guida street art milano mariangela traficante

Milano è una tavolozza: ho scritto un audiobook e vi porto con me in giro per la street art

guida street art milano mariangela traficante

In viaggio nella street art! Oggi vi parlerò di storie un po’ diverse. Non sono stampate su un foglio bianco e non sono fatte – o quanto meno non sempre – di frasi e parole. Sono storie scritte sui muri (e se mi seguirete le troverete anche altrove) e Milano ne è ricca.

Sì, Milano è una tavolozza.

Si chiama proprio così la mia guida alla street art di Milano. A dispetto di chi ancora la considera una città grigia. E invece i colori ci sono e non sono solo quelli di murales e graffiti! Parchi e nuovi spazi verdi, quartieri ipermoderni, nuovi musei. Negli ultimi anni Milano si è rifatta il look e sicuramente anche la street art ha contribuito a renderla più vivace.

E io sono molto felice perchè ho avuto la possibilità di raccontarla in una guida speciale. Si tratta di un audiobook ed è fresco di “pubblicazione”.

tiportoinviaggio

La guida sulla street art a Milano fa parte della nuova collana appena lanciata da Audible, la piattaforma di Amazon dedicata agli audiobook. Si chiama #TiPortoInViaggio e insieme a me troverete altri viaggiatori, guide, blogger ed esperti: abbiamo raccontato undici città, da Roma a New York, da Marrakech a Barcellona (e posso già anticiparvi che mi troverete presente anche con un’altra mia città del cuore, di cui vi racconterò a brevissimo!).

guida street art milano mariangela traficante

Come è stato scrivere questo audiobook? Bello, bellissimo e impegnativo. Perché sentivo di avere una importante responsabilità, quella di riuscire a trasmettervi il più fedelmente possibile le sensazioni provate da me e tutte le informazioni utili per portarvi davvero in giro per le vie della città che mi ha accolta ormai tanti anni fa, ad ammirare murales e altre opere in questa galleria a cielo aperto. E poi è stato emozionante avere l’opportunità di condividere con tutti le mie piccole grandi scoperte quotidiane.

WallArt, celebrità milanesi sul muro di un convento
WallArt, celebrità milanesi sul muro di un convento

Cavalcavia e saracinesche, ma anche ponti e palazzi storici, ciminiere e mura di conventi: avreste mai immaginato di vederli coperti da murales?

Chi è abituato a pensare alla street art come manifestazione d’arte (solo) di periferia e di “disturbo” al decoro urbano, ascoltando questa guida – ma sopratutto andando a cercare questi luoghi in giro per Milano! – cambierà idea e scoprirà un mondo multiforme.

Dove vi accompagnerò con questa guida?

  • A passeggiare in una tranquilla piazza nel cuore di Milano, ad ammirare la hall of fame meneghina ritratta sui muri di un convento
  • Ad attraversare una stazione ferroviaria, dove mondi immaginifici e passeggeri surreali vi salutano dalle pareti
  • Davanti a una delle più belle basiliche di Milano, dove Giuseppe Verdi e Napoleone “sorvegliano” la movida
  • A scoprire un simbolo dell’archeologia industriale meneghina, dove i muri rendono omaggio a due eroi del nostro tempo, Nelson Mandela e e Khaled Al Asaad, l’angelo custode di Palmira.

E poi ancora in altri angoli grandi e piccoli della città. Ci ho messo le mie scoperte quotidiane, i miei entusiasmi per un luogo magari appena scovato e tutta la voglia che ho di raccontare, e far provare, Milano con gli occhi di chi si lascia stupire.

Avete voglia di ascoltarla? Basta abbonarsi alla piattaforma di Audible.it: i primi trenta giorni sono gratuiti, dal mese successivo (se non deciderete di disdire prima) si pagheranno 9,99 euro con la possibilità di ascoltare e scaricare tutti gli audiobook desiderati. E mi piacerebbe che tra questi ci fosse anche la mia Milano, la trovate a questo link.

Non mi resta che augurarvi buon ascolto, spero davvero che vi piaccia e aspetto tutti i consigli, suggerimenti, commenti che avrete voglia di condividere con me!

guida street art milano

#MilanoDaLeggere: scopriamo un giardino segreto seguendo Dino Buzzati

Dino Buzzati Milano turismo letterarioVolete scoprire i luoghi di Milano che hanno ispirato Dino Buzzati e i suoi libri? Seguitemi in questo racconto!

Quando il neo ufficiale Giovanni Drogo arriva alla sua destinazione, la Fortezza Bastiani, vorrebbe andare via, tornarsene in città. Ma poi quella fortezza, i suoi ritmi militari fuori luogo, e soprattutto quella distesa sconfinata che le si apre davanti, quel deserto, il deserto dei Tartari, finiscono con l’esercitare su di lui un’attrazione totale. Rimarrà, e decisamente a lungo anche, vinceranno la routine e l’attesa.

Se anche voi come me avete letto Il deserto dei Tartari conoscerete la storia e avrete fatto le vostre riflessioni sul suo significato. Ma io, per esempio, non sapevo che l’ispirazione per scrivere il suo romanzo, pubblicato poi nel 1949, Dino Buzzati l’avesse trovata in una storia molto precisa della sua vita. La sua esperienza, lunghissima (iniziata nel 1928) al Corriere della Sera. Quella vita da redattore (anche se poi Buzzati viaggiò anche come inviato), quella monotona routine condivisa magari anche con gli altri giovani giornalisti, entrati in via Solferino con i sogni da grandi reporter e finiti a battere i tasti di una macchina da scrivere in ufficio, era servita al grande scrittore per dare vita a Drogo, alla Fortezza, al deserto.

Non lo sapevo ed è stato bello scoprirlo. E sapete dove ho imparato questa storia? Proprio in via Solferino 28, davanti al palazzo dove il Corriere della Sera ha la sua sede dai primi del ‘900, a Milano, Proprio davanti a quel portone che il giovane Buzzati varcava quotidianamente. Vi piace viaggiare sulle orme degli scrittori, curiosando tra i luoghi dove hanno vissuto? A Milano si può fare per esempio con le Passeggiate d’autore. Ve ne avevo già parlato tanto tempo fa e nei giorni scorsi finalmente sono riuscita a partecipare di nuovo a questi itinerari di turismo urbano!

passeggiate letterarie milano

Tema: proprio Dino Buzzati e i suoi luoghi milanesi. Accompagnati da Francesca Marzia Esposito abbiamo passeggiato per il centro di Milano in un sabato mattina soleggiato e vivace di primavera. Ma non abbiamo solo parlato di letteratura. Perchè sapere qual è la cosa che mi piace di più di queste occasioni di esplorazione urbana? Scoprire angoli della città sconosciuti, sorridere davanti a sorprese svelate, alzare lo sguardo a balconi fioriti o abbassarlo, come in questo caso. Sì, perchè proprio sotto via San Marco, da dove è partita la nostra passeggiata – la prima abitazione milanese di Dino Buzzati, nato a San Pellegrino di Belluno nel 1906 – si trovava proprio qui, al numero 12 -, passava il naviglio milanese. Che portava le risme di carta al Corriere dalle cartiere di Corsico, e più avanti gorgogliava passando da quello che è diventato noto come il Tombon de San Marc, che era una sorta di darsena ma – pare – anche luogo prescelto dai suicidi.

el tombon de san marc

Più avanti sono ancora visibili le chiuse coi portoni in legno della Conca dell’Incoronata (costruita alla fine del 1400 con la consulenza di Leonardo da Vinci) o Conca delle Gabelle, ma la cosa più bella è scoprire un piccolo giardino segreto custodito là dove un tempo scorreva l’acqua.

Ci fermiamo anche in via Marsala 2, perché qui abitava Arturo Brambilla, il ragazzo che Buzzati conobbe il primo giorno di scuola al liceo Parini e che Fu il suo amico per tutta la vita, dando anche a vita a un’intenso carteggio che di fatto ci racconta Buzzati ragazzo, giovane e uomo nelle sue più intime sfaccettature.

Da qui, la tappa successiva è appunto in via Solferino, dove lo scrittore entra giovanissimo, diventa redattore, lavora a La Lettura e diventa poi inviato di guerra. E si riempirà di quell’esperienza di ragazzi entrati col sogno di girare il mondo e presi poi da una vita racchiusa allo scrittoio.

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Ma c’è ancora una sorpresa da scoprire: arriva in corso Garibaldi, davanti a un numero civico decisamente strano: 2024, c’è scritto. E’ una delle testimonianze, ancora visibili in diversi angoli del centro storico di Milano, della numerazione austriaca delle strade. Siamo davanti alla Contrada del Passetto, questa un tempo era uno dei vicoli e delle stradine che collegava a esempio il corso di Porta Comasina (che è oggi corso Garibaldi) e piazza San Simpliciano. Quando questa zona oggi così brulicante di boutique e locali era una borgata e attraverso queste stradine anche i piccoli malviventi facevano perdere le loro tracce.

Luoghi come questo sono legati all’ispirazione di Laide, la giovane protagonista di Un amore, romanzo che Buzzati pubblica nel 1963. Cosa nasconderà questo portoncino in legno? Siamo fortunati, qualcuno lo apre per uscire e noi ci intrufoliamo. Dentro un mondo di case di ringhiera, cortili e piccole fontanelle. Anche questo è un piccolo giardino segreto urbano.

Ecco dunque qualche spunto per chi vuole scoprire Dino Buzzati a Milano.

Quali libri di Dino Buzzati abbiamo sfogliato in questa passeggiata letteraria?

  • Il deserto dei Tartari, romanzo, 1940
  • Sessanta racconti, 1958.
  • Un amore, 1963.
  • Il Colombre e altri cinquanta racconti, 1966.
  • La boutique del mistero, Mondadori, Milano 1968.
  • Lettere a Brambilla, a cura di L. Simonelli, De Agostini, 1985

Passeggiata sulle orme di Dino Buzzati a Milano – la gallery

(photo credits: Mariangela Traficante)

lettori volontari

#MilanoDaLeggere: vuoi diventare un lettore volontario? Ecco come fare

lettori volontariPermettetemi di parlare ancora di Milano, perché l’iniziativa che vi racconto oggi secondo me vi piacerà. E perché mi piacerebbe sapere se esiste anche nelle vostre città e cosa ne pensate.
Se leggere è un piacere, cos’è leggere in compagnia – e soprattutto – leggere agli altri? E’ fare un viaggio insieme, donare questo piacere a qualcun altro, magari anche farglielo scoprire per la prima volta. Ma credo sia anche mettersi in gioco, per alcuni sfidare la propria timidezza, per altri provare a condividere un momento, quello della lettura, di per sè abbastanza intimo.

E voi avete mai letto ad alta voce per qualcuno? Se siete a Milano, lo potete fare. Il Comune di Milano, attraverso il Patto di Milano per la Lettura, è infatti alla ricerca di lettori volontari: 150 persone che abbiano la voglia e siano disponibili a leggere ad alta voce in scuole, biblioteche, centri ricreativi, carceri, ospedali. Luoghi della città da cui promuovere e trasmettere il piacere della lettura, un valore e una risorsa inestimabile per la crescita di tutti.

Il Patto per la Lettura è lo strumento che il Comune di Milano ha adottato proprio per rendere la lettura un’abitudine sociale diffusa, in primo luogo attraverso esperienze collettive di condivisione della letteratura. Se siete lettori appassionati e volete far parte di questo progetto, potete iniziare compilando un modulo online. Il primo passo, infatti, sarà frequentare un corso di formazione – il prossimo partirà il 20 febbraio. Ce ne saranno nelle varie zone di Milano, e da lì potrà partire la vostra nuova avventura di lettori volontari.
Che ne dite, vi piace l’idea? Conoscete altre esperienze come questa?

MilanoDaLeggere Kasa dei Libri

Dalla biblioteca al museo: libri, scrittori e fotografi in mostra a Milano

MilanoDaLeggere Kasa dei Libri
in foto: La Kasa dei Libri

Scriveva Emilio Salgari: “Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli“. Ma i libri sono un viaggio anche per chi li legge! E lo diventano in maniera ancora più intensa quando escono dalle librerie, animano i musei, si trasformano in mostre come una forma d’arte. E diventano l’occasione di scoprire luoghi del cuore della lettura. E’ proprio quello di cui vi voglio parlare oggi, e lo faccio con Milano. Se anche voi siete in città, segnatevi questi eventi che hanno i libri per protagonisti, e li mettono in mostra.

Ammirare l’Italia nella Biblioteca Sormani

E’ un luogo che sicuramente conoscete bene. Ma se ancora non avete visitato Palazzo Sormani, la sede della Biblioteca centrale di Milano, non perdetene l’occasione. In questi giorni per esempio potrete ammirare una mostra fotografica che nasce da un libro pubblicato da Punto Marte Edizioni a cura di Afi, Archivio fotografico italiano. Si chiama Il Belpaese. Luoghi e genti d’Italia e rimarrà allestita fino al 4 febbraio.

Omaggio a Primo Levi

al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

Letteratura al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia? Sì, se parliamo di uno scrittore che fu anche uomo di scienza, oltre che grande testimone di una tragedia come l’Olocausto. Fino al 19 febbraio nelle sale del museo dedicato a Leonardo Da Vinci si può visitare la mostra I mondi di Primo Levi. Una strenua chiarezza. Racconta la sua vicenda umana e intellettuale.

Lettere d’autore al Laboratorio Formentini

Fu pubblicata per la prima volta nel 1965 la guida Milano in mano, e divenne celebre. Portava la firma di Guido Lopez, giornalista e scrittore, e ci sono ancora pochi giorni di tempo per visitare la mostra dedicata a lui e allo scambio di corrispondenza con altri grandi come Italo Calvino e Benedetto Croce. La trovate al Laboratorio Formentini, in via Formentini 10, nel cuore di Brera. Un luogo da visitare per chi lavora nell’editoria o vorrebbe farlo. E anche per chi è appassionato di tutto ciò che ruota intorno ai mestieri del libro.

Gianni Berengo Gardin e le sue storie davanti all’obiettivo

Quando ho scoperto questo posto mi era sembrato un giardino segreto fatto di libri. E come altro si può definire un appartamento che custodisce volumi, tanti, oggetti legati ai libri e ospita incontri e mostre che hanno i libri per protagonisti? E’ la Kasa dei Libri (la trovate in Largo De Benedetti 4) e fino al 10 febbraio mette in scena l’arte del grande fotografo Gianni Berengo Gardin. Potrete ammirare 50 fotolibri che raccolgono la sua opera. A partire da una delle prime pubblicazioni: Venise des saisons (1965) – con testi di Giorgio Bassani e Mario Soldati.

bookcity Milano 2016 programma

Scoprire Milano con Carlo Emilio Gadda: la passeggiata letteraria a Bookcity 2016

bookcity Milano 2016 programma
credits Yuma Martellanz

L’Uggia disse un giorno al Cattivo Gusto: “Fabbrichiamo una città dove poter imperare senza contrasti: tu sarai re, ed io la regina”.
Detto fatto, messero in piedi alcune scuole di capimastri: e crearono un magistrato a cura del quale fosse imposto un sigillo di ceralacca su ogni piano o disegno che quei capimastri esibivano. I capimastri, quando le loro madri se li portavano ancora, alle dette madri gli si fecero vedere dei cammelli, dei canguri e delle giraffe.
Venuti dopo alcuni mesi alla vita e dopo alcuni anni alla capimastria, e preso il diploma, essi levarono moltissime case di quella città dell’Uggia, a sei e sette piani: le quali case si riscontra che tengono alcunché della giraffa e alcunché del cammello: e un poco anche del dromedario. L’Uggia non le pareva vero e il Cattivo Gusto sentiva che un regno più saldo e più fedeli ministri mai non avrebbe incontrato sulla terra.

Sapete da dove arrivano queste parole? Da Le meraviglie d’Italia, di Carlo Emilio Gadda. E le ho condivise con voi per raccontarvi un viaggio letterario con cui potrete incontrare, molto presto, l’ingegnere-scrittore. Lo potrete fare a Milano, domenica 20 novembre alle 15. In che modo? Partecipando a una passeggiata letteraria sulle orme milanesi di Gadda.

Lo saprete sicuramente già, giovedì 17 novembre a Milano inizia Bookcity, e la città si vestirà di festa con i libri in un turbinio di eventi che meriterebbero senza dubbio il dono dell’ubiquità. Quattro giorni zeppi di incontri con gli autori, spettacoli, mostre e maratone di lettura nei luoghi più disparati e in molti piccoli grandi gioielli meneghini. E infatti Bookcity è anche l’occasione per scoprire più a fondo la città. Se volete orientarvi tra gli oltre mille eventi in programma posso dirvi di dare un’occhiata a questa guida a Bookcity 2016 che ho scritto per Milano Weekend.

Qui, invece, voglio parlarvi di un evento particolare che è stato realizzato da Piedipagina, giovane associazione che racconta Milano attraverso i libri portandovi in giro per le sue strade sulle tracce di scrittori, romanzi e storie. E domenica ci saremo anche io con Chelibromiporto e Cityteller, l’app che geolocalizza i libri.

Cosa faremo? Vi porteremo in giro per Milano insieme a Carlo Emilio Gadda. Ci saranno brani da leggere dai suoi libri (in particolare da Le meraviglie d’Italia, La Madonna dei filosofi, L’Adalgisa) in luoghi significativi per l’ingegnere nella sua svergolata Milano. Una passeggiata che poi si potrà continuare anche virtualmente perché luoghi e citazioni verranno raccolte sulla mappa di Cityteller.

Questo itinerario, attraverso i luoghi e le parole dell’autore stesso, ci condurrà alla scoperta di vari aspetti della sua vita e della sua opera e si concluderà con la presentazione del libro La svergolata Milano di Carlo Emilio Gadda, di Lucia Lo Marco, edito da Perrone Editore.

Per Gadda Milano è città di nascita e non di elezione, d’amore viscerale e di odio, criticata, spesso dissacrata, e insieme celebrata. Questo itinerario, attraverso i luoghi e le parole dell’autore, ci condurrà alla scoperta di vari aspetti della sua vita e della sua opera.

Vi va di partecipare? L’appuntamento con La “svergolata” città dell’Ingegnere. Milano secondo Gadda è domenica 20 novembre alle 15 in via Formentini 10. La partecipazione è gratuita e per info potete consultare il programma. Ci vediamo lì!

In viaggio a Milano con Stendhal ovvero: La grande arte di essere felici

20161005_105538Ci sono luoghi a Milano che custodiscono grandi tesori. Mettete insieme l’immenso archivio di una storica biblioteca, i depositi d’arte di palazzi e musei, e il lavoro meticoloso di un gruppo di persone… e troverete questa chicca che vi consiglio di visitare: alla Biblioteca Sormani La grande arte di essere felici ovvero: l’amore di Stendhal per Milano e un ritratto della città di inizio ‘800.

Era ciò che pensava Stendhal dei milanesi e della città, lui, arrivato dalla Francia, ne era sicuro: il saper vivere era qui. Lo scrisse nel 1817 anche in Roma, Napoli e Firenze, la prima opera in cui Marie-Henri Beyle, nato a Grenoble nel 1783, si firmò con lo pseudonimo con cui lo conosciamo. E sono stati proprio i curatori della mostra a ritrovare queste parole appassionate su Milano e a sceglierle come titolo.

Erano almeno tre le bellezze meneghine per Stendhal: quella dei palazzi, quella dell’arte e della musica e quella femminile. E qui, salendo i gradini dello scalone d’onore di Palazzo Sormani, rivivono non solo attraverso prime edizioni, manoscritti, volumi fitti di annotazioni scritte di suo pugno. In mostra c’è anche Milano, con le sue vedute, i personaggi che animavano i salotti d’inizio ‘800 e le riunioni carbonare, le passeggiate in carrozza lungo i viali, i palazzi e l’Accademia di Brera. Un’immersione in sprazzi di vita di un’altra epoca.

Anche grazie ai tesori custoditi dalla Biblioteca Sormani, che è la biblioteca centrale di Milano, ha festeggiato da poco i suoi primi 60 anni, e con lo scrittore francese ha un legame speciale: ospita il Centro Stendhaliano, con due importanti raccolte, il Fondo Stendhaliano Bucci e la Raccolta Stendhaliana Pincherle.

Stendhal infatti arrivò due volte in città. La prima al seguito delle truppe napoleoniche nel 1800, la seconda nel 1814, quando la elesse a sua residenza principale fino al 1821. Sono quelli gli anni delle passeggiate – amava i cortili e i selciati -, dell’amore per la Scala, delle amicizie con letterati e carbonari e degli amori.

Eccoli ripercorsi qui, in questa mostra. Io ve la racconto per immagini. Voi avete tempo fino al 31 ottobre per visitarla! Trovate la Biblioteca Sormani in Corso di Porta Vittoria 6. L’ingresso alla mostra è da via Francesco Sforza 7.

#MilanoDaLeggere: i muri che raccontano (belle) storie

Franca Rame street art Milano

Tarda mattinata. Esterno giorno. Sono seduta su una panchina al sole in una piccola piazza milanese che sembra Parigi. Mi guardo intorno – come sempre – curiosa e appena dietro l’ingresso di un parcheggio sotterraneo scopro un piccolo grande gioiello. Un murale, colori caldi, arancioni, beige, grandi volti ritratti su quello che sembra un anonimo muro di cinta. Sono i volti di personaggi illustri di Milano, dell’arte, della letteratura, dello spettacolo. Primi piani, grandi, accompagnati da citazioni di autori altrettanto famosi. Proprio davanti a me, per esempio, c’è Franca Rame, la sua acconciatura vaporosa e i suoi grandi occhiali scuri appena incorniciati dai rami di un albero.

Di più non riesco a vedere nè a fotografare. E infatti l’unico ricordo di quella giornata sono un paio di foto, quelle che vedete qui. Perchè – ve l’ho detto? – due settimane fa mi sono fratturata un piede. E infatti quella panchina si trova proprio di fronte a un ospedale specializzato di Milano, il Gaetano Pini. E peccato che le stampelle non mi permettano di andare in giro oltre a fotografare. Ma appena torno a casa mi metto subito a cercare. voglio sapere cos’è quel pezzo di street art a Milano.

Perchè spesso le storie sono belle anche raccontate sui muri. E questa è una storia di bellezza urbana.

Sapete infatti cosa ho scoperto? Che quel murales fa parte di un progetto artistico voluto proprio dall’Ospedale, in occasione dei 140 anni della sua fondazione, un paio di anni fa.

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#MilanoDaLeggere: Stendhal vive nel cuore della Biblioteca Sormani

itinerari letterari a MilanoComputer e faldoni sul tavolo al centro.

Librerie in legno zeppe di volumi alle pareti, rilegati in pelle color porpora.

Un grande specchio ottocentesco sopra un camino spento e, poco più in là, un ritratto ad olio.

E’ quello di Marie-Henri Beyle, meglio noto come Stendhal, ed anche buona parte dei libri che vediamo in giro sono suoi. Li leggeva, li portava con sè ovunque (erano forse loro la sua casa?) ci scriveva sopra appunti, annotazioni, pensieri. E oggi quei libri, e non solo, sono un piccolo grande tesoro che si cela nel cuore di un palazzo storico di Milano: la Biblioteca Comunale Centrale, ovvero la Sormani, al numero 6 di corso di Porta Vittoria.

Ed e’ questo il viaggio letterario in cui vi accompagno oggi. Sia che viviate a Milano, sia che alla prossima occasione di visitarla cerchiate un luogo prezioso da conoscere.

E’ incredibile come i luoghi possano raccontare e custodire storie come questa, che ho scoperto un paio di settimane fa. Vi avevo raccontato dei festeggiamenti per i 60 anni della Biblioteca Sormani di Milano. E dunque ne ho approfittato, per partecipare ad una visita guidata insieme ai bibliotecari che queste sale e questi angoli li conoscono e li amano. Ero curiosa di percorrerne i corridoi, di ammirare i depositi dei libri che di solito rimangono celati ai frequentatori. Ignoravo che questo elegante palazzo del ‘600 custodisse il cuore dei libri amati da Stendhal.

Si chiama proprio Centro Stendhaliano e custodisce due importanti raccolte legate allo scrittore francese: il Fondo Stendhaliano Bucci e la Raccolta Stendhaliana Pincherle.
Perchè Milano fu una città d’elezione, per Stendhal, che tanto viaggiò in Italia (e fu proprio un libro di ricordi e d’impressioni “Roma, Napoli, Firenze”, il primo ad essere firmato con lo pseudonimo di Stendhal), fino a diventare console francese presso lo Stato Pontificio con dimora a Civitavecchia. E proprio qui e a Roma, dopo la morte che lo colse in Francia il 23 marzo 1842, rimasero libri e lettere, riviste e manoscritti che fu l’amico Donato Bucci a custodire.

L’intera storia la potete leggere sul portale dedicato, dove è possibile anche consultare questo patrimonio che è stato digitalizzato.
D’altronde, lo scrittore di Il rosso e il nero e La Certosa di Parma amò evidentemente così tanto il nostro Paese da volere che sulla sua lapide a Parigi fosse scritto così: “Arrigo Beyle milanese“.
Ci guardiamo intorno nella stanza che custodisce questo piccolo grande tesoro e i bibliotecari ci spiegano che leggeva tanto Stendhal, ma annotava anche, ovunque. E oggi sfogliando – pur virtualmente – queste pagine, possiamo immergerci un po’ nella sua vita quotidiana.
Nella sala di consultazione chi sta portando avanti studi e ricerche su Stendhal può consultare i documenti, sia a stampa sia autografi.
Ma naturalmente non è l’unico motivo per cui vi consiglio di visitare la Biblioteca Sormani di Milano. Il palazzo, per esempio, ospita un giardino di lettura affacciato sui palazzi ottocenteschi del centro di Milano e che vi accoglie da aprile a ottobre.
Io ringrazio i bibliotecari per questa bella occasione e vi porto con me in un piccolo tour virtuale, con queste “cartoline” dalla Sormani. Buona passeggiata!

 

 

 

L’arte che non ti aspetti (anche dietro casa): architettura del moderno

architettura moderna
Milano, il Palazzo dell’Arengario oggi Museo del 900

A Berlino lo fanno dagli anni 90 ed è stata la storia a renderli maestri in questo.

Recuperare vecchi spazi – vuoti o in decadenza – e farli rifiorire a nuova vita grazie ad archistar, creativi e finanziamenti. A Milano forse sono arrivati un po’ dopo, ma ormai è una felice tendenza ed è anche per questo che mi piace un po’ di più ogni giorno.
Archeologia industriale che diventa meta di turismo e movida. Vecchi scali ferroviari che si trasformano in mercati bio e trendy. Ciminiere di fabbriche celebri del bere made in Italy che si rivestono di street art (quella della Fernet Branca). Capannoni industriali che diventano la culla della magia teatrale (gli ex spazi Ansaldo oggi Laboratori del Teatro alla Scala, che vi consiglio davvero di andare a visitare).
Ma non si tratta solo di questo.
Siamo abituati a pensare ai beni culturali come alla straordinaria ricchezza dei nostri monumenti, dell’arte, dei paesaggi ricevuti in eredità dai secoli passati. E facciamo ovviamente bene. Eppure spesso tanta bellezza ci riempie talmente tanto da lasciarci dare solo uno sguardo distratto alle “cose moderne”, ai palazzi, alle architetture che ci circondano e che fanno parte del nostro quotidiano. E invece anche così si costruisce il nostro patrimonio.

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Blogger we want you! Sì, mi candido a un’avventura e porto i viaggi letterari con me

blogger we want youBookcity, Milano, la città che legge e che si fa leggere.

Due anni fa, era l’inizio di novembre, guardavo fuori dalla finestra la pioggia scrosciante che ogni tanto si ritirava in tregua e lasciava spazio a qualche raggio di sole.

E anche il mio umore era così, altalenante in maniera assurda ed assolutamente indipendente da ogni controllo razionale. Ero diventata mamma da pochissimi giorni, e nella grandissima gioia si insinuavano, ovviamente, anche angosce e pensieri sconsolati su quello che – pensavo – non sarei riuscita a fare mai più. Ero convinta, per esempio, che non sarei mai più riuscita a leggere i miei amati libri come avevo fatto finora. E poi, ecco, c’era Bookcity fuori e tutti erano a godersi la città che – tra un temporale e l’altro – respirava cultura e incontri. E io ero dentro, e chissà come sarebbe andata poi.

Poi.. poi.. è andata che un anno è passato. Anzi, un po’ meno di un anno, per la precisione, visto che nel 2015 Bookcity è andato in onda a ottobre, per rientrare nel grande ombrello di Expo 2015.

Mattia è cresciuto, e non solo sono tornata a leggere libri (ecco, magari un po’ meno di prima, ma ora leggo anche con lui!), ma ho iniziato a condividere con lui la mia passione, scoprendo che era bello portarlo in biblioteca, agli incontri in libreria, ai festival letterari. E, naturalmente, a Bookcity Milano.

Perchè vi racconto tutto questo? Perchè ho deciso di partecipare ad un “reclutamento” che mi sta molto a cuore. Quello di Grazia.it con il suo “Blogger we want you!”. Sì, il sito della rivista dà spazio ai blog e dà loro anche la possibilità di diventare blog ufficiali.

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