Per souvenir, un libro. Nasce #lapugliadinverno, perchè la mia terra non è solo un racconto estivo!

Puglia d'inverno
Porto Badisco, Salento, Puglia, credits Mariangela Traficante

“Il mare d’inverno è solo un film in bianco e nero visto alla tv…” cantava Loredana Bertè nella splendida canzone firmata da Enrico Ruggeri.

E, invece, noi che al mare (anche) d’inverno ci siamo cresciuti, e ci torniamo quando possiamo, sappiamo che i colori possono essere forti, e nitidi. E poi non c’è solo il mare. Penso alla mia Puglia, ed ai suoi colori all’incontrario per esempio: arsa dal sole d’estate, terra polverosa e bianca e gialla. Brillante di verde d’inverno, dagli ulivi ad altri alberi che le foglie non le perdono, e rossa di terra e, naturalmente, capace di cieli come questo nella foto. E poi le feste della tradizione, e le mareggiate, e le inaspettate domeniche che regalano pillole di anticipi di primavera.
Per questo a chi viene a passare le proprie vacanze in Puglia noi diciamo: andate a scoprirla anche d’inverno, in quel “fuori stagione” che invece vi offrirà tanto.

Per questo sono stata subito entusiasta di un’iniziativa che sta partendo proprio in queste settimane. Perchè è un progetto che unisce il turismo alla lettura, con un’idea in fondo semplice ma secondo me bellissima: regalare un libro a chi verrà in vacanza in Puglia. E il libro in questione è, della Puglia, una piccola guida sentimentale. Si chiama Inchiostro di Puglia e io ve ne ho parlato in più di un’occasione: nato come blog, Inchiostro di Puglia è diventato una Notte Bianca della Lettura e, la primavera scorsa, si è trasformato in un libro, una raccolta di racconti in cui più di trenta scrittori pugliesi hanno regalato il loro sguardo sulla regione.

E ora il creatore di Inchiostro di Puglia, Michele Galgano, richiama tutti a raccolta per un nuovo progetto: #lapugliadinverno.

Puglia d'inverno
A dicembre tanti alberghi e bed&breakfast pugliesi accoglieranno i loro ospiti con un regalo, una copia dell’antologia di racconti. Perché la Puglia è bella da leggere e da visitare in ogni stagione dell’anno.
Il nostro libro non è una guida turistica, ma una sorta di mappa emozionale” spiega Michele Galgano. “Niente itinerari consigliati o recensioni di ristoranti ma profumi, sapori, paesaggi, sensazioni e sentimenti racchiusi in trentacinque racconti. Uno spaccato profondo, autentico e inedito che credo sia il miglior biglietto da visita per il nostro territorio. Non lasciamo che il racconto della Puglia resti un racconto solo estivo”.

Puglia d'inverno
Mare agitato a Castro, Salento

E quindi Inchiostro di Puglia, la community di scrittori, lettori e operatori culturali e turistici si rimbocca le maniche e per #lapugliadinverno lanciamo l’appello alle strutture ricettive dal Gargano al Salento: non sarebbe uno splendido souvenir culturale da far trovare sul comodino ai vostri ospiti?

Ricevere in dono un libro da portare con me mentre passeggio per i vicoli di un borgo, oppure mentre mi perdo ad osservare il mare un burrasca. Io ne sarei felice, e voi?

Il Sud è un Apecar. Un trerrote. Avanza, sballonzola, sbuffa. Fa pena, fa simpatia, fa ridere. Meticcio e inadeguato: manubrio e meccanica da motorino; telaio obeso, sgraziato, eccessivo. Grosso ma incompiuto, incongruo, asimmetrico. Tre ruote: troppo o troppo poco, vorrei ma non posso, potrei ma non oso.

Eppure cammina. Coi suoi tempi, per carità, non dategli fretta, ma cammina. E arriva sempre.

(Da 13 sotto il lenzuolo di Giuliano Pavone, uno degli autori dei racconti di Inchiostro di Puglia)

A BookCity Milano si parla di viaggi nel palazzo del Touring Club Italiano

programma BookCity MilanoPronti, via. Mancano poche ore e poi sarà Bookcity. Milano si animerà di incontri, letture, sperimentazioni, dal 22 al 25 ottobre, e sarà in fondo un vero viaggio letterario. Non solo perchè si respirerà aria di lettura in città, ma anche perchè sarà un’occasione da non lasciarsi sfuggire per scoprire Milano: grazie agli eventi di Bookcity si andrà a fare esplorazione urbana, si apriranno porte e sale di luoghi insoliti ma anche di palazzi preziosi. Come quello di corso Italia al numero 10. Quella è la sede storica del Touring Club Italiano, e quello è il luogo in cui chi ama viaggiare potrà darsi appuntamento nei giorni del festival. Quest’anno, infatti, per la prima volta il Touring Club Italiano sarà il polo del viaggio e del cibo di Bookcity Milano. E poteva esserci sede migliore?
Per tre giorni, dal 23 al 25 ottobre, le porte saranno aperte al pubblico da mattina a sera, e il palazzo ospiterà 27 incontri dedicati ai libri di viaggio e non solo.
Nelle due sale del palazzo si alterneranno autori, scrittori, giornalisti ed esperti di varie case editrici per una tre giorni dedicata a libri e letture su viaggio, cibo e geografie. Tutti gli appuntamenti saranno, come al solito per BookCity Milano, a ingresso libero.

programma eventi di BookCity MilanoPrimo appuntamento venerdì 23 ottobre alle 11.30 con l’incontro I paesaggi del cibo: le eccellenze della nostra terra raccolte in un nuovo libro del Touring Club Italiano.
A seguire, la presentazione Borghi da vivere: la nuova guida ai tesori dell’entroterra nelle Bandiere arancioni del Touring Club Italiano.
Dai segreti di Rio de Janeiro alla cucina sarda, dal turismo in bici ai cammini. Gli incontri sono decisamente sfaccettati e li trovate in questo pdf.

Volete sapere intanto quelli che mi incuriosiscono di più?

In viaggio per il mondo con i poeti contemporanei”, a cura di Exorma Edizioni, venerdì alle 19.30. L’autrice Valeria Gentile racconta le tracce dei nuovi poeti del mondo contemporaneo

In viaggio con Corto Maltese” a cura di Sellerio sabato alle 15: la continuazione in forma di romanzo delle avventure del personaggio di Hugo Pratt a firma di Marco Steiner.

Milano coast to coast (editore Terre di Mezzo), sabato alle 18. Chi ha attraversato l’Italia dall’Adriatico al Tirreno (i “coaster”, appunto) si cimenteranno stavolta con un “sentiero metropolitano”.

Viaggiatori digitali o di carta? Il futuro delle guide di viaggio (a cura del Tci), domenica alle 15. Dal Baedeker a TripAdvisor, recita la presentazione dell’incontro: diversi editori si confronteranno su cosa vuol dire, oggi, realizzare una guida per un pubblico che cambia.

Ci sarete anche voi in giro per Milano nei giorni di BookCity?

“C’era infinite volte il Sud”, un Salento che sa di mare e Oriente

Una delle pagine di questo blog si chiama “dalla carta all’app”.

Perchè in questi tempi di accelerate tecnologiche è questo il senso di marcia che ci aspettiamo vero? E invece la storia di oggi va contromano, parte da uno smartphone e atterra sull’inchiostro. Però in fondo ci segnala che un incontro è possibile. Ricordate una guida del Salento di cui vi ho parlato, Sherazade, l’app che racconta il Salento attraverso le sue voci del passato e del mito? Oggi la potete trovare anche in libreria. O meglio, ha dato vita a un libro, si chiama “C’era infinite volte il sud” (Il Raggio Verde) e l’ha scritto Matteo Greco, ideatore e autore dell’app.
Con ventitre racconti e dieci “lettere” al turista, porta sulla carta le voci dei personaggi, veri, e immaginari, che fanno da cantastorie su Sherazade, e che conducono attraverso le vie del Salento: Gallipoli, Santa Maria di Leuca, Otranto, Galatina, Santa Cesarea Terme, Alessano. Gagliano del Capo, Cutrofiano, Zollino, Melpignano, Soleto, Sternatia, Martignano, Martano, Corigliano d’Otranto, Melendugno, Castrignano De’ Greci.
I racconti si snodano lungo due direzioni: i confini, che qui sono dettati soprattutto dal mare. E il cuore, l’entroterra.

“Il Salento è, in realtà, una finta terra. Se lo percorri lungo i suoi

confini a Oriente, a Sud, ad Occidente, troverai mare, solo

mare. C’è solo una direzione, il nord, solo uno stretto lembo

di superficie terrestre, a ricordare che si è legati a un continente. Il

vero padrone di casa, qui, non è l’uomo, e neppure gli ulivi che

fiancheggiano ossequiosamente ogni strada, ovunque si vada”.

guida del SalentoLungo i punti cardinali ci sono le voci della costa, dal racconto della sentinella sui bastioni di Otranto, all’arrivo dei Turchi, alla voce della sirena Leucasia di Santa Maria di Leuca, Finibus Terrae. E Giovanni, venditore di olio lampante sulla piazza di Gallipoli.

“Dopo aver costeggiato il Salento lungo i punti cardinali e i suoi diversi mari, ti porterò nell’entroterra. Saranno poche decine di chilometri, vedrai, ma il viaggio nel tempo che faremo sarà ampio. Non ti stupire, se sentirai qualche signore anziano parlare una lingua mai sentita entro i confini dell’Italia. È che i paesi in cui ti porto hanno, come dire, una sorta di doppia residenza. Sono lì, dove li vedi, ma in un certo senso sono anche in Grecia, nell’Oriente da cui venivano i bizantini che per secoli li hanno abitati”.

Ecco invece un sud che è anche Oriente nel secondo fil rouge: la Grecia Salentina. Dal suo cuore di Galatina, dove certo non poteva mancare la voce di una tarantata (il racconto di Teresa) a, per esempio, un borgo meno conosciuto, Castrignano de’ Greci, e un contadino del 1700 che racconta il Castello de’ Gualtieris.

Racconti dal passato ma anche voci contemporanee. Lettere, pagine di diario (reali o immaginarie?), e-mail. Una guida narrativa del Tacco d’Italia.

Mi sorprende sempre ritrovare sulle pagine di un libro luoghi ai quali quasi finisci per non dare più peso, tanto fanno parte della tua “geografia” familiare. Capita anche a voi di provare queste sensazioni quando magari vi ritrovate a leggere storie ambientate là dove siete nati e cresciuti?

Raccontiamo le grandi e piccole bellezze d’Italia? C’è #myexpoeterritori e un diario virtuale e condiviso

Expo 2015 MilanoL’Expo 2015 non è solo Milano. Lo abbiamo sentito ripetere come un mantra fin dalla vigilia dell’apertura dell’evento. Ed è giusto così. Expo è anche un’occasione meravigliosa, forse irripetibile, per far viaggiare la sua anima – Nutrire il pianeta, energia per la vita – attraverso le nostre strade e raccontare al mondo, ma ancor prima a noi stessi, la ricchezza delle nostre tradizioni di cibo e buona tavola, e soprattutto renderci conto di quanto queste facciano parte del nostro “paesaggio” umano e del cuore, di quanto siano intrecciate alla nostra storia.

Se poi lo si fa sfruttando la cassa di risonanza della tecnologia a portata di tutti, tanto meglio. E’ questa l’anima di un’iniziativa che vi segnalo oggi: un grande album condiviso delle nostre eccellenze agroalimentari e culturali. Si chiama “Expo e Territori”, è stata promossa e coordinata dalla presidenza del Consiglio dei ministri con il supporto di Invitalia ed ha un obiettivo: invogliare i visitatori di Expo 2015 Milano a spingersi fuori dalla città a scoprire i piccoli grandi tesori del nostro Paese.

E per farlo è stato creato un catalogo virtuale, un’App: raccoglie circa ottanta prodotti tipici e 500 segnalazioni di beni culturali e ambientali in giro per l’Italia. Si può scaricare sia da App Store che da Google Play. Ma si può sfogliare anche sul sito ufficiale di Expo 2015 Milano e su Trenitalia Wifi Station, che è il portale dedicato ai viaggiatori che frequentano le stazioni di Milano Centrale, Milano Porta Garibaldi e Rho Fiera.

E naturalmente c’è un’anima social. E’ l’hashtag #myexpoeterritori, e lo potete utilizzare per condividere racconti, curiosità, immagini rappresentative delle bellezze italiane: paesaggi e luoghi, piatti tipici, feste popolari, borghi e tradizioni. Creando un grande diario virtuale. Perchè possiamo fare l’Expo anche semplicemente guardandoci intorno, e proteggendo con cura saperi e tradizioni dei nostri territori.
L’ho appena fatto anch’io! Come non condividere uno scampolo di ricordi della mia estate a sud tra Puglia e Sicilia? Se volete darci un’occhiata, le trovate qui sul mio profilo Instagram.

E voi quale tradizione italiana vorreste condividere e curare?

Vita di quartiere nella città di Expo 2015? Ecco WeLikeMilano, quindici storie in versione multimediale

guida ebook su MilanoMilano, la città frenetica dove tutti vanno di fretta, la città che se tu sei un “fuorisede” i tuoi amici di sempre ti chiedono “Ma come fai a viverci? Corrono sempre tutti”.

Milano, la città che, invece, non è una città per andare di corsa, proprio per niente. Un paradosso? No, perché Milano solo andando piano ti si svela, riesci a scoprirla più intimamente. E’ quello che fa la guida di cui vi racconto oggi per #MilanoDaLeggere, che come è accaduto in altre puntate di questa rubrica diventa anche un po’ Milano da vedere e da vivere.

Non so se sono storie come questa a venirmi incontro per una qualche legge d’attrazione da quando scrivo questo blog, o se sono diventata io semplicemente più ricettiva. So solo che quando ho scoperto WeLikeMilano mi è piaciuta subito e non potevo non parlarvene. Di cosa si tratta? Di una guida ebook su Milano, multimediale, che vi porta in giro per Milano raccontandovi i suoi quartieri. Sono quattordici i capitoli, più uno dedicato, e non poteva essere altrimenti, ad Expo 2015. Quindici piccole storie raccolte in giro per la città grazie ad altrettanti “ambasciatori”, milanesi storici e d’adozione, ciascuno a svelare “segreti” del proprio quartiere.

L’idea l’ha avuta Maurizio Scalzi, che nella primavera dell’anno scorso ha iniziato a girare per le strade di Milano, macchina fotografica sottobraccio, a caccia di racconti, sensazioni ed emozioni legate alla trasformazione della metropoli. E qual è la Milano scoperta e raccontata in WeLikeMilano?

Ho deciso di farmelo raccontare proprio dal suo creatore, Maurizio Scalzi. Abbiamo chiacchierato della sua guida, ma anche e soprattutto di cosa vuol dire vivere a Milano oggi con curiosità ed entusiasmo. Scoprendo che abbiamo in comune un bel pensiero: e cioè che Milano non è una città ovvia, e che per cambiare il nostro sguardo, su qualsiasi città ci capiti di vivere, basta la curiosità di scoprire ed approfondire.

Innanzitutto, come è nata l’idea di We Like Milano? Come l’hai realizzata concretamente?

L’idea è nata al rientro dall’ennesimo viaggio, questa volta Cuba. Un’esperienza di vita che non ha prezzo. Mia moglie mi prendeva in giro: ridevamo per il fatto che prima di ogni nuova esplorazione solitamente compro una guida turistica, ma poi puntualmente questa viene abbandonata strada facendo, sostituita dai racconti e dai consigli della gente che incontriamo lungo il nostro cammino. In quel momento ho semplicemente pensato che la migliore delle guide possibili dovesse essere realizzata in maniera corale, proprio con la gente che abita la città e i quartieri di cui si parla”.

Cosa troviamo all’interno dell’ebook interattivo nel dettaglio? (mappe, percorsi, racconti…)

Il libro ha una struttura semplice: è composto di 14 capitoli, uno per quartiere, con 14 videoracconti, 14 percorsi insoliti da fare a piedi, di quelli che non trovi sulle guide tradizionali, 14 ricette consigliate legate a ciascun quartiere, con 14 posti dove assaggiarle e poi molti contenuti interattivi e gallerie fotografiche per un totale di circa 150 foto autoriali, inedite e ad alta definizione. C’è poi un quindicesimo capitolo dedicato alla kermesse di Expo 2015”.

Su quali store digitali e device si può scaricare?

We Like Milano è distribuito da iTunes e iBooks, su piattaforma Apple, ed è scaricabile da iPad e Mac, e ora finalmente anche su iPhone. Al momento è disponibile in italiano ed inglese, e ciò che mi rende più orgoglioso è che al momento è acquistabile in 54 Paesi al mondo, tra cui tutto il Nord America, tutto il Sud America, l’Europa, l’Australia ed il Giappone!”. 

Mi pare di capire che anche tu, come me, sia un milanese “d’adozione”: com’è la città per chi ci arriva da fuori? Cambia molto anche lo sguardo nel raccontarla secondo te?

Sicuramente cambia molto, e questo aiuta nel tentativo di racconto polifonico, corale. Tuttavia per cambiare lo sguardo su Milano, e su qualsiasi città, basta la curiosità di scoprire ed approfondire. Credo capiti a molti di vivere in una città conoscendola solo in minima parte, ignorandone spesso sia la storia che molti dei suoi quartieri”.

Chi sono i 15 “ambasciatori di quartiere”? come li hai trovati?

Sono sguardi molto diversi. Esperienze di vita differenti. C’è lo studente fuorisede californiano e l’anziana milanese della vecchia bottega in Brera. Ci sono gli artigiani che lavorano per il teatro La Scala ed il giovane food stylist che vive nella nuova Lambrate Ventura. E poi c’è mio nonno, di 91 anni, che racconta com’era Via Torino e il centro di Milano negli anni ’40, durante i bombardamenti. Non so come li ho scovati, ma penso semplicemente girando i diversi quartieri palmo a palmo e parlando un po’ con tutti, come si faceva meglio prima dell’epoca dei “social networks”.

Ci puoi raccontare brevemente un paio di storie di quartiere che ti hanno colpito in modo particolare? O magari qualche chicca di Milano che hai scoperto lavorando a We Like Milano?

Vivo a Milano da circa vent’anni e solo grazie a questo progetto ho scoperto ad esempio che a pochi portoni più in là di casa mia vive un uomo con una collezione di circa 1000 cavalli a dondolo provenienti da ogni parte del mondo. E’ incredibile, ed è possibile visitarla gratuitamente. Lui ora vorrebbe regalarla al Comune per farne un mini museo per i più piccoli. Milano non è una città ovvia, la sua vera essenza va scoperta entrando nelle corti interne dei palazzi”.

(ps: qui potete ammirare la gallery fotografica dei cavalli a dondolo sul blog di WeLikeMilano)

Chi abita a Milano e ci legge può partecipare in qualche modo a We Like Milano? è un work in progress? Nel senso che continua ad essere arricchita? E può accogliere anche le segnalazioni degli utenti? O magari sei alla ricerca di nuovi ambasciatori di quartiere?

Essendo un libro digitale, non stampato, ha proprio l’intento di essere un continuo work in progress a cui tutti possono contribuire. Gli aggiornamenti saranno naturalmente scaricabili gratuitamente, laddove una guida cartacea e tradizionale è già obsoleta dopo qualche mese. Sto già lavorando su altri quartieri, come Bovisa, non ancora inseriti”.

Per finire: dopo tutto il lavoro di ricerca e scoperta per We Like Milano, com’è e cos’è Milano per te? Riesci a darci le “classiche” tre parole per descriverla?

Pur avendo già abitato a Milano per metà della mia vita, la realizzazione di questa raccolta ha costituito per me soprattutto una grande scoperta. Ho imparato a conoscere una città che finora non osservavo a fondo, ma guardavo distrattamente. Questo per me costituisce già un grande risultato. Ho potuto finalmente scavalcare, a ragion veduta, pregiudizi sui milanesi o su alcuni quartieri della città, e scoprire una vastissima umanità piena di storie che non possono non essere raccontate. Non riesco a descriverla con le classiche tre parole perché alla fine ogni città è infinite città, dipende anche da cosa cerchi e da chi sei”.

#MilanoDaLeggere continua anche sulla mappa letteraria di Cityteller, dove potete sfogliare tutte le citazioni letterarie di Milano geolocalizzate

mappa letteraria Milano
La mappa letteraria di Cityteller con il percorso di MilanoDaLeggere

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Vi preparo il bagaglio per il Salento: una guida enogastronomica, un’app e bei romanzi da leggere

 

C’è un luogo nel mio Salento che amo particolarmente.

Perchè per me è capace di svelare in un colpo solo le diverse anime della mia terra. E’ la litoranea che da Otranto porta a Castro e oltre (perchè in realtà si arriva anche a Capo di Leuca) e che ogni estate torna a incantarmi. La campagna gialla riarsa dal sole e l’azzurro del mare, l’ancestralità di certi panorami come quello del mitico approdo di Enea. L’Oriente che ricorda la sua presenza quando l’orizzonte svela il profilo dei monti d’Albania.
E’ un luogo che mi dà ispirazione e da lì sono partita per cercare di raccogliere per voi spunti, letture, segnalazioni che potessero in qualche modo farvi ritrovare queste sensazioni. Voci dal passato, storie moderne, scenografie naturali e, naturalmente, la cultura a tavola. Volevo rendere omaggio al mio Salento che questa estate sarete probabilmente in tanti a visitare, e questo ho cercato di mettere insieme, segnalandovi le storie che leggerete qui sotto e che potrebbero far parte del vostro bagaglio per il Salento.

Un’App

Bagaglio per il Salento
La mappa di Sherazade

Il Salento a portata di smartphone. Se state per andarci e cercate un’app che vi porti in giro in modo originale, date un’occhiata a Sherazade. Non solo perchè è il progetto di un gruppo di lavoro giovane, ma anche perchè miscela tecnologia e tradizione. Vi racconta infatti i luoghi da vedere nel Salento attraverso le “voci” dei personaggi che nel passato l’hanno vissuto o attraversato, reali e dell’immaginario. E lo fa attraverso testi originali letti da attori.

Una raccolta di racconti

libri ambientati in PugliaInchiostro di Puglia (Caracò Editore) è una guida sentimentale alla Puglia. Un manipolo di scrittori pugliesi hanno risposto all’appello di Michele Galgano, fondatore dell’omonimo blog, realizzando ciascuno un racconto ambientato in Puglia. Immaginatelo come un apecar, un “trerrote” (prendendo in prestito l’espressione di Giuliano Pavone, uno degli autori presenti nel libro) che ripercorre sbuffando il Tacco d’Italia dal suo estremo sud. Ecco, appunto, undici di queste storie raccontano proprio il Salento.

 

 

 

 

Una guida cinematografica

bagaglio per il SalentoSi chiama Effetto Puglia, è pubblicato da Editori Laterza, ed è una guida cineturistica alla regione. Perchè lo sapete, grazie anche ad una lungimirante e sapiente Apulia Film Commission, il Tacco d’Italia è stato location di film, produzioni tv, videoclip, fiction. E, naturalmente, anche il Salento. La guida gli dedica due dei dieci itinerari: Lecce e la Costa Adriatica. Luce del Salento, lenta e infuocata; e Salento jonico, un preludio di coste immaginifiche.

Un luogo del cuore: Otranto

OtrantoE’ il mio luogo del cuore, sono cresciuta a pochi km da lì e ci ritorno ogni volta che posso. Passeggio tra i suoi vicoli e mi lascio ispirare. E non sono stata la sola. La storia di Otranto, reale e immaginifica, la sua luce, hanno dato vita a molte pagine di letteratura. A cominciare ovviamente da lui, quello che è comunemente considerato il primo romanzo gotico della storia, The Castle of Otranto di Horace Walpole. E poi L’Ora di tutti di Maria Corti, il racconto corale dell’assedio dei turchi nel 1480, assolutamente da leggere. Otranto, di Roberto Cotroneo, una storia che gira intorno al misterioso mosaico della Cattedrale, storia moderna e ancestrale insieme. Lo scriba di Casole, di Raffaele Gorgoni, che indaga sempre sull’eccidio partendo da un luogo misterioso come l’Abbazia di San Nicola di Casole.

libri sul SalentoUn romanzo sulla pizzica

La taranta non poteva mancare. E’ parte di questa terra ed è stata non poco artefice del suo successo turistico. In maniera genuina o alimentata da una dose di marketing, di questo, si sa, si dibatte molto. E molti sono anche i libri che le sono stati in qualche modo dedicati. Io qui mi limito a segnalarvene solo uno, un romanzo, semplicemente perchè è l’ultimo sul tema che mi è capitato di leggere. Metti il diavolo a ballare. L’ha scritto qualche anno fa Teresa De Sio, che nel 2005 ha anche partecipato alla ormai famosa Notte della Taranta.

Il Salento a tavola

E naturalmente il gusto: in un viaggio in Salento non può mancare. E’ il fil rouge che unisce tutto. Perchè i piatti della tradizione sono cultura. Sono sapienza contadina e giorno di festa, sono storie di mare e pescatori e testimonianza viva di contaminazioni passate (spagnoli e arabi in primo luogo).
E allora voglio condividere con voi questa guida all’enogastronomia salentina. E’ stata realizzata da NelSalento.com e infatti la potete consultare anche sul loro sito. Dai “povericiceri e tria all’ormai famoso pasticciotto, dal tipicissimo caffè in ghiaccio a, naturalmente, i vini salentini. Li trovate tutti raccontati qui nell’infografica che trovate a seguire, leggete e mi auguro che sarete trasportati in quel caleidoscopio di sapori che è la tradizione del Salento.

E sul sito NelSalento.com potrete sia approfondire ancora i singoli piatti sia consultare la mappa degli hotel salentini sul mare, per il vostro prossimo viaggio!

Infografica nelsalento.com

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Quell’Italia che dici “minore”: ho scoperto i borghi piacentini grazie a Ohmyguide

Vigoleno, credits di tutte le immagini in questo articolo: Mariangela Traficante Chelibromiporto.com
Vigoleno, credits: Mariangela Traficante

Perdonatemi, inizio questo post con un luogo comune: spesso a due passi da casa esistono piccoli grandi gioielli di cui ignoravamo l’esistenza.
E’ una banalità? Forse, ma è anche vero. Solo che per scoprirli serve, come sempre, un buon pizzico di curiosità (che poi dovrebbe essere la molla di tutti i viaggiatori, anche di quelli urbani), e qualcuno che ti porti a conoscerli. A me è successo poche settimane fa. Vivo a Milano e dunque a un’ora di treno o poco più da Piacenza e dai suoi territori. Ma non ci ero mai stata. L’ho fatto grazie a una piattaforma web e ad un consorzio che virtuosamente mette insieme pubblico e privato, #ohmyguide e #stradadelpo. E ve lo racconto in due tappe.
Oggi parto da Ohmyguide.travel, lo conoscete? E’ portale giovanissimo, ideato da Enrico Corsini, che dopo anni da viaggiatore incallito ha deciso di mettere la sua passione in circolo. E’ così è nato il sito che consente di scegliere e prenotare un tour alla scoperta del territorio italiano, con un’attenzione particolare all’arte e alla cultura. Questa la filosofia: tour in piccoli gruppi, possibilmente a piedi, alla scoperta delle città d’arte italiane, durata massima tre ore, in compagnia di una guida professionista locale. E soprattutto dedicato alla cosidetta “Italia minore”, quella che spesso rimane fuori dai circuiti più blasonati, ma nasconde gioielli. E’ così che ho scoperto Vigoleno e Castell’Arquato, due borghi preziosi in provincia di Piacenza. Sì, perchè qualche settimana fa, come vi avevo anticipato, ho avuto l’occasione di conoscere Enrico e di partire con lui, altre due blogger, il nostro “autista” Davide (per l’occasione siamo andati in giro su un vecchio camper anni 70 o giù di lì!) ed Eliana Dragoni, guida turistica professionista che con Enrico si è occupata di elaborare l’itinerario Castelli e Vino, a visitare i borghi piacentini. Cosa ho scoperto?

Che vale spesso la pena uscire dalle strade più battute ed addentrarsi nella campagna italiana. E ve lo racconto per immagini in questo viaggio.

Vigoleno è un borgo medievale e fa parte dei Borghi più belli d’Italia ed e’ anche un buen retiro per gli artisti.

Questa incastonata nel muro è una piccola statua di San Rocco, santo pellegrino. Il borgo si trova infatti lungo il tratto montano della Via Francigena.  E poi Vigoleno ospita un museo molto particolare, il Museo degli Orsanti. Artisti, musicanti ed ammaestratori di animali che nel XVIII secolo emigrarono a piedi con orsi, cammelli, scimmie e “uomini musica” attraverso strade e piazze d’Europa. Qui potete conoscere da vicino le loro arti e la loro storia.

La pieve di Vigoleno è dedicata a San Giorgio, ed al suo interno, tra sirene tentatrici scolpite sulle colonne, le finestre sono state schermate con l’alabastro come si usava fare prima dell’avvento delle vetrate

Arte e natura e un pizzico di 2.0. Il borgo è circondato da una passeggiata lungo le mura che profuma di erbe aromatiche, e le potete scoprire anche puntano il vostro smartphone su un QR code.

Castell’Arquato, con la sua rocca che domina la Val d’Arda, è Bandiera Arancione del Touring ed è stato il set di un film che se siete nati prima degli anni ’80 avrete visto sicuramente: Lady Hawke.

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Una conchiglia fossile incastonata nel muro a Castell’Arquato

A prima vista sembrerebbe solo un borgo medievale ma quando ci andrete osservate con attenzione i muri della Chiesa di Santa Maria, la Collegiata di Castell’Arquato: vi troverete “incastonate” conchiglie, come questa. Sono i fossili a testimonianza del “mare preistorico” che oggi è la valle dello Stirone e i suoi dintorni. Tanto che qui potete visitare anche il Museo Geologico che custodisce, tra le altre cose, i resti dei cetacei ritrovati nella zona.

 

Ovviamente la storia del territorio piacentino, come quelle di tanta parte d’Italia, è strettamente intrecciata alla sua vocazione contadina ed enogastronomica. e un buon connubio si trova qui, alla Torricella di Chiavenna Rocchetta, un antico maniero e torre d’avvistamento della vallata che oggi ospita l’Associazione Vitivinicoltori Val Chiavenna (e dove abbiamo degustato anche questo).

 

Consigli di lettura

Vi ho incuriosito? Allora non posso lasciarvi senza qualche consiglio di lettura sul territorio piacentino. E di questo ringrazio Eliana, espertissima sul territorio, per aver voluto condividere con noi la lista di libri e spunti letterari sul Piacentino che trovate a seguire. Buon viaggio!

  • Cercate un testo scanzonato? C’è 101 cose da fare a Piacenza almeno una volta l’anno, di Emanuela Albanese, Officine Gutenberg, 2014.
  • Se vi interessa invece approfondire usi e costumi e territorio: Folklore piacentino (tradizioni, vita e arti popolari) di Carmen Artocchini,T.E.P., 1979.
  • Su Castell’Arquato non si può non sfogliare:
    Castell’Arquato: arte e vita quotidiana dalle origini al tardo rinascimento di Marc Le Cannu ; con un saggio di Carlo Francou, TEP Edizioni d’arte, 1994
  • E su Vigoleno una guida “easy”:
    Guida di Vigoleno : borgo medievale piacentino, a cura di Antonella Gigli – Reggio Emilia: Diabasis, [2000]
  • E per finire vi segnalo una guida online gratuita: è quella messa a disposizione da Piacenza Musei per raccontare il territorio. Qui potete scaricare i pdf da consultare su smartphone, tablet e pc.

 

Ma la mia giornata alla scoperta del territorio piacentino non si è conclusa qui! Ho avuto anche l’occasione di conoscere il progetto di Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina, di cui vi parlo nel prossimo post. A domani!

#viaggibambini: arrivano le Guidine (e io comincio da Parigi)

 

guide di viaggio per bambini“Parigi è una giostra. Ritta sul cuore della Francia, allunga le sue braccia di ferro e gira, ogni volteggio un regalo, ubriaca di storia e di vita”

Famiglie viaggiatrici, come dev’essere la vostra guida di viaggio per bambini ideale? Specifico, non una guida per viaggiare con i bambini, ma proprio una pubblicazione dedicata a loro, per coinvolgerli al meglio in quella grande scoperta che è ogni viaggio, per raccontare loro le strade, i monumenti, ma soprattutto le storie del posto che andranno a visitare, perchè credo che ai bambini piaccia soprattutto questo, di un luogo nuovo, scoprire le storie che vi si celano.
Inizio ora ad affacciarmi al mondo delle guide di viaggio per bambini, ma come spiegavo qui voglio scoprire e raccontare questo mondo, per me e per tutte le altre famiglie viaggiatrici. Perchè credo che far appassionare i più piccoli al viaggio ed alla lettura insieme sarebbe per loro un regalo grande.
Intanto ho fatto il mio primo acquisto. Certo Mattia (quasi otto mesi) è ancora piccolo per apprezzarla, ma quando l’ho vista su un banco dell’ultima edizione del Salone del Libro di Torino non ho resistito. Eccola qui:

guide di viaggio per bambini
Non potevo che scegliere Parigi, una delle mie città del cuore (insieme a Berlino), come promessa per ritornarci presto in famiglia.

E’ la novità di Edizioni El, la casa editrice specializzata in libri per bambini e ragazzi. Si chiamano leGuidine, e sono la nuova collana di piccole guide di viaggio per bambini dagli otto anni in su. Quattro finora le città pubblicate, classicissime, Roma, Firenze, Venezia e, appunto, Parigi. Autrice Sarah Rossi, illustrazioni di Cristiano Lissoni (Sara Menetti e Stefano Turconi gli altri illustratori della collana).
Come raccontare le città ai bambini? Partendo dalle loro storie. in primo luogo, la Storia: dai Celti a Carlo Magno, dal Re Sole alla Rivoluzione. I personaggi celebri, come Maria Antonietta e Napoleone, e le leggende e i misteri, come il Fantasma dell’Opera. E poi arriva la città vera e propria, con i suoi dieci tesori che sono poi gli stessi must che adremmo a visitare noi adulti, dalla Tour Eiffel a Place des Vosges, solo raccontati a misura dei più piccoli, e le dieci avventure, che invece sono maggiormente declinate per loro, come l’Accademia della Magia, la gelateria più famosa di Parigi, i Giardini di Lussemburgo con la regata delle barche in miniatura.

E poi ci sono le pagine finali che spingono alla creatività, con disegni e giochi. L’inizio di una passione per i taccuini di viaggio?

E voi, avete mai acquistato una guida di viaggio dedicata ai vostri bambini? Cosa vi ha colpito?

Quali guide di viaggio scegliere per far appassionare i bambini? Comincio dai consigli dei travel blogger

guide di viaggio per bambiniIn viaggio con i bambini. Quanti preparativi da fare vero? Cosa portare in valigia per i più piccoli, quali destinazioni scegliere, come organizzare il viaggio. Sì, il viaggio, perché di una cosa sono convinta: chi ha la passione per scoprire il mondo fa benissimo a trasmetterla ai propri figli, impareranno ad amarlo a loro volta e sarà per loro un regalo prezioso. E’ quello che vorrei fare anche io con il mio Mattia. Ma, tra i tanti preparativi da fare, avete mai pensato a scegliere un buon libro? Delle belle guide di viaggio per bambini, una raccolta di racconti ambientati nella città che stiamo per visitare, un libro che spieghi in maniera divertente storie e monumenti. Se amiamo leggerli noi, perché non farlo insieme ai nostri piccoli viaggiatori?
E quindi mi sono chiesta: dove andare a trovare le guide di viaggio per bambini più belle ed interessanti? Com’è il panorama in Italia? A me piacerebbe avere un luogo, una biblioteca virtuale da “sfogliare” per scoprirli, questi libri, e guide, e perché no, mappe per i più piccoli. Allora provo a farlo io, a raccontarvi questi #viaggibambini.

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Viaggiare in Puglia attraverso le sue storie: e l’on the road si fa in compagnia di un libro

SalentoCi sono tanti modi per raccontare una terra.

La si può filmare con una cinepresa, fermare sulla lente di un obiettivo, affidarsi ai racconti di chi ci vive.

E poi la si può leggere in una storia, un racconto, un romanzo. Di chi ci vive o semplicemente vuole mettere su carta un ricordo, o una speranza.In fondo anche questo è storytelling.
Chi ama viaggiare sul serio vuole andare oltre le cartoline patinate, chi ama leggere magari vuole ritrovare sul posto le atmosfere scoperte su carta. Come quelle della mia Puglia.
L’anno scorso, appena arrivata nel mio Salento per le vacanze estive, avevo avuto una sorpresa piacevolissima nel lido che avevo scelto: la biblioteca da spiaggia, un piccolo scaffale di legno pieno di libri ambientati in Puglia, racconti di scrittori pugliesi, storie della mia terra. In quel lido ci ero poi tornata spesso. E spero di ritrovarla anche quest’anno.

Intanto però per immergermi nuovamente nella Puglia raccontata, e per tutti quelli che vogliono iniziare a viverla magari anche prima di andarci in vacanza, c’è una data importante: è il 15 giugno, è il giorno in cui uscirà il libro “Inchiostro di Puglia”.

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