Quando un blog non basta più: libri di viaggio in digitale

libri di viaggio digitali che libro mi portoArriva forse quel momento in cui il blog non basta più. C’è chi nella forma del post ci si trova bene, pubblicare a piccole dosi, fare un po’ di serialità. E chi invece ogni tanto si sente cuciti addosso un po’ troppo stretti i dettami del web, l’attenzione fuggente del lettore, il rompicapo delle regole Seo. E decide che, per raccontarsi, ha bisogno di più parole. Per raccontare un viaggio per esempio.
Scrivere un libro: oggi le possibilità per chi vuole farlo si sono moltiplicate. Grazie all’autopubblicazione, certo, ma anche alle idee di nuove case editrici, agili, appassionate di digitale. Ne ho scoperte e “incontrate” diverse in questo cammino di viaggi e libri, e oggi comincio a presentarvene una. Perchè hanno deciso di dedicare un’intera collana ai viaggi. Ero curiosa di di scoprire come nascono i loro reportage e di come immaginano, loro, un libro di viaggio digitale (per esempio che duri il tempo di un viaggio aereo in una capitale europea..) E allora li ho intervistati. Ecco il team di goWare e quello che mi hanno raccontato, buona lettura!

Innanzitutto, una breve presentazione 

goWare è una start-up nata in digitale come spin off dell’agenzia letteraria Thèsis per iniziativa di un gruppo di tecnologi, editor e autori. Lo scopo è quello di pubblicare contenuti di nuova generazione da offrire a quei lettori che usano quotidianamente i dispositivi mobili per leggere. Il principio da cui partiamo è che a video non si legge, come sulla pagina stampata, una pagina dopo l’altra in totale concentrazione. Le modalità di lettura e di memorizzazione sono differenti e quindi anche il contenuto deve esserlo. Fare un clone del libro va bene, ma bisognerebbe pensare a una sorta di rimediazione. Da questo purtroppo siamo ancora lontani, per questo gli ebook sui mercati chiave stanno soffrendo un po’. Ma il discorso sarebbe lungo.
Al momento goWare ha oltre 300 titoli in distribuzione in formato ebook su tutte le librerie online e 100 sono i titoli distribuiti in print-on-demand. In questi giorni siamo usciti anche con il primo audioebook e per i primi mesi del nuovo anno abbiamo in programma una decina di titoli. Saggistica e narrativa si dividono quasi a metà il catalogo. A cavallo di queste due grandi categorie del mercato trade ci sono le guide, che sono un po’ saggistica e un po’ narrativa”.

Come funziona nello specifico il rapporto con l’autore o aspirante tale?

“Noi lavoriamo in due modi. Da una parte individuiamo, specialmente nella saggistica, i temi che vogliamo sviluppare e gli autori che ci sembrano adatti a svolgerli secondo la nostra visione di contenuti (brevi, adrenalinici, strutturati, stimolanti con ampie indicazioni per approfondimenti). Dall’altra invitiamo gli scrittori a lavorare con noi. I nostri editor leggono i materiali, valutano la loro pubblicabilità, accompagnano l’autore e gli fanno da tutor nella fase di miglioramento dell’opera. Non prendiamo tutti, anche se lo vorremmo, perché nella nuova editoria tutti sono cittadini come nell’Atene di Pericle. Prendiamo ciò che ci piace senza troppo riguardo per il genere o per le tendenze del mercato o i numeri che ci vengono dalle vendite. Se guardi quelli alla fine ti omologhi e ti scappa l’unicorno. L’autore resta il migliore nel promuovere il suo testo, lo conosce meglio di chiunque e per questo è prezioso il contributo che dà”.

Avete deciso di dedicare una collana ai viaggi: che tipologia di ebook pubblicate?

“All’inizio nella nostra testa c’era un’impostazione piuttosto tradizionale verso i libri di viaggi, che vedevamo più come guide tradizionali con un pizzico di sale in più. La nostra prima collana infatti si chiamava “Mind the Step”, fatta di testi che aiutavano il visitatore a capire il luogo che visitava, così da evitare lo spaesamento. Era qualcosa di culturale, antropologico e psicologico insieme.
Poi sono state proprio le tante proposte che ci sono arrivate a metterci sulla giusta strada, che è quella di una sorta di narrativa di viaggio, una specie di storytelling (la parola magica del momento), qualcosa che ti racconta in modo semplice, umile, sincero e candido quello che è stato visto, i sentimenti che certi luoghi hanno eviscerato, come la persona è cambiata dopo l’esperienza di viaggio. Perché il viaggio ti lascia qualcosa addosso. Questo qualcosa è raccontato da una persona, che potrebbe essere l’inquilino del terzo piano, che non ha la statura di Stendhal, Goethe o Chatwin, ma ha una verità da dire. E di vero non è poi rimasto tanto nella comunicazione moderna. I testi di autori che si approcciano al viaggio in questo modo alla fine lasciano qualcosa addosso anche al lettore. E si è visto! Adesso abbiamo 9 titoli di questo tipo; Orizzonte Giappone di Patrick Colgan, uno di questi titoli, è il nostro maggiore bestseller. Un risultato che ci ha sorpresi e ci incoraggia a continuare su questa strada.

(mia piccola nota, concordo! Avevo letto anch’io Orizzonte Giappone e ne ho parlato qui)

 

Un libro di viaggio (o una guida) in formato ebook: quali sono i principali vantaggi rispetto al formato di carta? E quali sono le caratteristiche che ricercate voi?

“Intanto vogliamo tante foto a colori e grandi, ma non del Big Ben o del Taj Mahal, bensì della propria esperienza nel rapporto con il luogo visitato. Più personali sono e meglio è. Le foto non costano niente sul digitale, quando sulla carta costano quanto gli affitti a Londra. In genere gli autori di questo tipo scattano moltissimo, postano su Instagram e sui social network. Questi materiali passano in un ebook ma devono essere ben referenziati dal testo e in genere sono raccolti in gallery conclusive, in modo tale che possa essere esaudito il desidero di Andy Warhol, che nei libri cercava solo le figure e considerava il testo che le circondava della “spazzatura”.
Non importa che i testi siano scritti come quelli di Calvino, anzi una certa rugosità è bene che ci sia perché trasmette sincerità, suscita empatia e la scrittura non risulta affettata. Fino a oggi siamo vissuti in una sorta di punditocrazia, in cui i sapienti, spesso asserviti a qualcosa, hanno determinato il canone, ecco, stiamo facendo la rivoluzione! [cosa vuol dire “pundit”? Ecco quel che dice Wikipedia]”

Ricevete sicuramente molte proposte. Chi sono i viaggiatori che vi interpellano? Che forma hanno di raccontare il mondo?

“Riceviamo tantissime proposte. Gli italiani viaggiano tanto e poi, generalmente, sono dei narratori nati. L’Italia è un Paese di narratori, è il maggior consumatore di conversazioni telefoniche del mondo. Gli autori non mancano di certo e le donne superano gli uomini. In genere sono sotto i 35 anni, sono quelli che hanno fatto il loro primo viaggio da soli comprando il biglietto online e quando tornano gli piace raccontarlo con passione e lo fanno bene. Raccontano il mondo come lo vedono, senza mettere troppe cose tra loro e la realtà. Perché oggi la realtà è facile da raggiungere con pochi click”.

E, allora, “avviso” a chi volesse pubblicare con voi nella collana viaggi: quali elementi non devono assolutamente mancare?

Devono essere brevi, massimo un’ora e un quarto di lettura, che è il tempo utile per leggere qualcosa durante un volo nelle principali destinazioni europee. Devono essere onesti, i luoghi di cui si parla devono essere stati effettivamente parte del viaggio. Solo Nero Wolfe di Rex Stout risolveva i crimini dalla sua poltrona. Un libro di viaggio deve essere davvero di viaggio. La scrittura conta meno, ma questo non significa che sia di bassa qualità”.

Prossime destinazioni in pubblicazione?

“Bali (a inizio anno nuovo), Londra, Cambogia, Vietnam, Russia, Thailandia, Persia, New York”.

E, prima di salutarvi, mi piacerebbe avere un vostro commento sul panorama di libri di viaggio e guide di viaggio oggi in Italia…

“Mah! Che dire? Abbiamo avuto una grandissima tradizione, ma oggi si tende a portare testi in traduzione. Per questo c’è bisogno di cercare strade nuove e queste strade nuove passano obbligatoriamente dai nuovi media, e in questo i giovani italiani sono una bellissima scoperta”.

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Mariangela Traficante

Benvenuti! Se volete diventare turisti letterari e vi piacciono anche i libri di viaggio, eccomi qui. Sono Mariangela, giornalista e blogger, e abbiamo una passione in comune: viaggiare con un libro in mano, ma non solo! Vi racconto di luoghi di libri e di scrittori. Provo a consigliarvi cosa leggere prima di partire, e a lasciarvi ispirare da un libro di viaggio, da un racconto e, perché no, anche a scrivere il vostro!

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