lettera di gratitudine

Diciamo grazie al nostro viaggio: scriviamogli una lettera di gratitudine!

lettera di gratitudineE’ bello prepararsi a un viaggio leggendo ma è altrettanto bello portarlo a casa con noi scrivendo. Oggi è questo che desidero condividere con voi. Perché sono sicura che tanti, tra di voi, sentono l’esigenza di mettere nero su bianco l’esperienza vissuta, per raccontarla agli altri ma anche per fissarla intimamente meglio per sè. Scrivere il nostro viaggio ci permette di viverlo più intensamente. Perché ci fa fermare e riflettere, perché l’esperienza che abbiamo vissuto merita di più di un post frettoloso o di una carrellata di foto sui social.

E se pensassimo addirittura di scrivere “al” nostro viaggio?

Non un pensiero qualunque, ma una vera lettera. Per essere precisi, una lettera di gratitudine. Una lettera per dire grazie a qualcuno, ma non solo.

Ne avete mai sentito parlare? Io ho scoperto la lettera di gratitudine grazie ad Assunta Corbo, mia amica e collega giornalista, ma soprattutto grande appassionata e studiosa del potere della gratitudine come stato dell’essere che consente di riconoscere la propria felicità. Attraverso i suoi workshop, i corsi online e il soggiorno esperienziale Great-Attitude, Assunta accompagna le persone a scoprire il potere della gratitudine e a portarla nella propria quotidianità in modo concreto ed efficace. É autrice del libro “Dire, Fare…Ringraziare” e la potete trovare anche sul suo blog That’s Good News
Allora, ancora prima di scoprire come ringraziare il nostro viaggio con le parole, conosciamo più da vicino cosa vuol dire scrivere una lettera di gratitudine. Ce lo racconta proprio Assunta. Assunta Corbo

La lettera di gratitudine è uno strumento molto efficace per alimentare lo stato di benessere di chi scrive, più ancora di chi riceve. Da quattro anni studio il potere della gratitudine sul nostro corpo e sulla nostra mente e la lettera è stata un incontro folgorante sin dall’inizio di questo mio viaggio di scoperta. L’ho scoperta documentandomi su come poter allenare e vivere la gratitudine nella nostra quotidianità. Quella verso le persone che fanno parte della nostra vita è la gratitudine più travolgente. La lettera è quindi il veicolo perfetto. E’ il dedicarsi a una persona o un luogo o un evento e metterci il cuore. E’ un atto di amore e di rispetto“.

Chi ne ha parlato per primo?
Sono molti i ricercatori e  gli psicologi americani che hanno studiato questo strumento. In particolare Martin Seligman, autore tra i più illustri di psicologia positiva, ha evidenziato che gli effetti benefici su chi scrive e condivide la lettera di gratitudine durano circa un mese. E si tratta di effetti tangibili: un sistema immunitario più forte, meno attitudine alla depressione, una pressione sanguigna sotto controllo, più entusiasmo, più benessere e gioia“.

Ricevere una lettera di gratitudine fa sicuramente bene. Ma fa bene anche a chi la scrive? E come?
Fa bene soprattutto a chi scrive. La lettera di gratitudine è potente nell’atto stesso dello scrivere. E’ la scrittura terapeutica per eccellenza perché, nel momento in cui scrivi, il tuo cervello rielabora le tue percezioni e amplifica il loro valore. Una lettera positiva, quindi, determina più gioia. Chi la riceve proverà la gioia della gratitudine ma l’intensità è inferiore a chi scrive. Di certo chi la riceve – ed è stato dimostrato scientificamente – sarà portato a scriverla a sua volta“.

Come si scrive una lettera di gratitudine?
Deve essere una lettera molto semplice, efficace che va dritto al punto. La formula migliore è “Caro… ti sono grato per…” E’ importante indicare esattamente i motivi che hanno determinato lo stato di gratitudine e le sensazioni che si sono provate. Più è sintetica ed emozionata più è efficace“.

lettera di gratitudine

Scriviamo al nostro viaggio

Vi piace l’idea? Ecco perché ho pensato che scriverla può diventare un’abitudine che ci permette di vivere con più pienezza i nostri viaggi.

Siamo tornati a casa, abbiamo con noi un bagaglio di esperienze vissute in viaggio e vogliamo che restino il più a lungo possibile con noi. Anzi, vogliamo che diventino parte della nostra vita quotidiana. Siamo pronti a scrivere la nostra lettera di gratitudine!

Come farlo? Proviamo a lasciare da parte tastiera e pc, e riprendiamo in mano carta e penna: in fondo, era così che spedivamo le nostre lettere fino a non molto tempo fa vero? (alzi la mano chi di voi aveva un amico di penna e, come me, si divertiva a trovare le carte da lettera più belle!).

Ora abbiamo un foglio davanti a noi, che aspetta di essere riempito di pensieri. A chi possiamo scrivere una lettera di gratitudine? A una persona, naturalmente, e anche a più di una. Possiamo scrivere ai nostri compagni di viaggio, a chi abbiamo incontrato sul nostro cammino, a chi ci ha fatto scoprire qualcosa e a chi ha condiviso con noi qualche frammento di esperienza. Possiamo farlo per dire loro quanto siamo stati bene in compagnia, o magari no, ci sono stati degli attriti però anche quelli possono esserci serviti a conoscerci meglio. Possiamo raccontare a queste persone le sensazioni – piacevoli, scomode, inattese – che abbiamo provato in viaggio e cosa cercheremo di portare con noi. O semplicemente possiamo dire grazie perché ci hanno fatto scoprire qualcosa che non conoscevamo.

E dopo averla scritta? Basta un indirizzo e un francobollo. Sì perché la bellezza di scrivere una lettera di gratitudine sta nel trovare la voglia (e molto spesso anche il coraggio) di spedirla davvero, vincendo le nostre timidezze.

E se non ce la facciamo? Teniamola nel cassetto, e aspettiamo il momento giusto.
E poi, possiamo scrivere anche a un luogo per ringraziarlo, a una scoperta che ci ha colpito, a una sensazione, a una esperienza. Sarà una condivisione forse più immaginaria, ma credo che ci potrà fare bene, perché ci spingerà a soffermarci, a concentrarci su quello che abbiamo vissuto e sperimentato, sulle sensazioni che ci ha lasciato. E potremo conservarla con noi, insieme alle fotografie o, perché no, tra le pagine del libro che ci siamo portati in viaggio. Parole da leggere e parole da scrivere, non vi sembra una bella unione?

pistoia cosa vedere

Tre biblioteche da scoprire a Pistoia, la Capitale italiana della Cultura

pistoia 2017 capitale culturaUn cuore medievale cinto da 3 km di mura, piazze e palazzi settecenteschi e, tutto intorno, cinque ettari di vivai con piante tipiche di tutte le zone del mondo. E’ Pistoia e quest’anno è la Capitale italiana della Cultura. Cosa significa? Che per tutto il 2017 la città toscana sarà animata da eventi: festival, teatro, musica, letture. Vivrà una rigenerazione urbana con l’apertura di nuovi percorsi e luoghi della cultura. E a voi turisti letterari farà piacere sapere che tra i gioielli da visitare a Pistoia ci sono proprio le biblioteche. Quale occasione migliore per scoprirle? Si tratta di luoghi storici ma anche di spazi legati all’identità industriale di Pistoia, vi accoglieranno con volumi preziosi, opere d’arte e un bel calendario di eventi, tanto che c’è anche un hashtag per seguirli. Pronti al viaggio?

La Biblioteca San Giorgio

pistoia capitale italiana della culturaE’ stata aperta nel 2007 grazie al progetto di rigenerazione urbana che ha interessato la parte sud della città: qui infatti sorgevano le Officine San Giorgio, prima produttrici di carrozze e poi di veicoli ferroviari. La biblioteca ne ha conservato il nome e la struttura “a capannoni” tipica della fabbrica novecentesca. Libri e non solo: sui tre piani si incontrano anche opere d’arte contemporanea, e nel corso del 2017 ospiterà tanti eventi: tra questi, il Festival del giallo a febbraio, il convegno sulle Human Libraries a ottobre e il Forum del Libro a novembre. La Biblioteca San Giorgio si trova in via Pertini, è aperta il lunedì 14.00-19.00, dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 19.00,

La Biblioteca Forteguerriana

pistoia cosa vedereE’ una delle più antiche d’Italia la Biblioteca Forteguerriana: è stata fondata nel Quattrocento e conserva un patrimonio di 220.000 libri. Tra le curiosità custodite qui c’è una minuscola Divina Commedia pubblicata dall’editore inglese William Pickering nel 1822, contenuta in una scatola in pelle insieme a due volumi della Gerusalemme liberata del Tasso e ad uno delle Rime del Petrarca. Anche lei nel 2017 ospiterà svariati eventi. Tra questi La primavera del libro francese a marzo, il convegno “Cultura e biblioteche” a settembre e anche una mostra, “La città che scrive”, dal 14 ottobre al 17 dicembre: racconterà le principali esperienze di scrittura nate a Pistoia o legate alla città, dal Medioevo con Cino da Pistoia alla contemporaneità di Tiziano Terzani e Francesco Guccini. Troverete la biblioteca in piazza della Sapienza 5. Orari di apertura: lunedì, mercoledì, venerdì, dalle 9.00 alle 13.30; martedì e giovedì: 9.00 – 13.30 e 15.00 – 17.30.

Per entrambe le biblioteche il 2017 sarà un anno ricco di appuntamenti. Se sarete a Pistoia e avrete voglia di seguirli, qui potete trovare il calendario (che al momento è aggiornato fino ad aprile).
Sui social invece potete farvi coinvolgere seguendo un hashtag, #millemotiviper.

La Biblioteca Fabroniana

pistoia cosa vedereL’altra biblioteca da visitare a Pistoia è la Fabroniana. La trovate in piazzetta San Filippo 1, settecentesca e ricca, con gli arredi originali dell’epoca e opere d’arte al suo interno. Come lo scalone d’entrata, decorato da affreschi trompe l’oeil. Tutt’intorno le scansie di noce intagliate custodiscono 20mila libri a stampa e circa 400 manoscritti. Vi troverete sopratutto testi di carattere religioso, ma anche volumi umanistici e chicche, come una raccolta dedicata alle missioni cattoliche in Cina. E’ aperta martedì e giovedì dalle 9 alle 12.

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Le City of Literature ovvero: piccolo paradiso per turisti letterari

city of literature Unesco

Lo sapevate che nel mondo esistono le Città della Letteratura? Merito dell’Unesco, che nella sua missione di promuovere la pace e la collaborazione internazionale anche attraverso la cultura ha voluto dare vita a una vera e propria rete virtuosa. Sono le Cities of Literature, sono venti e oggi vi spiego dove trovarle e come scoprire i loro grandi e piccoli tesori letterari.

City of Literature è un titolo conferito alle città che conservano un ricco bagaglio culturale e un’eredità letteraria importante, ma non basta. Per entrare nel network Unesco occorre dimostrare di dare valore alla cultura e mantenerla viva. Sono città ricche di librerie e biblioteche, che ospitano festival letterari, che incoraggiano la lettura nelle scuole, dove si leggono, si comprano e si scambiano molti libri e i libri rivivono anche grazie agli eventi.

Tutto nasce da un’altra rete, quella delle città creative Unesco (Creative City Network), nata nel 2004 per legare insieme realtà diversissime tra loro – ne fanno parte Pechino, Montreal, Sydney, Bogotà e Sapporo – ma accomunate dal valore della loro industria creativa, e dall’impegno nella sua promozione, in sette aree: design, cinema, folk art, musica, gastronomia, media e, appunto, letteratura.

Edimburgo è stata la prima a essere designata City of Literature, sempre nel 2004, e proprio da qui può partire un viaggio alla scoperta delle altre città della letteratura. Sì, perché basta approdare sul portale che la capitale scozzese ha dedicato alla sua missione, per scoprire un mondo fatto di festival letterari, librerie, biblioteche, fervidi lettori e curiosità in giro per il mondo, dalla Nuova Zelanda all’Islanda. Oggi sono venti le Città della letteratura Unesco: Edimburgo, Melbourne, Iowa, Dublino, Reykjavik, Norwich, Cracovia, Dunedin, Praga, Heidelberg, Granada, Ulyanovsk, Baghdad, Tartu, Leopoli, Lubiana, Barcellona, Nottingham, Obidos, Montevideo.

Se amate fare i turisti letterari e state sognando un viaggio, cliccateci subito: troverete un piccolo paradiso. Le dieci cose da sapere prima di un viaggio letterario verso ciascuna di queste città sono qui: gli scrittori a cui hanno dato i natali, i festival letterari che ospitano, le case editrici che sono nate qui, le biblioteche e le librerie più importanti da non perdere. E poi tante curiosità letterarie. Per esempio:

  • Lo sapevate che l’Islanda ha coniato un termine per definire la classica corsa alle uscite editoriali che precede il Natale? Si dice jólabokaflód, ovvero “l’inondazione di libri pre-natalizia”. Perché prima delle feste a Reykjavik e dintorni la pubblicazione di nuovi libri raggiunge il suo picco massimo. E gli islandesi ci costruiscono su un turbinio di eventi tra reading e altri appuntamenti con gli scrittori.
  • Norwich, in Gran Bretagna, è la prima City of Refuge del Regno Unito che accoglie gli scrittori che in patria sono oggetto di minacce, ed è stata una delle fondatrici dell’International Cities of Refuge Network.
  • A Dunedin, nel 1908, nacque la prima biblioteca pubblica della Nuova Zelanda. E oggi la Dunedin Public Library raccoglie numeri impressionanti, con oltre un milione di persone che varcano le sue porte ogni anno. Pionieri anche con i piccoli lettori: il primo servizio di prestito libri ai bambini arrivò già nel 1910.
  • In Slovenia uno degli eroi nazionali è un poeta romantico. France Preseren nel XIX secolo scrisse il primo poema epico in sloveno e il 3 dicembre, giorno della sua nascita, il Paese lo ricorda con un Culture Celebration Day. L’8 febbraio, poi, data della sua morte, è una cultural holiday.

Dite la verità, non avete voglia di andare subito a scoprire gli altri tesori letterari di queste città? C’è un problema però: manca l’Italia. Quando potremo leggere anche il nome di una delle nostre città in questa bella rete?

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Viaggio in Puglia: c’è una biblioteca nel castello

20161206_192122_richtonehdrImmaginate ulivi, trulli e masserie. Alberi di fico e di mandorle. Una terrazza sulla Valle d’Itria. E poi, nel cuore del suo centro storico, piccoli gioielli: oggi vi porto in Puglia. Quando posso raccontare le cose belle della mia terra mi sento davvero fortunata! Il lavoro mi ha portata un paio di settimane fa tra l’Alto Salento e la Valle d’Itria per la precisione. Ho goduto in prima persona di luoghi di cui avevo sempre sentito parlare ma che, come capita spesso con i luoghi più a portata di mano, non avevo mai visitato. Le Grotte di Castellana, le ceramiche di Grottaglie, e poi storie, perennemente in bilico tra devozione e folclore. E poi il futuro. Quello di giovani appassionati della loro terra e capaci di raccontarla con entusiasmo e competenza, e quello di amministratori locali che, sempre in lotta con la mancanza di risorse, si danno da fare per sfruttare al meglio quelle disponibili. Storie belle di sud, che vanno raccontate.
Come quella della piccola biblioteca comunale di Ceglie Messapica, cittadina in provincia di Brindisi. Potevo infatti io lasciarmi sfuggire un viaggio letterario?

biblioteca Puglia

Ebbene, sappiate che da pochi mesi, la biblioteca comunale di Ceglie è custodita nel cuore del suo castello normanno, in pieno borgo storico.
L’amministrazione ha voluto mettere in rete le ricchezze della città, creando un sistema, il Sistema Gusto d’Arte, che congiunge con un immaginario filo rosso la pinacoteca comunale, con il Museo Archeologico e di Arte Contemporanea, la Med Cooking School, ovvero l’unica sede distaccata in Italia di Alma, la scuola d’alta cucina creata da Gualtiero Marchesi, ma anche gli Orti Urbani, le Grotte di Montevicoli e la biblioteca. E’ stata dedicata a Pietro Gatti, un poeta dialettale cegliese tra i più noti al sud, e sue sono anche le parole stampate sui pannelli che decorano le pareti. E poi, ovviamente, scaffali di libri, tavolini, ma anche teche d’altri tempi e una vecchia macchina da scrivere (a proposito, con un salto niente male vi porto anche in Alto Adige: lo sapevate che qui un piccolo museo racconta la storia della macchina da scrivere?).

Ceglie Messapica cosa vedere

Il castello ducale è il simbolo della città, e sulle sue mura svetta un torrione merlato alto 34 metri.

L’ambientazione è più che giusta, perché al momento la biblioteca ospita una piccola mostra molto originale: raccoglie i libri antichi scovati nelle case dei privati cittadini. Come quelli collezionati dal professor Isidoro Conte, che prestava gratuitamente lezioni di latino e greco ricevendo come compenso volumi antichi. Ci sono anche le Tragedie di Seneca, edizione 1657.

Se vi piace l’arte, sempre nel castello troverete la pinacoteca dedicata al pittore futurista Emilio Notte. Conserva dieci sue tele e una collezione di altri autori suoi allievi o a lui vicini.

E se state pensando a una vacanza in Puglia a Natale, il resto del mio viaggio l’ho raccontato su Milano Weekend:  borghi, tradizioni, ma anche la magia di perdersi a fotografare una natura in piena esplosione invernale di colori… vi piace l’idea?

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Trans Europa Express: in viaggio con Paolo Rumiz dai laghi di Finlandia al porto di Odessa

libri da leggere prima di un viaggio in RussiaIl treno per Odessa fila a centocinquanta orari nella luce verde della sera, scavalca fiumi color rame, scende veeso il Mar Nero sul lungo piano inclinato dell’Ucraina. Lo scompartimento trema, pare indemoniato: sul tavolino è franata ogni cosa, e sulla cuccetta di sopra un tipo di centocinquanta chili russa e sussulta così paurosamente che temo precipiti anche lui.

Comincia così Trans Europa Express di Paolo Rumiz, ma in realtà siamo quasi alla fine del viaggio. In mezzo ci sono migliaia di km, gli inseparabili taccuini, una formidabile compagna di viaggio, la fotografa Monika Bulaj, gli incontri con personaggi che sembrano usciti dai romanzi e quelli con la Storia, cupole a cipolla, intrichi di laghi, distese gelide e treni affollati. Il tutto, oscillando dentro e fuori una frontiera, quella dell’Unione Europea, con lo sguardo a est ma la bussola che punta a sud.

Di più, non vi racconto! Dovete lasciarvi affascinare anche voi partendo dalle terre iperboree e arrivando a Istanbul, insieme a Rumiz che lo fece nel 2008. Lo trovate in questo libro del 2012, un libro che mi aspettava, nella mia libreria casalinga, e quando ho iniziato a leggerlo ho capito che era il momento giusto. Perché pagina dopo pagina arrivavano le coincidenze più inattese!

Per esempio: scopro che Rumiz è in viaggio claudicante dopo una frattura al piede destro… come non sorridere pensando che anche io mi stavo appena riprendendo da un incidente simile? Con un paio di differenze però: il mio piede era il sinistro, e non ho incontrato nessun monaco che mi facesse buttare il bastone nelle acque nel Mar Bianco (perché invece sì, a Rumiz è successo davvero)!

E poi: in quel periodo avevo un altro libro sul comodino: era Moby Dick. Ed ecco che arriva anche qui la sua aurea:

Sulla banchina c’è Viktor Ivanovic, ucraino, classe 1940, cappottone grigio e una foresta di capelli grigi, uno che viaggia sempre, dormendo nelle stazioni e negli eremi. Mi guarda fisso negli occhi come il profeta Elia sul molo di Nantucket alla partenza del Pequod verso la balena bianca. “Lei non è russo!” Poi spiega: “I russi hanno lo sguardo di un popolo martire, e lei non ha quello sguardo”.

E poi Rumiz arriva a Varsavia: e che sorpresa ritrovare tra queste pagine Ryzsard Kapuscinski, uno scrittore che amo!

Ma poi la vecchia Varsavia si riscatta. Le librerie sono più fornite e più frequentate che nella mia Italia analfabeta, rovinata da tv e telefonini. A una svendita di libri sul Rynek, la piazza del mercato, c’è una fila di trenta metri fuori dalla porta, come alla prima di un film. I cartelloni dei teatri sono più interessanti di quelli romani. E a rinfrancarmi c’è anche il negozio di carte geografiche in via Giovanni Paolo II, dove lo spettacolo più bello, mi disse Ryzsard Kapuscinski un giorno di neve in cui riparammo lì dentro, era vedere “la gente affamata di mondo” deliziarsi tra gli scaffali. Il grande reporter polacco sarebbe morto due anni dopo, e in lui avvertii lo spaesamento del nomade rinchiuso in uno spazio troppo piccolo.

Paolo Rumiz Trans Europa Express

Ecco, capirete che mi ritrovavo spesso a sorridere con questo libro tra le mani. Ma sono sicura che non avrete bisogno di coincidenze per lasciarvi appassionare da Trans Europa Express, che racconta di grandi incontri e panorami ma anche di piccoli dettagli amati da chi viaggia. Come la bellezza di certi souvenir, i biglietti russi per esempio:

Sono di una tale bellezza barocca che li ho raccolti in una custodia e riposti nel comparto “cancelleria” dello zaino. Quello comprato per il periplo da Petrozavodsk a Perterburg-Ladozkaja, lungo la fascia frontaliera con la Finlandia, è di un tenue rosa ciclamino, con in alto una pomposa scritta Quietanza in cirillico marrone perfettamente in tinta, e in basso a destra la firma del bigliettatio, ricca di svolazzi ottocenteschi. La tratta da Olenegorsk a Kem, l’imbarcadero delle Isole Soloveckij, è rappresentata da un cartoncino di tinta prugna con decorazioni rosso fuoco, e a sinistra un’icona giallo oro, simile a una moneta, dov’è stampigliato il locomotore della nuova Russia in corsa verso l’avvenire.

E’ venuta anche a voi la voglia di saltare sul primo treno diretto a Oriente?

Ecco, aprite questo libro se siete in cerca di cosa leggere prima di un viaggio in Russia. Ma anche in Finlandia, in Ucraina, in Polonia…

E leggetelo anche:

  • se avete voglia di compiere un viaggio nel tempo, perchè con Rumiz è così, ti porta attraverso la storia delle cose
  • se come me, il vostro viaggio in cirillico si è limitato alle classicissime Mosca e San Pietroburgo: qui scoprirete un altro mondo
  • se state programmando un viaggio da quelle parti e siete in cerca di ispirazione
  • se non lo state programmando affatto ma vi affascinano quelle terre: qui troverete storie incredibili

Sette parole per viaggiare ispirati (e magari cambiare vita!)

viaggiare ispirati

Viaggiare per lasciarsi ispirare. Scegliere un luogo per l’energia che ci dà, partire, con la scusa della vacanza, per ritrovare se stessi ma anche per cercare una nuova vita. Spesso un viaggio è anche questo, è una pausa dalla nostra vita quotidiana non tanto per staccare la spina – espressione che non mi piace per niente! – quanto piuttosto per osservarla, e osservarci, da una giusta distanza. E magari dare vita a un nuovo progetto.

Pensavo a tutte queste cose mentre sfogliavo Destinazione Umana, la guida “per cambiare vita” di cui vi avevo parlato qualche tempo fa. Raccoglie viaggi ispirazionali, che partono da un domanda semplice: chi vogliamo incontrare? Le persone diventano destinazioni (umane) e raccontano i luoghi attraverso le storie di vita delle persone che li abitano e li amano.

Ero partita dall’idea di farne una recensione. Poi, però, mentre leggevo, mi venivano in mente delle parole ricorrenti e che in qualche modo mi sembravano la chiave di queste storie. Allora ho deciso di condividerle con le tre autrici: ho chiesto loro di raccontarmi cosa le avesse ispirato o cosa avesse lasciato loro l’incontro con queste destinazioni umane, seguendo la scia di queste parole:

Libertà – Tempo – Condivisione – Consapevolezza  Impegno – Entusiasmo – Positività

Incontriamo Silvia Salmeri, Silvia Bernardi e Silvia Santachiara, le tre autrici della guida Destinazione Umana.

Ho deciso di fare loro un’intervista ispirazionale. Eccola qui. E se dopo averla letta volete condividere con me anche voi i pensieri che vi fanno venire in mente queste sette parole, sono qui!

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Libertà

SILVIA SANTACHIARA Vi siete mai pentiti? Ho chiesto a Katia e Andrea di Villaggio Ranco. «No, mai», hanno risposto. «Volevamo tornare a una vita semplice ma più ricca, a contatto con noi stessi e scandita dai ritmi della natura, non da un tesserino.
La nostra vita è cambiata radicalmente. Certo, bisogna rinnovarsi ogni mattina, ma oggi siamo liberi». Credo che questa sia la parola che più rappresenta questa guida: tutte le destinazioni raccontano una storia di libertà, che ciascuna si è andata a prendere.

SILVIA BERNARDI Il “viaggio da Destinazione Umana” è innanzitutto un viaggio libero”. Si parla di una libertà interiore, di una ricerca della propria libertà di espressione. Il viaggio da Destinazione Umana è quello in cui sei intenzionato a cambiare il tuo paradigma, i tuoi schemi, i tuoi blocchi interiori: per cambiare vita, come recita il titolo della Guida di Viaggio di Destinazione Umana bisogna mixare intenzione e organizzazione, e allora tutto sarà possibile.

SILVIA SALMERI Libertà di seguire il proprio istinto più profondo con coraggio e riconoscendo sé stessi come esseri in evoluzione lungo il viaggio della vita

Tempo

SILVIA SANTACHIARA Tempo di intervistare, di scrivere, di revisionare, di rileggere almeno 170 volte. Ho scritto questa guida in un mese e una settimana.

SILVIA BERNARDI Sono brava ad organizzarmi, a calcolare i tempi, sono brava ad aspettare, sono un persona puntuale. Ma mi sto rendendo conto il vero tempo che abbiamo a disposizione non è quello scandito dall’orologio: è il tempo interiore, e il tempo interiore è solo l’istante, l’adesso, il qui ed ora. E questo è il tempo più prezioso, che non viene compensato nemmeno dall’organizzazione migliore del mondo!

SILVIA SALMERI Tempo per realizzare con cura tutto ciò che desideriamo, compresi noi stessi.

Condivisione

SILVIA SANTACHIARA Tre Silvie e un libro nato dalla condivisione di esperienze, di percorsi personali, di competenze.

SILVIA BERNARDI Ho tre sorelle, nella vita sono stata abituata a condividere di tutto, ma ancora una volta, mi trovo a dover considerare che la vera condivisione va più nel profondo, e mi viene da citare una canzone a me molto cara “Mi fido di te … cosa sei disposto a perdere?”. Cosa siamo disposti a mettere sul piatto, sul tavolo, sulla bilancia, per condividere e crescere insieme davvero? (per rispondere a questa domanda mi sono ispirata a una bella conversazione avuta con il mio collega Valerio, co-founder di Destinazione Umana, che ringrazio pubblicamente!)

SILVIA SALMERI Condivisione di esperienze ed ispirazioni con altri esseri umani in cammino

Consapevolezza

SILVIA SANTACHIARA Come ti senti oggi?, chiesi a Stefania del b&b Il Girasole. «Ricchissima ma con un portafoglio vuoto», mi disse. «Il denaro serve, certo, ma la vera ricchezza è la consapevolezza, farsi domande che altri non si pongono e vedere orizzonti che molti ancora non vedono». Il vero valore delle 65 Destinazioni Umane è soprattutto la consapevolezza della propria scelta di vita, arrivata dopo un percorso spesso lungo e tutt’altro che semplice.

SILVIA BERNARDI Parola cruciale! Consapevolezza è prendere forma, e imparare a raccontare la propria forma a voce alta per essere di ispirazione a chiunque sia in ascolto. Consapevolezza è però anche e soprattutto essere flessibili in questa forma: oggi sono questo, domani mi evolverò .. ed è questo che permette il cambiamento.
SILVIA SALMERI Consapevolezza di chi siamo davvero e di cosa desidera la nostra anima.

Impegno

SILVIA SANTACHIARA Queste sono 65 storie di coraggio, di passione ma soprattutto di impegno. «Chi pensa che vivere e lavorare in campagna sia una vita bucolica, si sbaglia», mi disse Erika dell’agriturismo Sant’Egle. «Dall’alba al tramonto, per undici mesi all’anno e senza un giorno libero, si lavora senza pause». Ecco, credo che questa frase riassuma l’impegno che c’è dietro progetti come questo.

SILVIA BERNARDI Impegno è una parola succulenta, piena, come una spugna imbevuta d’acqua. Vuoi fare una cosa? Impegnati. Vuoi imparare una cosa? Impegnati. Vuoi capire, elaborare, dire, scoprire una cosa? Impegnati. L’impegno è a disposizione di tutti noi, ne nasciamo intrisi. Impegniamoci.

SILVIA SALMERI E’ la variabile che ci consente di passare dal mondo delle idee a quello dei sogni realizzati.

Entusiasmo

SILVIA SANTACHIARA È quello che noi abbiamo messo nel realizzare e portare avanti questo progetto e quello che le Destinazioni Umane ci hanno trasmesso. Perché sono entusiasmo ed energia le prime emozioni ad uscire dalla “gabbia invisibile”, quando si trova la forza di allargare le sbarre.

SILVIA BERNARDI Entusiasmo siamo noi .. il nostro team di Destinazione Umana! Quando guardo i miei colleghi mi brillano gli occhi e ci brillano gli occhi. Entusiasmo è sederci intorno a un tavolo per la nostra riunione settimanale: non sempre suonano le campane e rullano i tamburi, ma l’entusiasmo ci lega, anzi ci avvolge, e soprattutto ci contagia.
SILVIA SALMERI ingrediente necessario per costruire qualcosa di grande.

Positività

SILVIA SANTACHIARA È quella che serve in ogni progetto e in ogni scelta, soprattutto quando ci si trova in quello che Antonella del Casale della Nonna ha chiamato “lo spazio tra le storie”, quel momento in cui ti accingi a compiere un passo in una vita diversa e le vecchie risposte non funzionano più ma le nuove non sono ancora affiorate.

SILVIA BERNARDI Mi viene da pensare all’espressione inglese con cui si traduce il nostro “lato positivo”, ovvero “silver lining”, ovvero la linea luminosa intorno alle nuvole. Positività è l’ostinazione che ti permette di riempirti gli occhi con quella linea luminosa.

SILVIA SALMERI capacità di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno… magari per scolartelo e dimenticare le vicissitudini della vita!

E ora tocca a voi – se volete! Cosa vi fanno pensare queste sette parole, in relazione a un viaggio che state per intraprendere, a una scelta di vita che vorreste fare, a un nuovo progetto?

In viaggio con i libri: ecco due festival per sognare di partire

che libro mi porto turismo letterario

Avete letto quali sono i festival letterari di settembre in Italia? Avete scoperto cosa fanno a Bergamo e Piacenza per far parlare i libri? Bene, come vi preannunciavo è tempo di segnalarvi due nuovi festival.

Uno inizierà domani a Roma, l’altro è in corso a Lecco fino a novembre. Cosa hanno in comune? Sono perfetti per chi ama viaggiare! Oltre, naturalmente, a condividere un altro grande pregio degli eventi di questo tipo: spingerci a scoprire angoli più o meno conosciuti delle nostre città in modo insolito.

Il Festival della Letteratura di Viaggio a Roma

Prendiamo il Festival della Letteratura di Viaggio di Roma, per esempio. La nuova edizione parte giovedì 22 settembre (fino al 25) nella suggestiva Villa Celimontana, a Palazzo Mattei, che è la sede storica della Società Geografica Italiana. Nei giorni della rassegna si trasforma in una sorta di casa del viaggio, accogliendo la maggior parte degli eventi previsti sul palco allestito all’aperto.
L’edizione 2016 si snoderà tra incontri, laboratori, proiezioni, letture, visite guidate, installazioni, una libreria e un caffè letterario.

Tra gli ospiti Zerocalcare, Paolo Rumiz, Mauro Covacich, Bruno Arpaia, Giuseppe Cederna. Quattro mostre saranno dedicate alle isole: Azzorre, Papua Nuova Guinea, Malta, Giappone. Per celebrare Matera Capitale Europea per la Cultura 2019, una mostra di acquerelli sulla Basilicata.
Un altro Paese ospite di questa edizione è l’Estonia, protagonista di un incontro che chiuderà la prima giornata del Festival e che ci porterà sulle tracce di figure mitiche e luoghi leggendari. Uno degli appuntamenti più attesi è il premio per il Reportage intitolato al grande Ryszard Kapuściński. E ci sarà anche una passeggiata alla scoperta dei luoghi di Shakespeare a RomaTrovate tutto il programma qui.

Immagimondo e i viaggiatori a Lecco

Un festival lungo due mesi dedicato ai viaggi, ai luoghi, alla scoperta delle culture è Immagimondo, in corso fino all’11 novembre a Lecco e dintorni e che vede protagonisti viaggiatori, scrittori, studiosi, fotografi, registi, musicisti. Parleranno di viaggi, si scambieranno idee, suggestioni, esperienze sul partire. In programma anche presentazioni di libri e filmati, documentari e reportage, mostre fotografiche, spettacoli, laboratori per adulti e bambini.

L’Iran sarà tra le destinazioni protagoniste, con scrittori di viaggio, fotografi, artisti che racconteranno di questo Paese affascinante e che torna ad aprirsi al mondo. Ci sarà anche una mostra fotografica alla Torre Viscontea di Lecco.
Momento importante del festival sarà proprio il weekend in arrivo, 24 e 25 settembre: le piazze del centro storico di Lecco si animeranno con i tavoli dei viaggiatori, esperti che condivideranno con il pubblico racconti e consigli di viaggio.
Il programma completo di Immagimondo lo trovate qui.

E voi conoscete altri festival, culturali, letterari, di viaggio, che vi piacerebbe segnalare? Potete farlo qui e arricchiremo insieme la mappa, che ne dite?

Cose da fare nel weekend a settembre: scegliete il vostro festival (letterario)

Festival letterari in Italia

Dite la verità: siete tornati alla vostra vita di tutti i giorni, con la ricarica di energia che solo il sole dell’estate riesce a dare e forti di tanti buoni propositi per la vostra quotidianità. Ma… sotto sotto (e neanche tanto velatamente poi) coltivate l’impazienza per la prossima occasione di svago, per la prossima partenza.

Vi capisco benissimo: ė così anche per me! E allora, visto che ancora è presto per poter programmare un vero e proprio prossimo viaggio e gli impegni incombono, ho deciso di regalarmi una piccola fuga, che poi ė quella che assaporo ogni anno, a settembre. E sono sicura che piacerebbe anche a voi.

Siamo turisti letterari giusto? E allora perchè non regalarsi un piccolo weekend (o anche un giorno solo se avete la fortuna di abitare nelle vicinanze) a un festival letterario? Settembre è un ottimo mese per farlo. Io andrò al Festivaletteratura di Mantova, ma in giro per l’Italia, nei prossimi weekend, ci sono anche altre occasioni per sentir parlare di libri, ma anche di cultura e comunicazione in senso più ampio. Per incontrare scrittori, attori, artisti, e scoprire piccoli grandi gioielli delle nostre città.

Pronti? Vi segnalo cinque festival, a Mantova, Camogli, Livorno, Roma e Taormina. E di ognuno provo a dirvi quella che, al di là dei programmi, potrebbe essere una chicca da non perdere.

Festivaletteratura Mantova

Dal 7 all’11 settembre
Pensateci perché, se ancora non conoscete Mantova, rimarrete senza fiato (come è successo a me) passeggiando per le sue strade e piazze tra un evento e l’altro. È una città sull’acqua pur non essendo al mare e, questo, a me, piace tanto.
E poi, anche se non siete riusciti a prenotare i biglietti per gli eventi a pagamento, ne troverete molti a ingresso libero, basta sfogliare il programma.

Camogli – Festival della Comunicazione

Dall’8 all’11 settembre
Uno dei padri fondatori è stato Umberto Eco, e naturalmente il festival gli rende omaggio quest’anno (il grande scrittore e semiologo stava anche lavorando alla sua lectio magistralis che avrebbe regalato al pubblico di Camogli, Pro e contro il web era il tema, diventato il fil rouge dell’evento), anche con una mostra di ritratti, schizzi e disegni ad opera dell’amico di una vita, Tullio Pericoli.

E poi Camogli è un borgo marinari molto bello, e magari riuscite a visitare anche l’Abbazia di San Fruttuoso, uno dei beni del Fai.

Taormina – Taobuk

Dal 10 al 17 settembre

Di qui sono passati numerosi scrittori e letterati, e nel corso del festival il loro spirito ritorna: Sicilia tra luce e parola si chiama la mostra personale del fotografo Giuseppe Leone, dedicata ai luoghi della letteratura italiana resi celebri dalle pagine dei grandi scrittori.

E poi, potete cogliere l’occasione di arrivare a Taormina prendendo, a Catania, un treno storico: è il Treno del mito, percorrerà la costa jonica su carrozze del 1959 e insieme al Treno del Barocco e al Treno dei Templi è un’iniziativa del turismo siciliano per valorizzare il patrimonio storico dell’isola (domanda: verrà ripetuta? Io spero vivamente di sì)

Pordenonelegge

Dal 14 al 18 settembre

Anche qui, un’ottima occasione per scoprire una città italiana: ci saranno in programma oltre 300 eventi in 40 luoghi del centro storico di Pordenone. Apertura dedicata a “La scrittura e la vita” con Dacia Maraini e Piera Degli Esposti, mercoledì al Teatro Verdi.

Livorno – Il senso del ridicolo

Dal 23 al 25 settembre
Patron del festival è Stefano Bartezzaghi. Uno che del potere dei giochi con le parole ne sa qualcosa. E quanto è forte la potenza di un sorriso e di una risata? Ci sono anche due mostre a tema e si ricordano i 500 anni dell’Orlando Furioso.

Roma – Festival della Letteratura di viaggio

Dal 22 al 25 settembre
Letteratura ma anche musica, giornalismo, fotografia. Il racconto del viaggio multiforme, in un luogo di storia del viaggio. Il Palazzetto Mattei nella Villa Celimontana, è la sede della Società Geografica Italiana. Il programma non è stato ancora pubblicato, tenete d’occhio il sito.

Ci portiamo ancora un po’ d’estate addosso? Ecco come, grazie ai libri!

libri settembre

C’era un tempo in cui dell’estate ci si stancava. Le vacanze erano lunghe, tanto lunghe, e quando arrivavano le prime piogge a spezzare il caldo ci si accoccolava nel pensiero di settembre che stava per arrivare. Settembre, con la gioia sottile di nuovi astucci, quaderni e pennarelli. E poi settembre, con le pubblicità di maglioni e cappottoni sulle riviste e l’impazienza di tornare a sentire la lana sulla pelle.

Oggi invece quando settembre arriva non sono mai pronta, le vacanze le vorrei stiracchiare ancora un po’ e quel maglione lo lascerei volentieri nell’armadio ancora a lungo.

Però settembre arriva, comunque. E allora quello che si può fare per salutarlo al meglio è custodire più a lungo possibile le emozioni dell’estate. Fare scorta di luce e benessere per l’inverno.

Lo possiamo fare in tanti modi, anche banali, come preparare la colazione come facevamo al mare, indossando ancora qualcosa che ci ricordi quei giorni.
Oppure… affidandoci ai libri!

C’è un modo di far tesoro della bellezza di una vacanza grazie ai libri? Ce ne sono tanti! E se non parti mai senza un libro a farti compagnia ecco quelli che ho pensato per te.

Come sentirsi ancora in vacanza:

Piccolo vademecum per turisti letterari

Sei ancora in viaggio? Compra un souvenir letterario. Un romanzo ambientato nel posto che hai appena scoperto, un libro fotografico, una guida originale, un augurio a tornare.

Sei già tornato a casa? Cerca anche nella tua città un libro o una storia capaci di ricondurti nel luogo che hai visitato

E perchè non far viaggiare ancora proprio il libro che ti ha accompagnato in vacanza? Donalo, scambialo, cerca il bookcrossing più vicino…

Durante il tuo viaggio hai scoperto una bella libreria locale? Torna a visitarla ogni tanto! Oggi i modi virtuali ce lo permettono, puoi seguire la sua pagina Facebook, il suo account Twitter o Instagram, iscriverti alla sua newsletter.. ti farà sentire vicino.

In vacanza avrai scattato innumerevoli foto e magari avrai anche preso appunti su un taccuino: perchè non mettere ordine nei tuoi ricordi estivi scrivendo un racconto? Puoi lasciarti ispirare dalle persone incontrate in viaggio, da un panorama, da una piccola scoperta.

E poi… ora che sei tornato alla vita di tutti i giorni, cerca il tuo primo giorno di scuola.

Fai come con i quaderni di quando eri piccolo; accarezza e annusa le copertine dei libri nuovi (perchè sono sicura che anche tu l’hai fatto da bambino!)

Cerca la sciarpa che ti avvolgerà quando ti isolerai dal mondo esterno leggendo su un tram d’inverno

Pregustati i tuoi primi giorni d’autunno. Scegli il libro che leggerai, osservando la pioggia dalla finestra.

Buon settembre.

Ps: c’è anche un altro bel modo di andare incontro all’autunno. L’estate finisce ma arrivano nuovi viaggi letterari. Che ne dite di un festival? Settembre ne è ricco e proprio di questo vi parlerò la prossima volta!

#MilanoDaLeggere: i muri che raccontano (belle) storie

Franca Rame street art Milano

Tarda mattinata. Esterno giorno. Sono seduta su una panchina al sole in una piccola piazza milanese che sembra Parigi. Mi guardo intorno – come sempre – curiosa e appena dietro l’ingresso di un parcheggio sotterraneo scopro un piccolo grande gioiello. Un murale, colori caldi, arancioni, beige, grandi volti ritratti su quello che sembra un anonimo muro di cinta. Sono i volti di personaggi illustri di Milano, dell’arte, della letteratura, dello spettacolo. Primi piani, grandi, accompagnati da citazioni di autori altrettanto famosi. Proprio davanti a me, per esempio, c’è Franca Rame, la sua acconciatura vaporosa e i suoi grandi occhiali scuri appena incorniciati dai rami di un albero.

Di più non riesco a vedere nè a fotografare. E infatti l’unico ricordo di quella giornata sono un paio di foto, quelle che vedete qui. Perchè – ve l’ho detto? – due settimane fa mi sono fratturata un piede. E infatti quella panchina si trova proprio di fronte a un ospedale specializzato di Milano, il Gaetano Pini. E peccato che le stampelle non mi permettano di andare in giro oltre a fotografare. Ma appena torno a casa mi metto subito a cercare. voglio sapere cos’è quel pezzo di street art a Milano.

Perchè spesso le storie sono belle anche raccontate sui muri. E questa è una storia di bellezza urbana.

Sapete infatti cosa ho scoperto? Che quel murales fa parte di un progetto artistico voluto proprio dall’Ospedale, in occasione dei 140 anni della sua fondazione, un paio di anni fa.

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