Il bello di leggere? In metropolitana! Ispirazioni dal Brasile a Roma

libri in metropolitanaChe i libri, romanzi, racconti, reportage, e dunque non solo guide e libri di viaggio, possano essere ottimi compagni di viaggio per andare alla scoperta del mondo è l’idea che condivido fortemente e intorno a cui gira tutta la creazione del mio blog. Come anche il fatto che gli scrittori, raccontando storie, riescano in molti casi a coglierel’essenza vera di un posto. E grazie alla tecnologia noi oggi abbiamo la possibilità di far tornare queste pagine a nuova vita e trovare forme innovative di racconto e condivisione, come le App-mappe letterarie per esempio. Per un turismo di nicchia, quello letterario, ma che cresce e si alimenta anche grazie alla Rete.
E non solo per viaggiare lontano, ma anche per visitare e dare nuovo valore alle strade che abbiamo sotto casa.
E, anche, per riscoprire il piacere di leggere mentre aspettiamo l’autobus, o viaggiamo su un treno.
Il rapporto tra la lettura e i mezzi pubblici, si sa, è di lunga data. Anzi, tra le storie e i mezzi pubblici, perchè questi ultimi non ci offrono solo il piccolo “lusso” di poterci rilassare – quando l’ora di punta ce lo permette ed i pendolari ne sanno ahimè qualcosa – sfogliando un libro. C’è chi ama sbirciare cosa sta leggendo il suo vicino di sedile. Chi osserva tutto, gesti, volti, abiti, e ci ricama su delle storie. Chi si immerge nella lettura per isolarsi dal traffico cittadino.

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Capita anche a voi?

Allora non c’è da stupirsi se sono proprio i mezzi pubblici il posto dove stanno nascendo tante iniziative dedicate a chi ama leggere. Ma anche a chi non legge affatto e si spera così di incuriosirlo. La novità? E’ che così facendo si stanno esplorando tanti piccoli e grandi nuovi usi della tecnologia applicata al piacere di un libro. E la differenza tra le varie esperienze sta in fondo quasi tutta qui: gli ingredienti sono un po’ ovunque gli stessi, varia il mix tra carta e pixel.

Ci pensavo proprio l’altro giorno, scoprendo la nuova iniziativa lanciata a Milano dal Sistema Bibliotecario e dal Comune (di cui vi parlerò tra qualche riga): e allora ho pensato: perchè non raccogliere un po’ di queste idee virtuose? E dunque eccole qui, arrivano dall’estero e da vicino a noi. E sono un work in progress. Perchè sono sicura che ce ne siano anche altre in giro, anzi se le conoscete avete voglia di segnalarmele?

Le ispirazioni pendolari

subway-925831_1920I viaggi sui mezzi pubblici ispirano storie. i più creativi le raccolgono e ci fanno blog, libri, reading musicali. Eccone alcuni che avrete forse già conosciuto perchè ne ho già parlato proprio qui:

  • Libri in metro: è un blog che ruota intorno ai libri osservati appunto sui mezzi pubblici dalla squadra dei “bookwatcher”, che poi ci ricamano su piccoli pensieri
  • Città nuda (Le mille anime di New York): è un libro di Antonio Monda, giornalista e scrittore di casa a New York, che raccoglie foto “rubate” ai commuter della metrò della Big Apple e brevi racconti ispirati dai loro volti
  • TrainDogs: racconti brevi, poche righe, uno al giorno, su Facebook, scritti da Fabio Palombo ispirato dai pendolari come lui sul treno per Milano (e ora sono anche uno spettacolo teatrale e un libro)

Il distributore di libri a Grenoble

Distributori di libri GrenobleUn distributore di racconti accanto a quelli di snack e bibite. Accade a Grenoble, dove l’idea l’ha avuta proprio una casa editrice specializzata in short stories. Si chiama – non a caso – Short Edition (tutto ciò che si legge in meno di venti minuti, recita il loro sito web) – e l’anno scorso ha piazzato in città otto dispender decisamente originali. Sì, perchè per ricevere il racconto occorre stamparlo: si preme un bottone e ne uscirà un foglio di carta simile a quello di uno scontrino. Sopra, il racconto, che gli aspiranti lettori urbani posso scegliere in base al tempo che vogliono “riempire”: un minuto, tre minuti, cinque minuti. Le storie sono scelte tra le migliori prodotte dalla web community di Short Edition.

Il libro-biglietto nella metro di San Paolo

libri biglietto metro BrasileDi questa storia avrete sicuramente sentito parlare perchè ha fatto il giro del web: sono i TicketBooks lanciati in Brasile da L&PM Editori. In Brasile si legge poco, pochissimo, e allora la casa editrice, una delle più importanti del Paese, ha escogitato questo progetto per invogliare la circolazione dei libri: una collana di tascabili che funzionano anche come biglietto della metropolitana, a San Paolo.

Dentro infatti c’è una tessera, sotto la copertina, come se fosse un normale abbonamento. Che, una volta “finito” il libro, si può ricaricare per regalare il romanzo a qualcun altro e spingerlo a scoprire il piacere di leggere. Al momento i libri sono dieci, e si va da grandi classici come Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald e l’Amleto di Shakespeare, ad autori brasiliani come Mario Quintana.

A Roma l’App dei racconti a tempo

read and goA Roma invece c’è ReadAndGo. E’ una nuova app ed è stata creata da Omero, la prima scuola di scrittura in Italia nata nel 1988. Siete alla fermata dell’autobus, volete sapere quanto dovrete attendere il prossimo e, soprattutto, come ingannare l’attesa? I minuti ve li dice l’app, che seleziona anche i racconti con i quali potrete trascorrerli leggendo, scelti tra le storie passate tra le mani della scuola nel corso degli anni.

A Milano il libro si scarica col Qr code

Milano da leggereSul blog, l’anno scorso, ho creato la rubrica #MilanoDaLeggere, per raccontare Milano attraverso i libri. E per questo non posso che condividere la nuova iniziativa appena lanciata dal settore Cultura del Comune di Milano e dal Sistema Bibliotecario di Milano. Si chiama anche lei Milano Da Leggere (chissà, mi piace fantasticare che si siano lasciati ispirare dalla mia rubrica, perchè no?) ed è una idea di città condivisa: i mezzanini della metropolitana e altri luoghi di passaggio in città si tappezzano di scaffali virtuali di libri che narrano in forme diverse Milano, dall’800 ai giorni nostri e con uno sguardo al futuro.
Saranno appesi dei manifesti con la presentazione dei titoli dei libri associati a QRCode con i quali scaricare l’ebook. Ci sono i racconti di “Respirare parole”, quelli di Emilio De Marchi e un’opera di Giovanni Verga. Al momento sono dieci.
Qui si possono trovare i dettagli del progetto e i libri.

La trovo un’idea molto interessante, ne conoscete altre analoghe in altre città italiane o internazionali da segnalare?

Anatre, librerie e cinema: il Giovane Holden di J.D. Salinger fa visita a Milano

Il Giovane Holden di J.D. Salinger
Dove vanno le anatre – la serata di Tribook dedicata al Giovane Holden di J.D. Salinger a Milano

“Ha presente le anatre che ci sono nel laghetto vicino a Central Park South? Quello piccolo? Lei per caso sa dove vanno, quelle anatre, quando l’acqua si ghiaccia? Non è che lo sa?”

Mettete insieme un romanzo cult (l’avete riconosciuto, vero, il‪ ‎Giovane Holden di J.D. Salinger‬?), una giovane piattaforma online dedicata alle librerie indipendenti e un cinema piccolo ma “di culto” a Milano: ecco le cose belle e le sinergie che possono nascere in nome della cultura e della capacità di farla e diffonderla in maniera innovativa.
Oggi infatti voglio condividere con voi un evento che si terrà il prossimo 28 febbraio a Milano. Milano che diventa un po’ New York (con le sue ricche suggestioni letterarie), e d’altronde non è stato siglato proprio l’anno scorso un gemellaggio tra la città meneghina e la Grande Mela, per la reciproca promozione turistica?

Central Park New York
New York Central Park credits Mariangela Traficante

E qui si tratta, in fondo, di turismo letterario. La serata in onore del Giovane Holden di J.D. Salinger è organizzata infatti da Tribook, una giovane piattaforma che vuole valorizzare i librai indipendenti di Milano, li mette in rete e in contatto con i lettori (ne avevo parlato qui l’anno scorso)

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Un tesoro per i creativi alla New York Public Library: oltre 187mila immagini (libere)

New York Public Library
credits: Mariangela Traficante

La prima sensazione è stata chiara: stordimento.

Appena letta la notizia, sono atterrata sul sito della New York Public Library e mi sono chiesta: e quindi come si fa? Poi, pian piano, ho capito che qualche “percorso” per raccapezzarsi c’era e altri sono destinati ad arrivare. Perchè – lo sapete? – la notizia è che la New York Public Library ha allargato le possibilità del suo immenso archivio digitale, rilasciando in dominio pubblico oltre 187mila documenti fotografici. Tutti scaricabili liberamente, e con la libertà di riutilizzarli in qualunque modo. Anzi: “Everyone has the freedom to enjoy and reuse these materials in almost limitless ways” recita il sito della New York Public Library. Che ha deciso di mettere a disposizione il download nella più alta risoluzione possibile, direttamente dal portale dedicato alle sue Digital Collections. Senza necessità di autorizzazione nè restrizioni.

archivio New York Public Library collezione di fotografie
E c’è davvero di tutto in questo zibaldone digitale: mappe storiche, fogli manoscritti di autori come Walt Whitman e Nathaniel Hawthorne (l’autore de La Lettera Scarlatta), illustrazioni botaniche e fotografie d’epoca, antichi testi religiosi e persino le planimetrie degli appartamenti newyorchesi degli anni ’20.

Solo le mappe e gli atlanti, giusto per fare un esempio, sono più di 20mila. E come resistere a scoprire com’era la Grande Mela negli anni ’30?

New York Public Library
New York Public Library, credits: Mariangela Traficante

La New York Public Library, un “monumento” da non perdere in un viaggio a New York, un’istituzione storica e al tempo stesso perfettamente a suo agio nel mondo scandito da social e digitale. Sì, perchè l’idea di mettere a disposizione liberamente il proprio archivio non è una scelta qualunque ma anche una bella intuizione: miscelare il passato al futuro, le carte e le pergamene ai tablet. Scoprire come poter dare nuova vita e vitalità ad una massa immane di documenti che rischierebbe invece di rimanere a prendere polvere a solo beneficio di qualche studioso.

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Un viaggio a New York è più bello da insider: ecco le video-guide ai quartieri

Like a local”.

Harlem viaggio a New York libri
Harlem, New York

Ormai è un mantra nel mondo dei viaggi. Per fortuna, aggiungo io. Spazziamo via le le escursioni “plastificate” e i negozi “a misura di turista”. Per godere appieno di una città (e non è detto che sia sempre e solo in senso positivo, ma la realtà va conosciuta a 360 gradi), scendiamo dal bus turistico e prendiamo la metropolitana o il treno dei pendolari. Giriamo a piedi per i quartieri. Curiosiamo nei mercati rionali e svoltiamo nelle viuzze laterali. Le migliori esperienze di viaggio io le ho fatte così. E credo anche voi! Perchè non si tratta certo di una tendenza nuova, chi ama viaggiare lo sa. A cominciare da siti come Spotted by locals, che propone una serie di blog e guide di citta’, in pdf e mobile, con le dritte di chi  ci vive.

Ma sempre di più se ne sono accorti anche gli enti di promozione turistica in giro per il mondo: e, così, via a tour guidati dagli abitanti del posto, consigli dei locali, esplorazioni urbane.
Poteva mancare la Grande Mela? Assolutamente no. Anche perchè non riesco a pensare ad un luogo migliore dove trascorrere qualche giorno like a local possa fare la differenza!
Che poi, like a local a New York è un concetto piuttosto vago, e sfaccettato. Tanto quanto sono sfaccettati i suoi boroughs.

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Un viaggio a New York sulle orme di Holden, Gatsby e gli altri: è il progetto di Davide e Serena e li potete sostenere anche voi

Viaggio a New York libriUna grande passione per la letteratura americana, un progetto originale a cui ognuno può dare il suo contributo … ed una città che, beh, per molti è LA città. Se questo blog continua a condurmi da lei, New York, non può essere un caso!

Forse è proprio perchè la Grande Mela rappresenta davvero il luogo dei sogni. Ed è un sogno anche quello di cui vi voglio raccontare oggi, un sogno però da trasformare in realtà.
Si chiama NY Literary Journey, e lo hanno creato Davide Piacenza e Serena Noto, due venticinquenni esperti di lingua e letteratura inglese. L’idea? Un viaggio a New York da vivere e da percorrere seguendo le orme del Grande Gatsby, del giovane Holden, e tutti gli altri personaggi che hanno immortalato per sempre la Grande Mela tra le pagine dei romanzi. Per poi fare di questa esperienza un libro.
Un reportage di viaggio letterario con in tasca i migliori libri ambientati a New York. Anzi, anche quelli scelti da chi vorrà partecipare virtualmente. Perchè per partire (l’idea è quella di trascorrere dieci giorni a New York ad aprile del prossimo anno) Davide e Serena hanno deciso di chiedere la collaborazione di tutti lanciando un progetto di crowdfunding: per tutti coloro che vorranno sostenerli in questa avventura arriverà un piccolo riconoscimento e la possibilità di scegliere uno dei libri con cui raccontare New York. Non vi sembra un bellissimo modo di legare viaggio e letteratura?

A raccontarcelo ora sono direttamente loro, Davide e Serena.

Ci dite qualcosa di voi?

Abbiamo entrambi 25 anni. Davide è redattore di Rivista Studio, un periodico culturale con sede a Milano. Serena è nel mezzo di uno stage sito in tutt’altro campo, al momento, ma sogna un futuro da traduttrice letteraria. All’università – che è dove ci siamo conosciuti, per la cronaca rosa – abbiamo studiato tutti e due lingue e letterature straniere”.

Come è nata l’idea del NY Literary Journey e come verrà realizzata? Qual è il vostro obiettivo?

“Come abbiamo scritto sulla pagina del fundraising, l’idea viene da un pezzo pubblicato sul sito della rivista di Davide, in cui l’autore, Michele Turazzi, passeggiava per le vie di Milano nei luoghi citati da passi di libri di Hemingway, Scerbanenco, Buzzati e molti altri. L’intenzione è “spostarla” a New York e ampliarla in un libro”.

Avete stilato un elenco preciso di scrittori e opere di cui volete ripercorrere le orme? Chi sono? O vi lascerete trasportare anche dall’improvvisazione?

“No, perché è innanzitutto chi contribuisce a decidere quali opere dovremo ripercorrere. Ma di certo abbiamo autori e libri preferiti che inseriremo: sicuramente Gatsby e Holden, Capote, tutta quella generazione, ma anche Broyard e Mailer. Ce ne sono diversi”.

Come volete organizzare il vostro viaggio a New York? Quali saranno le tappe imprescindibili? Avete già dei vostri “luoghi del cuore letterari” nella Grande Mela?Harlem viaggio a  New York libri

I “luoghi del cuore letterari di New York” sono fondamentalmente quelli delle opere di cui ti dicevamo. Il resto sarà una scoperta, fatta con l’input di chi deciderà (o ha già deciso) di investire nel progetto. Per quanto riguarda l’organizzazione, non c’è nulla di veramente dettagliato: partiremo col volo più economico, e allo stesso modo cercheremo una sistemazione conveniente”.

Libri ambientati a New York (o comunque negli States): quali sono i vostri preferiti e quali ci consigliate di leggere assolutamente?

“Rispondere in poche righe, o con una sola lista fatta su due piedi, a questa domanda è difficile. Ma proviamoci: a un amico consiglieremmo sicuramente di leggere, oltre ai già citati “Il giovane Holden”, “Il grande Gatsby” e “A colazione da Tiffany”, anche il più recente “Città aperta” di Teju Cole (mi intrometto in punta di piedi per dire: che coincidenza! E’ il libro che si trova ora sul mio comodino e libri ambientati a New Yorkche ho appena iniziato a leggere!), il bellissimo “Toccare le nuvole” che racconta l’impresa di Philippe Petit, e, tornando ai classici, “Il falò delle vanità” di Tom Wolfe, “Un albero cresce a Brooklyn” di Betty Smith (ecco un libro che ho amato anche io) e “American Psycho”.
Passando alla categoria “libri ambientati negli States”, direi che rischieremmo seriamente di fare notte. Per farla breve: (se non l’avete ancora fatto) leggete Franzen, McCarthy, Eugenides, Wallace, Johnson, Eggers. Questi sono i nostri consigli”.

E’ in corso la campagna di crowdfunding che si chiude il 3 novembre: come sta andando? Avete pensato a un modo per “ringraziare” chi vorrà sostenere il vostro progetto?

“Sta andando abbastanza bene, è al 35% di completamento e la formula Flexible – quella molto usata su Indiegogo, il sito che ospita il progetto – permette di utilizzare i fondi raccolti anche senza raggiungere l’obiettivo. Come specificato nelle scorse settimane, raggiungendo il 40-50% della cifra che ci siamo posti come obiettivo – 2800 dollari – faremo in modo di partire comunque, contando soprattutto sull’aiuto dei genitori. Attualmente, quindi, la partenza è molto vicina”.

I “premi” per chi sostiene il progetto, oltre che la nostra gratitudine (che giustamente, qualcuno dirà, vale poco) sono quelli della lista dei Perk, i regalini simbolici mediante i quali chi avvia un progetto invoglia le persone a investirci. Nel nostro caso si parla di cose minime: racconti scritti da Davide, la già citata possibilità di specificare un’opera da ripercorrere, messaggi da lasciare a New York, in caso di donazione cospicua un souvenir dalla Grande Mela”.

Vogliamo lanciare un “appello” a case editrici, potenziali sostenitori, operatori del turismo, appassionati di viaggi e di letteratura americana, affinchè prendano a cuore il vostro progetto? Parola a voi!

“Non siamo bravissimi con gli appelli, ma possiamo dirvi che in questa cosa abbiamo messo molte energie, speranze e voglia di realizzare un buon lavoro. Alcune case editrici le abbiamo già contattate, e in un paio di casi per fortuna si sono dette interessate a pubblicare il prodotto finale di questo viaggio. A tutti gli altri, appassionati di letteratura e non, chiederemmo di dare un’occhiata al progetto, leggerlo e farci sapere. A noi rende entusiasti, proprio perché non riusciamo a concepire il vedere New York con gli occhi di Holden Caulfield come qualcosa di meno che entusiasmante”.

Books and the city/seconda puntata: vi porto in viaggio a New York

Eccomi a Bryant Park in primavera. Ricordi di un viaggio di qualche anno fa
Eccomi a Bryant Park in primavera. Ricordi di un viaggio di qualche anno fa

Sono in crisi d’astinenza. Da New York!

Sarà che in questi giorni mi sono immersa nuovamente negli episodi (visti mille volte) di Sex and the City. Sarà che qualche mese fa era tutto pronto per il mio secondo viaggio nella Grande Mela e poi ho dovuto rinunciarci, ma per uno splendido motivo di cui vi dirò tra qualche settimana..

Fatto sta che mi è tornata forte la voglia di Big Apple, e vedo che non solo la sola. Siete in tanti a ricercare tra queste pagine informazioni sui romanzi ambientati a New York (spero per la preparazione di un bel viaggio?) e allora mi sono detta, andiamoci, anche se solo col pensiero e le pagine!
Così, dopo la prima puntata dedicata ai libri su New York, ecco qui una seconda carrellata di racconti con cui potete iniziare a visitare la città e costruirvi i vostri percorsi nella Grande Mela. Si tratta di libri in cui mi sono imbattuta e conto di leggere, di qualche classico e chicche che mi sono piaciute tanto. Buon viaggio!

libri su New York Augias I segreti di New York, Corrado Augias

Una guida, letteraria e non. La prossima volta che avrò la fortuna di partire per New York lo porterò sicuramente con me. Racconta storie come quelle di Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, dello scrittore Herman Melville o del musicista George Gershwin. Prezioso.

Cognetti Allacarta libri su New York CognettiNew York è una finestra senza tende, Tutte le mie preghiere guardano verso Ovest

Doppietta Paolo Cognetti. Perchè ho letto altri due suoi libri e la sua scrittura mi ha stregata. E ora voglio vedere se saprà farlo anche raccontandomi una città che adoro. Il primo è il frutto di diversi viaggi a New York e quaderni di appunti. Il secondo è un racconto “culinario”, ve ne parlerò a brevissimo!

spigoliSpigoli, Devor De Pascalis

Guida per ritrovare la tua strada di casa a New York”, recita il sottotitolo di questo libro che si presenta come il diario di un italo-americano di oggi nella Grande Mela. Mi incuriosisce

libri su New York, VreelandUna ragazza da Tiffany, Susan Vreeland

Un viaggio geografico ma soprattutto un viaggio nel tempo, nella New York di fine ‘800. E’ una storia affascinante ma forse sconosciuta, quella di Clara Wolcott Driscoll, giovane vedova al servizio di Louis Comfort Tiffany, dai cui laboratori, grazie al lavoro di ragazze americane ed immigrate dall’Europa, nascono splendide vetrate e lampade sfavillanti.

libri su New York SimenonMaigret a New York, Georges Simenon

E’ il primo romanzo “americano” dedicato al celebre commissario. Simenon infatti in quegli anni si era trasferito Oltreoceano, e forse non sapete (io lo scoperto da poco!) che si cimentò anche in un reportage di viaggio on the road

libri su New York RutherfurdNew York, Edward Rutherfurd

La storia, poderosa e corposa, della Grande Mela, in quattro secoli. Ogni volta che mi imbatto in questo volume mi dico “Devo leggerlo”. Spero di riuscire a farlo prima o poi!

Antonio Monda libroCittà nuda, Antonio Monda

Non poteva mancare un libro fotografico su New York, ma decisamente particolare. Niente panorami verticali ma volti spesso dolenti, quelli dei passeggeri della metrò, scatti rubati dall’autore per poi confezionarci addosso una storia. Una New York non patinata.

CittàAperta-TejuColeCittà aperta, Teju Cole

E’ qui sul mio comodino, è il prossimo libro che leggerò, dopo aver scoperto l’autore, nigeriano che vive a Brooklyn, all’ultimo Festival della Letteratura di Mantova. Lui porta il suo alter ego Julius a muoversi tra le strade newyorchesi. Vediamo cosa mi racconterà.

Ecco, fin qui, i libri ambientati a New York di cui ho voluto parlarvi oggi. Sono nove. E il decimo per completare la lista? Ditemelo voi! Se anche voi avete la passione della Grande Mela raccontatemi un libro che ne parla e che vi ha affascinato, vi aspetto!

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Volete continuare il vostro viaggio letterario negli Stati Uniti?

Quant’è bella New York e (non solo) in bianco e nero: così ho scoperto Ruth Orkin e Morris Engel

mostre fotografiche Milano New YorkNon ci posso fare niente. Le foto in bianco e nero hanno per me sempre un fascino irresistibile. Per questo appena ho saputo di questa mostra fotografica a Milano, a Palazzo delle Stelline, ho deciso di farci un salto, scoprendo una storia che io, appassionata ma di certo non tra i più esperti di fotografia, non conoscevo, e di cui sono davvero contenta. E che mi ha fatto confermare ancora una volta che, sì, non ci può essere viaggio –vicino o lontano, anche dietro casa, non importa – senza una macchina fotografica al collo (o in mano.. lo so che allo smartphone non si rinuncia…) . Loro così hanno immortalato celebrities (lei), gente di strada (lui) e New York, la Grande Mela, insieme.
Ruth Orkin + Morris Engel: una coppia di fotografi e filmmaker incontratisi grazie all’associazione di fotografia newyorchese Photo League.

Una storia che sembra lei stessa un film di altri tempi. Soprattutto quella di lei, Ruth Orkin, figlia di un’attrice di cinema muto e di un produttore di barchette giocattolo, cresce a Hollywood, riceve la sua prima macchina fotografica a dieci anni (una Univex da 39 centesimi) ed a diciassette parte in bicicletta per attraversare gli Stati Uniti ed arrivare a New York per l’Esposizione Universale del 1939. Nella Big Apple ci va a vivere nel 1943 dove, anni dopo, conoscerà il futuro compagno di lavoro e di vita Morris Engel, grazie alla Photo League. Lui a New York, anzi per la precisione a Brooklyn, c’è nato, e nella Photo League ci entra nel ’35 per frequentare un corso: ne diventerà insegnante ed uno dei maggiori esponenti.

fotografi americani
Glamour e libertà lei, spirito d’osservazione popolare lui, due anime che si vedono tutte nelle foto esposte a Milano. Come quella, bellissima e famosa, “American girl in Italy”: la studentessa d’arte Nina Lee Craig passa, noncurante ed altera, per le vie di Firenze tra gli sguardi non proprio disinteressati di uomini e ragazzi italiani che sembrano usciti da un film anni ’50, ed in effetti nel 1951 siamo. Ma si tratta di una scena “girata”anche questa o di un reportage? Poco importa. Quello che scopro girando appena lo sguardo verso una teca che espone delle riviste è che questa ed altre foto di Nina Lee a Firenze avevano illustrato un servizio modernissimo di un Cosmopolitan d’antan: “When you travel alone” si chiamava, e raccontava alle ragazze americane la bellezza di viaggiare da sole – anche per fare nuovi incontri – ma spiegando loro cone farlo in maniera sicura, tra consigli sul denaro, sull’organizzazione del viaggio e sulla “fauna” locale. Il tutto, con l’inseparabile Baedeker anche al di qua dell’Oceano. Correva l’anno 1952, edizione di settembre, ma ve l’immaginate?
Di qua, Ruth Orkin, di là Morris Engel e la sua carrellata delle vie di New York, le più multietniche, a cominciare dalla Harlem degli anni ’30 e ’40, dai bambini che giocano al lustrascarpe, per scivolare a Little Italy, Chinatown e le enclave russe dei primi ’80. In mezzo, una guerra ed uno sbarco in Normandia, ma anche tanti film, come il Little Fugitive del 1953, di cui i documentari proiettati in mostra mandano qualche frammento: la storia di un monello che scappa in un altro luogo simbolo di New York, il parco divertimenti di Coney Island, nei suoi fasti migliori, nel lungometraggio cosi’ come nelle foto in mostra che ritraggono giostre e bagnanti.

Volete darci uno sguardo? C’è tempo fino al 3 agosto alla Fondazione Stelline, in corso Magenta 61 (qui tutte le info).

Ps: poi se volete, una volta usciti dalla mostra, io vi consiglio di andare a scoprire a due passi da li’ un luogo di Milano che sembra quasi segreto: il Chiostro di Santa Maria delle Grazie. Alle spalle di basilica e refettorio che ospita il celebre Cenacolo c’è un piccolo cortile verde. Ci entrate da via Caradosso, e troverete questo:

Inizia il Salone del Libro di Torino, e ci sono anche i viaggi!

 

Salone del Libro Torino

Malumore e amarezza (ma con giudizio eh!) oggi per me. Oggi infatti inizia uno degli appuntamenti che per chi ama i libri è come la cuccagna (anche se più di una volta invece, da chi i libri li maneggia, a vario titolo, per professione, ho sentito critiche e dissensi): oggi inizia infatti il Salone Internazionale del Libro di Torino ma quest’anno io non riuscirò ad andarci ahimè. Mi dovrò accontentare di seguirlo da lontano.

Invece spero che tra di voi ci siano tanti fortunati che tra oggi e lunedì 12 maggio calcheranno il Lingotto Fiere, e visto che di libri si parlerà, ma spesso anche di viaggi, ecco per voi qualche segnalazione viaggereccia da non perdere in questi cinque giorni torinesi, un work in progress perchè se nel frattempo scopro altro vi aggiornerò prontamente!

I viaggi al Salone del Libro di Torino

Partecipa e diffondi i libri che ami di più”: si chiama così l’appuntamento al Salone di Cityteller, la bella App che vuole raccontare (e invita tutti a farlo) le città attraverso pagine e citazioni dai libri. E che per l’occasione si veste tutta torinese. Dall’8 all’11 maggio, infatti, in piazza Carignano, ci saranno quattro itinerari letterari dedicati a Torino: la Torino dei grandi scrittori, la Torino degli scrittori contemporanei, la Torino noir e I Luoghi della Resistenza. Qui tutti i dettagli.

Eventi Salone del libro di Torino

Questo non è propriamente un libro di viaggio, cioè, non lo è solo in senso geografico ma piuttosto antropologico. Perchè nell’anno dei Mondiali non poteva certo mancare il Brasile. E proprio viaggio antropologico lo chiama l’autore, Bruno Barba, che a Torino presenta No Pais Do Futebol, Brasile 2014: il calcio torna a casa (e come dargli torto?).
Ma non si tratta di un libro sul calcio anche se il calcio, nell’immaginario collettivo brasiliano, fa parte integrante del paesaggio potremmo dire. La Copa 2014 diventa l’occasione per conoscere luoghi come Bahia, Rio, Manaus, San Paolo, Porto Alegre ma soprattutto per incontrare, fuor di luogo comune, il popolo, vario, colorato e contraddittorio spesso, che le abita.
Appuntamento domani venerdì 9 maggio alle 15 nello Spazio Incontri.

 

Viaggi e gastronomia: se siete un pochino viaggiatori, e assolutamente non turisti da villaggio tutto incluso, converrete con me, il binomio s’ha da fare. Ed invidierete anche un pochino, come me, quello che ha potuto fare questa manciata di scrittori di cui ora vi racconto. Si chiama Allacarta, ogni viaggio una storia ogni storia un piatto, ed è la nuova collana fresca fresca di stampa di casa Edt: vuole raccontare il mondo attraverso i sensi di scrittori italiani affermati, e soprattutto attraverso uno, di senso, il gusto. Quindi questo il progetto: mandarli in giro per il mondo e farli poi scrivere, della loro esperienza. Ed ecco i primi tre libri che verranno presentati al Salone del Libro di Torino domenica 11 maggio: Paolo Cognetti che torna a New York con “Tutte le mie preghiere guardano verso Ovest”, Marco Malvaldi che lascia la “Pineta” del suo BarLume per raccontare Barcellona con “La famiglia Tortillia” e Davide Enia che invece di viaggio ne ha fatto uno particolarissimo, sul posto quasi, a Roma, ma nel tempo, in quella della guerra, con “Uomini e pecore”. Io ho già l’acquolina da pagina.

Salone del libro Torino
E restiamo in casa Edt, stanza Lonely Planet (d’altronde se si parla di viaggi..). Sabato 10 maggio si parla d’Australia al Salone del Libro di Torino, anzi della Explorer’s Way, o Suart Highway, un nastro d’asfalto che corre per 3mila km tra Adelaide e Darwin. Insomma, un viaggio nel cuore aspro del Downunder, ed a parlarne, alle 13.30 nell’Arena Bookstock, ci saranno Paolo Venturini e due voci molto note per chi bazzica la radio, Maurizio di Maggio e Doris Zaccone.

Ci sono i viaggi da leggere, ma anche quelli da ascoltare: conoscete Travel On Air? E’ la trasmissione in web radio “made in Torino” tutta dedicata ai viaggi. E domani i ragazzi trasmettono in diretta proprio dal Salone del Libro, dalle 11 alle 13 li trovate nel Pad. 2 Terrazza Torino. Oppure li potete ascoltare qui

Buon viaggio!

 

Ps: Sul finire (per ora) della carrellata, faccio un’intrusione e vi segnalo un evento che di viaggi propriamente non parla, ma visto che ci tratta di librai, e di librerie che chiudono ce ne sono purtroppo tante, val la pena dar loro visibilità e sostegno. Quindi domani segnatevi #Lavocedeilibri, in sala professionisti alle 19!

Scrittori, l’ispirazione e il fascino del treno: negli Usa arrivano le #AmtrakResidency

binari

Che sia uno sfrecciante alta velocità con tutti i comfort o una sferragliante carrozza locale che taglia la campagna tra sobbalzi e stazioni fantasma, una cosa è indubbia: il treno non è una grandissima fonte di ispirazione per far lavorare la nostra fantasia? C’è il paesaggio che corre come un nastro fuori dal finestrino, ci sono i compagni di viaggio con le loro storie che ci facciam0 raccontare o che ci avventiamo a immaginare portati da qualche dettaglio…
Avete mai creato qualcosa ispirati da un viaggio in treno? Se vi sentite scrittori dentro potete giocare la carta americana! E’ notizia di qualche giorno fa: la Amtrak, la famosa società ferroviaria degli States, ha deciso di lanciare un programma di “residenze” per scrittori e creativi che vogliano provare l’esperienza di scrivere viaggiando su uno dei propri treni. Una sorta di on the road su rotaia quindi, binari al posto delle highway e la cantilena del treno invece del rombo dei motori, ma la suggestione del cangiante panorama americano dev’essere la stessa.
Come è nata l’idea? Come spesso accade, dal caso e dall’intraprendenza, e ovviamente dalla bravura spesso tutta made in Usa di non lasciarsi scappare l’occasione di fare notizia.
Il caso: lo scrittore Alexander Chee, intervistato dal sito Pen America, alla domanda: “Qual è il tuo posto preferito per scrivere”? Risponde (lanciando un messaggio neanche tanto velato): “Ancora amo più di tutto il treno per questo tipo di cose. Mi piacerebbe che Amtrak avesse dei programmi di residenza per scrittori. E dopo i treni, le librerie di note, specialmente quelle vuote”. Romantico vero?
L’intraprendenza: un’altra scrittrice, Jessica Gross, legge l’intervista e twitta quanto le piacerebbe che Amtrak avesse un programma simile. Detto, fatto: Amtrak la chiama e la fa viaggiare attraverso New York, Pennsylvania e Midwest destinazione Chicago. A patto che Jessica raccontasse ovviamente la sua esperienza. Così è stato, e dall’esperimento estemporaneo è nato un vero progetto, il programma #AmtrakResidency, al quale ci si può candidare liberamente attraverso il blog della società ferroviaria.
Da domani 17 marzo e fino al 31 marzo dell’anno prossimo saranno ventiquattro i fortunati creativi che verranno selezionati e, assicura Amtrak, senza favoritismi: “la passione per la scrittura e l’aspirazione a provare l’esperienza Amtrak per lasciarsi ispirare saranno i soli criteri di selezione – dice la società sul proprio blog -. E saranno considerati sia gli scrittori riconosciuti che gli emergenti”. E il nome del programma non è stato scelto a caso, perchè agli scrittori in viaggio non verrà semplicemente consegnato un biglietto ferroviario omaggio: ognuno, infatti, avrà a disposizione un vagone letto su uno dei treni a lunga percorrenza, con una scrivania e (il bando recita proprio cosi’!) “una finestra per osservare il passaggio della campagna americana e farsi ispirare”.
Chiamatela pure strategia promozionale, d’accordo, perchè come mossa di marketing non è niente male, non c’è che dire. Ma volete mettere l’esperienza per chi ama viaggiare in treno negli Stati Uniti?

ps: Farlo anche in Italia non sarebbe male, che ne dite lanciamo il messaggio a Trenitalia e Ntv?

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Vuoi uno scrittore a casa tua? A New York puoi (ma a pagamento)!

Book the writer

Indovina chi viene a cena? Uno scrittore. Succede a New York, nella città che non dorme mai e che, evidentemente, non smette mai di pensare a come far marketing di se stessa. Per inciso, non pensiate che lo dica con sprezzo, io adoro la Big Apple e guarda caso ci tornerò tra meno di un mesetto! (e intanto arricchirò questa gallery di libri da leggere ambientati a New York).
Di cosa parlo? Di Book the Writer. Appena ho letto la notizia ho pensato wow! idea fantastica. In pratica, si tratta della possibilità di invitare al proprio club di lettura uno scrittore vero, per chiacchierare con lui (o lei), fargli domande su come nasce la sua scrittura, discutere di tematiche letterarie e perchè no dei suoi libri.
E poi, gli americani sono bravi a farti avere l’effetto “wow”! “Non stiamo parlando di qualcuno che vi chiamerà o chiacchiererà con voi via skype – scrivono infatti i tipi di Book the Writer sul loro sito -, ma di qualcuno che suonerà alla porta del vostro club di lettura, si accomoderà sul vostro divano e si unirà alla conversazione magari con un bicchiere di vino o una tazza di tè”.

Accattivante vero? Ma se siete dalle parti di Manhattan e Brooklyn (questi, infatti, i boroughs di New York in pole position per il servizio), assicuratevi che i vostri gruppi di lettura siano numerosi, perchè c’è una fee da pagare, e non è esattamente a buon mercato: 750 dollari, 400 per l’autore e 350 per Book the Writer.
Lo dice il New York Times in un articolo dedicato all’iniziativa, e dà anche la sua interpretazione: in mezzo a librerie che chiudono e reading e tour letterari in precipitoso declino (è davvero questo ciò che accade negli States?) questa è una strada per recuperare (o guadagnare per la prima volta) la visibilità, per essere trovati.
If I can make it there, I’ll make it anywhere” cantavano Frank Sinatra e Liza Minnelli, e devono pensarlo in parecchi anche tra gli scrittori se la Grande Mela pullula di romanzieri e poeti. Basta dare uno sguardo al portfolio di scrittori “based in Ny” disponibili sul sito di Book the Writer: un centinaio circa. E “cercano casa”.
L’idea comunque mi piace molto (se non fosse per la fee…). Sarebbe bello importarlo anche da noi, magari con un chachet più popolare please! Oppure, se gli scrittori lo facessero per puro e sano piacere di convidisione sarebbe ancora meglio no?

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