pistoia cosa vedere

Tre biblioteche da scoprire a Pistoia, la Capitale italiana della Cultura

pistoia 2017 capitale culturaUn cuore medievale cinto da 3 km di mura, piazze e palazzi settecenteschi e, tutto intorno, cinque ettari di vivai con piante tipiche di tutte le zone del mondo. E’ Pistoia e quest’anno è la Capitale italiana della Cultura. Cosa significa? Che per tutto il 2017 la città toscana sarà animata da eventi: festival, teatro, musica, letture. Vivrà una rigenerazione urbana con l’apertura di nuovi percorsi e luoghi della cultura. E a voi turisti letterari farà piacere sapere che tra i gioielli da visitare a Pistoia ci sono proprio le biblioteche. Quale occasione migliore per scoprirle? Si tratta di luoghi storici ma anche di spazi legati all’identità industriale di Pistoia, vi accoglieranno con volumi preziosi, opere d’arte e un bel calendario di eventi, tanto che c’è anche un hashtag per seguirli. Pronti al viaggio?

La Biblioteca San Giorgio

pistoia capitale italiana della culturaE’ stata aperta nel 2007 grazie al progetto di rigenerazione urbana che ha interessato la parte sud della città: qui infatti sorgevano le Officine San Giorgio, prima produttrici di carrozze e poi di veicoli ferroviari. La biblioteca ne ha conservato il nome e la struttura “a capannoni” tipica della fabbrica novecentesca. Libri e non solo: sui tre piani si incontrano anche opere d’arte contemporanea, e nel corso del 2017 ospiterà tanti eventi: tra questi, il Festival del giallo a febbraio, il convegno sulle Human Libraries a ottobre e il Forum del Libro a novembre. La Biblioteca San Giorgio si trova in via Pertini, è aperta il lunedì 14.00-19.00, dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 19.00,

La Biblioteca Forteguerriana

pistoia cosa vedereE’ una delle più antiche d’Italia la Biblioteca Forteguerriana: è stata fondata nel Quattrocento e conserva un patrimonio di 220.000 libri. Tra le curiosità custodite qui c’è una minuscola Divina Commedia pubblicata dall’editore inglese William Pickering nel 1822, contenuta in una scatola in pelle insieme a due volumi della Gerusalemme liberata del Tasso e ad uno delle Rime del Petrarca. Anche lei nel 2017 ospiterà svariati eventi. Tra questi La primavera del libro francese a marzo, il convegno “Cultura e biblioteche” a settembre e anche una mostra, “La città che scrive”, dal 14 ottobre al 17 dicembre: racconterà le principali esperienze di scrittura nate a Pistoia o legate alla città, dal Medioevo con Cino da Pistoia alla contemporaneità di Tiziano Terzani e Francesco Guccini. Troverete la biblioteca in piazza della Sapienza 5. Orari di apertura: lunedì, mercoledì, venerdì, dalle 9.00 alle 13.30; martedì e giovedì: 9.00 – 13.30 e 15.00 – 17.30.

Per entrambe le biblioteche il 2017 sarà un anno ricco di appuntamenti. Se sarete a Pistoia e avrete voglia di seguirli, qui potete trovare il calendario (che al momento è aggiornato fino ad aprile).
Sui social invece potete farvi coinvolgere seguendo un hashtag, #millemotiviper.

La Biblioteca Fabroniana

pistoia cosa vedereL’altra biblioteca da visitare a Pistoia è la Fabroniana. La trovate in piazzetta San Filippo 1, settecentesca e ricca, con gli arredi originali dell’epoca e opere d’arte al suo interno. Come lo scalone d’entrata, decorato da affreschi trompe l’oeil. Tutt’intorno le scansie di noce intagliate custodiscono 20mila libri a stampa e circa 400 manoscritti. Vi troverete sopratutto testi di carattere religioso, ma anche volumi umanistici e chicche, come una raccolta dedicata alle missioni cattoliche in Cina. E’ aperta martedì e giovedì dalle 9 alle 12.

dove donare libri usati

Donare un libro usato è farlo viaggiare: ecco come

dove donare libri usatiUn libro viaggia anche quando va incontro a una seconda vita. Pagine che passano di mano, storie che ci sono piaciute e che decidiamo di regalare a qualcun altro perché ne possa godere. Ma non sempre è facile vero? Sto parlando della difficoltà di separarsi dai propri libri. Una fatica tremenda per chi ama leggere. Ci ho pensato spesso in questi mesi perché diversi amici e conoscenti sono stati alle prese con un trasloco e, dunque, con il dilemma. Io stessa ho cambiato casa! E ci siamo imbattuti tutti in libri che non possiamo portare con noi, o che magari non sentiamo più tanto intimi, fanno parte di vecchie fasi della vita. Eppure rimane difficile separarsene. Ma spesso quel momento arriva e allora perché non pensarlo come un dono da fare agli altri?

Se non potete più tenere tutti i vostri libri con voi, o semplicemente avete voglia di regalarli, questa piccola guida è per voi. Ho voluto raccogliere un po’ di consigli su come e dove regalare libri usati. Ci sono diversi spunti milanesi perché io sono qui e nella casa nuova campeggia sempre quella pila di libri che prima o poi troverò il coraggio di donare. Ma leggete e troverete davvero tante idee – anche insolite. E se ne avete di nuove da condividere per far viaggiare i vostri libri verso una nuova vita, le aspetto!

Libri – davvero – in viaggio

Lasciate un libro in metropolitana. O sul tram o su una panchina. Vi sembra un’idea strana? A Londra lo fanno già da diversi anni! Books on the underground (e come altrimenti?) si chiama il progetto nato nel 2012 e che ha fatto proseliti negli Stati Uniti e a Sydney, in Australia. Una squadra di “book fairies” (le fatine dei libri) lascia in giro i volumi sui treni, nelle stazioni, in biglietteria. E lascia spesso indizi per scovarli. Chi vuole può partecipare con un proprio libro, basta richiedere lo sticker ufficiale e appiccicarlo.

Ma non pensate che si tratti soltanto di un’idea lontana. Si può fare benissimo anche da noi. Per esempio a due passi da Milano. Voglio segnalarvi infatti Il libro viaggiante: è un’iniziativa lanciata nei mesi scorsi da un gruppo che ho scoperto e che ama promuovere la lettura. E’ il Baratto del libro di Cernusco sul Naviglio e, oltre a organizzare periodicamente giornate di scambio, ha ideato #libroviaggiante: grazie a diversi aiutanti vengono lasciati libri in giro, affinché vengano ritrovati e letti. Se volete saperne di più il gruppo è molto attivo su Facebook.

dove portare i libri usati

Cercate un club del baratto del libro

Le iniziative di bookcrossing ormai appunto sono tantissime, sono spontanee (potete trovare libri da scambiare in un negozio o nel vostro bar preferito) e organizzate in eventi periodici. Cercate quelle più vicine a voi, leggendo le bacheche delle biblioteche di quartiere e curiosando nei locali che frequentate di solito. O lanciandone voi stessi una nuova, perché no?

Donare libri alle biblioteche

Sono sempre felice quando posso parlare delle biblioteche e non mi stancherò mai di dire che sono luoghi importanti, di cultura e di socialità. Ma spesso hanno bisogno di sostegno. E anche di libri. Se non sapete a chi regalare i vostri libri potete contattare la vostra biblioteca di quartiere o comunque quella della vostra città. A Milano, per esempio, il sistema delle biblioteche comunali ha attivato il Progetto donazioni (si può chiamare al numero 02.884.62855).

aiutare i migranti

Forse non sono il primo genere di conforto che ci viene in mente quando pensiamo a cosa donare ai migranti che arrivano nel nostro Paese e hanno perso ogni cosa. Eppure insieme a coperte, abiti, cibo, anche i libri servono a stare meglio. E soprattutto a imparare. A Milano lo abbiamo scoperto nelle giornate di raccolta organizzate nell’autunno 2016 per aiutare i centri di accoglienza. Servono penne, matite, materiale da cancelleria ma anche libri, scolastici ma non solo, per sostenere chi vuole imparare la nostra lingua. A Milano per esempio ci sono i volontari che tengono i corsi di italiano al Centro di via Corelli.

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donare un libro a Carceri e ospedali

Donare il diritto e il piacere di leggere anche a chi sta scontando una pena. Lo fanno diversi istituti di detenzione e se avete deciso di contribuire anche voi potete informarvi sui progetti attivi nella vostra città. Sempre per continuare il mio excursus milanese, il Carcere di San Vittore ospita a esempio sette biblioteche con l’idea di sviluppare attività di promozione della lettura. E da tanto è attiva la campagna #zanzaunlibro, con cui si può acquistare un volume da donare alle biblioteche del carcere.

Anche gli ospedali possono ovviamente aver bisogno di libri: informatevi se quelli della vostra città ospitano al loro interno piccole biblioteche o iniziative di lettura. Potrebbe essere utile anche contattare le associazioni di volontariato.

Gli equi-libristi

L’associazione degli Equi-Libristi raccoglie libri di qualunque genere (tranne quelli scolastici e universitari) destinati al macero o al dimenticatoio, li recupera e li inserisce nuovamente in “circolo”. Dove? Nei luoghi di distribuzione che possono essere locali, negozi, hotel. Oggi sono soprattutto a Bologna e dintorni e la lista la potete consultare sul loro sito.

Come diventare un Donatore di libri

Se abitate a Milano e dintorni potete anche diventare un Donatore di libri. E’ l’iniziativa lanciata da Fondazione Leggere – Biblioteche Sud Ovest Milano. I libri donati serviranno ad arricchire e migliorare il patrimonio delle biblioteche sul territorio, potranno essere donati ad associazioni, scuole, ospedali, carceri, o usati per iniziative di raccolta fondi e beneficienza. E visto che i bibliotecai sanno quali sono i libri più richiesti, c’è anche una borsa titoli con quelli che servono di più.

In viaggio a Milano con Stendhal ovvero: La grande arte di essere felici

20161005_105538Ci sono luoghi a Milano che custodiscono grandi tesori. Mettete insieme l’immenso archivio di una storica biblioteca, i depositi d’arte di palazzi e musei, e il lavoro meticoloso di un gruppo di persone… e troverete questa chicca che vi consiglio di visitare: alla Biblioteca Sormani La grande arte di essere felici ovvero: l’amore di Stendhal per Milano e un ritratto della città di inizio ‘800.

Era ciò che pensava Stendhal dei milanesi e della città, lui, arrivato dalla Francia, ne era sicuro: il saper vivere era qui. Lo scrisse nel 1817 anche in Roma, Napoli e Firenze, la prima opera in cui Marie-Henri Beyle, nato a Grenoble nel 1783, si firmò con lo pseudonimo con cui lo conosciamo. E sono stati proprio i curatori della mostra a ritrovare queste parole appassionate su Milano e a sceglierle come titolo.

Erano almeno tre le bellezze meneghine per Stendhal: quella dei palazzi, quella dell’arte e della musica e quella femminile. E qui, salendo i gradini dello scalone d’onore di Palazzo Sormani, rivivono non solo attraverso prime edizioni, manoscritti, volumi fitti di annotazioni scritte di suo pugno. In mostra c’è anche Milano, con le sue vedute, i personaggi che animavano i salotti d’inizio ‘800 e le riunioni carbonare, le passeggiate in carrozza lungo i viali, i palazzi e l’Accademia di Brera. Un’immersione in sprazzi di vita di un’altra epoca.

Anche grazie ai tesori custoditi dalla Biblioteca Sormani, che è la biblioteca centrale di Milano, ha festeggiato da poco i suoi primi 60 anni, e con lo scrittore francese ha un legame speciale: ospita il Centro Stendhaliano, con due importanti raccolte, il Fondo Stendhaliano Bucci e la Raccolta Stendhaliana Pincherle.

Stendhal infatti arrivò due volte in città. La prima al seguito delle truppe napoleoniche nel 1800, la seconda nel 1814, quando la elesse a sua residenza principale fino al 1821. Sono quelli gli anni delle passeggiate – amava i cortili e i selciati -, dell’amore per la Scala, delle amicizie con letterati e carbonari e degli amori.

Eccoli ripercorsi qui, in questa mostra. Io ve la racconto per immagini. Voi avete tempo fino al 31 ottobre per visitarla! Trovate la Biblioteca Sormani in Corso di Porta Vittoria 6. L’ingresso alla mostra è da via Francesco Sforza 7.

Le biblioteche di Gerusalemme: luoghi di studio segreti, storici o post-moderni

cosa visitare a Gerusalemme
Hebrew University, Gerusalemme credits goisrael.it

L’eccezionalità di un luogo come Gerusalemme sta nella sua mescolanza di radici e popolazioni. Che hanno portato, e portano, a scontri e conflitti, certo, ma che danno spazio inevitabilmente ad un melting pot culturale che affascina chi la visita.
Questo pensavo mentre sfogliavo una guida in cerca di ispirazione per un articolo che raccontasse un itinerario letterario in Israele (la prima puntata l’ho dedicata a reportage, guide e altri libri, l’avete letta?).

#goisrael #tbnet
Sfilano tra le pagine il Quartiere ebraico, quello armeno, quello musulmano. I luoghi della cristianità e quelli del nostro immaginario assoluto. L’eccezionalità di un luogo da cui in tanti hanno transitato e che tante fedi e confessioni ha richiamato in città. Tutto questo evidentemente non si è trasformato solo in stratificazioni, mescolanze e conflitti. Ma ha anche portato con sè simboli di cultura.

Chi è arrivato a Gerusalemme ha portato con sè luoghi di culto ma anche luoghi di studio. E poi ci sono i musei, tanti, inevitabilmente plasmati dalla storia e dalla leggenda, ma anche dalla visione dei moderni archistar.
Così mi è venuto in mente che, forse, uno dei fil rouge possibili per cosa visitare a Gerusalemme da un punto di vista originale – magari per chi ci è già stato in viaggio e ci ritorna – può essere quello attraverso i suoi luoghi di cultura, e in modo particolare attraverso le biblioteche di Gerusalemme.

Che sono tante e ne testimoniano proprio la realtà sfaccettata. Raccontano di studi ebraici, ma anche di straordinarie scoperte archeologiche delle terre bibliche, e poi di innovazione, di spinta verso il futuro con i campus universitari. Così, dopo un viaggio letterario in Israele in compagnia dei libri, provo a metterne insieme un altro: un itinerario culturale a Gerusalemme tra musei culturali, università e centri di studio.

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La Giornata della Memoria: un viaggio dell’anima duro e assolutamente necessario

Giornata della Memoria
Berlino Memoriale dell’Olocausto credits: Mariangela Traficante

Quando andavo al liceo (confrontando le date credo fosse proprio l’ultimo anno) tra i libri di testi di storia ce ne era stato assegnato da leggere anche uno dal titolo “E’ successo solo cinquant’anni fa”, di Alberto Nirenstein. Non ricordo se e quanto ne lessi. So però che di anni ne sono passati altri venti e più, e che ogni anno quando arriva la Giornata della Memoria ci ripenso, a quel titolo. Perchè racconta dello sterminio degli ebrei, e perchè cinquant’anni, o settanta, sono bazzecole temporali e quel che è accaduto è ancora vivo e forte dentro di noi. O almeno lo spero.
Ripenso a quel libro ma non solo a lui. Ripenso ai tanti altri libri, in ordine sparso, letti su quegli anni e quell’orrore. Un viaggio letterario, ma anche reale, e dell’anima, che nessuno di noi vorrebbe fare e che però è necessario intraprendere. Un viaggio che se ci pensiamo non ci fa dormire la notte ma che al tempo stesso ci attrae, sì, perchè – almeno questo è quello che provo io – vogliamo sapere, ascoltare, ci stropicciamo gli occhi quando incappiamo in certe immagini e forziamo il nostro senso logico quando ascoltiamo certe storie perchè ancora non riusciamo a credere che possa essere accaduto sul serio. E invece è accaduto.

Giornata della Memoria
Berlino Memoriale dell’Olocausto, la frase di Primo Levi, credits Mariangela Traficante

E allora ripenso al Diario di Anna Frank, letto quando avevo più o meno la stessa età della ragazzina che lo scriveva nascosta in un appartamento di Amsterdam. Ripenso a “Se questo è un uomo” di Primo Levi, letto credo nei pomeriggi d’estate di anni e anni fa, e le cui parole oggi accolgono chi varca la soglia del Memoriale dell’Olocausto di Berlino. Penso a Maus, il romanzo a fumetti di Art Spiegelman basato sui racconti del padre, sopravvissuto ad Auschwitz. Oppure mi viene voglia di leggere un libro per bambini appena uscito e di cui ho ascoltato l’intervista all’autrice, Lia Levi, “Quando tornò l’arca di Noè“, sul periodo delle leggi razziali in Italia (trovate qui nell’elenco il podcast all’intervista realizzata da Loredana Lipperini durante Fahrenheit su Radio3 Rai).

 

 

Giornata della Memoria
La Risiera di San Sabba a Trieste, credits Mariangela Traficante

E poi penso ai luoghi che ho finora visitato. Berlino certo. Ma anche il Memoriale della Shoah al Binario 21 di Milano, e la casa di Anna Frank di Prinsengracht ad Amsterdam, e la Risiera di San Sabba a Trieste. Luoghi da continuare a visitare, per non dimenticare che la Storia passa anche accanto a casa nostra.

Un tesoro per i creativi alla New York Public Library: oltre 187mila immagini (libere)

New York Public Library
credits: Mariangela Traficante

La prima sensazione è stata chiara: stordimento.

Appena letta la notizia, sono atterrata sul sito della New York Public Library e mi sono chiesta: e quindi come si fa? Poi, pian piano, ho capito che qualche “percorso” per raccapezzarsi c’era e altri sono destinati ad arrivare. Perchè – lo sapete? – la notizia è che la New York Public Library ha allargato le possibilità del suo immenso archivio digitale, rilasciando in dominio pubblico oltre 187mila documenti fotografici. Tutti scaricabili liberamente, e con la libertà di riutilizzarli in qualunque modo. Anzi: “Everyone has the freedom to enjoy and reuse these materials in almost limitless ways” recita il sito della New York Public Library. Che ha deciso di mettere a disposizione il download nella più alta risoluzione possibile, direttamente dal portale dedicato alle sue Digital Collections. Senza necessità di autorizzazione nè restrizioni.

archivio New York Public Library collezione di fotografie
E c’è davvero di tutto in questo zibaldone digitale: mappe storiche, fogli manoscritti di autori come Walt Whitman e Nathaniel Hawthorne (l’autore de La Lettera Scarlatta), illustrazioni botaniche e fotografie d’epoca, antichi testi religiosi e persino le planimetrie degli appartamenti newyorchesi degli anni ’20.

Solo le mappe e gli atlanti, giusto per fare un esempio, sono più di 20mila. E come resistere a scoprire com’era la Grande Mela negli anni ’30?

New York Public Library
New York Public Library, credits: Mariangela Traficante

La New York Public Library, un “monumento” da non perdere in un viaggio a New York, un’istituzione storica e al tempo stesso perfettamente a suo agio nel mondo scandito da social e digitale. Sì, perchè l’idea di mettere a disposizione liberamente il proprio archivio non è una scelta qualunque ma anche una bella intuizione: miscelare il passato al futuro, le carte e le pergamene ai tablet. Scoprire come poter dare nuova vita e vitalità ad una massa immane di documenti che rischierebbe invece di rimanere a prendere polvere a solo beneficio di qualche studioso.

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A Natale regaliamoci un’esperienza di cultura e scoperta

libri da regalare a NataleCorro. Cerco di mettere in ordine i pensieri alla meglio. Scarabocchio appunti in ordine sparso dove capita, con penna e con tablet.

Sfrutto i classici tempi morti: leggere le riviste di gossip dal parrucchiere? Macché! Stavolta non posso, desidero scrivere qualcosa per Natale sul blog e, visto il vortice di cose e pensieri che me ne ha tenuta lontana nelle settimane passate, oggi, devo assolutamente sfruttare tutte le pause, lunghe o di briciole di minuti, che ho!
Arrivo dunque quasi fuori tempo massimo, ma arrivo! Arrivo a regalarvi un pensiero per le feste, anzi, a parlarvi proprio di regali.
La prima idea? Era di raccontarvi quali libri regalare a Natale, ovviamente. Ma è stato un pensiero fugace. È bastato fare un giro tra web e carta. In quante classifiche vi siete imbattuti anche voi? Tante vero? I libri più belli e quelli più brutti. Le bucket list, i mai più senza. E poi i regali per chi ama leggere e quelli per chi ama viaggiare. Gli indispensabili, gli originali e i frivoli. Continue reading “A Natale regaliamoci un’esperienza di cultura e scoperta”

La felicità di leggere: ecco come i libri mi fanno sentire bene

ricerca La felicità di leggereLeggere libri rende felici? E i lettori vivono un benessere maggiore di chi invece non legge affatto? Se anche voi siete, come me, fervidi lettori e non uscite mai di casa senza un libro in borsa (e in questo noi donne, con le nostre sacche da Mary Poppins che ci portiamo in giro, siamo decisamente avvantaggiate vero?), la vostra risposta già la conoscete: sì, leggere ci rende più felici.
Ma, come sicuramente sapete, è freschissima di stampa una vera e propria ricerca che ha voluto misurare questa felicità, e darle valore scientifico. Si chiama proprio “La felicità di leggere” ed è stata commissionata dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol all’Università Roma3/Cesmer.

Io ci ho dato un’occhiata ed in realtà è un intrico di scale di misurazione e valori, se volete potete leggerla anche voi, vi segnalo questo articolo de Il Libraio.

Ma in sostanza cosa ci dice?

Che i lettori sono complessivamente più felici e provano emozioni positive più spesso dei non lettori. Sono più soddisfatti dell’impiego del loro tempo libero, durante il quale leggere diventa l’attività più importante.
Come mai? Cosa scatta nella testa, e nel cuore, di chi prende in mano un libro e comincia a leggere? Leggere ci rende felici, certo, ma perchè? Me lo sono chiesta proprio in questi giorni, mentre sui giornali e nel web viaggiavano i risultati della ricerca, e allora ho pensato a cos’è che rende me, felice, quando prendo in mano un libro. E allora l’ho messo nero su bianco.

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Estate 2015: ecco la mia valigia di libri ideale. Avete anche voi la vostra?

quali libri portare in vacanza

Avete già riempito la valigia di libri? Avete già assaporato quel momento in cui, nel caos di abiti e scarpe ed effetti personali vari, scrutate la libreria di casa per scegliere quali libri leggere in vacanza?

Per me è un rito, un momento rilassante che mi fa sentire già altrove, al tempo stesso però una piccola sofferenza. Perché so già che molti dei libri impilati sul tavolo dovranno rimanere a casa. E perché so anche che alcuni di quelli che invece partiranno con me non riuscirò neanche ad aprirli. Ma credo sia una sensazione comune vero? Quest’anno poi, che noi c’è anche il nostro piccolo Mattia, le cose si fanno ancora più difficili, ma il tempo per leggere non dovrà mancare!
Per me il momento di scegliere quali libri leggere in vacanza quest’anno è già arrivato. E mentre ero presa dai preparativi mi sono imbattuta in un tweet che mi ha ispirato a scriverne. Era del professore e giornalista Massimo Beccarelli che condivideva un suo articolo della Gazzetta di Parma dedicato ai dieci libri da portare in vacanza. Molti classici, equamente divisi tra mare e montagna.


Perché non farlo anche io? Ecco cosa mi sono detta. Ma in maniera molto semplice. Perché più che una lista di consigli di lettura, quella che sto per lasciarvi è la mia valigia di libri ideale. Qualcuno nel bagaglio ci è entrato davvero, alcuni son desideri, altri libri sono da tempo nella wishlist e chissà se questa sarà l’estate giusta. Un gioco, insomma, perché sono sicura che ognuno di voi ha lì pronta la sua valigia di libri ideale, quella che vorrebbe portare con sé quest’anno.

Io comincio a condividere la mia, mi raccontate anche le vostre?

Splendore di Margaret Mazzantini

Il vecchio che leggeva romanzi d’amore di Luis sepulveda

Lo sguardo rovesciato di Roberto Cotroneo

Pimpa va a Milano (questo è dedicato al mio bimbo…)

Impressioni di viaggio. Italia di Heinrich Heine

Impressioni italiane di Charles Dickens

La ferocia di Nicola Lagioia

Inchiostro di Puglia (autori vari)

Quando sei nato non puoi più nasconderti di Maria Pace Ottieri

La giostra degli scambi di Andrea Camilleri

 

 

Volete condividere un vostro pensiero?

Restate in città questa estate? Trasformatela nel vostro “viaggio letterario”

L’ondata di afa e calura di questo luglio 2015 che in molti probabilmente ricorderemo mi ha fatto tornare in mente un’altra estate, di ormai molti anni fa.

Era il 2003, avevo iniziato a lavorare da poco e, dunque, avevo ancora un ridottissimo numero di giorni di ferie. Il che voleva dire: trascorrere quasi tutto il mese di agosto in città, a Milano.

Era la prima volta per me, una nota stonata in un periodo altrimenti decisamente brillante, nota stonata e negativa e amplificata da due elementi: il mio mare pugliese era molto, molto lontano. E quella era stata etichettata come l’estate più calda non so più di quale lungo periodo, se del decennio, del secolo, del millennio. Probabilmente lo era davvero. E io non sapevo che fare. Forse, se avessi avuto allora la curiosità cresciuta in tanti anni di vita a Milano, e l’esperienza anche, me la sarei cavata meglio e anzi avrei fatto di necessità virtù e sarei partita alla scoperta di tutte le cose da fare in città in estate.
E allora in questi giorni di caldo intenso mi sono fermata a pensare a tutti coloro che quest’anno passeranno l’estate in città. Cosa scrivere per loro, mi sono detta? Semplice: partire dalla mia esperienza, da quello che mi è capitato di fare a Milano in estate, da quei momenti in cui la città si svuota e allora diventa un’ottima occasione per prendersi del tempo, il caldo è una buona scusa per rallentare il ritmo, prendersi una pausa entrando in quel posto che abbiamo visto tante volte passarci davanti in tram e ci siamo sempre detti “lo devo visitare”. E, naturalmente, qui non potevo che farlo portandovi in una sorta di viaggio letterario nella città d’estate. Ecco qualche pillola, cominciamo?

Se restate in città d’estate potete…

… scoprirla con le scarpe dei protagonisti di un libro ambientato lì.

E se la vostra città è Milano sapete che qui su questo blog di spunti ed itinerari ne potete trovare un bel po’!

… iscrivervi finalmente in biblioteca e perdervi tra gli scaffali a farvi chiamare dal prossimo libro che leggerete.

Volete amplificare l’effetto? Cercate nelle vostre città un’iniziativa simile a quella creata da #biblioparco a Milano: la biblioteca rionale di Parco Sempione ha infatti lanciato “Prendeteci a scatola chiusa”, ovvero consigli di lettura in prestito rigorosamente a sorpresa (con solo qualche indizio “di genere”)

… una volta che avrete trovato il vostro libro, o lui avrà trovato voi, potete girare angoli dove non avete ancora mai svoltato, avventurarvi in stradine secondarie alla ricerca del vostro luogo del cuore della lettura.

Fa caldo e dunque occorrono luoghi freschi e possibilmente all’ombra. Uno dei miei preferiti a Milano? I Giardini Montanelli di via Palestro, con i suoi viali e laghetti e fontanelle dove rinfrescarsi.

… oppure perché non rifugiarvi in un caffè libreria?

Potete trovare la vostra versione estiva del classicissimo tè delle cinque con un buon libro. Un posto dove torno spesso a Milano è l’Osteria dell’Utopia.

… trovare finalmente l’occasione per andare a visitare la casa-museo di uno scrittore.

A Milano sono molto curiosa di andare a visitare la Casa di Alessandro Manzoni, che attualmente è in restauro e che dovrebbe riaprire a settembre.

 

E poi c’è un concorso per i vacanzieri urbani

Restate-GrouponPoi, di fatto, divertitevi a dare libero sfogo alla fantasia. Devo ammettere che chi resterà in una città come Milano questa estate sarà indubbiamente avvantaggiato dal turbinio di eventi in sapore Expo 2015 (qui potete comunque cercare qualche spunto in promozione).
E poi potete sfidare la sorte. Vi segnalo infatti un concorso pensato proprio per i vacanzieri urbani: si chiama Restate in città e lo trovate sul sito di Groupon, fino al 30 agosto. Vi si accede acquistando uno dei coupon a costo zero creati ad hoc per l’iniziativa. E rispondendo ad un sondaggio. Si parteciperà così all’estrazione , il 30 settembre, di un viaggio per due persone in una capitale europea, oppure di due buoni (500 e 1000 euro) per l’acquisto di esperienze nella propria città. Qui trovate il video dell’iniziativa.

E voi? Avete mai trascorso un’estate in città? C’è un’esperienza che avete scoperto per la prima volta in quell’occasione e che vi ha stupito?