschini, corrispondente dalla capitale inglese per La Repubblica.

Swingin’ London? La dobbiamo agli americani…

Lo senti parlare e ti passa davanti un’epopea, quella di una Londra mitica e mitizzata, swingin’ London appunto. A proposito, pare che dobbiamo questa definizione ad un titolista del Time. La rivista americana, nel “1966 or something”, voleva saperne di più di questa città che, forse, stava in fondo rubando la scena alle mille luci di New York, e vi mandò una giornalista. Inutile dire che “lei passò dei mesi molto divertenti lì”, sottolinea Miles. E scrisse.
Noi in platea invece ascoltiamo, rapiti, divertiti, quello a cui partecipiamo è un rito collettivo che per un attimo ci trasporta alla Royal Albert Hall di metà anni ’60, quando Enrico Franceschini chiede a Barry la domanda difficilissima e fatidica: quando ti sei accorto di quello che stavate vivendo, in pratica, quale fu il momento più bello?A Londra arrivarono per la prima volta i poeti della Beat Generation americana, e furono capaci di riunire qualcosa come settemila persone per un reading. “Immaginate la sala da concerti con i suoi palchi in un via vai di gente, bottiglie, erba, nuvole che noi cercavamo di mascherare con gli incensi che accendevamo in giro”. Ce la immaginiamo, eccome, e applaudiamo e ridiamo, un po’ colpevoli perchè a tanti piacerebbe sì, trovarsi anche loro nelle nuvole di quei giorni.

I Pink Floyd a 15 sterline

Incontro Barry Miles

Ma non c’è ovviamente solo una Kensington (che è dove sorge l’Albert Hall) colonizzata dai giovani della contro-cultura (che poi è proprio Miles a farci crollare un mito: “Non immaginatevi i capelloni, i giovani in quegli anni a Londra portavano i capelli corti”!). Nella swingin’ London di Barry c’è un quartiere, Soho, per molti ombelico del mondo di allora, e c’è pure Notting Hill, dove Miles aveva contribuito a fondare la rivista della cultura hippie ed underground di quegli anni, International Times. Che per il lancio nel 1966 organizzò un concerto in un’area che oggi con il nostri linguaggio smart definiremmo di archeologia industriale. E che di fatto era un vecchio magazzino a nord di Londra.

Furono chiamate due band, i Soft Machine, ed i Pink Floyd Sound (sì, loro, che all’epoca – spiega Miles – si chiamavano ancora così). Un vecchio vagone per palco, le band si esibirono e i Pink Floyd ci diedero così dentro che fecero saltare il – si presume – fatiscente impianto elettrico. Ma per il loro show di luci furono pagati di più, 15 sterline, contro le 12 dei colleghi.

Paul McCartney is dead

Chissà se quel giorno lì c’era anche qualche Beatle intorno, Miles non ce lo racconta, ma erano amici, of course. E dunque come lasciarsi scappare lei, la leggenda metropolitana? “Ma insomma la storia che Paul McCartney sia morto nel 1966 e che allora al suo posto ci sia un sosia?” Chiede qualcuno del pubblico ad un Barry Miles più divertito che sorpreso perchè, spiega: “E’ la terza volta che me lo chiedono, oggi!” (curiosità italiana…). E racconta: “Ero nell’ufficio stampa dei Beatles quando ci giunse la voce. Vi posso assicurare, però, che chi c’era allora e chi ho incontrato appena pochi giorni fa sono la stessa persona. E se anche lo avessero sostituito, beh, questo tipo è proprio bravo!”.

Ps: a questo vi starete chiedendo se è ancora possibile respirare quest’aria, a Londra: “I giovani si sono spostati altrove, verso l’East End – ammette Barry Miles – ma a Soho, sì, ci sono ancora tracce di quella vita così intensa dei 60s.

Tra Torino e Mantova c’è … Milano. Con la prima edizione di BookCity

Tra Torino e Mantova c’è…Milano. Non lo chiamano nè salone nè festival (anche se di quest’ultimo ha preso decisamente in prestito il format) gli organizzatori, ma parlano di BookCity come dell’evento che aprirà la città di Milano ai libri ed alla letteratura. Ecco infatti la novità d’autunno: venerdì prossimo si apre nel capoluogo meneghino l’edizione zero di un evento dedicato al leggere e che effettivamente era un assente ingombrante nella città capitale d’Italia dell’editoria.

Giusto per dare un po’ di dati: nella regione Lombardia – dicono dall’Aie, associazione italiana editori – ha sede il 19,9 % delle case editrici attive in Italia, e ben il 32,5% di quelle di ebook; vengono prodotti il 38,1% di titoli sul totale dei libri pubblicati dalle case editrici. E i lombardi leggono: i lettori in Lombardia sono il 54 %,su una media italiana del 45,3%.

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