A Venezia con Marco Polo, il grande viaggiatore che continua a ispirarci

Venezia, credits Mariangela Traficante

“Qui furono le case di Marco Polo che viaggiò le più lontane regioni dell’Asia e le descrisse”.

Con queste parole Venezia ricorda il su grande viaggiatore, l’esploratore di terre ignote che forse più di tutti ha acceso la nostra fantasia e il nostro desiderio di viaggiare.

Sono incise nella Corte del Milion, quello che nel sestiere di Cannaregio, poca distanza dal Ponte di Rialto e tuttavia lasciandosi alle spalle folla e rumori della Venezia più turistica, era il quartier generale della famiglia di mercanti e viaggiatori.

Parliamo, infatti, di Marco Polo, di cui ricorrono i 700 anni della morte. Chi non si è lasciato affascinare dalla sua figura, dalla sua storia e dai suoi racconti del mitico Catai e della corte di Kublai Khan? Se non magari direttamente dalla lettura de Il Milione, certamente dalle mille citazioni che ne sono state fatte, e dalle trasposizioni sullo schermo, come la serie tv degli anni ottanta e la più recente su Netflix.

Se l’Odissea può essere considerata come il primo libro di viaggio a suo modo e Ulisse il padre letterario antico di tutti i viaggiatori, sicuramente altrettanto affascinante è stata la figura di Marco Polo, che partì dalla sua Venezia giovanissimo, trascorse ben più di vent’anni in Oriente, tornò in patria e affidò al compagno di cella i suoi racconti.

Come si può considerare Il Milione? Un vero reportage di viaggio? Oppure un racconto romanzato in cui è difficile distinguere il vero dal fantastico?

Poco importa in fondo, perché quest’intreccio tra realtà e immaginazione nulla toglie alla sua capacità di affascinarci e di instillare in noi la curiosità di partire, di andare alla scoperta di altri mondi e altre civiltà.

Proprio l’8 gennaio 2024 è stata la ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Marco Polo e Venezia gli dedica il suo evento più popolare, il Carnevale di Venezia.

Corte del Milion, Venezia

Ma quali sono i luoghi in cui andare a ritrovare Marco Polo a Venezia?

Come detto, si deve far rotta sul sestiere di Cannaregio, nei pressi della chiesa di San Giovanni Crisostomo, si attraversa il Sottoportego del Milion per raggiungere la Corte Seconda del Milion, dove sorgeva la casa di famiglia dei Polo.

L’abitazione oggi non esiste più, ma alcuni suoi resti sono stati scoperti durante i lavori di ristrutturazione del Teatro Malibran nel 1998, permettendo così di identificare proprio in questo luogo la casa di Marco Polo a Venezia.

Qual è la sua storia?

Marco Polo era nato a Venezia nel 1254 in una famiglia di benestanti mercanti. Il padre Nicolò e lo zio Matteo erano già stati a lungo in Cina intessendo rapporti commerciali e imprese, e nel 1271, a soli 15 anni, anche Marco parte con il padre verso la Via della Seta, con l’obiettivo di arrivare in quello che all’epoca era il Catai.

Sarà un’esperienza lunghissima, un viaggio lontano da casa lungo 25 anni, nel corso dei quali Marco Polo attraverserà via terra zone che oggi sono Israele, Medio Oriente India, Tibet, Birmania, fino ad arrivare a Pechino. Scoprirà usi e costumi, flora e fauna, diventerà consigliere personale e ambasciatore di Kublai Khan, viaggiando nel suo grande impero.

Torna a Venezia nel 1295, e successivamente viene fatto prigioniero a seguito di una battaglia navale tra veneziani e genovesi. Condivide il carcere con Rustichello da Pisa, e comincia a narrargli le sue imprese e le sue memorie, che il toscano trascrive. Così nasce quello che diventerà Il Milione (titolo che si ispira al soprannome della famiglia Polo, “Emilione”).

Marco Polo fa ritorno a Venezia nel 1299 proseguendo la sua attività nel commercio, e qui morirà appunto all’inizio del 1324.

Il Milione è suddiviso in quasi duecento capitoli corredati da rubriche che ne sintetizzano i contenuti. E proprio in occasione dei 700 anni dalla morte di Marco Polo Marsilio ne pubblica una nuova edizione.

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Da Il Milione a Le Città invisibili

Le imprese di Marco Polo hanno ispirato non solo viaggiatori, ma anche scrittori. Uno su tutti, Italo Calvino che nel ‘72 pubblicò Le città invisibili, in cui immagina proprio il mercante veneziano alla corte del Gran Khan mentre gli fa un resoconto di 55 città, inventate e immaginifiche.

Ed è proprio Calvino a introdurlo così: “Nelle Città invisibili non si trovano città riconoscibili, Sono tuttecittà inventate; le ho chiamate ognuna con un nome di donna; il libro è fatto di brevi capitoli, ognuno dei quali dovrebbe offrireuno spunto di riflessione che vale per ogni città o per la città in generale“.

E ancora: “Le città invisibili si presenta come una serie di relazioni di viaggio che Marco Polo fa a Kublai Kan imperatore dei Tartari, (Nella realtà storica, Kublai, discendente di Gengis Kan, era imperatore dei Mongoli, ma Marco Polo nel suo libro lo chiama Gran Kan dei Tartari e tale è rimasto nella tradizione letteraria.) Non che mi sia proposto di seguire gli itinerari del fortunato mercante veneziano che nel Duecento era arrivato fino in Cina, e di là, come ambasciatore del Gran Kan, aveva visitato buona parte dell’Estremo Oriente, Adesso l’Oriente è un tema che va lasciatoai competenti, e io non sono tale. Ma in tutti i secoli ci sono stati poeti e scrittori che si sono ispirati al Milione come a una scenografia fantastica ed esotica: Coleridge in una sua famosa poesia, Kafka nel Messaggio dell’Imperatore, Buzzati nel Deserto dei Tartari. Solo Le Mille e una notte possono vantare una sorte simile: libri che diventano come continenti immaginari in cui altreopere letterarie troveranno il loro spazio; continentidell’«altrove», oggi che l’«altrove» si può dire che non esista più,e tutto il mondo tende a uniformarsi. A questo imperatore melanconico, che ha capito che il suo sterminato potere conta ben poco perché tanto il mondo sta andando in rovina, un viaggiatore visionario racconta di città impossibili“.

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Mariangela Traficante

Benvenuti! Se volete diventare turisti letterari e vi piacciono anche i libri di viaggio, eccomi qui. Sono Mariangela, giornalista e blogger, e abbiamo una passione in comune: viaggiare con un libro in mano, ma non solo! Vi racconto di luoghi di libri e di scrittori. Provo a consigliarvi cosa leggere prima di partire, e a lasciarvi ispirare da un libro di viaggio, da un racconto e, perché no, anche a scrivere il vostro!

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