#MilanoDaLeggere: i muri che raccontano (belle) storie

Franca Rame street art Milano

Tarda mattinata. Esterno giorno. Sono seduta su una panchina al sole in una piccola piazza milanese che sembra Parigi. Mi guardo intorno – come sempre – curiosa e appena dietro l’ingresso di un parcheggio sotterraneo scopro un piccolo grande gioiello. Un murale, colori caldi, arancioni, beige, grandi volti ritratti su quello che sembra un anonimo muro di cinta. Sono i volti di personaggi illustri di Milano, dell’arte, della letteratura, dello spettacolo. Primi piani, grandi, accompagnati da citazioni di autori altrettanto famosi. Proprio davanti a me, per esempio, c’è Franca Rame, la sua acconciatura vaporosa e i suoi grandi occhiali scuri appena incorniciati dai rami di un albero.

Di più non riesco a vedere nè a fotografare. E infatti l’unico ricordo di quella giornata sono un paio di foto, quelle che vedete qui. Perchè – ve l’ho detto? – due settimane fa mi sono fratturata un piede. E infatti quella panchina si trova proprio di fronte a un ospedale specializzato di Milano, il Gaetano Pini. E peccato che le stampelle non mi permettano di andare in giro oltre a fotografare. Ma appena torno a casa mi metto subito a cercare. voglio sapere cos’è quel pezzo di street art a Milano.

Perchè spesso le storie sono belle anche raccontate sui muri. E questa è una storia di bellezza urbana.

Sapete infatti cosa ho scoperto? Che quel murales fa parte di un progetto artistico voluto proprio dall’Ospedale, in occasione dei 140 anni della sua fondazione, un paio di anni fa. Il desiderio era quello di festeggiare riqualificando gli spazi e regalando anche una nuova visuale a chi trascorre anche poche ore in quelle strade. Così è nato WallArt: tre murales per il muro del Convento della Visitazione e i muri dell’Istituto Gaetano Pini e dell’Archivio Diocesano.

A realizzare l’opera sono stati chiamati tre nomi celebri della street art milanese: Pao (Paolo Bordino), Ivan (Tresoldi) e il duo Orticanoodles (Walter Contipelli e Alessandra Montanari). Ed è stato proprio questo duo a creare il murales che mi ha colpito. Rappresenta i volti celebri della cultura milanese. Da Alda Merini a Franca Rame, da Enzo Jannacci a Giorgio Gaber passando per Claudio Abbado, Carlo Emilio Gadda, Gian Maria Volontè.
Scampoli di cultura raccontati sui muri. E io mi sono ripromessa di tornarci con calma ad ammirarli tutti.

piazza cardinal ferrariL’arte dei passeggeri distratti

Vi ho raccontato questa piccola storia perchè dimostra in fondo una cosa semplice: con occhi aperti, curiosità, voglia di lasciarsi stupire, si viaggia meglio, anche nella propria città. Perchè si scoprono i dettagli, e l’arte anche dove non ce l’aspetteremmo.
I murales di cui vi ho parlato, per chi fosse a Milano e volesse vederli, si trovano lungo il muro del Monastero della Visitazione, lo trovate da Via Giuseppe Mercalli a Via San Calimero, passando per Piazza Cardinal Andrea Ferrari.
Ma per chi ama la street art Milano è sempre più generosa. E muri un tempo grigi oggi raccontano storie. anche, e sopratutto, in quei luoghi in cui non le aspetteresti. Luoghi dove siamo passeggeri distratti.

street art Milano

Per esempio in un sottopassaggio ferroviario. È quello che collega la Stazione Garibaldi a via Pepe, una delle “porte” d’ingresso al quartiere Isola: oggi è una galleria di murales – molti, ovviamente, a tema viaggio – a cura del progetto di riqualificazione Escoadisola.

Un’altra galleria di affreschi urbani la trovate invece per esempio in periferia nord. Siamo tra i palazzoni e i binari della ferrovia, l’aura più poetica la regala il Naviglio della Martesana che scorre qui vicino, perchè invece la galleria a cielo aperto ha un effetto più dirompente. La trovate intorno al centro sociale Leoncavallo: pareti intere occupate da graffiti, murales, qualche installazione. Arrivate in via Emilio De Marchi, e cercate la via privata Giampietro Lucini. E lanciatevi nell’osservazione urbana (io l’ho fatto qui).

street art Milano Leoncavallo
Ed ecco poi un altro indirizzo dove scovare la più nuova street art a Milano. E’ via Resegone, e racconta come l’importante passato industriale e l’innovazione artistica si possono intrecciare contro le brutture urbane. Qui svetta infatti la Ciminiera Branca, all’interno della celebre fabbrica: grazie ancora alla mano degli Orticanoodles si è trasformata in un murales verticale che racconta, a suo modo coloratissimo, la storia della Fratelli Branca Distillerie.

Ma questi sono solo alcuni racconti di street art di Milano. La lista è ricca e il mio consiglio è girare in città con sguardo attento, specie in quei non luoghi che attraversiamo frettolosi. Dai ponti ferroviari ai semafori al retro dei palazzi. Se volete farvi un giro vi segnalo questa gallery su Pinterest.

100 Muri

E vi lascio con un’altra notizia. Da diverso tempo ormai l’amministrazione di Milano sta provando a valorizzare la street art come arma contro il degrado. Quella “vera”, non i graffiti vandalici che deturpano solo i muri. Il Comune infatti ha deciso di assegnare spazi urbani agli artisti, cento muri liberi in 72 punti della città. Esiste anche una mappa georeferenziata per trovarli.

Non so quanto gli street artist apprezzino questa apertura e quanto invece la possano considerare un freno alla propria totale libertà di espressione. Però a me piace. E mi ricorda la mia amata Berlino. Dove guardate cosa hanno creato in una ex stazione militare di ascolto della Guerra Fredda.

Non si parlava appunto di storia e rinascita?

Le emozioni lasciate a sedimentare e poi raccolte: la bellezza dei libri, compagni di viaggio slow

libri da leggere prima di un viaggio

Ogni volta mi stupisco. Piacevolmente. E sorrido. Sono convinta che si tratti di una mania che ho io e invece scopro che è una passione condivisa. E da molti. Cosa? Prepararsi a un viaggio leggendo un libro ambientato nel luogo che stiamo andando a conoscere. E non per forza reportage ma anche romanzi, racconti, perchè no poesie. Oppure, semplicemente, leggere e appassionarsi non solo alla storia, ma anche ai luoghi dove tutto accade.

Sorprendersi a fantasticare su strade, case, panorami, quasi più che sugli intrecci tra i personaggi. I libri da leggere prima di un viaggio, reale e virtuale, sono preziosi perchè ci prendono un po’ per mano e ci preparano al posto che visiteremo. Che non è detto che sia come quello raccontato nel romanzo. Anzi, magari ci deluderà anche. Perchè il legame tra la letteratura e la scoperta del mondo è forte ma non sempre fedele. Però rimane un richiamo importante.

Ne ho avuto conferma ancora una volta la settimana scorsa, quando su Twitter ho moderato una chat  dedicata al rapporto tra i libri e i viaggi. Vi chiederete: ne parli dopo una settimana? Sì perchè anche sul web spesso hai voglia e necessità di lasciar depositare la frenesia per raccontare al meglio.

Una settimana fa, dunque, come ogni mercoledì, la community di Tbnet, la rete di travel blogger professionisti di cui ho il piacere di far parte anch’io, ha dato vita alla consueta #tbnetalks, ovvero una tweetchat dedicata di volta in volta a un tema del viaggio.

E stavolta abbiamo chiacchierato di letture e passioni, ho scoperto libri che allungheranno la mia lista dei libri da leggere e quella dei viaggi da fare e ho capito cos’è che si cerca in un libro di viaggio rispetto alla classica guida. Ecco com’è andato il nostro viaggio.

 

Abbiamo parlato di Belfast, con Eureka Street di Robert McLiam Wilson. di Russia con I Racconti di San Pietroburgo di Gogol. Della Spagna d’antan di Gerald Brennan raccontata in A sud di Granada. C’è la Francia di Julia Child e quella della Normandia con Il Giorno più lungo e Band of brothers di Stephen Ambrose. C’è la nostra Sicilia – io ogni volta che ci torno porto con me un racconto di Andrea Camilleri, ormai è una tradizione!

Rinnova il suo fascino Lisbona e la sua innegabile aura letteraria tra Fernando Pessoa e Antonio Tabucchi.

 

L’India dopo aver letto Shantaram di Gregory David Roberts. I viaggi brillanti di Bill Bryson. E poi naturalmente ci sono loro, gli scrittori, i giornalisti, gli avventurieri che nel mondo hanno consumato la suola delle scarpe e poi lo hanno raccontato. Bruce Chatwin è il padre fondatorechi di noi non ha mai sognato di viaggiare in Patagonia dopo averlo letto?.

Paolo Rumiz e il suo Est vicino. E Ryzard Kapuscinski con le sue Guerre del football e i resoconti dall’Iran e dall’Imperium russo.

 

E un libro di viaggio cosa deve avere per coinvolgere?

Deve raccontare il luogo dal punto di vita di chi lo vive.

Avventura, imprevisti, descrizione delle ambientazioni. Piacciono le storie vere. Conquista un buon mix di racconto e descrizioni, magari dei luoghi più insoliti. E anche i romanzi possono – ovviamente – diventare delle splendide guide. Con personaggi che si potrebbero avere come compagni di viaggio.

E tra le bellezze di scegliere un libro di viaggio io ne aggiungo una: forse la lentezza, le emozioni lasciate a sedimentare e poi raccolte, senza fretta, una volta a casa, o comunque altrove. Forse, in tempi di impressioni mordi e fuggi, dove il racconto del viaggio si fa in diretta, ne abbiamo proprio bisogno ogni tanto, che ne dite?

Di paesaggi letterari e turismo “in giallo”: chiacchierata con ilLibraio.it aspettando il Salone del Libro

salone del libro torino programma

Potrei passare intere lunghe ore a curiosare sui social network e in giro per il web a caccia di notizie sui libri e sui viaggi letterari. E a dire la verità già lo faccio quando posso! E un giorno vi racconterò cosa mi piace leggere e chi seguire, come già avevo fatto qui con gli hashtag da seguire su Twitter per chi ama i libri e i viaggi. Intanto però un nome ve lo faccio, perchè è uno dei siti d’informazione letteraria che leggo più spesso. E che – se andrete al Salone del Libro di Torino, potrete incontrare dal vivo. (a proposito, avete letto queste pillole dall’edizione numero 29 che inizia domani?).

E’ ilLibraio.it, il sito della storica rivista Il Libraio, fondata nel 1946 da Leo Longanesi. E quest’anno partecipa al Salone del Libro con uno stand, una serie di eventi e una novantina di ospiti. Quindi, curiosa, sono andata a sbirciare nel programma in cerca di qualche appuntamento in linea con il nostro amato turismo sulle orme dei libri. Mi piaceva l’idea di far nascere da ognuno uno spunto di riflessione, e di conviderlo proprio con il team de ilLibraio.

E’ andata davvero così e ne sono molto contenta. Alle mie domande ha risposto Antonio Prudenzano, giornalista e responsabile editoriale del sito. Di cosa parliamo? Di nuovi paesaggi letterari, di “turismo giallo”, di condivisione… Buona lettura!

Giovedì 12 maggio
Evento: Il fascino senza tempo dell’editoria americana”

Chelibromiporto: Il classico on the road, le storie frenetiche delle metropoli, quelle quasi ancestrali della profonda provincia: l’immaginario letterario americano non si esaurisce mai. Ma ci sono nuovi “paesaggi letterari” all’orizzonte capaci di competere con quello Usa? Quali scene letterarie, da quali Paesi, potrebbero diventare altrettanto affascinanti?

on the road Usa

Antonio Prudenzano:Non sono un critico letterario e non ho il quadro completo di quel che accade nella scena letteraria dei vari paesi. A questa domanda posso rispondere solo soggettivamente. Sicuramente, negli ultimi anni, grazie a numerosi romanzi, gialli e thriller ma non solo, abbiamo avuto conferma del fascino della Scandinavia. In futuro, mi auguro possa crescere l’attenzione nei confronti della letteratura africana“.

Venerdì 13 maggio

Evento: “Ma cosa sono i gruppi di lettura?”

Chelibromiporto: Chi è abituato a pensare che leggere un libro sia un’esperienza in solitaria sarà sorpreso di scoprire che invece è, sempre di più, un viaggio che si fa insieme. I gruppi di lettura diventano numerosi. A cosa si deve questa crescita secondo voi? E quali sono le esperienze più originali in cui vi siete imbattuti?

Antonio Prudenzano: “Su ilLibraio.it spesso parliamo di gruppi di lettura, sia fisici (nelle librerie, nelle biblioteche, nelle case private, nei centri culturali), sia virtuali. Il crescente successo planetario dei bookclub è la conferma che non per tutti la lettura è un’attività (solo) solitaria; anzi, l’impressione è che cresca la voglia di condividere le emozioni che suscitano le pagine. Spesso ci imbattiamo in storie curiose, è vero. Ad esempio, qui abbiamo scritto di un club della lettura al femminile (tutto italiano) nato di recente a Dubai, metropoli in cui non è facile trovare testi in italiano“.

Sabato 14 maggio

Evento: “Un viaggio letterario tra giallo e noir”

Chelibromiporto: Lo scrittore Gianni Biondillo ama dire che chi scrive gialli lo fa perchè in realtà vuole scoprire e raccontare una città. E in effetti le trame noir sono spesso un viaggio attraverso strade e luoghi. Sta nascendo un nuovo turismo letterario giallo in Italia?

Antonio Prudenzano:Forse sì, almeno in alcuni casi (penso alla Sicilia di Camilleri, a esempio). A questo proposito, segnalo un interessante approfondimento che ho letto l’altro giorno sulla pagina Libri del Post (qui l’articolo), dal titolo ‘Atlante degli investigatori italiani’. L’autore, Giacomo Papi, sarà ospite del nostro stand sabato alle 17.30. Il suo articolo comincia così: ‘L’ingrediente fondamentale dei gialli – probabilmente più dell’eroe, sicuramente più della trama – è il luogo in cui sono ambientati…’“.

libri

Evento: “Il giornalismo letterario tra carta, web e social network”

Chelibromiporto: Sembra un paradosso: in Italia si legge poco ma c’è una felice crescita di riviste e siti dedicati alla letteratura. Forse perchè non si tratta più solo di scrivere di libri, ma di raccontare nuove esperienze culturali – fatte anche di incontri e scoperta del territorio – che nascono intorno a un libro?

Antonio Prudenzano:Confermo. Ogni giorno, ad esempio, su ilLibraio.it raccontiamo storie di librerie e biblioteche da tutto il mondo, dalle grandi città alla provincia italiana, passando per luoghi remoti. L’amore per i libri diventa occasione di scoperta, di piccole e grandi storie, legate alle persone, prima di tutto, e poi anche ai luoghi“.

P.S: Sono d’accordo. E voi?

“Scrivo per afferrare il vero senso della vita”: Ernest Hemingway rivive a Boston

mostra Ernest Hemingway Boston

Ernest Hemingway e John Fitzgerald Kennedy non si incontrarono mai. Ma il presidente americano più volte espresse ammirazione per lo scrittore e, quando Hemingway morì, aiutò la moglie Mary a raggiungere Cuba, per recuperare gli averi del marito. Sull’Isla Grande, infatti, a dieci miglia dall’Avana, sorgeva Finca Vigia, la casa di Hemingway a Cuba, il buen retiro caraibico tanto quanto quello di Key West in Florida, 90 miglia appena di separazione eppure un altro mondo.

Un angolo di mondo dell’autore di Addio alle Armi è custodito anche nella East Coast.

Oggi infatti voglio segnalarvi una mostra dedicata al grande Ernest, da mettere in programma se magari state pensando a un viaggio a Boston.

Grazie all’amicizia con Jacqueline Kennedy Onassis, Mary Hemingway decise di donare alla Jfk Library di Boston la collezione di manoscritti del marito. E proprio qui, in questo palazzo moderno che rende omaggio al trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America, è appena iniziata una grande esposizione dedicata allo scrittore. Si chiama Ernest Hemingway: Between Two Wars. In mostra ci sono i suoi manoscritti, ma anche i carteggi con i leggendari compagni degli anni ’20 parigini, fotografie, oggetti.

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Chiamiamole Visioni: viaggio intorno al Salone del Libro di Torino

Salone del Libro Torino 2016

Chiamiamole visioni. Ma non nel senso di illusioni, di pensieri vani, di finzioni. Mi piace pensare, invece, che le visioni siano idee e voglia di fare cose belle. Quella voglia che ti prende e ti riempie di entusiasmo quando ascolti parlare qualcuno e le sue parole ti affascinano, di fanno venire il sorriso sulle labbra, ti mettono in moto i pensieri. Ecco, secondo me è questo il vero modo di misurare il “successo” di un incontro, culturale, umano. Se le parole che ascolto mi caricano di entusiasmo, per me sono andate a segno. E allora mi piace pensare che siano queste le Visioni scelte dal Salone del Libro di Torino, che apre i battenti la prossima settimana – dal 12 al 16 maggio – al Lingotto, e che quest’anno ha proprio questo filo conduttore.

Le visioni di personaggi, della cultura, della scienza, dell’arte, che hanno scelto di andare oltre e immaginare. Ma non solo. Si preannuncia molto ricco il programma dell’edizione 2016, e per raccontarvelo ho provato a immaginarlo come tanti piccoli e grandi viaggi. Viaggi reali, dalla Puglia al Medio Oriente allo spazio, e tra le pagine – di carta e virtuali.

Vieni a leggere in Puglia

Vieni a leggere in Puglia. Perchè è da una delle regioni dove si legge di meno che sta partendo un nuovo movimento culturale, come sta dimostrando a tutti il progetto di Inchiostro di Puglia, per esempio. E’ qui che editori e scrittori sempre più numerosi raccontano il territorio nelle loro storie, e le storie approdano al cinema. E tra pagina e grande schermo oscillano gli appuntamenti della Puglia, regione ospite d’onore, al Salone del Libro di Torino.

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(Lasciate fuori lo smartphone): un sito di viaggi per ritrovare se stessi

viaggi ayurveda “Mangia, prega, ama”.

Dopo aver imparato l’arte del piacere in Italia, sferza decisamente verso Oriente la personale ricerca della felicità di Liz-Elizabeth Gilbert. Lei – noi abbiamo in mente il largo sorriso di Julia Roberts, star dell’omonimo film, quando ci pensiamo – per caso e per destino, chi lo sa, arriva in India e ritrova la sua spiritualità. E poi conclude il suo viaggio a Bali, Indonesia, dove in fondo quello che scopre è una miscela tra le due rivelazioni precedenti. In entrambi i casi, fa un’esplorazione anche dentro se stessa, e si scrolla di dosso qualche macigno, di quelli che non vediamo ma che ci girano intorno, nella vita di tutti i giorni, pronti a pesarci sulle spalle. Ed è per liberarcene che spesso decidiamo di partire, e magari lo facciamo verso luoghi che istintivamente immaginiamo come carichi di energie positive oppure impregnati di spiritualità.

#myidealtraveling
Luoghi dove lasciar fuori dalla soglia lo smartphone – o quanto meno cercare di accenderlo il meno possibile! – ma un buon libro magari quello no, teniamolo accanto, che sfogliarlo insieme a una bella tisana può fare solo del bene.

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Viaggi ispirazionali: nasce una guida dove le destinazioni sono le persone

guida viaggi ispirazionali destinazione umanaLe persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”, diceva (se il giro delle citazioni non mente) John Steinbeck.

E aggiungerei che sono i viaggi a fare ed a fare incontrare le persone.

Perchè se amate viaggiare (senza scomodare l’abusata discriminazione tra viaggiatori e turisti) lo sapete: una delle scoperte più intense, in viaggio, sono le persone. Quelle che conosciamo in viaggio come noi, quelle che incontriamo a destinazione e che magari di turismo vivono e col turismo hanno trovato il loro riscatto.

Come le storie che proprio l’Organizzazione mondiale del turismo ha voluto raccontare e raccogliere in due libri, di cui ho scritto qui. Viaggiare per incontrare un luogo e insieme a lui qualcuno.

Per questo mi è piaciuto subito, quando ho avuto modo di conoscerlo per lavoro, il progetto di cui vi voglio parlare oggi. Perchè raccoglie viaggi ispirazionali, che partono dalla domanda: chi vuoi conoscere?, ancora prima di chiedersi in quale posto andare. Perchè dal progetto sta nascendo una guida, e quindi eccolo di nuovo, questo circolo virtuoso che parte dal web e si trasforma in carta (come con l’esperienza di questa guida di viaggio del Salento letterario).

E poi perchè alla guida è legato un progetto di crowdfunding, e il sostegno condiviso alla realizzazione di un libro, di un progetto editoriale o di comunicazione, è una tendenza che sto captando sempre più intensa nell’aria e che mi piacerebbe approfondire sempre di più.

Ecco, dunque, tre motivi per cui oggi ho scelto di parlarvi di Destinazione Umana. Di cosa si tratta? Di un portale e tour operator, nato a Bologna nel 2014, che propone viaggi ispirazionali, ribaltando la concezione del viaggio: la domanda fatta a chi è in partenza non è più “dove vuoi andare” ma “chi vuoi conoscere”, e il viaggiatore viene guidato verso l’incontro con gestori di strutture ricettive (agriturismi, bed and breakfast, ostelli, case vacanza, masserie) aderenti alla rete, che possano essere per lui fonte di ispirazione.

guida viaggi ispirazionali

E saranno proprio queste “destinazioni umane” i protagonisti della guida che uscirà a maggio, in italiano ed inglese, con un sottotitolo tanto bello quanto felicemente ambizioso: la guida per cambiare vita.
Le interviste alle Destinazioni Umane raccontano i luoghi attraverso le storie di vita delle persone che li abitano e li amano, attraverso quattro punti cardine: il cambiamento, l’innovazione, la ruralità e la spiritualità. Ecco come lo racconta Silvia Salmeri, una delle tre autrici (insieme a Silvia Bernardi e Silvia Santachiara) e ideatrice di Destinazione Umana insieme a Valerio Betti: “Dopo più di un anno di intensa attività online per la creazione, comunicazione e promozione dei nostri viaggi ispirazionali abbiamo
compreso che era giunto il momento di diventare sempre più “concreti”: ed ecco da qui l’idea della guida cartacea. Un vero e proprio viaggio ispirazionale attraverso le nostre Destinazioni Umane, più di una sessantina, in tutta Italia, per raccontare le storie di cambiamento positivo, innovazione sociale, imprenditorialità di ognuno di loro. Vogliamo dare la possibilità a chi si mette in viaggio di seguire una nuova rotta, quella degli incontri e dell’accoglienza, quella dell’ispirazione positiva”.

guida viaggi ispirazionali

Subito dopo l’uscita in libreria, le autrici vorrebbero portare in viaggio la guida attraverso un tour in tutto lo Stivale: ecco dunque l’idea del crowdfunding: una campagna lanciata su Ginger per raccogliere 4mila euro e partire. L’obiettivo è quasi raggiunto e se volete contribuire anche voi c’è tempo ancora fino al 10 aprile. Lo potete fare qui.

Nel mondo del turismo ormai la parola d’ordine sembra essere proprio questa: cercare ispirazione, o comunque “accantonare” le forme classiche di viaggio per andare più a fondo, tornare a casa con un’esperienza – ma questo step già è stato assodato da diversi anni – che sia personalizzata – ecco il passo successivo.

Per questo sono molto curiosa di saperne di più sulla guida ispirazionale di Destinazione Umana e vi anticipo già che prossimamente ve ne riparlerò ed ospiterò le autrici su questo divano virtuale (e magari spero che nel loro tour le possa incontrare anche a Milano). Anzi, avete curiosità da chiedere loro? Scrivetemele nei commenti e girerò loro le domande, che ne dite?

Dal tramonto all’alba: il 18 giugno fate le ore piccole in libreria

Letti di Notte la Notte bianca dei libriOgni luogo racconta una storia e ogni libro racconta un luogo.

E’ un fil rouge per me, e per tanti di voi che amano viaggiare sulle tracce (e in compagnia) dei libri. E quindi sono stata attratta come una calamita dall’evento condiviso di cui sto per parlarvi!
Dal tramonto all’alba, la prima notte d’estate, o lì nei dintorni. “Lampadine” culturali che si accendono in giro per l’Italia e col favore del buio le pagine prendono vita. Non è magia (o forse sì, quella che ci fa provare un’attrazione irresistibile per i libri), ma una notte vera, si chiama Letti di Notte, è la Notte dedicata al libro ed alla lettura e la organizza dal 2012 l’associazione culturale Letteratura Rinnovabile.

Ogni anno nella prima notte d’estate (o appunto giù di lì) 200 luoghi d’Italia tra librerie, biblioteche, musei, teatri e piazze si animano per festeggiare la lettura con iniziative creative: reading, spettacoli, giochi.

Libri in viaggio, davvero, perchè la magia della parola rimbalza da una città all’altra e quest’anno più che mai.

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Alla ricerca di Shakespeare: 400 anni dalla British Library a Stratford-upon-Avon e ritorno

itinerari Shakespeare anniversario

Vivien Leigh ( Titania) da A Midsummer Night’s Dream al The Old Vic Theatre, 1937. credits J W Debenham

La riconoscete? E’ Vivien Leigh, ovvero l’indimenticabile Rossella O’Hara nel celebre Via col Vento del 1939. Due anni prima, nel 1937, il suo sguardo penetrante e impertinente impersonava Titania, la regina delle Fate di A Midsummer Night’s Dream, e la recitava all’Old Vic Theatre di Londra. Questa e altre storie “shakespeariane” saranno svelate tra poco, alla British Library, in una mostra dedicata a William Shakespeare. Perchè, lo sapete, il prossimo 23 aprile ricorrono i 400 anni della morte di William Shakespeare e tutto il Regno Unito, e buona parte del mondo, è in fibrillazione tra eventi, celebrazioni, festeggiamenti in onore del Bardo.
Così ho deciso di raccogliere qui per voi una prima piccola panoramica su quel che succederà e soprattutto su dove cercare informazioni interessanti per un itinerario dedicato a William Shakespeare.

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#MilanoDaLeggere: Stendhal vive nel cuore della Biblioteca Sormani

itinerari letterari a MilanoComputer e faldoni sul tavolo al centro.

Librerie in legno zeppe di volumi alle pareti, rilegati in pelle color porpora.

Un grande specchio ottocentesco sopra un camino spento e, poco più in là, un ritratto ad olio.

E’ quello di Marie-Henri Beyle, meglio noto come Stendhal, ed anche buona parte dei libri che vediamo in giro sono suoi. Li leggeva, li portava con sè ovunque (erano forse loro la sua casa?) ci scriveva sopra appunti, annotazioni, pensieri. E oggi quei libri, e non solo, sono un piccolo grande tesoro che si cela nel cuore di un palazzo storico di Milano: la Biblioteca Comunale Centrale, ovvero la Sormani, al numero 6 di corso di Porta Vittoria.

Ed e’ questo il viaggio letterario in cui vi accompagno oggi. Sia che viviate a Milano, sia che alla prossima occasione di visitarla cerchiate un luogo prezioso da conoscere.

E’ incredibile come i luoghi possano raccontare e custodire storie come questa, che ho scoperto un paio di settimane fa. Vi avevo raccontato dei festeggiamenti per i 60 anni della Biblioteca Sormani di Milano. E dunque ne ho approfittato, per partecipare ad una visita guidata insieme ai bibliotecari che queste sale e questi angoli li conoscono e li amano. Ero curiosa di percorrerne i corridoi, di ammirare i depositi dei libri che di solito rimangono celati ai frequentatori. Ignoravo che questo elegante palazzo del ‘600 custodisse il cuore dei libri amati da Stendhal.

Si chiama proprio Centro Stendhaliano e custodisce due importanti raccolte legate allo scrittore francese: il Fondo Stendhaliano Bucci e la Raccolta Stendhaliana Pincherle.
Perchè Milano fu una città d’elezione, per Stendhal, che tanto viaggiò in Italia (e fu proprio un libro di ricordi e d’impressioni “Roma, Napoli, Firenze”, il primo ad essere firmato con lo pseudonimo di Stendhal), fino a diventare console francese presso lo Stato Pontificio con dimora a Civitavecchia. E proprio qui e a Roma, dopo la morte che lo colse in Francia il 23 marzo 1842, rimasero libri e lettere, riviste e manoscritti che fu l’amico Donato Bucci a custodire.

L’intera storia la potete leggere sul portale dedicato, dove è possibile anche consultare questo patrimonio che è stato digitalizzato.
D’altronde, lo scrittore di Il rosso e il nero e La Certosa di Parma amò evidentemente così tanto il nostro Paese da volere che sulla sua lapide a Parigi fosse scritto così: “Arrigo Beyle milanese“.
Ci guardiamo intorno nella stanza che custodisce questo piccolo grande tesoro e i bibliotecari ci spiegano che leggeva tanto Stendhal, ma annotava anche, ovunque. E oggi sfogliando – pur virtualmente – queste pagine, possiamo immergerci un po’ nella sua vita quotidiana.
Nella sala di consultazione chi sta portando avanti studi e ricerche su Stendhal può consultare i documenti, sia a stampa sia autografi.
Ma naturalmente non è l’unico motivo per cui vi consiglio di visitare la Biblioteca Sormani di Milano. Il palazzo, per esempio, ospita un giardino di lettura affacciato sui palazzi ottocenteschi del centro di Milano e che vi accoglie da aprile a ottobre.
Io ringrazio i bibliotecari per questa bella occasione e vi porto con me in un piccolo tour virtuale, con queste “cartoline” dalla Sormani. Buona passeggiata!