“C’era infinite volte il Sud”, un Salento che sa di mare e Oriente

Una delle pagine di questo blog si chiama “dalla carta all’app”.

Perchè in questi tempi di accelerate tecnologiche è questo il senso di marcia che ci aspettiamo vero? E invece la storia di oggi va contromano, parte da uno smartphone e atterra sull’inchiostro. Però in fondo ci segnala che un incontro è possibile. Ricordate una guida del Salento di cui vi ho parlato, Sherazade, l’app che racconta il Salento attraverso le sue voci del passato e del mito? Oggi la potete trovare anche in libreria. O meglio, ha dato vita a un libro, si chiama “C’era infinite volte il sud” (Il Raggio Verde) e l’ha scritto Matteo Greco, ideatore e autore dell’app.
Con ventitre racconti e dieci “lettere” al turista, porta sulla carta le voci dei personaggi, veri, e immaginari, che fanno da cantastorie su Sherazade, e che conducono attraverso le vie del Salento: Gallipoli, Santa Maria di Leuca, Otranto, Galatina, Santa Cesarea Terme, Alessano. Gagliano del Capo, Cutrofiano, Zollino, Melpignano, Soleto, Sternatia, Martignano, Martano, Corigliano d’Otranto, Melendugno, Castrignano De’ Greci.
I racconti si snodano lungo due direzioni: i confini, che qui sono dettati soprattutto dal mare. E il cuore, l’entroterra.

“Il Salento è, in realtà, una finta terra. Se lo percorri lungo i suoi

confini a Oriente, a Sud, ad Occidente, troverai mare, solo

mare. C’è solo una direzione, il nord, solo uno stretto lembo

di superficie terrestre, a ricordare che si è legati a un continente. Il

vero padrone di casa, qui, non è l’uomo, e neppure gli ulivi che

fiancheggiano ossequiosamente ogni strada, ovunque si vada”.

guida del SalentoLungo i punti cardinali ci sono le voci della costa, dal racconto della sentinella sui bastioni di Otranto, all’arrivo dei Turchi, alla voce della sirena Leucasia di Santa Maria di Leuca, Finibus Terrae. E Giovanni, venditore di olio lampante sulla piazza di Gallipoli.

“Dopo aver costeggiato il Salento lungo i punti cardinali e i suoi diversi mari, ti porterò nell’entroterra. Saranno poche decine di chilometri, vedrai, ma il viaggio nel tempo che faremo sarà ampio. Non ti stupire, se sentirai qualche signore anziano parlare una lingua mai sentita entro i confini dell’Italia. È che i paesi in cui ti porto hanno, come dire, una sorta di doppia residenza. Sono lì, dove li vedi, ma in un certo senso sono anche in Grecia, nell’Oriente da cui venivano i bizantini che per secoli li hanno abitati”.

Ecco invece un sud che è anche Oriente nel secondo fil rouge: la Grecia Salentina. Dal suo cuore di Galatina, dove certo non poteva mancare la voce di una tarantata (il racconto di Teresa) a, per esempio, un borgo meno conosciuto, Castrignano de’ Greci, e un contadino del 1700 che racconta il Castello de’ Gualtieris.

Racconti dal passato ma anche voci contemporanee. Lettere, pagine di diario (reali o immaginarie?), e-mail. Una guida narrativa del Tacco d’Italia.

Mi sorprende sempre ritrovare sulle pagine di un libro luoghi ai quali quasi finisci per non dare più peso, tanto fanno parte della tua “geografia” familiare. Capita anche a voi di provare queste sensazioni quando magari vi ritrovate a leggere storie ambientate là dove siete nati e cresciuti?

Ospitalità virtuosa: la bellezza di essere accolti con un libro

libri e caffe'Aprire un cafè-libreria. Ho scoperto che è un sogno di molti! E’ la versione cittadina del famoso chiringuito sulla spiaggia, quello che “mollo tutto e cambio vita”. E’ il sogno nel cassetto di chi ama circondarsi di libri, proprio “sentirli” quasi fisicamente, e la buona compagnia.

Come l’ho scoperto? Con una chiacchierata su Twitter, grazie a questo “manipolo” di cinguettatori: @silvia_gole, @OrianaDavini, @thebrightside0), @biaprile59. Li voglio nominare e ringraziare perchè questo post è nato anche grazie a loro! Parla di turismo e di libri, perchè una cosa l’abbiamo intuita: il mondo dell’ospitalità sta riscoprendo il piacere della cultura, anche come antidoto a certi abbrutimenti, come li chiamo io, del nostro tempo.
E invece con questo post voglio inaugurare una nuova scia, che mi auguro sia lunga e ricca di belle notizie!
Una storia viene da molto lontano, dal Giappone. Le altre sono invece italianissime. E naturalmente non sono le sole.

Metti un libro in hotel…

credits: bookandbedtokyo.com
credits: bookandbedtokyo.com

Ma partiamo intanto da lontano, dal Giappone appunto!
Tra le originalità alberghiere a cui l’estro nipponico ci ha abituati questa ci piace. Si chiama Book and Bed, e dovrebbe aprire proprio questo mese di settembre a Tokyo, nella zona di Ikebukuro. L’idea? Proporre alloggio di giorno e di notte, immaginando di dormire in una libreria. Niente camere infatti, ma divani e “capsule” distribuiti tra scaffali di libri. Maggiori dettagli li trovate in questo articolo del Daily Mail, mentre il sito, ahimè per ora sembra essere solo in giapponese.

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Estate 2015: ecco la mia valigia di libri ideale. Avete anche voi la vostra?

quali libri portare in vacanza

Avete già riempito la valigia di libri? Avete già assaporato quel momento in cui, nel caos di abiti e scarpe ed effetti personali vari, scrutate la libreria di casa per scegliere quali libri leggere in vacanza?

Per me è un rito, un momento rilassante che mi fa sentire già altrove, al tempo stesso però una piccola sofferenza. Perché so già che molti dei libri impilati sul tavolo dovranno rimanere a casa. E perché so anche che alcuni di quelli che invece partiranno con me non riuscirò neanche ad aprirli. Ma credo sia una sensazione comune vero? Quest’anno poi, che noi c’è anche il nostro piccolo Mattia, le cose si fanno ancora più difficili, ma il tempo per leggere non dovrà mancare!
Per me il momento di scegliere quali libri leggere in vacanza quest’anno è già arrivato. E mentre ero presa dai preparativi mi sono imbattuta in un tweet che mi ha ispirato a scriverne. Era del professore e giornalista Massimo Beccarelli che condivideva un suo articolo della Gazzetta di Parma dedicato ai dieci libri da portare in vacanza. Molti classici, equamente divisi tra mare e montagna.


Perché non farlo anche io? Ecco cosa mi sono detta. Ma in maniera molto semplice. Perché più che una lista di consigli di lettura, quella che sto per lasciarvi è la mia valigia di libri ideale. Qualcuno nel bagaglio ci è entrato davvero, alcuni son desideri, altri libri sono da tempo nella wishlist e chissà se questa sarà l’estate giusta. Un gioco, insomma, perché sono sicura che ognuno di voi ha lì pronta la sua valigia di libri ideale, quella che vorrebbe portare con sé quest’anno.

Io comincio a condividere la mia, mi raccontate anche le vostre?

Splendore di Margaret Mazzantini

Il vecchio che leggeva romanzi d’amore di Luis sepulveda

Lo sguardo rovesciato di Roberto Cotroneo

Pimpa va a Milano (questo è dedicato al mio bimbo…)

Impressioni di viaggio. Italia di Heinrich Heine

Impressioni italiane di Charles Dickens

La ferocia di Nicola Lagioia

Inchiostro di Puglia (autori vari)

Quando sei nato non puoi più nasconderti di Maria Pace Ottieri

La giostra degli scambi di Andrea Camilleri

 

 

Volete condividere un vostro pensiero?

Vi preparo il bagaglio per il Salento: una guida enogastronomica, un’app e bei romanzi da leggere

 

C’è un luogo nel mio Salento che amo particolarmente.

Perchè per me è capace di svelare in un colpo solo le diverse anime della mia terra. E’ la litoranea che da Otranto porta a Castro e oltre (perchè in realtà si arriva anche a Capo di Leuca) e che ogni estate torna a incantarmi. La campagna gialla riarsa dal sole e l’azzurro del mare, l’ancestralità di certi panorami come quello del mitico approdo di Enea. L’Oriente che ricorda la sua presenza quando l’orizzonte svela il profilo dei monti d’Albania.
E’ un luogo che mi dà ispirazione e da lì sono partita per cercare di raccogliere per voi spunti, letture, segnalazioni che potessero in qualche modo farvi ritrovare queste sensazioni. Voci dal passato, storie moderne, scenografie naturali e, naturalmente, la cultura a tavola. Volevo rendere omaggio al mio Salento che questa estate sarete probabilmente in tanti a visitare, e questo ho cercato di mettere insieme, segnalandovi le storie che leggerete qui sotto e che potrebbero far parte del vostro bagaglio per il Salento.

Un’App

Bagaglio per il Salento
La mappa di Sherazade

Il Salento a portata di smartphone. Se state per andarci e cercate un’app che vi porti in giro in modo originale, date un’occhiata a Sherazade. Non solo perchè è il progetto di un gruppo di lavoro giovane, ma anche perchè miscela tecnologia e tradizione. Vi racconta infatti i luoghi da vedere nel Salento attraverso le “voci” dei personaggi che nel passato l’hanno vissuto o attraversato, reali e dell’immaginario. E lo fa attraverso testi originali letti da attori.

Una raccolta di racconti

libri ambientati in PugliaInchiostro di Puglia (Caracò Editore) è una guida sentimentale alla Puglia. Un manipolo di scrittori pugliesi hanno risposto all’appello di Michele Galgano, fondatore dell’omonimo blog, realizzando ciascuno un racconto ambientato in Puglia. Immaginatelo come un apecar, un “trerrote” (prendendo in prestito l’espressione di Giuliano Pavone, uno degli autori presenti nel libro) che ripercorre sbuffando il Tacco d’Italia dal suo estremo sud. Ecco, appunto, undici di queste storie raccontano proprio il Salento.

 

 

 

 

Una guida cinematografica

bagaglio per il SalentoSi chiama Effetto Puglia, è pubblicato da Editori Laterza, ed è una guida cineturistica alla regione. Perchè lo sapete, grazie anche ad una lungimirante e sapiente Apulia Film Commission, il Tacco d’Italia è stato location di film, produzioni tv, videoclip, fiction. E, naturalmente, anche il Salento. La guida gli dedica due dei dieci itinerari: Lecce e la Costa Adriatica. Luce del Salento, lenta e infuocata; e Salento jonico, un preludio di coste immaginifiche.

Un luogo del cuore: Otranto

OtrantoE’ il mio luogo del cuore, sono cresciuta a pochi km da lì e ci ritorno ogni volta che posso. Passeggio tra i suoi vicoli e mi lascio ispirare. E non sono stata la sola. La storia di Otranto, reale e immaginifica, la sua luce, hanno dato vita a molte pagine di letteratura. A cominciare ovviamente da lui, quello che è comunemente considerato il primo romanzo gotico della storia, The Castle of Otranto di Horace Walpole. E poi L’Ora di tutti di Maria Corti, il racconto corale dell’assedio dei turchi nel 1480, assolutamente da leggere. Otranto, di Roberto Cotroneo, una storia che gira intorno al misterioso mosaico della Cattedrale, storia moderna e ancestrale insieme. Lo scriba di Casole, di Raffaele Gorgoni, che indaga sempre sull’eccidio partendo da un luogo misterioso come l’Abbazia di San Nicola di Casole.

libri sul SalentoUn romanzo sulla pizzica

La taranta non poteva mancare. E’ parte di questa terra ed è stata non poco artefice del suo successo turistico. In maniera genuina o alimentata da una dose di marketing, di questo, si sa, si dibatte molto. E molti sono anche i libri che le sono stati in qualche modo dedicati. Io qui mi limito a segnalarvene solo uno, un romanzo, semplicemente perchè è l’ultimo sul tema che mi è capitato di leggere. Metti il diavolo a ballare. L’ha scritto qualche anno fa Teresa De Sio, che nel 2005 ha anche partecipato alla ormai famosa Notte della Taranta.

Il Salento a tavola

E naturalmente il gusto: in un viaggio in Salento non può mancare. E’ il fil rouge che unisce tutto. Perchè i piatti della tradizione sono cultura. Sono sapienza contadina e giorno di festa, sono storie di mare e pescatori e testimonianza viva di contaminazioni passate (spagnoli e arabi in primo luogo).
E allora voglio condividere con voi questa guida all’enogastronomia salentina. E’ stata realizzata da NelSalento.com e infatti la potete consultare anche sul loro sito. Dai “povericiceri e tria all’ormai famoso pasticciotto, dal tipicissimo caffè in ghiaccio a, naturalmente, i vini salentini. Li trovate tutti raccontati qui nell’infografica che trovate a seguire, leggete e mi auguro che sarete trasportati in quel caleidoscopio di sapori che è la tradizione del Salento.

E sul sito NelSalento.com potrete sia approfondire ancora i singoli piatti sia consultare la mappa degli hotel salentini sul mare, per il vostro prossimo viaggio!

Infografica nelsalento.com

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Come fare i turisti letterari? Ve lo racconto in sette semplici consigli!

turismo letterario Trieste Joyce
La Statua di James Joyce a Trieste, credits: Mariangela Traficante

Siete già partiti per le vacanze? State programmando il vostro prossimo viaggio?

Quale che sia la vostra meta, se leggete questo blog abbiamo in comune una passione: quella di viaggiare con gli scrittori, e le storie. Alla ricerca di viaggi letterari. Ma come si fa, poi, in pratica, un viaggio letterario? Quali sono le cose da cercare, i luoghi che vogliamo scoprire? Mi sono fermata un attimo a pensare alle abitudini che ho man mano fatto mie, prima, durante e dopo un viaggio, ed allora ho pensato che sarebbe stato bello condividerle con voi. Si tratta di mosse semplici, consigli forse anche banali. Ma volevo raccontarvi come sono i miei viaggi letterari e cosa mi piace fare! Sicuramente vi ritroverete anche voi in queste abitudini. Che ne dite turisti letterari, partiamo?

turismo letterario
Dalla mia libreria: lo scaffale dei “viaggi”, un particolare!

Sorprese in casa

E’ una cosa che amo fare a prescindere: quando sto per prendere un treno, un aereo, quando sto per viaggiare, “sfoglio” le (disordinatissime) librerie di casa, per scegliere quale libro portare in vacanza. E spesso succede che mi capiti davanti proprio una storia ambientata dalle parti in cui sono diretta. Allora è fatta: uno dei libri da portare in vacanza sarà lui!

La magia della biblioteca

E poi scatta la spedizione in biblioteca, alla ricerca di qualche guida originale, qualche racconto di viaggio che mi porti già nel luogo che mi attende. Tra parentesi: quelle del Sistema Bibliotecario di Milano, che non mi stancherò mai di promuovere, sono fornitissime, compresi gli scaffali dedicati ai libri di viaggio ed alle guide turistiche. Se poi invece siete per caso delle parti di Brescia, potete approfittare di una vera “itineroteca”.

Cosa cerco nei luoghi che visito?

Stagni del Patriarca Mosca Bulgakov
Eccomi qualche anno fa agli Stagni del Patriarca a Mosca, credits: Mariangela Traficante chelibromiporto.com

Innanzitutto, se mi è capitato di leggere storie ambientate lì dove mi trovo in quel momento, parto ovviamente alla scoperta dei luoghi del libro! Così, beatamente una domenica mattina di un po’ di anni fa mi sono goduta Belleville a Parigi con in testa la tribù Malaussene. E mi sono emozionata a ritrovare, a Mosca, il luogo degli Stagni del Patriarca dove si apre uno dei romanzi più belli che io abbia mai letto, Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov.

Siete in cerca di ispirazione per il prossimo viaggio? Esistono un paio di mappe letterarie digitali e collaborative che fanno per voi: Cityteller e Litteratour. Come funzionano? Io li ho intervistati (qui trovate l’intervista a Cityteller e qui Litteratour).

Si tratta di due startup tutte italiane. E se poi siete proprio turismo letterario – dipendenti, non potete non fare un giro su Bookdrum. Io l’ho scoperto per caso qualche tempo fa, è un sito anglosassone che grazie ad una serie di contributors cataloga, recensisce e “mappa” i libri, dai classici ai contemporanei, con tanto di testi dedicati all’ambientazione e geolocalizzandoli, appunto, su una mappa.

turismo letterario
La villa di Ernest Hemingway a Key West, Florida. Ecco uno dei “suoi” six-toed cats! Credits: Mariangela Traficante

Com’è interessante varcare la soglia di casa di uno scrittore che abbiamo amato?

Saranno sicuramente segnalate nelle guide, specie se si tratta di autori famosi. Oppure, nei piccoli centri o in caso ci trovassimo in un luogo completamente ignoto, si può tentare facendo un giro all’ufficio turistico: parlo delle case degli scrittori, visitarle, specie se si tratta di un autore che abbiamo amato e se il nostro è un turismo letterario, è sempre emozionante. Magari anche spiazzante, non è detto che corrisponda all’immagine che ci eravamo fatta di lui. Ma dà corpo e tridimensionalità a qualcuno che abbiamo scoperto solo su carta. Che emozione per me è stata visitare la casa di Michail Bulgakov (ancora lui!) a Mosca (città peraltro ricchissima di case museo, tenetene conto se state pensando a un viaggio in Russia). Oppure le due ville di Ernest Hemingway, che in fondo ti sbattono in faccia meglio di tante parole le due facce specchiate nel Mar dei Caraibi. Cuba e Key West, Florida. Villa bellissima ma in forte degrado l’una, magione altrettanto ricca ma splendente, anche di marketing, l’altra.

Un giro in libreria

Anche se non parliamo la lingua del posto. Anche se magari non siamo neanche in grado di decifrarne i caratteri. È comunque bello curiosare tra ciò che leggono i locals, e poi spesso alcune librerie storiche sono ospitate in palazzi che valgono già di per sé la visita. Qualche spunto? La bellissima Dom Knigi, un palazzo Liberty sulla prospettiva Nevsky a San Pietroburgo. Oppure la Daunt Books in Marylebone a Londra, tutta in legno scuro e tipicamente british.

O, ancora, piccole chicche come questa che vedete in foto e di cui vi ho parlato qui, a Belgrado.

Librerie e, ovviamente, anche biblioteche. Sapete che nella British Library a Londra ho provato l’emozione di ascoltare la voce di Virginia Woolf nell’unica registrazione esistente della Bbc?

Passeggiate con gli scrittori

turismo letterario a TriesteQuesta piacevole abitudine cerco di coltivarla anche a Milano, con le passeggiate d’autore di cui vi parlo spesso. Ma se ci pensate un attimo sono tante le città, piccole e grandi, che hanno legato il loro nome ad uno o più scrittori. Allora perchè non visitarle ripercorrendo le loro orme? I modi per farlo sono tanti: cercate sui siti degli enti del Turismo locali, sui blog, sfogliate la vostra guida, chiedete all’ufficio turistico. E poi se siete comunque appassionati di un autore o di un genere particolare, sicuramente saprete già dove andare a cercare. Se per esempio siete appassionati di gialli scandinavi, gli itinerari che fanno per voi sono tanti e ben forniti. E poi ci sono città come Trieste, che sono intrise di letteratura: lì farsi ‘‘accompagnare” dagli scrittori è stato davvero facile, e bellissimo. A partire dal Museo di Italo Svevo e di James Joyce, piccoli gioielli ospitati nella biblioteca della città.

per Souvenir? Un libro!

turismo letterario in Sardegna
Mare e Sardegna di D.H. Lawrence, il mio souvenir di un fine settimana ad Alghero

E quando il viaggio finisce? Io cerco sempre di trovare un libro che me lo faccia ricordare. Un romanzo, una guida originale, un reportage. Scelto e acquistato rigorosamente in loco, come un vero e proprio souvenir. Leggerlo mi farà rivivere le emozioni del viaggio come riguardare le vecchie fotografie.
E per finire, due spunti sul web. Se cercate spunti di viaggio letterari, notizie sulle biblioteche più belle del mondo, chicche da andare a visitare per veri book addicted, ecco due siti che io consulto spesso: Il Libraio e Libreriamo. Provate a dare un’occhiata.

E ora tocca a voi! Come vi preparate a un viaggio letterario? E cosa cercate una volta a destinazione? Vi va di raccontarlo?

 

“Non dirmi che hai paura”: la storia sfortunata di Samia per entrare nel viaggio dei migranti

Non dirmi che hai pauraStamattina mi sono svegliata con un pensiero che vorrei condividere con voi.
E’ un viaggio diverso quello in cui vi voglio portare oggi.

Perchè c’è così tanto rumore (spesso con toni inopportuni) in questi giorni rivolto ai migranti che è impossibile stare zitti. Non voglio entrare nel merito della questione, voglio solo dire che almeno una cosa la possiamo fare: è ascoltare le storie di queste persone.

“La mattina che io e Alì siamo diventati fratelli faceva un caldo da morire e ci siamo riparati sotto l’ombra stretta di un’acacia”

Per puro caso ho da poco finito di leggere proprio Non dirmi che hai paura. Un libro che mi ha trascinata in questo viaggio, quello tragico di Samia, l’atleta somala simbolo delle Olimpiadi di Pechino morta nel Mediterraneo, quel mare che stava finalmente attraversando per raggiungere in fondo un sogno semplice: quello di potersi allenare in un Paese “normale” e scappare dalla guerra.
E lo scrittore Giuseppe Catozzella quel viaggio da girone infernale lo descrive molto bene, a cominciare da molto prima del Viaggio, a cominciare dall’infanzia e dall’adolescenza di Samia a Mogadiscio, tra sport, integralismo, allenamenti da “fantasma”, il sogno di cambiare le cose e la vita che cambia improvvisamente e questi sogni li cancella. “Prigioni” e speranze, deserto e paure, strozzini e annientamento della dignità umana. Ecco, per cercare di capire un po’ di più cosa hanno già affrontato queste persone prima di approdare alle nostre coste, a volte basta leggere storie come questa. Lo consiglio.

Tribook: la startup che mette in rete le librerie a Milano (e vi consegna i libri in bici)

librerie a MilanoIl libro lo cerchi online. Ma poi lo vai a comprare nella tua libreria di quartiere. Oppure scegli di fartelo consegnare rigorosamente in bicicletta. Comodità del web ma mescolata alla stretta di mano, ai rapporti “reali”, e con un pizzico di ecosostenibilità e km zero, per ora nelle librerie a Milano. Di cosa sto parlando? Di Tribook, ovvero “la tribù che legge”. Una startup che, come nella migliore “tradizione” di questi tempi scanditi dai social, ho incontrato prima su Twitter e poi, felicemente, dal vivo! Michela Gualtieri e Brian Suarez, le due anime di Tribook, erano infatti all’ultima edizione del Salone del Libro di Torino, a rappresentare insieme ad altri progetti innovativi l’area Book to the Future. Tribook per ora è attivo a Milano e mette in rete le librerie indipendenti e i libri di carta. Perchè lanciare un progetto innovativo non vuol dire per forza fare tutto digitale, anzi: sono convinta che la strada sia proprio quella dell’integrazione, lavorare sull’enorme potenziale del tecnologico per raccontare e proporre il territorio – quello reale – in modo originale ed efficace. Continue reading “Tribook: la startup che mette in rete le librerie a Milano (e vi consegna i libri in bici)”

E Jonathan Coe racconta l’Expo, quella del ’58 a Bruxelles

libri ambientati a Bruxelles“Thomas could once again see the glistening spheres of the Atomium rising above the trees, full moons of silver against the grey of the shifting afternoon sky”.

Oggi vi parlo di libri ambientati in Belgio, anzi, vi parlo in particolare di un libro ambientato a Bruxelles. Ma vi faccio fare anche un viaggio nel tempo, oltre cinquant’anni fa e attualissimo al tempo stesso. Perchè se avete in programma un viaggio a Bruxelles questo secondo me è un libro che potreste portarvi in valigia e sfogliare all’ombra dell’Atomium, sentendovi di colpo trasportati ai tempi gloriosi della sua inaugurazione. Perchè oggi vi parlo del libro che ho appena finito di leggere. E’ Expo 58 di Jonathan Coe. Uno scrittore britannico che io adoro. E che quando posso cerco di leggere in lingua originale per gustarmelo appieno, come ho fatto stavolta con l’edizione Penguin, mentre in traduzione italiana lo trovate pubblicato da Feltrinelli.

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Oggi scrivo di un tema che mi sta a cuore: parlo di libri e turismo responsabile e ospito Stefania

viaggio in Perù lago titicacaVi piace questa foto?

Ero sul lago Titicaca in Perù, ormai quasi sei anni fa. Io e mio marito visitavamo le Islas Flotantes sul lago, abitate dalla comunità degli Uros, ed eravamo diretti all’isola di Taquile, dove per un paio di giorni avremmo vissuto insieme ai “comuneros”, i locali che insieme agli antichi mestieri e ad una vita praticamente priva delle comodità moderne tengono viva la comunità anche grazie all’ospitalità ai turisti. Era il 2009 e quello era il nostro viaggio di nozze. Perchè ve lo racconto? Perchè quel viaggio di nozze avevamo voluto farlo con un’associazione di turismo consapevole, Perù Etico. Ed è stata un’esperienza indimenticabile.

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Joyeux anniversaire Tour Eiffel! Io mi tuffo nei romanzi di Claude Izner…

Doodle 126 anni Tour Eiffel ParigiJoyeux anniversaire Tour Eiffel!

Se anche prima ne eravamo all’oscuro, ci avrà pensato la nostra pagina Google a ricordarcelo, con un doodle dedicato che è quello che vedete qui: oggi è il compleanno della Tour Eiffel, che fu inaugurata esattamente 126 anni fa. Era il 1889, l’anno dell’Esposizione Universale di Parigi (ed è curioso pensarci oggi che manca esattamente un mese alla nostra Esposizione, Expo 2015 a Milano, vero?) e la Ville Lumiere si dotava della torre di ferro più famosa del mondo. Ma ve lo immaginate che fino a poco più di cento anni fa il profilo di Parigi (oggi diremmo skyline) era privo del suo “dettaglio” a noi più celebre? Continue reading “Joyeux anniversaire Tour Eiffel! Io mi tuffo nei romanzi di Claude Izner…”