Il bello della Rete: vi racconto la scoperta di Città delle donne, e di una nuova guida di Milano al femminile

Expo 2015 Milano Expo Gate Castello SforzescoUna guida di Milano al femminile, che racconti la città com’è e come la vorremmo?

Potrà presto diventare realtà, e potremo dare tutti una mano a realizzarla. Non solo: potrebbe succedere presto anche in altre città italiane. Intanto, tutto è partito da Bologna. Di cosa si tratta? Vi presento La città delle donne, il progetto di guida digitale e crowdsourced che ha preso il via con il sostegno dell’Agenda Digitale del Comune di Bologna e qualche giorno fa ha fatto tappa a Milano, con un workshop (organizzato in collaborazione con Gli Stati Generali delle Donne, Paco Collaborative Design, TwLetteratura, EmmaBooks, !Donna), ospitato in Expo Gate nell’ambito delle tante iniziative che ci porteranno a Expo 2015 a maggio.

Cuore del progetto è Emanuela Vita e io la ringrazio per avermi invitata, perchè sono tornata a casa arricchita ed entusiasta: raccontare la città da punti di vista inediti e farne emergere le qualità nascoste e meno turistiche? Sì, si può!
Una guida digitale, collaborativa e rigorosamente al femminile. Perchè spesso nelle nostre città ci sono storie di donne che rimangono nascoste. Arte, produzione creativa, iniziativa d’impresa, storie che magari rimangono chiuse dietro una porta oppure sono lì davanti a tutti, ma in cerca di un fil rouge che le unisca e le valorizzi.

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Libri e viaggi su Twitter? Vi racconto gli hashtag da seguire (prima puntata)

twitter hashtag libri da seguireTra le esperienze più belle ed entusiasmanti che ho vissuto e continuo a vivere grazie a questo blog ce n’è sicuramente una: l’aver scoperto un ricco e vivo mondo social che ama i libri, e ne parla, e ama anche viaggiare con i libri. Viva Twitter: grazie ai cinguettii ho conosciuto, ed incontrato virtualmente (e spesso, con gioia, anche dal vivo!) tante persone e tante iniziative interessanti, ho imparato cose nuove, ho scoperto modi nuovi di valorizzare i territori attraverso la letteratura e i libri attraverso il loro racconto dei luoghi. E allora ho pensato che dovevo condividere con tutti voi queste cose belle perchè è un dovere farle conoscere e il passaparola porta sempre buoni frutti. Per cui pronti, via, ecco un breve viaggio (che spero di arricchire ed aggiornare spesso!) tra gli hashtag da seguire su Twitter se amate leggere e viaggiare.

Cityteller è l’App turistico-letteraria di cui parlo spesso e che racconta le città attraverso i libri. @Casalettori è l’account twitter gestito da una vera appassionata di libri che ha saputo davvero diventare un “tetto” virtuale per tutti gli amanti della lettura e del piacere di condividerla sul social. Si sono incontrati e nel corso delle settimane hanno dato il via ad una serie di belle e affollate conversazioni sui libri e sui viaggi, guidati da una serie di hashtag che raccolgono intorno a sé citazioni, suggerimenti di lettura, consigli, scambi di segnalazioni e tanto entusiasmo. Li volete seguire anche voi? Ecco quali hashtag cercare: #librieluoghi, #libriinviaggio, #libriinvaligia, #libridalmondo, #visitoilmondo. A questi aggiungo l’hashtag lanciato dal blog Trippando, #leggendoviaggi.

Avete mai provato a fare della Twitteratura? Prendere un testo letterario e “riscriverlo” insieme su Twitter, citandone i capitoli, le frasi, le sensazioni, immagini ad esso legate. C’è chi ha deciso di farlo trasformandolo in uno storytelling letterario del territorio. Si chiama #letteraTER ed è il progetto di Turismo Emilia Romagna (tra l’altro tra le istituzioni virtuose e pioniere dei progetti innovativi che usano al meglio i social media per fare turismo) che invita tutti ad una riscrittura condivisa e collettiva di un testo, raccogliendo al tempo stesso suggestioni, immagini, musiche, video, emozioni. Il tutto, naturalmente, che “parli” di Emilia Romagna. E così nei mesi scorsi c’è stata la raccolta delle segnalazioni di testi ed autori emiliano-romagnoli, con una prima selezione e l’invito a votare il titolo preferito. Poi, si è partiti, con la trasposizione digitale del testo e una manciata di regole per farlo: vale a dire una certa aderenza al contenuto ed il libero gioco delle associazioni dell’immaginazione.
Un modo di tuffarsi nelle parole lasciate dagli scrittori per trovare, o ritrovare, il rapporto con il territorio.
Per il debutto è stato scelto “Rimini” di Pier Vittorio Tondelli. Appuntamento tutti i mercoledì alle 21.30 su Twitter ovviamente. Volete scoprire cosa è stato twittato finora? Basta cercare l’hashtag #letteraTER, mentre per i capitoli finali ci si ritrova a settembre.

E se invece volete dilettarvi con un viaggiatore illustre, letteraTER ha anche un “fratello” in inglese, #ERTstory, e una missione: riscrivere insieme su Twitter il celebre “Viaggio in Italia” di Johann Wolfgang Goethe.

E, qualunque storia stiate leggendo in questi giorni, di viaggio ma non solo, non posso non segnalarvi la bella idea del selfie letterario lanciata dai Nomadi di Parole, il collettivo artistico di Milano che i libri ha deciso di “rappresentarli” mettendoli in scena al posto delle solite presentazioni tradizionali. Quali sono i vostri libri dell’estate 2014? Leggete, scattate e inviate il selfie con il vostro libro (o i libri) che vi stanno accompagnando in questi mesi. Naturalmente condivideteli con l’hashtag #ioleggo sui canali social dei Nomadi di Parole, su Facebook e Twitter.

Questa vuole essere solo una prima puntata, conto di tornare a parlare presto di consigli su chi seguire nel mondo Twitter se volete leggere e parlare di libri e viaggi. Alla prossima!

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Bruges la misteriosa. Suggerimenti di lettura prima di un viaggio in Belgio

Bruges, credits Turismo Fiandre (foto D. de Kievith)
Bruges, credits Turismo Fiandre (foto D. de Kievith)

Per questo post devo ringraziare la mia amica Cristina. “Sul Belgio quali romanzi mi puoi consigliare”? mi chiede un giorno. E io: panico. Ebbene, non ho mai letto nulla (o almeno così mi pare) che fosse ambientato lì o che del Belgio almeno parlasse. Ma le voglio comunque dare una mano.

Che fare? Ma twittare, naturalmente! Ormai non posso più farne a meno, di Twitter, è la mia fonte di informazioni, il mio salotto virtuale, ed anche il mio braccio destro in casi come questi. E dunque butto lì la fatidica domanda, interpellando gli account giusti: “Mi sapete consigliare dei romanzi che parlano del Belgio?”. La macchina dei cinguettii si attiva quasi subito (come si fa a non amare Twitter?), e mi fa un paio di regali. Una piacevole conversazione (seppure virtuale) ed una cinquina di nomi di romanzi ambientati in Belgio da suggerire alla mia amica Cristina.

E allora, mi sono detta, perchè non condividerli con voi? Magari qualcuno sta per partire per il Belgio e cerca qualcosa da leggere. Oppure vi saranno di ispirazione per un prossimo viaggio. Intanto, posso dirvi che sembra essere Bruges la protagonista indiscussa, la città musa di questa manciata di storie. Ma è una Bruges fatta di intrighi, delitti, misteri e crimini. E proiettata nel passato.

I romanzi

Romanzo su BrugesBruges la morta”: il romanzo è del 1892 e l’autore, Georges Rodenbach, lo pubblicò, nella migliore tradizione ottocentesca, a puntate sul Figaro, nel mese di febbraio. La trama è cupa così come appare la città protagonista durante i secoli che seguirono il suo declino e gioca sul mistero delle identità. Il protagonista, Hugues Viane, rimasto vedovo, va a vivere il suo lutto a Bruges ma qui durante una passeggiata vede una donna identica alla moglie morta. E questo scatena la serie di eventi successivi.

Il ragazzo di Bruges di Gilbert Sinouè: ancora un viaggio indietro nel tempo nel Quattrocento dei grandi pittori, non solo olandesi. Il romanzo si snoda infatti tra Firenze e le Fiandre, negli ambienti artistici dell’epoca, dove vengono assassinati tre giovani pittori che hanno gravitato nell’orbita di Jan Van Eyck. La soluzione del mistero passa attraverso le vicende di un ragazzo di tredici anni, Jan, figlio adottivo di Van Eyck. Il ragazzo di Bruges

Ancora Fiandre, ancora una delle epoche d’oro di quei territori. L’apprendista delle Fiandre di Dorothy Dunnet si svolge infatti a Bruges nel 1459, nel mondo dei mercanti e del commercio, e racconta di Niccolo, apprendista tintore, che in questo mondo si mescola ma puntando ad emergerne, con astuzia e spregiudicatezza, mentre intorno il mondo cambia.

L'apprendista delle FiandrePer immergerci nel Belgio di oggi (a proposito, in tema di autori belgi non possiamo dimenticarci di Amelie Nothomb!) dobbiamo ricorrere a Pieter Aspe, anche se la sua Bruges (ebbene sì, è ancora lei la città letteraria per eccellenza) non sembra meno cupa e misteriosa di quelle tratteggiate nei romanzi precedenti. La serie di detective story di Aspe, che hanno per protagonista il commissario Van In, hanno riscosso un tale successo che, ci informa il sito di Fazi Editore, che lo pubblica in Italia, l’ente del Turismo utilizza la toponomatica di uno dei suoi libri (Il quadrato della vendetta) per promuovere la visita di Bruges. E Aspe dev’essere un tipo originale. Ecco come lo descrive la casa editrice: “È nato a Bruges nel 1953. Ex precettore, fotografo, commerciante di vini, venditore di granaglie e cereali, custode di una basilica, impiegato in ’impresa tessile e lavoratore stagionale per la polizia marittima, ha esordito come scrittore nel 1995 con Il quadrato della vendetta”.

Infine, di nuovo un tuffo nel passato in compagnia di uno dei belgi più illustri (e prolifici, letterariamente parlando): Georges Simenon, con il suo “Il borgomastro di Furnes”, che ci riporta in questo borgo fiammingo in pieni anni Trenta (fu pubblicato nel 1939).

Voi li avete letti? Cosa ne pensate? E se volete segnalarne altri, siete come sempre i benvenuti. Intanto, io non posso non chiudere con i miei special thanks a chi mi ha suggerito questi titoli: grazie a Feedbooks, Rough Guides, Lonely Planet, Turismo Fiandre e Guide Marco Polo! A risentirci al prossimo viaggio di carta

#viaggiolibro, e non chiamatele letture da ombrellone!

libri da leggere in vacanza

Estate, tempo di letture sotto l’ombrellone. Ok, basta così, chiudo con le frasi fatte, stop alle classiche espressioni da cronache sotto il solleone, perché tanto ne leggiamo già a sufficienza sul web e sulla carta. L’avvicinarsi delle vacanze richiama infatti come una calamita l’articolo di turno sulle letture estive (così come il Natale non può non portare con sè le strenne libresche da regalare), di solito declinate in una versione più light, letture leggere come i vestiti che indossiamo e i cibi che mangiamo con la bella stagione. E dunque via libera alle storie romantiche e, naturalmente, ai gialli, chissà perché considerati perfetti per il mare.
Niente paura, però, nelle righe successive non leggerete nulla di tutto ciò. Forse – vi avverto! – in un prossimo post mi divertirò a informarvi di cosa vorrei leggere questa estate.

Intanto però vi lancio un paio di suggerimenti. Anzi, stavolta non sarò io a segnalarveli, ma lo lascio fare a Twitter, o meglio ai tanti utenti che in queste ultime settimane hanno voluto dare il loro contributo a due conversazioni molto interessanti per chi ama i libri di viaggio (e non solo). Con due hashtag lanciati e un buon flusso di cinquettii, raccolti – che magnifica invenzione per contenere tutte le tessere di questi tweet-puzzle – in altrettanti storify da Lonely Planet Italia (a cui rubo l’immagine che apre questo post, non me ne vogliano ma è troppo evocativa…!). Il primo è #viaggiolibro.

Dove partirete (o vorreste partire) questa estate? E quale libro assocereste alla vostra meta per immergervi completamente nella sua atmosfera? Ecco, suonava più o meno così la domanda lanciata su Twitter, a cui hanno risposto in tanti con i più svariati amori letterari e libri del cuore, cliccate su questo storify ed avrete l’imbarazzo della scelta.

Vieni a leggere in Puglia

Il secondo che vi segnalo lo conserverò invece come fonte preziosa ogni volta che avrò voglia ritrovare la mia terra tra le pagine di un libro. Eccolo l’hashtag, #PugliaLP, e nasce dalla trasmissione Capital in the World (Radio Capital) che qualche tempo fa ha trasmesso un’intera settimana in diretta dalle spiagge pugliesi, insieme a Lonely Planet.

Risultato: una bella bibliografia condivisa di libri ambientati in Puglia, libri che parlano della Puglia, libri ispirati alla Puglia (ps: c’è anche il mio contributo tra la miriade di tweet!).

Leggete, dunque, e fatevi ispirare, ma soprattutto partecipate! O raccontate qui quali sono i vostri viaggi-libro…

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Anche i rappresentanti di una manifestazione tutta votata alla travel technology come Bto Buy Tourism Online (a Firenze il 29 e 30 novembre prossimi) hanno messo per un attimo da parte le statistiche e le App, la web reputation e le piattaforme online, per dedicarsi alla letteratura (più o meno) di viaggio. Che bello! Conferma la mia convinzione che spesso i libri migliori per prepararsi ad un viaggio, oppure per farsi venire la voglia di andare, sono pagine che ad una prima sfogliata sembra non abbiano niente in comune con questo.

L’idea è nata quasi per caso su Twitter: @buytourism lancia i suoi 140 caratteri che recitano più o meno così: chi vuole segnalare i cinque libri sul viaggio più belli che ha letto? E quanto conta un libro nel decidere la meta?

E i follower non si sono fatti pregare. Svelando una gran quantità di titoli, confermando il fascino dei grandi classici (non c’è Patagonia senza Bruce Chatwin, o Portogallo senza Fernando Pessoa e Antonio Tabucchi) ma elargendo anche tanti spunti per andare alla scoperta della nostra Italia in compagnia di un libro: e così se Cesare Pavese ha avuto il merito di accendere i riflettori di qualcuno sulle Langhe, la Liguria è affidata alle pagine di Vento largo di Francesco Biamonti.

E poi ci sono quei nomi che fanno sembrare l’associazione di idee tra libri e voglia di viaggiare piuttosto funambolica. Segno che tra la scrittura e il viaggiare c’è qualcosa di molto importante in comune, l’immaginazione. Così si può spiegare l’impulso che porta a digitare il titolo del Piccolo Principe, o Il Signore degli Anelli!

Ma l’elenco dei titoli continua: se vi incuriosisce (e volete rilanciare anche voi la discussione) trovate tutto il cinguettio su Storify.

I miei personalissimi in ordine sparso

Ora tocca a me però, anche se è difficile trattenersi in soli cinque libri! E poi non so nemmeno se questi che vi dirò sono davvero quelli  che mi sono piaciuti di più, ma mi sono piaciuti tanto, e  d’impulso si fanno strada in questo momento nella mia personalissima biblioteca emozionale.

Dunque, in rigoroso ordine sparso: Il paradiso degli Orchi e seguenti, con la saga dei Malaussene Daniel Pennac mi ha presentato Belleville ed incuriosito a scoprire anche questa Parigi e non solo quella scintillante dei grandi boulevard. Cent’anni di solitudine (ma anche L’amore ai tempi del colera), perchè nella mia immaginazione certa America Latina deve essere così, come la descrive (o la crea?) Gabriel Garcia Marquez ed il suo realismo magico.

E poi, vediamo, “I segreti di New York” di Corrado Augias: anche se letto con un timing sbagliato, ovvero appena di ritorno dal mio primo (e finora ahimè unico) viaggio nella Grande Mela, mi ha fatto venire voglia di tornarci subito per scoprire di persona angoli e personaggi narrati nel libro.

Di sicuro poi Imperium di Ryszard Kapuściński (ma in realtà Kapuściński tutto): un viaggio nello spazio e nel tempo attraverso i Paesi dell’ex Unione Sovietica. Per chiudere torno a casa, con il nostro sud ed in particolare la Sicilia di Andrea Camilleri. Banale? Scontato? Per me conta che leggendo le storie del Commissario Montalbano le parole e il dialetto di Camilleri sappiano ricrearmi atmosfere, immagini, persino profumi e gusti di quella terra. E spesso – lo ammetto – le sensazioni mi distraggono anche dalla trama. Forse Camilleri non ne sarebbe tanto contento. O forse sì?

E ora, se volete, tocca a voi, quali sono i vostri magnifici cinque?

Letteratura di viaggio, il mio Festival in otto tweet

Tre giorni in otto tweet. Non è un quiz ma quello che ho deciso di fare ora che si conclude il Festival della Letteratura di Viaggio. Da Roma è partita una fittissima cronaca fatta di tweet ed è così che ho potuto seguire l’evento a distanza, leggendo di grandi reporter e di blogger, di romanzieri e di fotografi, imparando neologismi e scoprendo che oggi la letteratura di viaggio è (che bello) anche materia universitaria!

Tutto via tweet. Così ne ho raccolti d’istinto una manciata, quelli che mi hanno colpito di più o che di più hanno colto nel segno del mio modo di vedere i viaggi, e i libri ovviamente. In ordine rigorosamente sparso. Cominciamo.

Adriatico arcipelago fatto di isole che si guardano – Bianca Maria Bruno (linguista e direttore Lettera Internazionale)”: perchè essendo nata e cresciuta su questo lato dell’Adriatico mi ha sempre affascinato ed attratto scoprire cosa ci fosse “di là”, e così ho scoperto il Centro interuniversitario internazionale di studi sul viaggio adratico (Cisv), ed un progetto originalissimo di itinerari cultural-turistici a cavallo delle due sponde, tra Magna Grecia e Montenegro, tra Albania e Capo di Leuca, sulle tracce della storia.

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