In viaggio con i libri: ecco due festival per sognare di partire

che libro mi porto turismo letterario

Avete letto quali sono i festival letterari di settembre in Italia? Avete scoperto cosa fanno a Bergamo e Piacenza per far parlare i libri? Bene, come vi preannunciavo è tempo di segnalarvi due nuovi festival.

Uno inizierà domani a Roma, l’altro è in corso a Lecco fino a novembre. Cosa hanno in comune? Sono perfetti per chi ama viaggiare! Oltre, naturalmente, a condividere un altro grande pregio degli eventi di questo tipo: spingerci a scoprire angoli più o meno conosciuti delle nostre città in modo insolito.

Il Festival della Letteratura di Viaggio a Roma

Prendiamo il Festival della Letteratura di Viaggio di Roma, per esempio. La nuova edizione parte giovedì 22 settembre (fino al 25) nella suggestiva Villa Celimontana, a Palazzo Mattei, che è la sede storica della Società Geografica Italiana. Nei giorni della rassegna si trasforma in una sorta di casa del viaggio, accogliendo la maggior parte degli eventi previsti sul palco allestito all’aperto.
L’edizione 2016 si snoderà tra incontri, laboratori, proiezioni, letture, visite guidate, installazioni, una libreria e un caffè letterario.

Tra gli ospiti Zerocalcare, Paolo Rumiz, Mauro Covacich, Bruno Arpaia, Giuseppe Cederna. Quattro mostre saranno dedicate alle isole: Azzorre, Papua Nuova Guinea, Malta, Giappone. Per celebrare Matera Capitale Europea per la Cultura 2019, una mostra di acquerelli sulla Basilicata.
Un altro Paese ospite di questa edizione è l’Estonia, protagonista di un incontro che chiuderà la prima giornata del Festival e che ci porterà sulle tracce di figure mitiche e luoghi leggendari. Uno degli appuntamenti più attesi è il premio per il Reportage intitolato al grande Ryszard Kapuściński. E ci sarà anche una passeggiata alla scoperta dei luoghi di Shakespeare a RomaTrovate tutto il programma qui.

Immagimondo e i viaggiatori a Lecco

Un festival lungo due mesi dedicato ai viaggi, ai luoghi, alla scoperta delle culture è Immagimondo, in corso fino all’11 novembre a Lecco e dintorni e che vede protagonisti viaggiatori, scrittori, studiosi, fotografi, registi, musicisti. Parleranno di viaggi, si scambieranno idee, suggestioni, esperienze sul partire. In programma anche presentazioni di libri e filmati, documentari e reportage, mostre fotografiche, spettacoli, laboratori per adulti e bambini.

L’Iran sarà tra le destinazioni protagoniste, con scrittori di viaggio, fotografi, artisti che racconteranno di questo Paese affascinante e che torna ad aprirsi al mondo. Ci sarà anche una mostra fotografica alla Torre Viscontea di Lecco.
Momento importante del festival sarà proprio il weekend in arrivo, 24 e 25 settembre: le piazze del centro storico di Lecco si animeranno con i tavoli dei viaggiatori, esperti che condivideranno con il pubblico racconti e consigli di viaggio.
Il programma completo di Immagimondo lo trovate qui.

E voi conoscete altri festival, culturali, letterari, di viaggio, che vi piacerebbe segnalare? Potete farlo qui e arricchiremo insieme la mappa, che ne dite?

A caccia di festival letterari: eccone due dove i libri parlano ad alta voce

festival letterari in Italia

Preparatevi: l’autunno è ricco di festival letterari in Italia. Una buona notizia vero? Me ne sono resa conto mentre prendevo appunti per il blog. Eventi, incontri, iniziative: le prossime settimane ci sono diverse cose belle da mettere in agenda. Per questo ho deciso di dedicare questo e i prossimi post ai festival che stanno per arrivare. Partiamo oggi con due eventi che hanno qualcosa in comune: fanno parlare i libri ad alta voce!

Poi nei prossimi giorni vi racconterò i festival dedicati ai bambini e agli appassionati viaggiatori. Pronti a partire?

Il Festival del Libri Viventi

Appena ho scoperto questo festival non ho potuto fare a meno di pensare a un libro che ho letto un po’ di anni fa. E se continuerete a leggere capirete anche il perché. Il romanzo si chiama Il caso Jane Eyre, l’ha scritto l’inglese Jasper Fforde e in Italia lo trovate pubblicato da Marcos Y Marcos. L’ho raccontato in questo post, qui vi dico giusto un paio di cose: descrive un mondo parallelo in cui i libri sono un bene prezioso (mondo interessante vero?) e negli angoli delle strade potete imbattervi nei Will-Speak, ovvero distributori automatici che dispensano frammenti di opere shakesperiane per dieci penny. Dei juke box letterari insomma.

L’idea vi piace? Bene, sappiate che per due giorni, a Piacenza, i juke box letterari ci saranno davvero, ma saranno in carne e ossa e non dispenseranno (solo) drammi del Bardo.
L’evento si chiama Libri Viventi Festival, e si tiene il 23 e 24 settembre. Di cosa si tratta? Sei postazioni con altrettanti attori, pronti ad animarsi per raccontare nel tempo di una canzone l’estratto di un libro, dai classici ai contemporanei, dalla prosa alla poesia.

Come funzionerà? Grazie a una mappa si potrà scegliere il proprio “viaggio letterario” ad alta voce. Ci saranno anche i “juke box” per i più piccoli, i poliglotti e quelli per gli appassionati della letteratura locale. E come ogni juke box che si rispetti ci sarà un gettone per farlo partire (costo 3 euro).

Fiato ai Libri

E anche a Bergamo e provincia è iniziato un festival dove la letteratura si fonde col teatro, anche se forse in modo più tradizionale. Si chiama Fiato ai libri, è alla sua undicesima edizione e tra i motivi per cui mi piace segnalarvelo c’è che è promossa dalle biblioteche locali, il Sistema Bibliotecario Seriate Laghi.
È un viaggio di teatro-lettura, insieme ad attori, scrittori e musicisti: le pagine della narrativa, classica e contemporanea, vengono infatti lette dal vivo e accompagnate dalla musica.

Ventotto gli appuntamenti, fino al 22 ottobre, sparsi tra i comuni del territorio, con 60 biblioteche, palcoscenico per i reading rivolti agli adulti e per i più piccoli con Fiato ai Libri Junior. Tra i prossimi appuntamenti c’è Il Buio oltre la siepe di Harper Lee, giovedì 22 settembre, e poi La lunga vita di Marianna Ucria di Dacia Maraini e Accabadora di Michela Murgia (il programma lo trovate qui).

Letture per voce e musica.

Perché è bello quando le parole scritte si animano, lo pensate anche voi?

Doniamo una biblioteca ai bambini colpiti dal terremoto: nasce l’Operazione Bianconiglio

Terremoto Centro Italia: Operazione BianconiglioLeggere un libro è un bisogno primario? Sì, specialmente se ha un significato importante: tornare alla vita di tutti i giorni, quella “normale” spazzata via da una tragedia. Perché leggere è un piacere, ed è giusto che faccia parte della nostra vita. Per questo voglio condividere con voi questa bella iniziativa, anche se stavolta si parla di libri in viaggio in modo diverso, ma con un grande cuore.

Oggi vi parlo dell’Operazione Bianconiglio, partita nei giorni scorsi da una libreria milanese. L’obiettivo? Costruire insieme una biblioteca per ragazzi e portarla al più presto nelle zone del Centro Italia. Sono stati i librai di Gogol and Company a lanciare il tamtam, e ora cercano la nostra partecipazione.

Operazione Bianconiglio nasce pensando ai bambini e ai ragazzi che stanno vivendo nei territori colpiti dalle scosse di terremoto in Centro Italia, e ha fretta di realizzarsi. Il progetto che i librai si propongono è di dare vita, in poco tempo, a una biblioteca autogestita e autogestibile da poter far arrivare velocemente nelle zone colpite dal sisma.

In questi giorni, grazie al lavoro di tante associazioni, stanno prendendo forma tende dedicate all’infanzia, noi vorremmo riempire queste tende con i libri, renderli fruibili con un sistema che renda la catalogazione e la gestione dei libri facile e intuitiva, per creare un angolo di lettura dedicato ai più giovani”, spiegano i librai proprio sulla pagina Facebook dedicata all’iniziativa, e che vi linko qui per sapere cosa possiamo fare tutti.

L’Operazione Bianconiglio è diretta infatti a tutti, ai lettori che vogliano acquistare libri da donare, agli editori, alle librerie, specie quelle di Milano e provincia per ragioni logistiche: a ogni libraio si chiede di raccogliere i libri venduti e catalogarli con bollini colorati secondo fasce di età (blu: 0-2 anni / verde: 3-5 anni / giallo: 6-10 anni / rosso: 10-14 anni).

Gli editori possono spedire a Gogol and Company tutti i titoli che ritengono opportuno regalare alla biblioteca, segnalado la tipologia / fascia d’età.

Anche chi non è a Milano può partecipare: basta indicare a Gogol and Compay o a una delle librerie indipendenti di Milano e provincia che aderiscono al progetto che cifra si vuol spendere per l’acquisto dei libri.
Appello anche agli enti e alle associazioni che vogliano dare il proprio contributo.

Volete saperne di più? Ecco di nuovo la pagina Facebook con tutte le informazioni e i contatti: Operazione Bianconiglio

Conoscete altre iniziative simili a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto? Se vi fa piacere segnalatele nei commenti, grazie!

Cose da fare nel weekend a settembre: scegliete il vostro festival (letterario)

Festival letterari in Italia

Dite la verità: siete tornati alla vostra vita di tutti i giorni, con la ricarica di energia che solo il sole dell’estate riesce a dare e forti di tanti buoni propositi per la vostra quotidianità. Ma… sotto sotto (e neanche tanto velatamente poi) coltivate l’impazienza per la prossima occasione di svago, per la prossima partenza.

Vi capisco benissimo: ė così anche per me! E allora, visto che ancora è presto per poter programmare un vero e proprio prossimo viaggio e gli impegni incombono, ho deciso di regalarmi una piccola fuga, che poi ė quella che assaporo ogni anno, a settembre. E sono sicura che piacerebbe anche a voi.

Siamo turisti letterari giusto? E allora perchè non regalarsi un piccolo weekend (o anche un giorno solo se avete la fortuna di abitare nelle vicinanze) a un festival letterario? Settembre è un ottimo mese per farlo. Io andrò al Festivaletteratura di Mantova, ma in giro per l’Italia, nei prossimi weekend, ci sono anche altre occasioni per sentir parlare di libri, ma anche di cultura e comunicazione in senso più ampio. Per incontrare scrittori, attori, artisti, e scoprire piccoli grandi gioielli delle nostre città.

Pronti? Vi segnalo cinque festival, a Mantova, Camogli, Livorno, Roma e Taormina. E di ognuno provo a dirvi quella che, al di là dei programmi, potrebbe essere una chicca da non perdere.

Festivaletteratura Mantova

Dal 7 all’11 settembre
Pensateci perché, se ancora non conoscete Mantova, rimarrete senza fiato (come è successo a me) passeggiando per le sue strade e piazze tra un evento e l’altro. È una città sull’acqua pur non essendo al mare e, questo, a me, piace tanto.
E poi, anche se non siete riusciti a prenotare i biglietti per gli eventi a pagamento, ne troverete molti a ingresso libero, basta sfogliare il programma.

Camogli – Festival della Comunicazione

Dall’8 all’11 settembre
Uno dei padri fondatori è stato Umberto Eco, e naturalmente il festival gli rende omaggio quest’anno (il grande scrittore e semiologo stava anche lavorando alla sua lectio magistralis che avrebbe regalato al pubblico di Camogli, Pro e contro il web era il tema, diventato il fil rouge dell’evento), anche con una mostra di ritratti, schizzi e disegni ad opera dell’amico di una vita, Tullio Pericoli.

E poi Camogli è un borgo marinari molto bello, e magari riuscite a visitare anche l’Abbazia di San Fruttuoso, uno dei beni del Fai.

Taormina – Taobuk

Dal 10 al 17 settembre

Di qui sono passati numerosi scrittori e letterati, e nel corso del festival il loro spirito ritorna: Sicilia tra luce e parola si chiama la mostra personale del fotografo Giuseppe Leone, dedicata ai luoghi della letteratura italiana resi celebri dalle pagine dei grandi scrittori.

E poi, potete cogliere l’occasione di arrivare a Taormina prendendo, a Catania, un treno storico: è il Treno del mito, percorrerà la costa jonica su carrozze del 1959 e insieme al Treno del Barocco e al Treno dei Templi è un’iniziativa del turismo siciliano per valorizzare il patrimonio storico dell’isola (domanda: verrà ripetuta? Io spero vivamente di sì)

Pordenonelegge

Dal 14 al 18 settembre

Anche qui, un’ottima occasione per scoprire una città italiana: ci saranno in programma oltre 300 eventi in 40 luoghi del centro storico di Pordenone. Apertura dedicata a “La scrittura e la vita” con Dacia Maraini e Piera Degli Esposti, mercoledì al Teatro Verdi.

Livorno – Il senso del ridicolo

Dal 23 al 25 settembre
Patron del festival è Stefano Bartezzaghi. Uno che del potere dei giochi con le parole ne sa qualcosa. E quanto è forte la potenza di un sorriso e di una risata? Ci sono anche due mostre a tema e si ricordano i 500 anni dell’Orlando Furioso.

Roma – Festival della Letteratura di viaggio

Dal 22 al 25 settembre
Letteratura ma anche musica, giornalismo, fotografia. Il racconto del viaggio multiforme, in un luogo di storia del viaggio. Il Palazzetto Mattei nella Villa Celimontana, è la sede della Società Geografica Italiana. Il programma non è stato ancora pubblicato, tenete d’occhio il sito.

Ci portiamo ancora un po’ d’estate addosso? Ecco come, grazie ai libri!

libri settembre

C’era un tempo in cui dell’estate ci si stancava. Le vacanze erano lunghe, tanto lunghe, e quando arrivavano le prime piogge a spezzare il caldo ci si accoccolava nel pensiero di settembre che stava per arrivare. Settembre, con la gioia sottile di nuovi astucci, quaderni e pennarelli. E poi settembre, con le pubblicità di maglioni e cappottoni sulle riviste e l’impazienza di tornare a sentire la lana sulla pelle.

Oggi invece quando settembre arriva non sono mai pronta, le vacanze le vorrei stiracchiare ancora un po’ e quel maglione lo lascerei volentieri nell’armadio ancora a lungo.

Però settembre arriva, comunque. E allora quello che si può fare per salutarlo al meglio è custodire più a lungo possibile le emozioni dell’estate. Fare scorta di luce e benessere per l’inverno.

Lo possiamo fare in tanti modi, anche banali, come preparare la colazione come facevamo al mare, indossando ancora qualcosa che ci ricordi quei giorni.
Oppure… affidandoci ai libri!

C’è un modo di far tesoro della bellezza di una vacanza grazie ai libri? Ce ne sono tanti! E se non parti mai senza un libro a farti compagnia ecco quelli che ho pensato per te.

Come sentirsi ancora in vacanza:

Piccolo vademecum per turisti letterari

Sei ancora in viaggio? Compra un souvenir letterario. Un romanzo ambientato nel posto che hai appena scoperto, un libro fotografico, una guida originale, un augurio a tornare.

Sei già tornato a casa? Cerca anche nella tua città un libro o una storia capaci di ricondurti nel luogo che hai visitato

E perchè non far viaggiare ancora proprio il libro che ti ha accompagnato in vacanza? Donalo, scambialo, cerca il bookcrossing più vicino…

Durante il tuo viaggio hai scoperto una bella libreria locale? Torna a visitarla ogni tanto! Oggi i modi virtuali ce lo permettono, puoi seguire la sua pagina Facebook, il suo account Twitter o Instagram, iscriverti alla sua newsletter.. ti farà sentire vicino.

In vacanza avrai scattato innumerevoli foto e magari avrai anche preso appunti su un taccuino: perchè non mettere ordine nei tuoi ricordi estivi scrivendo un racconto? Puoi lasciarti ispirare dalle persone incontrate in viaggio, da un panorama, da una piccola scoperta.

E poi… ora che sei tornato alla vita di tutti i giorni, cerca il tuo primo giorno di scuola.

Fai come con i quaderni di quando eri piccolo; accarezza e annusa le copertine dei libri nuovi (perchè sono sicura che anche tu l’hai fatto da bambino!)

Cerca la sciarpa che ti avvolgerà quando ti isolerai dal mondo esterno leggendo su un tram d’inverno

Pregustati i tuoi primi giorni d’autunno. Scegli il libro che leggerai, osservando la pioggia dalla finestra.

Buon settembre.

Ps: c’è anche un altro bel modo di andare incontro all’autunno. L’estate finisce ma arrivano nuovi viaggi letterari. Che ne dite di un festival? Settembre ne è ricco e proprio di questo vi parlerò la prossima volta!

Mille e una Sicilia: un nuovo festival la racconta in cinque tappe

festival letterari in Italia

Il cielo nell’acqua, Mazara del Vallo, credits Mariangela Traficante

Turisti letterari siete pronti a mettere in agenda un nuovo evento in giro per l’Italia?

Avevo appena raccolto i festival letterari di giugno che ecco che arriva una nuova rassegna pronta ad arrichire la mappa. E’ appena stata annunciata e mi piace segnalarvela per tre motivi.

Si svolge in Sicilia, terra generosa di storie e scrittori. Unisce cultura e turismo. E non è confinata alla sola manciata di mesi estivi, ma si allunga nell’autunno, e quindi fornisce un bel pretesto per partire a godersi l’isola anche nella famosa fuori stagione.

Si chiama Paesaggi di mare (promosso dall’Assessorato al turismo siciliano, con la direzione di Antonella Ferrara, presidente del book festival di Taormina TaoBuk), e si svolge in cinque tappe e altrettanti itinerari raccontati attraverso la Sicilia.

Si parte giovedì 16 giugno a Palermo, con lo scrittore e giornalista marocchino Tahar Ben Jelloun, l’antropologo Marco Aime, il pianista jazz Danilo Rea e l’attore Edoardo Siravo. Nel Chiostro della Galleria d’Arte Moderna, con un incontro ispirato alle parole di Gesualdo Bufalino “Tante Sicilie, perché?”, sui temi del dialogo, dello scambio e delle differenze, saranno presentati i cinque percorsi. Il primo è dedicato al geografo arabo Al Idrisi e al suo Libro di Ruggero. La Sicilia vista dal mare: da Palermo a Monreale, da Cefalù a Milazzo, da Messina a Taormina, da Aci Castello a Siracusa, da Noto ad Agrigento, da Sciacca a Castelvetrano, da Mazara del Vallo a Marsala, a Trapani, a Carini.

festival letterari in Italia

La campagna siciliana, credits Mariangela Traficante

E questi gli appuntamenti successivi:

Lo scrittore Santo Piazzese sarà protagonista sabato 1 ottobre a Marsala, al Complesso Monumentale San Pietro, con il giornalista e autore Gaetano Savatteri e lo storico Giovanni Brizzi. “L’intera Sicilia è una dimensione fantastica. Come si fa a viverci senza Immaginazione?”

Si viaggerà sulle rotte di Fenici e Greci, paesaggi, atmosfere, culture. Siracusa, Agrigento, Taormina, Naxos, Tindari, Morgantina, Selinunte e Segesta, oltre a Mozia – Marsala, Erice, Palermo, Solunto, Sambuca di Sicilia, Pantelleria e le Isole Egadi. Attraversando queste località si andrà alla scoperta di tutto ciò che è legato alla navigazione e alla marineria e del patrimonio archeologico-culturale, con percorsi di archeologia subacquea.

Terzo incontro all’insegna dello sguardo sul mondo di Giovanni Verga, con le sue parole: “Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare”: al Museo Diocesano di Siracusa lo scrittore Matteo Collura con Vittorio Sgarbi, il 22 ottobre. Con loro il pianista e trombettista Dino Rubino e l’attore e regista Vincenzo Pirrotta.

festival letterari in Italia

Scorci di Favignana, credits Mariangela Traficante

Protagonisti I luoghi della memoria. Saline, tonnare, torri di avvistamento. Le saline sono presenti soprattutto nella punta occidentale dell’isola, dove Fenici e Cartaginesi svilupparono l’estrazione del sale dal mare. Le torri di avvistamento costruite all’epoca di Carlo V e Filippo II lungo le coste siciliane sono 119. Tra le tonnare, l’Antica Tonnara Florio nell’isola di Favignana, diventata Museo della memoria. Altre miniere di mare sono le Cave di Pomice nelle Isole Eolie e le Cave di tufo di Favignana.

Dacia Maraini, insieme al giornalista Felice Cavallaro, incontrerà il pubblico domenica 6 novembre ad Agrigento presso il Teatro Pirandello. Punto di partenza le parole di Andrea Camilleri: “Cosa ti manca della Sicilia? – U scrusciu du mari”, e l’ultimo libro della scrittrice, La bambina e il sognatore (Rizzoli, 2015).

Il percorso sarà un itinerario del gusto e della dieta mediterranea. I prodotti della pesca e quelli che derivano dalle antiche civiltà fenicie e greche, arabe e normanne, come il vino, l’olio, i pani, il sale, i formaggi, la frutta fresca e secca, le erbe aromatiche.

Sarà Luis Sepúlveda a chiudere la rassegna, con il giornalista e conduttore televisivo Alberto Bilà, giovedì 17 novembre a Catania, al il Teatro Sangiorgi. Anche questa volta saranno le parole di Giovanni Verga ad accompagnare l’incontro: “La Sicilia sorgeva come una nuvola in fondo all’orizzonte. Poi l’Etna si accese tutt’a un tratto d’oro e di rubini”.

E l’itinerario sarà quello del Viaggio in Sicilia di Goethe e Grand Tour. Si ripercorreranno i luoghi visitati dallo scrittore tedesco e da personaggi come Maupassant, Anatole France, Winckelmann: Palermo, Alcamo, Segesta, Castelvetrano, Sciacca, Agrigento, Caltanissetta, Castrogiovanni (Enna), Catania, Taormina, Messina.

Quando l’Italia era un tesoro sulle mappe dei viaggiatori europei.

Vi porto a Praga: intervista a Tomáš Zmeškal, autore di “Lettera d’amore in scrittura cuneiforme”

romanzi ambientati a Praga

La scena si apre con una camera da letto inondata di rose profumate e un matrimonio imminente. C’è una grande storia d’amore, sì (che non è precisamente quella delle nozze in questione), ma gli eventi prenderanno un corso decisamente tortuoso, disegnato dai sentimenti dei protagonisti e spinto dalla Storia. Benvenuti a Praga, benvenuti in Lettera d’amore in scrittura cuneiforme. E’ il romanzo d’esordio di Tomáš Zmeškal, scrittore ceco classe 1966, che oggi arriva in Italia con Safarà Editore in una nuova collana – Kel – Kaleidoscopic  European Literature – dedicata ad autori provenienti da più diversi paesi dell’Unione Europea (il libro lo trovate qui) .

E racconta una storia familiare in tre generazioni che, tra eventi come la Primavera di Praga, l’invasione sovietica del 21 agosto 1968 e la rivoluzione di velluto del 1989 che portò alla fine del regime comunista, non può che intrecciarsi alla Storia con la S maiuscola.

Che qui è appena sfiorata, accennata in punta di penna, a volte ricordata, ma nulla di più. Eppure si sente, e forte, ingarbuglia le vite dei protagonisti, ma non è la sola. Anche loro, ciascuno con la propria indole, stringono nodi – specie nei sentimenti – che poi sarà difficile risolvere. E in questo romanzo la Storia è come Praga: una presenza costante ma che rimane quasi sullo sfondo. E toccherà a chi viene da lontano rivelarla.

romanzi ambientati a Praga

Non voglio svelarvi la trama del romanzo, anche perchè, come vedrete se lo leggerete, ogni tanto vi fanno irruzione anche vere e proprie visioni…

Nè vi racconterò, ovviamente, cos’è questa lettera d’amore in scrittura cuneiforme che gli dà il titolo, salvo confermarvi che sì, c’è e arriverà in un momento importante della storia! Vi dico solo che se state cercando un libro da leggere prima di un viaggio a Praga lo potete mettere in valigia, per fare un primo incontro con la letteratura ceca contemporanea.

Queste e altre riflessioni mi venivano in mente mentre leggevo Lettera d’amore in scrittura cuneiforme. E ho avuto il piacere di condividerle proprio con l’autore. Tomáš Zmeškal ha risposto alle mie domande, e ne è nata questa intervista.

Mi piacerebbe che, per chi di voi leggerà il romanzo, possa farvi da guida! Nella storia e attraverso i luoghi di Praga.

Chelibromiporto: Uno dei simboli di Praga è l’orologio astronomico della Città Vecchia con il suo complesso meccanismo e anche le azioni che legano i personaggi del romanzo sembrano governate dagli ingranaggi complessi della Storia: ci sono vicende davvero accadute alle quali si è ispirato per scrivere?

Tomáš Zmeškal: Sono ancora stupefatto dalla realtà, da come accadano cose vere che nessuno avrebbe sospettato. La storia ci influenza volenti o nolenti, che ci piaccia oppure no, e naturalmente la storia dell’Europa Centrale e Orientale è stata a volte un orologiaio piuttosto crudele. Ma – per rispondere alla sua domanda – non scrivo storie che mi sono state raccontate o che ho sentito, non scrivo in questo modo. Ho un profondo rispetto per le persone che mi raccontano le loro storie e ho anche un profondo rispetto per i generi letterari e quando scrivo romanzi posso respirare liberamente, ma naturalmente alcuni lettori poi mi dicono: “Il tal fatto che hai scritto è successo più o meno alla nostra famiglia”. A volte è piuttosto sbalorditivo.

Chelibromiporto: Le vicende dei protagonisti non si soffermano quasi mai sui luoghi in cui accadono. Praga e Lhotka, pur fondamentali, rimangono quasi sullo sfondo. Tocca a qualcuno che arriva da fuori, il cugino Jiri, il compito di raccontare, nelle lettere alla sorella, le sue impressioni. E’ stata una scelta voluta? Questo vuol dire che solo uno straniero è in grado di capire al meglio un luogo, perché non è coinvolto emotivamente?

Tomáš Zmeškal: Penso che a volte siamo così dentro alle nostre emozioni, ai nostri problemi… che la soluzione o lo sguardo dall’interno viene da uno estraneo o, per essere più precisi, da un “outsider” totale, qualcuno come Franz Kafka che era un perfetto “outsider” e uno straniero di lingua tedesca nelle terre ceche.

romanzi ambientati a Praga

Chelibromiporto: Jiri è spesso molto duro con i giudizi su Praga e il carattere dei cechi. In una delle sue lettere sembra quasi rimproverarli di aver considerato come globalizzazione quella che, in realtà, è invece una vera “americanizzazione” degli usi e costumi. Lo pensa anche lei? C’è qualcosa nel carattere ceco che è andato perso per sempre?

Tomáš Zmeškal: Ogni giorno perdiamo delle illusioni su noi stessi. Dalla morte di Vaclav Havel (il primo capo dello St post comunista, ndr) le cose cambiano così velocemente in Repubblica Ceca che non so come tutto questo andrà a finire. Mia nonna, che era nata nel 1901, era solita pensare e ripensare alla sua giovinezza e ai film muti che guardava da ragazza. Saltava spesso fuori un nome, quello dell’attrice Mary Pickford.

Anni dopo, mentre vivevo a Londra, in una enorme libreria Foyles mi sono imbattuto per caso in una sezione di libri sul cinema e lì ho visto un intero scaffale di libri su Mary Pickford. Mi sono ricordato di mia nonna e della sua giovinezza. Già antecedentemente alla Prima Guerra Mondiale i cinema di Praga erano pieni di film muti americani. Qualcuno definisce il XX secolo il secolo americano. Da cittadino ceco, devo dire che senza gli Stati Uniti la Cecoslovacchia difficilmente sarebbe potuta nascere dopo il primo conflitto mondiale.

Chelibromiporto: A un certo punto la storia comincia a dipanarsi tra la città, Praga, e la campagna, Lhotka. E’ ancora tanto forte la diversità tra le due anime della Repubblica Ceca, quella più legata alle tradizioni e l’altra che invece si è vista cambiare di più dopo la caduta della Cortina di ferro?

Tomáš Zmeškal: Sì, lo è. La campagna è più tradizionale, ma io non idealizzo le relazioni all’interno dei piccoli villaggi cechi. Sono una persona di città, non potrei vivere a lungo lontano da gallerie, biblioteche, librerie… La campagna ceca si spopola a favore delle città più o meno grandi fin dalla caduta della Cortina di ferro. Alcuni paesetti sono tornati alla vita, ma temo che non siano la maggioranza.

Chelibromiporto: In una delle sue chiacchierate con Jiri l’anziano Josef dice che a Praga sembra di stare in un museo. Quali sono per lei i luoghi della Capitale ceca maggiormente d’ispirazione, per uno scrittore, un artista, un musicista…?

Tomáš Zmeškal: Proprio l’altro giorno parlavo con un mio amico che mi ha detto: “Vivendo a Praga, sto perdendo la percezione della sua bellezza. Quando degli amici che vivono all’estero vengono a trovarmi, sono tutti completamente ipnotizzati da Praga, ma io no”.

Per quello che mi riguarda… Da ragazzino ero solito giocare nel Castello di Praga perché vivevamo a dieci minuti a piedi dal primo cortile. Da ragazzo quindi conoscevo il Castello di Praga come il palmo della mia mano. Non mi sembrava bello, mi sembrava in parte casa in parte parco giochi. Quando vivevo all’estero non pensavo espressamente a Praga come a una bella città, ma non ritenevo nemmeno le altre città altrettanto piacevoli. Amo Londra, ma naturalmente non la si può paragonare a Praga. O a Parigi del resto.
E sì, penso che certe parti di Praga oggi siano come un museo. Molti errori sono stati fatti nelle scelte politiche negli anni ’90 e intere parti della città sono oggi senza vita e sopraffate dagli agenti immobiliari. Naturalmente le pianificazioni e le scelte politiche che riguardano Praga sono un triste capitolo che penso sia meglio lasciare per un altro momento.

romanzi ambientati a Praga

Chelibromiporto.com: Praga nel suo romanzo attraversa cinquant’anni di vicende storiche cambiando certamente volto e anima. Quali strade, angoli, quartieri, rappresentano maggiormente questa trasformazione e quali consiglierebbe di visitare a chi volesse conoscere la Storia più da vicino?

Tomáš Zmeškal: Penso che il Castello di Praga e il centro di Malá Strana abbiano subito un’enorme trasformazione e che stiano rapidamente perdendo la loro anima. Ma la vita quotidiana continua nei piccoli pub dove gli uomini e molte donne ceche bevono birra, locali che sono a volte così pieni di fumo da non riuscire a respirare e dove si parla del più e del meno.

Chelibromiporto: Uno dei capitoli è dedicato a un salto nel futuro: come si immagina Praga e i i luoghi a lei cari tra un centinaio di anni?

Tomáš Zmeškal: Magari lo sapessi: fare lo storico è più facile che fare il futurologo. Però credo che il Clementinum, dove il Club PEN ha il suo piccolo ingresso ed ufficio, sarà ancora là. C’è poi la Torre Astronomica, dove Tycho Brahe e Keplero osservarono le stelle e dove negli ultimi 264 anni i meteorologi hanno fatto le loro misurazioni. Potrebbe benissimo andare avanti per altri cento anni.

Non sono sicuro del resto, il futuro rimane un’isola sconosciuta.

romanzi ambientati a PragaL’autore: Tomáš Zmeškal è nato a Praga nel 1966 da madre ceca e padre congolese. Nel 1987 lascia la Cecoslovacchia per vivere a Londra, dove studia presso il Kings College. Torna a Praga dopo il crollo del comunismo, e da allora lavora come scrittore e insegnante di scrittura creativa. Il suo romanzo d’esordio, Milostný dopis klínovým písmem (2008; Lettera d’amore in scrittura cuneiforme, Safarà Editore 2016) ha vinto il premio dell’Unione Europea per la Letteratura e il Premio Josef Škvorecký.

Leggete e partite: a giugno fioriscono i festival letterari in Italia

festival letterari in Italia

Me li immagino (e a volte riesco a viverli) così: una giostra, un turbinio, di eventi, incontri, sorrisi e scoperte. Sono i festival letterari in Italia, e sono tanti.

Non fermatevi ai più blasonati. Il cuore letterario d’Italia e della sua provincia pulsa ed è fatto di eventi organizzati spesso con difficoltà, grazie ai volontari, ma con una sfida intelligente: portare i libri e la letteratura nelle piazze, tra i vicoli dei borghi e i palazzi dei centri storici, e facendo così anche turismo. Uno dei miei sogni è riuscire a viverli e raccontarli, intanto ve li voglio segnalare qui. E lo faccio oggi perchè giugno sembra essere un mese davvero propizio per chi vuol fare del turismo letterario in Italia!

Iniziano in questi giorni diversi festival, a Ivrea, in Puglia, a Cagliari, Modena, a Sesto San Giovanni e a Palermo. Arrivo proprio in corso d’opera e perdonatemi se ve ne parlo all’ultimo momento, ma spero che qualcuno di voi si trovi in queste zone e decida di andare a darci uno sguardo. E cercateli anche online: spesso hanno bisogno di sostenitori e lo si può fare grazie al crowdfunding. Intanto, eccoli qui, i festival letterari di giugno, ma se ne conoscete altri fateli scoprire anche a me!

Puglia – La Notte dei Poeti

La Notte dei Poeti si definisce un “piccolo festival della parola”. Perchè vuole riscoprire la bellezza della parola scritta, e anche quella della tradizione letteraria regionale, e poetica soprattutto. E così per sei giorni tre borghi meravigliosi di Puglia – Otranto, Ostuni, Trani – ospiteranno scrittori e artisti, con presentazioni di libri, reading, omaggi ai grandi poeti del Novecento, poetry slam – dieci poeti si sfideranno a colpi di poesia – e azioni di poesia urbana tra piazze e vicoli.
“I poeti lavorano di notte” scriveva Alda Merini. E qundi tanti eventi dal tramonto per finire all’alba. Appuntamento il 3 e 4 giugno a Otranto, il 10 e 11 giugno a Ostuni, il 17 e 18 giugno a Trani. –> www.nottedeipoeti.it

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#MilanoDaLeggere: i muri che raccontano (belle) storie

Franca Rame street art Milano

Tarda mattinata. Esterno giorno. Sono seduta su una panchina al sole in una piccola piazza milanese che sembra Parigi. Mi guardo intorno – come sempre – curiosa e appena dietro l’ingresso di un parcheggio sotterraneo scopro un piccolo grande gioiello. Un murale, colori caldi, arancioni, beige, grandi volti ritratti su quello che sembra un anonimo muro di cinta. Sono i volti di personaggi illustri di Milano, dell’arte, della letteratura, dello spettacolo. Primi piani, grandi, accompagnati da citazioni di autori altrettanto famosi. Proprio davanti a me, per esempio, c’è Franca Rame, la sua acconciatura vaporosa e i suoi grandi occhiali scuri appena incorniciati dai rami di un albero.

Di più non riesco a vedere nè a fotografare. E infatti l’unico ricordo di quella giornata sono un paio di foto, quelle che vedete qui. Perchè – ve l’ho detto? – due settimane fa mi sono fratturata un piede. E infatti quella panchina si trova proprio di fronte a un ospedale specializzato di Milano, il Gaetano Pini. E peccato che le stampelle non mi permettano di andare in giro oltre a fotografare. Ma appena torno a casa mi metto subito a cercare. voglio sapere cos’è quel pezzo di street art a Milano.

Perchè spesso le storie sono belle anche raccontate sui muri. E questa è una storia di bellezza urbana.

Sapete infatti cosa ho scoperto? Che quel murales fa parte di un progetto artistico voluto proprio dall’Ospedale, in occasione dei 140 anni della sua fondazione, un paio di anni fa.

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Le emozioni lasciate a sedimentare e poi raccolte: la bellezza dei libri, compagni di viaggio slow

libri da leggere prima di un viaggio

Ogni volta mi stupisco. Piacevolmente. E sorrido. Sono convinta che si tratti di una mania che ho io e invece scopro che è una passione condivisa. E da molti. Cosa? Prepararsi a un viaggio leggendo un libro ambientato nel luogo che stiamo andando a conoscere. E non per forza reportage ma anche romanzi, racconti, perchè no poesie. Oppure, semplicemente, leggere e appassionarsi non solo alla storia, ma anche ai luoghi dove tutto accade.

Sorprendersi a fantasticare su strade, case, panorami, quasi più che sugli intrecci tra i personaggi. I libri da leggere prima di un viaggio, reale e virtuale, sono preziosi perchè ci prendono un po’ per mano e ci preparano al posto che visiteremo. Che non è detto che sia come quello raccontato nel romanzo. Anzi, magari ci deluderà anche. Perchè il legame tra la letteratura e la scoperta del mondo è forte ma non sempre fedele. Però rimane un richiamo importante.

Ne ho avuto conferma ancora una volta la settimana scorsa, quando su Twitter ho moderato una chat  dedicata al rapporto tra i libri e i viaggi. Vi chiederete: ne parli dopo una settimana? Sì perchè anche sul web spesso hai voglia e necessità di lasciar depositare la frenesia per raccontare al meglio.

Una settimana fa, dunque, come ogni mercoledì, la community di Tbnet, la rete di travel blogger professionisti di cui ho il piacere di far parte anch’io, ha dato vita alla consueta #tbnetalks, ovvero una tweetchat dedicata di volta in volta a un tema del viaggio.

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