Oxford sulle tracce di John le Carré, Tolkien e Alice in Wonderland

John le Carré, credits www.bodleian.ox.ac.uk

È universalmente considerato il maestro della spy-story (un titolo tra tutti: La spia che venne dal freddo) e la sua vita stessa è stata molto vicina ai romanzi che l’hanno incoronato re del genere in tutto il mondo: parliamo naturalmente di John le Carré, alias David Cornwell (questo il suo vero nome), scrittore britannico mancato il 12 dicembre 2020 e che ora viene celebrato con gli onori di una mostra a lui dedicata a Oxford, in un luogo che gli è stato molto caro.

Il “mestiere” della spia

Occasione ghiotta per gli appassionati di storie di spionaggio ma soprattutto per chi desidera immergersi nella vita dello scrittore. “John le Carré: Tradecraft” ha aperto l’1 ottobre alla Bodleian Library di Oxford e si potrà visitare – a ingresso gratuito – fino al 6 aprile dell’anno prossimo.

La mostra attinge al vasto archivio di John le Carré conservato presso le Bodleian Libraries, che sarà esposto al pubblico per la prima volta. Immaginate oltre 1.200 scatole di materiale, che raccolgono l’intera esistenza e carriera dello scrittore, dai suoi anni da studente al Lincoln College di Oxford alle bozze scritte fin nelle sue ultime settimane di vita. Da questo immenso patrimonio è scaturita dunque un’esposizione che regalerà uno sguardo unico sui metodi di lavoro dello scrittore che ha plasmato il moderno romanzo di spionaggio.

Nato nel 1931 a Poole, nel Dorset, e morto in Cornovaglia nel 2020, David Cornwell aveva insegnato all’Eton College prima di entrare come funzionario al Foreign Office, il ministero degli Esteri britannico, nel 1959, incarico che lo portò in Germania, prima all’ambasciata a Bonn e poi al consolato di Amburgo come consigliere politico. E fu proprio in questi anni che venne reclutato dai servizi segreti MI6. Ecco quindi che la sua esperienza personale al Secret Intelligence Service divenne un ricco serbatoio da cui attingere storie per i suoi romanzi in perfetto clima da Guerra Fredda (il primo, Chiamata per il morto, è del 1961). Anzi, pare che la sua carriera da agente segreto venne interrotta da un “collega” doppiogiochista in forze al Kgb sovietico che ne fece saltare la copertura. Qualche anno dopo la vicenda avrebbe ispirato La talpa e la trama guidata dal protagonista George Smiley, agente del controspionaggio inglese.

Curata dal Professor Federico Varese, collaboratore e amico di le Carré, e dalla Dott.ssa Jessica Douthwaite, con il supporto della famiglia dello scrittore, “John le Carré: Tradecraft” offre un ritratto multiforme della vita e del processo creativo dell’autore.

Cosa si potrà ammirare in mostra? Certamente i manoscritti di famosissimi romanzi come Tinker Tailor Soldier Spy (La talpa)The Constant Gardener (Il giardiniere tenace), e The Little Drummer Girl (La Tamburina), e poi bozze, saggi e adattamenti, corrispondenza personale, fotografie di famiglia, schizzi e acquerelli originali; e ancora lettere indirizzate agli amici e agli ammiratori.

Il titolo della mostra gioca con il termine “tradecraft”: è una parola che lo stesso le Carré usava per descrivere le tecniche di spionaggio, ma potrebbe anche essere applicato alla sua abilità di scrittore e commentatore sociale.

La mostra vuole considerare e raccontare le Carré innanzitutto come uno scrittore che ha lavorato brevemente come spia, piuttosto che come una spia che è diventata scrittore, distinzione sottile ma al tempo stesso molto significativa.

Cimelio dopo cimelio ci si potrà immergere nella sua visione, scoprendo come abbia raccolto materiali e informazioni, studiato luoghi e situazioni e creato storie e personaggi diventati iconici come George Smiley e Karla.

E sarà interessante anche scoprire aspetti della sua personalità e del suo modo di vivere le cose, anche con ironia e sarcasmo, come nella nota scritta a mano prima che il suo passato nei servizi segreti venisse pubblicamente alla luce, e che recita così:

“Why do people want me to have views about spying? If I wrote about love, or cowboys, even sex, people would take it that this was my interest and therefore I made up stories about it.”

( “Perché la gente vuole che io abbia opinioni sullo spionaggio? Se scrivessi d’amore, o di cowboy, o persino di sesso, la gente penserebbe che questo fosse il mio interesse e quindi inventerei storie al riguardo”).

Il suo approccio era infatti puntuale e rigoroso: armato solo di penna e taccuino, annotava scrupolosamente ciò che gli veniva raccontato dai tanti interlocutori che interpellava, collaborava con giornalisti, accademici, agenti dell’intelligence. E il suo sguardo non si era fermato allo spionaggio, ma aveva proseguito nell’esplorare anche tematiche come la lotta al terrorismo, la corruzione politica, certe pratiche immorali dell’industria e dei poteri forti.

Curiosità: in mostra è esposta anche una lettera indirizzata da Alec Guinness allo scrittore all’inizio della loro corrispondenza ventennale. Mettendo in dubbio la sua idoneità a interpretare George Smiley nel primo adattamento televisivo di un romanzo di le Carré, Guinness sottolineò che “non era proprio paffuto e con il doppio mento”. Tuttavia, Le Carré lo convinse invece ad accettare il ruolo, segnando il primo di molti adattamenti dell’universo di Smiley.

A spiegare il profondo legame di le Carré con l’Università di Oxford e in particolare con la Bodleian Library è stato Nick Harkaway, autore e figlio dello scrittore:

Oxford accolse mio padre quando era disperato e voleva sfuggire all’influenza maligna del suo stesso padre, e gli tenne casa quando non se lo poté permettere. La Bodleian Library era il suo rifugio allora e la sua scelta per il suo archivio ora. È come un ritorno a casa”.

L’archivio di John le Carrè è stato interamente catalogato ed è accessibile sia alla Weston Library che online.

Biblioteche da visitare a Oxford

  • Le Bodleian Libraries dell’Università di Oxford costituiscono il più grande sistema bibliotecario universitario del Regno Unito. Comprende la principale biblioteca universitaria, la Bodleian Library, che è stata una biblioteca di deposito legale per 400 anni, e 26 biblioteche sparse per Oxford, tra cui importanti biblioteche di ricerca e biblioteche di facoltà, dipartimenti e istituti. Complessivamente, le Biblioteche custodiscono oltre 13 milioni di documenti stampati, oltre 80.000 riviste elettroniche e collezioni speciali di grande valore, tra cui libri e manoscritti rari, papiri classici, mappe, musica, arte e materiale effimero stampato.
  • Un patrimonio ricchissimo le cui collezioni si possono esplorare anche online a questo indirizzo: digital.bodleian.ox.ac.uk
  • Radcliffe Camera, Weston Library e Bodleian Old Library sono dunque le biblioteche forse più rappresentative della città. La Bodleian Library, in particolare, è una delle più antiche d’Europa e magari molti di voi avranno la sensazione di averla già vista: è stata infatti set dei film della saga di Harry Potter. Aperta agli studiosi nel 1602 da Sir Thomas Bodley, incorpora una biblioteca più antica risalente al XV secolo. La biblioteca conta tre sale di lettura e propone diversi tour guidati.
  • È visitabile anche la Weston Library, come pure le mostre periodiche che vengono organizzate e che permettono di scoprirne da vicino il ricchissimo patrimonio.
  • Anche la Divinity School può essere visitata da tutti: si tratta di un tesoro gotico del XIV secolo ed è la più antica aula dell’università, apparsa anche in numerosi film (compresa la saga di Harry Potter).

Scrittori fantastici… e dove trovarli

Uno dei centri culturali ed universitari più celebri di Gran Bretagna dunque mescola studio e immaginario collettivo, letteratura e cinema, e più di una curiosità.

Le sale della Bodleian hanno visto avvicendarsi monarchi, politici importanti, vincitori di premi Nobel e grandi scrittori, tra i quali Oscar Wilde e due re del fantasy, C.S. Lewis e J.R.R. Tolkien.

Lo sapevate che entrambi vissero e lavorarono a Oxford? Ci piace pensare che anche tra queste antiche e prestigiose mura siano nati capolavori come Le cronache di Narnia e Il signore degli anelli … oppure al pub!

Entrambi infatti erano di casa a The Eagle and Child: aperto fin dal 1650, era anche la sede di un informale circolo letterario tra gli anni Trenta e Quaranta, chiamato The Inklings.

Dev’esserci stato qualcosa nell’aria di Oxford affinché tra queste austere sale accademiche fiorissero non solo numeri e codici ma anche celebri mondi onirici.

Ebbene sì, oltre a Narnia e alla Terra di Mezzo, è nata qui anche la Wonderland. Per la precisione, dalle parti di uno dei quarantaquattro college cittadini, il Christ Church College.

Qui aveva studiato ed era poi diventato professore di matematica Charles Dodgson, ovvero Lewis Carroll. Un giorno di luglio del 1862, durante una gita in barca sul Tamigi, inventò le prime storie di una bambina chiamata Alice, per intrattenere Lorina, Edith e, appunto Alice Liddell, le figlie del preside. Ed ecco prendere vita il Bianconiglio, la Regina di Cuori, il Cappellaio Matto… tutto il mondo di Alice nel Paese delle meraviglie. O così narra la leggenda. Ma non ci vogliamo credere perché, come insegna anche il maestro le Carrè, da cui siamo partiti per questo tour nella Oxford letteraria, spesso vita e romanzo non fanno che fondersi, e confondersi.

Mariangela Traficante

Benvenuti! Se volete diventare turisti letterari e vi piacciono anche i libri di viaggio, eccomi qui. Sono Mariangela, giornalista e blogger, e abbiamo una passione in comune: viaggiare con un libro in mano, ma non solo! Vi racconto di luoghi di libri e di scrittori. Provo a consigliarvi cosa leggere prima di partire, e a lasciarvi ispirare da un libro di viaggio, da un racconto e, perché no, anche a scrivere il vostro!

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