Fumetti e viandanti: un (insolito) viaggio letterario in Israele

libri viaggio in Israele
Gerusalemme, quartiere ebraico, credits: goisrael.it

Una terra che a definirla complessa si rischia di risultare quasi banali.

Una terra spesso appesa al filo della cronaca (lo è stata anche proprio all’inizio di quest’anno) ma non per questo meno affascinante. E’ Israele, con la miscela di Tel Aviv tra tradizione e movida mediterranea, la sacralità di Gerusalemme che pure ora ha deciso di mostrare anche il suo volto più moderno e vivace, e poi la natura, il Mar Morto, ovviamente i luoghi simbolo della religiosità, i misteri di “dove tutto nacque”. E’ forse “colpa” proprio di questa sua essenza sfaccettata se per me è quasi una destinazione magnetica che spero davvero di poter visitare presto. E voi, ci siete stati? Che sensazioni vi ha lasciato?#GoIsrael #Tbnet

E, soprattutto, cosa avete letto prima di partire per saggiare un po’ questa sua atmosfera così particolare?
Quando ho cominciato a curiosare su quali libri leggere prima di un viaggio in Israele, ho capito subito una cosa: un Paese così complesso è necessariamente raccontato in maniera altrettanto multiforme. C’è la questione arabo-israeliana, ci sono le tematiche religiose, l’attualità politica, la storia di uno Stato antichissimo eppur giovane. E poi c’è la vita di tutti i giorni. E io non sono un’esperta. Per cui la mia idea è stata questa: darvi qualche pillola, qualche suggerimento per “leggere” Israele in maniera insolita.
Senza dimenticare, ovviamente, che a raccontarci Israele ci sono in primo luogo i suoi grandi scrittori: Amos Oz, Abraham B. Yehoshua, David Grossman, Etgar Keret, Sayed Kashua.

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Dal Rijksmuseum di Amsterdam: disegnate per tornare a meravigliarvi (e poi ci sono gli Urban Sketchers)

 

il Rijksmuseum Amsterdam
Rijksmuseum – 2014 – credits John Lewis Marshall

“You see more when you draw”

Per la maggior parte di noi, la foto è immediatezza, illusione di fermare un momento, è tutto e subito, è, appunto, scatto. Disegnare invece ti costringe maggiormente a prenderti il tuo tempo, scrutare il dettaglio, tornare indietro, se necessario, allenare la mano. E farlo può portarti, forse, a sentire con più intensità il momento. C’è un posto che ci crede fortemente, e che nel frullatore di smartphone e selfie, scatti mordi e fuggi e condvisioni social in tempo reale, ha deciso di andare controcorrente e di invitare i suoi visitatori a fare qualcosa di apparentemente fuori moda: disegnare!
Forse la notizia l’avrete letta: il rinnovato Rijksmuseum di Amsterdam ha lanciato #startdrawing, una campagna per diffondere la bellezza di carta e matita. Con lo smartphone in mano “i visitatori si distraggono facilmente e non riescono a godere davvero della bellezza, della magia e della meraviglia. Tutti sappiamo disegnare, quando siamo bambini non c’è nulla che ci piaccia fare di più. Poi però cresciamo, e veniamo portati a scrivere, parlare, pensare razionalmente. Ma possiamo tornare a disegnare!”.

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Memoria indifferente: uno spettacolo dà voce alle donne partigiane della Resistenza

L'Officina generale dei tram Atm a Milano
L’Officina generale dei tram Atm a Milano

Ricomincio da Milano.

Sì, lo so che parlava di Milano anche l’ultimo articolo pubblicato venerdì. Ma ho deciso di ripartire da Milano perché questo è stato il teatro di un’esperienza che vi voglio raccontare, a partire da un luogo molto particolare. Non ha a che fare direttamente con i libri, ma con la narrazione sì, e anche con il viaggio, un viaggio che sa di Appennino e di cascine, ma anche e soprattutto di un passato che abbiamo il dovere di ricordare.
Succede che un sabato sera la mia amica Roberta mi invita ad uno spettacolo, speciale fin dalla sua location. E’ l’Officina generale e deposito Atm, sigla che a Milano indica la società dei trasporti pubblici, e infatti questo luogo è un gioiello della Milano (post) industriale a due passi da casa nostra. Una cittadella affascinante di binari e vetrate, di ampie volte e macchinari, di ferro e fuliggine, che a volte diventa teatro di eventi particolari. Come quello che ho la fortuna di vivere quel sabato sera. Continue reading “Memoria indifferente: uno spettacolo dà voce alle donne partigiane della Resistenza”

In viaggio sul Gange. Un sogno? Intanto ecco il caleidoscopio India raccontato nei libri

viaggio in India tour operator India ViaggiGiovani
dal sito di ViaggiGiovani.it

Un viaggio in India. Riuscirò a farlo prima o poi?

Non lo so. Di sicuro è una di quelle esperienze da preparare per bene, e non sto parlando del bagaglio. O, quanto meno, non di quello che chiudi in una valigia. E’ un viaggio, mi sono sempre detta, da preparare a lungo con lo spirito, prima di sentirsi in grado di affrontarlo.
Perchè ho pensato all’India? Perchè sono tornata a curiosare tra le pagine di ViaggiGiovani.it, ricordate? Il tour operator social (suo l’hashtag #nomadimoderni) e comunicatore di cui vi avevo parlato qualche tempo fa. Avevo intercettato le loro news in Rete e una illustrava proprio il prossimo viaggio in programma. L’India del Gange, il Nord del Paese, su luoghi mitici, da Jaipur alla città sacra di Varanasi, fino ovviamente al Taj Mahal. Un sogno, che chissà se riuscirò mai a realizzare. Intanto posso fare quello che faccio in questi casi, cioè iniziare a viaggiare con le storie.

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Diario di viaggio in Argentina: quando l’emozione si racconta a fumetti

viaggio in Argentina
Luca, Elisa e il piccolo Manina in Argentina

Le emozioni di un viaggio si possono raccontare anche con una matita in mano?

Credo proprio di sì. E ne nascono dei reportage per immagini, dei libri di viaggio a fumetti. Come quello di cui vi racconto oggi, che si è guadagnato i miei sospiri già solo per la meta, da mito, meravigliosa: l’Argentina!
Oggi ospito infatti Luca “Golix” Golinelli. Oltre che su Mi Prendo e Mi Porto Via, il travel blog scritto a quattro mani con la compagnia di vita e di viaggi Elisa Paterlini (li avevamo già incontrati un po’ di tempo fa, quandi ci hanno raccontato i loro libri di viaggio preferiti), lo potete trovare sul suo blog personale e su quello di Dillo con un Fumetto. E’ il nuovo progetto professionale a cui Luca ha dato vita quest’anno. Ti stai chiedendo come funziona? Esattamente come promette il titolo: hai qualcosa da dire a qualcuno e non sai come farlo, spiega la tua idea a Luca e lui te la tradurrà in fumetto. Ringraziamenti, compleanni, viaggi d’amore e, perchè no? Viaggi.

Come ha fatto lui. E’ infatti un diario di viaggio a fumetti che racconta l’avventura in Argentina nell’estate 2014. Partiti da Buenos Aires, Luca, Elisa e il piccolo Sebastiano (per tutti Manina!) hanno percorso oltre 3mila km fino ad arrivare alle Ande del Nord. Un viaggio nel mito di 26 giorni, raccontati ciascuno in un fumetto che Luca pubblicava dal vivo alla fine di ogni giornata di viaggio. Dal mercato artigianale di San Telmo a Buenos Aires al primo incontro di Manina con un lama, dal brivido del tassista alla commozione con le madri di Plaza de Mayo. Entusiasmi, timori, scoperte. E che una volta tornato a casa ha deciso di raccogliere in una pubblicazione che potete trovare sul suo blog. E leggere liberamente. Sì, perchè Luca ha deciso di condividere con tutti il suo racconto di viaggio a fumetti, chiedendo in cambio un’unica cosa (in pieno spirito social): che voi lo condividiate a vostra volta su Facebook o Twitter.

Ecco la pagina numero uno del fumetto "Viaggio in Argentina", andate a scaricarlo per leggerlo tutto!
Ecco la pagina numero uno del fumetto “Viaggio in Argentina”, andate a scaricarlo per leggerlo tutto!

Com’è andata e cosa si è portato a casa, Luca, da questo viaggio? Ce lo facciamo raccontare proprio da lui. Buona lettura!

Ci racconti un po’ com’è andato questo viaggio in Argentina e cosa vi ha lasciato nel cuore?

Quello in Argentina è stato un vero e proprio Viaggio, con la “V” maiuscola. 26 giorni e più di 3000 km percorsi in mille scenari diversi che continuavano a cambiare in maniera strabiliante, da Buenos Aires fino a Mendoza ai piedi delle Ande e poi su, verso nord, lungo la mitica ruta 40 fino alla provincia di Salta, nei pressi della Bolivia. Ci sono stati parecchi momenti di stupore ed esaltazione ed altri, pochi, di panico e sconforto. Insomma tutti gli ingredienti necessari per vivere un’avventura. L’Argentina ci ha lasciato tanto negli occhi e ancor più nel cuore. Oltre alle meraviglie paesaggistiche, un’umanità e una ospitalità pazzesche che hanno trovato la loro massima esaltazione nel rapporto degli argentini con “Manina”, il nostro piccolo bimbo che proprio durante il viaggio ha compiuto la bellezza di 13 mesi”.

Come sceglievi giorno per giorno cosa raccontare con la tua matita?

Non ero io che sceglievo, ma il viaggio. Quando intraprendi un’avventura del genere sei sicuro che gli argomenti non mancheranno”.

Come facevi a capire che quello sarebbe stato il “tuo” fumetto?

A viaggio concluso ognuno di noi ha qualcosa che serberà per sempre nella memoria, no? Ecco sono proprio quei momenti che io ho impresso sulla pagina della mia moleskine, nero su bianco. Quando sei disperso tra le montagne e il radiatore dell’auto si rompe e dal nulla sbucano due tizi che con una camera d’aria di una moto, del fil di ferro e poco più ti rimettono in strada capisci che quello sul tuo fumetto ci finirà alla grande. E quando scopri che la bevanda più cool tra i giovani argentini è Coca-cola & Fernet Branca sai già che ci finirà pure quello. Insomma il “problema” è che ogni cosa è potenzialmente un fumetto!

Come prendevi “appunti”: taccuini, fogli volanti, appunti nella tua mente…?

E’ stata la prima esperienza di fumetto in viaggio, ed è stata un’ottima scuola per capire dove migliorare. I disegni li ho realizzati ogni sera, dedicando circa un’ora mentre la famiglia dormiva. Un po’ di appunti cartacei, ma soprattutto parecchi mentali. Penso che nel prossimo viaggio invertirò la tendenza, portandomi appresso un piccolo taccuino dove segnare tutto perché a volte accadono situazioni talmente rapide che se non sei pronto a fermarle sulla carta se ne volano via, per sempre”.

Cosa puoi raccontare con un disegno che secondo te invece non si riesce a trasmettere appieno con le parole?

Sinceramente non saprei dirtelo. Disegno da sempre ed è il mio mezzo di espressione preferito e che mi risulta più naturale. A volte mi accorgo di pensare “fumettato”. Penso che il fumetto sia più diretto, più semplice e a volte più coinvolgente. Ha la capacità di riuscire a parlare e farsi capire davvero da tutti”.

E ora: prossimo viaggio e prossimo fumetto?

Siamo ancora in fase di programmazione e una meta certa ancora non la sappiamo. Estremo Oriente? Chissà. Però di sicuro posso dirti che insieme al mio amico videomaker Denis Strickner partiremo per Lucca Comics dove trascorreremo quattro – pazzi – giorni disegnando fumetti e girando video per documentare ciò che accade durante il più importante festival della nona arte italiano. Ci sarà da divertirsi!”.

 

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C’è chi i viaggi li disegna: vi presento Gud e i suoi fumetti

Se vi dico viaCorto Maltese disegnato da Gudggi e fumetti cosa vi viene in mente? Beh, a me sicuramente Lucca, è stata proprio l’anno scorso la mia “prima volta” al celebre Lucca Comics, un evento travolgente che mi ha fatto vivere la città in un turbinio colorato ed allegro di personaggi ed appassionati e mi ha fatto conoscere anche autori come Guy Delisle, lui sì davvero legato a doppio filo al reportage di viaggio fatto con tratto di penna e disegni.
Ma naturalmente se penso a viaggi e fumetti c’è anche una Capitale che in Europa ne è regina indiscussa, Bruxelles ovviamente. Da Tintin ai Puffi a Lucky Luke, giusto per citare i più nazional-popolari, le matite belghe sono state prolifiche e hanno conquistato il mondo, Tanto che in città potete scegliere di visitare Bruxelles seguendone le orme, nei percorsi tra murales, al Centro del Fumetto belga, alla libreria Bruesel.

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Come si vive in Europa? Roma, Parigi e Berlino raccontate a fumetti

graphic novel a Berlino
La prima tavola di Aiuto! Hilfe! di Manuele Fior

L’Europa al tempo della crisi, ma raccontata attraverso una lente particolare, quella del fumetto. E da tre punti d’osservazione privilegiati: Parigi, la Ville Lumiere sempre fascinosa se vista (solo) con gli occhi del turista), Berlino, la nuova Mecca dei giovani e a capo della locomotiva d’Europa. E poi la nostra Roma, capitale di un Paese in affanno.Vi piacerebbe che qualcuno vi raccontasse a disegni come si vive oggi in queste tre città?

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Un omaggio a fumetti per il grande Tiziano Terzani: ce lo racconta l’autrice

libro Terzani

“In fondo se sai cosa cerchi, non troverai mai quello che cerchi, e magari è giusto la cosa che conta”

Se avete amato i libri di Tiziano Terzani, provate a guardare come la sua vita intensa è diventata disegno. Sì, proprio disegno, tratto di acquerello, matita, qualche vignetta. E’ ciò che ha fatto la pittrice Silvia Rocchi con L’esistenza delle formiche, un libro pubblicato da Becco Giallo, bella casa editrice di storie illustrate e graphic novel sensibile ai temi sociali e d’attualità!
Diciamo subito quello che questo libro non è: non è una biografia, è invece un racconto di suggestioni. Non ha il dettaglio del documentario, ma l’evocazione dei sentimenti, che siano le tinte cupe dei capitoli sulle guerre o quelle color pastello dei viaggi successivi, lo sguardo quasi onirico ma su spunti ben concreti.
Disegni e parole, quelle di Terzani, che in stampatello in mezzo alle pagine a volte bianche sembrano leggere, e invece sono pesanti quando raccontano di guerre. E così infatti i fogli si aprono con Saigon e Phnom Pehn, colori cupi e tratti laceranti, una Guernica d’Oriente. E poi gli altri viaggi, i volti, i luoghi, l’incontro con un indovino a Hong Kong, nel 1976, che gli predisse il rischio di morire in volo nel 1993, così da dicembre 1992 via ad attraversare l’Asia senza alzarsi da terra (o dal mare): Laos, Birmania, Thailandia, Singapore, Cambogia, Vietnam…

Tante storie da raccontare. Per riuscire a dare anima al meglio al grande giornalista e scrittore, per diverso tempo Silvia si è immersa nello studio, i libri dello stesso Terzani ma non solo. E sono davvero contenta che qui ci racconti che personaggio ha scoperto, e come ha fatto a trasferirlo nella sua pittura. Mettetevi comodi e partiamo.

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Guy Delisle in mostra: e i viaggi a fumetti entrano nella mia wish list!

Guy Delisle

Esiste la definizione “graphic travel journalism”? Non ne sono sicura, quel che è certo è che, qualche settimana fa, mi è capitato di osservare qualcosa a cui calzerebbe a pennello. Intendiamoci, per me è stata una piacevole scoperta perché non mi sono mai lasciata andare (finora!) al mondo del fumetto, quindi non me ne vogliano i cultori del genere se oggi vi racconterò, con lo stupore del principiante, di lui, di Guy Delisle, autore canadese di graphic novel.

I fatti: all’inizio di novembre è andata in scena, come sempre, Lucca Comics & Games ed io ci sono andata per la prima volta (scoprendo un mondo affascinante, ma questa è un’altra storia e qualcosa l’ho raccolta già qui). Non solo cosplayer e padiglioni: il fumetto era anche protagonista di una bella serie di mostre allestite a Palazzo Ducale. Tra queste, ce n’era una dedicata a Guy Delisle, con le sue tavole che raccontano il mondo. Fumetti, sì, graphic journalism, ma fortemente intriso di reportage. Perché Delisle, fumettista (ma non vi pare un po’ troppo understatement definire così questi artisti?) canadese nato a Quebec City nel 1966, ha girato l’Oriente: Cina, Corea del Nord, Birmania (ma anche Israele) e lo ha disegnato raccontando delle storie.

Quello che mi ha colpito? E’ che Delisle in quei luoghi non ci è andato con il compito di fare del giornalismo. Non è arrivato lì su contratto di un giornale o di un altro mezzo di informazione. Ci si è trovato per altro. Dopo aver studiato animazione presso lo Sheridan College di Oakville, Delisle ha lavorato per diversi studi in Canada, Germania, Francia, Cina e Corea del Nord, fra cui CinéGroup di Montreal. E proprio il suo lavoro di supervisore lo porta in Asia e la raccontera’ in due graphic novel/reportage, Shenzen e Pyongyang, pubblicati in Francia dalla casa editrice indipendente L’Association. In Birmania e Israele, invece, ci va per seguire la compagnia, amministratrice di Medici senza Frontiere. Nasceranno Cronache Birmane e Cronache di Gerusalemme.

Forse è per questo che le sue tavole sembrano in bilico tra l’inchiesta e la storia intima, il reportage e il racconto ironico. “Un giornalismo con le mani in tasca”: così lo definisce in una bella intervista rilasciata ad Andrea Coccia per Linkiesta proprio da Lucca, dove tratteggia la sua “poetica” e racconta come prendono forma le sue storie.

Vita quotidiana e attualità politica, curiosità da straniero e usi e costumi locali: esce un po’ di tutto dalla matita di Guy Delisle, compresa qualche “massima” di viaggio (e fumetti) da fare nostra. Una bella mostra che siamo stati fortunati a vedere a Lucca ma che, ahimè, non si ripeterà a breve. E’ stato lui stesso a confermarmelo (rispondendo in modo fulmineo, con mio gran stupore, ad una e-mail , certo non cosi’ in fretta!) che – testuali parole – le sue tavole son tornate a casa con lui e che non sono previsti nuovi allestimenti. Speriamo cambi idea. Io intanto vi regalo qualche scatto preso a Lucca, buona visione!

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La mia prima Lucca Comics & Games: sulla fantasia ed altri viaggi

Grazie alle Edizioni Bd per questa massima di vita!
Grazie alle Edizioni Bd per questa massima di vita!

Con questo post oggi esco un po’ fuori tema, ma neanche troppo in realtà. Perché vi voglio parlare di storie a fumetti, e questi cos’altro sono se non sempre viaggi, pur di fantasia, verso altri mondi? Oppure verso nuovi modi di raccontare il nostro quotidiano.

Ho assaggiato entrambi nel fine settimana che si è appena chiuso, perché per la prima volta sono stata a Lucca Comics & Games, un debutto assoluto per me che non sono esperta di fumetti e graphic novel ma mi sono lasciata contagiare in tempo zero da cosplay, colori, personaggi ed atmosfera festosa.
Se avessi saputo che era cosi coinvolgente ci sarei andata già qualche anno prima! Una manciata di giorni di iniezione di buonumore, fantasia a briglie sciolte, penne e matite talentuose e la scoperta del dietro le quinte di un mondo affascinante a colpi di china.
Ma non di soli viaggi di fantasia è stata la mia Lucca. Sono almeno tre le scoperte espressamente legate ai viaggi, quelli geografici, che mi porto a casa da questo Lucca Comics & Games 2013 e che vi racconterò nel dettaglio nei prossimi giorni.

Terzani
La prima è un libro, “L’esistenza delle formiche“, la biografia a fumetti di un grande viaggiatore, Tiziano Terzani, realizzata da Silvia Rocchi per una casa editrice di graphic novel che ho conosciuto qualche anno fa e che mi piace sempre più, Becco Giallo.
delisleLa seconda è un autore, Guy Delisle, graphic journalist canadese con la vita in viaggio: nelle sue tavole ha raccontato la Cina, la Birmania, la Corea del Nord e Israele ed a Lucca Comics ho potuto ammirare alcuni dei suoi lavori in mostra a Palazzo Ducale. Che presto vi farò vedere!
La terza, infine, non so neanche come definirla.

Hugo Pratt

La parola cool che piace tanto oggi è performance, loro l’hanno chiamato Concert de dessin, per noi in platea è stata una magia dal sapore cinematografico: un evento dedicato alla biografia di Hugo Pratt, raccontata per immagini dal vivo dal disegnatore Paolo Cossi su un rotolo di carta lungo otto metri , accompagnato dalla chitarra di Jan Caberlotto. Disegno e musica a viaggiare insieme, a tratti accompagnandosi a volte sfidandosi, in onore del creatore di Corto Maltese.
Se anche voi siete stati a Lucca Comics vi va di raccontarmi le vostre esperienze?

Io intanto vi lascio con alcuni scatti che raccontano cosa è stata, per me, la mia prima #luccacg13 (con questo hashtag su Twitter potete rileggervi un po’ di cose scritte in giro sull’evento)

La mia Lucca Comics & Games, qualche scatto

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