#MilanoDaLeggere: Stendhal vive nel cuore della Biblioteca Sormani

itinerari letterari a MilanoComputer e faldoni sul tavolo al centro.

Librerie in legno zeppe di volumi alle pareti, rilegati in pelle color porpora.

Un grande specchio ottocentesco sopra un camino spento e, poco più in là, un ritratto ad olio.

E’ quello di Marie-Henri Beyle, meglio noto come Stendhal, ed anche buona parte dei libri che vediamo in giro sono suoi. Li leggeva, li portava con sè ovunque (erano forse loro la sua casa?) ci scriveva sopra appunti, annotazioni, pensieri. E oggi quei libri, e non solo, sono un piccolo grande tesoro che si cela nel cuore di un palazzo storico di Milano: la Biblioteca Comunale Centrale, ovvero la Sormani, al numero 6 di corso di Porta Vittoria.

Ed e’ questo il viaggio letterario in cui vi accompagno oggi. Sia che viviate a Milano, sia che alla prossima occasione di visitarla cerchiate un luogo prezioso da conoscere.

E’ incredibile come i luoghi possano raccontare e custodire storie come questa, che ho scoperto un paio di settimane fa. Vi avevo raccontato dei festeggiamenti per i 60 anni della Biblioteca Sormani di Milano. E dunque ne ho approfittato, per partecipare ad una visita guidata insieme ai bibliotecari che queste sale e questi angoli li conoscono e li amano. Ero curiosa di percorrerne i corridoi, di ammirare i depositi dei libri che di solito rimangono celati ai frequentatori. Ignoravo che questo elegante palazzo del ‘600 custodisse il cuore dei libri amati da Stendhal.

Si chiama proprio Centro Stendhaliano e custodisce due importanti raccolte legate allo scrittore francese: il Fondo Stendhaliano Bucci e la Raccolta Stendhaliana Pincherle.
Perchè Milano fu una città d’elezione, per Stendhal, che tanto viaggiò in Italia (e fu proprio un libro di ricordi e d’impressioni “Roma, Napoli, Firenze”, il primo ad essere firmato con lo pseudonimo di Stendhal), fino a diventare console francese presso lo Stato Pontificio con dimora a Civitavecchia. E proprio qui e a Roma, dopo la morte che lo colse in Francia il 23 marzo 1842, rimasero libri e lettere, riviste e manoscritti che fu l’amico Donato Bucci a custodire.

L’intera storia la potete leggere sul portale dedicato, dove è possibile anche consultare questo patrimonio che è stato digitalizzato.
D’altronde, lo scrittore di Il rosso e il nero e La Certosa di Parma amò evidentemente così tanto il nostro Paese da volere che sulla sua lapide a Parigi fosse scritto così: “Arrigo Beyle milanese“.
Ci guardiamo intorno nella stanza che custodisce questo piccolo grande tesoro e i bibliotecari ci spiegano che leggeva tanto Stendhal, ma annotava anche, ovunque. E oggi sfogliando – pur virtualmente – queste pagine, possiamo immergerci un po’ nella sua vita quotidiana.
Nella sala di consultazione chi sta portando avanti studi e ricerche su Stendhal può consultare i documenti, sia a stampa sia autografi.
Ma naturalmente non è l’unico motivo per cui vi consiglio di visitare la Biblioteca Sormani di Milano. Il palazzo, per esempio, ospita un giardino di lettura affacciato sui palazzi ottocenteschi del centro di Milano e che vi accoglie da aprile a ottobre.
Io ringrazio i bibliotecari per questa bella occasione e vi porto con me in un piccolo tour virtuale, con queste “cartoline” dalla Sormani. Buona passeggiata!

 

 

 

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Mariangela Traficante

Benvenuti! Se volete diventare turisti letterari e vi piacciono anche i libri di viaggio, eccomi qui. Sono Mariangela, giornalista e blogger, e abbiamo una passione in comune: viaggiare con un libro in mano, ma non solo! Vi racconto di luoghi di libri e di scrittori. Provo a consigliarvi cosa leggere prima di partire, e a lasciarvi ispirare da un libro di viaggio, da un racconto e, perché no, anche a scrivere il vostro!

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