La Sicilia di Montalbano? E’ un cortocircuito. Prezioso

luoghi del Commissario Montalbano
Il Duomo di Ragusa Ibla, credits Mariangela Traficante

Oggi vi porto nuovamente con me in un luogo del cuore.

Vi porto di nuovo in Sicilia, in una Sicilia che probabilmente avrete visitato e di cui avrete sicuramente sentito parlare. La Sicilia dei luoghi del Commissario Montalbano.
E’ vero che la Vigata dell’universo di Andrea Camilleri non è qui. Bisogna risalire l’isola, virare a Occidente, incrociare il cartello di Porto Empedocle, fare ingresso nella provincia di Agrigento. Ma è un dato di fatto: la regia di Alberto Sironi (e poi anche la serie arrivata dopo, che racconta il giovane Montalbano) ha fatto breccia nel nostro immaginario collettivo. La Sicilia del Commissario Montalbano, per noi, è quella che scorre sullo schermo tv. Che poi non è detto che sia un problema, anzi. Certi colori, certi modi in cui la luce colpisce un muro, certe sensazioni che senti sulla pelle, sono un luogo dell’anima. Della Sicilia, del sud. Anche se un senso di straniamento, tra la pagina, la fiction e la realtà, rimane.
Questi sono gli appunti sparsi che mettevo giù a caldo alla fine di agosto, mentre in quei luoghi tanto desiderati ero immersa.

Li raccontavo man mano sulla pagina Facebook del blog, ma poi ho deciso di raccoglierli nuovamente e di condividerli qui con voi. Per assaporare ancora un po’ di sud, e farvi sentire cosa ho provato io percorrendo quelle strade.

Puntasecca, per tutti: la casa di Montalbano


Mi aspettavo l’effetto straniante, ed in effetti c’è stato. La prima cosa che abbiamo visto è stata il faro, bianco, circondato da case, proprio lui.
Punta Secca‬ ovvero: la “casa” del ‪Commissario Montalbano‬. Che in effetti c’è, è lì davanti agli occhi. Ma è anche diversa. Le verandine sono due, e la spiaggia poi, difficile immaginarsi Luca Zingaretti che fende le onde in solitudine, ovvio, è agosto ed è tutto un pullulare di ombrelloni. Tutti diversi, perché l’ondata di notorietà che ha improvvisamente investito il borgo non ha intaccato la sabbia: non c’è ombra di un lido privato. Le case invece, quelle sì che quasi arrivano sulla battigia!

E poi il profilo del commissario, quello televisivo, sui menù dei ristoranti. E c’è Enzo a mare, che c’era anche prima ma si chiamava in altro modo. E ti ritrovi a pensare: viene prima la fiction o la realtà? E cosa succede quando si incontrano? Un corto circuito sicuramente c’è: i luoghi che hanno ispirato Camilleri sono altrove. Ma le sue parole suggeriscono la Sicilia tutta.‬‬

Donnafugata, la grande bellezza


Avete presente (e se siete appassionati credo proprio di sì) gli incontri, nella fiction tv, tra il Commissario Montalbano e l’anziano boss Balduccio Sinagra? Ecco, avvengono sulla terrazza di questo palazzo mozzafiato, il Castello di Donnafugata, “prestato” alle riprese come casa del capo mafia. Ma anche location de I Viceré. E, a prescindere, un gioiello. Con le sue sale e il parco, il borgo tagliato dalla luce netta del tardo pomeriggio, le vecchie pile per i panni, gli scorci del mare …ma, va detto, anche con un accrocchio turistico tra i più improbabili: dal prevedibile Ristorante Il Gattopardo…all’incontro con delle (placide) mucche davanti a una gelateria‬…

Scicli, il salotto


Diventare famosi come location di un film o di una fiction seguitissima è solo un bene o rischia anche di offuscare il valore di un luogo? Me lo sono chiesta a Scicli‬, davanti al Municipio.

Non so se lo sapete, ma anche questa città ha ospitato le riprese del ‪‎Commissario Montalbano‬ (e c’è anche chi ha inventato anche il suo dessert…). Per la precisione, Via Francesco Mormina Penna, il salotto di Scicli. Tanto che, proprio davanti alla sede del Comune, campeggia la foto della stanza del Sindaco, che fa parte di una visita guidata.‬‬
Sì, perché per i fan del Montalbano televisivo quella è la stanza del “signore e questore“, per dirla alla Catarella. E la facciata stessa del Municipio è quella del Commissariato. E facciamo un po’ sorridere noi tutti che facciamo capolino dentro e chissà cosa ne pensano gli impiegati comunali!
Mi è piaciuto questo gioco a “trova l’indizio”. Ma mi è piaciuto soprattutto scoprire luoghi preziosi come, appunto, è Scicli. Anche prima delle fiction.

La Strada degli Scrittori

tour scrittori siciliani

Il mio viaggio siciliano mi ha portato quindi a Scicli. Ma oltre a raccontarvi della città e, sì, di come anche qui la figura del commissario Montalbano è diventata ormai parte del paesaggio, voglio condividere con voi una piccola scoperta.

Entro in un infopoint e trovo questa cartolina: “Strada degli Scrittori del Val di Noto“.
Inutile dire che attira subito la mia curiosità. E così vado a dare un’occhiata nel sito. Di cosa si tratta? Di un progetto nato da poco. Della voglia di valorizzare questo territorio attraverso il fil rouge degli scrittori che qui sono nati o che l’hanno raccontato. “Aprendo” insieme circuiti in musei, palazzi, teatri, spettacoli. Un’anteprima si dovrebbe avere ora con le Corti Aristocratiche di Modica, Ragusa e Scicli per continuare a maggio e giugno 2016 con il “Circuito degli Anfiteatri” e “Musei e Palazzi storici” dedicati agli Scrittori del Val di Noto.
E l’obiettivo è quello di coinvolgere .
Questo, fin qui, quello che riesco a raccontarvi. Ma voglio saperne di più e soprattutto spero che il progetto decolli, per cui me lo sono ripromessa: approfondirò e vi darò aggiornamenti!

“Allenarsi alla meraviglia”: vi presento Wonder Way, vi porta in giro per la Milano emozionale

Post-it per raccontare MilanoSapete cosa succede quando si è curiosi?

Che si scoprono spesso piccole grandi storie che meritano di essere raccontate. Come quella di oggi che sa di post-it colorati e creatività, di mappa emozionale e pedalate col naso all’insù per ammirare balconi fioriti. Mi ci sono imbattuta cercando informazioni su SwapMap, l’evento-baratto di libri e guide di viaggio che si terrà sabato a Fa’ la cosa giusta, che vi ho raccontato qui. Ho scoperto infatti che ad organizzare SwapMap è una startup che si chiama Wonder Way, e di cui vi voglio parlare per un paio di motivi. Innanzitutto, è un’iniziativa giovane che si dedica a quel “turismo urbano” che mi piace perchè valorizza perle nascoste delle nostre città. E poi perchè la città in questione è Milano, che di perle nascoste (anche a chi ci vive) ne ha, e sono felice che, come me, ci siano sempre più persone desiderose di valorizzarle. E forse non è un caso che iniziative come questa nascano proprio a Milano, dove sembra si senta più che altrove il bisogno di raccontarla (specie nell’anno degli eventi di Expo 2015) Ecco quindi che non ho perso l’occasione di intervistare Giulia Capodieci, founder di Wonder Way. Che ci racconta del loro lavoro. Intanto li trovate sul sito e sui social come Facebook e Twitter

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