MilanoDaLeggere Kasa dei Libri

Dalla biblioteca al museo: libri, scrittori e fotografi in mostra a Milano

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in foto: La Kasa dei Libri

Scriveva Emilio Salgari: “Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli“. Ma i libri sono un viaggio anche per chi li legge! E lo diventano in maniera ancora più intensa quando escono dalle librerie, animano i musei, si trasformano in mostre come una forma d’arte. E diventano l’occasione di scoprire luoghi del cuore della lettura. E’ proprio quello di cui vi voglio parlare oggi, e lo faccio con Milano. Se anche voi siete in città, segnatevi questi eventi che hanno i libri per protagonisti, e li mettono in mostra.

Ammirare l’Italia nella Biblioteca Sormani

E’ un luogo che sicuramente conoscete bene. Ma se ancora non avete visitato Palazzo Sormani, la sede della Biblioteca centrale di Milano, non perdetene l’occasione. In questi giorni per esempio potrete ammirare una mostra fotografica che nasce da un libro pubblicato da Punto Marte Edizioni a cura di Afi, Archivio fotografico italiano. Si chiama Il Belpaese. Luoghi e genti d’Italia e rimarrà allestita fino al 4 febbraio.

Omaggio a Primo Levi

al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

Letteratura al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia? Sì, se parliamo di uno scrittore che fu anche uomo di scienza, oltre che grande testimone di una tragedia come l’Olocausto. Fino al 19 febbraio nelle sale del museo dedicato a Leonardo Da Vinci si può visitare la mostra I mondi di Primo Levi. Una strenua chiarezza. Racconta la sua vicenda umana e intellettuale.

Lettere d’autore al Laboratorio Formentini

Fu pubblicata per la prima volta nel 1965 la guida Milano in mano, e divenne celebre. Portava la firma di Guido Lopez, giornalista e scrittore, e ci sono ancora pochi giorni di tempo per visitare la mostra dedicata a lui e allo scambio di corrispondenza con altri grandi come Italo Calvino e Benedetto Croce. La trovate al Laboratorio Formentini, in via Formentini 10, nel cuore di Brera. Un luogo da visitare per chi lavora nell’editoria o vorrebbe farlo. E anche per chi è appassionato di tutto ciò che ruota intorno ai mestieri del libro.

Gianni Berengo Gardin e le sue storie davanti all’obiettivo

Quando ho scoperto questo posto mi era sembrato un giardino segreto fatto di libri. E come altro si può definire un appartamento che custodisce volumi, tanti, oggetti legati ai libri e ospita incontri e mostre che hanno i libri per protagonisti? E’ la Kasa dei Libri (la trovate in Largo De Benedetti 4) e fino al 10 febbraio mette in scena l’arte del grande fotografo Gianni Berengo Gardin. Potrete ammirare 50 fotolibri che raccolgono la sua opera. A partire da una delle prime pubblicazioni: Venise des saisons (1965) – con testi di Giorgio Bassani e Mario Soldati.

In viaggio a Milano con Stendhal ovvero: La grande arte di essere felici

20161005_105538Ci sono luoghi a Milano che custodiscono grandi tesori. Mettete insieme l’immenso archivio di una storica biblioteca, i depositi d’arte di palazzi e musei, e il lavoro meticoloso di un gruppo di persone… e troverete questa chicca che vi consiglio di visitare: alla Biblioteca Sormani La grande arte di essere felici ovvero: l’amore di Stendhal per Milano e un ritratto della città di inizio ‘800.

Era ciò che pensava Stendhal dei milanesi e della città, lui, arrivato dalla Francia, ne era sicuro: il saper vivere era qui. Lo scrisse nel 1817 anche in Roma, Napoli e Firenze, la prima opera in cui Marie-Henri Beyle, nato a Grenoble nel 1783, si firmò con lo pseudonimo con cui lo conosciamo. E sono stati proprio i curatori della mostra a ritrovare queste parole appassionate su Milano e a sceglierle come titolo.

Erano almeno tre le bellezze meneghine per Stendhal: quella dei palazzi, quella dell’arte e della musica e quella femminile. E qui, salendo i gradini dello scalone d’onore di Palazzo Sormani, rivivono non solo attraverso prime edizioni, manoscritti, volumi fitti di annotazioni scritte di suo pugno. In mostra c’è anche Milano, con le sue vedute, i personaggi che animavano i salotti d’inizio ‘800 e le riunioni carbonare, le passeggiate in carrozza lungo i viali, i palazzi e l’Accademia di Brera. Un’immersione in sprazzi di vita di un’altra epoca.

Anche grazie ai tesori custoditi dalla Biblioteca Sormani, che è la biblioteca centrale di Milano, ha festeggiato da poco i suoi primi 60 anni, e con lo scrittore francese ha un legame speciale: ospita il Centro Stendhaliano, con due importanti raccolte, il Fondo Stendhaliano Bucci e la Raccolta Stendhaliana Pincherle.

Stendhal infatti arrivò due volte in città. La prima al seguito delle truppe napoleoniche nel 1800, la seconda nel 1814, quando la elesse a sua residenza principale fino al 1821. Sono quelli gli anni delle passeggiate – amava i cortili e i selciati -, dell’amore per la Scala, delle amicizie con letterati e carbonari e degli amori.

Eccoli ripercorsi qui, in questa mostra. Io ve la racconto per immagini. Voi avete tempo fino al 31 ottobre per visitarla! Trovate la Biblioteca Sormani in Corso di Porta Vittoria 6. L’ingresso alla mostra è da via Francesco Sforza 7.

Viaggi letterari: a Chicago nascerà il Museo degli scrittori americani

museo degli scrittori americani a ChicagoAGGIORNAMENTO DEL 28 FEBBRAIO 2017: Finalmente c’è una data: l’American Writers Museum aprirà a Chicago il 16 maggio 2017

Amanti dei viaggi letterari negli Stati Uniti segnatevi questa notizia: nel 2017 Chicago diventerà per voi una destinazione da non perdere. The windy city diventerà, infatti, la casa dell’American Writers Museum, ovvero la prima istituzione nazionale che celebrerà gli scrittori americani.

La notizia del museo degli scrittori americani circolava da un po’ ma da qualche giorno ha un indirizzo, 180 North Michigan Avenue, vicino ad altri centi culturali come The Art Institute of Chicago, il Chicago Symphony Center, i Pritzker Military Museum and Library, e la Chicago Architectural Foundation, e una data un po’ più certa, la primavera del 2017.
Da Mark Twain a Louise May Alcott, da Jack Kerouack a Emily Dickinson, da Ray Bradbury a Truman Capote.. e l’elenco degli autori made in Usa che hanno costruito pagina dopo pagina il nostro immaginario collettivo potrebbe continuare all’infinito. Forse è per questo che, nel progetto dell’American Writers Museum, c’è l’idea di dare spazio di volta in volta a nomi e volti diversi, di catturare i visitatori con le nuove tecnologie, la multimedialità, le mostre temporanee e gli eventi interattivi.
La sua costruzione deve ancora iniziare ma è facile avere un’anticipazione di quello che sarà: basta infatti andare sul (curatissimo) sito dell’American Writers Museum, e farvi un giro tra rendering, video e racconti pubblicati sul blog.

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#MilanoDaLeggere: a settembre la mostra “Milan, a place to read” celebra la città raccontata da libri e scrittori

Milano da leggere
Milano, Giardini Publici Indro Montanelli, credits: Mariangela Traficante

Scoprire Milano attraverso le sue suggestioni letterarie.

E’ quello che mi piace fare in questo blog con la rubrica #MilanoDaLeggere. ed è quello che sarà possibile provare anche grazie ad una delle mostre a Milano che approda proprio in città dopo l’estate. Si chiama Milan a place to read, e vuole celebrare il rapporto di Milano con il mondo dei libri e della letteratura.

E poi Milano quest’anno è anche Città del Libro. E poi questa mostra la pregusto come un’ottima preparazione a Bookcity, l’evento che porterà libri e scrittori in giro per la città e che quest’anno si anticipa alla fine di ottobre per rientrare sotto l’enorme e sfaccettato cappello di Expo 2015 e di Expo in Città.
Cosa sarà Milan, a place to read? Si tratta di una mostra bilingue, in italiano e in inglese, per raccontare la Milano degli scrittori, degli editori, ma anche e soprattutto quella dei lettori. Prendendo spunto da un personaggio, o da un luogo meneghino, dalla Scala a Piazza degli Affari allo stadio di San Siro.
E’ promossa dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, in collaborazione con Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Regione Lombardia, Comune di Milano e Associazione Italiana Editori e con il contributo di Fondazione Cariplo. Debutta a settembre in via Formentini 10 a Milano e si potrà visitare fino all’11 novembre.

mostre a MilanoE lo farà raccontando la città in tre sezioni:

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Viaggio in Oman in cinquanta scatti: vi consiglio una bella mostra (gratuita) da vedere a Milano

mostra fotografica Oman

Volti intensi e mani rosse di hennè, il profumo immaginato dei boccioli di rosa, del thè e del caffè, paesaggi di acqua, rocce e sabbia.

Oggi vi porto in un viaggio in Oman, attraverso un reportage di cinquanta bellissime immagini, che potete ammirare a Milano. Eccola infatti la bellezza di Expo 2015 anche al di fuori dei padiglioni di Rho: che anche la città si anima, di eventi e iniziative come questa, legata all’Esposizione Universale, che ho avuto la fortuna di visitare ieri, giorno della sua inaugurazione, e che voglio raccontarvi per almeno tre motivi: le foto sono davvero suggestive e raccontano diverse anime del Paese, è una mostra a ingresso gratuito, ed è ospitata in un luogo di una Milano centralissima, il Museo della Permanente, in via Turati 34, ma che forse pochi conoscono rispetto ad altri luoghi della cultura milanesi.

E, dunque, è una di quelle cose belle che vanno valorizzate!

La mostra fotografica rientra proprio nelle attività realizzate dall’Oman in occasione di Expo 2015, si chiama “Oman, Harvest beyond landscapes” porta per la prima volta in Italia un allestimento di cinquanta scatti realizzati da diciotto fotografi internazionali.

Lo spirito delle immagini? Raccontare la natura sfaccettata dell’Oman ed il suo rapporto con gli uomini e le donne che lo hanno abitato e ancora lo abitano. Una natura spesso aspra, come tra rocce e deserto, ma che sa diventare generosa grazie all’acqua.

E viene raccontata in quattro declinazioni: Harvest, dedicata al raccolto in tutte le sue accezioni, dalla pesca ai campi al tripudio di incenso e spezie nei mercati; Landscapes, scenari che si trasformano, dalle distese desertiche ai villaggi dell’entroterra. People, volti di donne, uomini, bambini, ed esperienze di vita, Flow, l’acqua, dagli antichi canali chiamati aflaj fino ai campi irrigati ed alle oasi.

La mostra è a ingresso libero, si può visitare fino al 27 maggio presso la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permamente di Milano, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.30.

Qui ve ne regalo qualche scorcio, ma se siete in zona vi consiglio di andare a visitarla dal vivo, merita!

Il cielo sopra l’America. Per scoprire il fotografo Wim Wenders

Western World Development, Near Four Corners, California © for the reproduced works and texts by Wim Wenders: Wim Wenders/Wenders Images/Verlag der Autoren 1986
Western World Development, Near Four Corners, California © for the reproduced works and texts by Wim Wenders: Wim Wenders/Wenders Images/Verlag der Autoren
1986

Cosa succede se un grande regista, visionario, sperimentale, imbraccia una macchina fotografica e si mette a scattare, non immagini in movimento, ma fotogrammi, di quelli però che raccontano il Paese più on the road che c’è? Succede che arriva Wim Wenders. America. E’ lui infatti il regista di cui sopra, e questo è il titolo di una mostra che spero di andare a vedere al più presto!

Dalla fine degli anni Settanta al 2003, Wim Wenders ha girato gli Stati Uniti e fermato su pellicola i suoi anni americani, ma soprattutto paesaggi, architetture, strade. Che sono in mostra, proprio da oggi, a Varese. Durerà fino al 29 marzo l’allestimento che porta l’America di Wim Wenders a Villa Panza grazie al Fai Fondo Ambiente Italiano. Una mostra che lo stesso Wenders ha voluto dedicare a “due” Hopper, l’amico Dennis e il pittore Edward, l’artista della luce americana per eccellenza.

© Donata Wenders
© Donata Wenders

“I paesaggi danno forma alle nostre vite, plasmano il nostro carattere, definiscono la nostra condizione umana e se sei attento acuisci la tua sensibilità nei loro confronti, scopri che hanno storie da raccontare e che sono molto più che semplici luoghi.”

A Villa Panza Wenders mette in mostra trentaquattro immagini, spesso vere e proprie gigantografie. Alcune vengono scattate con una Leica usata per esplorare i nuovi set da immortalare nei film, ma il regista passa in seguito ad una Makina-Plaubel con pellicola negativa Eastman per “guardare le cose (regarder)” e “conservarle (garder)”. E così l’artefice del Cielo sopra Berlino immortala i grandi spazi americani come quelli texani, ma non solo: nella Scuderia della Villa la mostra si conclude con Ground Zero, l’omaggio a New York ferita.

Che dire? Che sono troppo curiosa di scoprire il Wim Wenders fotografo, e voi?

(Tutte le info le trovate nel sito di Wim Wenders. America)

Un viaggio intorno al “Tema Libro” con un artista delle copertine: succede a Milano

mostra Kasa dei libriSapete qual è uno dei motivi per cui amo troppo i libri di carta per cedere alla comodità dell’e-reader? Sentire le pagine sotto le dita, il peso del libro in borsa o tra le mani e, anche, la bellezza di lasciarmi affascinare dalle copertine e di poterle ammirare tangibili, da vicino. E sono loro stesse un viaggio, tra stili, artisti, mondi.

Troppo spesso trascurate, senza tenere in considerazione che non si tratta solo di uno strumento di marketing (e’ ovvio che in libreria e’ la copertina la prima cosa ad attrarre curiosi ed indecisi): dietro ci sono molto spesso degli artisti della matita, o dell’obiettivo fotografico.

Per fortuna c’è chi dà loro merito, come nella mostra di cui vi ho parlato la settimana scorsa.
Ma oggi è un altro l’evento di cui vi voglio parlare, che non è precisamente incentrato sulle copertine ma con loro ha molto a che fare. E anche con me, e con una coincidenza: quando ho preso in mano il libro che sto leggendo in questi giorni, Absurdistan di Gary Shteyngart, non avrei immaginato che della sua bella copertina rossa, o meglio dell’artista che l’ha realizzata, avrei sentito riparlare a brevissimo. Lui è Guido Scarabottolo, illustratore e grafico, deus ex machina dell’immagine della casa editrice Guanda di cui, quasi come uno stilista, veste le belle copertine. E che a Milano è protagonista di una mostra che potete visitare ancora per pochi giorni, fino al 3 ottobre, alla Kasa dei Libri.

Da New York in una fantomatica ex Repubblica Sovietica che poi tanto lontana dalla realta' non e': ecco il viaggio in Absurdistan
Da New York in una fantomatica ex Repubblica Sovietica che poi tanto lontana dalla realta’ non e’: ecco il viaggio in Absurdistan

Ma attenzione: non si tratta di una mostra di copertine, bensì di un allestimento che è un viaggio intorno al libro, o meglio intorno al Tema Libro: un fil rouge con 90 immagini, che si srotola per 40 metri di carta da parati in cui sono raccontati i disegni che hanno come protagonista il libro in tutti i suoi ambienti. Lettori volanti, pile di libri, sedie che leggono. All’insegna della fantasia e del colore. E una certezza: leggere è bello ovunque!
La mostra è aperta tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì tra le 15 e le 19. Trovate la Kasa dei Libri di Milano in Largo De Benedetti 4.

Ecco per voi alcune immagini della mostra, con l’allestimento fotografato da Claudia Vena e Michela Kerbaker, collaboratrici della Kasa dei Libri

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Il Mediterraneo in centoquaranta fotografie. A Milano

Marsiglia. Credits Triennale, foto di Marie Bovo
Marsiglia. Credits Triennale, foto di Marie Bovo

Vi è mai capitato di trovarvi altrove, in un’altra terra mediterranea, e sentirvi a casa? Un fascio di luce intensa, una fila di panni stesi, una voce che rimbalza da un cortile all’altro, certe tonalità di colore.

A volte basta poco, per chi come me è nato a sud, a ritrovare queste sensazioni in una via dell’Andalusia, un porto francese o un mercato tunisino. Perché, in fondo, siamo tutti Mediterraneo, con il nostro bagaglio comune di storie ma anche tante sfaccettature diverse, diversità da coltivare. Mi è piaciuto pensarlo così, mentre la scoprivo sfogliando il giornale stamattina, lo spirito di una mostra che si inaugura oggi a Milano e che voglio assolutamente andare a vedere. Primo, perché si tratta di fotografia, secondo, perché racconta per immagini, appunto, il Mediterraneo, terra comune ed “esotica” al tempo stesso. Terzo, e non guasta, perché è gratuita, e con questo lancio un messaggio a chi è convinto che a Milano si debba pagare per tutto, sempre. Non è vero! ci sono un mucchio di eventi ed iniziative culturali assolutamente avvicinabili, basta avere un pizzico di curiosità, come sempre del resto.
Ma torniamo al Mediterraneo! “The Sea is my land” si chiama la mostra allestita da oggi e per tutta l’estate o quasi, fino al 24 agosto, alla Triennale di Milano. L’esposizione vede riuniti 140 lavori di 23 artisti, prevalentemente giovani (quasi tutti under 40, dice Emanuela Mazzonis, che l’ha curata insieme a Francesco Bonami, mentre la realizzazione è a cura di Bnl Gruppo Bnp Paribas), provenienti dai Paesi bagnati dal Mar Mediterraneo. Dalla Siria ad Israele, dalla Spagna all’Algeria passando per l’Egitto e l’Albania, i Paesi del Mare Nostrum sfilano seguendo tre percorsi, le città, la guerra, la realtà interpretata.
E’ aperta dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 20.30, il giovedì invece fino alle 23.

parco sempione Milano
Parco Sempione. Credits chelibromiporto.com

Ora non mi resta che decidere quando andarci (e magari anche approfittare di una pausa nel bel Parco Sempione su cui affaccia il palazzo della Triennale!).

Guy Delisle in mostra: e i viaggi a fumetti entrano nella mia wish list!

Guy Delisle

Esiste la definizione “graphic travel journalism”? Non ne sono sicura, quel che è certo è che, qualche settimana fa, mi è capitato di osservare qualcosa a cui calzerebbe a pennello. Intendiamoci, per me è stata una piacevole scoperta perché non mi sono mai lasciata andare (finora!) al mondo del fumetto, quindi non me ne vogliano i cultori del genere se oggi vi racconterò, con lo stupore del principiante, di lui, di Guy Delisle, autore canadese di graphic novel.

I fatti: all’inizio di novembre è andata in scena, come sempre, Lucca Comics & Games ed io ci sono andata per la prima volta (scoprendo un mondo affascinante, ma questa è un’altra storia e qualcosa l’ho raccolta già qui). Non solo cosplayer e padiglioni: il fumetto era anche protagonista di una bella serie di mostre allestite a Palazzo Ducale. Tra queste, ce n’era una dedicata a Guy Delisle, con le sue tavole che raccontano il mondo. Fumetti, sì, graphic journalism, ma fortemente intriso di reportage. Perché Delisle, fumettista (ma non vi pare un po’ troppo understatement definire così questi artisti?) canadese nato a Quebec City nel 1966, ha girato l’Oriente: Cina, Corea del Nord, Birmania (ma anche Israele) e lo ha disegnato raccontando delle storie.

Quello che mi ha colpito? E’ che Delisle in quei luoghi non ci è andato con il compito di fare del giornalismo. Non è arrivato lì su contratto di un giornale o di un altro mezzo di informazione. Ci si è trovato per altro. Dopo aver studiato animazione presso lo Sheridan College di Oakville, Delisle ha lavorato per diversi studi in Canada, Germania, Francia, Cina e Corea del Nord, fra cui CinéGroup di Montreal. E proprio il suo lavoro di supervisore lo porta in Asia e la raccontera’ in due graphic novel/reportage, Shenzen e Pyongyang, pubblicati in Francia dalla casa editrice indipendente L’Association. In Birmania e Israele, invece, ci va per seguire la compagnia, amministratrice di Medici senza Frontiere. Nasceranno Cronache Birmane e Cronache di Gerusalemme.

Forse è per questo che le sue tavole sembrano in bilico tra l’inchiesta e la storia intima, il reportage e il racconto ironico. “Un giornalismo con le mani in tasca”: così lo definisce in una bella intervista rilasciata ad Andrea Coccia per Linkiesta proprio da Lucca, dove tratteggia la sua “poetica” e racconta come prendono forma le sue storie.

Vita quotidiana e attualità politica, curiosità da straniero e usi e costumi locali: esce un po’ di tutto dalla matita di Guy Delisle, compresa qualche “massima” di viaggio (e fumetti) da fare nostra. Una bella mostra che siamo stati fortunati a vedere a Lucca ma che, ahimè, non si ripeterà a breve. E’ stato lui stesso a confermarmelo (rispondendo in modo fulmineo, con mio gran stupore, ad una e-mail , certo non cosi’ in fretta!) che – testuali parole – le sue tavole son tornate a casa con lui e che non sono previsti nuovi allestimenti. Speriamo cambi idea. Io intanto vi regalo qualche scatto preso a Lucca, buona visione!

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