(Lasciate fuori lo smartphone): un sito di viaggi per ritrovare se stessi

viaggi ayurveda “Mangia, prega, ama”.

Dopo aver imparato l’arte del piacere in Italia, sferza decisamente verso Oriente la personale ricerca della felicità di Liz-Elizabeth Gilbert. Lei – noi abbiamo in mente il largo sorriso di Julia Roberts, star dell’omonimo film, quando ci pensiamo – per caso e per destino, chi lo sa, arriva in India e ritrova la sua spiritualità. E poi conclude il suo viaggio a Bali, Indonesia, dove in fondo quello che scopre è una miscela tra le due rivelazioni precedenti. In entrambi i casi, fa un’esplorazione anche dentro se stessa, e si scrolla di dosso qualche macigno, di quelli che non vediamo ma che ci girano intorno, nella vita di tutti i giorni, pronti a pesarci sulle spalle. Ed è per liberarcene che spesso decidiamo di partire, e magari lo facciamo verso luoghi che istintivamente immaginiamo come carichi di energie positive oppure impregnati di spiritualità.

#myidealtraveling
Luoghi dove lasciar fuori dalla soglia lo smartphone – o quanto meno cercare di accenderlo il meno possibile! – ma un buon libro magari quello no, teniamolo accanto, che sfogliarlo insieme a una bella tisana può fare solo del bene.

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Il bello di leggere? In metropolitana! Ispirazioni dal Brasile a Roma

libri in metropolitanaChe i libri, romanzi, racconti, reportage, e dunque non solo guide e libri di viaggio, possano essere ottimi compagni di viaggio per andare alla scoperta del mondo è l’idea che condivido fortemente e intorno a cui gira tutta la creazione del mio blog. Come anche il fatto che gli scrittori, raccontando storie, riescano in molti casi a coglierel’essenza vera di un posto. E grazie alla tecnologia noi oggi abbiamo la possibilità di far tornare queste pagine a nuova vita e trovare forme innovative di racconto e condivisione, come le App-mappe letterarie per esempio. Per un turismo di nicchia, quello letterario, ma che cresce e si alimenta anche grazie alla Rete.
E non solo per viaggiare lontano, ma anche per visitare e dare nuovo valore alle strade che abbiamo sotto casa.
E, anche, per riscoprire il piacere di leggere mentre aspettiamo l’autobus, o viaggiamo su un treno.
Il rapporto tra la lettura e i mezzi pubblici, si sa, è di lunga data. Anzi, tra le storie e i mezzi pubblici, perchè questi ultimi non ci offrono solo il piccolo “lusso” di poterci rilassare – quando l’ora di punta ce lo permette ed i pendolari ne sanno ahimè qualcosa – sfogliando un libro. C’è chi ama sbirciare cosa sta leggendo il suo vicino di sedile. Chi osserva tutto, gesti, volti, abiti, e ci ricama su delle storie. Chi si immerge nella lettura per isolarsi dal traffico cittadino.

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Capita anche a voi?

Allora non c’è da stupirsi se sono proprio i mezzi pubblici il posto dove stanno nascendo tante iniziative dedicate a chi ama leggere. Ma anche a chi non legge affatto e si spera così di incuriosirlo. La novità? E’ che così facendo si stanno esplorando tanti piccoli e grandi nuovi usi della tecnologia applicata al piacere di un libro. E la differenza tra le varie esperienze sta in fondo quasi tutta qui: gli ingredienti sono un po’ ovunque gli stessi, varia il mix tra carta e pixel.

Ci pensavo proprio l’altro giorno, scoprendo la nuova iniziativa lanciata a Milano dal Sistema Bibliotecario e dal Comune (di cui vi parlerò tra qualche riga): e allora ho pensato: perchè non raccogliere un po’ di queste idee virtuose? E dunque eccole qui, arrivano dall’estero e da vicino a noi. E sono un work in progress. Perchè sono sicura che ce ne siano anche altre in giro, anzi se le conoscete avete voglia di segnalarmele?

Le ispirazioni pendolari

subway-925831_1920I viaggi sui mezzi pubblici ispirano storie. i più creativi le raccolgono e ci fanno blog, libri, reading musicali. Eccone alcuni che avrete forse già conosciuto perchè ne ho già parlato proprio qui:

  • Libri in metro: è un blog che ruota intorno ai libri osservati appunto sui mezzi pubblici dalla squadra dei “bookwatcher”, che poi ci ricamano su piccoli pensieri
  • Città nuda (Le mille anime di New York): è un libro di Antonio Monda, giornalista e scrittore di casa a New York, che raccoglie foto “rubate” ai commuter della metrò della Big Apple e brevi racconti ispirati dai loro volti
  • TrainDogs: racconti brevi, poche righe, uno al giorno, su Facebook, scritti da Fabio Palombo ispirato dai pendolari come lui sul treno per Milano (e ora sono anche uno spettacolo teatrale e un libro)

Il distributore di libri a Grenoble

Distributori di libri GrenobleUn distributore di racconti accanto a quelli di snack e bibite. Accade a Grenoble, dove l’idea l’ha avuta proprio una casa editrice specializzata in short stories. Si chiama – non a caso – Short Edition (tutto ciò che si legge in meno di venti minuti, recita il loro sito web) – e l’anno scorso ha piazzato in città otto dispender decisamente originali. Sì, perchè per ricevere il racconto occorre stamparlo: si preme un bottone e ne uscirà un foglio di carta simile a quello di uno scontrino. Sopra, il racconto, che gli aspiranti lettori urbani posso scegliere in base al tempo che vogliono “riempire”: un minuto, tre minuti, cinque minuti. Le storie sono scelte tra le migliori prodotte dalla web community di Short Edition.

Il libro-biglietto nella metro di San Paolo

libri biglietto metro BrasileDi questa storia avrete sicuramente sentito parlare perchè ha fatto il giro del web: sono i TicketBooks lanciati in Brasile da L&PM Editori. In Brasile si legge poco, pochissimo, e allora la casa editrice, una delle più importanti del Paese, ha escogitato questo progetto per invogliare la circolazione dei libri: una collana di tascabili che funzionano anche come biglietto della metropolitana, a San Paolo.

Dentro infatti c’è una tessera, sotto la copertina, come se fosse un normale abbonamento. Che, una volta “finito” il libro, si può ricaricare per regalare il romanzo a qualcun altro e spingerlo a scoprire il piacere di leggere. Al momento i libri sono dieci, e si va da grandi classici come Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald e l’Amleto di Shakespeare, ad autori brasiliani come Mario Quintana.

A Roma l’App dei racconti a tempo

read and goA Roma invece c’è ReadAndGo. E’ una nuova app ed è stata creata da Omero, la prima scuola di scrittura in Italia nata nel 1988. Siete alla fermata dell’autobus, volete sapere quanto dovrete attendere il prossimo e, soprattutto, come ingannare l’attesa? I minuti ve li dice l’app, che seleziona anche i racconti con i quali potrete trascorrerli leggendo, scelti tra le storie passate tra le mani della scuola nel corso degli anni.

A Milano il libro si scarica col Qr code

Milano da leggereSul blog, l’anno scorso, ho creato la rubrica #MilanoDaLeggere, per raccontare Milano attraverso i libri. E per questo non posso che condividere la nuova iniziativa appena lanciata dal settore Cultura del Comune di Milano e dal Sistema Bibliotecario di Milano. Si chiama anche lei Milano Da Leggere (chissà, mi piace fantasticare che si siano lasciati ispirare dalla mia rubrica, perchè no?) ed è una idea di città condivisa: i mezzanini della metropolitana e altri luoghi di passaggio in città si tappezzano di scaffali virtuali di libri che narrano in forme diverse Milano, dall’800 ai giorni nostri e con uno sguardo al futuro.
Saranno appesi dei manifesti con la presentazione dei titoli dei libri associati a QRCode con i quali scaricare l’ebook. Ci sono i racconti di “Respirare parole”, quelli di Emilio De Marchi e un’opera di Giovanni Verga. Al momento sono dieci.
Qui si possono trovare i dettagli del progetto e i libri.

La trovo un’idea molto interessante, ne conoscete altre analoghe in altre città italiane o internazionali da segnalare?

L’arte che non ti aspetti (anche dietro casa): architettura del moderno

architettura moderna
Milano, il Palazzo dell’Arengario oggi Museo del 900

A Berlino lo fanno dagli anni 90 ed è stata la storia a renderli maestri in questo.

Recuperare vecchi spazi – vuoti o in decadenza – e farli rifiorire a nuova vita grazie ad archistar, creativi e finanziamenti. A Milano forse sono arrivati un po’ dopo, ma ormai è una felice tendenza ed è anche per questo che mi piace un po’ di più ogni giorno.
Archeologia industriale che diventa meta di turismo e movida. Vecchi scali ferroviari che si trasformano in mercati bio e trendy. Ciminiere di fabbriche celebri del bere made in Italy che si rivestono di street art (quella della Fernet Branca). Capannoni industriali che diventano la culla della magia teatrale (gli ex spazi Ansaldo oggi Laboratori del Teatro alla Scala, che vi consiglio davvero di andare a visitare).
Ma non si tratta solo di questo.
Siamo abituati a pensare ai beni culturali come alla straordinaria ricchezza dei nostri monumenti, dell’arte, dei paesaggi ricevuti in eredità dai secoli passati. E facciamo ovviamente bene. Eppure spesso tanta bellezza ci riempie talmente tanto da lasciarci dare solo uno sguardo distratto alle “cose moderne”, ai palazzi, alle architetture che ci circondano e che fanno parte del nostro quotidiano. E invece anche così si costruisce il nostro patrimonio.

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Turismo culturale in Puglia: vi piace l’idea di un Parco narrativo nel Salento?

Turismo culturale in Puglia
Leuca, la Punta Meliso

E’ sempre meravigliosamente suggestivo trovarsi sulla piazza del Santuario, lanciare lo sguardo oltre il faro bianco e immaginare che, lì davanti, avviene l’incontro di due mari.

Siamo a Santa Maria di Leuca, lembo estremo del Salento, e qui la tradizione vuole che si incontrino il Mare Adriatico e lo Ionio. Che, in realtà, ufficialmente si uniscono altrove, un po’ più a nord, in un luogo altrettanto magico, ovvero Punta Palascia con un faro altrettanto bianco e a picco mozzafiato sull’azzurro del mare e dell’orizzonte.

(Non resisto, devo mostrarvelo, eccolo qui, il Faro di Punta Palascia, in una limpida e ventosa giornata del dicembre passato:)

turismo culturale in Puglia
Il Faro di Punta Palascia, Otranto, credits Mariangela Traficante

Ma poco importa. E’ bello comunque arrivare in questa punta estrema di Puglia e immaginarsi alla fine di qualcosa che scivola verso il mare, e verso altre sponde. Finibus terrae appunto. Che poi le altre sponde, più che a sud, guardano a Oriente, è lì che sfila il nostro sguardo. In ogni caso, terre estreme anche queste. Terre che raccontano, e qualcuno ha pensato di raccoglierle queste storie, e fare dell’essere periferici un punto di forza.

E’ nato infatti un progetto che mi incuriosisce molto e che, come sempre quando le idee virtuose arrivano dalla mia Puglia, voglio condividere con voi. Parla di turismo culturale in Puglia.

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Che meraviglia l’Albergo Diurno Venezia: nel cuore di Milano il tempo si è fermato

 

Albergo Diurno Porta Venezia MilanoLa prima cosa che sento sono i rumori, quelli che vengono dall’alto, dal lucernaio misto a cemento che ho sopra la testa: sono i passi frettolosi e le voci dei passanti di un pomeriggio uggioso.

Sopra, infatti, c’è Piazza Oberdan, a due passi da Porta Venezia. Sopra, sono nella Milano di inizio 2016. Ma noi, sotto, siamo tornati indietro nel tempo. Ho appena percorso una rampa di scale che normalmente porta giù in metropolitana, ma un attimo prima sono entrata in una porticina a destra normalmente chiusa da una saracinesca. Sono appena entrata nell’Albergo Diurno Venezia, e l’ho fatto con un gruppo di venti persone: fanno parte della community locale degli Instagramers, Igers Milano, e l’occasione è preziosa: grazie al Fai Fondo Ambiente Italiano, infatti, stiamo visitando uno dei luoghi segreti di Milano. Un luogo che è rimasto a lungo chiuso nel degrado ma che finalmente, sotto le cure del Fai, si spera possa tornare a splendere.
Ecco di cosa vi voglio parlare oggi, non di libri ma di un luogo molto particolare. Se siete di Milano e dintorni, ne avrete sicuramente sentito parlare. Per me, milanese adottata, scoprirne l’esistenza, proprio sotto quei marciapiedi di cemento che percorrevo praticamente ogni giorno, è stato uno stupore non da poco.

Piazza Oberdan

La prima volta che ne ho sentito parlare è stato solo un paio di anni fa, grazie a Paolo Melissi e alla sua passeggiata d’autore dedicata proprio ai segreti del quartiere Liberty di Milano.

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David Bowie, Berlino e madeleine: quando i grandi se ne vanno con i nostri frammenti di vita

David Bowie BerlinoDavid Bowie. Ieri la giornata è stata attraversata dal suo nome, e dal suo mito. Abbiamo avuto il tempo e il modo di ascoltarlo, di rivederlo e di fare i conti col fatto che un altro mattone della storia della musica si è sgretolato. Anch’io desideravo, nel mio piccolo, rendergli omaggio. E, mentre ci pensavo, ecco che due frammenti, due immagini, mi sono subito saltate in testa. Hanno a che fare con Space Oddity e con Berlino. E sono diversissime una dall’altra.
Succede sempre così, quando i grandi se ne vanno: l’onda emotiva è fortissima. Ed ho capito perchè. Cioè, probabilmente lo sapevo da sempre, ma mi è balenato forte e chiaro ieri, mentre pensavo alla morte di David Bowie. Non è pura questione di talento.

Quando se ne vanno artisti così noi piangiamo perchè lasciamo andare un pezzettino di vita. Insieme a loro se ne vanno frammenti, momenti, ricordi, non necessariamente belli, magari anche semplici schegge di vita quotidiana (il caffè con un’amica che non vedevi da tanto, il ritorno sonnolento da una giornata al mare, un piccolo viaggio in macchina). In quel momento forse non lo sappiamo, ma saremo indissolubilmente legati ad un dettaglio che, quando meno ce l’aspetteremo, tornerà.

E’ la madeleine e, per me, è soprattutto una madeleine musicale. Succede così anche a voi? Ascoltare una canzone e “risentire” fresche le sensazioni di un momento. Mi accade spesso, e non necessariamente con brani immortali della musica!

Nel caso di David Bowie, però, i capolavori c’entrano, eccome. E, appunto, sono soprattutto due i frammenti di vita che mi vengono subito in mente quando penso al Duca Bianco.

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Buon 2016 di storie, viaggi e taccuini a quadretti

buoni propositi 2016Buon 2016 a tutti!

Come cominciare a scrivere nell’anno nuovo? Con cosa augurarvi buon inizio? Ci ho pensato un po’ su, e ho deciso di farlo così: pensieri (un po’) sparsi, di libri, viaggi e storie. Di quello che vorrei scoprire e di quello di cui vorrei riempire nei prossimi mesi queste pagine virtuali.

Vorrei leggere libri che mi facciano sentire bene e raccontarvi i viaggi letterari in cui mi hanno condotta.

Vorrei farveli raccontare dagli stessi scrittori e scoprire cosa leggono gli scrittori in viaggio.

Vorrei farvi conoscere chi viaggia per lavoro e per raccontare il mondo, e condividere con voi i loro suggerimenti di lettura.

Vorrei scoprire librerie, musei, biblioteche, tour culturali in giro per il mondo e scriverne. Vorrei vivere di persona i festival letterari in giro per l’Italia, fotografarli e parlarne con voi.

Vorrei viaggiare, tornare in città che amo (Parigi e Berlino in primis), scoprirne di nuove, e raccontarle.
Vorrei incontrare chi viaggia con i libri e ascoltare la loro storia. Vorrei scrivere delle storie. Vorrei scrivere ancor di più della mia Puglia e di come la raccontano i suoi scrittori.

Vorrei farvi passeggiare con me nella #MilanoDaLeggere e curiosare nelle vostre città da leggere.

E vorrei fare #viaggibambini, vorrei raccogliere libri di viaggio per bambini e mappe e guide e tutto ciò che è utile alle famiglie viaggiatrici.
E poi vorrei finalmente riuscire a fare tutte queste cose con un taccuino in mano.

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Dal Rijksmuseum di Amsterdam: disegnate per tornare a meravigliarvi (e poi ci sono gli Urban Sketchers)

 

il Rijksmuseum Amsterdam
Rijksmuseum – 2014 – credits John Lewis Marshall

“You see more when you draw”

Per la maggior parte di noi, la foto è immediatezza, illusione di fermare un momento, è tutto e subito, è, appunto, scatto. Disegnare invece ti costringe maggiormente a prenderti il tuo tempo, scrutare il dettaglio, tornare indietro, se necessario, allenare la mano. E farlo può portarti, forse, a sentire con più intensità il momento. C’è un posto che ci crede fortemente, e che nel frullatore di smartphone e selfie, scatti mordi e fuggi e condvisioni social in tempo reale, ha deciso di andare controcorrente e di invitare i suoi visitatori a fare qualcosa di apparentemente fuori moda: disegnare!
Forse la notizia l’avrete letta: il rinnovato Rijksmuseum di Amsterdam ha lanciato #startdrawing, una campagna per diffondere la bellezza di carta e matita. Con lo smartphone in mano “i visitatori si distraggono facilmente e non riescono a godere davvero della bellezza, della magia e della meraviglia. Tutti sappiamo disegnare, quando siamo bambini non c’è nulla che ci piaccia fare di più. Poi però cresciamo, e veniamo portati a scrivere, parlare, pensare razionalmente. Ma possiamo tornare a disegnare!”.

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A casa delle Piccole Donne: in Massachussets si viaggia coi grandi scrittori americani

In Massachussets
Brant Point Lighthouse Nantucket, Credit Yankee Magazine-Larry Tocci

Intanto ve lo dico: in questi giorni sul blog leggerete soprattutto di viaggi letterari negli Stati Uniti. No, ahimè, non perchè io stia per partire per gli Usa, cosa che peraltro mi piacerebbe e tanto. Ma perchè una serie di casi – chiamateli coincidenze, chiamatela serendipity (in cui io comincio a credere sempre di più) me li hanno condotti qui, a portata di carta virtuale.

Due giorni fa vi raccontavo dell’American Writers Museum che aprirà a Chicago nel 2017. Oggi vi porto invece in Massachussets (e non solo).
E’ anche questo il bello di scrivere delle proprie passioni: ci si incontra, si chiacchiera, si scambiano idee e racconti! E’ così è stato, ad esempio, qualche tempo fa, con una persona che conosco da tanto per lavoro, che come me ama la letteratura, e che degli Stati Uniti è una vera esperta. Lei è Olga Mazzoni, presidente dell’agenzia di marketing turistico, pr e comunicazione Thema Nuovi Mondi, presidente di Visit Usa Italy, l’associazione di tour operator, enti e altri soggetti impegnati nel proporre e diffondere la conoscenza degli Stati Uniti in Italia. E rappresentante di diversi Stati americani, tra cui, appunto, il Massachussets.

Tempo fa avevo pubblicato un articolo su un reportage di viaggio molto particolare, quello di Walt Whitman attraverso il West e le grandi città americane.
E lei di viaggi letterari negli Stati Uniti me ne ha suggeriti altri, altrettanto originali e, forse, ancora poco conosciuti al grande pubblico.

Che ne dite, ad esempio, di fare un viaggio con Moby Dick?

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Viaggi letterari: a Chicago il Museo degli scrittori americani

museo degli scrittori americani a ChicagoAGGIORNAMENTO L’American Writers Museum ha aperto a Chicago il 16 maggio 2017. Lo trovate in 180 N. Michigan Avenue, Second Floor, ed è aperto martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 17, il giovedì dalle 10 alle 20, chiuso il lunedì. L’ingresso costa 12 dollari, gratuito per i bambini sotto i 12 anni. Per tutte le informazioni c’è il sito ufficiale: www.americanwritersmuseum.org

Amanti dei viaggi letterari negli Stati Uniti segnatevi questa notizia: nel 2017 Chicago diventerà per voi una destinazione da non perdere. The windy city diventerà, infatti, la casa dell’American Writers Museum, ovvero la prima istituzione nazionale che celebrerà gli scrittori americani.

La notizia del museo degli scrittori americani circolava da un po’ ma da qualche giorno ha un indirizzo, 180 North Michigan Avenue, vicino ad altri centi culturali come The Art Institute of Chicago, il Chicago Symphony Center, i Pritzker Military Museum and Library, e la Chicago Architectural Foundation, e una data un po’ più certa, la primavera del 2017.
Da Mark Twain a Louise May Alcott, da Jack Kerouack a Emily Dickinson, da Ray Bradbury a Truman Capote.. e l’elenco degli autori made in Usa che hanno costruito pagina dopo pagina il nostro immaginario collettivo potrebbe continuare all’infinito. Forse è per questo che, nel progetto dell’American Writers Museum, c’è l’idea di dare spazio di volta in volta a nomi e volti diversi, di catturare i visitatori con le nuove tecnologie, la multimedialità, le mostre temporanee e gli eventi interattivi.
La sua costruzione deve ancora iniziare ma è facile avere un’anticipazione di quello che sarà: basta infatti andare sul (curatissimo) sito dell’American Writers Museum, e farvi un giro tra rendering, video e racconti pubblicati sul blog.

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