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Le City of Literature ovvero: piccolo paradiso per turisti letterari

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Lo sapevate che nel mondo esistono le Città della Letteratura? Merito dell’Unesco, che nella sua missione di promuovere la pace e la collaborazione internazionale anche attraverso la cultura ha voluto dare vita a una vera e propria rete virtuosa. Sono le Cities of Literature, sono venti e oggi vi spiego dove trovarle e come scoprire i loro grandi e piccoli tesori letterari.

City of Literature è un titolo conferito alle città che conservano un ricco bagaglio culturale e un’eredità letteraria importante, ma non basta. Per entrare nel network Unesco occorre dimostrare di dare valore alla cultura e mantenerla viva. Sono città ricche di librerie e biblioteche, che ospitano festival letterari, che incoraggiano la lettura nelle scuole, dove si leggono, si comprano e si scambiano molti libri e i libri rivivono anche grazie agli eventi.

Tutto nasce da un’altra rete, quella delle città creative Unesco (Creative City Network), nata nel 2004 per legare insieme realtà diversissime tra loro – ne fanno parte Pechino, Montreal, Sydney, Bogotà e Sapporo – ma accomunate dal valore della loro industria creativa, e dall’impegno nella sua promozione, in sette aree: design, cinema, folk art, musica, gastronomia, media e, appunto, letteratura.

Edimburgo è stata la prima a essere designata City of Literature, sempre nel 2004, e proprio da qui può partire un viaggio alla scoperta delle altre città della letteratura. Sì, perché basta approdare sul portale che la capitale scozzese ha dedicato alla sua missione, per scoprire un mondo fatto di festival letterari, librerie, biblioteche, fervidi lettori e curiosità in giro per il mondo, dalla Nuova Zelanda all’Islanda. Oggi sono venti le Città della letteratura Unesco: Edimburgo, Melbourne, Iowa, Dublino, Reykjavik, Norwich, Cracovia, Dunedin, Praga, Heidelberg, Granada, Ulyanovsk, Baghdad, Tartu, Leopoli, Lubiana, Barcellona, Nottingham, Obidos, Montevideo.

Se amate fare i turisti letterari e state sognando un viaggio, cliccateci subito: troverete un piccolo paradiso. Le dieci cose da sapere prima di un viaggio letterario verso ciascuna di queste città sono qui: gli scrittori a cui hanno dato i natali, i festival letterari che ospitano, le case editrici che sono nate qui, le biblioteche e le librerie più importanti da non perdere. E poi tante curiosità letterarie. Per esempio:

  • Lo sapevate che l’Islanda ha coniato un termine per definire la classica corsa alle uscite editoriali che precede il Natale? Si dice jólabokaflód, ovvero “l’inondazione di libri pre-natalizia”. Perché prima delle feste a Reykjavik e dintorni la pubblicazione di nuovi libri raggiunge il suo picco massimo. E gli islandesi ci costruiscono su un turbinio di eventi tra reading e altri appuntamenti con gli scrittori.
  • Norwich, in Gran Bretagna, è la prima City of Refuge del Regno Unito che accoglie gli scrittori che in patria sono oggetto di minacce, ed è stata una delle fondatrici dell’International Cities of Refuge Network.
  • A Dunedin, nel 1908, nacque la prima biblioteca pubblica della Nuova Zelanda. E oggi la Dunedin Public Library raccoglie numeri impressionanti, con oltre un milione di persone che varcano le sue porte ogni anno. Pionieri anche con i piccoli lettori: il primo servizio di prestito libri ai bambini arrivò già nel 1910.
  • In Slovenia uno degli eroi nazionali è un poeta romantico. France Preseren nel XIX secolo scrisse il primo poema epico in sloveno e il 3 dicembre, giorno della sua nascita, il Paese lo ricorda con un Culture Celebration Day. L’8 febbraio, poi, data della sua morte, è una cultural holiday.

Dite la verità, non avete voglia di andare subito a scoprire gli altri tesori letterari di queste città? C’è un problema però: manca l’Italia. Quando potremo leggere anche il nome di una delle nostre città in questa bella rete?

dove donare libri usati

Donare un libro usato è farlo viaggiare: ecco come

dove donare libri usatiUn libro viaggia anche quando va incontro a una seconda vita. Pagine che passano di mano, storie che ci sono piaciute e che decidiamo di regalare a qualcun altro perché ne possa godere. Ma non sempre è facile vero? Sto parlando della difficoltà di separarsi dai propri libri. Una fatica tremenda per chi ama leggere. Ci ho pensato spesso in questi mesi perché diversi amici e conoscenti sono stati alle prese con un trasloco e, dunque, con il dilemma. Io stessa ho cambiato casa! E ci siamo imbattuti tutti in libri che non possiamo portare con noi, o che magari non sentiamo più tanto intimi, fanno parte di vecchie fasi della vita. Eppure rimane difficile separarsene. Ma spesso quel momento arriva e allora perché non pensarlo come un dono da fare agli altri?

Se non potete più tenere tutti i vostri libri con voi, o semplicemente avete voglia di regalarli, questa piccola guida è per voi. Ho voluto raccogliere un po’ di consigli su come e dove regalare libri usati. Ci sono diversi spunti milanesi perché io sono qui e nella casa nuova campeggia sempre quella pila di libri che prima o poi troverò il coraggio di donare. Ma leggete e troverete davvero tante idee – anche insolite. E se ne avete di nuove da condividere per far viaggiare i vostri libri verso una nuova vita, le aspetto!

Libri – davvero – in viaggio

Lasciate un libro in metropolitana. O sul tram o su una panchina. Vi sembra un’idea strana? A Londra lo fanno già da diversi anni! Books on the underground (e come altrimenti?) si chiama il progetto nato nel 2012 e che ha fatto proseliti negli Stati Uniti e a Sydney, in Australia. Una squadra di “book fairies” (le fatine dei libri) lascia in giro i volumi sui treni, nelle stazioni, in biglietteria. E lascia spesso indizi per scovarli. Chi vuole può partecipare con un proprio libro, basta richiedere lo sticker ufficiale e appiccicarlo.

Ma non pensate che si tratti soltanto di un’idea lontana. Si può fare benissimo anche da noi. Per esempio a due passi da Milano. Voglio segnalarvi infatti Il libro viaggiante: è un’iniziativa lanciata nei mesi scorsi da un gruppo che ho scoperto e che ama promuovere la lettura. E’ il Baratto del libro di Cernusco sul Naviglio e, oltre a organizzare periodicamente giornate di scambio, ha ideato #libroviaggiante: grazie a diversi aiutanti vengono lasciati libri in giro, affinché vengano ritrovati e letti. Se volete saperne di più il gruppo è molto attivo su Facebook.

dove portare i libri usati

Cercate un club del baratto del libro

Le iniziative di bookcrossing ormai appunto sono tantissime, sono spontanee (potete trovare libri da scambiare in un negozio o nel vostro bar preferito) e organizzate in eventi periodici. Cercate quelle più vicine a voi, leggendo le bacheche delle biblioteche di quartiere e curiosando nei locali che frequentate di solito. O lanciandone voi stessi una nuova, perché no?

Donare libri alle biblioteche

Sono sempre felice quando posso parlare delle biblioteche e non mi stancherò mai di dire che sono luoghi importanti, di cultura e di socialità. Ma spesso hanno bisogno di sostegno. E anche di libri. Se non sapete a chi regalare i vostri libri potete contattare la vostra biblioteca di quartiere o comunque quella della vostra città. A Milano, per esempio, il sistema delle biblioteche comunali ha attivato il Progetto donazioni (si può chiamare al numero 02.884.62855).

aiutare i migranti

Forse non sono il primo genere di conforto che ci viene in mente quando pensiamo a cosa donare ai migranti che arrivano nel nostro Paese e hanno perso ogni cosa. Eppure insieme a coperte, abiti, cibo, anche i libri servono a stare meglio. E soprattutto a imparare. A Milano lo abbiamo scoperto nelle giornate di raccolta organizzate nell’autunno 2016 per aiutare i centri di accoglienza. Servono penne, matite, materiale da cancelleria ma anche libri, scolastici ma non solo, per sostenere chi vuole imparare la nostra lingua. A Milano per esempio ci sono i volontari che tengono i corsi di italiano al Centro di via Corelli.

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donare un libro a Carceri e ospedali

Donare il diritto e il piacere di leggere anche a chi sta scontando una pena. Lo fanno diversi istituti di detenzione e se avete deciso di contribuire anche voi potete informarvi sui progetti attivi nella vostra città. Sempre per continuare il mio excursus milanese, il Carcere di San Vittore ospita a esempio sette biblioteche con l’idea di sviluppare attività di promozione della lettura. E da tanto è attiva la campagna #zanzaunlibro, con cui si può acquistare un volume da donare alle biblioteche del carcere.

Anche gli ospedali possono ovviamente aver bisogno di libri: informatevi se quelli della vostra città ospitano al loro interno piccole biblioteche o iniziative di lettura. Potrebbe essere utile anche contattare le associazioni di volontariato.

Gli equi-libristi

L’associazione degli Equi-Libristi raccoglie libri di qualunque genere (tranne quelli scolastici e universitari) destinati al macero o al dimenticatoio, li recupera e li inserisce nuovamente in “circolo”. Dove? Nei luoghi di distribuzione che possono essere locali, negozi, hotel. Oggi sono soprattutto a Bologna e dintorni e la lista la potete consultare sul loro sito.

Come diventare un Donatore di libri

Se abitate a Milano e dintorni potete anche diventare un Donatore di libri. E’ l’iniziativa lanciata da Fondazione Leggere – Biblioteche Sud Ovest Milano. I libri donati serviranno ad arricchire e migliorare il patrimonio delle biblioteche sul territorio, potranno essere donati ad associazioni, scuole, ospedali, carceri, o usati per iniziative di raccolta fondi e beneficienza. E visto che i bibliotecai sanno quali sono i libri più richiesti, c’è anche una borsa titoli con quelli che servono di più.

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Viaggio in Puglia: c’è una biblioteca nel castello

20161206_192122_richtonehdrImmaginate ulivi, trulli e masserie. Alberi di fico e di mandorle. Una terrazza sulla Valle d’Itria. E poi, nel cuore del suo centro storico, piccoli gioielli: oggi vi porto in Puglia. Quando posso raccontare le cose belle della mia terra mi sento davvero fortunata! Il lavoro mi ha portata un paio di settimane fa tra l’Alto Salento e la Valle d’Itria per la precisione. Ho goduto in prima persona di luoghi di cui avevo sempre sentito parlare ma che, come capita spesso con i luoghi più a portata di mano, non avevo mai visitato. Le Grotte di Castellana, le ceramiche di Grottaglie, e poi storie, perennemente in bilico tra devozione e folclore. E poi il futuro. Quello di giovani appassionati della loro terra e capaci di raccontarla con entusiasmo e competenza, e quello di amministratori locali che, sempre in lotta con la mancanza di risorse, si danno da fare per sfruttare al meglio quelle disponibili. Storie belle di sud, che vanno raccontate.
Come quella della piccola biblioteca comunale di Ceglie Messapica, cittadina in provincia di Brindisi. Potevo infatti io lasciarmi sfuggire un viaggio letterario?

biblioteca Puglia

Ebbene, sappiate che da pochi mesi, la biblioteca comunale di Ceglie è custodita nel cuore del suo castello normanno, in pieno borgo storico.
L’amministrazione ha voluto mettere in rete le ricchezze della città, creando un sistema, il Sistema Gusto d’Arte, che congiunge con un immaginario filo rosso la pinacoteca comunale, con il Museo Archeologico e di Arte Contemporanea, la Med Cooking School, ovvero l’unica sede distaccata in Italia di Alma, la scuola d’alta cucina creata da Gualtiero Marchesi, ma anche gli Orti Urbani, le Grotte di Montevicoli e la biblioteca. E’ stata dedicata a Pietro Gatti, un poeta dialettale cegliese tra i più noti al sud, e sue sono anche le parole stampate sui pannelli che decorano le pareti. E poi, ovviamente, scaffali di libri, tavolini, ma anche teche d’altri tempi e una vecchia macchina da scrivere (a proposito, con un salto niente male vi porto anche in Alto Adige: lo sapevate che qui un piccolo museo racconta la storia della macchina da scrivere?).

Ceglie Messapica cosa vedere

Il castello ducale è il simbolo della città, e sulle sue mura svetta un torrione merlato alto 34 metri.

L’ambientazione è più che giusta, perché al momento la biblioteca ospita una piccola mostra molto originale: raccoglie i libri antichi scovati nelle case dei privati cittadini. Come quelli collezionati dal professor Isidoro Conte, che prestava gratuitamente lezioni di latino e greco ricevendo come compenso volumi antichi. Ci sono anche le Tragedie di Seneca, edizione 1657.

Se vi piace l’arte, sempre nel castello troverete la pinacoteca dedicata al pittore futurista Emilio Notte. Conserva dieci sue tele e una collezione di altri autori suoi allievi o a lui vicini.

E se state pensando a una vacanza in Puglia a Natale, il resto del mio viaggio l’ho raccontato su Milano Weekend:  borghi, tradizioni, ma anche la magia di perdersi a fotografare una natura in piena esplosione invernale di colori… vi piace l’idea?

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Trans Europa Express: in viaggio con Paolo Rumiz dai laghi di Finlandia al porto di Odessa

libri da leggere prima di un viaggio in RussiaIl treno per Odessa fila a centocinquanta orari nella luce verde della sera, scavalca fiumi color rame, scende veeso il Mar Nero sul lungo piano inclinato dell’Ucraina. Lo scompartimento trema, pare indemoniato: sul tavolino è franata ogni cosa, e sulla cuccetta di sopra un tipo di centocinquanta chili russa e sussulta così paurosamente che temo precipiti anche lui.

Comincia così Trans Europa Express di Paolo Rumiz, ma in realtà siamo quasi alla fine del viaggio. In mezzo ci sono migliaia di km, gli inseparabili taccuini, una formidabile compagna di viaggio, la fotografa Monika Bulaj, gli incontri con personaggi che sembrano usciti dai romanzi e quelli con la Storia, cupole a cipolla, intrichi di laghi, distese gelide e treni affollati. Il tutto, oscillando dentro e fuori una frontiera, quella dell’Unione Europea, con lo sguardo a est ma la bussola che punta a sud.

Di più, non vi racconto! Dovete lasciarvi affascinare anche voi partendo dalle terre iperboree e arrivando a Istanbul, insieme a Rumiz che lo fece nel 2008. Lo trovate in questo libro del 2012, un libro che mi aspettava, nella mia libreria casalinga, e quando ho iniziato a leggerlo ho capito che era il momento giusto. Perché pagina dopo pagina arrivavano le coincidenze più inattese!

Per esempio: scopro che Rumiz è in viaggio claudicante dopo una frattura al piede destro… come non sorridere pensando che anche io mi stavo appena riprendendo da un incidente simile? Con un paio di differenze però: il mio piede era il sinistro, e non ho incontrato nessun monaco che mi facesse buttare il bastone nelle acque nel Mar Bianco (perché invece sì, a Rumiz è successo davvero)!

E poi: in quel periodo avevo un altro libro sul comodino: era Moby Dick. Ed ecco che arriva anche qui la sua aurea:

Sulla banchina c’è Viktor Ivanovic, ucraino, classe 1940, cappottone grigio e una foresta di capelli grigi, uno che viaggia sempre, dormendo nelle stazioni e negli eremi. Mi guarda fisso negli occhi come il profeta Elia sul molo di Nantucket alla partenza del Pequod verso la balena bianca. “Lei non è russo!” Poi spiega: “I russi hanno lo sguardo di un popolo martire, e lei non ha quello sguardo”.

E poi Rumiz arriva a Varsavia: e che sorpresa ritrovare tra queste pagine Ryzsard Kapuscinski, uno scrittore che amo!

Ma poi la vecchia Varsavia si riscatta. Le librerie sono più fornite e più frequentate che nella mia Italia analfabeta, rovinata da tv e telefonini. A una svendita di libri sul Rynek, la piazza del mercato, c’è una fila di trenta metri fuori dalla porta, come alla prima di un film. I cartelloni dei teatri sono più interessanti di quelli romani. E a rinfrancarmi c’è anche il negozio di carte geografiche in via Giovanni Paolo II, dove lo spettacolo più bello, mi disse Ryzsard Kapuscinski un giorno di neve in cui riparammo lì dentro, era vedere “la gente affamata di mondo” deliziarsi tra gli scaffali. Il grande reporter polacco sarebbe morto due anni dopo, e in lui avvertii lo spaesamento del nomade rinchiuso in uno spazio troppo piccolo.

Paolo Rumiz Trans Europa Express

Ecco, capirete che mi ritrovavo spesso a sorridere con questo libro tra le mani. Ma sono sicura che non avrete bisogno di coincidenze per lasciarvi appassionare da Trans Europa Express, che racconta di grandi incontri e panorami ma anche di piccoli dettagli amati da chi viaggia. Come la bellezza di certi souvenir, i biglietti russi per esempio:

Sono di una tale bellezza barocca che li ho raccolti in una custodia e riposti nel comparto “cancelleria” dello zaino. Quello comprato per il periplo da Petrozavodsk a Perterburg-Ladozkaja, lungo la fascia frontaliera con la Finlandia, è di un tenue rosa ciclamino, con in alto una pomposa scritta Quietanza in cirillico marrone perfettamente in tinta, e in basso a destra la firma del bigliettatio, ricca di svolazzi ottocenteschi. La tratta da Olenegorsk a Kem, l’imbarcadero delle Isole Soloveckij, è rappresentata da un cartoncino di tinta prugna con decorazioni rosso fuoco, e a sinistra un’icona giallo oro, simile a una moneta, dov’è stampigliato il locomotore della nuova Russia in corsa verso l’avvenire.

E’ venuta anche a voi la voglia di saltare sul primo treno diretto a Oriente?

Ecco, aprite questo libro se siete in cerca di cosa leggere prima di un viaggio in Russia. Ma anche in Finlandia, in Ucraina, in Polonia…

E leggetelo anche:

  • se avete voglia di compiere un viaggio nel tempo, perchè con Rumiz è così, ti porta attraverso la storia delle cose
  • se come me, il vostro viaggio in cirillico si è limitato alle classicissime Mosca e San Pietroburgo: qui scoprirete un altro mondo
  • se state programmando un viaggio da quelle parti e siete in cerca di ispirazione
  • se non lo state programmando affatto ma vi affascinano quelle terre: qui troverete storie incredibili

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Scoprire Milano con Carlo Emilio Gadda: la passeggiata letteraria a Bookcity 2016

bookcity Milano 2016 programma
credits Yuma Martellanz

L’Uggia disse un giorno al Cattivo Gusto: “Fabbrichiamo una città dove poter imperare senza contrasti: tu sarai re, ed io la regina”.
Detto fatto, messero in piedi alcune scuole di capimastri: e crearono un magistrato a cura del quale fosse imposto un sigillo di ceralacca su ogni piano o disegno che quei capimastri esibivano. I capimastri, quando le loro madri se li portavano ancora, alle dette madri gli si fecero vedere dei cammelli, dei canguri e delle giraffe.
Venuti dopo alcuni mesi alla vita e dopo alcuni anni alla capimastria, e preso il diploma, essi levarono moltissime case di quella città dell’Uggia, a sei e sette piani: le quali case si riscontra che tengono alcunché della giraffa e alcunché del cammello: e un poco anche del dromedario. L’Uggia non le pareva vero e il Cattivo Gusto sentiva che un regno più saldo e più fedeli ministri mai non avrebbe incontrato sulla terra.

Sapete da dove arrivano queste parole? Da Le meraviglie d’Italia, di Carlo Emilio Gadda. E le ho condivise con voi per raccontarvi un viaggio letterario con cui potrete incontrare, molto presto, l’ingegnere-scrittore. Lo potrete fare a Milano, domenica 20 novembre alle 15. In che modo? Partecipando a una passeggiata letteraria sulle orme milanesi di Gadda.

Lo saprete sicuramente già, giovedì 17 novembre a Milano inizia Bookcity, e la città si vestirà di festa con i libri in un turbinio di eventi che meriterebbero senza dubbio il dono dell’ubiquità. Quattro giorni zeppi di incontri con gli autori, spettacoli, mostre e maratone di lettura nei luoghi più disparati e in molti piccoli grandi gioielli meneghini. E infatti Bookcity è anche l’occasione per scoprire più a fondo la città. Se volete orientarvi tra gli oltre mille eventi in programma posso dirvi di dare un’occhiata a questa guida a Bookcity 2016 che ho scritto per Milano Weekend.

Qui, invece, voglio parlarvi di un evento particolare che è stato realizzato da Piedipagina, giovane associazione che racconta Milano attraverso i libri portandovi in giro per le sue strade sulle tracce di scrittori, romanzi e storie. E domenica ci saremo anche io con Chelibromiporto e Cityteller, l’app che geolocalizza i libri.

Cosa faremo? Vi porteremo in giro per Milano insieme a Carlo Emilio Gadda. Ci saranno brani da leggere dai suoi libri (in particolare da Le meraviglie d’Italia, La Madonna dei filosofi, L’Adalgisa) in luoghi significativi per l’ingegnere nella sua svergolata Milano. Una passeggiata che poi si potrà continuare anche virtualmente perché luoghi e citazioni verranno raccolte sulla mappa di Cityteller.

Questo itinerario, attraverso i luoghi e le parole dell’autore stesso, ci condurrà alla scoperta di vari aspetti della sua vita e della sua opera e si concluderà con la presentazione del libro La svergolata Milano di Carlo Emilio Gadda, di Lucia Lo Marco, edito da Perrone Editore.

Per Gadda Milano è città di nascita e non di elezione, d’amore viscerale e di odio, criticata, spesso dissacrata, e insieme celebrata. Questo itinerario, attraverso i luoghi e le parole dell’autore, ci condurrà alla scoperta di vari aspetti della sua vita e della sua opera.

Vi va di partecipare? L’appuntamento con La “svergolata” città dell’Ingegnere. Milano secondo Gadda è domenica 20 novembre alle 15 in via Formentini 10. La partecipazione è gratuita e per info potete consultare il programma. Ci vediamo lì!

Guida Lonely Planet Best in Travel 2017

Dove andare in viaggio nel 2017? Ecco le tendenze raccolte da Lonely Planet

Guida Lonely Planet Best in Travel 2017Sono passati più di quarant’anni da quando Tony e Maureen Wheeler decisero, per il loro viaggio di nozze, di attraversare Europa e Asia per raggiungere l’Australia da Londra, dove si erano conosciuti. Era il 1972, per condividere con gli amici questa incredibile esperienza decisero di confezionare una guida di viaggio. Era Across Asia on the cheap. Nasceva Lonely Planet.

Oggi la casa editrice è un impero, racconta il mondo e crea tendenze. E non a caso, infatti, oltre alle classiche guide di viaggio che dicono dove andare, sempre di più Lonely Planet racconta come farlo e perché. Per esempio, ormai da diversi anni viene pubblicato il libro di cui vi parlo oggi: si chiama Best in travel e racconta dove andare in viaggio l’anno prossimo. Ogni anno tra gli autori e i redattori di Lonely Planet, ma anche nella community dei blogger e dei social, si raccolgono tendenze, si drizzano le antenne, si studia cosa accadrà nel mondo e cosa sta cambiando. E poi si stilano tre classifiche: sono i dieci migliori Paesi dove viaggiare nel 2017, ma anche le dieci migliori regioni e le dieci migliori città.

Mi piace perché insieme ai consigli di viaggio si racconta in realtà cosa sta accadendo nella destinazione di turno e perché sia proprio questo il momento di andarci. Perché i Governi stanno investendo nel turismo, perché ci sono in programma importanti celebrazioni, oppure è migliorata la situazione sociopolitica e il Paese è diventato più sicuro. Oppure più semplicemente perché la destinazione è finora rimasta in ombra ma merita di essere visitata.

Così è stato anche per le scelte di questa edizione. Volete sapere quali sono i tre Paesi da visitare nel 2017? In cima al podio svetta il Canada, che celebrerà i 150 anni di autonomia, è governato da un trascinante primo ministro Justin Trudeau e conta su 46 parchi e riserve nazionali. Al secondo posto c’è la Colombia, Paese del realismo magico di Gabriel Garcia Marquez ma anche di criminalità violenta che ora cerca di lasciarsi alle spalle grazie ai negoziati con le Farc. E l’anno prossimo arriverà anche papa Francesco. Chiude il podio la Finlandia, che nel 2017 celebra 100 anni di indipendenza e festeggia anche con l’istituzione di un nuovo parco nazionale di 11mila ettari.

Tra i tesori del mondo da visitare prima che sia troppo tardi c’è invece Choquequirau in Perù, sito inca nascosto nella valle del Rio Apurimac da scoprire prima che diventi il nuovo Machu Picchu (con l’entrata in servizio di una nuova funivia che potrebbe portare fino a 3mila visitatori al giorno fino alle rovine). E poi il Taranaki in Nuova Zelanda, monte remoto dove si avventura appena il 2% dei visitatori stranieri nel Paese, e le Azzorre, che invece sono state scoperte da sempre più viaggiatori affascinati dalla loro natura.

E l’Italia, vi starete chiedendo? Purtroppo è poco rappresentata nella guida Best in travel 2017. Il meglio da Lonely Planet, ma lo fa con piccole chicche. Pistoia, innanzitutto: sarà Capitale italiana della cultura nel 2017 e dunque ci sarà per tutti l’occasione di conoscere anche lei accanto alle più blasonate mete toscane. C’è Venezia, tra le destinazioni più convenienti. Vi sembra strano? In effetti non lo è poi così tanto: con la crescita di affitti di camere e appartamenti sul modello Airbnb sta diventando più semplice anche pernottare in laguna.

E poi c’è una microdistilleria. Si chiama Poli 1898, si trova in Veneto ed è aperta al pubblico per visite guidate. Sì perché dopo le cantine e i birrifici artigianali può essere venuto il momento di scoprire qualcosa di nuovo nel turismo enogastronomico. Questa guida infatti non racconta solo luoghi, cerca di intercettare tendenze. E, dunque, ecco quali potrebbero essere quelle del 2017: oltre alle microdistillerie, il mondo come ufficio (vi dice niente la parola nomadi digitali?), il bikepacking (per i più sportivi, avventure fuoristrada sulle due ruote), l’#instavidual (se siete fanatici dell’obiettivo social) e i viaggi sostenibili. Che ci piacciono sempre vero?

In viaggio a Milano con Stendhal ovvero: La grande arte di essere felici

20161005_105538Ci sono luoghi a Milano che custodiscono grandi tesori. Mettete insieme l’immenso archivio di una storica biblioteca, i depositi d’arte di palazzi e musei, e il lavoro meticoloso di un gruppo di persone… e troverete questa chicca che vi consiglio di visitare: alla Biblioteca Sormani La grande arte di essere felici ovvero: l’amore di Stendhal per Milano e un ritratto della città di inizio ‘800.

Era ciò che pensava Stendhal dei milanesi e della città, lui, arrivato dalla Francia, ne era sicuro: il saper vivere era qui. Lo scrisse nel 1817 anche in Roma, Napoli e Firenze, la prima opera in cui Marie-Henri Beyle, nato a Grenoble nel 1783, si firmò con lo pseudonimo con cui lo conosciamo. E sono stati proprio i curatori della mostra a ritrovare queste parole appassionate su Milano e a sceglierle come titolo.

Erano almeno tre le bellezze meneghine per Stendhal: quella dei palazzi, quella dell’arte e della musica e quella femminile. E qui, salendo i gradini dello scalone d’onore di Palazzo Sormani, rivivono non solo attraverso prime edizioni, manoscritti, volumi fitti di annotazioni scritte di suo pugno. In mostra c’è anche Milano, con le sue vedute, i personaggi che animavano i salotti d’inizio ‘800 e le riunioni carbonare, le passeggiate in carrozza lungo i viali, i palazzi e l’Accademia di Brera. Un’immersione in sprazzi di vita di un’altra epoca.

Anche grazie ai tesori custoditi dalla Biblioteca Sormani, che è la biblioteca centrale di Milano, ha festeggiato da poco i suoi primi 60 anni, e con lo scrittore francese ha un legame speciale: ospita il Centro Stendhaliano, con due importanti raccolte, il Fondo Stendhaliano Bucci e la Raccolta Stendhaliana Pincherle.

Stendhal infatti arrivò due volte in città. La prima al seguito delle truppe napoleoniche nel 1800, la seconda nel 1814, quando la elesse a sua residenza principale fino al 1821. Sono quelli gli anni delle passeggiate – amava i cortili e i selciati -, dell’amore per la Scala, delle amicizie con letterati e carbonari e degli amori.

Eccoli ripercorsi qui, in questa mostra. Io ve la racconto per immagini. Voi avete tempo fino al 31 ottobre per visitarla! Trovate la Biblioteca Sormani in Corso di Porta Vittoria 6. L’ingresso alla mostra è da via Francesco Sforza 7.

Cambio look

2016-10-03-20-11-37Sarà che sono del segno dei Gemelli, e che e mi piace provare, cambiare, sperimentare?

C’è chi cambia taglio e colore dei capelli. Io ho deciso di dare un nuovo look al blog. Ho provato e riprovato, volevo dargli una luce nuova. Eccolo davanti a voi, spero vi piaccia! Perdonate le imperfezioni, ce ne sono e continueranno ad esserci. Ma è un viaggio che farò a poco a poco e che aggiungerà contenuti nuovi e nuove idee.

Intanto, cambia anche l’immagine che vi ha accolto finora. Il libro che sembra volare contro il cielo azzurro resta sempre parte di me (e non è detto che non ritorni a trovarmi!), è il simbolo delle mie estati, delle letture alla luce brillante del sud, del relax di quei momenti, delle partenze. Ma ho voluto cambiare e mettere ancora qualcosa in più di me nella nuova immagine che vi accoglierà da oggi.

Questa immagine racconta di una città che adoro e di uno scrittore di viaggio (e non solo) che amo leggere. La mappa che vedete è quella di Berlino, e le pagine aperte a caso del libro sono di Paolo Rumiz e del suo Trans Europa Express.

Fermate insieme dall’obiettivo come prima di una partenza, quando si stiracchia sul tavolo una cartina e si sceglie la lettura che ci accompagnerà in movimento.

Quale omaggio migliore per parlare di viaggi tra i libri e di libri in viaggio?

Sette parole per viaggiare ispirati (e magari cambiare vita!)

viaggiare ispirati

Viaggiare per lasciarsi ispirare. Scegliere un luogo per l’energia che ci dà, partire, con la scusa della vacanza, per ritrovare se stessi ma anche per cercare una nuova vita. Spesso un viaggio è anche questo, è una pausa dalla nostra vita quotidiana non tanto per staccare la spina – espressione che non mi piace per niente! – quanto piuttosto per osservarla, e osservarci, da una giusta distanza. E magari dare vita a un nuovo progetto.

Pensavo a tutte queste cose mentre sfogliavo Destinazione Umana, la guida “per cambiare vita” di cui vi avevo parlato qualche tempo fa. Raccoglie viaggi ispirazionali, che partono da un domanda semplice: chi vogliamo incontrare? Le persone diventano destinazioni (umane) e raccontano i luoghi attraverso le storie di vita delle persone che li abitano e li amano.

Ero partita dall’idea di farne una recensione. Poi, però, mentre leggevo, mi venivano in mente delle parole ricorrenti e che in qualche modo mi sembravano la chiave di queste storie. Allora ho deciso di condividerle con le tre autrici: ho chiesto loro di raccontarmi cosa le avesse ispirato o cosa avesse lasciato loro l’incontro con queste destinazioni umane, seguendo la scia di queste parole:

Libertà – Tempo – Condivisione – Consapevolezza  Impegno – Entusiasmo – Positività

Incontriamo Silvia Salmeri, Silvia Bernardi e Silvia Santachiara, le tre autrici della guida Destinazione Umana.

Ho deciso di fare loro un’intervista ispirazionale. Eccola qui. E se dopo averla letta volete condividere con me anche voi i pensieri che vi fanno venire in mente queste sette parole, sono qui!

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Libertà

SILVIA SANTACHIARA Vi siete mai pentiti? Ho chiesto a Katia e Andrea di Villaggio Ranco. «No, mai», hanno risposto. «Volevamo tornare a una vita semplice ma più ricca, a contatto con noi stessi e scandita dai ritmi della natura, non da un tesserino.
La nostra vita è cambiata radicalmente. Certo, bisogna rinnovarsi ogni mattina, ma oggi siamo liberi». Credo che questa sia la parola che più rappresenta questa guida: tutte le destinazioni raccontano una storia di libertà, che ciascuna si è andata a prendere.

SILVIA BERNARDI Il “viaggio da Destinazione Umana” è innanzitutto un viaggio libero”. Si parla di una libertà interiore, di una ricerca della propria libertà di espressione. Il viaggio da Destinazione Umana è quello in cui sei intenzionato a cambiare il tuo paradigma, i tuoi schemi, i tuoi blocchi interiori: per cambiare vita, come recita il titolo della Guida di Viaggio di Destinazione Umana bisogna mixare intenzione e organizzazione, e allora tutto sarà possibile.

SILVIA SALMERI Libertà di seguire il proprio istinto più profondo con coraggio e riconoscendo sé stessi come esseri in evoluzione lungo il viaggio della vita

Tempo

SILVIA SANTACHIARA Tempo di intervistare, di scrivere, di revisionare, di rileggere almeno 170 volte. Ho scritto questa guida in un mese e una settimana.

SILVIA BERNARDI Sono brava ad organizzarmi, a calcolare i tempi, sono brava ad aspettare, sono un persona puntuale. Ma mi sto rendendo conto il vero tempo che abbiamo a disposizione non è quello scandito dall’orologio: è il tempo interiore, e il tempo interiore è solo l’istante, l’adesso, il qui ed ora. E questo è il tempo più prezioso, che non viene compensato nemmeno dall’organizzazione migliore del mondo!

SILVIA SALMERI Tempo per realizzare con cura tutto ciò che desideriamo, compresi noi stessi.

Condivisione

SILVIA SANTACHIARA Tre Silvie e un libro nato dalla condivisione di esperienze, di percorsi personali, di competenze.

SILVIA BERNARDI Ho tre sorelle, nella vita sono stata abituata a condividere di tutto, ma ancora una volta, mi trovo a dover considerare che la vera condivisione va più nel profondo, e mi viene da citare una canzone a me molto cara “Mi fido di te … cosa sei disposto a perdere?”. Cosa siamo disposti a mettere sul piatto, sul tavolo, sulla bilancia, per condividere e crescere insieme davvero? (per rispondere a questa domanda mi sono ispirata a una bella conversazione avuta con il mio collega Valerio, co-founder di Destinazione Umana, che ringrazio pubblicamente!)

SILVIA SALMERI Condivisione di esperienze ed ispirazioni con altri esseri umani in cammino

Consapevolezza

SILVIA SANTACHIARA Come ti senti oggi?, chiesi a Stefania del b&b Il Girasole. «Ricchissima ma con un portafoglio vuoto», mi disse. «Il denaro serve, certo, ma la vera ricchezza è la consapevolezza, farsi domande che altri non si pongono e vedere orizzonti che molti ancora non vedono». Il vero valore delle 65 Destinazioni Umane è soprattutto la consapevolezza della propria scelta di vita, arrivata dopo un percorso spesso lungo e tutt’altro che semplice.

SILVIA BERNARDI Parola cruciale! Consapevolezza è prendere forma, e imparare a raccontare la propria forma a voce alta per essere di ispirazione a chiunque sia in ascolto. Consapevolezza è però anche e soprattutto essere flessibili in questa forma: oggi sono questo, domani mi evolverò .. ed è questo che permette il cambiamento.
SILVIA SALMERI Consapevolezza di chi siamo davvero e di cosa desidera la nostra anima.

Impegno

SILVIA SANTACHIARA Queste sono 65 storie di coraggio, di passione ma soprattutto di impegno. «Chi pensa che vivere e lavorare in campagna sia una vita bucolica, si sbaglia», mi disse Erika dell’agriturismo Sant’Egle. «Dall’alba al tramonto, per undici mesi all’anno e senza un giorno libero, si lavora senza pause». Ecco, credo che questa frase riassuma l’impegno che c’è dietro progetti come questo.

SILVIA BERNARDI Impegno è una parola succulenta, piena, come una spugna imbevuta d’acqua. Vuoi fare una cosa? Impegnati. Vuoi imparare una cosa? Impegnati. Vuoi capire, elaborare, dire, scoprire una cosa? Impegnati. L’impegno è a disposizione di tutti noi, ne nasciamo intrisi. Impegniamoci.

SILVIA SALMERI E’ la variabile che ci consente di passare dal mondo delle idee a quello dei sogni realizzati.

Entusiasmo

SILVIA SANTACHIARA È quello che noi abbiamo messo nel realizzare e portare avanti questo progetto e quello che le Destinazioni Umane ci hanno trasmesso. Perché sono entusiasmo ed energia le prime emozioni ad uscire dalla “gabbia invisibile”, quando si trova la forza di allargare le sbarre.

SILVIA BERNARDI Entusiasmo siamo noi .. il nostro team di Destinazione Umana! Quando guardo i miei colleghi mi brillano gli occhi e ci brillano gli occhi. Entusiasmo è sederci intorno a un tavolo per la nostra riunione settimanale: non sempre suonano le campane e rullano i tamburi, ma l’entusiasmo ci lega, anzi ci avvolge, e soprattutto ci contagia.
SILVIA SALMERI ingrediente necessario per costruire qualcosa di grande.

Positività

SILVIA SANTACHIARA È quella che serve in ogni progetto e in ogni scelta, soprattutto quando ci si trova in quello che Antonella del Casale della Nonna ha chiamato “lo spazio tra le storie”, quel momento in cui ti accingi a compiere un passo in una vita diversa e le vecchie risposte non funzionano più ma le nuove non sono ancora affiorate.

SILVIA BERNARDI Mi viene da pensare all’espressione inglese con cui si traduce il nostro “lato positivo”, ovvero “silver lining”, ovvero la linea luminosa intorno alle nuvole. Positività è l’ostinazione che ti permette di riempirti gli occhi con quella linea luminosa.

SILVIA SALMERI capacità di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno… magari per scolartelo e dimenticare le vicissitudini della vita!

E ora tocca a voi – se volete! Cosa vi fanno pensare queste sette parole, in relazione a un viaggio che state per intraprendere, a una scelta di vita che vorreste fare, a un nuovo progetto?

In viaggio con i libri: ecco due festival per sognare di partire

che libro mi porto turismo letterario

Avete letto quali sono i festival letterari di settembre in Italia? Avete scoperto cosa fanno a Bergamo e Piacenza per far parlare i libri? Bene, come vi preannunciavo è tempo di segnalarvi due nuovi festival.

Uno inizierà domani a Roma, l’altro è in corso a Lecco fino a novembre. Cosa hanno in comune? Sono perfetti per chi ama viaggiare! Oltre, naturalmente, a condividere un altro grande pregio degli eventi di questo tipo: spingerci a scoprire angoli più o meno conosciuti delle nostre città in modo insolito.

Il Festival della Letteratura di Viaggio a Roma

Prendiamo il Festival della Letteratura di Viaggio di Roma, per esempio. La nuova edizione parte giovedì 22 settembre (fino al 25) nella suggestiva Villa Celimontana, a Palazzo Mattei, che è la sede storica della Società Geografica Italiana. Nei giorni della rassegna si trasforma in una sorta di casa del viaggio, accogliendo la maggior parte degli eventi previsti sul palco allestito all’aperto.
L’edizione 2016 si snoderà tra incontri, laboratori, proiezioni, letture, visite guidate, installazioni, una libreria e un caffè letterario.

Tra gli ospiti Zerocalcare, Paolo Rumiz, Mauro Covacich, Bruno Arpaia, Giuseppe Cederna. Quattro mostre saranno dedicate alle isole: Azzorre, Papua Nuova Guinea, Malta, Giappone. Per celebrare Matera Capitale Europea per la Cultura 2019, una mostra di acquerelli sulla Basilicata.
Un altro Paese ospite di questa edizione è l’Estonia, protagonista di un incontro che chiuderà la prima giornata del Festival e che ci porterà sulle tracce di figure mitiche e luoghi leggendari. Uno degli appuntamenti più attesi è il premio per il Reportage intitolato al grande Ryszard Kapuściński. E ci sarà anche una passeggiata alla scoperta dei luoghi di Shakespeare a RomaTrovate tutto il programma qui.

Immagimondo e i viaggiatori a Lecco

Un festival lungo due mesi dedicato ai viaggi, ai luoghi, alla scoperta delle culture è Immagimondo, in corso fino all’11 novembre a Lecco e dintorni e che vede protagonisti viaggiatori, scrittori, studiosi, fotografi, registi, musicisti. Parleranno di viaggi, si scambieranno idee, suggestioni, esperienze sul partire. In programma anche presentazioni di libri e filmati, documentari e reportage, mostre fotografiche, spettacoli, laboratori per adulti e bambini.

L’Iran sarà tra le destinazioni protagoniste, con scrittori di viaggio, fotografi, artisti che racconteranno di questo Paese affascinante e che torna ad aprirsi al mondo. Ci sarà anche una mostra fotografica alla Torre Viscontea di Lecco.
Momento importante del festival sarà proprio il weekend in arrivo, 24 e 25 settembre: le piazze del centro storico di Lecco si animeranno con i tavoli dei viaggiatori, esperti che condivideranno con il pubblico racconti e consigli di viaggio.
Il programma completo di Immagimondo lo trovate qui.

E voi conoscete altri festival, culturali, letterari, di viaggio, che vi piacerebbe segnalare? Potete farlo qui e arricchiremo insieme la mappa, che ne dite?