libri da leggere in vacanza

Libri per l’estate: come scegliete il vostro tipo (letterario)?

libri da leggere in vacanzaAgosto è arrivato! Siete in vacanza? State per partire? Se avete le mie stesse passioni (e se seguite questo blog credo proprio di sì!) sono sicura che esiste un momento preciso, nella preparazione del vostro viaggio, che vi state pregustando con particolare piacere.

Quello della scelta dei libri da leggere in vacanza. Quali sono i libri che avete messo, o state per mettere in valigia? E quanti ne porterete con voi questa estate?

Di suggerimenti sui libri da non perdere nell’estate 2017 ne avrete già ricevuti tanti, da settimane ormai siamo circondati da liste e consigli di lettura. E io non volevo annoiarvi aggiungendo i miei! Ho pensato invece di regalarvi qualcos’altro, che magari vi può aiutare nella scelta. O semplicemente strapparvi un sorriso. Perché anche nella scelta dei libri da leggere in vacanza ci sono multiformi correnti di pensiero. E tutti, prima o poi, ci siamo incappati. Voi, per esempio, come li scegliete? Ecco la mia lista dei tipi (letterari) in vacanza!

Grandi classici

Non dico necessariamente Guerra e Pace o l’Ulisse, ma sicuramente tutti abbiamo “nel cassetto” un grande classico della letteratura mai letto o solo sfogliato. Quei romanzoni che spesso siamo convinti ormai di conoscere anche solo per sentito dire, ma che in realtà non abbiamo letto davvero. Oppure anche i libri dei nostri grandi scrittori italiani, quelli che ci assegnavano come lettura estiva ai tempi della scuola, e che ci accompagnavano in quei lenti pomeriggi di calura interrotti solo dal frinire delle cicale (perché per me un pomeriggio estivo è così, dev’essere così 😉.

Ebbene, spesso penso che i lettori estivi si possano dividere in due grandi correnti di pensiero: quelli che “solo letture da ombrellone”, dunque, per definizione, leggere e senza impegno, e coloro che invece non vedono l’ora che arrivino le vacanze per dedicarsi a letture importanti – anche dal punto di vista del numero delle pagine -. Perché finalmente si ha tempo. A voi è mai capitato? Se amate isolarvi dal resto del mondo per lunghe ore immerse nella lettura, i grandi classici fanno per voi.

Novità fresche di stampa

Con l’avvicinarsi della bella stagione cominciamo a essere sommersi di promozioni e notizie sui libri dell’estate, quelli da non perdere, quelli appena pubblicati. Anche perché poi spesso i loro autori li possiamo incontrare facilmente in giro per i festival letterari d’Italia (quali sono i principali dell’estate? Ne ho parlato anche qui su MilanoWeekend.it). E l’idea ci piace vero?

libri da leggere estate 2017

Libri che vi hanno sempre incuriosito

… e che non siete mai riusciti/non avete mai avuto tempo di leggere. Eccoli lì, acquistati sull’onda dell’entusiasmo o colpiti dalla copertina, da una recensione, dal consiglio di un amico. Li abbiamo presi pregustando il momento di leggerli… che però magari non è ancora arrivato, perché i nostri comodini di ferventi lettori sono già pieni di libri in lista d’attesa (i giapponesi, sempre fantastici in questo, hanno coniato anche una parola apposita, tsundoku, descrive la pila di libri – spesso in equilibrio precario – che ci accompagna nelle nostre notti).

Però i libri da leggere sono ancora lì, sullo scaffale, e allora quale momento migliore se non l’estate per sceglierne qualcuno che parta con noi?

Libri di viaggio

Grande capitolo, ampio e multiforme. Ma magari non per tutti, perché bisogna avere la passione dentro, e – secondo me – essere disposti ad avere pazienza per trovare il nostro scrittore di viaggio, chi davvero è in grado, raccontandoci con le sole parole, di farci davvero vedere e sentire un luogo. Però, anche se nel nostro immediato futuro gli unici viaggi che avremo in programma sono quelli della fantasia letteraria, le vacanze sono il momento ideale per iniziare a farlo. Perché, liberi dalle nostre abitudini e dalle nostre giornate vissute col pilota automatico, siano aperti e ricettivi. E questo è fondamentale per viaggiare, siete d’accordo?

cosa leggere in vacanza

Libri che raccontano il luogo dove siete diretti

o dove già siete arrivati

Fare le presentazioni con un luogo ancor prima di andarci. Avere un piccolo assaggio della sua atmosfera e cercare, come in una guida, angoli e posti da andare a vedere dal vivo. Se vi piace fare i turisti letterari questo non ve lo perdete vero? E cosa c’è di meglio di provare a farlo anche sul posto? Vi farà conoscere magari piccole librerie locali, e tornerete a casa con un bel souvenir (letterario).

libri per l'estate

Libri che raccontano un altrove

Rilassarsi su una spiaggia siciliana e leggere un giallo svedese. Partire on the road negli Stati Uniti e immergersi nella Londra letteraria. Sì, succede, e piace anche questo. Io lo faccio spesso, e non so perché, ma mi permette di concentrarmi meglio sulle sensazioni che ho intorno, su quello che vedo e sento. E contemporaneamente sogno già il prossimo viaggio. Succede anche a voi?

Le emozioni lasciate a sedimentare e poi raccolte: la bellezza dei libri, compagni di viaggio slow

libri da leggere prima di un viaggio

Ogni volta mi stupisco. Piacevolmente. E sorrido. Sono convinta che si tratti di una mania che ho io e invece scopro che è una passione condivisa. E da molti. Cosa? Prepararsi a un viaggio leggendo un libro ambientato nel luogo che stiamo andando a conoscere. E non per forza reportage ma anche romanzi, racconti, perchè no poesie. Oppure, semplicemente, leggere e appassionarsi non solo alla storia, ma anche ai luoghi dove tutto accade.

Sorprendersi a fantasticare su strade, case, panorami, quasi più che sugli intrecci tra i personaggi. I libri da leggere prima di un viaggio, reale e virtuale, sono preziosi perchè ci prendono un po’ per mano e ci preparano al posto che visiteremo. Che non è detto che sia come quello raccontato nel romanzo. Anzi, magari ci deluderà anche. Perchè il legame tra la letteratura e la scoperta del mondo è forte ma non sempre fedele. Però rimane un richiamo importante.

Ne ho avuto conferma ancora una volta la settimana scorsa, quando su Twitter ho moderato una chat  dedicata al rapporto tra i libri e i viaggi. Vi chiederete: ne parli dopo una settimana? Sì perchè anche sul web spesso hai voglia e necessità di lasciar depositare la frenesia per raccontare al meglio.

Una settimana fa, dunque, come ogni mercoledì, la community di Tbnet, la rete di travel blogger professionisti di cui ho il piacere di far parte anch’io, ha dato vita alla consueta #tbnetalks, ovvero una tweetchat dedicata di volta in volta a un tema del viaggio.

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Il bello di leggere? In metropolitana! Ispirazioni dal Brasile a Roma

libri in metropolitanaChe i libri, romanzi, racconti, reportage, e dunque non solo guide e libri di viaggio, possano essere ottimi compagni di viaggio per andare alla scoperta del mondo è l’idea che condivido fortemente e intorno a cui gira tutta la creazione del mio blog. Come anche il fatto che gli scrittori, raccontando storie, riescano in molti casi a coglierel’essenza vera di un posto. E grazie alla tecnologia noi oggi abbiamo la possibilità di far tornare queste pagine a nuova vita e trovare forme innovative di racconto e condivisione, come le App-mappe letterarie per esempio. Per un turismo di nicchia, quello letterario, ma che cresce e si alimenta anche grazie alla Rete.
E non solo per viaggiare lontano, ma anche per visitare e dare nuovo valore alle strade che abbiamo sotto casa.
E, anche, per riscoprire il piacere di leggere mentre aspettiamo l’autobus, o viaggiamo su un treno.
Il rapporto tra la lettura e i mezzi pubblici, si sa, è di lunga data. Anzi, tra le storie e i mezzi pubblici, perchè questi ultimi non ci offrono solo il piccolo “lusso” di poterci rilassare – quando l’ora di punta ce lo permette ed i pendolari ne sanno ahimè qualcosa – sfogliando un libro. C’è chi ama sbirciare cosa sta leggendo il suo vicino di sedile. Chi osserva tutto, gesti, volti, abiti, e ci ricama su delle storie. Chi si immerge nella lettura per isolarsi dal traffico cittadino.

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Capita anche a voi?

Allora non c’è da stupirsi se sono proprio i mezzi pubblici il posto dove stanno nascendo tante iniziative dedicate a chi ama leggere. Ma anche a chi non legge affatto e si spera così di incuriosirlo. La novità? E’ che così facendo si stanno esplorando tanti piccoli e grandi nuovi usi della tecnologia applicata al piacere di un libro. E la differenza tra le varie esperienze sta in fondo quasi tutta qui: gli ingredienti sono un po’ ovunque gli stessi, varia il mix tra carta e pixel.

Ci pensavo proprio l’altro giorno, scoprendo la nuova iniziativa lanciata a Milano dal Sistema Bibliotecario e dal Comune (di cui vi parlerò tra qualche riga): e allora ho pensato: perchè non raccogliere un po’ di queste idee virtuose? E dunque eccole qui, arrivano dall’estero e da vicino a noi. E sono un work in progress. Perchè sono sicura che ce ne siano anche altre in giro, anzi se le conoscete avete voglia di segnalarmele?

Le ispirazioni pendolari

subway-925831_1920I viaggi sui mezzi pubblici ispirano storie. i più creativi le raccolgono e ci fanno blog, libri, reading musicali. Eccone alcuni che avrete forse già conosciuto perchè ne ho già parlato proprio qui:

  • Libri in metro: è un blog che ruota intorno ai libri osservati appunto sui mezzi pubblici dalla squadra dei “bookwatcher”, che poi ci ricamano su piccoli pensieri
  • Città nuda (Le mille anime di New York): è un libro di Antonio Monda, giornalista e scrittore di casa a New York, che raccoglie foto “rubate” ai commuter della metrò della Big Apple e brevi racconti ispirati dai loro volti
  • TrainDogs: racconti brevi, poche righe, uno al giorno, su Facebook, scritti da Fabio Palombo ispirato dai pendolari come lui sul treno per Milano (e ora sono anche uno spettacolo teatrale e un libro)

Il distributore di libri a Grenoble

Distributori di libri GrenobleUn distributore di racconti accanto a quelli di snack e bibite. Accade a Grenoble, dove l’idea l’ha avuta proprio una casa editrice specializzata in short stories. Si chiama – non a caso – Short Edition (tutto ciò che si legge in meno di venti minuti, recita il loro sito web) – e l’anno scorso ha piazzato in città otto dispender decisamente originali. Sì, perchè per ricevere il racconto occorre stamparlo: si preme un bottone e ne uscirà un foglio di carta simile a quello di uno scontrino. Sopra, il racconto, che gli aspiranti lettori urbani posso scegliere in base al tempo che vogliono “riempire”: un minuto, tre minuti, cinque minuti. Le storie sono scelte tra le migliori prodotte dalla web community di Short Edition.

Il libro-biglietto nella metro di San Paolo

libri biglietto metro BrasileDi questa storia avrete sicuramente sentito parlare perchè ha fatto il giro del web: sono i TicketBooks lanciati in Brasile da L&PM Editori. In Brasile si legge poco, pochissimo, e allora la casa editrice, una delle più importanti del Paese, ha escogitato questo progetto per invogliare la circolazione dei libri: una collana di tascabili che funzionano anche come biglietto della metropolitana, a San Paolo.

Dentro infatti c’è una tessera, sotto la copertina, come se fosse un normale abbonamento. Che, una volta “finito” il libro, si può ricaricare per regalare il romanzo a qualcun altro e spingerlo a scoprire il piacere di leggere. Al momento i libri sono dieci, e si va da grandi classici come Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald e l’Amleto di Shakespeare, ad autori brasiliani come Mario Quintana.

A Roma l’App dei racconti a tempo

read and goA Roma invece c’è ReadAndGo. E’ una nuova app ed è stata creata da Omero, la prima scuola di scrittura in Italia nata nel 1988. Siete alla fermata dell’autobus, volete sapere quanto dovrete attendere il prossimo e, soprattutto, come ingannare l’attesa? I minuti ve li dice l’app, che seleziona anche i racconti con i quali potrete trascorrerli leggendo, scelti tra le storie passate tra le mani della scuola nel corso degli anni.

A Milano il libro si scarica col Qr code

Milano da leggereSul blog, l’anno scorso, ho creato la rubrica #MilanoDaLeggere, per raccontare Milano attraverso i libri. E per questo non posso che condividere la nuova iniziativa appena lanciata dal settore Cultura del Comune di Milano e dal Sistema Bibliotecario di Milano. Si chiama anche lei Milano Da Leggere (chissà, mi piace fantasticare che si siano lasciati ispirare dalla mia rubrica, perchè no?) ed è una idea di città condivisa: i mezzanini della metropolitana e altri luoghi di passaggio in città si tappezzano di scaffali virtuali di libri che narrano in forme diverse Milano, dall’800 ai giorni nostri e con uno sguardo al futuro.
Saranno appesi dei manifesti con la presentazione dei titoli dei libri associati a QRCode con i quali scaricare l’ebook. Ci sono i racconti di “Respirare parole”, quelli di Emilio De Marchi e un’opera di Giovanni Verga. Al momento sono dieci.
Qui si possono trovare i dettagli del progetto e i libri.

La trovo un’idea molto interessante, ne conoscete altre analoghe in altre città italiane o internazionali da segnalare?

La Giornata della Memoria: un viaggio dell’anima duro e assolutamente necessario

Giornata della Memoria
Berlino Memoriale dell’Olocausto credits: Mariangela Traficante

Quando andavo al liceo (confrontando le date credo fosse proprio l’ultimo anno) tra i libri di testi di storia ce ne era stato assegnato da leggere anche uno dal titolo “E’ successo solo cinquant’anni fa”, di Alberto Nirenstein. Non ricordo se e quanto ne lessi. So però che di anni ne sono passati altri venti e più, e che ogni anno quando arriva la Giornata della Memoria ci ripenso, a quel titolo. Perchè racconta dello sterminio degli ebrei, e perchè cinquant’anni, o settanta, sono bazzecole temporali e quel che è accaduto è ancora vivo e forte dentro di noi. O almeno lo spero.
Ripenso a quel libro ma non solo a lui. Ripenso ai tanti altri libri, in ordine sparso, letti su quegli anni e quell’orrore. Un viaggio letterario, ma anche reale, e dell’anima, che nessuno di noi vorrebbe fare e che però è necessario intraprendere. Un viaggio che se ci pensiamo non ci fa dormire la notte ma che al tempo stesso ci attrae, sì, perchè – almeno questo è quello che provo io – vogliamo sapere, ascoltare, ci stropicciamo gli occhi quando incappiamo in certe immagini e forziamo il nostro senso logico quando ascoltiamo certe storie perchè ancora non riusciamo a credere che possa essere accaduto sul serio. E invece è accaduto.

Giornata della Memoria
Berlino Memoriale dell’Olocausto, la frase di Primo Levi, credits Mariangela Traficante

E allora ripenso al Diario di Anna Frank, letto quando avevo più o meno la stessa età della ragazzina che lo scriveva nascosta in un appartamento di Amsterdam. Ripenso a “Se questo è un uomo” di Primo Levi, letto credo nei pomeriggi d’estate di anni e anni fa, e le cui parole oggi accolgono chi varca la soglia del Memoriale dell’Olocausto di Berlino. Penso a Maus, il romanzo a fumetti di Art Spiegelman basato sui racconti del padre, sopravvissuto ad Auschwitz. Oppure mi viene voglia di leggere un libro per bambini appena uscito e di cui ho ascoltato l’intervista all’autrice, Lia Levi, “Quando tornò l’arca di Noè“, sul periodo delle leggi razziali in Italia (trovate qui nell’elenco il podcast all’intervista realizzata da Loredana Lipperini durante Fahrenheit su Radio3 Rai).

 

 

Giornata della Memoria
La Risiera di San Sabba a Trieste, credits Mariangela Traficante

E poi penso ai luoghi che ho finora visitato. Berlino certo. Ma anche il Memoriale della Shoah al Binario 21 di Milano, e la casa di Anna Frank di Prinsengracht ad Amsterdam, e la Risiera di San Sabba a Trieste. Luoghi da continuare a visitare, per non dimenticare che la Storia passa anche accanto a casa nostra.

Buon 2016 di storie, viaggi e taccuini a quadretti

buoni propositi 2016Buon 2016 a tutti!

Come cominciare a scrivere nell’anno nuovo? Con cosa augurarvi buon inizio? Ci ho pensato un po’ su, e ho deciso di farlo così: pensieri (un po’) sparsi, di libri, viaggi e storie. Di quello che vorrei scoprire e di quello di cui vorrei riempire nei prossimi mesi queste pagine virtuali.

Vorrei leggere libri che mi facciano sentire bene e raccontarvi i viaggi letterari in cui mi hanno condotta.

Vorrei farveli raccontare dagli stessi scrittori e scoprire cosa leggono gli scrittori in viaggio.

Vorrei farvi conoscere chi viaggia per lavoro e per raccontare il mondo, e condividere con voi i loro suggerimenti di lettura.

Vorrei scoprire librerie, musei, biblioteche, tour culturali in giro per il mondo e scriverne. Vorrei vivere di persona i festival letterari in giro per l’Italia, fotografarli e parlarne con voi.

Vorrei viaggiare, tornare in città che amo (Parigi e Berlino in primis), scoprirne di nuove, e raccontarle.
Vorrei incontrare chi viaggia con i libri e ascoltare la loro storia. Vorrei scrivere delle storie. Vorrei scrivere ancor di più della mia Puglia e di come la raccontano i suoi scrittori.

Vorrei farvi passeggiare con me nella #MilanoDaLeggere e curiosare nelle vostre città da leggere.

E vorrei fare #viaggibambini, vorrei raccogliere libri di viaggio per bambini e mappe e guide e tutto ciò che è utile alle famiglie viaggiatrici.
E poi vorrei finalmente riuscire a fare tutte queste cose con un taccuino in mano.

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A Natale regaliamoci un’esperienza di cultura e scoperta

libri da regalare a NataleCorro. Cerco di mettere in ordine i pensieri alla meglio. Scarabocchio appunti in ordine sparso dove capita, con penna e con tablet.

Sfrutto i classici tempi morti: leggere le riviste di gossip dal parrucchiere? Macché! Stavolta non posso, desidero scrivere qualcosa per Natale sul blog e, visto il vortice di cose e pensieri che me ne ha tenuta lontana nelle settimane passate, oggi, devo assolutamente sfruttare tutte le pause, lunghe o di briciole di minuti, che ho!
Arrivo dunque quasi fuori tempo massimo, ma arrivo! Arrivo a regalarvi un pensiero per le feste, anzi, a parlarvi proprio di regali.
La prima idea? Era di raccontarvi quali libri regalare a Natale, ovviamente. Ma è stato un pensiero fugace. È bastato fare un giro tra web e carta. In quante classifiche vi siete imbattuti anche voi? Tante vero? I libri più belli e quelli più brutti. Le bucket list, i mai più senza. E poi i regali per chi ama leggere e quelli per chi ama viaggiare. Gli indispensabili, gli originali e i frivoli. Continue reading “A Natale regaliamoci un’esperienza di cultura e scoperta”

La felicità di leggere: ecco come i libri mi fanno sentire bene

ricerca La felicità di leggereLeggere libri rende felici? E i lettori vivono un benessere maggiore di chi invece non legge affatto? Se anche voi siete, come me, fervidi lettori e non uscite mai di casa senza un libro in borsa (e in questo noi donne, con le nostre sacche da Mary Poppins che ci portiamo in giro, siamo decisamente avvantaggiate vero?), la vostra risposta già la conoscete: sì, leggere ci rende più felici.
Ma, come sicuramente sapete, è freschissima di stampa una vera e propria ricerca che ha voluto misurare questa felicità, e darle valore scientifico. Si chiama proprio “La felicità di leggere” ed è stata commissionata dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol all’Università Roma3/Cesmer.

Io ci ho dato un’occhiata ed in realtà è un intrico di scale di misurazione e valori, se volete potete leggerla anche voi, vi segnalo questo articolo de Il Libraio.

Ma in sostanza cosa ci dice?

Che i lettori sono complessivamente più felici e provano emozioni positive più spesso dei non lettori. Sono più soddisfatti dell’impiego del loro tempo libero, durante il quale leggere diventa l’attività più importante.
Come mai? Cosa scatta nella testa, e nel cuore, di chi prende in mano un libro e comincia a leggere? Leggere ci rende felici, certo, ma perchè? Me lo sono chiesta proprio in questi giorni, mentre sui giornali e nel web viaggiavano i risultati della ricerca, e allora ho pensato a cos’è che rende me, felice, quando prendo in mano un libro. E allora l’ho messo nero su bianco.

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Grazie turismo: ventotto storie di vita da incontrare nel nostro prossimo viaggio

Storie di turismoOltre un miliardo di turisti in un anno, che insieme fanno circa il 10% del Pil, e contribuiscono, in modo diretto o indiretto, a creare un posto di lavoro ogni undici del mondo. E’ la fotografia del turismo mondiale.

O meglio, fin qui sono i numeri. Perché dietro i numeri ci sono le persone, i volti. Ci sono le storie di vita.

Mi è piaciuta da subito questa iniziativa dell’Unwto, ovvero l’Organizzazione mondiale del turismo. Raccontare le storie di chi ce l’ha fatta. Farci incontrare uomini e donne che magari con il turismo si sono riscattati da una vita difficile, o semplicemente hanno trovato la loro, di vita, hanno portato in contatto un pezzettino del loro mondo con quello di chi, viaggiando, li ha incontrati. Perché cos’altro è, il viaggio, se non incontro e scoperta? E non lo è forse meglio lontani dai grandi tour preconfezionati e dai villaggi turistici?

Tourism Stories è il nome di questo progetto di cui vi parlo oggi. Anzi, in realtà ve ne avevo già parlato, un paio di anni fa, con l’uscita della prima pubblicazione dedicata alle storie di chi col turismo ha trovato la sua via. Si chiamava How Tourism enriched my life. Ma il progetto è andato avanti, e di libro ne è nato un secondo, che raccoglie 28 storie in giro per il mondo: “My story, My Community, Our future”.

La cosa bella è che li trovate entrambi, gratuitamente, sul sito dell’Unwto, per esempio a questo link potete scaricare il volume di cui vi parlo oggi. E io vi consiglio davvero di farlo perché è bello “ascoltare” in prima persona queste esperienze spesso così diverse una dall’altra.

C’è Rusaila Derat che a Jerico porta avanti, insieme ad altre donne, un progetto per la realizzazione di gioielli e altri oggetti con la tecnica tradizionale del mosaico. C’è Khaled Al Took, in Arabia Saudita, che riporta in vita la tradizione con i tour a dorso di cammello sulle tracce delle antiche carovane di mercanti. C’è Landing Jatta, che in Gambia faceva il cacciatore di tartarughe e che poi, resosi conto del terribile danno che attività come la sua provocavano all’ecosistema, le tartarughe ha deciso di salvarle, e ora lavora al Sandale Eco Retreat come guida.

storie di turismo

Ci sono le storie del turismo di comunità, quelle che portano i viaggiatori nelle case della popolazione locale. Ci sono i piccoli artigiani. Ci sono naturalmente le donne, che spesso in progetti come questi, dall’ospitalità alle abilità manuali della tradizione, trovano una utile fonte di guadagno per la famiglia e un modo per emanciparsi. Naturalmente ci sono anche “semplici” storie di chi, col turismo, ha avuto una piccola grande intuizione fattasi mestiere.

E c’è anche una storia italiana. Quella di Pasquale Ricchiuti, 34 anni, che quando ne aveva 26 ha avuto l’idea di portare i risciò in Puglia, per promuovere una forma di trasporto turistico sostenibile e slow.

“Succede qualcosa di incredibile quando porti la gente a rallentare, osservare, ascoltare e sentire. E quale modo migliore di farlo se non su una bicicletta”.

Potete leggere anche la sua storia, insieme alle altre 27. E chissa’ che non incontriare qualcuno di questi personaggi, in uno dei vostri prossimi viaggi.

Compiti per le vacanze: leggerezza, stupore, gioco (grazie al prof Catà!)

compiti per le vacanzeCompiti per le vacanze. Le scuole sono finite ed è in questo periodo, complici le prime giornate afose, e i grilli che si sentono la sera e i suoni dalle case dei vicini che diventano anche un po’ nostri grazie alle finestre aperte, che mi tornano in mente i tempi dell’infanzia e dell’adolescenza, quando l’estate iniziava e durava mesi ed era appunto costellata anche da questi piccoli grandi impegni “per tenerci in esercizio”.
Ricordo un’estate delle elementari, quando uno dei compiti per le vacanze assegnatoci dalla maestra era stato quello di raccontarle in un diario, le nostre vacanze. E io, che ero stata in un piccolo viaggio in Italia con la mia famiglia, avevo realizzato senza saperlo un vero e proprio taccuino di viaggio! Quaderno spesso dalla copertina semirigida, di quelli con le righe larghe (si useranno ancora?), piccoli temi dedicati al viaggio giorno per giorno e intervallati da cartoline incollate sulla pagina bianca.
E poi, ovviamente, i libri. C’erano sempre i libri da leggere durante le vacanze, spesso nel fresco di una camera nelle ore più assolate dell’estate pugliese.
Lo facevate anche voi? E che ricordi avete delle vostre estati da “piccoli”?

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#MilanoDaLeggere: la città si fa in quattro, con Gabriella Kuruvilla

Milano fin qui tutto bene

Milano si fa in quattro.

Quattro come i capitoli-storie di questo libro, che non a caso portano i nomi di altrettante zone della città: Via Padova, Viale Monza, Sarpi e Corvetto. Tre periferie ed un centro che, in realtà, con le periferie ha molto in comune, perchè in fatto di trasformazioni, urbane ed umane, non è stato certo da meno. E’ Milano, fin qui tutto bene, il libro che vi racconto oggi per #MilanoDaLeggere.

Un libro che mi è piaciuto molto, dove le storie (quattro, anche loro, ma rigorosamente intrecciate tra loro, in nome di un “soppalco” di legno che deve passare di mano in mano, e di un paio di stivali persi e poi ritrovati) parlano di Milano di oggi e di ieri, di strade multietniche, di quartieri che cambiano forma e di aneddoti che li raccontano com’erano una volta.

“Eh già”, ha detto, riprendendo a sfogliare il libro fino al capitolo intitolato: Turro, Gorla e Precotto. “Questi quartieri – ha aggiunto – sono entrati a far parte della città negli anni ’20: sembrano ancora dei paesini di campagna e nascondono degli angoli davvero affascinanti”. (vai alla geolocalizzazione sulla mappa di Cityteller)

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