#MilanoDaLeggere: scopriamo un giardino segreto seguendo Dino Buzzati

Dino Buzzati Milano turismo letterarioVolete scoprire i luoghi di Milano che hanno ispirato Dino Buzzati e i suoi libri? Seguitemi in questo racconto!

Quando il neo ufficiale Giovanni Drogo arriva alla sua destinazione, la Fortezza Bastiani, vorrebbe andare via, tornarsene in città. Ma poi quella fortezza, i suoi ritmi militari fuori luogo, e soprattutto quella distesa sconfinata che le si apre davanti, quel deserto, il deserto dei Tartari, finiscono con l’esercitare su di lui un’attrazione totale. Rimarrà, e decisamente a lungo anche, vinceranno la routine e l’attesa.

Se anche voi come me avete letto Il deserto dei Tartari conoscerete la storia e avrete fatto le vostre riflessioni sul suo significato. Ma io, per esempio, non sapevo che l’ispirazione per scrivere il suo romanzo, pubblicato poi nel 1949, Dino Buzzati l’avesse trovata in una storia molto precisa della sua vita. La sua esperienza, lunghissima (iniziata nel 1928) al Corriere della Sera. Quella vita da redattore (anche se poi Buzzati viaggiò anche come inviato), quella monotona routine condivisa magari anche con gli altri giovani giornalisti, entrati in via Solferino con i sogni da grandi reporter e finiti a battere i tasti di una macchina da scrivere in ufficio, era servita al grande scrittore per dare vita a Drogo, alla Fortezza, al deserto.

Non lo sapevo ed è stato bello scoprirlo. E sapete dove ho imparato questa storia? Proprio in via Solferino 28, davanti al palazzo dove il Corriere della Sera ha la sua sede dai primi del ‘900, a Milano, Proprio davanti a quel portone che il giovane Buzzati varcava quotidianamente. Vi piace viaggiare sulle orme degli scrittori, curiosando tra i luoghi dove hanno vissuto? A Milano si può fare per esempio con le Passeggiate d’autore. Ve ne avevo già parlato tanto tempo fa e nei giorni scorsi finalmente sono riuscita a partecipare di nuovo a questi itinerari di turismo urbano!

passeggiate letterarie milano

Tema: proprio Dino Buzzati e i suoi luoghi milanesi. Accompagnati da Francesca Marzia Esposito abbiamo passeggiato per il centro di Milano in un sabato mattina soleggiato e vivace di primavera. Ma non abbiamo solo parlato di letteratura. Perchè sapere qual è la cosa che mi piace di più di queste occasioni di esplorazione urbana? Scoprire angoli della città sconosciuti, sorridere davanti a sorprese svelate, alzare lo sguardo a balconi fioriti o abbassarlo, come in questo caso. Sì, perchè proprio sotto via San Marco, da dove è partita la nostra passeggiata – la prima abitazione milanese di Dino Buzzati, nato a San Pellegrino di Belluno nel 1906 – si trovava proprio qui, al numero 12 -, passava il naviglio milanese. Che portava le risme di carta al Corriere dalle cartiere di Corsico, e più avanti gorgogliava passando da quello che è diventato noto come il Tombon de San Marc, che era una sorta di darsena ma – pare – anche luogo prescelto dai suicidi.

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Più avanti sono ancora visibili le chiuse coi portoni in legno della Conca dell’Incoronata (costruita alla fine del 1400 con la consulenza di Leonardo da Vinci) o Conca delle Gabelle, ma la cosa più bella è scoprire un piccolo giardino segreto custodito là dove un tempo scorreva l’acqua.

Ci fermiamo anche in via Marsala 2, perché qui abitava Arturo Brambilla, il ragazzo che Buzzati conobbe il primo giorno di scuola al liceo Parini e che Fu il suo amico per tutta la vita, dando anche a vita a un’intenso carteggio che di fatto ci racconta Buzzati ragazzo, giovane e uomo nelle sue più intime sfaccettature.

Da qui, la tappa successiva è appunto in via Solferino, dove lo scrittore entra giovanissimo, diventa redattore, lavora a La Lettura e diventa poi inviato di guerra. E si riempirà di quell’esperienza di ragazzi entrati col sogno di girare il mondo e presi poi da una vita racchiusa allo scrittoio.

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Ma c’è ancora una sorpresa da scoprire: arriva in corso Garibaldi, davanti a un numero civico decisamente strano: 2024, c’è scritto. E’ una delle testimonianze, ancora visibili in diversi angoli del centro storico di Milano, della numerazione austriaca delle strade. Siamo davanti alla Contrada del Passetto, questa un tempo era uno dei vicoli e delle stradine che collegava a esempio il corso di Porta Comasina (che è oggi corso Garibaldi) e piazza San Simpliciano. Quando questa zona oggi così brulicante di boutique e locali era una borgata e attraverso queste stradine anche i piccoli malviventi facevano perdere le loro tracce.

Luoghi come questo sono legati all’ispirazione di Laide, la giovane protagonista di Un amore, romanzo che Buzzati pubblica nel 1963. Cosa nasconderà questo portoncino in legno? Siamo fortunati, qualcuno lo apre per uscire e noi ci intrufoliamo. Dentro un mondo di case di ringhiera, cortili e piccole fontanelle. Anche questo è un piccolo giardino segreto urbano.

Ecco dunque qualche spunto per chi vuole scoprire Dino Buzzati a Milano.

Quali libri di Dino Buzzati abbiamo sfogliato in questa passeggiata letteraria?

  • Il deserto dei Tartari, romanzo, 1940
  • Sessanta racconti, 1958.
  • Un amore, 1963.
  • Il Colombre e altri cinquanta racconti, 1966.
  • La boutique del mistero, Mondadori, Milano 1968.
  • Lettere a Brambilla, a cura di L. Simonelli, De Agostini, 1985

Passeggiata sulle orme di Dino Buzzati a Milano – la gallery

(photo credits: Mariangela Traficante)

Che meraviglia l’Albergo Diurno Venezia: nel cuore di Milano il tempo si è fermato

 

Albergo Diurno Porta Venezia MilanoLa prima cosa che sento sono i rumori, quelli che vengono dall’alto, dal lucernaio misto a cemento che ho sopra la testa: sono i passi frettolosi e le voci dei passanti di un pomeriggio uggioso.

Sopra, infatti, c’è Piazza Oberdan, a due passi da Porta Venezia. Sopra, sono nella Milano di inizio 2016. Ma noi, sotto, siamo tornati indietro nel tempo. Ho appena percorso una rampa di scale che normalmente porta giù in metropolitana, ma un attimo prima sono entrata in una porticina a destra normalmente chiusa da una saracinesca. Sono appena entrata nell’Albergo Diurno Venezia, e l’ho fatto con un gruppo di venti persone: fanno parte della community locale degli Instagramers, Igers Milano, e l’occasione è preziosa: grazie al Fai Fondo Ambiente Italiano, infatti, stiamo visitando uno dei luoghi segreti di Milano. Un luogo che è rimasto a lungo chiuso nel degrado ma che finalmente, sotto le cure del Fai, si spera possa tornare a splendere.
Ecco di cosa vi voglio parlare oggi, non di libri ma di un luogo molto particolare. Se siete di Milano e dintorni, ne avrete sicuramente sentito parlare. Per me, milanese adottata, scoprirne l’esistenza, proprio sotto quei marciapiedi di cemento che percorrevo praticamente ogni giorno, è stato uno stupore non da poco.

Piazza Oberdan

La prima volta che ne ho sentito parlare è stato solo un paio di anni fa, grazie a Paolo Melissi e alla sua passeggiata d’autore dedicata proprio ai segreti del quartiere Liberty di Milano.

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Passeggiando per Milano con il Poeta dell’aria

passeggiata sui Navigli a Milano
Milano, Navigli. Credits Mariangela Traficante

Fluttuare, per un paio d’ore. Anche in una città che, come Milano, sa essere a volte tremendamente pesante.

Io l’ho fatto, un sabato mattina di un piovoso inizio ottobre, insieme agli altri che, come me, si sono dati appuntamento in piazza Sant’Eustorgio, a due passi dai Navigli, per l’appuntamento con una delle Passeggiate d’autore alla scoperta della città in compagnia di scrittori ed artisti. La nostra guida quel giorno era Chicca Gagliardo, scrittrice che ama osservare e raccontare la realtà “ma da altri punti di vista”, da quegli elementi in cui siamo immerse ma a cui forse non badiamo neanche. Le ombre, per esempio, e ora, con il suo ultimo romanzo, l’aria. Ed è proprio con lui, con “Il poeta dell’aria” (lo trovate pubblicato da Hacca) che siamo partiti. Accompagnati da questa storia che in realtà è un romanzo in 33 lezioni di volo. Volo? Sì, perchè i poeti dell’aria si librano e scrivono versi con le punte delle dita che volteggiano in quello che noi chiameremmo banalmente “vuoto”. E prima di farlo si accoccolano su un cornicione, che è proprio quello lì, all’angolo di piazza XIV Maggio. E di fronte c’è la quercia secolare, dicono la più antica di Milano, dove la sera si riposa lo “Stormo”.

Camminiamo. Chicca ci conduce attraverso luoghi così concreti ma a noi sembra proprio di vederle fluttuare, queste creature. C’è qualcosa di magico, credo, quando uno scrittore riesce a portarti nei luoghi della sua ispirazione.

Incroci, portici, vicoli, piazzette fiorite e marciapiedi grigi. Chicca legge brani dal suo libro e non c’è contrasto più stridente tra le sue parole che raccontano di vento, ombre, fili d’aria, e l’ingombro che ci circonda, clacson, voci, rumori, lo sferragliare di un tram.
Ma non è il racconto di un mondo che non c’è. E’ un modo diverso di scrutare il nostro, di mondo.
E, lo so che forse sembrerà un volo pindarico, ma appena Chicca inizia a condurci lì c’è un’immagine, ben precisa, che mi si staglia in mente: penso agli angeli de “Il cielo sopra Berlino”. A quell’atmosfera rarefatta e insieme assolutamente concreta ricreata da Wim Wenders.

Così come assolutamente concreta è un’altra figura, grande, dolente, che incontriamo passeggiando sui Navigli. Quella di Alda Merini. Della sua ombra, per essere precisi, che dialoga con la poetessa in un racconto scritto da Chicca Gagliardo per un’antologia al femminile, “Mappe sulla pelle” (pubblicata da Editpress).

“C’è una cosa che desidero: tenere in pugno il suono di un’ombra”, aveva detto la Merini.

E noi la ascoltiamo, dalla voce di Chicca, davanti alla sua casa di Ripa di Porta Ticinese 47, sulla Darsena, di fronte al Vicolo dei Lavandai.
E arrivati alla fine della nostra passeggiata, mi rendo conto di una cosa strana: più mi lasciavo andare alle parole di poesia che ascoltavo, più assorbivo anche le sensazioni, concretissime, che avevo intorno: l’indaffarato via vai del sabato mattina, il mercato, il profumo delle panetterie. In fondo, forse, il legame tra l’aria e i nostri piedi non è così fugace.

 

E’ notte, le finestre dei palazzi sono buie, tutti dormono rintanati dentro le stanze, schiene che premono sui letti, porte chiuse.
Lo Stormo invece se ne sta posato sui tetti tra i comignoli. Fianchi e braccia distesi sulle tegole, i muscoli che dopo il volo sprofondano nel sonno e nella luna.
L’unico in preda all’insonnia sono io, ma guardare la piazza dal cornicione mi calma, per questo sono qui adesso: nella notte gli archi dei portici si fanno più alti, i rami della quercia secolare che si innalza dall’asfalto sono marmo nero. Il vento è coperto. C’è vento, dici tu a volte. Il senso del vento non è quello di esserci oppure non esserci, ma di svelarsi o velarsi. Il vento è lo stato d’animo dell’aria.
Da “Il poeta dell’aria”, di Chicca Gagliardo

Avete mai fatto un tour nella street art di Milano?

graffiti del Leoncavallo a Milano

Una galleria d’arte a cielo aperto.

Sto parlando del centro storico di una delle nostre città? No, anzi, siamo a tutt’altre latitudini di geografia metropolitana. Oggi vi porto infatti in periferia, ad osservare dei muri. Certo, dei muri particolari. Perché sono ricoperti di disegni, anzi di graffiti. Sì esatto, avete presente quelle pareti cittadine a cui passiamo accanto frettolosamente il più delle volte, magari gettando loro giusto un’occhiata distratta? Spesso varrebbe la pena fermarsi un po’, perché potrebbero nascondere delle opere artistiche. Delle opere di street art. Anche questo è un modo di raccontare la città vero?

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Weekend d’autunno a Siena? Scopritela con le passeggiate d’autore

Foto credits: Tiseb da Wikimedia
Foto credits: Tiseb da Wikimedia

Non solo Milano e Roma. Anche in Toscana c’è la bella opportunità di scoprire il territorio a suon di cultura, in modo slow e con guide d’eccezione (tra le quali anche… Dante!). Per la precisione, succede a Siena, e io ve lo segnalo con colpevole ritardo ma non vi preoccupate, siete ancora in tempo perchè il calendario è lungo!

Si tratta delle passeggiate d’autore, otto itinerari di Siena raccolti sotto il cappello de “I colori del libro”. E già questa definizione lascia intendere come ci si aspetti un panorama sfaccettato e – appunto – multicolore. Anche in questo autunno-inverno. Basta mettere scarpe comode, coprirsi bene, e partire.

Passeggiate d’autore” è organizzata da toscanalibri.it, portale toscano di cultura, arte e spettacolo, in collaborazione con il Comune di Siena. Otto dunque i percorsi, tra letteratura, storia e tradizioni. Ciascuno con ospiti ed una guida turistica autorizzata delle associazioni della città.
Le passeggiate d’autore di Siena sono partite già lo scorso 28 settembre ma andranno avanti fino al 10 gennaio. Alla scoperta della Siena mistica, di quella raccontata con occhi stranieri, naturalmente non può mancare la Siena delle contrade e quella aulica di Dante.
Il prossimo appuntamento è domenica 12 ottobre alle ore 15.30 “Con gli occhi dei viaggiatori stranieri”, partenza da La Lizza guidati da Roberto Barzanti e Folco Quilici. Poi sabato 18 ottobre alle ore 15.30 “La citta’ di Mario Luzi” con partenza da Piazza Provenzano guidati da Marco Marchi e Luigi Oliveto. Venerdì 24 ottobre alle ore 17.30 sarà la volta di  “Siena divina. I luoghi della Commedia”. Con Massimo Seriacopi si andrà alla scoperta della Siena dantesca. La “Siena degli spiriti” è protagonista sabato 8 novembre alle ore 15.30 con Massimo Biliorsi e Carlo Martigli che racconteranno appunto storie di fantasmi e paura. Quasi in contrappasso, la volta successiva sarà dedicata alla “Siena mistica”, sabato 15 novembre alle ore 15.30 con Achille Mirizio e Marco Politi, partenza da Piazza San Domenico.
Il lato femminile della città toscana sarà svelato invece sabato 13 dicembre alle ore 15,30 con Raffaella Silvestri e Giuliano Catoni partendo dalle Logge del Papa. Si termina sabato 10 gennaio alle 15,30 con “Storia e arte nei Drappelloni” con partenza da via Duprè (Museo Contrada Capitana dell’Onda), con le visite ad alcuni musei di contrada e i retroscena della Siena forse più celebre anche all’estero, quella del Palio.

Il programma e i dettagli li trovate sul sito di Toscanalibri.

Avete voglia di includere uno di questi tour in un vostro prossimo weekend in Toscana? Sappiate che  – buona notizia – sono assolutamente gratuiti, ma sarebbe meglio prenotare. Ecco i contatti: tel. 0577.391787, redazione@toscanalibri.it.

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Fate i turisti nelle vostre città (anche in periferia): a Milano tornano le passeggiate d’autore

visite guidate MilanoAvete mai fatto i turisti nelle vostre città?

E’ un esercizio che vi consiglio davvero di fare, magari nel fine settimana, quando il ritmo si fa più lento e invece di scappare dalla metropoli come fanno in tanti potete imparare a godervela. Non solo visitanto mostre e musei, ma anche lasciando i percorsi consueti per vagabondare tra vie defilate, oppure guardando con attenzione palazzi, portoni, piazze e vecchi negozi.
Specialmente in una città come Milano che, si dice spesso, ha una bellezza che va scoperta per essere apprezzata. Non c’è la maestosità ben presente di Roma, nè la sfarzosità quasi sfacciata del centro di Parigi per esempio. Milano – ma secondo me questo vale per qualunque nuova città incontriamo sul nostro cammino va osservata bene, camminando lentamente, portando gli occhi in su, sbirciando nei cortili e svicolando dai soliti percorsi.

Per questo mi piace tanto cogliere ogni evento culturale, visita guidata, apertura straordinaria, per conoscerla meglio. E vi assicuro che di queste occasioni ce ne sono tante, basta cercarle. Una intanto ve la segnalo io: le Passeggiate d’autore.

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Cosa fare a Milano? Scoprire un albergo diurno! (e passeggiare con lo scrittore)

Giornate Fai di Primavera 2014

Sapevate che la Milano segreta nasconde anche un albergo diurno nel cuore della città? Il prossimo fine settimana, solo per due giorni, sarà possibile visitarlo. È l’albergo diurno di piazza Oberdan, anzi sotto piazza Oberdan, e in occasione delle prossime Giornate Fai di Primavera, il 22 e 23 marzo, i volontari lo apriranno al pubblico insieme agli altri 750 tesori in tutta Italia, spesso chiusi alle visite. Un’occasione che vi consiglio di non perdere, dovunque voi siate in Italia, perchè potrete godere di chiese, palazzi, parchi, ma anche insospettabili come sedi di banche o edifici pubblici che raccontano storie importanti. Tra queste, appunto, per chi puo’ visitare Milano, quella dell’Albergo Diurno Metropolitano “Venezia” (dale 10 alle 17 sia sabato che domenica), che fu creato negli anni Venti per fornire servizi vari a cittadini e viaggiatori di passaggio: bagni pubblici, barbiere, parrucchiere, manicure. Ma anche telefono, deposito bagagli, servizio di dattilografia, banca. Una cittadella sotterranea, insomma, e io me la immagino come il set di un film neorealista.

Date un’occhiata alla gallery pubblicata da Milano Weekend

Le passeggiate d’autore

Ma perchè ve ne parlo qui? Innanzitutto perchè, se vi trovate a Milano nelle Giornate Fai di Primavera, credo sia un’occasione da non lasciarsi scappare. E poi perchè, anche se appunto chiuso al pubblico e ormai in disuso (credo fosse in funzione fino ai primi anni ’60), ho scoperto l’esistenza dell’albergo diurno grazie ad un’esperienza letteraria di città, ovvero le passeggiate d’autore. Ricordate? Le esplorazioni urbane in compagnia di libri, scrittori ed artisti. Una delle mie prime passeggiate alla scoperta delle storie nascoste di Milano e’ stata proprio dalle parti di Porta Venezia, alla scoperta della Milano Liberty, e proprio da lì, con l’arrivo della primavera, riparte la nuova stagione.
Il primo appuntamento è per il 29 marzo con Paolo Melissi. Il tema, manco a farlo apposta, è “Milano città nascosta” Poi si va avanti fino alla fine di giugno tra centro, periferie, storia antica e persino street art.
Trovate il calendario completo sul blog di Passeggiate d’autore. Anche nelle vostre città ci sono esplorazioni urbane così?

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L’escursione si fa urbana: si chiamano passeggiate d’autore e diventano un libro

itinerari letterari a MilanoLe passeggiate d’autore ce l’hanno fatta: sono diventate un libro. D’altronde, perchè non raccogliere nero su bianco tre stagioni di scoperte (a Milano, poco meno a Roma) e di racconti di città da punti di vista alternativi? Questo sono, infatti, le passeggiate (sì, proprio così, perchè della passeggiata hanno l’atmosfera rilassata ed il carattere informale) che da qualche hanno l’associazione Pluriversi organizza nel capoluogo meneghino e nella Città Eterna: piccole escursioni metropolitane guidate ogni volta da uno scrittore, un esperto d’arte, un fotografo. Che ti porta alla scoperta del suo scampolo di città, così come l’ha scritta, ripresa, immaginata. Un paio d’ore piacevoli in cui impari a guardare con occhi diversi strade che magari percorri ogni giorno,o anche quelle in cui mai avresti pensato di avventurarti. Così, ad esempio, a Milano io ho visitato il campo rom in fondo a Via Idro, ma ho anche visitato con occhi da turista la Chinatown milanese, via Sarpi e dintorni, ed ho guardato da vicino lo skyline che cambia con i grattacieli di Milano.

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Volete raccontare la città? Fate una guida sentimentale!

Racconti Milano Respirare Parole

Le città sono lingue e attraversandole noi raccontiamo

Sono le dieci di mattina di un sabato decisamente grigio, fuori nevica appena e dalle finestre della biblioteca di periferia lo sguardo vede solo palazzi e il treno della metrò ad intervalli regolari. Ma al nostro maestro importa poco. Quella è la Milano che, secondo lui, val la pena di raccontare. Anzi, ancora più all’esterno. Direi quasi in tangenziale. E non lo dico a caso. E’ una delle prime cose che ci cita, il nostro maestro, lo scrittore  Gianni Biondillo e noi siamo seduti tra i libri di questo bello spazio di Via Don Orione, zona nord di Milano, pronti ad ascoltarlo. E’ il terzo appuntamento dei laboratori di “Respirare parole” , la bella iniziativa di cui vi ho parlato qualche tempo fa, organizzata dal Comune di Milano e da Letteratura Rinnovabile e questo proprio non potevo perdermelo: si parlerà di “Come raccontare la città”.

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Viaggio nella Roma letteraria: si può scoprire a piedi con APPasseggio

Dallo Studio di Luigi Pirandello a Roma
Dallo Studio di Luigi Pirandello a Roma

La cultura della passeggiata, la passeggiata della cultura”. Che bello questo slogan!

Camminare non solo fa bene ma ci permette di godere di quello che c’è intorno a passo slow, soffermarci su un dettaglio che ci incuriosisce, magari alzare lo sguardo di tanto in tanto. Per questo non serve sempre andare alla ricerca di paesaggi lontani e orizzonti sconfinati. Camminare è un piacere anche nelle nostre città, spesso trascurate da noi “turisti urbani” che andiamo sempre in cerca di altro perché non sappiamo guardare con occhi diversi le nostre strade.

E invece spesso basta vincere l’inerzia, o incontrare chi lo fa per noi! Vi avevo già parlato delle passeggiate d’autore e di Pluriversi che le organizza, a Milano e Roma. Così, quando anche quest’altra associazione di cui sto per parlarvi mi ha scritto segnalandomi le sue iniziative a Roma, non ho potuto fare a meno di pensare: “Vedi che siamo in tanti a condividere questa passione?

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