Guida Lonely Planet Best in Travel 2017

Dove andare in viaggio nel 2017? Ecco le tendenze raccolte da Lonely Planet

Guida Lonely Planet Best in Travel 2017Sono passati più di quarant’anni da quando Tony e Maureen Wheeler decisero, per il loro viaggio di nozze, di attraversare Europa e Asia per raggiungere l’Australia da Londra, dove si erano conosciuti. Era il 1972, per condividere con gli amici questa incredibile esperienza decisero di confezionare una guida di viaggio. Era Across Asia on the cheap. Nasceva Lonely Planet.

Oggi la casa editrice è un impero, racconta il mondo e crea tendenze. E non a caso, infatti, oltre alle classiche guide di viaggio che dicono dove andare, sempre di più Lonely Planet racconta come farlo e perché. Per esempio, ormai da diversi anni viene pubblicato il libro di cui vi parlo oggi: si chiama Best in travel e racconta dove andare in viaggio l’anno prossimo. Ogni anno tra gli autori e i redattori di Lonely Planet, ma anche nella community dei blogger e dei social, si raccolgono tendenze, si drizzano le antenne, si studia cosa accadrà nel mondo e cosa sta cambiando. E poi si stilano tre classifiche: sono i dieci migliori Paesi dove viaggiare nel 2017, ma anche le dieci migliori regioni e le dieci migliori città.

Mi piace perché insieme ai consigli di viaggio si racconta in realtà cosa sta accadendo nella destinazione di turno e perché sia proprio questo il momento di andarci. Perché i Governi stanno investendo nel turismo, perché ci sono in programma importanti celebrazioni, oppure è migliorata la situazione sociopolitica e il Paese è diventato più sicuro. Oppure più semplicemente perché la destinazione è finora rimasta in ombra ma merita di essere visitata.

Così è stato anche per le scelte di questa edizione. Volete sapere quali sono i tre Paesi da visitare nel 2017? In cima al podio svetta il Canada, che celebrerà i 150 anni di autonomia, è governato da un trascinante primo ministro Justin Trudeau e conta su 46 parchi e riserve nazionali. Al secondo posto c’è la Colombia, Paese del realismo magico di Gabriel Garcia Marquez ma anche di criminalità violenta che ora cerca di lasciarsi alle spalle grazie ai negoziati con le Farc. E l’anno prossimo arriverà anche papa Francesco. Chiude il podio la Finlandia, che nel 2017 celebra 100 anni di indipendenza e festeggia anche con l’istituzione di un nuovo parco nazionale di 11mila ettari.

Tra i tesori del mondo da visitare prima che sia troppo tardi c’è invece Choquequirau in Perù, sito inca nascosto nella valle del Rio Apurimac da scoprire prima che diventi il nuovo Machu Picchu (con l’entrata in servizio di una nuova funivia che potrebbe portare fino a 3mila visitatori al giorno fino alle rovine). E poi il Taranaki in Nuova Zelanda, monte remoto dove si avventura appena il 2% dei visitatori stranieri nel Paese, e le Azzorre, che invece sono state scoperte da sempre più viaggiatori affascinati dalla loro natura.

E l’Italia, vi starete chiedendo? Purtroppo è poco rappresentata nella guida Best in travel 2017. Il meglio da Lonely Planet, ma lo fa con piccole chicche. Pistoia, innanzitutto: sarà Capitale italiana della cultura nel 2017 e dunque ci sarà per tutti l’occasione di conoscere anche lei accanto alle più blasonate mete toscane. C’è Venezia, tra le destinazioni più convenienti. Vi sembra strano? In effetti non lo è poi così tanto: con la crescita di affitti di camere e appartamenti sul modello Airbnb sta diventando più semplice anche pernottare in laguna.

E poi c’è una microdistilleria. Si chiama Poli 1898, si trova in Veneto ed è aperta al pubblico per visite guidate. Sì perché dopo le cantine e i birrifici artigianali può essere venuto il momento di scoprire qualcosa di nuovo nel turismo enogastronomico. Questa guida infatti non racconta solo luoghi, cerca di intercettare tendenze. E, dunque, ecco quali potrebbero essere quelle del 2017: oltre alle microdistillerie, il mondo come ufficio (vi dice niente la parola nomadi digitali?), il bikepacking (per i più sportivi, avventure fuoristrada sulle due ruote), l’#instavidual (se siete fanatici dell’obiettivo social) e i viaggi sostenibili. Che ci piacciono sempre vero?

Quali guide di viaggio scegliere per far appassionare i bambini? Comincio dai consigli dei travel blogger

guide di viaggio per bambiniIn viaggio con i bambini. Quanti preparativi da fare vero? Cosa portare in valigia per i più piccoli, quali destinazioni scegliere, come organizzare il viaggio. Sì, il viaggio, perché di una cosa sono convinta: chi ha la passione per scoprire il mondo fa benissimo a trasmetterla ai propri figli, impareranno ad amarlo a loro volta e sarà per loro un regalo prezioso. E’ quello che vorrei fare anche io con il mio Mattia. Ma, tra i tanti preparativi da fare, avete mai pensato a scegliere un buon libro? Delle belle guide di viaggio per bambini, una raccolta di racconti ambientati nella città che stiamo per visitare, un libro che spieghi in maniera divertente storie e monumenti. Se amiamo leggerli noi, perché non farlo insieme ai nostri piccoli viaggiatori?
E quindi mi sono chiesta: dove andare a trovare le guide di viaggio per bambini più belle ed interessanti? Com’è il panorama in Italia? A me piacerebbe avere un luogo, una biblioteca virtuale da “sfogliare” per scoprirli, questi libri, e guide, e perché no, mappe per i più piccoli. Allora provo a farlo io, a raccontarvi questi #viaggibambini.

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I migliori tour letterari (e non solo) del 2015: firmato Lonely Planet

Avete già decLonely Planet Best in Traveliso dove andare in vacanza nel 2015?

Io qualche suggerimento per voi ce l’avrei e sono sicura che vi piacerebbe! Come ormai saprete, Lonely Planet ha appena pubblicato il suo Best in Travel 2015, ovvero il meglio del viaggio nel 2015. Ogni anno i suoi esperti si confrontano sui posti migliori da visitare subito. E stilano delle classifiche premiando luoghi che, nei cinque Continenti, meritano di essere visitati o perchè protagonisti di anniversari importanti, o “semplicemente” perchè val la pena scoprirli. Tutti in un volume, che però non si limita a raccontarci i migliori dieci Paesi, le migliori dieci regioni e le migliori dieci città del 2o15.

Il libro consiglia anche esperienze, le più disparate, da provare l’anno prossimo ed è così che, sfogliandolo, ho trovato la mia Mecca (e credo anche quella di molti di voi!). A pag 180. Dove Lonely Planet consiglia i migliori tour letterari da fare nel 2015. Tra grandi classici e chicche originali da scoprire. Potevo non condividere questi consigli con voi? E allora eccola qui, prendete nota!

Millennium Tour a Stoccolma, Svezia (ormai un must per i fan di Stieg Larrson)

Tour dei pub letterari a Dublino, Irlanda (poteva mancare in una classifica del genere?)

I grandi della letteratura a Boston, Usa (dove vissero tra gli altri Louisa May Alcott, Henry James e Nathaniel Hawthorne)

I luoghi di James Bond a Mayfair, Londra, Regno Unito

Tour dei pub letterari a Greenwich Village, New York, Usa

Scrittori a Parigi, Francia (non solo Quartiere Latino e cafè, pensate ad esempio al Père Lachaise…)

Shanghai Letteraria (che raggiunse l’apice tra XIX e XX secolo)

Jane Austen a Bath (anche qui, ça va sans dire, un “pellegrinaggio” dovuto per i fan di Pride and Prejudice e non solo)
Tour letterario di Melbourne, Australia (scrittori, librai ed editori locali nella città chef u Capitale della Letteratura Unesco nel 2008)

Lungo la via incantata, Romania (cos’è? Un tour di 10 giorni nella Romania settentrionale sulle orme dello scrittore inglese William Blacker, che viaggiò in Europa dell’Est dopo il crollo del Muro di Berlino nel 1989)

Il Best in Travel 2015

Per quanto riguarda le topten globali, per la cronaca, vi dico che sul podio salgono Singapore, che nel 2015 compierà i suoi primi 50 anni da quando fu dichiarata l’indipendenza nel 1965. La Namibia, che invece di anni di indipendenza ne festeggia 25. E poi la Lituania, che il 1 gennaio del 2015 entrerà nell’Euro.
E l’Italia? Teniamolo l’orgoglio nazionale per la topten delle dieci città da visitare nel 2015. Sul podio degli itinerari di viaggio del 2015 c’è, infatti, Milano (dietro Washington ed El Chaltèn, Argentina) e non poteva essere altrimenti visto che da maggio Milano dovrà essere la capitale del mondo con Expo 2015. Proviamo un po’ ad esserne fieri?

Il fascino delle guide di viaggio? Resiste anche tra i maniaci del web. Ma se ci mettessimo quel qualcosa in più …

guide di viaggioL’essenziale è invisibile agli occhi, diceva Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry (uno che poi, se vogliamo, di viaggi se ne intendeva).

L’essenziale, per chi viaggia, è avere una fonte di informazioni ricca e affidabile, sempre disponibile, che non ti abbandoni quando, magari, ad abbandonarti è una connessione web. E quindi, evviva: le guide di viaggio rimangono quell’ancora di salvezza, ma non solo. Sono un rito, una certezza, anche per i maniaci del web ed i dipendenti da App di viaggio & co. solo che vanno aggiornate, per non rischiare di diventare fuori moda. Come? Chi viaggia spesso, e lo racconta in Rete, ha più di un’idea chiara in testa.
Ecco cosa è emerso qualche giorno fa da un’animatissima tbnetalks (qui trovate l’intero storify) andata in onda su Twitter, come ogni mercoledì: abbiamo chiacchierato di guide di viaggio ai tempi del web,e lo abbiamo fatto con ospiti importanti. Sono stati con noi infatti Lonely Planet Italia, Guide Marco Polo, Feltrinelli Rough Guides e, naturalmente, tanti viaggiatori e lettori.
Anche se spingiamo l’acceleratore sul web, la carta continua a piacere, perchè no, anche per il suo fascino e il suo profumo.
Sul web l’aggiornamento, sulla carta l’approfondimento. La formula che in fondo potrebbe valere e funzionare un po’ per tutto il mondo dell’informazione vero?

guide di viaggio donna che legge
Come renderle più moderne pero’? “Case editrici, collaboriamo!”, è la proposta direi unanime dei travel blogger. Per unire conoscenze ed interazioni. E poi: inserire le info dei locali, di chi in un posto ci vive, integrare carta e web, sviluppando più canali, farsi venire piccole idee ma di grande effetto (vi piacerebbe ad esempio la playlist delle canzoni da ascoltare in viaggio? O i consigli su quali libri leggere?) e andando a cercare le curiosità, gli aspetti particolari, le originalità. In una parola, le nicchie, come dicono gli addetti ai lavori.

Guide Marco Polo, per esempio, ha deciso di investire – bravi! – sul turismo ecosostenibile e responsabile. Lonely Planet sta trasferendo anche su ebook (non solo pdf) buona parte del suo “catalogo”, Rough Guides partirà all’attacco l’anno prossimo lanciando ben dieci guide di viaggio nuove nel 2015.
Che poi, quando sono originali e di qualità, le guide diventano quasi letteratura ed il confine si scioglie. Come considerare, altrimenti, queste chicche che i nostri amici di chat ci hanno consigliato? Dalla Venezia guidati da Corto Maltese con “Corto Sconto” (Rizzoli Lizard), alla “guida rossa” del Touring anni ’20-’30 all’Italia con i suoi “possedimenti e colonie”, alla guida di New York a fumetti di Lonely Planet…

E voi? Qual è la guida di viaggio che vi ha colpito, stupito, divertito di più?

Capitale europea della Cultura 2019: oggi invadiamo i social con #culturismo e Lonely Planet!

Capitale europea della Cultura 2019 Lonely Planet

Oggi facciamo un po’ di “culturismo”. Ma a mostrare i muscoli non saremo noi, bensì le nostre città. Sei, per la precisione. Le sei candidate a Capitale europea della Cultura 2019. #Culturismo è infatti il bel gioco di parole scelto da Lonely Planet Italia per la giornata di oggi. Obiettivo? Invadere” le bacheche social di cultura, con foto, video, racconti, ricordi, blog post, e tutto quello che ci viene in mente dedicato alla nostra preferita. Come sapete, in lizza ci sono Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna e Siena. E venerdì 17 ottobre, pare proprio intorno alle 17, la giuria internazionale decreterà da Roma la vincitrice. Ma noi intanto possiamo farle vincere tutte dedicando un’intera giornata alla grande bellezza dei nostri tesori. Come? “Sponsorizzandole” su Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram e altrove, con #culturismo e l’hashtag dedicato a ciascuna delle sei candidate a Capitale Europea della Cultura 2019, che trovate nell’immagine qui sopra.

Buona invasione di bellezza!

 

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Inizia il Salone del Libro di Torino, e ci sono anche i viaggi!

 

Salone del Libro Torino

Malumore e amarezza (ma con giudizio eh!) oggi per me. Oggi infatti inizia uno degli appuntamenti che per chi ama i libri è come la cuccagna (anche se più di una volta invece, da chi i libri li maneggia, a vario titolo, per professione, ho sentito critiche e dissensi): oggi inizia infatti il Salone Internazionale del Libro di Torino ma quest’anno io non riuscirò ad andarci ahimè. Mi dovrò accontentare di seguirlo da lontano.

Invece spero che tra di voi ci siano tanti fortunati che tra oggi e lunedì 12 maggio calcheranno il Lingotto Fiere, e visto che di libri si parlerà, ma spesso anche di viaggi, ecco per voi qualche segnalazione viaggereccia da non perdere in questi cinque giorni torinesi, un work in progress perchè se nel frattempo scopro altro vi aggiornerò prontamente!

I viaggi al Salone del Libro di Torino

Partecipa e diffondi i libri che ami di più”: si chiama così l’appuntamento al Salone di Cityteller, la bella App che vuole raccontare (e invita tutti a farlo) le città attraverso pagine e citazioni dai libri. E che per l’occasione si veste tutta torinese. Dall’8 all’11 maggio, infatti, in piazza Carignano, ci saranno quattro itinerari letterari dedicati a Torino: la Torino dei grandi scrittori, la Torino degli scrittori contemporanei, la Torino noir e I Luoghi della Resistenza. Qui tutti i dettagli.

Eventi Salone del libro di Torino

Questo non è propriamente un libro di viaggio, cioè, non lo è solo in senso geografico ma piuttosto antropologico. Perchè nell’anno dei Mondiali non poteva certo mancare il Brasile. E proprio viaggio antropologico lo chiama l’autore, Bruno Barba, che a Torino presenta No Pais Do Futebol, Brasile 2014: il calcio torna a casa (e come dargli torto?).
Ma non si tratta di un libro sul calcio anche se il calcio, nell’immaginario collettivo brasiliano, fa parte integrante del paesaggio potremmo dire. La Copa 2014 diventa l’occasione per conoscere luoghi come Bahia, Rio, Manaus, San Paolo, Porto Alegre ma soprattutto per incontrare, fuor di luogo comune, il popolo, vario, colorato e contraddittorio spesso, che le abita.
Appuntamento domani venerdì 9 maggio alle 15 nello Spazio Incontri.

 

Viaggi e gastronomia: se siete un pochino viaggiatori, e assolutamente non turisti da villaggio tutto incluso, converrete con me, il binomio s’ha da fare. Ed invidierete anche un pochino, come me, quello che ha potuto fare questa manciata di scrittori di cui ora vi racconto. Si chiama Allacarta, ogni viaggio una storia ogni storia un piatto, ed è la nuova collana fresca fresca di stampa di casa Edt: vuole raccontare il mondo attraverso i sensi di scrittori italiani affermati, e soprattutto attraverso uno, di senso, il gusto. Quindi questo il progetto: mandarli in giro per il mondo e farli poi scrivere, della loro esperienza. Ed ecco i primi tre libri che verranno presentati al Salone del Libro di Torino domenica 11 maggio: Paolo Cognetti che torna a New York con “Tutte le mie preghiere guardano verso Ovest”, Marco Malvaldi che lascia la “Pineta” del suo BarLume per raccontare Barcellona con “La famiglia Tortillia” e Davide Enia che invece di viaggio ne ha fatto uno particolarissimo, sul posto quasi, a Roma, ma nel tempo, in quella della guerra, con “Uomini e pecore”. Io ho già l’acquolina da pagina.

Salone del libro Torino
E restiamo in casa Edt, stanza Lonely Planet (d’altronde se si parla di viaggi..). Sabato 10 maggio si parla d’Australia al Salone del Libro di Torino, anzi della Explorer’s Way, o Suart Highway, un nastro d’asfalto che corre per 3mila km tra Adelaide e Darwin. Insomma, un viaggio nel cuore aspro del Downunder, ed a parlarne, alle 13.30 nell’Arena Bookstock, ci saranno Paolo Venturini e due voci molto note per chi bazzica la radio, Maurizio di Maggio e Doris Zaccone.

Ci sono i viaggi da leggere, ma anche quelli da ascoltare: conoscete Travel On Air? E’ la trasmissione in web radio “made in Torino” tutta dedicata ai viaggi. E domani i ragazzi trasmettono in diretta proprio dal Salone del Libro, dalle 11 alle 13 li trovate nel Pad. 2 Terrazza Torino. Oppure li potete ascoltare qui

Buon viaggio!

 

Ps: Sul finire (per ora) della carrellata, faccio un’intrusione e vi segnalo un evento che di viaggi propriamente non parla, ma visto che ci tratta di librai, e di librerie che chiudono ce ne sono purtroppo tante, val la pena dar loro visibilità e sostegno. Quindi domani segnatevi #Lavocedeilibri, in sala professionisti alle 19!

“Video killed the radio stars”… Vale anche per il web versus le guide di viaggio?

© Joel Barbitta
© Joel Barbitta

La questione è sempre la stessa: la tecnologia ucciderà la carta? Ma qui si va ancora di più nel dettaglio: il web ucciderà le guide di viaggio? Naturalmente sappiamo cosa ha fatto riaccendere il dibattito, ovvero le recenti notizie di difficoltà in cui versa Lonely Planet, un marchio storico, un’icona dei travel books (qui un articolo di Internazionale ed uno del Corriere.it che approfondiscono l’attualità). E se è lei a soffrire i tempi moderni, viene da chiedersi, è crisi davvero.

Perché dici Lonely Planet e dici guida di viaggio, per lo meno a livello di popolarità e riconoscimento universale, perché poi non è che sia l’unica e sempre la migliore (io, personalmente, preferisco le Routard, di gusto più europeo, più disincantato anche se vuoi, ma appunto si tratta di gusti, ed ognuno ha la sua guida del cuore).

Non sono un’esperta del settore per poter analizzare cosa stia succedendo davvero, posso però mettere insieme dei numeri che ne danno il senso.
In un vecchio articolo del National Geographic Traveller (qui il link alla versione originale, che vi consiglio di leggere perché affronta l’argomento delle guide di viaggio in maniera molto interessante), ad esempio, si parlava di un calo degli acquisti del 60% negli ultimi otto anni nel Regno Unito, e di un’indagine secondo cui solo il 20% degli acquirenti di oggi pensano di fare affidamento ancora così tanto sulle guide in futuro.

Allarmante, anche se qui non si fa distinzione tra guide cartacee e loro versioni elettroniche. Che andrebbe ancora bene. Il vero punto di non ritorno sarebbe l’abbandono del “libro” in favore di app, siti, portali di recensioni, insomma di tutti quegli strumenti di cui oggi possiamo usufruire con enorme facilità, e che devono la loro fortuna al fatto di essere scritti da “gente come noi” (non giornalisti, non esperti, ecc ) e, dunque, si pensa in una facile equazione, più affidabili (ma gli addetti ai lavori conoscono bene gli scandali legati alle presunte recensioni comprate, o false, su quel TripAdvisor croce e delizia di albergatori e altri).

Sette anni di declino

C’è una fonte interessante che monitora lo stato di salute dell’editoria turistica internazionale, ed è il Nielsen BookScan Travel Publishing Year Book. Purtroppo non sono ancora riuscita ad ottenere i dati aggiornati al 2013, ma commentando i dati dell’anno scorso il curatore dello studio (che ha una mole da 400 pagine e più), Stephen Mesquita, parlava di sette anni di declino, ma non per tutti. “Ad avere la peggio di fronte all’avanzata web sono le mappe e le guide più classiche, quelle che ti dicono dove dormire, dove mangiare, ecc – ha spiegato -. In Gran Bretagna le loro vendite si sono dimezzate in quest’arco di tempo”. Negli Stati Uniti, dal 2007 le vendite delle travel guides sono crollate del 40%, causando ai “big five” – Lonely Planet, Frommer’s, Dorling Kindersley, Avalon e Fodor’s una perdita globale di 47 mln di dollari”.

Niente sostituisce il racconto

Si viaggia meno a causa della crisi, e questo può essere banalmente uno dei motivi per il calo degli acquisti di guide turistiche. Ma ovviamente non basta. Ci sono i portali, i blog, le App, i motori di ricerca e di comparazione, le fonti di informazione cui attingere ormai sono innumerevoli, anche perché ormai sono sempre più comuni i mix e i contenuti editoriali sbarcano sui portali di e-commerce o di comparazione (ricordo ancora ad esempio la prima volta in cui mi sono imbattuta nella parola “info-commerce”, era il 2011 ed il portale Easyviaggio comunicava la sua nuova veste ricca di rubriche e reportage, quasi un magazine insomma, intorno al motore di ricerca).

Ma personalmente non credo che questa seconda via possa assorbire tutto. Certamente, è così per tutte quelle informazioni pratiche – dove dormire, ove mangiare, e così via – per le quali ovviamente la “carta” non è più efficace come prima. Per tutto il resto, però, piuttosto possono essere scelte complementari. L’immediatezza e l’approfondimento. Le pillole e il racconto. Il web e la guida, ecco, due letture differenti.

Ma dovrà essere per forza selezione naturale?

E io che sui libri sono un po’ retrò ci aggiungo anche la semplicità di consultazione (e volete mettere il piacere di sfogliare le pagine?). Insomma, editori di guide turistiche, tenete duro. Non lo dico io, lo dice proprio Stephen Mesquida, al quale ho chiesto cosa ne pensasse dei rumors intorno alla crisi di Lonely Planet. “Il mio consiglio, a loro ed agli altri, è: aspettate, rimanete lì – ha detto -. Ci sono segnali che nel 2013 il mercato si stia lievemente stabilizzando: le vendite delle guide cartacee di Lonely Planet negli Usa e in Gran Bretagna, ad esempio, sono cresciute del 7% rispetto ai primi mesi dell’anno scorso. Questo anche perché molti attori sono usciti dal mercato e ciò significa che l’offerta si fa più chiara, e stanno emergendo i più forti”.
Selezione naturale, dunque. Io però ai più forti ci aggiungo anche le chicche, le piccole guide che hanno saputo rinnovarsi, quelle che hanno trovato il modo di raccontare tagli originali e punti di vista inconsueti.

Siete d’accordo?

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Oggi non parliamo di racconti di viaggio e reportage, ma di un’operazione finanziaria e commerciale che però assume anche un forte significato simbolico e diciamo pure sentimentale. Lonely Planet passa di mano. Bbc Worldwide, che aveva comprato la società nel 2007, ha deciso di cederla ad un miliardario americano ed alla sua NC2 Media.
La notizia che tiene banco è il prezzo di vendita: 50 milioni di sterline, contro i 130 milioni che la Bbc aveva sborsato nel 2007 per acquistare Lonely Planet. Praticamente, una svendita, dicono i media. Una sconfitta, un’ammissione che i tempi stanno cambiando, che il mondo dell’editoria turistica si deve evolvere, è la lettura più profonda che invece ha azzardato qualcuno andando oltre la pura operazione commerciale.

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Quando un pomeriggio ti fai un giro su Bookrepublic…

Miami

Galeotte le vacanze di Natale. Che quest’anno, oltre alla consueta girandola di pranzi, dolci, parenti e amici, mi hanno fatto scoprire quella che potrebbe diventare una nuova dipendenza. E’ bastato un pomeriggio di relax, un tablet e la voglia di viaggiare, quanto meno con la fantasia. Ho scoperto la sezione Turismo di BookRepublic, e non potevo non condividere questa (per me) novità, perché se anche voi amate leggere di viaggi e reportage non potrete che apprezzare.

Lo dico subito, a costo di sembrare antiquata: appartengo a quei nostalgici che al profumo dei libri di carta ed alla sensazione delle pagine tra le dita non rinuncia. Per me leggere significa soprattutto leggere così, ed ho fatto molta resistenza prima di provare i miei primi ebook. Però devo dire che la libreria online di BookRepublic mi ha fatto subito simpatia, innanzitutto per la mole: oltre 1.200 (1254 per la precisione al momento in cui vi scrivo) sono i libri di turismo contenuti.

Ed eccolo uno degli elementi che mi son piaciuti: la varietà. Di proposte, ma anche di editori, non solo i big (del settore e dell’editoria in generale) ma anche tante e originali piccole e piccolissime case editrici, quelle che difficilmente fanno mostra di sé nei grandi store e che in libreria vai a scovare con pazienza, e curiosità. Qui, le trovi una in fila all’altra. Alcuni evidentemente in solo formato elettronico. E per chi pubblica anche su carta? Sia ben inteso, non voglio promuovere le librerie elettroniche a  scapito di quelle reali (anzi), ognuno poi scelga come comprare (con un occhio di riguardo alle librerie indipendenti e storiche che non se la stanno passando benissimo..).

Ma intanto qui ci si trova di fronte ad un database molto variegato, che spazia dal tormentone delle 101 cose della Newton Compton a editori come La Pecora Nera, Ac Edizioni, Caravan Edizioni, Absolutely Free, Il Frangente. Ci sono libri di viaggio che arrivano anche dal self-publishing (Il mio libro e Youcanprint, due esempi).

DiariodelPollino SpigoliberlinoHo citato i big e naturalmente mi riferivo  anche a loro, Lonely Planet. Di cui si possono acquistare anche i singoli capitoli, in formato pdf. Che poi sono quelli disponibili sia sul sito italiano della casa editrice che ovviamente su quello della casa madre. Dove (piccola segnalazione) al momento a conti fatti conviene. Ora i singoli chapter sul sito internazionale sono infatti scontati a 3,46 dollari (da 4,95) in media, contro i 3,90 nostrani.

Siete curiosi di sapere se e cosa ho comprato? Alla fine, con prova di grande autodisciplina, mi sono contenuta su cinque titoli (per ora). Eccoli qua:

Berlino non ha muri (Laurana Editore, una delle dodici guide del Grand Tour de Force di Michele Monina); Spigoli. Guida per ritrovare la tua strada di casa a New York (Caravan Edizioni, un blog di viaggio di un italo-americano);  Amsterdam è un’isola (ancora una guida di Laurana Editore); Diario del Pollino (Apt Basilicata, il Parco vissuto e raccontato da Gianni Biondillo); Il Viaggiatore (la raccolta dei racconti di viaggio di Sandro Viola, la Repubblica).

E prossimamente arriveranno anche le recensioni (intanto se li avete letti attendo le vostre!)