Crespi d'Adda Unesco

Viaggio a Crespi d’Adda per il primo festival di letteratura del lavoro

crespi d'adda unesco
Crespi d’Adda, credits Walter Carrera

Crespi d’Adda è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato.

Qui si passeggia per le sue strade e si può immaginare vividamente come fosse la vita sul finire dell’Ottocento in un posto creato da un illuminato imprenditore. Siamo in un villaggio operaio in provincia di Bergamo, realizzato intorno al Cotonificio Crespi, lungo la riva del fiume, tanto bello e da preservarsi che è entrato anche nella lista Unesco. Perché non era un quartiere dormitorio nè tantomeno un’anonima fabbrica. Immaginate un lungo viale, sulla destra il cotonificio, i corpi di fabbrica. Sul lato opposto le case, quelle operaie con i loro orti e le staccionate, e poi in sequenza quelle, più grandi e fastose, dei capireparto e poi le ville dei dirigenti. E, ancora, il palazzo padronale, la villa del medico e quella del cappellano, la chiesa, il lavatoio, il dopolavoro, le scuole e persino il teatro.

Col passare del tempo questo luogo ha subito un lento declino. Oggi però rivive grazie ai cittadini, spesso discendenti di chi lo abitò negli anni di attività, in altri casi “forestieri” che qui hanno trovato un buen retiro, e grazie alle iniziative come quelle dell’Associazione Crespi d’Adda.

Non poteva che nascere qui dunque, il primo festival dedicato alla letteratura del lavoro. Appena partito, andrà avanti fino all’1 ottobre ed è particolare anche la sua storia. Perché si tratta di un progetto sviluppato dai ragazzi di un liceo linguistico in collaborazione con l’Associazione Crespi d’Adda.

crespi d'adda festival lavoro
Produzioni Ininterotte, questo il nome, è nato dal progetto di alternanza scuola-lavoro con i ragazzi delle classi di III C e IV C del liceo linguistico “Giovanni Falcone” in collaborazione con l’Associazione Crespi d’Adda convenzionata con il Comune di Capriate San Gervasio. Un percorso iniziato a marzo 2017 che ha permesso agli studenti di cimentarsi nella conoscenza del villaggio e della sua storia per poi valorizzarlo e promuoverlo quale esempio eccezionale di città industriale, perfettamente conservata.

Cosa troverete visitandolo in questi giorni? Iniziative, presentazioni di volumi interamente dedicati al lavoro e all’industria e incontri con gli autori presso il Visitor Center di Crespi d’Adda, recentemente aperto al pubblico.

Giovedì 21 settembre, per esempio, alle 21 sarà presente Wu Ming 2 con il suo “Meccanoscritto”. Editrice Alegre. Un romanzo del Collettivo MetalMente con la collaborazione di Wu Ming 2 e Ivan Brentari. Racconti operai, laboratorio di scrittura collettivo e storie di lotte operaie.

E appassionati di turismo letterario segnatevi anche queste iniziative: con gli studenti, affiancati da guide turistiche professioniste, si può partecipare a visite guidate letterarie alla scoperta del villaggio anche attraverso la lettura di parti delle opere di Charles Dickens, Ferdinand Celine, Karl Marx, Victor Hugo, Emile Zola e Leone XIII.

Le visite guidate letterarie per famiglie e turisti nel weekend senza prenotazione sono disponibili domenica 24 settembre ore 11:00-15:00-15:00-16:00-16:30-17:00; sabato 16 e 23 settembre 2017, ore 15:00-15:30-16:00-16:30-17:00. Durano 1 ora e 30 minuti e costano 5 euro a persona (bambini omaggio fino ai 6 anni). Il punto di ritrovo e partenza è il Visitor Center di Crespi d’Adda in Corso Manzoni 18.

Se qualcuno di voi andrà a visitare Crespi d’Adda attendo racconti e sensazioni: io ci sono stata una domenica di inizio primavera, ancora poco frequentata dai turisti della bella stagione (le visite guidate dei fine settimana e dei festivi si tengono da aprile a ottobre) e una delle cose più belle è stato lasciar volare l’immaginazione e pensarla brulicante di vita e di storie come dev’essere stata ai suoi tempi di massima vivacità!

benvenuto settembre festival letterari in Italia 2017

Benvenuto settembre! Guida ai festival letterari per scoprire le bellezze d’Italia

benvenuto settembre festival letterari in Italia 2017Benvenuto settembre!

Eccolo il mese del vero inizio, della malinconia per la fine delle vacanze e l’estate che volge al termine miscelata però alla voglia di novità, alle nuove energie e ai progetti. E, come è consuetudine, io torno a scrivere qui e ad inaugurare settembre con un articolo dedicato ai festival. Sì, perché settembre è un mese ricchissimo e se avete voglia di scoprire i festival letterari in Italia non avrete che l’imbarazzo della scelta!

E sapete perché vi consiglio di farlo? Perché sono un ottimo motivo per visitare i nostri tesori, scoprire piccoli borghi e bellissimi centri storici. State cercando idee per un weekend in Italia sulla scia dei libri e degli scrittori? Eccole qui per voi!

Il Festival della Mente a Sarzana

Settembre inizia subito con un festival! Direzione Liguria, direzione Sarzana dove dall’1 al 3 settembre ci sarà il Festival della Mente, www.festivaldellamente.it il primo festival in Europa dedicato alla creatività e ai processi creativi. Filo conduttore dell’edizione 2017 è la rete, attraverso cui si indagheranno i più importanti temi della contemporaneità e del sapere. In calendario 41 incontri con pensatori italiani e stranieri e un ricco programma di eventi per bambini e ragazzi. Si confronteranno scienziati, filosofi, scrittori, storici, artisti, psicoanalisti, designer, antropologi.

Quanto costa? € 3,50 gli incontri per adulti e bambini (gratuita la lezione inaugurale); € 7,00 spettacoli e approfonditaMente (lezioni-laboratorio della durata di circa 120 minuti).

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Festivaletteratura a Mantova

Per chi ama i festival letterari è ormai un classico del rientro dalle vacanze: dal 6 al 10 settembre torna il Festivaletteratura di Mantova ed è un’occasione da non perdere se non siete mai stati nella bellissima città sul Mincio. Ascoltando gli scrittori e partecipando agli incontri scoprirete un centro storico prezioso, tra Palazzo Ducale, piazza Sordello e le altre, la Casa del Mantegna, Palazzo Te, ma anche scorci mozzafiato sulle passeggiate sull’acqua che circonda la città.
Elizabeth Strout, Federico Buffa, Daniel Pennac sono tre dei nomi tra i tanti protagonisti dell’edizione 2017. Il festival è un mix di appuntamenti liberi e gratuiti con altri a pagamento, di solito pochi euro.

Il Festival della Comunicazione a Camogli

Camogli è un borgo ligure molto suggestivo. Potete andarci per la spiaggia, di ciottoli, come tante in Liguria, per una fuga al mare settembrina, per visitare la vicina Abbazia di San Fruttuoso, per passeggiare tra i suoi vicoli. E per partecipare al Festival della Comunicazione! Camogli per un fine settimana lungo si fa casa di giornalisti, intellettuali, uomini di cultura e di scienza. Quest’anno l’appuntamento è dal 7 al 10 settembre. Ci saranno laboratori, spettacoli, mostre, cinema, escursioni e gite in mare, tutti gratuiti. Piero Angela riceverà il Premio Comunicazione, mentre ad aprire il festival sarà la lectio del presidente del Senato Pietro Grasso.

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PordenoneLEGGE a Pordenone

L’appuntamento di Pordenone è tra i più famosi e i più attesi di settembre: nella città friulana torna dal 13 al 17 settembre PordenoneLEGGE, La festa del libro con gli autori: Ma in realtà il festival non vive solo di questi cinque giorni: per tutto l’anno in città e provincia scorrono incontri e appuntamenti.

Il senso del ridicolo a Livorno

*** AGGIORNAMENTO DEL 12 SETTEMBRE: La città è in lutto. Per esprimere il proprio cordoglio e la propria vicinanza alle famiglie delle vittime dell’alluvione, Fondazione Livorno e Fondazione Livorno – Arte e Cultura hanno deciso di annullare l’edizione 2017 del Festival Il senso del ridicolo. Sarà anche istituito un fondo nel quale confluiranno le somme stanziate e non ancora spese per il Festival, integrate da un importo aggiuntivo ancora da quantificare secondo le disponibilità ***.

Cercate una scusa per un weekend in Toscana a fine settembre? Provate con Il senso del ridicolo. No, non è una battuta, ma il nome del festival in programma a Livorno dal 22 al 24 settembre. E’ dedicato all’umorismo, alla comicità, alla satira, e con una premessa del genere non può che avere un padrino d’eccezione, Stefano Bartezzaghi. E’ lui il direttore del festival, che si apre con la lectio magistralis (venerdì 22 settembre, h. 17.30) di Massimo Recalcati, e poi l’omaggio a Paolo Villaggio con Enrico Vaime, una mostra sulle copertine di Linus alla Bottega del Caffè, e Fabrizio Gifuni che darà voce a Pier Paolo Pasolini e Giovanni Testori (sabato 23 settembre, h. 21.00) e si cimenterà con Carlo Emilio Gadda.

L’evento inaugurale è gratuito, tutti gli altri costano 3 euro.

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La letteratura del lavoro a Crespi d’Adda

Crespi d’Adda è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, dove, passeggiando per le sue strade, si può immaginare vividamente come fosse la vita sul finire dell’Ottocento in un posto creato da un illuminato imprenditore. Siamo in un villaggio operaio in provincia di Bergamo, realizzato intorno al Cotonificio Crespi, lungo la riva del fiume, tanto bello da custodire che ha ricevuto anche il patrocinio Unesco. E non poteva che nascere qui il primo festival dedicato alla letteratura del lavoro. Si tiene dal 16 settembre al 2 ottobre ed è particolare anche la sua storia. Perché si tratta di un progetto sviluppato dai ragazzi di un liceo linguistico in collaborazione con l’Associazione Crespi d’Adda. I visitatori conosceranno il villaggio anche attraverso la lettura delle opere di scrittori come Charles Dickens, Ferdinand Celine, Karl Marx, Victor Hugo, Emile Zola. E poi in programma anche workshop e conferenze.

Women’s Fiction Festival a Matera

Nel cuore della Basilicata, nella Capitale europea della cultura 2019, torna anche quest’anno l’evento dedicato alla narrativa femminile, dal 28 al 30 settembre, compresa la formula particolare del Congresso degli scrittori, con masterclass, corsi di scrittura creativa, appuntamenti tra autori, editor, agenti letterari e consulenti. E nei tre giorni tra i Sassi il pubblico potrà partecipare a incontri con gli scrittori, reading, spettacoli e altro. Equi-libri il tema del festival edizione 2017.

IndipendenteMente a Belgioioso

Indipendentemente è un festival dell’editoria e delle arti che va in scena tra le mura di un castello trecentesco. Realizzato grazie al patrocinio del Comune di Belgioioso (Pv), si terrà da venerdì 6 a domenica 8 ottobre 2017, nelle sale storiche del Castello fondato dal duca Gian Galeazzo II, la residenza viscontea che divenne, nel tempo, luogo di sosta e di incontro di celebri scrittori, tra cui Foscolo e Parini. Tra gli stand degli editori indipendenti ci saranno eventi, presentazioni letterarie ed artistiche, laboratori e dibattiti.
Numerosi gli autori e gli artisti in calendario: i due grandi maestri del giallo italiano Raul Montanari e Romano De Marco, Francesco Muzzopappa, Ivano Porpora, Marco Proietti Mancini.
La partecipazione all’evento è gratuita.

Che ne dite, vi è piaciuta questa carrellata? Avete già scelto a quale festival partecipare? Raccontatemelo, mi fa piacere!

libri da leggere in vacanza

Libri per l’estate: come scegliete il vostro tipo (letterario)?

libri da leggere in vacanzaAgosto è arrivato! Siete in vacanza? State per partire? Se avete le mie stesse passioni (e se seguite questo blog credo proprio di sì!) sono sicura che esiste un momento preciso, nella preparazione del vostro viaggio, che vi state pregustando con particolare piacere.

Quello della scelta dei libri da leggere in vacanza. Quali sono i libri che avete messo, o state per mettere in valigia? E quanti ne porterete con voi questa estate?

Di suggerimenti sui libri da non perdere nell’estate 2017 ne avrete già ricevuti tanti, da settimane ormai siamo circondati da liste e consigli di lettura. E io non volevo annoiarvi aggiungendo i miei! Ho pensato invece di regalarvi qualcos’altro, che magari vi può aiutare nella scelta. O semplicemente strapparvi un sorriso. Perché anche nella scelta dei libri da leggere in vacanza ci sono multiformi correnti di pensiero. E tutti, prima o poi, ci siamo incappati. Voi, per esempio, come li scegliete? Ecco la mia lista dei tipi (letterari) in vacanza!

Grandi classici

Non dico necessariamente Guerra e Pace o l’Ulisse, ma sicuramente tutti abbiamo “nel cassetto” un grande classico della letteratura mai letto o solo sfogliato. Quei romanzoni che spesso siamo convinti ormai di conoscere anche solo per sentito dire, ma che in realtà non abbiamo letto davvero. Oppure anche i libri dei nostri grandi scrittori italiani, quelli che ci assegnavano come lettura estiva ai tempi della scuola, e che ci accompagnavano in quei lenti pomeriggi di calura interrotti solo dal frinire delle cicale (perché per me un pomeriggio estivo è così, dev’essere così 😉.

Ebbene, spesso penso che i lettori estivi si possano dividere in due grandi correnti di pensiero: quelli che “solo letture da ombrellone”, dunque, per definizione, leggere e senza impegno, e coloro che invece non vedono l’ora che arrivino le vacanze per dedicarsi a letture importanti – anche dal punto di vista del numero delle pagine -. Perché finalmente si ha tempo. A voi è mai capitato? Se amate isolarvi dal resto del mondo per lunghe ore immerse nella lettura, i grandi classici fanno per voi.

Novità fresche di stampa

Con l’avvicinarsi della bella stagione cominciamo a essere sommersi di promozioni e notizie sui libri dell’estate, quelli da non perdere, quelli appena pubblicati. Anche perché poi spesso i loro autori li possiamo incontrare facilmente in giro per i festival letterari d’Italia (quali sono i principali dell’estate? Ne ho parlato anche qui su MilanoWeekend.it). E l’idea ci piace vero?

libri da leggere estate 2017

Libri che vi hanno sempre incuriosito

… e che non siete mai riusciti/non avete mai avuto tempo di leggere. Eccoli lì, acquistati sull’onda dell’entusiasmo o colpiti dalla copertina, da una recensione, dal consiglio di un amico. Li abbiamo presi pregustando il momento di leggerli… che però magari non è ancora arrivato, perché i nostri comodini di ferventi lettori sono già pieni di libri in lista d’attesa (i giapponesi, sempre fantastici in questo, hanno coniato anche una parola apposita, tsundoku, descrive la pila di libri – spesso in equilibrio precario – che ci accompagna nelle nostre notti).

Però i libri da leggere sono ancora lì, sullo scaffale, e allora quale momento migliore se non l’estate per sceglierne qualcuno che parta con noi?

Libri di viaggio

Grande capitolo, ampio e multiforme. Ma magari non per tutti, perché bisogna avere la passione dentro, e – secondo me – essere disposti ad avere pazienza per trovare il nostro scrittore di viaggio, chi davvero è in grado, raccontandoci con le sole parole, di farci davvero vedere e sentire un luogo. Però, anche se nel nostro immediato futuro gli unici viaggi che avremo in programma sono quelli della fantasia letteraria, le vacanze sono il momento ideale per iniziare a farlo. Perché, liberi dalle nostre abitudini e dalle nostre giornate vissute col pilota automatico, siano aperti e ricettivi. E questo è fondamentale per viaggiare, siete d’accordo?

cosa leggere in vacanza

Libri che raccontano il luogo dove siete diretti

o dove già siete arrivati

Fare le presentazioni con un luogo ancor prima di andarci. Avere un piccolo assaggio della sua atmosfera e cercare, come in una guida, angoli e posti da andare a vedere dal vivo. Se vi piace fare i turisti letterari questo non ve lo perdete vero? E cosa c’è di meglio di provare a farlo anche sul posto? Vi farà conoscere magari piccole librerie locali, e tornerete a casa con un bel souvenir (letterario).

libri per l'estate

Libri che raccontano un altrove

Rilassarsi su una spiaggia siciliana e leggere un giallo svedese. Partire on the road negli Stati Uniti e immergersi nella Londra letteraria. Sì, succede, e piace anche questo. Io lo faccio spesso, e non so perché, ma mi permette di concentrarmi meglio sulle sensazioni che ho intorno, su quello che vedo e sento. E contemporaneamente sogno già il prossimo viaggio. Succede anche a voi?

Colle dell’Infinito: l’ispirazione di Giacomo Leopardi rivivrà grazie al Fai

colle dell'infinito di Leopardi Recanati
Orto delle monache sul Colle dell’Infinito, credits Fai Fondo Ambiente Italiano

Il Colle dell’Infinito. Nel nostro immaginario non c’è posto che sia più legato alla poesia, a un viaggio letterario che ci porta dritti nella vita, nei versi e nelle suggestioni di un grande poeta.

Siamo a Recanati, siamo “a casa” di Giacomo Leopardi e siamo sul suo “ermo colle”. E chiunque ami e abbia amato il poeta non potrà che essere contento della notizia di oggi, per chi già ha percorso gli itinerari letterari di Giacomo Leopardi e per chi ancora desidera visitare i suoi luoghi.
Il Colle dell’Infinito a Recanati, o meglio una sua parte ben precisa e molto suggestiva, è stato infatti affidato alle cure del Fai – Fondo Ambiente Italiano, e come è già accaduto con altri tesori, naturali e umani del nostro Paese, sarà valorizzato affinché tutti ne possiamo godere in futuro.

Proprio a Recanati infatti è stato firmato un accordo tra il Comune marchigiano, il Fai, il Centro Nazionale di Studi Leopardiani e il Centro Mondiale della Poesia e della Cultura “Giacomo Leopardi”: verrà affidata al Fai la valorizzazione culturale e la successiva concessione per la gestione di una parte degli spazi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani e di quella porzione del Colle definita “Orto delle Monache”.

Colle dell’Infinito: l’Orto delle Monache

credits Fai Fondo Ambiente Italiano
credits Fai Fondo Ambiente Italiano

Di cosa si tratta? Questo luogo leopardiano è un piccolo orto-giardino sul colle di Recanati adiacente alla casa del poeta: il luogo dove Leopardi concepì nel 1819 “L’Infinito”, ispirata dalla “siepe che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude”.
Sarà curato con un progetto di recupero ambientale e rilancio culturale che in fondo lo ricondurrà a come doveva essere negli anni in cui lo frequentava Giacomo Leopardi, ovvero, come spiega proprio il vicepresidente esecutivo del Fai, Marco Magnifico, “restituire all’orto-giardino, cuore del Colle dell’Infinito, la sua funzione originaria, di spazio essenziale, privo di ogni elemento di rilievo, distrazione e spettacolarità, chiuso verso l’esterno, per permettere al visitatore una riflessione individuale – una sorta di “esercizio spirituale” – e rivivere l’esperienza interiore di Leopardi”.

Colle dell’Infinito di Leopardi: ecco come si valorizzerà

L’intervento del Fai sull’Orto delle Monache è stato affidato all’architetto paesaggista Paolo Pejrone. Il luogo sarà restaurato con le sue piante, i muretti, il prato, gli orti, le siepi per permettere ai visitatori di fruirne in maniera semplice e regolare, mantenendolo comunque il più possibile semplice e discreto come è ora.

Ma non sarà solo un recupero del verde: sarà valorizzato anche il patrimonio culturale, spirituale ed emotivo di un luogo così simbolico e suggestivo. All’interno del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, uno spazio sarà restaurato e riallestito a cura del FAI, e proporrà una presentazione della vicenda filosofica e spirituale di Leopardi e dei suoi scritti, attraverso un viaggio intimo e profondo nell’interiorità del poeta.

Un video-racconto della durata di circa 15 minuti, proiettato nel Centro Studi, introdurrà i visitatori all’esperienza nell’Orto, a cui si arriverà attraverso il viottolo percorso un tempo da Giacomo Leopardi. Qui la visita sarà libera: sarà un luogo di pace e di silenzio, dove passeggiare, meditare, rievocare l’esperienza di Leopardi, rendere omaggio al suo spirito e, perché no, lasciarsi ispirare.

Volete scoprire la mia Berlino? L’ho raccontata in un audiobook

guida berlino audiobook mariangela traficante“Io sono come una macchina fotografica con l’obiettivo aperto”, scriveva Christopher Isherwood nel suo Addio a Berlino.

Berlino, meine Liebe, è una delle mia città del cuore. Ed è proprio così che mi piace visitarla ogni volta che ci torno, con gli occhi aperti ad assorbirne energie e novità.

“Vai a Berlino? Ah che meraviglia, se vuoi ti posso raccontare…”. Ecco la mia reazione tipica ogni volta che qualcuno mi dice di aver programmato un viaggio a Berlino. Chi mi conosce lo sa, che poi ogni volta che ne parlo mi si illuminano gli occhi e sarei pronta a parlare per ore di cosa vedere a Berlino, i luoghi che più mi hanno colpito e le sensazioni che mi regala ogni volta. E quindi sono enormemente felice perché ora tutti potranno ascoltare “la mia” Berlino. Ecco infatti una grande bella notizia: insieme all’audiobook dedicato al tour della street art di Milano, su Audible.it è stato appena pubblicato anche quello che ho scritto su Berlino.

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guida berlino
credits: Mariangela Traficante

Berlino tra Storia e Futuro, si chiama la mia guida a questa città che è un work in progress.

La guida di Berlino fa parte della nuova collana appena lanciata da Audible, la piattaforma di Amazon dedicata agli audiobook. Si chiama #TiPortoInViaggio e insieme a me troverete altri viaggiatori, guide, blogger ed esperti: abbiamo raccontato undici città, da Roma a New York, da Marrakech a Barcellona passando appunto per Milano.

Dove vi porterò in questa audioguida dedicata a Berlino?

Su e giù per la Storia, tra est e ovest, tra vecchie storie e quartieri del futuro.

  • Scenderemo in metropolitana per ritrovarci nel cuore di un rifugio anti-aereo della Seconda Guerra Mondiale riconvertito per l’occorrenza – che per fortuna non giunse mai – in bunker antiatomico
  • Faremo colazione nel quartiere giovane di Friedrichshain tra mercati rionali e un museo tutto dedicato alla storia del videogioco
  • Canteremo in un grande karaoke collettivo all’ombra del Muro
  • Faremo una passeggiata in un parco metropolitano forse unico al mondo, perché nato intorno alle piste di un aeroporto, quello di Tempelhof, quello del ponte aereo della Guerra Fredda
  • Ammireremo le mille luci di Potsdamerplatz, la piazza firmata da Renzo Piano e dagli altri archistar, immaginandola brulicante nei golden years prima della guerra, poi desolata terra di nessuno e finalmente primo simbolo della Berlino contemporanea… che però ancora custodisce l’unico edificio della zona sopravvissuto ai bombardamenti.

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Di Berlino si ama spesso dire che è una città dove si respira la Storia. Ed è vero. Però questo non accade solo nei luoghi più classici da visitare nella Capitale tedesca. A Berlino la storia si intreccia al futuro nei luoghi più inaspettati e spesso non presi in considerazione dai turisti. Qui sono felice di accompagnarvi in questa audioguida.

Avete voglia di ascoltarla? Basta abbonarsi alla piattaforma di Audible.it: i primi trenta giorni sono gratuiti, dal mese successivo (se non deciderete di disdire prima) si pagheranno 9,99 euro con la possibilità di ascoltare e scaricare tutti gli audiobook desiderati. E mi piacerebbe che tra questi ci fosse anche la mia Berlino, la trovate a questo link.

Non mi resta che augurarvi buon ascolto, spero davvero che vi piaccia e che possa accompagnarvi nel vostro prossimo viaggio a Berlino!

Viaggio in Giappone con Banana Yoshimoto (e altri pensieri belli di scrittori interessanti)

banana yoshimoto libri giapponeParliamo di piccole ossessioni di lettura adolescenziali. Non so se anche voi avevate la vostre (ma immagino di sì!). La mia, e anche ben oltre l’adolescenza, per un certo periodo si chiamava Banana Yoshimoto.

Non mi perdevo un suo libro, li divoravo uno dopo l’altro, a cominciare da Kitchen. Mi piaceva quel Giappone rarefatto e quasi magico, mi crogiolavo in quelle atmosfere malinconiche sempre in oscillazione tra idilliaci paesaggi naturali e stranianti metropoli nipponiche. E poiché già allora leggevo per cercare viaggi letterari, sognavo con lei di visitarlo, un giorno, quel Giappone.

Per questo, quando ho saputo che Banana Yoshimoto sarebbe venuta a Milano come ospite de La Milanesiana (una rassegna molto bella, e gratuita, curata da Elisabetta Sgarbi, che ogni anno riunisce scrittori, artisti, musicisti), non ho avuto dubbi: dovevo andare a vederla! Poi, ho scoperto che alla stessa serata avrebbe partecipato anche Paolo Rumiz, e se seguite questo blog lo sapete: lui è per me un idolo, un narratore meraviglioso di storie e luoghi. Incredibile poterli ascoltare sullo stesso palco! Un’ossessione di ieri e un idolo di oggi. Insieme, chissà, a una nuova passione di domani? Insieme a loro, infatti, c’era anche Viet Than Nguyen, l’autore di origini vietnamita che nel 2016 ha vinto il premio Pulizter per la narrativa con Il Simpatizzante.

Perché vi sto raccontando tutto questo? Perché per me ascoltarli quella, sera, uno dopo l’altro, è stato anche fare un viaggio. Nei loro libri, ma anche nel mondo. E da ciascuno di loro mi è rimasto impresso un pezzettino di pensiero, un frammento, una frase che mi ha colpita, e che desideravo condividere con voi, perché sarebbe bello farne tesoro, e ricordarsene ogni tanto.

Paolo Rumiz.

Quando parlo di lui sono di parte perché mi affascina ogni volta il suo modo di scrivere e di raccontare. E quella sera, in un teatro milanese, mi ha emozionato e sorpreso scoprire che, nell’autunno del 2001 in Afghanistan c’era anche lui e aveva incontrato Maria Grazia Cutuli, la giornalista del Corriere della Sera, pochi giorni prima che lei morisse.

Ha parlato di chi scappa dalla guerra e dalla fame, Paolo Rumiz, di quelle paure vere, ancestrali, e delle nostre, spesso posticce. E ci ha regalato una riflessione molto bella sui migranti, su chi affronta le insidie del mare per arrivare da noi, perché chi scappa dalla paura della morte, con la testa piena di sogni e speranze, non può essere fermato.

Banana Yoshimoto.

Con il suo sorriso, il suo poco concedersi (mi sarebbe tanto piaciuto farle firmare un suo libro, ma è volata via in un batter d’occhio proprio come certe figure enigmatiche delle sue storie!). A lei bastano parole semplici per dirci cose come questa:

“Ci è dato un solo istante per decidere, ed è una decisione che possiamo prendere solamente in quel preciso istante. La vita di ogni giorno è un continuo ripetersi di scelte così. Tutte insieme, queste scelte diventano il nostro destino. E noi tutti ci ostiniamo a pensarci sempre e solo con la testa, ma sbagliamo. Il vero coraggio è saper esprimere con ogni parte del nostro corpo ciò che il nostro corpo ha sentito”.

Semplice vero? Ma quanto è difficile metterlo in pratica?

Viet Than Nguyen.

Forse tanto quanto riuscire davvero ad avere fiducia in noi. E invece occorre crederci, senza badare a quanto tempo ci occorrerà, senza fissare delusi la pagina bianca.

“Se avessi saputo che quel libro che volevo iniziare a scrivere ci avrebbe messo venti anni per vedere la luce probabilmente non lo avrei mai scritto”

Ci ha detto Viet Than Nguyen, che proprio con il suo primo libro, Il simpatizzante, ha invece vinto un Pulitzer. Il segreto? Avere fiducia in noi, e essere circondati da persone care che ci sostengono, mentre noi continuiamo a cercare “il mistero e l’intuizione che sono dentro di noi”.

il simpatizzante premio pulitzer

Come è andata a finire per me quella sera? Del tentativo – fallito – di regalarmi un autografo di Banana Yoshimoto vi ho già parlato. Con Paolo Rumiz sono arrivata a una stretta di mano e a dirgli grazie, presa da un timore reverenziale che, lo so, ahimé in questi casi difficilmente mi abbandona! Ma sono riuscita a scambiare due chiacchiere con Viet Than Nguyen che mi ha lasciato una sua dedica: Noi sopravviveremo! Scriveva a tutti i fan. Che mi sembra già un buon augurio.

E poi sono tornata a casa arricchita dai pensieri dei tre scrittori. E naturalmente anche dai loro libri, come resistere?

Eccoli qui:

  • Il Simpatizzante di Viet Thanh Nguyen, il romanzo che racconta la Saigon del 1975 e con il quale lo scrittore ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa nel 2016. L’ho scelto perché ascoltare l’autore mi ha molto incuriosito
  • banana yoshimoto libriAndromeda Heights di Banana Yoshimoto. L’ho scelto perché è il primo romanzo della Quadrilogia del Regno, uscito in Italia nel 2016, e mi sembrava un buon punto di partenza per tornare a leggere la scrittrice

Paolo Rumiz libri

  • Il Ciclope di Paolo Rumiz. Di Rumiz ho letto e leggo tanto. E ora ho scelto questo libro perché, tra tanti viaggi anche inconsueti e girovaghi – a piedi, in treni sferraglianti, in bicicletta – questo invece è il racconto di un viaggio sedentario, ma non meno affascinante, vissuto dallo scrittore in un faro di una piccola isola, senza contatti con il mondo esterno.

Avete già letto questi libri? Cosa vi hanno ispirato e che sensazioni vi hanno lasciato?

 

guida street art milano mariangela traficante

Milano è una tavolozza: ho scritto un audiobook e vi porto con me in giro per la street art

guida street art milano mariangela traficante

In viaggio nella street art! Oggi vi parlerò di storie un po’ diverse. Non sono stampate su un foglio bianco e non sono fatte – o quanto meno non sempre – di frasi e parole. Sono storie scritte sui muri (e se mi seguirete le troverete anche altrove) e Milano ne è ricca.

Sì, Milano è una tavolozza.

Si chiama proprio così la mia guida alla street art di Milano. A dispetto di chi ancora la considera una città grigia. E invece i colori ci sono e non sono solo quelli di murales e graffiti! Parchi e nuovi spazi verdi, quartieri ipermoderni, nuovi musei. Negli ultimi anni Milano si è rifatta il look e sicuramente anche la street art ha contribuito a renderla più vivace.

E io sono molto felice perchè ho avuto la possibilità di raccontarla in una guida speciale. Si tratta di un audiobook ed è fresco di “pubblicazione”.

tiportoinviaggio

La guida sulla street art a Milano fa parte della nuova collana appena lanciata da Audible, la piattaforma di Amazon dedicata agli audiobook. Si chiama #TiPortoInViaggio e insieme a me troverete altri viaggiatori, guide, blogger ed esperti: abbiamo raccontato undici città, da Roma a New York, da Marrakech a Barcellona (e posso già anticiparvi che mi troverete presente anche con un’altra mia città del cuore, di cui vi racconterò a brevissimo!).

guida street art milano mariangela traficante

Come è stato scrivere questo audiobook? Bello, bellissimo e impegnativo. Perché sentivo di avere una importante responsabilità, quella di riuscire a trasmettervi il più fedelmente possibile le sensazioni provate da me e tutte le informazioni utili per portarvi davvero in giro per le vie della città che mi ha accolta ormai tanti anni fa, ad ammirare murales e altre opere in questa galleria a cielo aperto. E poi è stato emozionante avere l’opportunità di condividere con tutti le mie piccole grandi scoperte quotidiane.

WallArt, celebrità milanesi sul muro di un convento
WallArt, celebrità milanesi sul muro di un convento

Cavalcavia e saracinesche, ma anche ponti e palazzi storici, ciminiere e mura di conventi: avreste mai immaginato di vederli coperti da murales?

Chi è abituato a pensare alla street art come manifestazione d’arte (solo) di periferia e di “disturbo” al decoro urbano, ascoltando questa guida – ma sopratutto andando a cercare questi luoghi in giro per Milano! – cambierà idea e scoprirà un mondo multiforme.

Dove vi accompagnerò con questa guida?

  • A passeggiare in una tranquilla piazza nel cuore di Milano, ad ammirare la hall of fame meneghina ritratta sui muri di un convento
  • Ad attraversare una stazione ferroviaria, dove mondi immaginifici e passeggeri surreali vi salutano dalle pareti
  • Davanti a una delle più belle basiliche di Milano, dove Giuseppe Verdi e Napoleone “sorvegliano” la movida
  • A scoprire un simbolo dell’archeologia industriale meneghina, dove i muri rendono omaggio a due eroi del nostro tempo, Nelson Mandela e e Khaled Al Asaad, l’angelo custode di Palmira.

E poi ancora in altri angoli grandi e piccoli della città. Ci ho messo le mie scoperte quotidiane, i miei entusiasmi per un luogo magari appena scovato e tutta la voglia che ho di raccontare, e far provare, Milano con gli occhi di chi si lascia stupire.

Avete voglia di ascoltarla? Basta abbonarsi alla piattaforma di Audible.it: i primi trenta giorni sono gratuiti, dal mese successivo (se non deciderete di disdire prima) si pagheranno 9,99 euro con la possibilità di ascoltare e scaricare tutti gli audiobook desiderati. E mi piacerebbe che tra questi ci fosse anche la mia Milano, la trovate a questo link.

Non mi resta che augurarvi buon ascolto, spero davvero che vi piaccia e aspetto tutti i consigli, suggerimenti, commenti che avrete voglia di condividere con me!

guida street art milano

Viaggio a Malta: la regina Vittoria veglia sulla Biblioteca Nazionale

viaggio a Malta cosa vedere: Biblioteca NazionaleLost in Malta, tra strade angoli e colori così familiari e allo stesso tempo così esotici. Un mix straniante. Opulenza barocca e insegne inglesi, i balconi chiusi colorati della Valletta che non ti stancheresti mai di fotografare, le cabine rosse accanto a palazzi che sembrano di pietra leccese, autobus che non passano, traffico convulso e una lingua misteriosa da cui emergono ogni tanto suoni conosciuti, cementificazione selvaggia sul mare e poi nell’interno muretti a secco davanti ad alberi di fico e ulivi e pale di fico d’India.

Sono tornata già da un po’ da un breve viaggio a Malta e rileggendo questi pensieri che avevo raccolto a caldo mi ci ritrovo ancora, e credo che davvero riescano a sintetizzare la scoperta di un’isola (anzi, di più di una con Gozo e Comino) così vicina e così lontana.
Ho voglia di raccontarvela, di parlarvi di questo scorcio di Mediterraneo, e lo farò presto. Oggi intanto comincio con una sua piccola grande chicca, che forse non tutti prendono in considerazione quando decidono di visitare Malta: la Biblioteca Nazionale.

Non potete perdervela se vi piace fare i turisti letterari!

malta national library – Perché visitarla?

  • Per rendere omaggio alla Valletta, che sarà la Capitale europea della Cultura 2018 e ha un centro storico da non perdere.
  • Perché custodisce la storia e la memoria di Malta e le collezioni dei suoi Cavalieri
  • Perché, come ogni biblioteca antica, è un luogo suggestivo e ricco di fascino che potrete gustarvi senza l’ansia di farvi un selfie. Sì, perchè la Biblioteca Nazionale di Malta ha il wifi, è visitabile liberamente e gratuitamente, ma non potete scattare foto al suo interno, e anzi sarete invitati a lasciare le vostre borse ed effetti personali in un armadietto all’ingresso.

E’ per questo che io qui provo a raccontarvela, anche se potete sbirciarvi dentro sul sito ufficiale delle biblioteche di Malta.

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La trovate percorrendo la Triq-ir Repubblika, che è la via principale del centro storico di Valletta. Se la imboccherete partendo dal City Gate, che è la nuova porta cittadina firmata da Renzo Piano (come il nuovo Palazzo del Parlamento), troverete la Biblioteca in fondo a una grande piazza sulla destra (l’indirizzo esatto è Triq it-Tezorerija, Old Treasury Street). La regina Vittoria, dall’alto del suo piedistallo in marmo, veglia e vi saluta mentre la superete per raggiungere i portici di quello che fu l’ultimo palazzo costruito dai Cavalieri di Malta.

La storia

La Biblioteca Nazionale di Malta trae le sue radici nel Settecento, quando fu pensata per ospitare la collezione preziosa di volumi dell’Ordine di San Giovanni (ovvero l’Ordine dei Cavalieri di Malta). Proprio un Cavaliere di Malta fu il suo fondatore, il Balivo Fra’ Jean-Louis Guerin de Tencin, che morì nel 1766 lasciando una collezione di 9700 libri. La sua costruzione si completò nel 1796 ma solo nel 1812 tutti i libri vi trovarono dimora, quando la Biblioteca fu ufficialmente inaugurata, nel giorno del compleanno del re Giorgio III, il 4 giugno.

Fu insignita del titolo di Royal Malta Library nel 1936, e lo mantenne fino al 1976 quando, ormai diventata una repubblica, assunse il nome attuale di Biblioteca nazionale.

Cosa troverete?

Percorrendo una scalinata in marmo, a un certo punto ve la troverete sulla destra, la porta che vi regala subito il colpo d’occhio su quella che è esattamente come chiunque immagina una vecchia e imponente biblioteca. Davanti a voi, e sui due lati, scaffali di legno scuro fino al soffitto, Legno scuro, volumi antichi, dalle rilegature che raccontano addosso tutto lo scorrere del tempo. Schedari e postazioni di lettura e consultazione, tutti in legno, tanto che quasi stridono i laptop su cui lavorano e studiano alcuni avventori. Scale a pioli, anche loro in legno, per raggiungere gli scaffali alti. E poi, in fondo, una scala a chiocciola in ferro battuto che conduce al ballatoio. Non si possono fare fotografie, e non ho con me neanche la borsa, e questa sensazione di leggerezza e quasi di mancanza, per noi abituati a girare sempre con lo smartphone in mano, in fin dei conti è un bene perché ti sospinge a dedicarti a ogni dettaglio, a scoprirlo in quel momento, a goderne la vista e a fissartelo nel ricordo, perché non potrai farlo dopo su uno schermo.

Cosa troverete al suo interno? La memoria delle isole maltesi dal Medioevo ai tempi moderni. Tra i documenti più antichi qui custoditi c’è la Bolla Pontificia del 1113 con cui papa Pasquale II concesse la sua approvazione all’ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, una fragile pergamena che riposa qui, insieme a manoscritti, codici del Quindicesimo secolo, giornali e periodici, documenti storici, come lo stesso atto di donazione di Malta all’Ordine di San Giovanni da parte dell’imperatore Carlo V. O ancora il primo giornale locale, il Journal de Malte, pubblicato per la prima volta nel 1798 dall’amministrazione francese appena insediatasi, e scritto in francese e in italiano. A proposito, sapevate che fino agli anni ’30 una delle lingue ufficiali a Malta era l’italiano, anche se soprattutto in ambito cattolico, amministrativo e aristocratico? E’ facile immaginarlo e se ne trovano echi ancora numerosissimi in parole, insegne e suoni captati dalle conversazioni dei maltesi.

cosa vedere a Malta Biblioteca Nazionale
Altri angoli “letterari” a Malta: di fronte alla piazza della Biblioteca Nazionale scorgo una targa che racconta che qui ha lavorato il poeta inglese Samuel Taylor Coleridge!

 

Biblioteca Nazionale di Malta: come visitarla

Spesso ospita anche delle mostre che raccontano, anche grazie a questi documenti, la storia dell’isola e dell’Ordine dei cavalieri. In inverno la biblioteca è aperta dall’1 ottobre al 15 giugno dal lunedì al venerdì ore 8.15-17.45. L’orario estivo, dal 16 giugno al 30 settembre, si accorcia, ore 8.15-13.15. Rimane chiusa la domenica e nei giorni di festività. Ma vi consiglio di verificare anche sul sito delle biblioteche maltesi.

Anche a voi piace visitare le biblioteche quando siete in viaggio? Allora ecco un paio di suggerimenti per la vostra prossima incursione in Toscana o in Puglia!

A Siena, Capitale italiana della Cultura 2017, troverete due biblioteche storiche e una iper-moderna da scoprire

A CEGLIE MESSAPICA, INVECE, IN PROVINCIA DI BRINDISI, LA BIBLIOTECA COMUNALE È UN PICCOLO GIOIELLO NEL CASTELLO

Cinco esquinas: in viaggio a Lima con Mario Vargas Llosa

mario vargas llosa ultimo libro croceviaPronti a partire di nuovo? Oggi vi porto in Perù in compagnia di un suo scrittore simbolo. anche se per me non è stato amore a prima vista (con lo scrittore, con il paese invece sì!)

La prima volta che ho letto un libro di Mario Vargas Llosa ero su un aereo, che mi stava portando proprio verso il suo Paese. Era l’inizio del mio viaggio di nozze, tre settimane in giro tra Perù, Ecuador e Galapagos, e da brava turista letteraria mi ero premunita di portarmi qualcosa da leggere che mi facesse già respirare l’aria peruana. E chi meglio dello scrittore premio Nobel? Peccato, però, qualcosa non era scattato. Avevo preso con me Le avventure della ragazza cattiva, ma quella storia proprio faticavo a digerirla. Avevo comunque deciso di andare fino in fondo con la lettura, perché allora ero ancora fermamente convinta che i libri, comunque, andavano letti fino all’ultima pagina, anche se strada facendo si scopriva che proprio il colpo di fulmine non scattava (oggi invece ho cambiato idea, e ho deciso che non c’è nulla di male ad abbandonare un libro a metà, se la scintilla non scatta, anche con i grandi classici, e mi sento meno in colpa, e voi?).

Dunque, tornando alla niña mala di Vargas Llosa, no, proprio non riusciva ad appassionarmi. Il mio Sudamerica letterario erano Gabriel Garcia Marquez e Isabel Allende e i mondi che mi mettevano davanti nelle loro pagine. Vargas Llosa una parentesi chiusa. Per diversi anni.

Poi però è successo che, l’anno scorso, sono andata ad ascoltarlo al Festival della Letteratura di Mantova, dove aveva appena annunciato la prossima uscita del suo nuovo libro, Cinco Esquinas in spagnolo. E poi quel libro, un paio di mesi fa, mi è casualmente capitato tra le mani. Così ho deciso di leggerlo.

crocevia mario vargas llosa libri viaggio perùEcco, se quel libro Vargas Llosa l’avesse scritto prima del mio viaggio in Perù, forse me lo sarei davvero portato come piccola guida letteraria in giro per Lima. Perché, fianco a fianco con la storia, anzi, le storie raccontate, è lei la protagonista, Lima, la capitale del Perù, con la sua garua, la tipica nebbiolina invernale che aleggia sulla città, e le sue contraddizioni.
Intanto, il titolo: Cinco esquinas (letteralmente cinque angoli, cinque incroci, è proprio il nome di un crocicchio di strade nel cuore del quartiere popolare di Barrios Altos: il titolo italiano è stato cambiato in Crocevia (Einaudi), che rende bene anche l’intrecciarsi dei personaggi e delle storie.

“Impiegava circa un’ora per arrivare al crocicchio labirintico di Cinco Esquinas, nel cuore dei Barrios Altos. Quando Juan era giovane, quel quartiere era pieno di penas criollas e vi abitavano molti bohemien, artisti, musicisti, e persino i blanquitos di Miraflores e San Isidro che amavano la musica criolla venivano ad ascoltare i migliori cantanti, chitarristi e cajoneadores e a ballare con i cholos e i neri”

“….lo spiritista di Piura che riceveva i clienti soltanto di notte, durante le ore più propizie per dialogare con le anime dei defunti, il farmacista che occupava la casetta nella quale, si diceva, era nato Felipe Pinglo, il grande compositore di valses; la Quinta Heeren che, a quanto pareva, nel XIX racchiudeva le abitazioni più eleganti di Lima e che adesso era un ammasso di rovine in balia di avvoltoi, pipistrelli, drogati e delinquenti.

Le storie, appunto. Quali sono? Non mi piace raccontare i libri, scriverne i riassunti e tanto meno le recensioni! Non sono una critica letteraria e in tanti lo sanno fare meglio di me, quello che mi piace è fissare qui su carta digitale le sensazioni che la lettura mi lascia.

Però sappiate questo: vi troverete nel (difficile) Perù degli anni ’90. Negli anni del terrorismo di Sendero Luminoso e di Tupac Amaru, ma anche del regime sempre più autoritario e dittatoriale del presidente Fujimori. Un ambiente che Vargas Llosa conosce bene: lo scrittore, oggi 81 anni, nel 1990 si era candidato proprio contro Fujimori nelle elezioni generali.
C’è una doppia coppia di amici benestanti, un giornalista senza scrupoli, la sua rivista scandalistica e la sua redattrice preferita che vi regalerà un colpo di scena, e poi c’è un vecchio artista dimenticato, simbolo di una Lima che non esiste forse più. Da questi personaggi si dipaneranno le storie del crocevia che naturalmente lascio a voi scoprire se avrete voglia di leggere di libro!

Perchè leggerlo?

  • Perchè Lima è protagonista, anche se quella degli anni ’90. La Lima dei quartieri bene come Miraflores e San Isidro, la Lima popolare in bilico con la legalità dei Barrios Altos (e di quel famoso cinco esquinas dei titolo originale), la Lima del porto al Callao e quella coloniale. Se avete voglia di qualcosa da leggere prima di un viaggio in Perù, potrebbe incuriosirvi
  • Perché, se leggendo le citazioni di prima avete decifrato poco e niente, persi tra le parole peruviane, non vi allarmate: alla fine del romanzo un bel glossario ve le spiegherà una ad una, e chissà che non vi possano tornare utili anche in giro per Lima!
  • Perché se cercate uno spunto per approfondire anche la storia del Perù, e una delle pagine più recenti del suo passato, questo libro ve lo darà. E, come accade quando leggiamo un romanzo che si lascia ispirare da fatti reali, ma non ci dice fino a che punto arriva la fiction, vi verrà voglia di scoprire la vera verità e quindi di andare a curiosare su come sono andate le cose. E anche questo è viaggiare per conoscere un Paese vero?

Vi è piaciuto l’articolo e volete proseguire il viaggio letterario in America Latina? Qui trovate qualche altra suggestione da leggere!

Volete invece continuare il giro del mondo e scoprire quali libri portare con voi? Ecco la mia piccola speciale geografia delle parole: 12 libri per 12 viaggi!

#MilanoDaLeggere: scopriamo un giardino segreto seguendo Dino Buzzati

Dino Buzzati Milano turismo letterarioVolete scoprire i luoghi di Milano che hanno ispirato Dino Buzzati e i suoi libri? Seguitemi in questo racconto!

Quando il neo ufficiale Giovanni Drogo arriva alla sua destinazione, la Fortezza Bastiani, vorrebbe andare via, tornarsene in città. Ma poi quella fortezza, i suoi ritmi militari fuori luogo, e soprattutto quella distesa sconfinata che le si apre davanti, quel deserto, il deserto dei Tartari, finiscono con l’esercitare su di lui un’attrazione totale. Rimarrà, e decisamente a lungo anche, vinceranno la routine e l’attesa.

Se anche voi come me avete letto Il deserto dei Tartari conoscerete la storia e avrete fatto le vostre riflessioni sul suo significato. Ma io, per esempio, non sapevo che l’ispirazione per scrivere il suo romanzo, pubblicato poi nel 1949, Dino Buzzati l’avesse trovata in una storia molto precisa della sua vita. La sua esperienza, lunghissima (iniziata nel 1928) al Corriere della Sera. Quella vita da redattore (anche se poi Buzzati viaggiò anche come inviato), quella monotona routine condivisa magari anche con gli altri giovani giornalisti, entrati in via Solferino con i sogni da grandi reporter e finiti a battere i tasti di una macchina da scrivere in ufficio, era servita al grande scrittore per dare vita a Drogo, alla Fortezza, al deserto.

Non lo sapevo ed è stato bello scoprirlo. E sapete dove ho imparato questa storia? Proprio in via Solferino 28, davanti al palazzo dove il Corriere della Sera ha la sua sede dai primi del ‘900, a Milano, Proprio davanti a quel portone che il giovane Buzzati varcava quotidianamente. Vi piace viaggiare sulle orme degli scrittori, curiosando tra i luoghi dove hanno vissuto? A Milano si può fare per esempio con le Passeggiate d’autore. Ve ne avevo già parlato tanto tempo fa e nei giorni scorsi finalmente sono riuscita a partecipare di nuovo a questi itinerari di turismo urbano!

passeggiate letterarie milano

Tema: proprio Dino Buzzati e i suoi luoghi milanesi. Accompagnati da Francesca Marzia Esposito abbiamo passeggiato per il centro di Milano in un sabato mattina soleggiato e vivace di primavera. Ma non abbiamo solo parlato di letteratura. Perchè sapere qual è la cosa che mi piace di più di queste occasioni di esplorazione urbana? Scoprire angoli della città sconosciuti, sorridere davanti a sorprese svelate, alzare lo sguardo a balconi fioriti o abbassarlo, come in questo caso. Sì, perchè proprio sotto via San Marco, da dove è partita la nostra passeggiata – la prima abitazione milanese di Dino Buzzati, nato a San Pellegrino di Belluno nel 1906 – si trovava proprio qui, al numero 12 -, passava il naviglio milanese. Che portava le risme di carta al Corriere dalle cartiere di Corsico, e più avanti gorgogliava passando da quello che è diventato noto come il Tombon de San Marc, che era una sorta di darsena ma – pare – anche luogo prescelto dai suicidi.

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Più avanti sono ancora visibili le chiuse coi portoni in legno della Conca dell’Incoronata (costruita alla fine del 1400 con la consulenza di Leonardo da Vinci) o Conca delle Gabelle, ma la cosa più bella è scoprire un piccolo giardino segreto custodito là dove un tempo scorreva l’acqua.

Ci fermiamo anche in via Marsala 2, perché qui abitava Arturo Brambilla, il ragazzo che Buzzati conobbe il primo giorno di scuola al liceo Parini e che Fu il suo amico per tutta la vita, dando anche a vita a un’intenso carteggio che di fatto ci racconta Buzzati ragazzo, giovane e uomo nelle sue più intime sfaccettature.

Da qui, la tappa successiva è appunto in via Solferino, dove lo scrittore entra giovanissimo, diventa redattore, lavora a La Lettura e diventa poi inviato di guerra. E si riempirà di quell’esperienza di ragazzi entrati col sogno di girare il mondo e presi poi da una vita racchiusa allo scrittoio.

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Ma c’è ancora una sorpresa da scoprire: arriva in corso Garibaldi, davanti a un numero civico decisamente strano: 2024, c’è scritto. E’ una delle testimonianze, ancora visibili in diversi angoli del centro storico di Milano, della numerazione austriaca delle strade. Siamo davanti alla Contrada del Passetto, questa un tempo era uno dei vicoli e delle stradine che collegava a esempio il corso di Porta Comasina (che è oggi corso Garibaldi) e piazza San Simpliciano. Quando questa zona oggi così brulicante di boutique e locali era una borgata e attraverso queste stradine anche i piccoli malviventi facevano perdere le loro tracce.

Luoghi come questo sono legati all’ispirazione di Laide, la giovane protagonista di Un amore, romanzo che Buzzati pubblica nel 1963. Cosa nasconderà questo portoncino in legno? Siamo fortunati, qualcuno lo apre per uscire e noi ci intrufoliamo. Dentro un mondo di case di ringhiera, cortili e piccole fontanelle. Anche questo è un piccolo giardino segreto urbano.

Ecco dunque qualche spunto per chi vuole scoprire Dino Buzzati a Milano.

Quali libri di Dino Buzzati abbiamo sfogliato in questa passeggiata letteraria?

  • Il deserto dei Tartari, romanzo, 1940
  • Sessanta racconti, 1958.
  • Un amore, 1963.
  • Il Colombre e altri cinquanta racconti, 1966.
  • La boutique del mistero, Mondadori, Milano 1968.
  • Lettere a Brambilla, a cura di L. Simonelli, De Agostini, 1985

Passeggiata sulle orme di Dino Buzzati a Milano – la gallery

(photo credits: Mariangela Traficante)