pistoia cosa vedere

Tre biblioteche da scoprire a Pistoia, la Capitale italiana della Cultura

pistoia 2017 capitale culturaUn cuore medievale cinto da 3 km di mura, piazze e palazzi settecenteschi e, tutto intorno, cinque ettari di vivai con piante tipiche di tutte le zone del mondo. E’ Pistoia e quest’anno è la Capitale italiana della Cultura. Cosa significa? Che per tutto il 2017 la città toscana sarà animata da eventi: festival, teatro, musica, letture. Vivrà una rigenerazione urbana con l’apertura di nuovi percorsi e luoghi della cultura. E a voi turisti letterari farà piacere sapere che tra i gioielli da visitare a Pistoia ci sono proprio le biblioteche. Quale occasione migliore per scoprirle? Si tratta di luoghi storici ma anche di spazi legati all’identità industriale di Pistoia, vi accoglieranno con volumi preziosi, opere d’arte e un bel calendario di eventi, tanto che c’è anche un hashtag per seguirli. Pronti al viaggio?

La Biblioteca San Giorgio

pistoia capitale italiana della culturaE’ stata aperta nel 2007 grazie al progetto di rigenerazione urbana che ha interessato la parte sud della città: qui infatti sorgevano le Officine San Giorgio, prima produttrici di carrozze e poi di veicoli ferroviari. La biblioteca ne ha conservato il nome e la struttura “a capannoni” tipica della fabbrica novecentesca. Libri e non solo: sui tre piani si incontrano anche opere d’arte contemporanea, e nel corso del 2017 ospiterà tanti eventi: tra questi, il Festival del giallo a febbraio, il convegno sulle Human Libraries a ottobre e il Forum del Libro a novembre. La Biblioteca San Giorgio si trova in via Pertini, è aperta il lunedì 14.00-19.00, dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 19.00,

La Biblioteca Forteguerriana

pistoia cosa vedereE’ una delle più antiche d’Italia la Biblioteca Forteguerriana: è stata fondata nel Quattrocento e conserva un patrimonio di 220.000 libri. Tra le curiosità custodite qui c’è una minuscola Divina Commedia pubblicata dall’editore inglese William Pickering nel 1822, contenuta in una scatola in pelle insieme a due volumi della Gerusalemme liberata del Tasso e ad uno delle Rime del Petrarca. Anche lei nel 2017 ospiterà svariati eventi. Tra questi La primavera del libro francese a marzo, il convegno “Cultura e biblioteche” a settembre e anche una mostra, “La città che scrive”, dal 14 ottobre al 17 dicembre: racconterà le principali esperienze di scrittura nate a Pistoia o legate alla città, dal Medioevo con Cino da Pistoia alla contemporaneità di Tiziano Terzani e Francesco Guccini. Troverete la biblioteca in piazza della Sapienza 5. Orari di apertura: lunedì, mercoledì, venerdì, dalle 9.00 alle 13.30; martedì e giovedì: 9.00 – 13.30 e 15.00 – 17.30.

Per entrambe le biblioteche il 2017 sarà un anno ricco di appuntamenti. Se sarete a Pistoia e avrete voglia di seguirli, qui potete trovare il calendario (che al momento è aggiornato fino ad aprile).
Sui social invece potete farvi coinvolgere seguendo un hashtag, #millemotiviper.

La Biblioteca Fabroniana

pistoia cosa vedereL’altra biblioteca da visitare a Pistoia è la Fabroniana. La trovate in piazzetta San Filippo 1, settecentesca e ricca, con gli arredi originali dell’epoca e opere d’arte al suo interno. Come lo scalone d’entrata, decorato da affreschi trompe l’oeil. Tutt’intorno le scansie di noce intagliate custodiscono 20mila libri a stampa e circa 400 manoscritti. Vi troverete sopratutto testi di carattere religioso, ma anche volumi umanistici e chicche, come una raccolta dedicata alle missioni cattoliche in Cina. E’ aperta martedì e giovedì dalle 9 alle 12.

lettori volontari

#MilanoDaLeggere: vuoi diventare un lettore volontario? Ecco come fare

lettori volontariPermettetemi di parlare ancora di Milano, perché l’iniziativa che vi racconto oggi secondo me vi piacerà. E perché mi piacerebbe sapere se esiste anche nelle vostre città e cosa ne pensate.
Se leggere è un piacere, cos’è leggere in compagnia – e soprattutto – leggere agli altri? E’ fare un viaggio insieme, donare questo piacere a qualcun altro, magari anche farglielo scoprire per la prima volta. Ma credo sia anche mettersi in gioco, per alcuni sfidare la propria timidezza, per altri provare a condividere un momento, quello della lettura, di per sè abbastanza intimo.

E voi avete mai letto ad alta voce per qualcuno? Se siete a Milano, lo potete fare. Il Comune di Milano, attraverso il Patto di Milano per la Lettura, è infatti alla ricerca di lettori volontari: 150 persone che abbiano la voglia e siano disponibili a leggere ad alta voce in scuole, biblioteche, centri ricreativi, carceri, ospedali. Luoghi della città da cui promuovere e trasmettere il piacere della lettura, un valore e una risorsa inestimabile per la crescita di tutti.

Il Patto per la Lettura è lo strumento che il Comune di Milano ha adottato proprio per rendere la lettura un’abitudine sociale diffusa, in primo luogo attraverso esperienze collettive di condivisione della letteratura. Se siete lettori appassionati e volete far parte di questo progetto, potete iniziare compilando un modulo online. Il primo passo, infatti, sarà frequentare un corso di formazione – il prossimo partirà il 20 febbraio. Ce ne saranno nelle varie zone di Milano, e da lì potrà partire la vostra nuova avventura di lettori volontari.
Che ne dite, vi piace l’idea? Conoscete altre esperienze come questa?

MilanoDaLeggere Kasa dei Libri

Dalla biblioteca al museo: libri, scrittori e fotografi in mostra a Milano

MilanoDaLeggere Kasa dei Libri
in foto: La Kasa dei Libri

Scriveva Emilio Salgari: “Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli“. Ma i libri sono un viaggio anche per chi li legge! E lo diventano in maniera ancora più intensa quando escono dalle librerie, animano i musei, si trasformano in mostre come una forma d’arte. E diventano l’occasione di scoprire luoghi del cuore della lettura. E’ proprio quello di cui vi voglio parlare oggi, e lo faccio con Milano. Se anche voi siete in città, segnatevi questi eventi che hanno i libri per protagonisti, e li mettono in mostra.

Ammirare l’Italia nella Biblioteca Sormani

E’ un luogo che sicuramente conoscete bene. Ma se ancora non avete visitato Palazzo Sormani, la sede della Biblioteca centrale di Milano, non perdetene l’occasione. In questi giorni per esempio potrete ammirare una mostra fotografica che nasce da un libro pubblicato da Punto Marte Edizioni a cura di Afi, Archivio fotografico italiano. Si chiama Il Belpaese. Luoghi e genti d’Italia e rimarrà allestita fino al 4 febbraio.

Omaggio a Primo Levi

al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

Letteratura al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia? Sì, se parliamo di uno scrittore che fu anche uomo di scienza, oltre che grande testimone di una tragedia come l’Olocausto. Fino al 19 febbraio nelle sale del museo dedicato a Leonardo Da Vinci si può visitare la mostra I mondi di Primo Levi. Una strenua chiarezza. Racconta la sua vicenda umana e intellettuale.

Lettere d’autore al Laboratorio Formentini

Fu pubblicata per la prima volta nel 1965 la guida Milano in mano, e divenne celebre. Portava la firma di Guido Lopez, giornalista e scrittore, e ci sono ancora pochi giorni di tempo per visitare la mostra dedicata a lui e allo scambio di corrispondenza con altri grandi come Italo Calvino e Benedetto Croce. La trovate al Laboratorio Formentini, in via Formentini 10, nel cuore di Brera. Un luogo da visitare per chi lavora nell’editoria o vorrebbe farlo. E anche per chi è appassionato di tutto ciò che ruota intorno ai mestieri del libro.

Gianni Berengo Gardin e le sue storie davanti all’obiettivo

Quando ho scoperto questo posto mi era sembrato un giardino segreto fatto di libri. E come altro si può definire un appartamento che custodisce volumi, tanti, oggetti legati ai libri e ospita incontri e mostre che hanno i libri per protagonisti? E’ la Kasa dei Libri (la trovate in Largo De Benedetti 4) e fino al 10 febbraio mette in scena l’arte del grande fotografo Gianni Berengo Gardin. Potrete ammirare 50 fotolibri che raccolgono la sua opera. A partire da una delle prime pubblicazioni: Venise des saisons (1965) – con testi di Giorgio Bassani e Mario Soldati.

city of literature Unesco

Le City of Literature ovvero: piccolo paradiso per turisti letterari

city of literature Unesco

Lo sapevate che nel mondo esistono le Città della Letteratura? Merito dell’Unesco, che nella sua missione di promuovere la pace e la collaborazione internazionale anche attraverso la cultura ha voluto dare vita a una vera e propria rete virtuosa. Sono le Cities of Literature, sono venti e oggi vi spiego dove trovarle e come scoprire i loro grandi e piccoli tesori letterari.

City of Literature è un titolo conferito alle città che conservano un ricco bagaglio culturale e un’eredità letteraria importante, ma non basta. Per entrare nel network Unesco occorre dimostrare di dare valore alla cultura e mantenerla viva. Sono città ricche di librerie e biblioteche, che ospitano festival letterari, che incoraggiano la lettura nelle scuole, dove si leggono, si comprano e si scambiano molti libri e i libri rivivono anche grazie agli eventi.

Tutto nasce da un’altra rete, quella delle città creative Unesco (Creative City Network), nata nel 2004 per legare insieme realtà diversissime tra loro – ne fanno parte Pechino, Montreal, Sydney, Bogotà e Sapporo – ma accomunate dal valore della loro industria creativa, e dall’impegno nella sua promozione, in sette aree: design, cinema, folk art, musica, gastronomia, media e, appunto, letteratura.

Edimburgo è stata la prima a essere designata City of Literature, sempre nel 2004, e proprio da qui può partire un viaggio alla scoperta delle altre città della letteratura. Sì, perché basta approdare sul portale che la capitale scozzese ha dedicato alla sua missione, per scoprire un mondo fatto di festival letterari, librerie, biblioteche, fervidi lettori e curiosità in giro per il mondo, dalla Nuova Zelanda all’Islanda. Oggi sono venti le Città della letteratura Unesco: Edimburgo, Melbourne, Iowa, Dublino, Reykjavik, Norwich, Cracovia, Dunedin, Praga, Heidelberg, Granada, Ulyanovsk, Baghdad, Tartu, Leopoli, Lubiana, Barcellona, Nottingham, Obidos, Montevideo.

Se amate fare i turisti letterari e state sognando un viaggio, cliccateci subito: troverete un piccolo paradiso. Le dieci cose da sapere prima di un viaggio letterario verso ciascuna di queste città sono qui: gli scrittori a cui hanno dato i natali, i festival letterari che ospitano, le case editrici che sono nate qui, le biblioteche e le librerie più importanti da non perdere. E poi tante curiosità letterarie. Per esempio:

  • Lo sapevate che l’Islanda ha coniato un termine per definire la classica corsa alle uscite editoriali che precede il Natale? Si dice jólabokaflód, ovvero “l’inondazione di libri pre-natalizia”. Perché prima delle feste a Reykjavik e dintorni la pubblicazione di nuovi libri raggiunge il suo picco massimo. E gli islandesi ci costruiscono su un turbinio di eventi tra reading e altri appuntamenti con gli scrittori.
  • Norwich, in Gran Bretagna, è la prima City of Refuge del Regno Unito che accoglie gli scrittori che in patria sono oggetto di minacce, ed è stata una delle fondatrici dell’International Cities of Refuge Network.
  • A Dunedin, nel 1908, nacque la prima biblioteca pubblica della Nuova Zelanda. E oggi la Dunedin Public Library raccoglie numeri impressionanti, con oltre un milione di persone che varcano le sue porte ogni anno. Pionieri anche con i piccoli lettori: il primo servizio di prestito libri ai bambini arrivò già nel 1910.
  • In Slovenia uno degli eroi nazionali è un poeta romantico. France Preseren nel XIX secolo scrisse il primo poema epico in sloveno e il 3 dicembre, giorno della sua nascita, il Paese lo ricorda con un Culture Celebration Day. L’8 febbraio, poi, data della sua morte, è una cultural holiday.

Dite la verità, non avete voglia di andare subito a scoprire gli altri tesori letterari di queste città? C’è un problema però: manca l’Italia. Quando potremo leggere anche il nome di una delle nostre città in questa bella rete?

dove donare libri usati

Donare un libro usato è farlo viaggiare: ecco come

dove donare libri usatiUn libro viaggia anche quando va incontro a una seconda vita. Pagine che passano di mano, storie che ci sono piaciute e che decidiamo di regalare a qualcun altro perché ne possa godere. Ma non sempre è facile vero? Sto parlando della difficoltà di separarsi dai propri libri. Una fatica tremenda per chi ama leggere. Ci ho pensato spesso in questi mesi perché diversi amici e conoscenti sono stati alle prese con un trasloco e, dunque, con il dilemma. Io stessa ho cambiato casa! E ci siamo imbattuti tutti in libri che non possiamo portare con noi, o che magari non sentiamo più tanto intimi, fanno parte di vecchie fasi della vita. Eppure rimane difficile separarsene. Ma spesso quel momento arriva e allora perché non pensarlo come un dono da fare agli altri?

Se non potete più tenere tutti i vostri libri con voi, o semplicemente avete voglia di regalarli, questa piccola guida è per voi. Ho voluto raccogliere un po’ di consigli su come e dove regalare libri usati. Ci sono diversi spunti milanesi perché io sono qui e nella casa nuova campeggia sempre quella pila di libri che prima o poi troverò il coraggio di donare. Ma leggete e troverete davvero tante idee – anche insolite. E se ne avete di nuove da condividere per far viaggiare i vostri libri verso una nuova vita, le aspetto!

Libri – davvero – in viaggio

Lasciate un libro in metropolitana. O sul tram o su una panchina. Vi sembra un’idea strana? A Londra lo fanno già da diversi anni! Books on the underground (e come altrimenti?) si chiama il progetto nato nel 2012 e che ha fatto proseliti negli Stati Uniti e a Sydney, in Australia. Una squadra di “book fairies” (le fatine dei libri) lascia in giro i volumi sui treni, nelle stazioni, in biglietteria. E lascia spesso indizi per scovarli. Chi vuole può partecipare con un proprio libro, basta richiedere lo sticker ufficiale e appiccicarlo.

Ma non pensate che si tratti soltanto di un’idea lontana. Si può fare benissimo anche da noi. Per esempio a due passi da Milano. Voglio segnalarvi infatti Il libro viaggiante: è un’iniziativa lanciata nei mesi scorsi da un gruppo che ho scoperto e che ama promuovere la lettura. E’ il Baratto del libro di Cernusco sul Naviglio e, oltre a organizzare periodicamente giornate di scambio, ha ideato #libroviaggiante: grazie a diversi aiutanti vengono lasciati libri in giro, affinché vengano ritrovati e letti. Se volete saperne di più il gruppo è molto attivo su Facebook.

dove portare i libri usati

Cercate un club del baratto del libro

Le iniziative di bookcrossing ormai appunto sono tantissime, sono spontanee (potete trovare libri da scambiare in un negozio o nel vostro bar preferito) e organizzate in eventi periodici. Cercate quelle più vicine a voi, leggendo le bacheche delle biblioteche di quartiere e curiosando nei locali che frequentate di solito. O lanciandone voi stessi una nuova, perché no?

Donare libri alle biblioteche

Sono sempre felice quando posso parlare delle biblioteche e non mi stancherò mai di dire che sono luoghi importanti, di cultura e di socialità. Ma spesso hanno bisogno di sostegno. E anche di libri. Se non sapete a chi regalare i vostri libri potete contattare la vostra biblioteca di quartiere o comunque quella della vostra città. A Milano, per esempio, il sistema delle biblioteche comunali ha attivato il Progetto donazioni (si può chiamare al numero 02.884.62855).

aiutare i migranti

Forse non sono il primo genere di conforto che ci viene in mente quando pensiamo a cosa donare ai migranti che arrivano nel nostro Paese e hanno perso ogni cosa. Eppure insieme a coperte, abiti, cibo, anche i libri servono a stare meglio. E soprattutto a imparare. A Milano lo abbiamo scoperto nelle giornate di raccolta organizzate nell’autunno 2016 per aiutare i centri di accoglienza. Servono penne, matite, materiale da cancelleria ma anche libri, scolastici ma non solo, per sostenere chi vuole imparare la nostra lingua. A Milano per esempio ci sono i volontari che tengono i corsi di italiano al Centro di via Corelli.

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donare un libro a Carceri e ospedali

Donare il diritto e il piacere di leggere anche a chi sta scontando una pena. Lo fanno diversi istituti di detenzione e se avete deciso di contribuire anche voi potete informarvi sui progetti attivi nella vostra città. Sempre per continuare il mio excursus milanese, il Carcere di San Vittore ospita a esempio sette biblioteche con l’idea di sviluppare attività di promozione della lettura. E da tanto è attiva la campagna #zanzaunlibro, con cui si può acquistare un volume da donare alle biblioteche del carcere.

Anche gli ospedali possono ovviamente aver bisogno di libri: informatevi se quelli della vostra città ospitano al loro interno piccole biblioteche o iniziative di lettura. Potrebbe essere utile anche contattare le associazioni di volontariato.

Gli equi-libristi

L’associazione degli Equi-Libristi raccoglie libri di qualunque genere (tranne quelli scolastici e universitari) destinati al macero o al dimenticatoio, li recupera e li inserisce nuovamente in “circolo”. Dove? Nei luoghi di distribuzione che possono essere locali, negozi, hotel. Oggi sono soprattutto a Bologna e dintorni e la lista la potete consultare sul loro sito.

Come diventare un Donatore di libri

Se abitate a Milano e dintorni potete anche diventare un Donatore di libri. E’ l’iniziativa lanciata da Fondazione Leggere – Biblioteche Sud Ovest Milano. I libri donati serviranno ad arricchire e migliorare il patrimonio delle biblioteche sul territorio, potranno essere donati ad associazioni, scuole, ospedali, carceri, o usati per iniziative di raccolta fondi e beneficienza. E visto che i bibliotecai sanno quali sono i libri più richiesti, c’è anche una borsa titoli con quelli che servono di più.

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Viaggio in Puglia: c’è una biblioteca nel castello

20161206_192122_richtonehdrImmaginate ulivi, trulli e masserie. Alberi di fico e di mandorle. Una terrazza sulla Valle d’Itria. E poi, nel cuore del suo centro storico, piccoli gioielli: oggi vi porto in Puglia. Quando posso raccontare le cose belle della mia terra mi sento davvero fortunata! Il lavoro mi ha portata un paio di settimane fa tra l’Alto Salento e la Valle d’Itria per la precisione. Ho goduto in prima persona di luoghi di cui avevo sempre sentito parlare ma che, come capita spesso con i luoghi più a portata di mano, non avevo mai visitato. Le Grotte di Castellana, le ceramiche di Grottaglie, e poi storie, perennemente in bilico tra devozione e folclore. E poi il futuro. Quello di giovani appassionati della loro terra e capaci di raccontarla con entusiasmo e competenza, e quello di amministratori locali che, sempre in lotta con la mancanza di risorse, si danno da fare per sfruttare al meglio quelle disponibili. Storie belle di sud, che vanno raccontate.
Come quella della piccola biblioteca comunale di Ceglie Messapica, cittadina in provincia di Brindisi. Potevo infatti io lasciarmi sfuggire un viaggio letterario?

biblioteca Puglia

Ebbene, sappiate che da pochi mesi, la biblioteca comunale di Ceglie è custodita nel cuore del suo castello normanno, in pieno borgo storico.
L’amministrazione ha voluto mettere in rete le ricchezze della città, creando un sistema, il Sistema Gusto d’Arte, che congiunge con un immaginario filo rosso la pinacoteca comunale, con il Museo Archeologico e di Arte Contemporanea, la Med Cooking School, ovvero l’unica sede distaccata in Italia di Alma, la scuola d’alta cucina creata da Gualtiero Marchesi, ma anche gli Orti Urbani, le Grotte di Montevicoli e la biblioteca. E’ stata dedicata a Pietro Gatti, un poeta dialettale cegliese tra i più noti al sud, e sue sono anche le parole stampate sui pannelli che decorano le pareti. E poi, ovviamente, scaffali di libri, tavolini, ma anche teche d’altri tempi e una vecchia macchina da scrivere (a proposito, con un salto niente male vi porto anche in Alto Adige: lo sapevate che qui un piccolo museo racconta la storia della macchina da scrivere?).

Ceglie Messapica cosa vedere

Il castello ducale è il simbolo della città, e sulle sue mura svetta un torrione merlato alto 34 metri.

L’ambientazione è più che giusta, perché al momento la biblioteca ospita una piccola mostra molto originale: raccoglie i libri antichi scovati nelle case dei privati cittadini. Come quelli collezionati dal professor Isidoro Conte, che prestava gratuitamente lezioni di latino e greco ricevendo come compenso volumi antichi. Ci sono anche le Tragedie di Seneca, edizione 1657.

Se vi piace l’arte, sempre nel castello troverete la pinacoteca dedicata al pittore futurista Emilio Notte. Conserva dieci sue tele e una collezione di altri autori suoi allievi o a lui vicini.

E se state pensando a una vacanza in Puglia a Natale, il resto del mio viaggio l’ho raccontato su Milano Weekend:  borghi, tradizioni, ma anche la magia di perdersi a fotografare una natura in piena esplosione invernale di colori… vi piace l’idea?

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Trans Europa Express: in viaggio con Paolo Rumiz dai laghi di Finlandia al porto di Odessa

libri da leggere prima di un viaggio in RussiaIl treno per Odessa fila a centocinquanta orari nella luce verde della sera, scavalca fiumi color rame, scende veeso il Mar Nero sul lungo piano inclinato dell’Ucraina. Lo scompartimento trema, pare indemoniato: sul tavolino è franata ogni cosa, e sulla cuccetta di sopra un tipo di centocinquanta chili russa e sussulta così paurosamente che temo precipiti anche lui.

Comincia così Trans Europa Express di Paolo Rumiz, ma in realtà siamo quasi alla fine del viaggio. In mezzo ci sono migliaia di km, gli inseparabili taccuini, una formidabile compagna di viaggio, la fotografa Monika Bulaj, gli incontri con personaggi che sembrano usciti dai romanzi e quelli con la Storia, cupole a cipolla, intrichi di laghi, distese gelide e treni affollati. Il tutto, oscillando dentro e fuori una frontiera, quella dell’Unione Europea, con lo sguardo a est ma la bussola che punta a sud.

Di più, non vi racconto! Dovete lasciarvi affascinare anche voi partendo dalle terre iperboree e arrivando a Istanbul, insieme a Rumiz che lo fece nel 2008. Lo trovate in questo libro del 2012, un libro che mi aspettava, nella mia libreria casalinga, e quando ho iniziato a leggerlo ho capito che era il momento giusto. Perché pagina dopo pagina arrivavano le coincidenze più inattese!

Per esempio: scopro che Rumiz è in viaggio claudicante dopo una frattura al piede destro… come non sorridere pensando che anche io mi stavo appena riprendendo da un incidente simile? Con un paio di differenze però: il mio piede era il sinistro, e non ho incontrato nessun monaco che mi facesse buttare il bastone nelle acque nel Mar Bianco (perché invece sì, a Rumiz è successo davvero)!

E poi: in quel periodo avevo un altro libro sul comodino: era Moby Dick. Ed ecco che arriva anche qui la sua aurea:

Sulla banchina c’è Viktor Ivanovic, ucraino, classe 1940, cappottone grigio e una foresta di capelli grigi, uno che viaggia sempre, dormendo nelle stazioni e negli eremi. Mi guarda fisso negli occhi come il profeta Elia sul molo di Nantucket alla partenza del Pequod verso la balena bianca. “Lei non è russo!” Poi spiega: “I russi hanno lo sguardo di un popolo martire, e lei non ha quello sguardo”.

E poi Rumiz arriva a Varsavia: e che sorpresa ritrovare tra queste pagine Ryzsard Kapuscinski, uno scrittore che amo!

Ma poi la vecchia Varsavia si riscatta. Le librerie sono più fornite e più frequentate che nella mia Italia analfabeta, rovinata da tv e telefonini. A una svendita di libri sul Rynek, la piazza del mercato, c’è una fila di trenta metri fuori dalla porta, come alla prima di un film. I cartelloni dei teatri sono più interessanti di quelli romani. E a rinfrancarmi c’è anche il negozio di carte geografiche in via Giovanni Paolo II, dove lo spettacolo più bello, mi disse Ryzsard Kapuscinski un giorno di neve in cui riparammo lì dentro, era vedere “la gente affamata di mondo” deliziarsi tra gli scaffali. Il grande reporter polacco sarebbe morto due anni dopo, e in lui avvertii lo spaesamento del nomade rinchiuso in uno spazio troppo piccolo.

Paolo Rumiz Trans Europa Express

Ecco, capirete che mi ritrovavo spesso a sorridere con questo libro tra le mani. Ma sono sicura che non avrete bisogno di coincidenze per lasciarvi appassionare da Trans Europa Express, che racconta di grandi incontri e panorami ma anche di piccoli dettagli amati da chi viaggia. Come la bellezza di certi souvenir, i biglietti russi per esempio:

Sono di una tale bellezza barocca che li ho raccolti in una custodia e riposti nel comparto “cancelleria” dello zaino. Quello comprato per il periplo da Petrozavodsk a Perterburg-Ladozkaja, lungo la fascia frontaliera con la Finlandia, è di un tenue rosa ciclamino, con in alto una pomposa scritta Quietanza in cirillico marrone perfettamente in tinta, e in basso a destra la firma del bigliettatio, ricca di svolazzi ottocenteschi. La tratta da Olenegorsk a Kem, l’imbarcadero delle Isole Soloveckij, è rappresentata da un cartoncino di tinta prugna con decorazioni rosso fuoco, e a sinistra un’icona giallo oro, simile a una moneta, dov’è stampigliato il locomotore della nuova Russia in corsa verso l’avvenire.

E’ venuta anche a voi la voglia di saltare sul primo treno diretto a Oriente?

Ecco, aprite questo libro se siete in cerca di cosa leggere prima di un viaggio in Russia. Ma anche in Finlandia, in Ucraina, in Polonia…

E leggetelo anche:

  • se avete voglia di compiere un viaggio nel tempo, perchè con Rumiz è così, ti porta attraverso la storia delle cose
  • se come me, il vostro viaggio in cirillico si è limitato alle classicissime Mosca e San Pietroburgo: qui scoprirete un altro mondo
  • se state programmando un viaggio da quelle parti e siete in cerca di ispirazione
  • se non lo state programmando affatto ma vi affascinano quelle terre: qui troverete storie incredibili

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Scoprire Milano con Carlo Emilio Gadda: la passeggiata letteraria a Bookcity 2016

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credits Yuma Martellanz

L’Uggia disse un giorno al Cattivo Gusto: “Fabbrichiamo una città dove poter imperare senza contrasti: tu sarai re, ed io la regina”.
Detto fatto, messero in piedi alcune scuole di capimastri: e crearono un magistrato a cura del quale fosse imposto un sigillo di ceralacca su ogni piano o disegno che quei capimastri esibivano. I capimastri, quando le loro madri se li portavano ancora, alle dette madri gli si fecero vedere dei cammelli, dei canguri e delle giraffe.
Venuti dopo alcuni mesi alla vita e dopo alcuni anni alla capimastria, e preso il diploma, essi levarono moltissime case di quella città dell’Uggia, a sei e sette piani: le quali case si riscontra che tengono alcunché della giraffa e alcunché del cammello: e un poco anche del dromedario. L’Uggia non le pareva vero e il Cattivo Gusto sentiva che un regno più saldo e più fedeli ministri mai non avrebbe incontrato sulla terra.

Sapete da dove arrivano queste parole? Da Le meraviglie d’Italia, di Carlo Emilio Gadda. E le ho condivise con voi per raccontarvi un viaggio letterario con cui potrete incontrare, molto presto, l’ingegnere-scrittore. Lo potrete fare a Milano, domenica 20 novembre alle 15. In che modo? Partecipando a una passeggiata letteraria sulle orme milanesi di Gadda.

Lo saprete sicuramente già, giovedì 17 novembre a Milano inizia Bookcity, e la città si vestirà di festa con i libri in un turbinio di eventi che meriterebbero senza dubbio il dono dell’ubiquità. Quattro giorni zeppi di incontri con gli autori, spettacoli, mostre e maratone di lettura nei luoghi più disparati e in molti piccoli grandi gioielli meneghini. E infatti Bookcity è anche l’occasione per scoprire più a fondo la città. Se volete orientarvi tra gli oltre mille eventi in programma posso dirvi di dare un’occhiata a questa guida a Bookcity 2016 che ho scritto per Milano Weekend.

Qui, invece, voglio parlarvi di un evento particolare che è stato realizzato da Piedipagina, giovane associazione che racconta Milano attraverso i libri portandovi in giro per le sue strade sulle tracce di scrittori, romanzi e storie. E domenica ci saremo anche io con Chelibromiporto e Cityteller, l’app che geolocalizza i libri.

Cosa faremo? Vi porteremo in giro per Milano insieme a Carlo Emilio Gadda. Ci saranno brani da leggere dai suoi libri (in particolare da Le meraviglie d’Italia, La Madonna dei filosofi, L’Adalgisa) in luoghi significativi per l’ingegnere nella sua svergolata Milano. Una passeggiata che poi si potrà continuare anche virtualmente perché luoghi e citazioni verranno raccolte sulla mappa di Cityteller.

Questo itinerario, attraverso i luoghi e le parole dell’autore stesso, ci condurrà alla scoperta di vari aspetti della sua vita e della sua opera e si concluderà con la presentazione del libro La svergolata Milano di Carlo Emilio Gadda, di Lucia Lo Marco, edito da Perrone Editore.

Per Gadda Milano è città di nascita e non di elezione, d’amore viscerale e di odio, criticata, spesso dissacrata, e insieme celebrata. Questo itinerario, attraverso i luoghi e le parole dell’autore, ci condurrà alla scoperta di vari aspetti della sua vita e della sua opera.

Vi va di partecipare? L’appuntamento con La “svergolata” città dell’Ingegnere. Milano secondo Gadda è domenica 20 novembre alle 15 in via Formentini 10. La partecipazione è gratuita e per info potete consultare il programma. Ci vediamo lì!

Guida Lonely Planet Best in Travel 2017

Dove andare in viaggio nel 2017? Ecco le tendenze raccolte da Lonely Planet

Guida Lonely Planet Best in Travel 2017Sono passati più di quarant’anni da quando Tony e Maureen Wheeler decisero, per il loro viaggio di nozze, di attraversare Europa e Asia per raggiungere l’Australia da Londra, dove si erano conosciuti. Era il 1972, per condividere con gli amici questa incredibile esperienza decisero di confezionare una guida di viaggio. Era Across Asia on the cheap. Nasceva Lonely Planet.

Oggi la casa editrice è un impero, racconta il mondo e crea tendenze. E non a caso, infatti, oltre alle classiche guide di viaggio che dicono dove andare, sempre di più Lonely Planet racconta come farlo e perché. Per esempio, ormai da diversi anni viene pubblicato il libro di cui vi parlo oggi: si chiama Best in travel e racconta dove andare in viaggio l’anno prossimo. Ogni anno tra gli autori e i redattori di Lonely Planet, ma anche nella community dei blogger e dei social, si raccolgono tendenze, si drizzano le antenne, si studia cosa accadrà nel mondo e cosa sta cambiando. E poi si stilano tre classifiche: sono i dieci migliori Paesi dove viaggiare nel 2017, ma anche le dieci migliori regioni e le dieci migliori città.

Mi piace perché insieme ai consigli di viaggio si racconta in realtà cosa sta accadendo nella destinazione di turno e perché sia proprio questo il momento di andarci. Perché i Governi stanno investendo nel turismo, perché ci sono in programma importanti celebrazioni, oppure è migliorata la situazione sociopolitica e il Paese è diventato più sicuro. Oppure più semplicemente perché la destinazione è finora rimasta in ombra ma merita di essere visitata.

Così è stato anche per le scelte di questa edizione. Volete sapere quali sono i tre Paesi da visitare nel 2017? In cima al podio svetta il Canada, che celebrerà i 150 anni di autonomia, è governato da un trascinante primo ministro Justin Trudeau e conta su 46 parchi e riserve nazionali. Al secondo posto c’è la Colombia, Paese del realismo magico di Gabriel Garcia Marquez ma anche di criminalità violenta che ora cerca di lasciarsi alle spalle grazie ai negoziati con le Farc. E l’anno prossimo arriverà anche papa Francesco. Chiude il podio la Finlandia, che nel 2017 celebra 100 anni di indipendenza e festeggia anche con l’istituzione di un nuovo parco nazionale di 11mila ettari.

Tra i tesori del mondo da visitare prima che sia troppo tardi c’è invece Choquequirau in Perù, sito inca nascosto nella valle del Rio Apurimac da scoprire prima che diventi il nuovo Machu Picchu (con l’entrata in servizio di una nuova funivia che potrebbe portare fino a 3mila visitatori al giorno fino alle rovine). E poi il Taranaki in Nuova Zelanda, monte remoto dove si avventura appena il 2% dei visitatori stranieri nel Paese, e le Azzorre, che invece sono state scoperte da sempre più viaggiatori affascinati dalla loro natura.

E l’Italia, vi starete chiedendo? Purtroppo è poco rappresentata nella guida Best in travel 2017. Il meglio da Lonely Planet, ma lo fa con piccole chicche. Pistoia, innanzitutto: sarà Capitale italiana della cultura nel 2017 e dunque ci sarà per tutti l’occasione di conoscere anche lei accanto alle più blasonate mete toscane. C’è Venezia, tra le destinazioni più convenienti. Vi sembra strano? In effetti non lo è poi così tanto: con la crescita di affitti di camere e appartamenti sul modello Airbnb sta diventando più semplice anche pernottare in laguna.

E poi c’è una microdistilleria. Si chiama Poli 1898, si trova in Veneto ed è aperta al pubblico per visite guidate. Sì perché dopo le cantine e i birrifici artigianali può essere venuto il momento di scoprire qualcosa di nuovo nel turismo enogastronomico. Questa guida infatti non racconta solo luoghi, cerca di intercettare tendenze. E, dunque, ecco quali potrebbero essere quelle del 2017: oltre alle microdistillerie, il mondo come ufficio (vi dice niente la parola nomadi digitali?), il bikepacking (per i più sportivi, avventure fuoristrada sulle due ruote), l’#instavidual (se siete fanatici dell’obiettivo social) e i viaggi sostenibili. Che ci piacciono sempre vero?

In viaggio a Milano con Stendhal ovvero: La grande arte di essere felici

20161005_105538Ci sono luoghi a Milano che custodiscono grandi tesori. Mettete insieme l’immenso archivio di una storica biblioteca, i depositi d’arte di palazzi e musei, e il lavoro meticoloso di un gruppo di persone… e troverete questa chicca che vi consiglio di visitare: alla Biblioteca Sormani La grande arte di essere felici ovvero: l’amore di Stendhal per Milano e un ritratto della città di inizio ‘800.

Era ciò che pensava Stendhal dei milanesi e della città, lui, arrivato dalla Francia, ne era sicuro: il saper vivere era qui. Lo scrisse nel 1817 anche in Roma, Napoli e Firenze, la prima opera in cui Marie-Henri Beyle, nato a Grenoble nel 1783, si firmò con lo pseudonimo con cui lo conosciamo. E sono stati proprio i curatori della mostra a ritrovare queste parole appassionate su Milano e a sceglierle come titolo.

Erano almeno tre le bellezze meneghine per Stendhal: quella dei palazzi, quella dell’arte e della musica e quella femminile. E qui, salendo i gradini dello scalone d’onore di Palazzo Sormani, rivivono non solo attraverso prime edizioni, manoscritti, volumi fitti di annotazioni scritte di suo pugno. In mostra c’è anche Milano, con le sue vedute, i personaggi che animavano i salotti d’inizio ‘800 e le riunioni carbonare, le passeggiate in carrozza lungo i viali, i palazzi e l’Accademia di Brera. Un’immersione in sprazzi di vita di un’altra epoca.

Anche grazie ai tesori custoditi dalla Biblioteca Sormani, che è la biblioteca centrale di Milano, ha festeggiato da poco i suoi primi 60 anni, e con lo scrittore francese ha un legame speciale: ospita il Centro Stendhaliano, con due importanti raccolte, il Fondo Stendhaliano Bucci e la Raccolta Stendhaliana Pincherle.

Stendhal infatti arrivò due volte in città. La prima al seguito delle truppe napoleoniche nel 1800, la seconda nel 1814, quando la elesse a sua residenza principale fino al 1821. Sono quelli gli anni delle passeggiate – amava i cortili e i selciati -, dell’amore per la Scala, delle amicizie con letterati e carbonari e degli amori.

Eccoli ripercorsi qui, in questa mostra. Io ve la racconto per immagini. Voi avete tempo fino al 31 ottobre per visitarla! Trovate la Biblioteca Sormani in Corso di Porta Vittoria 6. L’ingresso alla mostra è da via Francesco Sforza 7.