Tra Torino e Mantova c’è … Milano. Con la prima edizione di BookCity

Tra Torino e Mantova c’è…Milano. Non lo chiamano nè salone nè festival (anche se di quest’ultimo ha preso decisamente in prestito il format) gli organizzatori, ma parlano di BookCity come dell’evento che aprirà la città di Milano ai libri ed alla letteratura. Ecco infatti la novità d’autunno: venerdì prossimo si apre nel capoluogo meneghino l’edizione zero di un evento dedicato al leggere e che effettivamente era un assente ingombrante nella città capitale d’Italia dell’editoria.

Giusto per dare un po’ di dati: nella regione Lombardia – dicono dall’Aie, associazione italiana editori – ha sede il 19,9 % delle case editrici attive in Italia, e ben il 32,5% di quelle di ebook; vengono prodotti il 38,1% di titoli sul totale dei libri pubblicati dalle case editrici. E i lombardi leggono: i lettori in Lombardia sono il 54 %,su una media italiana del 45,3%.

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Quando Raymond Queneau spulciava Parigi

Museo d’Orsay, un particolare

Il libro che vi racconto è una sfida ai più attenti conoscitori della Ville Lumiere. E una lettura curiosa per tutti gli amanti della città. Ma mi ha colpito soprattutto la sua storia. “Conosci Parigi?”, si chiama e raccoglie una raffica di domande (e relative risposte), senza ordine logico nè cronologico, scelte tra le 2mila prodotte giorno dopo giorno, per due anni, per una rubrica del giornale L’Intransigeant.

Da Raymond Queneau. Proprio lui! L’autore di Esercizi di stile e I Fiori blu ci si dedicò dal 1936 al 1938. Qui ne sono raccolte 456 e sono un compendio di botta e risposta in bilico tra il sapere enciclopedico e le curiosità enigmistiche, frutto di ricerche in biblioteca ma anche di peregrinazioni su e giù per i boulevard e gli arrondissement.

Ovviamente si può stare bene e godersi felici Parigi anche ignorando buona parte di questi dettagli, ma se cercate un libro curioso vale la pena sfogliarlo, fosse anche solo per questa sua genesi.

Pare che Raymond Queneau si fosse molto affezionato al suo compito, tanto che ci rimase male quando, due anni dopo, la rubrica fu sospesa. E dire che, qualche tempo dopo il suo debutto, era stata ingegnosamente sfruttata dagli editori anche come traino ad altre pagine del giornale (di tutt’altro tenore!):  per conoscere le risposte al tris di quesiti, infatti, i lettori erano “costretti” ad andare alla pagina degli annunci economici.

Sono domande spesso della lunghezza di un tweet.Per dirla con le nostre metafore moderne. Ma moderno Queneau lo era anche per un’altra cosa: ad un certo punto, si legge in Conosci Parigi?, lo scrittore aveva iniziato a coinvolgere i suoi lettori, invitandoli ad inviare domande, correggendo i loro errori e correggendosi lui stesso. Anche se, spiega non senza un certo autocompiacimento,  un’unica volta fece un errore grave. Quando dichiarò che il Primo Arrondissement non aveva nessun cinema. Gli scrissero che non era vero, gli ricordarono l’esistenza di quello di Place Vendôme. E il lettore attento si presentò al giornale, ma rimase deluso: non erano previsti premi per chi avesse scovato l’errore. Quesiti di enigmistica, ma non fino a questo punto.

L’appendice italiana conta anche 20 schede, una per arrondissement, con brevi indicazioni su cosa fare e vedere, e dove dormire e mangiare. Le classiche schede insomma. Ma francamente non aggiungono nulla allo spirito del libro, che non è certo una guida, nè va letta così.

Gli ingranaggi della Tour Eiffel

Cosa trovate in “Conosci Parigi?”. Di tutto un po’: curiosità, case natali e letti di morte di scrittori e artisti, toponomastica varia. E tanti dettagli a prima vista decisamente poco significativi, giustificati forse dalla necessità di materiale nuovo ogni giorno. Ma a me piace pensare che Queneau si divertisse molto  a scandagliare sempre più a fondo e a trovare spunti degni del più serio pensiero di quarta fila.

Ecco qualche stralcio in ordine sparso.

Il Pere-Lachaise del celebre cimitero? Era il confessore di Luigi XIV e aveva un appartamento nella casa dei Gesuiti, che sorgeva proprio lì.

L’Arco di trionfo: non sapevo che fossero 128 i nomi delle battaglie incisi. Ma credo che in pochi ne fossero al corrente.

La via più corta di Parigi è Rue des Degres, secondo arrondissement, poco meno di 7 mt.

La prima a dotarsi di marciapiede: la rue Odeon, nel 1781 (dopo l’esperimento di Pont Neuf)

Place des Vosges (la piazza giardino, forse la più bella di Parigi, ma questo lo dico io): le fu dato questo nome nel 1799 come “omaggio” al dipartimento dei Vosgi, che aveva pagato tutte le tasse dovute

E infine con una curiosità molto parigina. Tutti legano la Ville Lumiere ai pittori che l’hanno animata, specie nella Belle Epoque. Ma sapete quando ci fu la prima mostra pubblica di artisti viventi? Nel 1667, nel Palais Royal.

Parigi after dark, tutto in nove notti

Qualche tempo fa, curiosando per una fiera della micro-editoria, mi sono imbattuta in una copertina color carta da pacco beige (scoprendo poi che si trattava di vera carta da pacco), ed in una parola: Parigi. Io adoro Parigi e dunque non potevo non fermarmi a capire di cosa si trattasse.

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