Guida Lonely Planet Best in Travel 2017

Dove andare in viaggio nel 2017? Ecco le tendenze raccolte da Lonely Planet

Guida Lonely Planet Best in Travel 2017Sono passati più di quarant’anni da quando Tony e Maureen Wheeler decisero, per il loro viaggio di nozze, di attraversare Europa e Asia per raggiungere l’Australia da Londra, dove si erano conosciuti. Era il 1972, per condividere con gli amici questa incredibile esperienza decisero di confezionare una guida di viaggio. Era Across Asia on the cheap. Nasceva Lonely Planet.

Oggi la casa editrice è un impero, racconta il mondo e crea tendenze. E non a caso, infatti, oltre alle classiche guide di viaggio che dicono dove andare, sempre di più Lonely Planet racconta come farlo e perché. Per esempio, ormai da diversi anni viene pubblicato il libro di cui vi parlo oggi: si chiama Best in travel e racconta dove andare in viaggio l’anno prossimo. Ogni anno tra gli autori e i redattori di Lonely Planet, ma anche nella community dei blogger e dei social, si raccolgono tendenze, si drizzano le antenne, si studia cosa accadrà nel mondo e cosa sta cambiando. E poi si stilano tre classifiche: sono i dieci migliori Paesi dove viaggiare nel 2017, ma anche le dieci migliori regioni e le dieci migliori città.

Mi piace perché insieme ai consigli di viaggio si racconta in realtà cosa sta accadendo nella destinazione di turno e perché sia proprio questo il momento di andarci. Perché i Governi stanno investendo nel turismo, perché ci sono in programma importanti celebrazioni, oppure è migliorata la situazione sociopolitica e il Paese è diventato più sicuro. Oppure più semplicemente perché la destinazione è finora rimasta in ombra ma merita di essere visitata.

Così è stato anche per le scelte di questa edizione. Volete sapere quali sono i tre Paesi da visitare nel 2017? In cima al podio svetta il Canada, che celebrerà i 150 anni di autonomia, è governato da un trascinante primo ministro Justin Trudeau e conta su 46 parchi e riserve nazionali. Al secondo posto c’è la Colombia, Paese del realismo magico di Gabriel Garcia Marquez ma anche di criminalità violenta che ora cerca di lasciarsi alle spalle grazie ai negoziati con le Farc. E l’anno prossimo arriverà anche papa Francesco. Chiude il podio la Finlandia, che nel 2017 celebra 100 anni di indipendenza e festeggia anche con l’istituzione di un nuovo parco nazionale di 11mila ettari.

Tra i tesori del mondo da visitare prima che sia troppo tardi c’è invece Choquequirau in Perù, sito inca nascosto nella valle del Rio Apurimac da scoprire prima che diventi il nuovo Machu Picchu (con l’entrata in servizio di una nuova funivia che potrebbe portare fino a 3mila visitatori al giorno fino alle rovine). E poi il Taranaki in Nuova Zelanda, monte remoto dove si avventura appena il 2% dei visitatori stranieri nel Paese, e le Azzorre, che invece sono state scoperte da sempre più viaggiatori affascinati dalla loro natura.

E l’Italia, vi starete chiedendo? Purtroppo è poco rappresentata nella guida Best in travel 2017. Il meglio da Lonely Planet, ma lo fa con piccole chicche. Pistoia, innanzitutto: sarà Capitale italiana della cultura nel 2017 e dunque ci sarà per tutti l’occasione di conoscere anche lei accanto alle più blasonate mete toscane. C’è Venezia, tra le destinazioni più convenienti. Vi sembra strano? In effetti non lo è poi così tanto: con la crescita di affitti di camere e appartamenti sul modello Airbnb sta diventando più semplice anche pernottare in laguna.

E poi c’è una microdistilleria. Si chiama Poli 1898, si trova in Veneto ed è aperta al pubblico per visite guidate. Sì perché dopo le cantine e i birrifici artigianali può essere venuto il momento di scoprire qualcosa di nuovo nel turismo enogastronomico. Questa guida infatti non racconta solo luoghi, cerca di intercettare tendenze. E, dunque, ecco quali potrebbero essere quelle del 2017: oltre alle microdistillerie, il mondo come ufficio (vi dice niente la parola nomadi digitali?), il bikepacking (per i più sportivi, avventure fuoristrada sulle due ruote), l’#instavidual (se siete fanatici dell’obiettivo social) e i viaggi sostenibili. Che ci piacciono sempre vero?

Sette parole per viaggiare ispirati (e magari cambiare vita!)

viaggiare ispirati

Viaggiare per lasciarsi ispirare. Scegliere un luogo per l’energia che ci dà, partire, con la scusa della vacanza, per ritrovare se stessi ma anche per cercare una nuova vita. Spesso un viaggio è anche questo, è una pausa dalla nostra vita quotidiana non tanto per staccare la spina – espressione che non mi piace per niente! – quanto piuttosto per osservarla, e osservarci, da una giusta distanza. E magari dare vita a un nuovo progetto.

Pensavo a tutte queste cose mentre sfogliavo Destinazione Umana, la guida “per cambiare vita” di cui vi avevo parlato qualche tempo fa. Raccoglie viaggi ispirazionali, che partono da un domanda semplice: chi vogliamo incontrare? Le persone diventano destinazioni (umane) e raccontano i luoghi attraverso le storie di vita delle persone che li abitano e li amano.

Ero partita dall’idea di farne una recensione. Poi, però, mentre leggevo, mi venivano in mente delle parole ricorrenti e che in qualche modo mi sembravano la chiave di queste storie. Allora ho deciso di condividerle con le tre autrici: ho chiesto loro di raccontarmi cosa le avesse ispirato o cosa avesse lasciato loro l’incontro con queste destinazioni umane, seguendo la scia di queste parole:

Libertà – Tempo – Condivisione – Consapevolezza  Impegno – Entusiasmo – Positività

Incontriamo Silvia Salmeri, Silvia Bernardi e Silvia Santachiara, le tre autrici della guida Destinazione Umana.

Ho deciso di fare loro un’intervista ispirazionale. Eccola qui. E se dopo averla letta volete condividere con me anche voi i pensieri che vi fanno venire in mente queste sette parole, sono qui!

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Libertà

SILVIA SANTACHIARA Vi siete mai pentiti? Ho chiesto a Katia e Andrea di Villaggio Ranco. «No, mai», hanno risposto. «Volevamo tornare a una vita semplice ma più ricca, a contatto con noi stessi e scandita dai ritmi della natura, non da un tesserino.
La nostra vita è cambiata radicalmente. Certo, bisogna rinnovarsi ogni mattina, ma oggi siamo liberi». Credo che questa sia la parola che più rappresenta questa guida: tutte le destinazioni raccontano una storia di libertà, che ciascuna si è andata a prendere.

SILVIA BERNARDI Il “viaggio da Destinazione Umana” è innanzitutto un viaggio libero”. Si parla di una libertà interiore, di una ricerca della propria libertà di espressione. Il viaggio da Destinazione Umana è quello in cui sei intenzionato a cambiare il tuo paradigma, i tuoi schemi, i tuoi blocchi interiori: per cambiare vita, come recita il titolo della Guida di Viaggio di Destinazione Umana bisogna mixare intenzione e organizzazione, e allora tutto sarà possibile.

SILVIA SALMERI Libertà di seguire il proprio istinto più profondo con coraggio e riconoscendo sé stessi come esseri in evoluzione lungo il viaggio della vita

Tempo

SILVIA SANTACHIARA Tempo di intervistare, di scrivere, di revisionare, di rileggere almeno 170 volte. Ho scritto questa guida in un mese e una settimana.

SILVIA BERNARDI Sono brava ad organizzarmi, a calcolare i tempi, sono brava ad aspettare, sono un persona puntuale. Ma mi sto rendendo conto il vero tempo che abbiamo a disposizione non è quello scandito dall’orologio: è il tempo interiore, e il tempo interiore è solo l’istante, l’adesso, il qui ed ora. E questo è il tempo più prezioso, che non viene compensato nemmeno dall’organizzazione migliore del mondo!

SILVIA SALMERI Tempo per realizzare con cura tutto ciò che desideriamo, compresi noi stessi.

Condivisione

SILVIA SANTACHIARA Tre Silvie e un libro nato dalla condivisione di esperienze, di percorsi personali, di competenze.

SILVIA BERNARDI Ho tre sorelle, nella vita sono stata abituata a condividere di tutto, ma ancora una volta, mi trovo a dover considerare che la vera condivisione va più nel profondo, e mi viene da citare una canzone a me molto cara “Mi fido di te … cosa sei disposto a perdere?”. Cosa siamo disposti a mettere sul piatto, sul tavolo, sulla bilancia, per condividere e crescere insieme davvero? (per rispondere a questa domanda mi sono ispirata a una bella conversazione avuta con il mio collega Valerio, co-founder di Destinazione Umana, che ringrazio pubblicamente!)

SILVIA SALMERI Condivisione di esperienze ed ispirazioni con altri esseri umani in cammino

Consapevolezza

SILVIA SANTACHIARA Come ti senti oggi?, chiesi a Stefania del b&b Il Girasole. «Ricchissima ma con un portafoglio vuoto», mi disse. «Il denaro serve, certo, ma la vera ricchezza è la consapevolezza, farsi domande che altri non si pongono e vedere orizzonti che molti ancora non vedono». Il vero valore delle 65 Destinazioni Umane è soprattutto la consapevolezza della propria scelta di vita, arrivata dopo un percorso spesso lungo e tutt’altro che semplice.

SILVIA BERNARDI Parola cruciale! Consapevolezza è prendere forma, e imparare a raccontare la propria forma a voce alta per essere di ispirazione a chiunque sia in ascolto. Consapevolezza è però anche e soprattutto essere flessibili in questa forma: oggi sono questo, domani mi evolverò .. ed è questo che permette il cambiamento.
SILVIA SALMERI Consapevolezza di chi siamo davvero e di cosa desidera la nostra anima.

Impegno

SILVIA SANTACHIARA Queste sono 65 storie di coraggio, di passione ma soprattutto di impegno. «Chi pensa che vivere e lavorare in campagna sia una vita bucolica, si sbaglia», mi disse Erika dell’agriturismo Sant’Egle. «Dall’alba al tramonto, per undici mesi all’anno e senza un giorno libero, si lavora senza pause». Ecco, credo che questa frase riassuma l’impegno che c’è dietro progetti come questo.

SILVIA BERNARDI Impegno è una parola succulenta, piena, come una spugna imbevuta d’acqua. Vuoi fare una cosa? Impegnati. Vuoi imparare una cosa? Impegnati. Vuoi capire, elaborare, dire, scoprire una cosa? Impegnati. L’impegno è a disposizione di tutti noi, ne nasciamo intrisi. Impegniamoci.

SILVIA SALMERI E’ la variabile che ci consente di passare dal mondo delle idee a quello dei sogni realizzati.

Entusiasmo

SILVIA SANTACHIARA È quello che noi abbiamo messo nel realizzare e portare avanti questo progetto e quello che le Destinazioni Umane ci hanno trasmesso. Perché sono entusiasmo ed energia le prime emozioni ad uscire dalla “gabbia invisibile”, quando si trova la forza di allargare le sbarre.

SILVIA BERNARDI Entusiasmo siamo noi .. il nostro team di Destinazione Umana! Quando guardo i miei colleghi mi brillano gli occhi e ci brillano gli occhi. Entusiasmo è sederci intorno a un tavolo per la nostra riunione settimanale: non sempre suonano le campane e rullano i tamburi, ma l’entusiasmo ci lega, anzi ci avvolge, e soprattutto ci contagia.
SILVIA SALMERI ingrediente necessario per costruire qualcosa di grande.

Positività

SILVIA SANTACHIARA È quella che serve in ogni progetto e in ogni scelta, soprattutto quando ci si trova in quello che Antonella del Casale della Nonna ha chiamato “lo spazio tra le storie”, quel momento in cui ti accingi a compiere un passo in una vita diversa e le vecchie risposte non funzionano più ma le nuove non sono ancora affiorate.

SILVIA BERNARDI Mi viene da pensare all’espressione inglese con cui si traduce il nostro “lato positivo”, ovvero “silver lining”, ovvero la linea luminosa intorno alle nuvole. Positività è l’ostinazione che ti permette di riempirti gli occhi con quella linea luminosa.

SILVIA SALMERI capacità di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno… magari per scolartelo e dimenticare le vicissitudini della vita!

E ora tocca a voi – se volete! Cosa vi fanno pensare queste sette parole, in relazione a un viaggio che state per intraprendere, a una scelta di vita che vorreste fare, a un nuovo progetto?

Viaggi ispirazionali: nasce una guida dove le destinazioni sono le persone

guida viaggi ispirazionali destinazione umanaLe persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”, diceva (se il giro delle citazioni non mente) John Steinbeck.

E aggiungerei che sono i viaggi a fare ed a fare incontrare le persone.

Perchè se amate viaggiare (senza scomodare l’abusata discriminazione tra viaggiatori e turisti) lo sapete: una delle scoperte più intense, in viaggio, sono le persone. Quelle che conosciamo in viaggio come noi, quelle che incontriamo a destinazione e che magari di turismo vivono e col turismo hanno trovato il loro riscatto.

Come le storie che proprio l’Organizzazione mondiale del turismo ha voluto raccontare e raccogliere in due libri, di cui ho scritto qui. Viaggiare per incontrare un luogo e insieme a lui qualcuno.

Per questo mi è piaciuto subito, quando ho avuto modo di conoscerlo per lavoro, il progetto di cui vi voglio parlare oggi. Perchè raccoglie viaggi ispirazionali, che partono dalla domanda: chi vuoi conoscere?, ancora prima di chiedersi in quale posto andare. Perchè dal progetto sta nascendo una guida, e quindi eccolo di nuovo, questo circolo virtuoso che parte dal web e si trasforma in carta (come con l’esperienza di questa guida di viaggio del Salento letterario).

E poi perchè alla guida è legato un progetto di crowdfunding, e il sostegno condiviso alla realizzazione di un libro, di un progetto editoriale o di comunicazione, è una tendenza che sto captando sempre più intensa nell’aria e che mi piacerebbe approfondire sempre di più.

Ecco, dunque, tre motivi per cui oggi ho scelto di parlarvi di Destinazione Umana. Di cosa si tratta? Di un portale e tour operator, nato a Bologna nel 2014, che propone viaggi ispirazionali, ribaltando la concezione del viaggio: la domanda fatta a chi è in partenza non è più “dove vuoi andare” ma “chi vuoi conoscere”, e il viaggiatore viene guidato verso l’incontro con gestori di strutture ricettive (agriturismi, bed and breakfast, ostelli, case vacanza, masserie) aderenti alla rete, che possano essere per lui fonte di ispirazione.

guida viaggi ispirazionali

E saranno proprio queste “destinazioni umane” i protagonisti della guida che uscirà a maggio, in italiano ed inglese, con un sottotitolo tanto bello quanto felicemente ambizioso: la guida per cambiare vita.
Le interviste alle Destinazioni Umane raccontano i luoghi attraverso le storie di vita delle persone che li abitano e li amano, attraverso quattro punti cardine: il cambiamento, l’innovazione, la ruralità e la spiritualità. Ecco come lo racconta Silvia Salmeri, una delle tre autrici (insieme a Silvia Bernardi e Silvia Santachiara) e ideatrice di Destinazione Umana insieme a Valerio Betti: “Dopo più di un anno di intensa attività online per la creazione, comunicazione e promozione dei nostri viaggi ispirazionali abbiamo
compreso che era giunto il momento di diventare sempre più “concreti”: ed ecco da qui l’idea della guida cartacea. Un vero e proprio viaggio ispirazionale attraverso le nostre Destinazioni Umane, più di una sessantina, in tutta Italia, per raccontare le storie di cambiamento positivo, innovazione sociale, imprenditorialità di ognuno di loro. Vogliamo dare la possibilità a chi si mette in viaggio di seguire una nuova rotta, quella degli incontri e dell’accoglienza, quella dell’ispirazione positiva”.

guida viaggi ispirazionali

Subito dopo l’uscita in libreria, le autrici vorrebbero portare in viaggio la guida attraverso un tour in tutto lo Stivale: ecco dunque l’idea del crowdfunding: una campagna lanciata su Ginger per raccogliere 4mila euro e partire. L’obiettivo è quasi raggiunto e se volete contribuire anche voi c’è tempo ancora fino al 10 aprile. Lo potete fare qui.

Nel mondo del turismo ormai la parola d’ordine sembra essere proprio questa: cercare ispirazione, o comunque “accantonare” le forme classiche di viaggio per andare più a fondo, tornare a casa con un’esperienza – ma questo step già è stato assodato da diversi anni – che sia personalizzata – ecco il passo successivo.

Per questo sono molto curiosa di saperne di più sulla guida ispirazionale di Destinazione Umana e vi anticipo già che prossimamente ve ne riparlerò ed ospiterò le autrici su questo divano virtuale (e magari spero che nel loro tour le possa incontrare anche a Milano). Anzi, avete curiosità da chiedere loro? Scrivetemele nei commenti e girerò loro le domande, che ne dite?

Album da colorare per adulti: li usate per viaggiare?

“Le vostre matite colorate sostituiranno le macchine fotografiche”

 

album da colorare per adulti viaggiNon è una profezia, piuttosto un invito, è la frase dell’introduzione di un libro. Illustrato. Per adulti. Da colorare. Lo avrete saputo anche voi e magari vi sarete anche felicemente lanciati in questo fenomeno che ormai impazza da diversi mesi: quello degli album da colorare per adulti.

Moda, mania, nostalgia dell’infanzia? Intanto, una cosa è certa: riprendere confidenza con la nostra manualità, rispolverare matite e pennarelli magari ormai sepolti in soffitta o sparsi nelle ceste dei nostri bambini, riaprire una pagina bianca mettendosi alla prova, non può fare che bene alla nostra fantasia (e, dicono, anche al nostro stress). D’altronde, qualche tempo fa l’invito era arrivato anche da un museo illustre, il Rijksmuseum di Amsterdam (#startdrawing si chiama la campagna, per “tornare a meravigliarsi”).

Anche voi, come me, avevate finora considerato gli album da colorare per adulti così, come un passatempo virtuoso, creativo e antistress? Bene, sappiate che hanno tutte le carte in regola per diventare – anche – originali libri di viaggio alternativi. Ed effettivamente pensateci un attimo: quanto di un viaggio passa attraverso i nostri occhi, panorami, colori, forme sfumature?
Ecco dunque che chi segna albi da colorare l’ha capito, e l’ho realizzato anch’io proprio qualche giorno fa durante un giro in libreria. Non più solo fiori, paesaggi, mandala. I libri da colorare per adulti adesso raccontano anche città, paradisi esotici, luoghi lontani. Lo fanno con illustrazioni naïf che stuzzicano il nostro immaginario e spesso rappresentano quanto di più tipico associamo a un luogo. Ma lo fanno anche con disegni d’artista. E c’è chi ha scelto di autoprodursi i propri quaderni di viaggio da colorare e li vende pure. E chi – appassionato di viaggi – ha provato a realizzare vere e proprie guide di viaggio illustrate: coloro e intanto mi studio un itinerario.

 


All’estero sembrano spopolare, ma sono arrivati anche in Italia.
Edizioni El (che ha anche lanciato una collana di guide di viaggio per bambini) per esempio ha portato da noi “Parigi segreta” e “Giappone segreto” (a proposito, la Ville Lumiere e la capitale nipponica sembrano andare per la maggiore), entrambi realizzati dall’autrice Zoé de Las Cases. I lungosenna e le boulangerie, i tetti parigini, gli abiti, i macarons da una parte, i kimono e gli ombrellini, le lanterne e il sushi, i “gattini” e gli scorci di Tokyo e Kyoto dall’altra.
Electa ha pubblicato da noi le Città fantastiche: 60 pagine di vedute aeree realizzate dall’artista Steve McDonald trasformate in altrettante prospettive a volo di uccello su città reali e immaginarie, da colorare: New York, Londra, Parigi, Instanbul, Tokyo, Melbourne.

album da colorare per adulti viaggiE’ firmato invece da Isy Ochoa l’album di Parigi con 80 tavole da colorare. Strade, vetrine, boulevards, con un livello di dettaglio non indifferente.
E poi nulla sembra lasciato al caso: ci sono scrupolosi suggerimenti su matite e pennarelli e come usarli, le pagine spesso si possono staccare, e sono fatte in modo da evitare sbavature tra una e l’altra.

Ma se siete appassionati la scelta è davvero vasta, il disegno parla un linguaggio universale che non ha bisogno di traduzioni e all’estero gli album da colorare di viaggio – anzi, i coloring travel books – impazzano.

Volete un consiglio? Provate a sfogliare tra le gallery di Pinterest, come queste, e troverete una miniera di pagine da colorare.
Intanto, ne ho cercati alcuni per voi. Mettetevi comodi, preparate i pennarelli e scegliete quello che vi incuriosisce di più – o magari la meta del vostro prossimo viaggio!

 

Il mondo da scoprire con disegni e colori

Colorful Cities è il progetto di un’appassionata viaggiatrice che ha deciso di tradurre in libri illustrati da colorare i propri consigli di viaggio sulle due città che conosce meglio, Seattle e Tokyo. Eccoli dunque, con tanto di mappa, descrizioni dei luoghi e altri spunti per viaggiatori.

World Traveller Colouring Book: (edizioni Design Originals) è un giro del mondo tra i siti Patrimonio Unesco: dalle piramidi Maya al Taj Mahal, dalla Muraglia cinese ad altre icone mondiali, in trenta tavole da colorare

album da colorare per adultiTravel between the Lines (Wandertooth Media): è fatto di illustrazioni disegnate a mano ispirate alle fotografie scattate dai creatori del libro, Geoff e Katie Matthews. Quarantasette panorami e scene da città in Europa, Asia e nelle Americhe.

Passport to imagination: è un album hand-made dell’illustratrice Alicia Pace. Disegni su Costa Rica, Giappone, Francia, Italia, Brasile, Germania ed altri Paesi.album da colorare per adulti

Travel (Inspired colouring), Parragon: oltre 100 tavole che rappresentano città come Parigi e New York ma anche icone come i templi dell’Asia o le spiagge tropicali.

 

 

 

 

album da colorare per adulti viaggiLost Ocean (Waterstones): l’autrice, Johanna Basford, è la stessa di Secret Garden e Enchanted Forest, altri due libri da colorare per adulti. Per dare un’occhiata ad altri lavori c’è il suo sito personale .

E voi vi siete già cimentati con gli album da colorare? Cosa ne pensate?

A Fa’ la cosa giusta per scoprire il viaggio consapevole dei sentieri (anche urbani)

turismo responsabile a Fa' la cosa giusta
credits Luana Monte

Risveglia la città.

Recita così – e poi vi racconterò anche perchè – lo slogan di un appuntamento che per me è ogni anno irrinunciabile a Milano. Parlo di Fa’ la cosa giusta, ovvero la fiera (anche se chiamarla così sembra quasi riduttivo) del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. La seguo con entusiasmo dagli albori, tredici anni fa, e ora mi preparo alla nuova edizione, questo weekend, dal 18 al 20 marzo (a fieramilanocity). Quello che mi piace, di Fa’ la cosa giusta, è che riesce a coinvolgere tutti gli svariati aspetti della nostra vita quotidiana. Perchè quando si pensa ad un consumo critico spesso ci si fa venire in mente quasi esclusivamente l’alimentazione. E invece si possono sempre compiere scelte consapevoli, facendo la spesa, muovendosi, acquistando un regalo. Oppure viaggiando, ovviamente. In modo responsabile, slow, etico. E il turismo responsabile a Fa’ la cosa giusta conta sempre su ampi spazi (ecco l’intervista ai creatori di Wonderway che avevano raccontato la Milano emozionale l’anno scorso), che poi sfociano spesso in altrettante letture, perchè Terre di Mezzo, che la organizza, è anche una casa editrice molto attenta ai temi del turismo sostenibile.

 

credits Alessia Gatta
credits Alessia Gatta

E quindi, se anche voi come me state programmando di partecipare a Fa’ la Cosa Giusta (qui il programma), ho raccolto per voi alcuni spunti di quello ci sarà in fiera per chi ama viaggiare (e leggere di viaggi) anche in modo insolito.
Tra i progetti speciali di quest’anno ci sono i Percorsi a piedi e Grandi itinerari italiani ed europei, e non poteva essere altrimenti in occasione dell’anno nazionale dei Cammini, che coincide anche con il Giubileo straordinario. E in effetti il viaggio a piedi è quello più slow e a meno impatto che si possa immaginare.
Cammini di storia e di fede come la Via Francigena, il Cammino di Santiago, il Cammino di San Benedetto e di San Francesco.

  • Venerdì 18 marzo, ad esempio, si parlerà del Cammino di San Benedetto tra Subiaco e Montecassino, con focus storico-culturale tra abbazie e santuari nel Lazio

  • Sempre venerdì 18 marzo, alle 18, si racconterà l’esperienza di chi ha già percorso la Via Francigena

  • L’Umbria porterà in fiera la Via di Francesco e i Cammini Francescani

  • Domenica 20 sarà presentata “La Via di Francesco”, guida e taccuino per il viaggio (Touring Editore) con l’autore Fabrizio Ardito.

Per chi ama viaggiare a piedi, nello Spazio Percorsi di Terre di mezzo ci sarà la possibilità di incontrare gli autori delle guide ai Percorsi a piedi e in bicicletta di Terre di mezzo Editore.
Si racconterà anche il portale Piuturismo (lo trovate allo stand TC05 pad.3), che ha l’obiettivo di creare una grande community di viaggio attenta all’ambiente raccogliendo luoghi, itinerari, strutture ricettive sostenibili.
Poi il turismo urbano, uno dei miei preferiti.

turismo responsabile a Fa' la cosa giusta
La cooperativa La Paranza porterà alla scoperta delle Catacombe di Napoli, mentre l’associazione Borghi Autentici d’Italia racconterà (sabato 17 in Piazza Territori resistenti) un nuovo progetto dove i turisti saranno considerati “cittadini temporanei” del borgo (e sono decisamente curiosa di scoprire come).

Milano e l’ispirazione insolita

Ma ci sono in particolare due progetti che mi hanno colpito e non poteva essere altrimenti: coniugano il turismo sostenibile con la riscoperta e la valorizzazione del proprio “sotto casa”, delle strade e delle storie che incontriamo tutti i giorni. sono dedicate a Milano. Una si chiama proprio “Risveglia la città: mappa partecipativa dei luoghi d’ispirazione urbani” (ricordate lo slogan all’inizio dell’articolo?): sarà un laboratorio in cui i partecipanti potranno condividere i propri luoghi d’ispirazione, che si trasformeranno in icone grazie alla mano di un illustratore e magari nasceranno nuovi percorsi turistici di Milano da scoprire.

Come, per esempio, a piedi. E’quello che ha deciso di fare il progetto Sentieri Metropolitani: con Gianni Biondillo, architetto-scrittore che i luoghi ama scoprirli camminando, come ha fatto a Milano, voltando le spalle al Duomo e arrivando fino a Rho.

Ps: per accompagnare questa cascata di spunti viaggianti ve ne lascio un ultimo, Speziale, un’area dedicata al thè ed alle spezie. Non propriamente turistico, ma è un modo per scoprire il mondo, e si abbina ottimamente anche a un bel libro.

L’arte che non ti aspetti (anche dietro casa): architettura del moderno

architettura moderna
Milano, il Palazzo dell’Arengario oggi Museo del 900

A Berlino lo fanno dagli anni 90 ed è stata la storia a renderli maestri in questo.

Recuperare vecchi spazi – vuoti o in decadenza – e farli rifiorire a nuova vita grazie ad archistar, creativi e finanziamenti. A Milano forse sono arrivati un po’ dopo, ma ormai è una felice tendenza ed è anche per questo che mi piace un po’ di più ogni giorno.
Archeologia industriale che diventa meta di turismo e movida. Vecchi scali ferroviari che si trasformano in mercati bio e trendy. Ciminiere di fabbriche celebri del bere made in Italy che si rivestono di street art (quella della Fernet Branca). Capannoni industriali che diventano la culla della magia teatrale (gli ex spazi Ansaldo oggi Laboratori del Teatro alla Scala, che vi consiglio davvero di andare a visitare).
Ma non si tratta solo di questo.
Siamo abituati a pensare ai beni culturali come alla straordinaria ricchezza dei nostri monumenti, dell’arte, dei paesaggi ricevuti in eredità dai secoli passati. E facciamo ovviamente bene. Eppure spesso tanta bellezza ci riempie talmente tanto da lasciarci dare solo uno sguardo distratto alle “cose moderne”, ai palazzi, alle architetture che ci circondano e che fanno parte del nostro quotidiano. E invece anche così si costruisce il nostro patrimonio.

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Fumetti e viandanti: un (insolito) viaggio letterario in Israele

libri viaggio in Israele
Gerusalemme, quartiere ebraico, credits: goisrael.it

Una terra che a definirla complessa si rischia di risultare quasi banali.

Una terra spesso appesa al filo della cronaca (lo è stata anche proprio all’inizio di quest’anno) ma non per questo meno affascinante. E’ Israele, con la miscela di Tel Aviv tra tradizione e movida mediterranea, la sacralità di Gerusalemme che pure ora ha deciso di mostrare anche il suo volto più moderno e vivace, e poi la natura, il Mar Morto, ovviamente i luoghi simbolo della religiosità, i misteri di “dove tutto nacque”. E’ forse “colpa” proprio di questa sua essenza sfaccettata se per me è quasi una destinazione magnetica che spero davvero di poter visitare presto. E voi, ci siete stati? Che sensazioni vi ha lasciato?#GoIsrael #Tbnet

E, soprattutto, cosa avete letto prima di partire per saggiare un po’ questa sua atmosfera così particolare?
Quando ho cominciato a curiosare su quali libri leggere prima di un viaggio in Israele, ho capito subito una cosa: un Paese così complesso è necessariamente raccontato in maniera altrettanto multiforme. C’è la questione arabo-israeliana, ci sono le tematiche religiose, l’attualità politica, la storia di uno Stato antichissimo eppur giovane. E poi c’è la vita di tutti i giorni. E io non sono un’esperta. Per cui la mia idea è stata questa: darvi qualche pillola, qualche suggerimento per “leggere” Israele in maniera insolita.
Senza dimenticare, ovviamente, che a raccontarci Israele ci sono in primo luogo i suoi grandi scrittori: Amos Oz, Abraham B. Yehoshua, David Grossman, Etgar Keret, Sayed Kashua.

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Un tesoro per i creativi alla New York Public Library: oltre 187mila immagini (libere)

New York Public Library
credits: Mariangela Traficante

La prima sensazione è stata chiara: stordimento.

Appena letta la notizia, sono atterrata sul sito della New York Public Library e mi sono chiesta: e quindi come si fa? Poi, pian piano, ho capito che qualche “percorso” per raccapezzarsi c’era e altri sono destinati ad arrivare. Perchè – lo sapete? – la notizia è che la New York Public Library ha allargato le possibilità del suo immenso archivio digitale, rilasciando in dominio pubblico oltre 187mila documenti fotografici. Tutti scaricabili liberamente, e con la libertà di riutilizzarli in qualunque modo. Anzi: “Everyone has the freedom to enjoy and reuse these materials in almost limitless ways” recita il sito della New York Public Library. Che ha deciso di mettere a disposizione il download nella più alta risoluzione possibile, direttamente dal portale dedicato alle sue Digital Collections. Senza necessità di autorizzazione nè restrizioni.

archivio New York Public Library collezione di fotografie
E c’è davvero di tutto in questo zibaldone digitale: mappe storiche, fogli manoscritti di autori come Walt Whitman e Nathaniel Hawthorne (l’autore de La Lettera Scarlatta), illustrazioni botaniche e fotografie d’epoca, antichi testi religiosi e persino le planimetrie degli appartamenti newyorchesi degli anni ’20.

Solo le mappe e gli atlanti, giusto per fare un esempio, sono più di 20mila. E come resistere a scoprire com’era la Grande Mela negli anni ’30?

New York Public Library
New York Public Library, credits: Mariangela Traficante

La New York Public Library, un “monumento” da non perdere in un viaggio a New York, un’istituzione storica e al tempo stesso perfettamente a suo agio nel mondo scandito da social e digitale. Sì, perchè l’idea di mettere a disposizione liberamente il proprio archivio non è una scelta qualunque ma anche una bella intuizione: miscelare il passato al futuro, le carte e le pergamene ai tablet. Scoprire come poter dare nuova vita e vitalità ad una massa immane di documenti che rischierebbe invece di rimanere a prendere polvere a solo beneficio di qualche studioso.

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A casa delle Piccole Donne: in Massachussets si viaggia coi grandi scrittori americani

In Massachussets
Brant Point Lighthouse Nantucket, Credit Yankee Magazine-Larry Tocci

Intanto ve lo dico: in questi giorni sul blog leggerete soprattutto di viaggi letterari negli Stati Uniti. No, ahimè, non perchè io stia per partire per gli Usa, cosa che peraltro mi piacerebbe e tanto. Ma perchè una serie di casi – chiamateli coincidenze, chiamatela serendipity (in cui io comincio a credere sempre di più) me li hanno condotti qui, a portata di carta virtuale.

Due giorni fa vi raccontavo dell’American Writers Museum che aprirà a Chicago nel 2017. Oggi vi porto invece in Massachussets (e non solo).
E’ anche questo il bello di scrivere delle proprie passioni: ci si incontra, si chiacchiera, si scambiano idee e racconti! E’ così è stato, ad esempio, qualche tempo fa, con una persona che conosco da tanto per lavoro, che come me ama la letteratura, e che degli Stati Uniti è una vera esperta. Lei è Olga Mazzoni, presidente dell’agenzia di marketing turistico, pr e comunicazione Thema Nuovi Mondi, presidente di Visit Usa Italy, l’associazione di tour operator, enti e altri soggetti impegnati nel proporre e diffondere la conoscenza degli Stati Uniti in Italia. E rappresentante di diversi Stati americani, tra cui, appunto, il Massachussets.

Tempo fa avevo pubblicato un articolo su un reportage di viaggio molto particolare, quello di Walt Whitman attraverso il West e le grandi città americane.
E lei di viaggi letterari negli Stati Uniti me ne ha suggeriti altri, altrettanto originali e, forse, ancora poco conosciuti al grande pubblico.

Che ne dite, ad esempio, di fare un viaggio con Moby Dick?

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Per souvenir, un libro. Nasce #lapugliadinverno, perchè la mia terra non è solo un racconto estivo!

Puglia d'inverno
Porto Badisco, Salento, Puglia, credits Mariangela Traficante

“Il mare d’inverno è solo un film in bianco e nero visto alla tv…” cantava Loredana Bertè nella splendida canzone firmata da Enrico Ruggeri.

E, invece, noi che al mare (anche) d’inverno ci siamo cresciuti, e ci torniamo quando possiamo, sappiamo che i colori possono essere forti, e nitidi. E poi non c’è solo il mare. Penso alla mia Puglia, ed ai suoi colori all’incontrario per esempio: arsa dal sole d’estate, terra polverosa e bianca e gialla. Brillante di verde d’inverno, dagli ulivi ad altri alberi che le foglie non le perdono, e rossa di terra e, naturalmente, capace di cieli come questo nella foto. E poi le feste della tradizione, e le mareggiate, e le inaspettate domeniche che regalano pillole di anticipi di primavera.
Per questo a chi viene a passare le proprie vacanze in Puglia noi diciamo: andate a scoprirla anche d’inverno, in quel “fuori stagione” che invece vi offrirà tanto.

Per questo sono stata subito entusiasta di un’iniziativa che sta partendo proprio in queste settimane. Perchè è un progetto che unisce il turismo alla lettura, con un’idea in fondo semplice ma secondo me bellissima: regalare un libro a chi verrà in vacanza in Puglia. E il libro in questione è, della Puglia, una piccola guida sentimentale. Si chiama Inchiostro di Puglia e io ve ne ho parlato in più di un’occasione: nato come blog, Inchiostro di Puglia è diventato una Notte Bianca della Lettura e, la primavera scorsa, si è trasformato in un libro, una raccolta di racconti in cui più di trenta scrittori pugliesi hanno regalato il loro sguardo sulla regione.

E ora il creatore di Inchiostro di Puglia, Michele Galgano, richiama tutti a raccolta per un nuovo progetto: #lapugliadinverno.

Puglia d'inverno
A dicembre tanti alberghi e bed&breakfast pugliesi accoglieranno i loro ospiti con un regalo, una copia dell’antologia di racconti. Perché la Puglia è bella da leggere e da visitare in ogni stagione dell’anno.
Il nostro libro non è una guida turistica, ma una sorta di mappa emozionale” spiega Michele Galgano. “Niente itinerari consigliati o recensioni di ristoranti ma profumi, sapori, paesaggi, sensazioni e sentimenti racchiusi in trentacinque racconti. Uno spaccato profondo, autentico e inedito che credo sia il miglior biglietto da visita per il nostro territorio. Non lasciamo che il racconto della Puglia resti un racconto solo estivo”.

Puglia d'inverno
Mare agitato a Castro, Salento

E quindi Inchiostro di Puglia, la community di scrittori, lettori e operatori culturali e turistici si rimbocca le maniche e per #lapugliadinverno lanciamo l’appello alle strutture ricettive dal Gargano al Salento: non sarebbe uno splendido souvenir culturale da far trovare sul comodino ai vostri ospiti?

Ricevere in dono un libro da portare con me mentre passeggio per i vicoli di un borgo, oppure mentre mi perdo ad osservare il mare un burrasca. Io ne sarei felice, e voi?

Il Sud è un Apecar. Un trerrote. Avanza, sballonzola, sbuffa. Fa pena, fa simpatia, fa ridere. Meticcio e inadeguato: manubrio e meccanica da motorino; telaio obeso, sgraziato, eccessivo. Grosso ma incompiuto, incongruo, asimmetrico. Tre ruote: troppo o troppo poco, vorrei ma non posso, potrei ma non oso.

Eppure cammina. Coi suoi tempi, per carità, non dategli fretta, ma cammina. E arriva sempre.

(Da 13 sotto il lenzuolo di Giuliano Pavone, uno degli autori dei racconti di Inchiostro di Puglia)