#MilanoDaLeggere: la città si fa in quattro, con Gabriella Kuruvilla

Milano fin qui tutto bene

Milano si fa in quattro.

Quattro come i capitoli-storie di questo libro, che non a caso portano i nomi di altrettante zone della città: Via Padova, Viale Monza, Sarpi e Corvetto. Tre periferie ed un centro che, in realtà, con le periferie ha molto in comune, perchè in fatto di trasformazioni, urbane ed umane, non è stato certo da meno. E’ Milano, fin qui tutto bene, il libro che vi racconto oggi per #MilanoDaLeggere.

Un libro che mi è piaciuto molto, dove le storie (quattro, anche loro, ma rigorosamente intrecciate tra loro, in nome di un “soppalco” di legno che deve passare di mano in mano, e di un paio di stivali persi e poi ritrovati) parlano di Milano di oggi e di ieri, di strade multietniche, di quartieri che cambiano forma e di aneddoti che li raccontano com’erano una volta.

“Eh già”, ha detto, riprendendo a sfogliare il libro fino al capitolo intitolato: Turro, Gorla e Precotto. “Questi quartieri – ha aggiunto – sono entrati a far parte della città negli anni ’20: sembrano ancora dei paesini di campagna e nascondono degli angoli davvero affascinanti”. (vai alla geolocalizzazione sulla mappa di Cityteller)

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#MilanoDaLeggere: “Per legge superiore”, di Giorgio Fontana

Giorgio Fontana, Per legge superiore“Doni abitava in via Orti, dietro Corso di Porta Romana. Da casa sua al Palazzo erano due passi, dodici minuti esatti di cammino secondo il ritmo che aveva scolpito nel corso degli anni”. (vai alla mappa di Cityteller)

Per legge superiore”, Giorgio Fontana, Sellerio Editore.

E’ questo il romanzo con cui ho deciso di aprire #MilanoDaLeggere, ovvero il racconto di Milano attraverso i libri e i luoghi della lettura, in cui vi condurrò insieme agli amici di Cityteller (qui vi spiego di cosa si tratta nel dettaglio!).

Perchè parto da qui? Un po’ per belle coincidenze. Perchè è stato il primo libro che sono riuscita a leggere dopo la nascita del mio bimbo Mattia, e l’avevo scelto proprio perchè mi piaceva l’idea di ripartire dai libri ambientati a Milano, la mia città adottiva .
Sì, perchè nel suo romanzo del 2011 il giovane scrittore milanese la città la riesce a descrivere e rendere parte integrante della storia tanto quanto i suoi protagonisti.

La storia, appunto. Roberto Doni, sobrio sostituto procuratore a Milano, sta per sostenere in appello l’accusa contro un ragazzo tunisino ritenuto colpevole di un’aggressione nella zona di via Padova. Ma arriva Elena Vicenzi, giovane e precaria giornalista free-lance, convinta dell’innocenza dell’accusato, e Doni si vedrà costretto, suo malgrado, a fare i conti col dubbio e con una scelta difficile.

Per Legge superiore è, in fondo, la storia di un dilemma morale tra ciò che Doni ha sempre considerato giustizia, perchè avallata dalla legge, e la scoperta che, forse, ne esiste anche una declinazione differente, più impegnativa, che finirebbe con lo scardinare la propria vita tranquilla, di persona che si è sempre comportata “per bene”.

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In viaggio sul Gange. Un sogno? Intanto ecco il caleidoscopio India raccontato nei libri

viaggio in India tour operator India ViaggiGiovani
dal sito di ViaggiGiovani.it

Un viaggio in India. Riuscirò a farlo prima o poi?

Non lo so. Di sicuro è una di quelle esperienze da preparare per bene, e non sto parlando del bagaglio. O, quanto meno, non di quello che chiudi in una valigia. E’ un viaggio, mi sono sempre detta, da preparare a lungo con lo spirito, prima di sentirsi in grado di affrontarlo.
Perchè ho pensato all’India? Perchè sono tornata a curiosare tra le pagine di ViaggiGiovani.it, ricordate? Il tour operator social (suo l’hashtag #nomadimoderni) e comunicatore di cui vi avevo parlato qualche tempo fa. Avevo intercettato le loro news in Rete e una illustrava proprio il prossimo viaggio in programma. L’India del Gange, il Nord del Paese, su luoghi mitici, da Jaipur alla città sacra di Varanasi, fino ovviamente al Taj Mahal. Un sogno, che chissà se riuscirò mai a realizzare. Intanto posso fare quello che faccio in questi casi, cioè iniziare a viaggiare con le storie.

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#ioleggoperché: semplicemente, non ne posso fare a meno. Come di viaggiare

Citazioni di viaggio citazioni Mark Twain#ioleggoperché. Tra pochissimo a Milano sarà presentata una nuova iniziativa dell’Associazione Italiana Editori per stimolare la passione della lettura. Volete dire la vostra e raccontare perchè vi piace leggere? Potete seguire l’hashtag su Twitter, dove da stamattina sta “andando in onda” una bella e vivace conversazione sulla bellezza della lettura!

E io? #ioleggoperché insieme al viaggiare sono due gemme di cui, semplicemente, non posso farne a meno.

E allora in attesa di saperne di più, e di raccontarvelo qui, vi regalo oggi una citazione, famosissima, di un altrettanto famosissimo scrittore, Mark Twain. Perchè proprio questa frase? Perchè parla di viaggio, in assoluto. Viaggio di scoperta, dell’anima, di vita. Buon lunedì!

E se l’Ulisse moderno fossero i migranti? Una riflessione e tre consigli di lettura

Terraferma film migranti
Immagine tratta da Terraferma, il film di Emanuele Crialese

Chi sono, oggi, gli Ulisse moderni? Chi potrebbe raccogliere nel nostro mondo l’eredità del protagonista dell’Odissea ed incarnare la figura di un “viaggiatore” così sfaccettato come quello del poema di Omero?

Non sono stata io a farmi questa domanda, l’hanno fatto ieri in radio e mi è sembrata un’ottima riflessione da condividere con voi.

Come quasi tutti i giorni in questi mesi in cui mi trovo a casa con il mio bimbo, anche ieri ero sintonizzata sulla mia radio, quella con la frequenza fissa in casa nostra, ovvero Radio Capital. Nello specifico, era l’ora di Capital in the world, il programma di Doris Zaccone dedicato ai viaggi ed ai viaggiatori (ai cui microfoni ho avuto la grande emozione di essere ospitata anche io con Che Libro mi porto!) e la domanda era proprio quella: chi pensate possa essere oggi Ulisse?

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Libri in metro: quando si legge un frammento di vita

Libri in metro header

Perchè un viaggio può esserlo anche per poche fermate di metropolitana. Per non parlare dell’avventura quotidiana su un affollato treno da pendolari.

E se si affronta con un compagno fidato come un libro è meglio. Ecco perchè mi sono innamorata di questo blog che ho scoperto per caso e che voglio condividere con tutti voi! Siete lettori da mezzo pubblico? E vi piace sbirciare in quello che leggono i vostri sconosciuti compagni di viaggio (che poi, con l’avvento degli e-reader, è sempre più difficile, senza copertine a cui “rubare” lo sguardo)? Ecco, allora Libri in metro piacerà anche a voi. Loro sono un gruppo di amanti dei libri e pendolari di vario corso, sparsi in Italia e non solo: tra Milano, Roma e Londra, ma anche sulla linea adriatica Faenza/Cesena o sulla Torino-Firenze, per esempio.

Leggono, e soprattutto osservano cosa leggono gli altri. E ci costruiscono intorno delle piccole storie. Frammenti di vita vera (quei momenti rubati sui mezzi) e immaginata (come li racconta anche un altro libro dedicato alla metro, stavolta quella di New York).

Istantanee di libri e viaggi.

Ecco come ce le raccontano loro stessi, i ragazzi di Libri in metro!

Raccontateci un poʼ di voi: come è nata lʼidea di creare Libri in Metro? Vi siete ispirati a qualche “modello” estero?

“Il blog nasce nel 2010 dalla curiosità di Mara, la fondatrice, e dal suo cercare di intuire la personalità dei pendolari guardando il loro aspetto, i loro atteggiamenti e, soprattutto, le loro letture. Si è cercato di trovare il filo che lega questo popolo così variegato e di raccontarlo sul blog che è nato spontaneamente, senza la necessità di un modello preesistente a cui ispirarsi. Ugualmente, anche i Bookwatcher che si sono via via uniti a Mara si sono sentiti tutti accomunati dallʼessere un poʼ “spioni” in quanto lettori ma, in questo caso, delle letture degli altri”.

Infatti, ogni membro della redazione è prima di tutto un lettore appassionato nonché pendolare o viaggiatore per necessità e piacere. Osservare gli altri passeggeri è una cosa che ognuno di noi faceva già senza rendersene conto, un poʼ come farebbero gli appartenenti di una specie in via dʼestinzione: ci cerchiamo e tentiamo di stabilire dei legami tra noi!”

Che idea vi siete fatti dei viaggiatori-lettori che avete incrociato in questo tempo sui mezzi pubblici?

“Impossibile stilare un identikit valido in generale: ogni lettore è a sé stante, unʼentità unica da poter raccontare partendo proprio dal libro che sta leggendo; si possono capire molte cose anche solo osservando qualcuno mentre legge! Ci imbattiamo in persone di tutte le età alle prese con le letture più disparate, compresi anche, talvolta, libri che preferiremmo non annoverare sul nostro “catalogo”!
Non solo! È anche difficile identificarne la “categoria di appartenenza”: non è sempre facile o scontato capire se ci troviamo di fronte a un viaggiatore occasionale piuttosto che a un pendolare, perché le letture sono influenzate anche dal motivo del viaggio! Ogni “lettore da mezzo pubblico” questo lo sa bene!”

Dicono che in Italia si legge sempre meno… e in metrò?

“Purtroppo è vero. E ciò aumenta la nostra soddisfazione quando nella stessa carrozza ci imbattiamo in più lettori; infatti, abbiamo creato una serie di post dedicati alla descrizione di più lettori seduti vicini, inconsapevoli compagni di viaggi letterari: The Readers Club! In generale, però, con lʼavvento di smartphone e tablet la lettura è diminuita ancora: percorrendo un vagone, il
90% delle teste chine non guarda un libro, per nostra sfortuna”.

Carta o tablet/e-reader: chi vince sui mezzi?

“Al momento la carta la fa ancora da padrona, anche se, soprattutto negli ultimi mesi, si è visto un sostanziale incremento di lettori “elettronici”; sicuramente i prezzi bassi dʼacquisto (sia dellʼe-reader, sia degli ebook) hanno aiutato il loro diffondersi. Fortunatamente, gli irriducibili della carta stampata sono ancora in maggioranza: è già abbastanza arduo leggere il titolo di un libro cartaceo, con quelli digitali la nostra attività di silenzioso spionaggio sarebbe messa davvero a dura prova!”

Vi limitate a osservare i passeggeri che leggono per poi ricamarci su i vostri post o riuscite a interagire con loro?

“Dipende dai casi. È capitato che si finisse a scambiare quattro chiacchiere, magari proprio in tema di libri, con la persona che fino a poco prima stavamo osservando. In generale, si crea un legame fatto anche solo di sguardi e sorrisi… ed è questa, forse, la parte più bella: interagire (verbalmente e non) e creare un contatto con qualcuno semplicemente partendo dalla lettura, una delle cose più intime a ciascuno di noi.
A volte capita che noi stessi scopriamo di essere osservati da altri lettori o semplici curiosi quando, arrivati a destinazione, chiudiamo il nostro compagno di viaggio cartaceo! È bello pensare che anche lʼaltro “spione” sia mosso dalla nostra stessa curiosità e amore per la lettura”.

Qualcuno di loro si è “riconosciuto” nei vostri post? Vi hanno scritto?

“È successo, sì, ma non spesso: i lettori sono molti e le città variegate e ben distribuite sul territorio; inoltre cerchiamo sempre di mantenere le descrizioni abbastanza vaghe da non rendere identificabili i soggetti. Più spesso, invece, è successo che ci scoprissero gli autori dei libri, soprattutto quelli indipendenti: molti sono rimasti sorpresi (piacevolmente, si spera) dallo spaccato dei propri lettori che LM ha permesso loro di conoscere”.

Domanda “difficile”: sono diverse le città che raccontate, in termini di tipi di letture, gusti, lettori da metrò?

“In realtà non molto e il caso gioca comunque un ruolo preponderante tanto che non è possibile stilare delle statistiche vere e proprie… né possiamo esser certi del fatto che in quel momento il lettore si stia dedicando alla sua lettura “abituale”. Ogni lettore è un mondo a sé.
Ma il bello sta proprio qui: imbattersi in letture e lettori completamente diversi in ogni parte del mondo. Cʼè lʼamante del noir, quello del romanzo di formazione, lʼappassionato di cultura fantascientifica o di graphic novel. E questi sono solo alcuni dei soggetti che si possono incontrare a Milano, come a Roma o a Londra”.

Cercate nuovi bookwatcher? Apriamo la campagna “acquisti”: che “requisiti”
devono avere? In quali città? Segni particolari?

“Anche se ora siamo al completo, la campagna “acquisti” per nuovi Bookwatcher è sempre aperta!
Un Bookwatcher devʼessere innanzitutto un lettore, possibilmente che legga anche nei mezzi pubblici (metro, treno, autobus, ecc.) e capisca, pertanto, cosa significhi ritagliarsi il tempo (e lo spazio!) di lettura in viaggio; poi sicuramente appassionato ed entusiasta, perché noi siamo tutti volontari; infine, disponibile e propositivo: la redazione è un cantiere aperto, stiamo scoprendo tanti approcci e proponendo nuovi progetti, quindi fatevi avanti! Una corsia preferenziale per lʼacquisto di nuovi Bookwatcher la darebbe certamente lʼosservare i mezzi pubblici in città non ancora toccate dal progetto in modo attivo. Ad esempio, ci piacerebbe molto accogliere nel progetto Bookwatcher provenienti dalle isole, così come approfondire il legame con il Sud, al momento descritto solo da poche città.
Per tutti gli aspiranti Bookwatcher, il link con il form da compilare per inviare la propria candidatura questo è il link.

Prossimi progetti?

“Dopo aver modificato la grafica del blog ed esserci resi maggiormente riconoscibili attraverso un vero e proprio logo a cura di Andrea Gadaldi, stiamo promuovendo molte iniziative. Oltre a Libri in Metro presenta in cui diamo spazio agli scrittori indipendenti facendogli pubblicare un articolo in puro stile LM per presentare i loro libri, abbiamo anche inaugurato LM Stories, dove raccontiamo di lettori anche fuori dai mezzi pubblici e, soprattutto, in maniera più approfondita rispetto al formato snello dei post quotidiani. In ultimo, The Readers Club, in cui raccontiamo le letture di due o più passeggeri che prendono posto lʼuno vicino allʼaltro.
Altri nuovi progetti rimangono top secret per il momento, ma speriamo di attivarli nei prossimi mesi… Chissà”.

E per finire: quali sono attualmente i vostri libri in metro?

Eccone alcuni:
A sud del confine, a ovest del sole (Haruki Murakami)

Il bar delle grandi speranze (J.R. Moehringer)

Madame Bovary (Gustave Flaubert)

Bazaar Express (Paul Theroux)

Gli Indifferenti (Alberto Moravia)

Creature ostinate (Aimee Bender)

Pastorale Americana (Philip Roth)

Moby Dick (Herman Melville)

Lo Hobbit (JRR Tolkien)

E come mi piace quello che scrivono proprio loro, i bookwatcher: “Perchè questo blog? Perchè se qualcuno è disposto a sgomitare dentro una metro affollata per farsi spazio e leggere il suo libro… quell libro vale!”.

Come non essere d’accordo?

Regali di Natale: viaggi, libri … e l’esperienza di scrivere

Emozione 3 regali di NataleE’ ancora troppo presto per pensare ai regali di Natale?

E’ vero, manca ancora un mese, ma sono certa che tra di voi c’è qualcuno di impaziente, qualcuno che magari prende a pretesto il conto alla rovescia al 25 dicembre per iniziare a scrivere, anche solo mentalmente, la propria wish list.
Io a dire la verità non sono tra questi, arrivo sempre impreparata al Natale, anche perchè non sono una fanatica dei pacchetti da trovare sotto l’albero. Intendiamoci, non che non mi piacciano i regali, anzi! Ma se potessi scegliere, agli oggetti preferirei, sempre, un bel biglietto aereo, la promessa di una partenza, l’idea di un viaggio futuro a solleticarmi. Oppure, ça va sans dire, un giro in libreria, a riempire la slitta di Babbo Natale di libri da leggere.
E lo stesso auguro a voi, che la vostra lista dei regali di Natale sia piena di viaggi, e libri.
E se le storie invece che leggerle e basta aveste voglia anche di raccontarle? Lanciatevi. E’ sempre appagante, anche solo per se stessi, mettere le proprie esperienze nero su bianco, specie per quanto riguarda i propri viaggi, che siano giri intorno al mondo o anche solo la scoperta del weekend dietro l’angolo. Basta vincere l’iniziale ritrosia, anche e soprattutto nei confronti di se stessi, lasciarsi andare e non temere giudizi. A dirsi sembra facile! Ma che bisogna rompere il ghiaccio con se stessi l’ho capito proprio in occasione di una mattinata dedicata alla scrittura. Era un anno fa e partecipavo ad un laboratorio di scrittura su come “Raccontare la città”, in cui lo scrittore-architetto Gianni Biondillo, con la sua ironia, ci “svelava” un piccolo mantra: volete raccontare un luogo? Fatene una guida sentimentale.
Cofanetto Emozione3Ecco, se anche voi avete voglia di scrivere la vostra guida sentimentale (e non soltanto di leggere quelle degli altri!) e abitate a Roma e dintorni, ho un suggerimento per voi: fatevi regalare un “cofanetto”. Avete presente le “box” in cui potete scegliere quale esperienza provare? Non offrono solo cene, weekend alle terme o in agriturismo. Ho scovato ad esempio il cofanetto Mille Emozioni di Emozione3, che si dedica, tra le altre cose, a lezioni artistiche di vario tipo, dalla pittura alla scultura. Tra queste, anche la possibilità di seguire un minicorso di scrittura creativa. Lo propone l’associazione Il Tocco degli Angeli. Il buono contenuto nel cofanetto dà diritto a due lezioni per due persone, nella Capitale appunto. Un buono spunto per partire, la vostra pagina bianca è lì davanti a voi che vi aspetta!

Posso consigliarvi un libro? Fate un viaggio nella provincia americana con Olive Kitteridge di Elizabeth Strout

libri sull'AmericaCercate un libro che vi porti negli Stati Uniti? Ma non quelli rutilanti e metropolitani delle grandi città come New York. Qui si viaggia nella provincia, quella fatta di piccole comunità, dei loro legami e delle loro piccole grandi idiosincrasie. Qui si viaggia nel Maine, con Elizabeth Strout.
Eccolo infatti il libro della domenica che vi consiglio oggi. Uno dei libri sull’America che la tratteggiano davvero. E ve lo consiglio perchè a me ha fatto bene. Nel senso che faticavo, da un po’, a incontrare una storia che mi facesse immergere completamente e mi spingesse ad andare avanti, pagina dopo pagina, ad attendere il prossimo momento in cui potermi accoccolare con il libro in mano e leggere, ad avere voglia di sapere “cosa succede dopo”. Cosa che per me è fondamentale. Altrimenti, vuol dire che il libro non è fatto per me.
Olive Kitteridge invece ha funzionato. E certo! Dirà chi è esperto di letteratura. Il romanzo del Premio Pulitzer Elizabeth Strout è considerato un capolavoro. Ma io qui non voglio certamente annoiarvi con una recensione. Voglio solo condividere con voi quello che mi ha lasciato questa storia.
La storia dell’immaginato Crosby, un villaggio sulla Costa Atlantica del Maine, che sa di porto, di rocce sferzate dal vento, piccole botteghe, bar di pescatori e tavole calde di provincia. E delle persone che qui si muovono e si incontrano. E la sapete una cosa? Non so perchè, ma la prima cosa a cui mi ha fatto pensare è stata Gente di Dublino. Non che ci siano assonanze ma, lo sappiamo, lo stream of consciousness in fondo può lavorare a briglia libera anche così! Dalla Dublino del secolo scorso al Maine di oggi? Forse sì, perchè Olive Kitteridge (dal nome della protagonista, ex insegnante, la cui figura tiene insieme i tredici racconti del libro) svela un piccolo mondo in racconti, dipinge anime dolenti ed ognuna di loro, in un modo o nell’altro, cosciente o meno di ciò, ha la sua piccola grande epifania.

Ps: se siete curiosi, o se come me già avete letto e amato Olive Kitteridge, sappiate che il libro è diventato una mini serie Tv! Prodotta dalla Hbo, arriva in Italia, il 23 ed il 30 gennaio 2015 su Sky Cinema 1, alle 21.10. Ecco qualche anticipazione.

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Milano e Torino in sei mosse. La prima? Raccontarle leggendo

libri ambientati a MilanoChe ci posso fare? Milano, questa città che in tanti bistrattano, mi stupisce ancora e continua a farlo sempre! Non solo perchè prendendola con curiosità e spirito d’osservazione ne ho scoperti angoli e storie che prima ignoravo, ma anche perchè da quando scrivo questo blog, e cerco storie da raccontarvi e condividere, c’è come una calamita virtuosa, che attrae verso di me curiosità e progetti originali. Fatti per raccontare Milano, anche in una sorta di nuovo turismo culturale. E molti hanno a che fare con i libri. Un bel biglietto da visita in preparazione di Expo 2015 vero?

Come il progetto che parte oggi e che ho scoperto – anche questo – per caso, grazie a Twitter (ancora una volta dico: viva i social!)

Ed ecco quindi un altro instant post, ovvero info veloci su eventi molto prossimi!

L’appuntamento è infatti già per stasera, e si chiama Milano-Torino in 6 mosse. Dopo eventi come MiTo dedicato alla musica, eccone un altro che unisce in un filo ideale le due città! Sarà che l’alta velocità che corre tra una e l’altra lo ha stretto ancor di più?
In ogni caso, l’idea mi piace davvero tanto. Un ciclo di sei incontri per raccontare, con altrettanti voci e punti di vista, le due città. Lo hanno creato il Circolo dei Lettori di Torino e Open More than Books a Milano. Io qui sono partita a parlarvi di Milano perchè è dove vivo ma ovviamente l’appuntamento vale anche a Torino!

librerie Milano
Cos’è Milano-Torino in 6 mosse? Un dialogo per scoprire le due città attraverso il live tweeting tra gli ospiti presenti nei due appuntamenti in contemporanea, per tracciare una mappa ideale della città viaggiando sia sui social media (l’hashtag sarà #mito6mosse) che attraverso letture, fotografie, video e romanzi.
E proprio di libri, comunque di storie, si parla stasera. Il primo appuntamento si chiama infatti Milano_Torino DA LEGGERE: le città saranno raccontate attraverso la loro produzione letteraria, con due guide: a Torino (Circolo dei Lettori, via Bogino 9) lo scrittore e traduttore Giuseppe Culicchia, a Milano (Open More than Books, via Monte Nero 6) la scrittrice, blogger ed esperta di linguaggi televisivi Violetta Bellocchio.

E dopo i libri?
Ecco i prossimi cinque appuntamenti, intanto io ci farò un salto stasera e porterò qualcosa da leggere, vi racconterò!

Mi_To da GUSTARE | 15 ottobre, ore 20Milano: Anna Prandoni _ Torino: Luca Iaccarino

Mi_To da PASSEGGIARE | 29 ottobre, ore 20Milano: Davide Ciccarese _Torino: Tiziano Fratus

Mi_To da ASCOLTARE | 12 novembre, ore 20Milano: Andrea Rock _Torino: Fabrizio Vespa

Mi_To da INCONTRARE | 26 novembre, ore 20Milano: Annarita Briganti _Torino: Luca Ferrua

Mi_To da VIAGGIARE | 10 dicembre, ore 18Milano: Andrea Dusio _Torino: Edoardo Bergamin
Un incontro reale e virtuale che comincerà dalla stazione Porta Nuova di Torino e da Milano Centrale (ore 18) per una insolita passeggiata di un’ora e poi un aperitivo rispettivamente al Circolo dei lettori e all’Open.

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Un viaggio lungo un secolo, quello dei fotoreporter. L’incontro con Mario Dondero

LO scattoumanoOggi vi racconto di uno degli incontri a cui ho assistito all’ultimo Festivaletteratura di Mantova, anzi, l’incontro che ha chiuso la mia due giorni passata ad arricchirmi di spunti, storie, energia.
Ci sono persone che non mi stancherei mai di stare ad ascoltare. Perchè raccontano di terre (spesso) lontane, di incontri fortuiti e fortunati, di polvere nelle scarpe. Oppure, anche quando i loro ricordi rimangono vicini, magari in città ben conosciute, sono tagliati da angolature inedite per noi, da uno sguardo esperto, quello dell’occhio, e della macchina fotografica. Sono così i grandi fotografi, ed in particolare una categoria di questi, i fotogiornalisti, ed io quasi una settimana fa, a Mantova, ho avuto la fortuna di ascoltarne uno, Mario Dondero.

Uno che ha fermato con l’obiettivo conflitti, cambiamenti sociali, scene artistiche e culturali (dalla guerra algero-marocchina alla Sorbona occupata, alle genti del Mali). Scegliendo di fare il fotoreporter “perchè vedevo che si poteva raccontare di più con la macchina fotografica che con le sole parole”, ha detto ad una platea folta, affascinata e silenziosa che ha riempito lo splendido Teatro Bibiena della città.

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