Ci portiamo ancora un po’ d’estate addosso? Ecco come, grazie ai libri!

libri settembre

C’era un tempo in cui dell’estate ci si stancava. Le vacanze erano lunghe, tanto lunghe, e quando arrivavano le prime piogge a spezzare il caldo ci si accoccolava nel pensiero di settembre che stava per arrivare. Settembre, con la gioia sottile di nuovi astucci, quaderni e pennarelli. E poi settembre, con le pubblicità di maglioni e cappottoni sulle riviste e l’impazienza di tornare a sentire la lana sulla pelle.

Oggi invece quando settembre arriva non sono mai pronta, le vacanze le vorrei stiracchiare ancora un po’ e quel maglione lo lascerei volentieri nell’armadio ancora a lungo.

Però settembre arriva, comunque. E allora quello che si può fare per salutarlo al meglio è custodire più a lungo possibile le emozioni dell’estate. Fare scorta di luce e benessere per l’inverno.

Lo possiamo fare in tanti modi, anche banali, come preparare la colazione come facevamo al mare, indossando ancora qualcosa che ci ricordi quei giorni.
Oppure… affidandoci ai libri!

C’è un modo di far tesoro della bellezza di una vacanza grazie ai libri? Ce ne sono tanti! E se non parti mai senza un libro a farti compagnia ecco quelli che ho pensato per te.

Come sentirsi ancora in vacanza:

Piccolo vademecum per turisti letterari

Sei ancora in viaggio? Compra un souvenir letterario. Un romanzo ambientato nel posto che hai appena scoperto, un libro fotografico, una guida originale, un augurio a tornare.

Sei già tornato a casa? Cerca anche nella tua città un libro o una storia capaci di ricondurti nel luogo che hai visitato

E perchè non far viaggiare ancora proprio il libro che ti ha accompagnato in vacanza? Donalo, scambialo, cerca il bookcrossing più vicino…

Durante il tuo viaggio hai scoperto una bella libreria locale? Torna a visitarla ogni tanto! Oggi i modi virtuali ce lo permettono, puoi seguire la sua pagina Facebook, il suo account Twitter o Instagram, iscriverti alla sua newsletter.. ti farà sentire vicino.

In vacanza avrai scattato innumerevoli foto e magari avrai anche preso appunti su un taccuino: perchè non mettere ordine nei tuoi ricordi estivi scrivendo un racconto? Puoi lasciarti ispirare dalle persone incontrate in viaggio, da un panorama, da una piccola scoperta.

E poi… ora che sei tornato alla vita di tutti i giorni, cerca il tuo primo giorno di scuola.

Fai come con i quaderni di quando eri piccolo; accarezza e annusa le copertine dei libri nuovi (perchè sono sicura che anche tu l’hai fatto da bambino!)

Cerca la sciarpa che ti avvolgerà quando ti isolerai dal mondo esterno leggendo su un tram d’inverno

Pregustati i tuoi primi giorni d’autunno. Scegli il libro che leggerai, osservando la pioggia dalla finestra.

Buon settembre.

Ps: c’è anche un altro bel modo di andare incontro all’autunno. L’estate finisce ma arrivano nuovi viaggi letterari. Che ne dite di un festival? Settembre ne è ricco e proprio di questo vi parlerò la prossima volta!

Mille e una Sicilia: un nuovo festival la racconta in cinque tappe

festival letterari in Italia

Il cielo nell’acqua, Mazara del Vallo, credits Mariangela Traficante

Turisti letterari siete pronti a mettere in agenda un nuovo evento in giro per l’Italia?

Avevo appena raccolto i festival letterari di giugno che ecco che arriva una nuova rassegna pronta ad arrichire la mappa. E’ appena stata annunciata e mi piace segnalarvela per tre motivi.

Si svolge in Sicilia, terra generosa di storie e scrittori. Unisce cultura e turismo. E non è confinata alla sola manciata di mesi estivi, ma si allunga nell’autunno, e quindi fornisce un bel pretesto per partire a godersi l’isola anche nella famosa fuori stagione.

Si chiama Paesaggi di mare (promosso dall’Assessorato al turismo siciliano, con la direzione di Antonella Ferrara, presidente del book festival di Taormina TaoBuk), e si svolge in cinque tappe e altrettanti itinerari raccontati attraverso la Sicilia.

Si parte giovedì 16 giugno a Palermo, con lo scrittore e giornalista marocchino Tahar Ben Jelloun, l’antropologo Marco Aime, il pianista jazz Danilo Rea e l’attore Edoardo Siravo. Nel Chiostro della Galleria d’Arte Moderna, con un incontro ispirato alle parole di Gesualdo Bufalino “Tante Sicilie, perché?”, sui temi del dialogo, dello scambio e delle differenze, saranno presentati i cinque percorsi. Il primo è dedicato al geografo arabo Al Idrisi e al suo Libro di Ruggero. La Sicilia vista dal mare: da Palermo a Monreale, da Cefalù a Milazzo, da Messina a Taormina, da Aci Castello a Siracusa, da Noto ad Agrigento, da Sciacca a Castelvetrano, da Mazara del Vallo a Marsala, a Trapani, a Carini.

festival letterari in Italia

La campagna siciliana, credits Mariangela Traficante

E questi gli appuntamenti successivi:

Lo scrittore Santo Piazzese sarà protagonista sabato 1 ottobre a Marsala, al Complesso Monumentale San Pietro, con il giornalista e autore Gaetano Savatteri e lo storico Giovanni Brizzi. “L’intera Sicilia è una dimensione fantastica. Come si fa a viverci senza Immaginazione?”

Si viaggerà sulle rotte di Fenici e Greci, paesaggi, atmosfere, culture. Siracusa, Agrigento, Taormina, Naxos, Tindari, Morgantina, Selinunte e Segesta, oltre a Mozia – Marsala, Erice, Palermo, Solunto, Sambuca di Sicilia, Pantelleria e le Isole Egadi. Attraversando queste località si andrà alla scoperta di tutto ciò che è legato alla navigazione e alla marineria e del patrimonio archeologico-culturale, con percorsi di archeologia subacquea.

Terzo incontro all’insegna dello sguardo sul mondo di Giovanni Verga, con le sue parole: “Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare”: al Museo Diocesano di Siracusa lo scrittore Matteo Collura con Vittorio Sgarbi, il 22 ottobre. Con loro il pianista e trombettista Dino Rubino e l’attore e regista Vincenzo Pirrotta.

festival letterari in Italia

Scorci di Favignana, credits Mariangela Traficante

Protagonisti I luoghi della memoria. Saline, tonnare, torri di avvistamento. Le saline sono presenti soprattutto nella punta occidentale dell’isola, dove Fenici e Cartaginesi svilupparono l’estrazione del sale dal mare. Le torri di avvistamento costruite all’epoca di Carlo V e Filippo II lungo le coste siciliane sono 119. Tra le tonnare, l’Antica Tonnara Florio nell’isola di Favignana, diventata Museo della memoria. Altre miniere di mare sono le Cave di Pomice nelle Isole Eolie e le Cave di tufo di Favignana.

Dacia Maraini, insieme al giornalista Felice Cavallaro, incontrerà il pubblico domenica 6 novembre ad Agrigento presso il Teatro Pirandello. Punto di partenza le parole di Andrea Camilleri: “Cosa ti manca della Sicilia? – U scrusciu du mari”, e l’ultimo libro della scrittrice, La bambina e il sognatore (Rizzoli, 2015).

Il percorso sarà un itinerario del gusto e della dieta mediterranea. I prodotti della pesca e quelli che derivano dalle antiche civiltà fenicie e greche, arabe e normanne, come il vino, l’olio, i pani, il sale, i formaggi, la frutta fresca e secca, le erbe aromatiche.

Sarà Luis Sepúlveda a chiudere la rassegna, con il giornalista e conduttore televisivo Alberto Bilà, giovedì 17 novembre a Catania, al il Teatro Sangiorgi. Anche questa volta saranno le parole di Giovanni Verga ad accompagnare l’incontro: “La Sicilia sorgeva come una nuvola in fondo all’orizzonte. Poi l’Etna si accese tutt’a un tratto d’oro e di rubini”.

E l’itinerario sarà quello del Viaggio in Sicilia di Goethe e Grand Tour. Si ripercorreranno i luoghi visitati dallo scrittore tedesco e da personaggi come Maupassant, Anatole France, Winckelmann: Palermo, Alcamo, Segesta, Castelvetrano, Sciacca, Agrigento, Caltanissetta, Castrogiovanni (Enna), Catania, Taormina, Messina.

Quando l’Italia era un tesoro sulle mappe dei viaggiatori europei.

Vi porto a Praga: intervista a Tomáš Zmeškal, autore di “Lettera d’amore in scrittura cuneiforme”

romanzi ambientati a Praga

La scena si apre con una camera da letto inondata di rose profumate e un matrimonio imminente. C’è una grande storia d’amore, sì (che non è precisamente quella delle nozze in questione), ma gli eventi prenderanno un corso decisamente tortuoso, disegnato dai sentimenti dei protagonisti e spinto dalla Storia. Benvenuti a Praga, benvenuti in Lettera d’amore in scrittura cuneiforme. E’ il romanzo d’esordio di Tomáš Zmeškal, scrittore ceco classe 1966, che oggi arriva in Italia con Safarà Editore in una nuova collana – Kel – Kaleidoscopic  European Literature – dedicata ad autori provenienti da più diversi paesi dell’Unione Europea (il libro lo trovate qui) .

E racconta una storia familiare in tre generazioni che, tra eventi come la Primavera di Praga, l’invasione sovietica del 21 agosto 1968 e la rivoluzione di velluto del 1989 che portò alla fine del regime comunista, non può che intrecciarsi alla Storia con la S maiuscola.

Che qui è appena sfiorata, accennata in punta di penna, a volte ricordata, ma nulla di più. Eppure si sente, e forte, ingarbuglia le vite dei protagonisti, ma non è la sola. Anche loro, ciascuno con la propria indole, stringono nodi – specie nei sentimenti – che poi sarà difficile risolvere. E in questo romanzo la Storia è come Praga: una presenza costante ma che rimane quasi sullo sfondo. E toccherà a chi viene da lontano rivelarla.

romanzi ambientati a Praga

Non voglio svelarvi la trama del romanzo, anche perchè, come vedrete se lo leggerete, ogni tanto vi fanno irruzione anche vere e proprie visioni…

Nè vi racconterò, ovviamente, cos’è questa lettera d’amore in scrittura cuneiforme che gli dà il titolo, salvo confermarvi che sì, c’è e arriverà in un momento importante della storia! Vi dico solo che se state cercando un libro da leggere prima di un viaggio a Praga lo potete mettere in valigia, per fare un primo incontro con la letteratura ceca contemporanea.

Queste e altre riflessioni mi venivano in mente mentre leggevo Lettera d’amore in scrittura cuneiforme. E ho avuto il piacere di condividerle proprio con l’autore. Tomáš Zmeškal ha risposto alle mie domande, e ne è nata questa intervista.

Mi piacerebbe che, per chi di voi leggerà il romanzo, possa farvi da guida! Nella storia e attraverso i luoghi di Praga.

Chelibromiporto: Uno dei simboli di Praga è l’orologio astronomico della Città Vecchia con il suo complesso meccanismo e anche le azioni che legano i personaggi del romanzo sembrano governate dagli ingranaggi complessi della Storia: ci sono vicende davvero accadute alle quali si è ispirato per scrivere?

Tomáš Zmeškal: Sono ancora stupefatto dalla realtà, da come accadano cose vere che nessuno avrebbe sospettato. La storia ci influenza volenti o nolenti, che ci piaccia oppure no, e naturalmente la storia dell’Europa Centrale e Orientale è stata a volte un orologiaio piuttosto crudele. Ma – per rispondere alla sua domanda – non scrivo storie che mi sono state raccontate o che ho sentito, non scrivo in questo modo. Ho un profondo rispetto per le persone che mi raccontano le loro storie e ho anche un profondo rispetto per i generi letterari e quando scrivo romanzi posso respirare liberamente, ma naturalmente alcuni lettori poi mi dicono: “Il tal fatto che hai scritto è successo più o meno alla nostra famiglia”. A volte è piuttosto sbalorditivo.

Chelibromiporto: Le vicende dei protagonisti non si soffermano quasi mai sui luoghi in cui accadono. Praga e Lhotka, pur fondamentali, rimangono quasi sullo sfondo. Tocca a qualcuno che arriva da fuori, il cugino Jiri, il compito di raccontare, nelle lettere alla sorella, le sue impressioni. E’ stata una scelta voluta? Questo vuol dire che solo uno straniero è in grado di capire al meglio un luogo, perché non è coinvolto emotivamente?

Tomáš Zmeškal: Penso che a volte siamo così dentro alle nostre emozioni, ai nostri problemi… che la soluzione o lo sguardo dall’interno viene da uno estraneo o, per essere più precisi, da un “outsider” totale, qualcuno come Franz Kafka che era un perfetto “outsider” e uno straniero di lingua tedesca nelle terre ceche.

romanzi ambientati a Praga

Chelibromiporto: Jiri è spesso molto duro con i giudizi su Praga e il carattere dei cechi. In una delle sue lettere sembra quasi rimproverarli di aver considerato come globalizzazione quella che, in realtà, è invece una vera “americanizzazione” degli usi e costumi. Lo pensa anche lei? C’è qualcosa nel carattere ceco che è andato perso per sempre?

Tomáš Zmeškal: Ogni giorno perdiamo delle illusioni su noi stessi. Dalla morte di Vaclav Havel (il primo capo dello St post comunista, ndr) le cose cambiano così velocemente in Repubblica Ceca che non so come tutto questo andrà a finire. Mia nonna, che era nata nel 1901, era solita pensare e ripensare alla sua giovinezza e ai film muti che guardava da ragazza. Saltava spesso fuori un nome, quello dell’attrice Mary Pickford.

Anni dopo, mentre vivevo a Londra, in una enorme libreria Foyles mi sono imbattuto per caso in una sezione di libri sul cinema e lì ho visto un intero scaffale di libri su Mary Pickford. Mi sono ricordato di mia nonna e della sua giovinezza. Già antecedentemente alla Prima Guerra Mondiale i cinema di Praga erano pieni di film muti americani. Qualcuno definisce il XX secolo il secolo americano. Da cittadino ceco, devo dire che senza gli Stati Uniti la Cecoslovacchia difficilmente sarebbe potuta nascere dopo il primo conflitto mondiale.

Chelibromiporto: A un certo punto la storia comincia a dipanarsi tra la città, Praga, e la campagna, Lhotka. E’ ancora tanto forte la diversità tra le due anime della Repubblica Ceca, quella più legata alle tradizioni e l’altra che invece si è vista cambiare di più dopo la caduta della Cortina di ferro?

Tomáš Zmeškal: Sì, lo è. La campagna è più tradizionale, ma io non idealizzo le relazioni all’interno dei piccoli villaggi cechi. Sono una persona di città, non potrei vivere a lungo lontano da gallerie, biblioteche, librerie… La campagna ceca si spopola a favore delle città più o meno grandi fin dalla caduta della Cortina di ferro. Alcuni paesetti sono tornati alla vita, ma temo che non siano la maggioranza.

Chelibromiporto: In una delle sue chiacchierate con Jiri l’anziano Josef dice che a Praga sembra di stare in un museo. Quali sono per lei i luoghi della Capitale ceca maggiormente d’ispirazione, per uno scrittore, un artista, un musicista…?

Tomáš Zmeškal: Proprio l’altro giorno parlavo con un mio amico che mi ha detto: “Vivendo a Praga, sto perdendo la percezione della sua bellezza. Quando degli amici che vivono all’estero vengono a trovarmi, sono tutti completamente ipnotizzati da Praga, ma io no”.

Per quello che mi riguarda… Da ragazzino ero solito giocare nel Castello di Praga perché vivevamo a dieci minuti a piedi dal primo cortile. Da ragazzo quindi conoscevo il Castello di Praga come il palmo della mia mano. Non mi sembrava bello, mi sembrava in parte casa in parte parco giochi. Quando vivevo all’estero non pensavo espressamente a Praga come a una bella città, ma non ritenevo nemmeno le altre città altrettanto piacevoli. Amo Londra, ma naturalmente non la si può paragonare a Praga. O a Parigi del resto.
E sì, penso che certe parti di Praga oggi siano come un museo. Molti errori sono stati fatti nelle scelte politiche negli anni ’90 e intere parti della città sono oggi senza vita e sopraffate dagli agenti immobiliari. Naturalmente le pianificazioni e le scelte politiche che riguardano Praga sono un triste capitolo che penso sia meglio lasciare per un altro momento.

romanzi ambientati a Praga

Chelibromiporto.com: Praga nel suo romanzo attraversa cinquant’anni di vicende storiche cambiando certamente volto e anima. Quali strade, angoli, quartieri, rappresentano maggiormente questa trasformazione e quali consiglierebbe di visitare a chi volesse conoscere la Storia più da vicino?

Tomáš Zmeškal: Penso che il Castello di Praga e il centro di Malá Strana abbiano subito un’enorme trasformazione e che stiano rapidamente perdendo la loro anima. Ma la vita quotidiana continua nei piccoli pub dove gli uomini e molte donne ceche bevono birra, locali che sono a volte così pieni di fumo da non riuscire a respirare e dove si parla del più e del meno.

Chelibromiporto: Uno dei capitoli è dedicato a un salto nel futuro: come si immagina Praga e i i luoghi a lei cari tra un centinaio di anni?

Tomáš Zmeškal: Magari lo sapessi: fare lo storico è più facile che fare il futurologo. Però credo che il Clementinum, dove il Club PEN ha il suo piccolo ingresso ed ufficio, sarà ancora là. C’è poi la Torre Astronomica, dove Tycho Brahe e Keplero osservarono le stelle e dove negli ultimi 264 anni i meteorologi hanno fatto le loro misurazioni. Potrebbe benissimo andare avanti per altri cento anni.

Non sono sicuro del resto, il futuro rimane un’isola sconosciuta.

romanzi ambientati a PragaL’autore: Tomáš Zmeškal è nato a Praga nel 1966 da madre ceca e padre congolese. Nel 1987 lascia la Cecoslovacchia per vivere a Londra, dove studia presso il Kings College. Torna a Praga dopo il crollo del comunismo, e da allora lavora come scrittore e insegnante di scrittura creativa. Il suo romanzo d’esordio, Milostný dopis klínovým písmem (2008; Lettera d’amore in scrittura cuneiforme, Safarà Editore 2016) ha vinto il premio dell’Unione Europea per la Letteratura e il Premio Josef Škvorecký.

Leggete e partite: a giugno fioriscono i festival letterari in Italia

festival letterari in Italia

Me li immagino (e a volte riesco a viverli) così: una giostra, un turbinio, di eventi, incontri, sorrisi e scoperte. Sono i festival letterari in Italia, e sono tanti.

Non fermatevi ai più blasonati. Il cuore letterario d’Italia e della sua provincia pulsa ed è fatto di eventi organizzati spesso con difficoltà, grazie ai volontari, ma con una sfida intelligente: portare i libri e la letteratura nelle piazze, tra i vicoli dei borghi e i palazzi dei centri storici, e facendo così anche turismo. Uno dei miei sogni è riuscire a viverli e raccontarli, intanto ve li voglio segnalare qui. E lo faccio oggi perchè giugno sembra essere un mese davvero propizio per chi vuol fare del turismo letterario in Italia!

Iniziano in questi giorni diversi festival, a Ivrea, in Puglia, a Cagliari, Modena, a Sesto San Giovanni e a Palermo. Arrivo proprio in corso d’opera e perdonatemi se ve ne parlo all’ultimo momento, ma spero che qualcuno di voi si trovi in queste zone e decida di andare a darci uno sguardo. E cercateli anche online: spesso hanno bisogno di sostenitori e lo si può fare grazie al crowdfunding. Intanto, eccoli qui, i festival letterari di giugno, ma se ne conoscete altri fateli scoprire anche a me!

Puglia – La Notte dei Poeti

La Notte dei Poeti si definisce un “piccolo festival della parola”. Perchè vuole riscoprire la bellezza della parola scritta, e anche quella della tradizione letteraria regionale, e poetica soprattutto. E così per sei giorni tre borghi meravigliosi di Puglia – Otranto, Ostuni, Trani – ospiteranno scrittori e artisti, con presentazioni di libri, reading, omaggi ai grandi poeti del Novecento, poetry slam – dieci poeti si sfideranno a colpi di poesia – e azioni di poesia urbana tra piazze e vicoli.
“I poeti lavorano di notte” scriveva Alda Merini. E qundi tanti eventi dal tramonto per finire all’alba. Appuntamento il 3 e 4 giugno a Otranto, il 10 e 11 giugno a Ostuni, il 17 e 18 giugno a Trani. –> www.nottedeipoeti.it

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#MilanoDaLeggere: i muri che raccontano (belle) storie

Franca Rame street art Milano

Tarda mattinata. Esterno giorno. Sono seduta su una panchina al sole in una piccola piazza milanese che sembra Parigi. Mi guardo intorno – come sempre – curiosa e appena dietro l’ingresso di un parcheggio sotterraneo scopro un piccolo grande gioiello. Un murale, colori caldi, arancioni, beige, grandi volti ritratti su quello che sembra un anonimo muro di cinta. Sono i volti di personaggi illustri di Milano, dell’arte, della letteratura, dello spettacolo. Primi piani, grandi, accompagnati da citazioni di autori altrettanto famosi. Proprio davanti a me, per esempio, c’è Franca Rame, la sua acconciatura vaporosa e i suoi grandi occhiali scuri appena incorniciati dai rami di un albero.

Di più non riesco a vedere nè a fotografare. E infatti l’unico ricordo di quella giornata sono un paio di foto, quelle che vedete qui. Perchè – ve l’ho detto? – due settimane fa mi sono fratturata un piede. E infatti quella panchina si trova proprio di fronte a un ospedale specializzato di Milano, il Gaetano Pini. E peccato che le stampelle non mi permettano di andare in giro oltre a fotografare. Ma appena torno a casa mi metto subito a cercare. voglio sapere cos’è quel pezzo di street art a Milano.

Perchè spesso le storie sono belle anche raccontate sui muri. E questa è una storia di bellezza urbana.

Sapete infatti cosa ho scoperto? Che quel murales fa parte di un progetto artistico voluto proprio dall’Ospedale, in occasione dei 140 anni della sua fondazione, un paio di anni fa.

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Le emozioni lasciate a sedimentare e poi raccolte: la bellezza dei libri, compagni di viaggio slow

libri da leggere prima di un viaggio

Ogni volta mi stupisco. Piacevolmente. E sorrido. Sono convinta che si tratti di una mania che ho io e invece scopro che è una passione condivisa. E da molti. Cosa? Prepararsi a un viaggio leggendo un libro ambientato nel luogo che stiamo andando a conoscere. E non per forza reportage ma anche romanzi, racconti, perchè no poesie. Oppure, semplicemente, leggere e appassionarsi non solo alla storia, ma anche ai luoghi dove tutto accade.

Sorprendersi a fantasticare su strade, case, panorami, quasi più che sugli intrecci tra i personaggi. I libri da leggere prima di un viaggio, reale e virtuale, sono preziosi perchè ci prendono un po’ per mano e ci preparano al posto che visiteremo. Che non è detto che sia come quello raccontato nel romanzo. Anzi, magari ci deluderà anche. Perchè il legame tra la letteratura e la scoperta del mondo è forte ma non sempre fedele. Però rimane un richiamo importante.

Ne ho avuto conferma ancora una volta la settimana scorsa, quando su Twitter ho moderato una chat  dedicata al rapporto tra i libri e i viaggi. Vi chiederete: ne parli dopo una settimana? Sì perchè anche sul web spesso hai voglia e necessità di lasciar depositare la frenesia per raccontare al meglio.

Una settimana fa, dunque, come ogni mercoledì, la community di Tbnet, la rete di travel blogger professionisti di cui ho il piacere di far parte anch’io, ha dato vita alla consueta #tbnetalks, ovvero una tweetchat dedicata di volta in volta a un tema del viaggio.

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Di paesaggi letterari e turismo “in giallo”: chiacchierata con ilLibraio.it aspettando il Salone del Libro

salone del libro torino programma

Potrei passare intere lunghe ore a curiosare sui social network e in giro per il web a caccia di notizie sui libri e sui viaggi letterari. E a dire la verità già lo faccio quando posso! E un giorno vi racconterò cosa mi piace leggere e chi seguire, come già avevo fatto qui con gli hashtag da seguire su Twitter per chi ama i libri e i viaggi. Intanto però un nome ve lo faccio, perchè è uno dei siti d’informazione letteraria che leggo più spesso. E che – se andrete al Salone del Libro di Torino, potrete incontrare dal vivo. (a proposito, avete letto queste pillole dall’edizione numero 29 che inizia domani?).

E’ ilLibraio.it, il sito della storica rivista Il Libraio, fondata nel 1946 da Leo Longanesi. E quest’anno partecipa al Salone del Libro con uno stand, una serie di eventi e una novantina di ospiti. Quindi, curiosa, sono andata a sbirciare nel programma in cerca di qualche appuntamento in linea con il nostro amato turismo sulle orme dei libri. Mi piaceva l’idea di far nascere da ognuno uno spunto di riflessione, e di conviderlo proprio con il team de ilLibraio.

E’ andata davvero così e ne sono molto contenta. Alle mie domande ha risposto Antonio Prudenzano, giornalista e responsabile editoriale del sito. Di cosa parliamo? Di nuovi paesaggi letterari, di “turismo giallo”, di condivisione… Buona lettura!

Giovedì 12 maggio
Evento: Il fascino senza tempo dell’editoria americana”

Chelibromiporto: Il classico on the road, le storie frenetiche delle metropoli, quelle quasi ancestrali della profonda provincia: l’immaginario letterario americano non si esaurisce mai. Ma ci sono nuovi “paesaggi letterari” all’orizzonte capaci di competere con quello Usa? Quali scene letterarie, da quali Paesi, potrebbero diventare altrettanto affascinanti?

on the road Usa

Antonio Prudenzano:Non sono un critico letterario e non ho il quadro completo di quel che accade nella scena letteraria dei vari paesi. A questa domanda posso rispondere solo soggettivamente. Sicuramente, negli ultimi anni, grazie a numerosi romanzi, gialli e thriller ma non solo, abbiamo avuto conferma del fascino della Scandinavia. In futuro, mi auguro possa crescere l’attenzione nei confronti della letteratura africana“.

Venerdì 13 maggio

Evento: “Ma cosa sono i gruppi di lettura?”

Chelibromiporto: Chi è abituato a pensare che leggere un libro sia un’esperienza in solitaria sarà sorpreso di scoprire che invece è, sempre di più, un viaggio che si fa insieme. I gruppi di lettura diventano numerosi. A cosa si deve questa crescita secondo voi? E quali sono le esperienze più originali in cui vi siete imbattuti?

Antonio Prudenzano: “Su ilLibraio.it spesso parliamo di gruppi di lettura, sia fisici (nelle librerie, nelle biblioteche, nelle case private, nei centri culturali), sia virtuali. Il crescente successo planetario dei bookclub è la conferma che non per tutti la lettura è un’attività (solo) solitaria; anzi, l’impressione è che cresca la voglia di condividere le emozioni che suscitano le pagine. Spesso ci imbattiamo in storie curiose, è vero. Ad esempio, qui abbiamo scritto di un club della lettura al femminile (tutto italiano) nato di recente a Dubai, metropoli in cui non è facile trovare testi in italiano“.

Sabato 14 maggio

Evento: “Un viaggio letterario tra giallo e noir”

Chelibromiporto: Lo scrittore Gianni Biondillo ama dire che chi scrive gialli lo fa perchè in realtà vuole scoprire e raccontare una città. E in effetti le trame noir sono spesso un viaggio attraverso strade e luoghi. Sta nascendo un nuovo turismo letterario giallo in Italia?

Antonio Prudenzano:Forse sì, almeno in alcuni casi (penso alla Sicilia di Camilleri, a esempio). A questo proposito, segnalo un interessante approfondimento che ho letto l’altro giorno sulla pagina Libri del Post (qui l’articolo), dal titolo ‘Atlante degli investigatori italiani’. L’autore, Giacomo Papi, sarà ospite del nostro stand sabato alle 17.30. Il suo articolo comincia così: ‘L’ingrediente fondamentale dei gialli – probabilmente più dell’eroe, sicuramente più della trama – è il luogo in cui sono ambientati…’“.

libri

Evento: “Il giornalismo letterario tra carta, web e social network”

Chelibromiporto: Sembra un paradosso: in Italia si legge poco ma c’è una felice crescita di riviste e siti dedicati alla letteratura. Forse perchè non si tratta più solo di scrivere di libri, ma di raccontare nuove esperienze culturali – fatte anche di incontri e scoperta del territorio – che nascono intorno a un libro?

Antonio Prudenzano:Confermo. Ogni giorno, ad esempio, su ilLibraio.it raccontiamo storie di librerie e biblioteche da tutto il mondo, dalle grandi città alla provincia italiana, passando per luoghi remoti. L’amore per i libri diventa occasione di scoperta, di piccole e grandi storie, legate alle persone, prima di tutto, e poi anche ai luoghi“.

P.S: Sono d’accordo. E voi?

“Scrivo per afferrare il vero senso della vita”: Ernest Hemingway rivive a Boston

mostra Ernest Hemingway Boston

Ernest Hemingway e John Fitzgerald Kennedy non si incontrarono mai. Ma il presidente americano più volte espresse ammirazione per lo scrittore e, quando Hemingway morì, aiutò la moglie Mary a raggiungere Cuba, per recuperare gli averi del marito. Sull’Isla Grande, infatti, a dieci miglia dall’Avana, sorgeva Finca Vigia, la casa di Hemingway a Cuba, il buen retiro caraibico tanto quanto quello di Key West in Florida, 90 miglia appena di separazione eppure un altro mondo.

Un angolo di mondo dell’autore di Addio alle Armi è custodito anche nella East Coast.

Oggi infatti voglio segnalarvi una mostra dedicata al grande Ernest, da mettere in programma se magari state pensando a un viaggio a Boston.

Grazie all’amicizia con Jacqueline Kennedy Onassis, Mary Hemingway decise di donare alla Jfk Library di Boston la collezione di manoscritti del marito. E proprio qui, in questo palazzo moderno che rende omaggio al trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America, è appena iniziata una grande esposizione dedicata allo scrittore. Si chiama Ernest Hemingway: Between Two Wars. In mostra ci sono i suoi manoscritti, ma anche i carteggi con i leggendari compagni degli anni ’20 parigini, fotografie, oggetti.

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Chiamiamole Visioni: viaggio intorno al Salone del Libro di Torino

Salone del Libro Torino 2016

Chiamiamole visioni. Ma non nel senso di illusioni, di pensieri vani, di finzioni. Mi piace pensare, invece, che le visioni siano idee e voglia di fare cose belle. Quella voglia che ti prende e ti riempie di entusiasmo quando ascolti parlare qualcuno e le sue parole ti affascinano, di fanno venire il sorriso sulle labbra, ti mettono in moto i pensieri. Ecco, secondo me è questo il vero modo di misurare il “successo” di un incontro, culturale, umano. Se le parole che ascolto mi caricano di entusiasmo, per me sono andate a segno. E allora mi piace pensare che siano queste le Visioni scelte dal Salone del Libro di Torino, che apre i battenti la prossima settimana – dal 12 al 16 maggio – al Lingotto, e che quest’anno ha proprio questo filo conduttore.

Le visioni di personaggi, della cultura, della scienza, dell’arte, che hanno scelto di andare oltre e immaginare. Ma non solo. Si preannuncia molto ricco il programma dell’edizione 2016, e per raccontarvelo ho provato a immaginarlo come tanti piccoli e grandi viaggi. Viaggi reali, dalla Puglia al Medio Oriente allo spazio, e tra le pagine – di carta e virtuali.

Vieni a leggere in Puglia

Vieni a leggere in Puglia. Perchè è da una delle regioni dove si legge di meno che sta partendo un nuovo movimento culturale, come sta dimostrando a tutti il progetto di Inchiostro di Puglia, per esempio. E’ qui che editori e scrittori sempre più numerosi raccontano il territorio nelle loro storie, e le storie approdano al cinema. E tra pagina e grande schermo oscillano gli appuntamenti della Puglia, regione ospite d’onore, al Salone del Libro di Torino.

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(Lasciate fuori lo smartphone): un sito di viaggi per ritrovare se stessi

viaggi ayurveda “Mangia, prega, ama”.

Dopo aver imparato l’arte del piacere in Italia, sferza decisamente verso Oriente la personale ricerca della felicità di Liz-Elizabeth Gilbert. Lei – noi abbiamo in mente il largo sorriso di Julia Roberts, star dell’omonimo film, quando ci pensiamo – per caso e per destino, chi lo sa, arriva in India e ritrova la sua spiritualità. E poi conclude il suo viaggio a Bali, Indonesia, dove in fondo quello che scopre è una miscela tra le due rivelazioni precedenti. In entrambi i casi, fa un’esplorazione anche dentro se stessa, e si scrolla di dosso qualche macigno, di quelli che non vediamo ma che ci girano intorno, nella vita di tutti i giorni, pronti a pesarci sulle spalle. Ed è per liberarcene che spesso decidiamo di partire, e magari lo facciamo verso luoghi che istintivamente immaginiamo come carichi di energie positive oppure impregnati di spiritualità.

#myidealtraveling
Luoghi dove lasciar fuori dalla soglia lo smartphone – o quanto meno cercare di accenderlo il meno possibile! – ma un buon libro magari quello no, teniamolo accanto, che sfogliarlo insieme a una bella tisana può fare solo del bene.

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