Spunti di viaggio in Alto Adige. Dove un museo racconta la storia della macchina da scrivere

museo delle macchine da scrivere
photo credits: www.schreibmaschinenmuseum.com

Quanti di voi hanno posato le proprie mani (e ticchettato rumorosamente) sui tasti di una macchina da scrivere?

Alzate virtualmente le mani, e e capirò con quanti di voi posso condividere certi ricordi “anagrafici”!
A dire la verità, per me la macchina da scrivere è soprattutto il ricordo familiare di un divertimento di infanzia e adolescenza, le dita sporche di inchiostro nel tentativo di sistemare il nastro, la gomma speciale a forma di ottagono (era un ottagono, vero?). Quando per scrivere sul serio – un compito, una tesina – ho lasciato penne e quaderni mi son trovata già di fronte un pc (tranne che in un’occasione: la prova di ingresso ad una scuola di giornalismo, un androne pullulante di candidati e ognuno a ticchettare sulla sua macchina da scrivere. Ed era solo il “lontano” 2001…)
Però, sia che ci siate cresciuti, sia che la consideriate uno strano oggetto di antiquariato, non credete anche voi che la macchina da scrivere sia affascinante? Se non altro per le storie dal passato che è capace di evocare, storie di scrittori, di giornalisti (impossibile non pensare alla Lettera 22 di Indro Montanelli).
E allora ho sorriso quando ho scoperto l’esistenza del luogo in cui virtualmente vi voglio portare oggi, in attesa di visitarlo anche io di persona. E’ un museo della macchina da scrivere. O meglio, lo Schreibmaschinenmuseum.

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